Il santo patrono di Martina Franca è San Martino di Tours, celebrato insieme a Santa Comasia, patrona della città, in tre ricorrenze annuali: il 17 marzo, il 4 luglio e l’11 novembre. La festa principale è San Martino dell’aia, che si svolge generalmente nel primo fine settimana di luglio o nel secondo, se il 4 luglio cade dopo il primo fine settimana.
L’11 novembre ricorre invece San Martino delle sementi, la commemorazione più antica, legata alle esequie di Martino, vescovo di Tours, morto nel 397. Questa celebrazione coincide con la fine dell’anno agricolo e con l’apertura delle botti del vino novello, mentre la festa estiva unisce cerimonie religiose, cortei, luminarie, musica, fiera e tradizioni civili.
Le tre feste di San Martino a Martina Franca
Martino di Tours, il santo cavaliere simbolo di carità cristiana, è anche patrono di Martina Franca dove si festeggia 3 volte l’anno. Il 17 marzo San Martino del sacco, detta anche del Patrocinio, in ricordo del sacco della città del 1799 e della protezione accordata dal santo ai martinesi, festa istituita nel 1802; il 4 luglio San Martino dell’aia, istituita nei primi del Settecento trasformatasi nella festa principale dedicata al santo; San Martino delle sementi, infine, è la terza commemorazione che cade l’11 novembre, la più antica in cui si commemorano le esequie di Martino vescovo di Tours, morto nel 397.
| Ricorrenza | Significato |
|---|---|
| 17 marzo | San Martino del sacco o del Patrocinio |
| 4 luglio | San Martino dell’aia |
| 11 novembre | San Martino delle sementi |
San Martino del sacco, il 17 marzo
Il 17 marzo San Martino del sacco, detta anche del Patrocinio, ricorda il sacco della città del 1799 e la protezione accordata dal santo ai martinesi. La festa fu istituita nel 1802.
San Martino dell’aia, il 4 luglio
Il 4 luglio San Martino dell’aia, istituita nei primi del Settecento, si è trasformata nella festa principale dedicata al santo. La più solenne è indubbiamente San Martino dell’aia che generalmente si festeggia il primo fine settimana di luglio o il secondo, se cade dopo il 4, e che è diventata la festa religiosa e civile del Santo.
Il 4 luglio è una data molto significativa perché anche a Tours, la città dove è sepolto il Santo vescovo, si celebra la traslazione del corpo di Martino nell’abside della prima basilica touronense.
San Martino delle sementi, l’11 novembre
San Martino delle sementi è la più antica delle tre commemorazioni locali e cade l’11 novembre. Una tradizione particolare di questa festa prevede inoltre la benedizione delle sementi all’interno della Basilica. Questo il motivo per cui i locali chiamano questa festa “San Martino delle Sementi”.
Se avete in previsione una vacanza in Valle d’Itria nel mese di novembre, non potete certo perdere la festa patronale di Martina Franca, in onore di San Martino di Tours, che si festeggia l’11 Novembre. Infatti l’11 Novembre non si festeggia solo il santo patrono ma anche la fine dell’anno agricolo, e quindi i prodotti della terra, e in particolare l’uva e il vino novello, protagonista di questa festa.
È il momento in cui il sacro si unisce al profano e la convivialità la fa da padrone. È il momento in cui si aprono le botti per poter gustare il vino novello, con il suo profumo fruttato e il colore rosso violaceo.

San Martino e Santa Comasia, i patroni della città
Con san Martino, infatti, è patrona meno principale della città Comasia, una martire sepolta nella catacomba di sant’Agnese a Roma, i cui resti mortali furono concessi per grazia da Papa Innocenzo X al clero e alla città di Martina Franca nel 1645.
Santa Comasia è stata una martire romana, presumibilmente vissuta tra il II e il IV secolo. È patrona, insieme a San Martino, della città.
La presenza di un corpo santo (o presunto tale) in città fu determinante per la popolazione al punto che nel tempo il culto si è radicato e si festeggia con san Martino, a cui la santa è seconda come protettrice civica.
In un documento rilasciato il 10 settembre a Roma si legge: Concessione del corpo di santa Comasia martire al Capitolo, clero e terra di Martina die X septembris 1645.
La reliquia di San Martino e la storia della festa
Nel 1712 giunse a Martina Franca, portata da un frate cappuccino, una reliquia di san Martino, deposta prima nella chiesa di Santa Maria d’Itria dei Cappuccini in Valle d’Itria e poi traslata, il 4 luglio, nella Collegiata, l’attuale Basilica.
L’allora duca di Martina Francesco II Caracciolo fece realizzare un reliquiario ancora oggi conservato nella cappelletta del tesoro.
Nel 1755 nacque il rito sacro dell’offerta dei ceri delle autorità civili alla Collegiata di san Martino. Il rito, che si ripete ancora, è altamente simbolico del riconoscimento dell’allora Università (Municipio) di Martina Franca della festa religiosa e del ruolo di san Martino come protettore e intercessore per i martinesi.
