Chiesa evangelica zaccardiana: storia, identità e dottrina

La Chiesa evangelica zaccardiana è una realtà pentecostale italiana nata dalla predicazione di Domenico Zaccardi (1900-1978) e collegata alla prima comunità pentecostale di Roma, sorta nel 1943. Gli Zaccardiani condividono la fede pentecostale nei doni e nella guida dello Spirito Santo, praticano il battesimo per immersione e celebrano la Santa Cena.

Il tratto distintivo del movimento è la credenza nella “separatezza” dal mondo, associata a una struttura fortemente congregazionalista, a una dottrina conservatrice e a una notevole riserva nei rapporti con l’ambiente esterno. Le comunità sono guidate da anziani laici e, secondo le stime riportate, gli aderenti in Italia sono circa 3.000, distribuiti in circa settanta località.

Il contesto: la nascita del movimento pentecostale in Italia

Per comprendere bene chi sono i Pentecostali Zaccardiani occorre tracciare la storia del Movimento Pentecostale in Italia fino al 1945 circa. Vediamo dunque di tracciarla, sia pur brevemente.

Appartenenti a un movimento cristiano sorto negli Stati Uniti, in ambito protestante, fra il 19° e il 20° sec. e diffusosi in varie parti del mondo, influenzando anche ambienti cattolici. I p. incentrano l'esperienza religiosa sul rinnovamento dei doni dello Spirito Santo nella Pentecoste (battesimo dello spirito), che si manifestano anche attraverso carismi ed esperienze visionarie.

Il movimento pentecostale è la continuazione dell’opera dello Spirito Santo sceso il giorno di Pentecoste sui discepoli che formavano la prima Chiesa a Gerusalemme. Questo avveniva pochi giorni dopo l’ascensione al cielo di Gesù Cristo.

Nei secoli successivi a questo episodio biblico in cui i discepoli di Gesù sono stati rivestiti di potenza per essere i suoi testimoni (in greco: martyres) in tutta la Terra (Atti, 1:8), la Chiesa, cioè l’assemblea dei credenti guidati dallo Spirito Santo, ha intrapreso un cammino molto travagliato, subendo varie persecuzioni sotto l’Impero Romano, ma anche dopo, da parte delle istituzioni, spesso cristiane solo di nome.

Non è quindi facile ricostruire la vera storia del movimento pentecostale, visto che ci si deve basare sui documenti conservati dalle istituzioni che in un modo o nell’altro lo hanno ostacolato. Tuttavia esistono vari libri e testimonianze, che possono essere rintracciate anche in rete.

Oggi il movimento evangelico pentecostale, che raccoglie l’eredità dei movimenti spirituali del passato (soprattutto del grande risveglio evangelico iniziato nei paesi di lingua anglosassone nella seconda parte del secolo XIX) costituisce il più cospicuo movimento spirituale cristiano contemporaneo. Attualmente, si stima che siano evangelici pentecostali diverse centinaia di milioni di cristiani e il numero è in continua crescita.

Luigi Francescon e i primi tentativi di evangelizzazione

In base a quello che dice Luigi Francescon (1866-1964) - uno dei primi credenti Italiani che ricevettero il battesimo con lo Spirito Santo in America, e che prima fu anziano dell’Assemblea Cristiana di Chicago, cioè della prima Chiesa Pentecostale Italiana negli Stati Uniti che era sorta nel 1907, e poi fu il conduttore della Congregazione Cristiana di Chicago da lui fondata nel 1925 - nel suo scritto ‘Fedele testimonianza’, nell’Aprile del 1908 quattro fratelli vennero dall’America in Italia per evangelizzare.

Ma la loro missione non ebbe il successo da loro sperato, in quanto 3 di loro dopo avere evangelizzato i loro parenti e conoscenti non poterono vedere persone convertite, mentre il quarto, di nome Demetrio Cristiani, vide i suoi parenti convertiti, ma non lasciò dietro a sé nessun gruppo di credenti in quanto i suoi parenti ritornarono con lui in America.

Chi invece, sempre secondo il fratello Francescon, venuto in Italia in quello stesso anno, dopo aver evangelizzato, lasciò dei gruppi di credenti, fu il fratello Giacomo Lombardi. Infatti egli dice che il fratello Giacomo Lombardi nel 1908 venne in Italia ‘ove il Signore ne salvò parecchi, e furono da Lui (il Signore) piantati per essere suoi testimoni in quella nazione’.

