Chiesa di Santiago de Compostela: interno e altare

All’interno della Cattedrale di Santiago de Compostela si incontrano la struttura romanica del grande santuario, l’altare maggiore barocco, la statua dell’Apostolo Santiago, la cripta con il sepolcro apostolico, il Botafumeiro, il Portico della Gloria e numerose cappelle ricche di opere d’arte. La tomba dell’apostolo San Giacomo si trova proprio sotto alla cappella principale, mentre l’immagine seduta del santo domina l’altare e viene tradizionalmente abbracciata dai pellegrini.

La cattedrale è insieme sede episcopale e basilica, poiché secondo la tradizione ospita le reliquie dell’Apostolo Santiago. È uno dei più importanti esempi dell’arte romanica europea, arricchito nei secoli da elementi gotici, rinascimentali e barocchi, e dal 1985 è dichiarata Patrimonio mondiale dell’UNESCO.

La storia del luogo e della tomba apostolica

La tradizione giacobea narra il viaggio miracoloso delle spoglie di San Giacomo il Maggiore, dopo il martirio a Gerusalemme, verso il nord-ovest della penisola iberica, nella diocesi di Iria Flavia, dove, approfittando di un preesistente mausoleo romano, furono sepolte dai suoi discepoli Teodoro e Atanasio. Il luogo di sepoltura, sul monte Libredon, fu dimenticato fino a quando non fu scoperto nel IX secolo, dando origine al fenomeno giacobino.

La scoperta della tomba di San Giacomo è un mistero. Uomini di grande autorità riferirono di aver visto più volte di notte delle luminarie accese nel bosco e anche che un angelo vi era spesso apparso. Egli stesso si recò sul posto e vide le luminarie con i suoi occhi, entrò in fretta nel suddetto boschetto e trovò in mezzo alle erbacce e ai cespugli una piccola casa che conteneva una tomba di marmo.

Andò a trovare il re Alfonso il Casto e gli comunicò esattamente l’accaduto. Il re venne e, restaurando la chiesa in onore di un così grande Apostolo, cambiò il luogo di residenza del vescovo di Iria in questa che chiamano Compostela.

Questo evento, che sarebbe avvenuto tra l’820 e l’830, al tempo del vescovo Teodomiro di Iria Flavia, segna l’inizio di una storia che ha ormai 1.200 anni e che è stata segnata da personaggi, eventi, cerimonie e rimaneggiamenti che hanno plasmato l’edificio destinato a ospitare e venerare le spoglie dell’apostolo San Giacomo il Maggiore.

Dalle prime basiliche alla cattedrale romanica

Quando il re Alfonso II venne a conoscenza della scoperta dei resti di Santiago, ordinò di costruire sul posto una chiesa per ospitare la tomba. Si sarebbe trattato di una costruzione semplice, a navata unica, condizionata, in testa, dalle dimensioni e dalla posizione del già citato mausoleo romano che la proteggeva.

Di questo primo tempio di Santiago sono stati recuperati pochi resti archeologici nell’area circostante la tomba apostolica e, senza dubbio, il più importante di questi è la lapide del vescovo Teodomiro, morto, come recita l’iscrizione, nell’anno 847, rinvenuta durante gli scavi archeologici effettuati nel 1955.

Il tempio di Alfonso II divenne presto troppo piccolo per accogliere i pellegrini che cominciavano ad arrivare. A ciò si aggiunse un chiaro interesse della monarchia asturiana a consolidare un punto di riferimento per la cristianità in questo luogo, che dotò di privilegi e doni.

Per ordine di Alfonso III iniziò la costruzione di una nuova chiesa per ospitare le reliquie di San Giacomo, che sarebbe stata consacrata nell’899. Anche in questo caso, pur seguendo i postulati dello stile preromanico asturiano, il mausoleo preesistente condizionerà le dimensioni della navata centrale, molto ampia, rispetto a quelle insolitamente strette delle due navate laterali.

La chiesa aveva anche un grande portico occidentale, il cui accesso è stato scoperto durante gli scavi archeologici effettuati negli anni centrali del XX secolo, insieme ad altri elementi architettonici. Nel 997, la chiesa di Santiago fu distrutta dall’esercito musulmano agli ordini di Almanzor, che però, secondo le cronache, rispettò il sepolcro.

La chiesa fu immediatamente ricostruita per volere di Bermudo II e del vescovo San Pedro de Mezonzo, incorporando nuove influenze stilistiche, cosicché nei primi anni del X secolo la chiesa era di nuovo operativa e lo sarebbe rimasta fino a quando i progressi nella costruzione della nuova cattedrale romanica non l’avrebbero definitivamente seppellita sotto le sue fondamenta nel 1112.