Ogni anno il sindaco conduce il corteo dei ceri dal Municipio fino alla Basilica martiniana, dove nel suo discorso alla cittadinanza espone un resoconto dello stato di “salute” di Martina e preannuncia buoni propositi per il futuro.
Le statue argentee dei santi patroni
Le statue di San Martino e Santa Comasia, interamente in argento, opera di un artista napoletano, sono portate in processione la prima domenica di luglio.
Tornando alle statue, realizzate dall’argentiere Andrea De Blasio nei primi del 1700, esse sono in argento fuso, cesellato e bulinato con dorature; entrambe nel petto conservano alcune reliquie.
Durante i quattro giorni di festa, dal venerdì al lunedì, in chiesa vengono esposte al pubblico le statue argentee dei santi patroni. Si espongono ai fedeli durante le tre festività martiniane locali e in quella estiva l’esposizione avviene il venerdì sera, con una coreografica processione in chiesa.
Le preziose statue si portano in processione la domenica della festa patronale di luglio mentre tutto l’anno esse sono conservate in un’ampio vano a destra dell’altare maggiore, insieme al tesoro della Collegiata, serrato, esposte anche durante altre ricorrenze religiose.
La processione e la leggenda della statua pesante
Si dice che la statua di san Martino non debba mai precedere la statua di santa Comasia, altrimenti si appesantisce progressivamente. La leggenda narra infatti che, una volta, la statua del patrono, superata la soglia della basilica, si sia così appesantita che i portantini hanno dovuto posarla a terra sulla mezzaluna esterna della gradinata, senza riuscire più a sollevarla.
Essi decisero allora di far passare la statua della Santa. Fatto ciò la statua del santo patrono si “alleggerì” magicamente, consentendo il proseguimento della processione. È da allora che la statua di santa Comasia precede sempre la statua di San Martino.
La fantasia popolare ha tramandato sui Santi tante simpatiche storie. C’è chi racconta che san Martino e santa Comasia siano fratello e sorella. Guai se non si porta in processione, durante la solenne festa patronale estiva, la statua di santa Comasia! La Patrona potrebbe vendicarsi al punto da rendere pesantissima la statua di san Martino, impossibile da sollevare.
L’origine del nome Comasia
A proposito del nome “Comasia” conosciuto in zona solo nel territorio di Martina Franca. Il popolo non sapendo come chiamare le reliquie della sconosciuta martire vociò: “come sia sia”! E nacque Comasia.
La festa patronale estiva di luglio
Una solenne festa si svolge a Luglio a Martina Franca in onore del santo patrono Martino di Tours. Per quattro giorni, cerimonie sacre e civili, una grande fiera, musica classica nelle piazze sulle casse armoniche, spettacolari luminarie barocche, fuochi pirotecnici e luna park.
La celebrazione di luglio del Santo Patrono Martino è un tripudio per tutta la città, ornata a festa da barocche luminarie e da casse armoniche che regalano momenti musicali di alto livello.
La festa patronale estiva è stata molto importante in passato per tutti i martinesi emigrati per lavoro, che spesso prendevano le ferie proprio agli inizi di Luglio per non mancare alla festa religiosa più sentita.
Il pellegrinaggio dei simulacri
Con lo slogan di quest’anno, ‘Pellegrini di Speranza’, la comunità di Martina Franca si stringe attorno ai suoi santi patroni, San Martino e Santa Comasia. Un programma ricco, che unisce momenti di profonda devozione religiosa ad eventi civili, musicali e solidali, attraversa la città fino al 6 luglio, riaccendendo il legame indissolubile tra i cittadini e la propria identità storica.
Quest’anno, la festa patronale assume un significato ancora più profondo grazie al pellegrinaggio dei venerati simulacri argentei dei patroni attraverso le diverse comunità parrocchiali della città. Questo cammino itinerante punta a rafforzare i legami di fraternità e a far sentire la Chiesa come un popolo in cammino verso l’unità.
La prima fase dei festeggiamenti, attiva dal 27 giugno al 3 luglio, vede i simulacri protagonisti di una vera e propria missione sul territorio. Dopo la partenza dalla Basilica di San Martino, le effigi sacre sono state accolte prima nella parrocchia Divino Amore e successivamente nella parrocchia di Maria S.S. del Monte Carmelo. Ultima tappa in programma nella parrocchia di Sant’Antonio.
Il corteo civico e l’offerta dei ceri
Il fine settimana vedrà l’ingresso nel vivo della festa: sabato 4 luglio, la mattina si aprirà in Basilica con l’incontro del card. Fernando Filoni, Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, con le delegazioni dei Cavalieri e delle Dame.
Nel pomeriggio, il tradizionale ed emozionante ‘Corteo civico’ guidato dal sindaco di Martina Franca, Gianfranco Palmisano, accompagnato dalle autorità civili, militari e dal Gran Concerto bandistico “Città di Rutigliano”, si muoverà da Palazzo Ducale verso la Basilica.