Giacomo Lombardi e la nascita della Chiesa Pentecostale di Roma

Vediamo quindi di parlare del suo primo viaggio in Italia e dei frutti che esso portò, non prima però di avere detto qualcosa sulla vita di questo fratello.

Lombardi nacque il 3 Ottobre 1862 a Prezza, un piccolo paese in provincia di L’Aquila. Giunse negli Stati Uniti nel 1892. Si convertì a Cristo nel 1894, e divenne membro della Prima Chiesa Presbiteriana Italiana di Chicago, dove fece conoscenza di Luigi Francescon, uno degli anziani, di Giuseppe Beretta, di Pietro Ottolini e del loro gruppo.

Ma lui, quando nel 1903 questi fratelli uscirono da quella Chiesa per ragioni dottrinali, non li seguì. Si unì a loro però in seguito, precisamente nel 1907 quando nel locale di culto sito in Grand Avenue, dove si radunava la chiesa chiamata ‘la chiesa dei toscani’, molti furono battezzati con lo Spirito Santo e guariti da infermità.

Queste gloriose cose avvennero tra il 15 Settembre 1907 e la fine di Dicembre di quell’anno, e un'altra cosa che avvenne dopo che il Signore cominciò a manifestare la sua potenza il 15 Settembre in seno a quella Chiesa fu la rioccupazione dell’ufficio di anziano di quella Chiesa da parte di Luigi Francescon che si era separato assieme ad altri credenti da quel gruppo nell’ottobre 1904 per divergenze sul giorno della domenica.

Lo stesso Lombardi fu guarito anche lui, secondo le parole di Francescon. Per quanto riguarda il battesimo con lo Spirito Santo, in base a delle parole dello stesso Lombardi, egli lo ricevette l’8 Dicembre 1907.

Nel Gennaio del 1908 poi egli ubbidì al comando di farsi battezzare in acqua. Soltanto un mese dopo egli prese il posto del fratello A. Lencioni nell’ufficio di anziano della chiesa, in quanto il Lencioni era dovuto andare a Hulberton, N.Y. a ribattezzare i credenti di quel luogo, perché non erano stati immersi secondo la Parola di Dio.

In quello stesso anno, nel mese di Marzo, il Signore fece sapere a Lombardi che doveva lasciare il suo lavoro per darsi completamente alla predicazione della Parola. Il 15 Luglio egli raggiunse Francescon a St. Louis, da dove andarono in California.

Secondo le parole di Pietro Ottolini ‘i due fratelli, Francescon e Lombardi, ebbero una breve missione in California, con successo’ (Pietro Ottolini, Storia dell’Opera Italiana, 1945, pag. 12). Nel principio di settembre, Lombardi fece ritorno a Chicago, e di là partì per l’Italia.

Il viaggio di Lombardi verso l’Italia

È interessante il racconto che fa Lea Palma, figlia di Michele Palma (1884-1963), in relazione al viaggio che intraprese il fratello Lombardi alla volta dell’Italia: ‘Nel 1908 il fratello Giacomo Lombardi da Chicago fu mandato dal Signore in Italia.

Mi ricordo quanto mio padre mi diceva: ‘Il fratello Giacomo Lombardi aveva sei figli. Venne in chiesa una domenica con un fazzoletto in mano, va davanti ai fratelli principali ed ha detto: ‘Il Signore mi manda in Italia, io ho cinquecento dollari conservati ve li do a voi, prendete cura della mia moglie e dei miei sei figli’.

Il giorno appresso va al treno, senza soldi, cammina su e giù e dice: ‘Signore, se Tu mi mandi in Italia mi devi procurare il viaggio’. Un signore viene a lui con una busta e dice: ‘E’ lei il Signore Lombardi?’ ‘Sì’, e c’era abbastanza soldi per arrivare a New York.

Era lì dove c’era la nave e non poteva entrare perché non aveva il biglietto e la stessa cosa successe, qualcuno gli dà una busta col denaro per portarlo a Napoli e poi a Roma. Si vede come il Signore l’ha mandato e veramente l’ha raccomandato’ (Lea Palma Remoli, Testimonianza resa nel culto di ringraziamento per il 90’ Anniversario del Risveglio Pentecostale Italiano, Caserta, 1997).