Il boom dei pellegrinaggi a Compostela per tutto il X e l’XI secolo, insieme al forte sostegno ricevuto dalla Chiesa e dalla Monarchia, portò alla costruzione di una cattedrale, i cui lavori iniziarono intorno all’anno 1075, una volta risolti i problemi di spazio con la vicina comunità di Antealtares, allora responsabile della cura e dell’attenzione del culto e della tomba all’estremità orientale.

Un’iscrizione nella Cappella del Salvatore e due capitelli situati all’ingresso testimoniano che la costruzione della cattedrale iniziò qui al tempo del re Alfonso VI e del vescovo Diego Peláez. Questa prima fase di costruzione durò fino al 1088, durante la quale vennero costruite le sezioni centrali del deambulatorio e le rispettive cappelle e venne sviluppato un programma iconografico completo ideato dallo stesso prelato, soprattutto nei suoi capitelli di influenza francese.

A partire dal 1088, almeno, ci fu un certo rallentamento dei lavori causato dallo scontro tra il re e il vescovo, che portò alla sua incarcerazione e al successivo esilio. L’officina che aveva iniziato la costruzione della cattedrale fu infine sciolta e, intorno al 1094, sotto un nuovo maestro, Esteban, il ritmo di costruzione fu ripreso da una nuova prospettiva artistica, variando le proporzioni del progetto iniziale e proseguendo i lavori sul resto delle cappelle del deambulatorio.

La cattedrale di Diego Gelmírez e il nuovo altare

Nel 1101, Diego Gelmírez fu consacrato vescovo di Compostela, dando così inizio a un periodo cruciale nella storia della cattedrale e della città. Grazie alla sua solida formazione e alle importanti relazioni personali, tra cui membri della dinastia dei Borgogna e del potente Ordine di Cluny, Gelmírez concepì l’ambizioso progetto di trasformare la cattedrale in una seconda Roma.

Le spoglie di San Giacomo il Maggiore erano venerate sotto l’altare di questa nuova cattedrale. Il progetto di Gelmírez si concentrò sul transetto, sulle sue facciate istoriate e su un nuovo altare di Santiago, affidandosi a una serie di maestri provenienti dall’estero che portarono nuovi modelli e influenze, sviluppandoli e adattandoli in modo tale che Compostela diventasse un centro di riferimento artistico d’avanguardia nel suo tempo.

Nel 1105 fu consacrato il nuovo altare sul sepolcro apostolico, per il quale fu modificato l’antico mausoleo, fino ad allora rispettato; e nel 1112 fu completamente rimossa l’antica basilica di Alfonso III, che fino ad allora aveva convissuto con la costruzione della cattedrale.

Sotto papa Callisto II, Gelmírez divenne arcivescovo e Compostela divenne sede metropolitana nel 1120, consolidando così l’importanza della cattedrale e determinando un periodo di splendore nei pellegrinaggi a Santiago.

Per sapere com’era questa cattedrale gelmiriana, ne abbiamo la descrizione dettagliata nel Libro V del Liber Sancti Iacobi, il Codice Calixtinus, che afferma: “In questa chiesa, infine, non si trova una sola crepa o difetto; è mirabilmente costruita, grande, spaziosa, chiara, di dimensioni adeguate, proporzionata in larghezza, lunghezza e altezza, di mirabile e ineffabile fattura, ed è doppiamente costruita, come un palazzo reale”.

Chi percorre le navate del triforio dall’alto, anche se sale triste, è incoraggiato e felice nel vedere la splendida bellezza di questo tempio.

Il progetto del Maestro Mateo

È più che probabile che, pur essendo in una fase molto avanzata, i lavori non fossero ancora terminati alla morte di Diego Gelmírez. Questa situazione si risolse qualche decennio più tardi, sotto il regno di Ferdinando II, che avrebbe dato l’impulso necessario al completamento della costruzione della cattedrale romanica.

Non si hanno notizie certe sull’origine e la provenienza di questo Maestro Mateo, che viene menzionato nel documento del 1168 in cui Ferdinando II gli concede una generosa pensione a vita per aver diretto i lavori della chiesa di Santiago.

Da allora fino al 1211, quando si svolse la solenne cerimonia di consacrazione della chiesa alla presenza del re Alfonso IX, Mateo guidò un progetto completo che, oltre al completamento dei lavori iniziati intorno al 1075, prevedeva una riforma concettuale dell’edificio della cattedrale in vista della sua consacrazione e degli usi cerimoniali che avrebbe avuto da allora in poi.

