Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Orta San Giulio

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta si trova nel cuore di Orta San Giulio, in cima alla salita della Motta, una strada pedonale fiancheggiata da edifici storici. L’edificio domina il borgo e dal piazzale offre una vista sui tetti del paese, sull’isola di San Giulio e sulle montagne che si affacciano sul lago.

La chiesa attuale è il risultato di una lunga storia iniziata nel 1485 con la costruzione di un edificio dedicato alla Madonna della Consolazione, eretto come voto della comunità dopo la fine di un’epidemia. L’impianto originario tardoromanico fu ampliato e trasformato soprattutto tra il XVII e il XVIII secolo, quando furono aggiunti elementi barocchi e rococò, cappelle, decorazioni e opere d’arte.

Chiesa Santa Maria Assunta Orta facciata

Dove si trova e come raggiungerla

La chiesa si trova in Via Caire Albertoletti, al termine della salita della Motta, nel centro storico di Orta San Giulio. Sorge al culmine di una salita pavimentata con ciottoli di fiume e fiancheggiata da palazzi storici.

La Chiesa è in cima al “Monte Motta”, una strada pedonale fiancheggiata da edifici storici. La chiesa è affiancata da un campanile tardoromanico del 1505, costruito con massi granitici squadrati e caratterizzato da una cella campanaria con monofore, bifore e trifore.

L’accesso avviene negli orari di apertura. L’orario indicato per la domenica è dalle 09:00 alle 18:00, con Santa Messa alle 10:00.

Origini e storia della chiesa

La chiesa risale alla seconda metà del Quattrocento: fu costruita dall’architetto Nicolao Monti nel 1485. Inizialmente venne intitolata a Santa Maria della Consolazione: la chiesa infatti fu eretta per un voto fatto dalla comunità ortese, nel caso fossero sopravvissuti alla pestilenza che dilagava in quegli anni.

La prima versione della chiesa venne costruita a partire dal 1485 come ex voto alla Madonna della Consolazione, in occasione della fine di un’epidemia. Essa era assai più piccola di quella attuale, costruita ancora in stile prevalentemente romanico e non era ancora chiesa parrocchiale, dipendendo dalla pieve dell’Isola di San Giulio, dalla quale divenne indipendente solo nel 1590.

La prima dedicazione era alla Madonna della Misericordia. Il passaggio alla dedicazione alla Madonna dell’Assunta ebbe luogo ufficialmente nel 1560, quando essa ottenne diritti parrocchiali, anche se, nei documenti ufficiali, il titolo di parrocchiale di Santa Maria Assunta apparve soltanto verso il 1700.

Si dice che la chiesa fosse stata costruita in un luogo dove ne era già presente una più antica, fondata da san Giulio, la cui esistenza era già documentata a partire dal 1217.

Nel corso dei secoli la chiesa subì molte modifiche e ampliamenti, in particolare fra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo, in ragione delle disposizioni emanate dal Concilio di Trento in tema di edifici religiosi. Il primo ampliamento si ebbe comunque già nel sedicesimo secolo.

A metà del diciassettesimo secolo la chiesa venne pavimentata e venne costruita, dove prima c’era la sagrestia, la cappella del Rosario, sul lato destro. Verso la fine del diciassettesimo secolo vennero decorate ed allestite le cappelle.

Fra il 1698 e il 1725 la chiesa fu oggetto di profonde modifiche strutturali, con la costruzione della cupola sovrastante il presbiterio, della volta dell’abside e della cupola della cappella del Rosario.

L’edificio che può essere visto è del XVIII secolo ed è stato dedicato a Maria Assunta. La facciata venne modificata più volte, fino alla versione attuale disegnata da Carlo Nigra nel 1940.

La facciata e il protiro

La chiesa ha una bella facciata ocra. La facciata “giallo oro” si presenta con una struttura a salienti ammorbidita dalle curve che richiamano il Barocco ed è abbellita da stucchi: essa culmina con una statua della Madonna e due angeli.

La facciata è una ricostruzione del 1941 dell’architetto Carlo Nigra. La facciata è di Carlo Nigra ed è preceduta da un protiro su colonnine binate del XVII secolo.

Il protiro, al quale si accede per mezzo di tre scalinate, una centrale più antica e due laterali costruite successivamente, risale al XVII secolo. L’architrave del portale, realizzato in serpentino d’Oira grezzo, è più antico del protiro stesso, forse con parti ricavate dalla chiesa di San Nicolao al monte e da quella di San Bernardino.