La predicazione a Roma

Giunto nella capitale verso la fine di ottobre o i primi giorni del novembre 1908, andò a fare visita ad un vecchio amico di nome Ignazio Rocchi, un facchino impiegato presso il vicino scalo merci ferroviario di Roma, San Lorenzo. Questo Ignazio Rocchi aveva fatto il militare assieme al Lombardi.

I coniugi Rocchi gli dettero ospitalità. Il Lombardi allora oltre che ad annunziare il Vangelo a coloro che lo ospitavano, cominciò a frequentare le riunioni di alcune Chiese Protestanti dove si recò per annunciare a quei credenti il messaggio pentecostale.

Ma i conduttori di quelle Chiese lo rigettarono. Ecco cosa dice Roberto Bracco: ‘Raggiunta la capitale, il fratello Lombardi cercò di introdursi nell’ambiente protestante nella convinzione che Iddio avrebbe manifestato il risveglio pentecostale primieramente fra coloro che possedevano la conoscenza dell’Evangelo.

Questa sua aspettativa però fu, almeno in parte, delusa; ed anzi egli incontrò una sistematica e, qualche volta, scortese ostilità da parte dei conduttori delle comunità da lui visitate.

Probabilmente alcuni pastori vedevano in questo servitore di Dio l’insidiatore del loro gregge, mentre altri, forse, vedevano nella sua pretesa di predicare il messaggio cristiano la presunzione dell’uomo che benché privo di una formazione teologica vuole ascendere il pulpito.

Dopo mesi di tentativi il deluso servitore di Dio si vide violentemente scacciato da un ministro evangelico stanco di vederlo aggirarsi fra i membri della propria comunità.

Forse Iddio aveva permesso quella prolungata e sterile fatica per insegnare una preziosa lezione al giovane missionario, ed infatti mentre egli s’intratteneva pensoso ed afflitto sulla soglia della chiesa dalla quale era stato espulso sentì chiaramente la voce del Signore risuonare nella sua coscienza: - Guarda - gli disse Iddio severamente - quel malvagio che esce ora da questa soglia; fra breve non lo vedrai più!

Il Lombardi si voltò per osservare chi era l’uomo che si apprestava ad uscire e vide il pastore che poco prima lo aveva scacciato dal tempio. Una settimana dopo, quel troppo severo ministro, veniva tolto dal mezzo dei vivi.

Questa testimonianza potrebbe forse sembrare negativa in relazione all’amore divino, ma è invece necessario considerarla alla luce della rivelazione che ci conferma insistentemente che Iddio opera amorevolmente anche nella manifestazione dei suoi severi e terribili giudizi’ (Roberto Bracco, Il Risveglio Pentecostale in Italia, citato in ‘Risveglio Pentecostale’, 1956, n° 11, pag. 5-6).

Il pastore in questione - in base a degli indizi - era quello della Chiesa Battista che si riuniva a Piazza San Lorenzo in Lucina. Presso quella comunità il Lombardi, prima di essere cacciato, una volta aveva avuto l’opportunità di parlare, e la sua predicazione aveva colpito un avvocato di nome Mauro Paretti (1844-1926), il quale alla fine della riunione si era congratulato con lui per la sua ‘parola calda e vibrante’.

L’incontro con Sforza

Afflitto e deluso, Giacomo Lombardi, stava camminando in Via del Corso quando il Signore gli parlò dicendogli: ‘Raggiungi quell’uomo che cammina davanti a te e parlagli del mio Nome’.

Giacomo Lombardi ubbidì, raggiunse quell’uomo anziano e gli disse autorevolmente: ‘Dio mi manda per annunciarle un messaggio’. A quelle parole l’anziano signore rispose: ‘Io non caccerò mai chi viene a me nel nome del Signore’ (Roberto Bracco, Il Risveglio Pentecostale in Italia, Roma 1956, pag. 11).

I due proseguirono fino a Piazza Cavour dove si fermarono a parlare lungamente del battesimo con lo Spirito Santo. Quest’uomo che di cognome faceva Sforza - che era un anziano predicatore evangelico - accettò il messaggio di Giacomo Lombardi, e qualche giorno dopo il Signore lo battezzò con lo Spirito Santo.

Mentre due anni dopo il Signore lo prese con sé.