Si trattava inoltre di un progetto che avrebbe segnato il passaggio dallo stile romanico a quello gotico, incorporando una nuova sensibilità artistica e interessanti innovazioni derivanti dalla conoscenza dell’arte più all’avanguardia del suo tempo.

Il Maestro Mateo intraprese il completamento degli ultimi tratti della navata principale della cattedrale, rispettandone l’organizzazione architettonica ma inserendo nuovi elementi decorativi. Quindi realizzò il recinto occidentale della chiesa con una soluzione innovativa che permise di superare le asperità del terreno con un’inedita cripta che sorreggeva un nartece aperto verso l’esterno.

Questo spazio sacro unico, alto tre livelli, conteneva un programma iconografico unitario, dal contenuto apocalittico e salvifico, che ha il suo punto culminante nella triplice arcata interna del nartece, oggi nota come Portico della Gloria, una delle più grandi opere dell’arte universale.

Oltre al Portico della Gloria, il Maestro Mateo progettò anche un monumentale coro in pietra policroma che occupava le prime sezioni della navata centrale e serviva a ordinare la vita e la liturgia del rinnovato capitolo di Compostela.

Riformò parte delle facciate del transetto per dare più luce all’interno della cattedrale, in quanto la luce aveva un importante ruolo simbolico e, allo stesso tempo, funzionale; e fu responsabile della creazione di un elemento di riferimento per i pellegrini all’interno della cattedrale, con la collocazione di un’immagine seduta dell’Apostolo che, sebbene molto riformata, è sopravvissuta fino ai giorni nostri come San Giacomo dell’abbraccio.

Il 21 aprile 1211 ebbe luogo la solenne consacrazione del tempio, di cui sono testimonianza le croci di granito policrome e dorate che corrono lungo le navate della cattedrale e che ricordano la figura dell’arcivescovo Pedro Muñiz.

Interno romanico della Cattedrale di Santiago

La pianta e lo spazio interno

La pianta della cattedrale di Santiago, anche definita santuario, si ispira al romanico francese, con la forma di una tradizionale croce latina con navata centrale, tre navate laterali e transetti.

Da est a ovest la navata principale internamente misura circa 94 m. Il transetto, molto più grande della media per un santuario, misura circa 63 m da nord a sud, il che rende la cattedrale la chiesa romanica più grande di Spagna.

La navata centrale è coperta da una volta a botte, mentre le navate laterali sono coperte da volte a crociera. Lo spazio sotto all’alto soffitto a volta è diviso da eleganti archi semicircolari su cui poggia un triforio che illumina e slancia le navate laterali in modo inusuale per una chiesa romanica di quest’epoca.

L’illuminazione è migliorata ulteriormente dall’enorme vetrata sulla facciata principale della cattedrale. L’interno conserva la tipica atmosfera romanica, con volte a botte e numerose cappelle, pur mostrando le aggiunte e le trasformazioni realizzate nei secoli.

ElementoCaratteristiche principali
PiantaCroce latina con navata centrale, tre navate laterali e transetti
Navata principaleCirca 94 m da est a ovest
TransettoCirca 63 m da nord a sud
Copertura centraleVolta a botte
Navate lateraliVolte a crociera
Elemento superioreTriforio sostenuto da archi semicircolari

L’altare maggiore e la cappella principale

La collocazione della tomba dell’apostolo San Giacomo proprio sotto alla cappella principale ha fatto sì che la struttura della cappella romanica sia rimasta pressoché invariata. Oggi la cappella è dominata dal baldacchino e dall’elegante elemento barocco in argento che circonda la statua di pietra di San Giacomo seduto.

L’altare maggiore è il punto centrale dell’interno della cattedrale. L’immagine di Santiago pellegrino è protetta da un imponente baldacchino ornato da figure di angeli e dalla figura equestre dell’Apostolo.

La statua, realizzata dalla bottega del Maestro Mateo e cui si accede tramite alcuni scalini dall’ambulacro, viene tradizionalmente abbracciata dai pellegrini. Dietro l’altare si trova la scala percorsa dai pellegrini per raggiungere la statua sacra al termine del loro cammino.

Il simbolico e importantissimo abbraccio alla statua del Santo, ubicata dietro l’altare, è uno dei gesti più riconoscibili della visita. La statua è realizzata in pietra e ricoperta da un mantello d’argento.

Nel momento in cui si salgono le scalette per arrivarci, il gesto richiama la devozione dei pellegrini e il compimento del cammino. In seguito all’emergenza Covid-19, alcune tradizioni come l’abbraccio alla statua potrebbero non essere più consentite.