Interessante il portale, che si tende facilmente a non notare, forse perché da lontano è nascosto dal protiro e quando si è in prossimità lo sguardo tende a venire attirato dall’interno. Esso è scolpito in pietra locale, il serpentino di Oira, e costituisce uno degli elementi più antichi della chiesa.

La pietra di coronamento orizzontale è lavorata con motivi stilizzati e, al centro, vi è la sigla di san Bernardino; questi motivi sono ripresi anche nelle lesene. Sulle lesene, sui capitelli e sul sottarco sono presenti decorazioni intagliate di stili diversi.

Sulle lesene laterali sono presenti candelabri a grottesca, soggetti tipicamente rinascimentali. Fra i rilievi si riconosce la figura della Vergine Assunta, il che tende a far escludere che il portale provenga dalla chiesa primitiva.

I capitelli sembrerebbero essere di recupero. I bassorilievi sui capitelli di sinistra rappresentano foglie di quercia, simbolo di forza e di immortalità, quelli di destra riportano invece due civette, che simboleggiano sia l’oscurità, sia la vigilanza, e un motivo legato alla Natività, con due pastori, due cani, una pecora e una stella.

I capitelli hanno una simbologia romanica e fanno pensare a un’epoca anteriore, infatti si può notare che sono stati staccati dalla struttura precedente, specie in alto dove dovrebbero trovare un legame con la parte interna.

Struttura interna

L’interno della chiesa è a tre navate separate da archi a tutto sesto sostenuti da colonne in pietra a sezione circolare e dotate di capitelli bassi e riccamente decorati.

La chiesa all’interno si divide in tre navate: quelle laterali sono divise da quella centrale con pilastri di granito i quali sorreggono gli archi a tutto sesto. Sono presenti due profonde cappelle laterali, due cappelle a caponavata più piccole e poco profonde e due battisteri a inizio navate, quello di sinistra è quello attuale, l’altro è quello vecchio.

L’abside è a pianta poligonale. L’abside è rivolta a monte e il pavimento per raggiungere l’altare è infatti lievemente in salita.

Gran parte delle superfici interne, in particolare le volte e le pareti della navata centrale e del presbiterio, nonché la cupola all’incrocio con il transetto, sono decorate in stile rococò, consistenti in quadrature architettoniche entro le quali sono collocate scene tratte dall’Antico Testamento o glorie angeliche.

Interno a tre navate Santa Maria Assunta Orta

Gli affreschi e le decorazioni rococò

Tali decorazioni vennero realizzate fra il 1751 e il 1763 dal pittore locale Luca Rossetti per quanto riguarda la parte figurativa. Le quadrature vennero invece realizzate dai pittori valsesiani Orgiazzi.

Gli affreschi che decorano la volta e le pareti sono opere di artisti locali, capaci di donare alla chiesa un’atmosfera calda e accogliente. Sull’arco antistante il presbiterio è rappresentata l’incoronazione della Vergine Assunta.

Nella cupola angeli festanti cantano la gloria della Vergine. Due angeli reggono mazzi di rose, richiamo simbolico alla rosa mistica mariana.

Sotto gli archi delle navate sono presenti medaglioni e riquadri mistilinei dorati nei quali sono rappresentate scene bibliche, in particolare storie delle donne dell’Antico Testamento, accostate alla figura dell’Assunta.

  • L’incoronazione di Ester.
  • La storia di Giaele.
  • La vicenda di Sisara.
  • Le gesta di Giuditta e Oloferne, che occupano tre medaglioni.

Sulle pareti laterali, sotto gli archi, si trovano poi cinque grandi quadri realizzati a cavallo fra diciassettesimo e diciottesimo secolo, di attribuzione incerta e raffiguranti episodi della vita della Vergine. Un sesto quadro si trova attualmente nell’oratorio della Santissima Trinità.

I battisteri

A sinistra dell’ingresso entrando è presente il battistero. L’affresco sulla parete di fondo raffigurante il battesimo di Cristo venne realizzato nel 1617 ad opera della scuola del Morazzone.

È ancora presente l’equivalente rappresentazione sulla parete del battistero vecchio, a destra dell’ingresso, attribuito a Giacomo Filippo Monti, pittore di Orta attivo anche al Sacro Monte e alla Basilica sull’Isola di San Giulio.