Il primo nucleo pentecostale romano

Intanto l’avvocato Paretti incontrò lo Sforza presso il locale di culto della Chiesa Battista da cui era stato cacciato il Lombardi, ed assieme andarono a visitare Giacomo Lombardi presso la famiglia Rocchi ed insieme fecero la richiesta ai padroni di casa di potersi incontrare presso la loro abitazione con qualcuno disposto ad ascoltare le loro conversazioni.

Avendo ottenuta la loro disponibilità, lo Sforza invitò anche Michele Di Napoli (1859-1945), suo conoscente, che era diacono di una chiesa evangelica insoddisfatto per il basso livello spirituale della propria comunità.

E così fu che si tenne la prima riunione alla quale parteciparono oltre a Lombardi, Sforza e Mauro Paretti, Michele di Napoli e sua moglie Rosa, e i padroni di casa.

Per quanto riguarda i coniugi Rocchi, occorre dire che la moglie di Ignazio si convertì quasi subito, mentre il marito dopo qualche tempo, precisamente alla fine di dicembre 1908 in coincidenza con il terribile terremoto di Messina e Reggio, terremoto che il Lombardi aveva predetto tempo prima al Rocchi.

L’adempimento di quella predizione fu per il Rocchi il segno inequivocabile che il suo vecchio compagno parlava da parte di Dio. Oltre ai coniugi Rocchi e ai coniugi Paretti, altri si convertirono a Cristo, e assieme agli evangelici sopra citati formarono il primo nucleo di credenti pentecostali in Italia.

Angela Gariglio, conosciuta come Angelina Paretti

Di queste conversioni quella di Angela Gariglio (1876-1962 - nota meglio come Angelina Paretti), avvenuta nel novembre 1908, è particolare.

Mauro, una volta convertito, la invitò a venire ad ascoltare il Lombardi che a lui gli ricordava gli antichi profeti, ed ella per compiacerlo si recò ad uno di quegli incontri.

Quando Lombardi l’incontrò egli l’apostrofò rivelandole particolari della sua vita privata, che non aveva mai rivelato ad alcuno. Dinnanzi a quella rivelazione Angelina scoppiò in un pianto dirotto, e tutto il trucco che aveva sul viso si sciolse trasformandosi in un mascherone, e come lei ripeteva spesso: ‘Quella fu l’ultima volta che mi truccai’.

Lombardi proseguì dicendole che se lei avesse abbandonato la sua vita mondana, il Signore l’avrebbe perdonata di tutti i suoi peccati. E così quel giorno ella si convertì al Signore.

E poco tempo dopo Mauro e Angela si unirono in matrimonio, in quanto fino ad allora avevano solo vissuto assieme.

Domenico Zaccardi e la formazione dell’identità zaccardiana

Domenico Zaccardi (1900-1978) rappresenta l’ala del pentecostalismo italiano più legata al modello ultra-congregazionalista del mosaicista Luigi Francescon (1866-1964; sulla cui figura ci soffermiamo a proposito delle origini del pentecostalismo italiano), con cui rimane a lungo in stretti rapporti.

Rispetto a Francescon, Zaccardi sottolinea ancora di più la “separatezza” dal mondo, così che al congregazionalismo si coniuga un’estrema riserva nei rapporti con il mondo esterno che ha fatto parlare a qualche osservatore di “semi-clandestinità”.

Già durante la persecuzione fascista, le Chiese che fanno riferimento a Zaccardi si isolano dal resto del movimento pentecostale, che considerano “sviato”.

La dottrina è rigidamente conservatrice e ha compreso, fra l’altro, una posizione di grande riserva nei confronti delle fotografie, ritenute a rischio di violare il divieto biblico delle immagini, che ha influenzato anche il mondo pentecostale maggioritario fino agli inizi degli anni 1960.

Fino alla morte di Zaccardi, nonostante l’ultra-congregazionalismo, il movimento si è presentato come notevolmente unito.

Che cosa credono gli Zaccardiani

Fede pentecostale

Gli Zaccardiani condividono la fede pentecostale nei doni e nella guida dello Spirito Santo, praticano il battesimo per immersione e la Santa Cena; alcuni gruppi fanno la santa cena una sola volta all’anno.

Crediamo in Dio Padre rivelatoci dalle Scritture. Crediamo in Gesù Cristo, l’Eterno Figlio di Dio, e nello Spirito Santo che compie l’opera di rinnovamento e di trasformazione nella nostra vita.