La cripta e il sepolcro apostolico

La cripta dell’apostolo si trova proprio sotto alla cappella principale. È costituita da ciò che resta dell’edicola romana, o mausoleo, dove nel IX secolo è stato rinvenuto il sepolcro con i resti ritenuti appartenere a San Giacomo e ai suoi discepoli, da uno stretto corridoio e da uno spazio per la preghiera.

L’urna contenente i resti dell’apostolo domina questo luogo simbolico, detto il sepolcro apostolico. Sotto l’altare si trova la cripta scavata, dove è conservata l’urna d’argento che secondo la tradizione custodisce i resti di San Giacomo.

Un ulteriore omaggio al Santo consiste nella visita alla cripta ubicata sotto l’altare, dove all’interno di una splendida urna sono custodite le spoglie di San Giacomo.

Il Portico della Gloria

Il Portico della Gloria è l’entrata occidentale della cattedrale romanica. Progettato dal geniale Maestro Mateo, è considerato uno dei più grandi capolavori del mondo.

Il Maestro Mateo ha realizzato questo portico di granito policromo combinando le influenze francesi, italiane e spagnole. Le caratteristiche stilistiche dell’opera la collocano decisamente nell’epoca della transizione verso la scultura gotica.

Il portico presenta raffigurazioni iconografiche delle Sacre Scritture e scene dell’apocalisse e della salvezza, illustrazioni pratiche e di facile comprensione rivolte ai fedeli che entravano nella cattedrale.

Il Portico della Gloria rappresenta scene del Giudizio Universale, con figure di apostoli, profeti e angeli che fiancheggiano la porta principale. Le sue sculture hanno espressioni molto naturali e umane.

L’iscrizione sull’architrave ci informa che il portico fu installato dal Maestro Mateo il 1° aprile 1188. Sono oltre 200, infatti, le sculture che raffigurano personaggi dell’Antico e del Nuovo Testamento.

Originariamente, il Pórtico de la Gloria era l’ingresso principale della cattedrale, affacciato sulla Plaza del Obradoiro. Con il passare dei secoli e la costruzione dell’attuale facciata barocca, è rimasto protetto all’interno della basilica.

Nel corso della storia il Portico della Gloria è giunto fino ai nostri giorni mutilato e alterato dai vari interventi effettuati. Dopo il recente restauro, il Pórtico si conserva con le sue sculture e la sua policromia restaurate.

Osservando con attenzione la colonna che sorregge l’immagine di San Giacomo si possono vedere i segni lasciati dai pellegrini che nel corso dei secoli l’hanno toccata esprimendo la loro devozione.

Portico della Gloria e sculture medievali

Il Botafumeiro nel transetto

Un sistema di carrucole e corde del XVI secolo è sospeso sul transetto dalla cupola ottagonale, di fronte all’altare. Si tratta del meccanismo del celebre Botafumeiro.

Il termine galiziano per l’enorme turibolo della cattedrale significa “diffusore di fumo”. Il Botafumeiro è uno degli elementi più emblematici e caratteristici dell’intero complesso.

Durante la Messa del Pellegrino, il momento più emozionante è quello in cui viene azionato il grande incensiere, fatto oscillare all’interno della cattedrale di Santiago di Compostela. Contemporaneamente viene anche suonato l’imponente organo a canne.

L’attuale Botafumeiro, risalente al 1851, pesa 53 kg, è alto 1,50 metri e viene fatto oscillare sino a circa 20 metri di altezza. Può raggiungere la velocità di 68 km/h arrivando a sfiorare il tetto della chiesa.

Il suo movimento viene assicurato tramite corde di notevole diametro collegate a una carrucola agganciata al tetto della chiesa. È necessaria la forza di 8 uomini affinché l’incensiere possa raggiungere la velocità e l’oscillazione corretta.

Il primo riferimento al Botafumeiro è contenuto nel Codex Calixtinus, dove viene chiamato “Turibulum Magnum”. Il suo impiego originario pare fosse quello di coprire il profumo emanato dai numerosissimi pellegrini che frequentavano la cattedrale e vi dormivano dentro durante la notte.

Le cappelle dell’interno

Per quanto riguarda le cappelle, all’incirca sedici in tutta la cattedrale, è necessario sottolineare che alcune di esse conservarono caratteristiche tipicamente romaniche, distribuite tra il deambulatorio e la crociera.

Cappella di San Salvador

La Cappella di San Salvador è la cappella centrale nell’ambulacro e fu la prima parte della cattedrale a essere costruita, intorno al 1075.