Le cappelle laterali

Cappella del Sacro Cuore

La Cappella del Sacro Cuore è la cappella a caponavata sinistra. L’attuale titolazione risale solo al 1949. In precedenza era stata dedicata a San Carlo e poi a San Giuseppe.

L’altare del XVII secolo proviene da una cappella non più esistente nella Chiesa di San Quirico. Al centro dell’ancona si trova una pala d’altare del XVI secolo di ignoto artista lombardo raffigurante un Cristo flagellato fra i Santi Bernardino e Marta.

Cappella dell’Immacolata

La Cappella dell’Immacolata è la cappella a caponavata destra. In origine era dedicata a San Giulio.

Al centro contiene una nicchia in cui è collocata una statua di legno dell’Immacolata del 1783, che con un piede calpesta la testa di un drago recante un pomo in bocca e trafitto da una freccia.

Intorno alla nicchia sono stati dipinti a tempera degli angeli da C. Grossi nel 1922.

Cappella del Santissimo Sacramento

La Cappella del Santissimo Sacramento è la cappella che si innesta sulla parete sinistra. L’attuale aspetto della cappella risale al XVIII secolo.

La pala d’altare è rappresentata da un’Ultima Cena del XVII secolo, copia dell’Ultima Cena di Gaudenzio Ferrari conservata nella Chiesa di Santa Maria della Passione a Milano. Essa è inserita in una cornice dorata dei primi del XVIII secolo.

Le decorazioni della volta vennero realizzate una prima volta nel 1711 dal pittore locale Pietro Rossetti, poi rifatte in stile all’inizio del XX secolo.

In una grande nicchia nella parete di destra sono conservate una statua della Madonna Addolorata del secondo decennio del XVIII secolo e una del Cristo Morto, di poco più antica.

Sulle pareti laterali sono presenti due quadri, uno di Mosè che riceve le tavole della Legge, del periodo a cavallo fra XVII e XVIII secolo, e un ovale con San Pietro Avellino, attribuito all’ultimo periodo di Giovanni Battista Cantalupi, quindi fra il 1778 e il 1780.

Cappella del Rosario

La Cappella del Rosario è la cappella che si innesta sulla parete destra. Essa deve il suo aspetto attuale alla risistemazione disposta da Gerolamo Gemelli nella seconda metà del XVIII secolo, della cui famiglia essa rappresentava la cappella gentilizia nonché il sepolcro di famiglia.

La cappella era comunque costruita già fra il 1653 e il 1661 e destinata alla Confraternita del Rosario. L’altare è ancora quello in marmo che venne installato fra il 1673 e il 1677.

La statua della Madonna del Rosario presente al centro è però una statua in terracotta dipinta a simulare il marmo, opera di Carlo Beretta, risalente alla risistemazione voluta dal Gemelli. Ad essa risale anche la vetrina in marmo nero per le reliquie ricavata nella parete sinistra.

La decorazione pittorica della cappella venne affidata dal Gemelli al pittore locale Giovanni Battista Cantalupi, che trasformò la cappella in una sorta di scrigno rococò, in cui alle rappresentazioni di tema religioso si sovrappongono riferimenti all’ambito familiare del committente.

Ai lati della statua della Madonna sono perciò rappresentati, su piedistalli trompe-l’œil, i Santi Domenico e Rosa da Lima, omaggio alla moglie del Gemelli, Rosa Manzoni, zia paterna dell’autore dei Promessi Sposi.

Sulle pareti laterali sono rappresentati, a sinistra, Sant’Ottavio, nome del padre e di un fratello, e San Carlo e, a destra, San Gerolamo e Santa Caterina d’Alessandria, nome della madre.

Sopra ai quattro santi quattro dipinti trompe-l’œil raffigurano scene tratte dal Cantico dei Cantici. Le scene bibliche sono state rappresentate con uno stile più vicino alle scene profane.

Sulla parete destra è appeso un quadro di Giulio Cesare Procaccini raffigurante la Processione di San Carlo durante la peste. Si tratta di uno degli esempi più significativi del primo Seicento lombardo.

Ai lati dell’accesso e sul sottarco sono rappresentati i Misteri del Rosario sotto forma di piccole scene monocrome verdi o violacee. Sulla cupola è presente la Gloria della Vergine, mentre i pennacchi sono occupati dalle allegorie delle virtù.