Qui avverrà la solenne offerta dei ceri da parte dell’amministrazione comunale e il discorso del sindaco alla città, seguito dalla benedizione. La serata proseguirà in piazza XX settembre con le note del Gran Concerto Bandistico diretto dal m° Gaetano Cellamara.
La processione dei santi patroni
Domenica 5 luglio sarà la giornata di massima devozione. Dopo le sante messe del mattino e la solenne celebrazione eucaristica delle ore 11 presieduta dal cardinale Filoni, alle ore 19.15 prenderà il via la processione con le statue dei santi patroni.
Il corteo attraverserà il cuore della città - tra cui Piazza Plebiscito, Piazza Maria Immacolata, Via Cavour, Corso Italia e Piazza XX Settembre - accompagnato dalle massime autorità religiose, civili, militari e dalle associazioni.
Le statue d’argento saranno portate a spalla da giovani, adulti, uomini e donne in una straordinaria gara di affetto, devozione e festa. I simulacri faranno rientro in Basilica in tarda serata per l’ultima messa, prima del gran finale musicale in Piazza XX Settembre.
La giornata del Ringraziamento
I festeggiamenti si chiuderanno ufficialmente lunedì 6 luglio con la Giornata del Ringraziamento, dedicata a lodare e benedire il Signore per il dono di San Martino e Santa Comasia come patroni e modelli di vita.
Alle ore 19.00 verrà celebrata la Santa Messa di Ringraziamento, seguita alle ore 20.00 dalla rassegna dei cori parrocchiali “Note in Canto”, un momento di armonia e coralità che sigillerà una festa capace come ogni anno di unire fede millenaria e splendore civile.
La fiera patronale e l’artigianato locale
Durante i tre giorni di festa viene organizzata una grande fiera, si dice sia la più antica di cui si abbia memoria, dove è possibile trovare un po’ di tutto, ma ciò che fa la differenza è la presenza dei mastri cappottari e dell’industria tessile.
La città di Martina Franca vanta infatti un’antica tradizione nel settore manifatturiero, ed è per questo che il cuore della città, Piazza XX settembre e Corso Italia sono interamente dedicati a quest’arte.
Ovviamente la fiera non si esaurisce qui, lungo Corso Messapia, Viale Carella e Piazza Filippo d’Angiò potrete trovare le bancarelle di casalinghi e tante specialità locali, dai capperi salati al miele, dalla salsiccia piccante ai caciocavalli podolici.
Martina Franca durante la festa
Per ammirare in tutto il suo splendore barocco la città di Martina Franca, lasciate la calca tipica dei giorni di festa, e immergetevi nelle viuzze per ammirare i palazzi signorili riccamente decorati dalla fantasia di abili scalpellini che fra girali, volute, cariatidi, putti e ghirlande hanno esaltato la bellezza architettonica di ogni singolo angolo, anche quello più nascosto.
Con la passeggiata il fascino retrò ti avrà talmente contagiato che non potrete non assaggiare i deliziosi dolci dello storico Bar Tripoli, bar centenario situato a pochi passi dalla Basilica. Se il clima lo permette il nostro consiglio è di sedervi all’aperto e gustarvi dolce e caffè osservando il via vai continuo della piazza.
La campagna e le Fogge di Lama Nuova
Il secondo giorno potete dedicarlo ancora alla fiera oppure prendere una pausa dalla folla e dedicarvi ad esplorare la campagna. Sicuramente il clima sarà clemente e adatto ad un’escursione nelle nostre contrade, non a caso, in tutta Italia, si chiama l’estate di San Martino.
Per voi abbiamo scelto un’escursione per scoprire le Fogge di Lama Nuova, e ripercorrere i vecchi tratturi della transumanza. Le fogge infatti altro non sono che cisterne che servivano a raccogliere l’acqua piovana.
Se un tempo erano un punto di sicuro abbeveraggio per le mandrie in transumanza, cosa molto importante in una regione arida come la nostra, oggi invece rappresentano un microhabitat per tante specie acquatiche.
Il punto di partenza è il bioagriturismo “La Casa degli Uccellini” e il percorso è facile e lungo circa 5 chilometri.

Le specialità della festa
La tradizione prevede che durante i giorni di festa le macellerie preparino manicaretti di ogni sorta, come la porchetta, il brodo di carne, il capocollo e l’arrosto misto (fegatini, salciccia e bombette).
Anzi c’è addirittura chi sostiene che la fama dell’arrosto misto derivi proprio da San Martino che lo ha reso famoso non solo tra i locali ma soprattutto fra tutti gli avventori della festa. Perciò non vi resta che sedervi in qualche macelleria e aspettare di assaporare i piatti della tradizione.
San Martino e Santa Comasia nella campagna
San Martino e santa Comasia sono spesso effigiati (statue o dipinti) in nicchie rurali dei trulli o delle masserie nella campagna di Martina Franca.
San Martino diventa così un Saturno cristiano che deve assicurare al contado prosperità, simboleggiata dal grano e dall’uva, attributi del Santo. Un potere che viene rafforzato quando appare accanto Comasia come la Cerere pagana protettrice della campagna.