La principale attività della chiesa di Trieste è l’annuncio del Vangelo di Cristo. Seguendo la guida dello Spirito Santo, la chiesa predica la parola di Dio e si dedica all’insegnamento della sacra Bibbia, annunciando a tutti il perdono dei peccati e la salvezza per grazia per mezzo del sacrificio compiuto sulla croce da Gesù Cristo, il figlio di Dio.

La separatezza dal mondo

Lo specifico dottrinale degli zaccardiani è la credenza nella “separatezza” dal mondo.

Rispetto a Francescon, Zaccardi sottolinea ancora di più la “separatezza” dal mondo, così che al congregazionalismo si coniuga un’estrema riserva nei rapporti con il mondo esterno che ha fatto parlare a qualche osservatore di “semi-clandestinità”.

La dottrina è rigidamente conservatrice e ha compreso, fra l’altro, una posizione di grande riserva nei confronti delle fotografie, ritenute a rischio di violare il divieto biblico delle immagini.

Il battesimo e la Santa Cena

Gli Zaccardiani condividono la fede pentecostale nei doni e nella guida dello Spirito Santo, praticano il battesimo per immersione e la Santa Cena; alcuni gruppi fanno la santa cena una sola volta all’anno.

Nel Gennaio del 1908 poi egli ubbidì al comando di farsi battezzare in acqua.

Organizzazione delle comunità

Le comunità sono guidate da anziani laici.

Ancora oggi il prestigio della comunità di Roma - che riunisce quasi metà dei tremila zaccardiani italiani, i quali in passato hanno usato talora il nome Opera di Dio - funge da punto di riferimento per i gruppi che esistono in altre settanta località italiane.

ElementoInformazione
Origine principalePredicazione di Domenico Zaccardi
Prima comunità pentecostale di RomaSorta nel 1943
Numero stimato di aderentiCirca 3.000 in Italia
Presenza territorialeCirca settanta località italiane
Comunità di riferimentoRoma
Guida delle comunitàAnziani laici
Nome usato in passatoOpera di Dio

In Italia le chiese pentecostali, dal punto di vista dei rapporti tra chiese locali, sono fondamentalmente di due tipi: chiese autonome e chiese organizzate.

Molte delle autonome, cosiddette “libere”, sono in realtà organizzate in varie federazioni e associazioni di chiese ma conservano la loro autonomia di base.

L’ultra-congregazionalismo zaccardiano sottolinea tuttavia in modo particolare l’autonomia e l’unità delle singole comunità, senza una struttura centralizzata paragonabile a quella delle organizzazioni nazionali.

Differenze rispetto ad altre realtà evangeliche

La Chiesa protestante Pentecostale degli Zaccardiani, che si autodefinisce Opera di Dio, Chiese Cristiane o Santissimi, è in buona parte il frutto della predicazione di Domenico Zaccardi (1900-1978) e ha origine nella prima comunità pentecostale di Roma, sorta nel 1943.

La principale organizzazione nazionale pentecostale in Italia è rappresentata dalle Assemblee di Dio in Italia.

La separazione tra Chiesa e Stato appartiene invece ai principi distintivi dei Battisti: la Chiesa e lo Stato sono due entità distinte, e la loro separazione è garanzia di libertà religiosa.

Le chiese battiste, all’interno dell’evangelismo mondiale, si richiamano ai principi fondamentali del protestantesimo, comuni a tutte le denominazioni evangeliche: l’autorità della Bibbia, la salvezza per grazia mediante la fede e il sacerdozio universale.

Le chiese battiste pongono l’accento sull’autonomia della chiesa locale, dunque organizzano in modo autonomo la propria vita e testimonianza. Allo stesso tempo fanno parte di un’Unione di chiese legate tra loro da un vincolo di solidarietà.

Questi elementi aiutano a distinguere il congregazionalismo battista, inserito in un sistema di unione e dialogo, dall’ultra-congregazionalismo zaccardiano, caratterizzato da una maggiore separazione dal mondo esterno e da una più accentuata riserva verso il resto del movimento pentecostale.

Il rapporto con il movimento pentecostale italiano

Già durante la persecuzione fascista, le Chiese che fanno riferimento a Zaccardi si isolano dal resto del movimento pentecostale, che considerano “sviato”.