Cappella del Rosario Procaccini Orta

Il presbiterio e l’altare maggiore

Il presbiterio è poligonale. Il suo catino absidale è completamente occupato da una grande quadratura, coeva di quelle della navata, in cui un cielo popolato da angeli in volo sembra irrompere all’interno, tanto che una parte delle nubi arriva a nascondere la balaustra marmorea trompe-l’œil.

La volta, sovrastante il coro, è completamente affrescata con angeli volanti, opera riconducibile ai fratelli Orgiazzi di Varallo.

La parte bassa delle pareti è occupata dagli stalli di un coro della metà del XVII secolo. Il coro è realizzato in noce e, sulle pareti sopra di esso, vi sono alcuni dipinti.

Nella parte superiore delle pareti sono presenti vari quadri. Al centro, all’interno di una ricca cornice in legno dorato, si trova un’Assunta fra gli Apostoli, opera manierista di incerta attribuzione della fine del XVI secolo.

Sullo sfondo dell’abside vi è una pala lignea con un’aurea cornice, la quale rappresenta la Vergine Assunta in cielo. Sulla base del quadro si può trovare l’iscrizione latina “Assumpta est Maria in coelum gaudent angeli” e la data, 1790, probabilmente riferita alla cornice di influenza tardo-barocca.

La pala rappresenta gli apostoli che, in semicerchio, contemplano da una parte il sepolcro vuoto di Maria e dall’altra la Vergine Assunta fra la gloria degli Angeli. Solitamente si tende ad attribuire questa tavola a Fermo Stella da Caravaggio, anche se non si hanno notizie certe.

Immediatamente ai lati si trovano due Angeli musicanti della bottega del Morazzone, realizzati fra il 1615 e il 1617. Sulle pareti laterali, infine, a sinistra si trova una preziosa Immacolata Concezione di Stefano Maria Legnani, detto il Legnanino, e, a destra, un Transito della Vergine del fratello di questi.

Due dipinti rappresentanti angeli musicanti sono attribuiti al Morazzone, mentre gli altri due, attribuiti al Legnani, raffigurano rispettivamente l’Immacolata Concezione e il transito della Madonna.

L’altare attuale venne installato nel XVII secolo ed è in legno dorato. Molto ricercato per disegni, intagli e scene dipinte a monocroma, esso presenta sulla sua parete verso navata scene bibliche in bassorilievo.

La sua superficie lignea è descritta anche come legno dorato a bolo e rappresenta scene tratte dall’Antico Testamento. La porta del tabernacolo reca l’Ultima Cena.

Da notare che per molte decorazioni è stata utilizzata la tecnica della meccatura, in cui una decorazione in argento viene trattata con una speciale vernice, detta appunto mecca, in modo che la foglia d’argento assuma l’aspetto di una foglia d’oro.

La vista dal piazzale

La posizione della chiesa è uno degli elementi che più caratterizzano la visita. Sorge sulla sommità del centro storico e domina il paese, trovandosi in cima alla strada che porta al cimitero, in corrispondenza del punto dove la strada piega a sinistra.

Dal piazzale della chiesa, la vista è splendida sui tetti del villaggio, l’isola di San Giulio e le montagne che si affacciano sul lago.

La salita della Motta, fiancheggiata da edifici storici e percorsa a piedi, collega la chiesa con il tessuto più suggestivo del borgo. La posizione consente di proseguire verso Piazza Motta, scendere al lago o salire al Sacro Monte, creando un percorso suggestivo tra arte, architettura e paesaggio.

Vista dal piazzale Orta lago isola San Giulio

La chiesa nel percorso di visita di Orta

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta rappresenta uno dei gioielli del barocco novarese. La sua posizione sulla salita della Motta la inserisce in un itinerario che comprende le stradine del borgo, il lago e i principali luoghi di interesse storico e artistico di Orta San Giulio.

  • Basilica di San Giulio.
  • Sacro Monte di Orta.
  • Isola di San Giulio.
  • Palazzo della Comunità.
  • Lago d’Orta.
  • Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte di Orta.
  • Riserva Naturale Speciale del Monte Mesma.
  • Riserva Naturale Speciale della Torre di Buccione.

La chiesa si trova in un contesto in cui la salita, il borgo storico, le opere d’arte sacra e il panorama sul lago formano un unico percorso di visita.

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