Fino alla morte di Zaccardi, nonostante l’ultra-congregazionalismo, il movimento si è presentato come notevolmente unito.

Ancora oggi il prestigio della comunità di Roma - che riunisce quasi metà dei tremila zaccardiani italiani - funge da punto di riferimento per i gruppi che esistono in altre settanta località italiane.

La vita comunitaria pentecostale

La chiesa ricerca il battesimo e i doni dello Spirito Santo e la santificazione dei credenti.

Nel culto principale, che si svolge la Domenica mattina, si avvicendano ordinatamente lodi e canti dell’assemblea, preghiere spontanee, testimonianze dei credenti e predicazioni dei ministri.

Incontri di preghiera e attività varie si svolgono quasi tutti i giorni della settimana. Il sabato è riservato all’incontro dei giovani e alle attività musicali.

Durante il culto, i bambini che lo desiderano, riuniti nella loro aula, ricevono un’istruzione biblica e godono momenti di socializzazione e di gioco.

Il culto è frequentato da credenti di varie nazioni. La partecipazione ai culti di credenti evangelici di vari continenti, le consente di avere comunione con chiese di numerosi paesi del mondo.

Predicazione, formazione e servizio

Dal primo incontro con Cristo al servizio attivo nella comunità: i nostri percorsi di Formazione al Discepolato ti offrono le basi bibliche e gli strumenti pratici per crescere.

Attraverso il percorso formativo della Scuola Ministeriale intende fornire strumenti e metodologie volti ad acquisire una capacità critica nello studio della Bibbia e nella sua trasmissione.

La nostra Mission, che è la medesima del nostro Signore Gesù, è quella di liberarti da ogni negatività che sta colpendo la tua vita, darti la vittoria ma soprattutto salvare la tua anima che è l’unica che resterà in vita per l’eternità.

L’anziano della chiesa, pastore Veglio Jugovac, quale ministro di culto riconosciuto dal governo, è autorizzato a portare assistenza spirituale e annunciare il Vangelo nelle carceri e negli ospedali.

Presenza locale e pluralità delle assemblee pentecostali

L’assemblea pentecostale di Trieste è sorta nel 1967 per iniziativa di un piccolo gruppo di cristiani evangelici, che accettando Gesù Cristo avevano fatto l’esperienza della nuova nascita ed erano stati battezzati nello Spirito Santo.

Questo primo nucleo di pentecostali ha iniziato a riunirsi nell’appartamento di uno di loro, godendo della consolazione dello Spirito Santo.

Perseverando nella fede e resistendo ai violenti assalti dell’Avversario, la comunità pentecostale di Trieste ha cambiato più volte sede, soprattutto per esigenze di spazio, prima in largo Barriera Vecchia, e dal maggio del 2002 nel nuovo luogo di culto di via del Ghirlandaio, dove lo Spirito Santo continua a operare, la parola di Dio viene predicata con potenza e abbondano le benedizioni del Signore Gesù.

È una chiesa autonoma, governata da un Collegio di anziani, coadiuvato dai diaconi e dai ministri della parola.

La storia delle comunità pentecostali italiane mostra quindi la presenza di forme diverse: alcune chiese sono autonome, altre sono organizzate in federazioni e associazioni, mentre le comunità zaccardiane conservano una fisionomia particolarmente legata all’autonomia locale e alla separatezza dal mondo.

Storia del pentecostalismo italiano

Testi e riferimenti sul movimento zaccardiano

Informazioni sulle Chiese zaccardiane si trovano nell’articolo di Carmine Napolitano, ‘Il pensiero di Giuseppe Petrelli. Per una storia del movimento pentecostale italiano’, in Domenico Maselli (a cura di), Movimenti popolari evangelici nei secoli XIX e XX, Edizioni Fedeltà, Prato 1999, pp. 94-153.

Massimo Introvigne, P. Zoccatelli, Gli Zaccardiani, in Le religione in Italia, Cesnur, 2002.

Steno Sari, Lontani dalla vita mondana, in cerca della santità: gli Zaccardiani, in Libero, 28 gennaio 2007, p.19.

Per la storia delle origini pentecostali italiane sono inoltre ricordati Luigi Francescon, Fedele testimonianza, Pietro Ottolini, Storia dell’Opera Italiana, e Roberto Bracco, Il Risveglio Pentecostale in Italia.

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