All’ingresso si trovano due capitelli originali con iscrizioni in latino: “Quest’opera è stata costruita durante il regno di re Alfonso” e “Quest’opera è stata iniziata all’epoca del prelato Diego”.

In tempi antichi, i pellegrini finalmente giunti a destinazione si recavano in questa cappella per confessarsi in diverse lingue e ricevere il certificato detto “Compostela”.

Cappella del Pilar

La costruzione della Cappella del Pilar iniziò nel tardo XVII secolo. Originariamente era stata concepita come nuova sagrestia della cattedrale; tuttavia, dopo l’inizio dei lavori, l’arcivescovo Monroy decise di collocare nella cappella un altare dedicato a Nostra Signora del Pilar.

Gli intricati marmi decorati raffigurano conchiglie di pettine e stelle.

Cappella di Mondragón

Questa cappella fu fatta costruire nel 1521 dal canonico Juan de Mondragón. È anche nota come Cappella della Pietà o di Santa Cruz, quest’ultimo nome legato al suo mecenate, il marchesato di Santa Cruz.

La cappella è dominata da una magnifica pala d’altare, realizzata a Siviglia dall’artista nato in Borgogna Miguel Perrín. Risalente al 1526, quest’opera in terracotta raffigura il Compianto sul Cristo.

Tomba di Teodomiro

Teodomiro era vescovo di Iria quando vennero scoperti i resti dell’apostolo; la sua tomba risale all’847 e fu scoperta durante gli scavi archeologici realizzati nella cattedrale nel 1955.

Oggi la tomba si trova in un piccolo spazio nel transetto insieme a un’immagine di San Giacomo pellegrino di metà del XV secolo, che appartenne all’arcivescovo Nuñez di Isorna.

Battistero

Il battistero è situato in un angolo del lato sudorientale della basilica e sorge su una grande sorgente pre-romanica, alla quale, secondo la tradizione, nell’anno 997 si abbeverò il cavallo del condottiero andaluso musulmano Almanzor.

La Porta Santa e la relazione con l’altare

La Porta Santa, qui installata nel XVI secolo, viene aperta solo negli anni giubilari, in cui la festa di San Giacomo, il 25 luglio, cade di domenica.

La Porta Santa si trova nella parte centrale dell’abside, dietro l’Altare Maggiore. Si apre all’esterno solo nell’Anno Santo, ma dall’interno si può vedere senza problemi.

È fiancheggiata da due figure provenienti dal coro in pietra del Maestro Mateo e include placche in bronzo installate nell’Anno santo giacobeo 2004. La parete su cui si trova presenta 24 statue di figure bibliche, recuperate dal coro in pietra costruito dal Maestro Mateo.

Il coro e il Pantheon Reale

Il Maestro Mateo progettò un monumentale coro in pietra policroma che occupava le prime sezioni della navata centrale e serviva a ordinare la vita e la liturgia del rinnovato capitolo di Compostela.

La bottega agli ordini di Maestro Mateo configurò anche, nell’attuale Cappella di Santa Catalina, situata all’estremità nord del transetto, il Pantheon Reale, in cui furono sepolti i re Ferdinando II e Alfonso IX, oltre ad altri membri delle loro famiglie, come la regina Berenguela e Raimondo di Borgogna.

La Cappella del Reliquiario e il Pantheon Reale ospitano numerosi sepolcri reali, inclusi quelli di Berengaria di Barcellona, Ferdinando II di Aragona e Alfonso IX di León e Galizia.

Il museo, il chiostro e gli spazi collegati all’interno

Il Museo della cattedrale, inaugurato nel 1928, è stato il primo di una cattedrale in Spagna. Nel corso del tempo le sue collezioni si sono espanse, principalmente grazie a opere provenienti da diversi punti della cattedrale, dalla sua collezione di reperti culturali amovibili e dai ritrovamenti archeologici della basilica.

Oggi include anche l’accesso a magnifiche e uniche stanze che sono state trasformate in spazi espositivi, come la Cappella del Reliquiario, la stanza nota come El Tesoro, il chiostro e Palazzo Gelmírez.

Sono di particolare interesse le gallerie dedicate alle opere del Maestro Mateo, gli arazzi del museo e le collezioni di argenti. Anche il Botafumeiro è esposto qui quando non è in uso.

Il museo ospita una impressionante collezione di arte sacra, oggetti liturgici e reliquie che appartengono alla storia della cattedrale. La collezione permanente include opere che spaziano dal Medioevo all’epoca contemporanea, tra cui sculture medievali, dipinti e una selezione di oreficeria.

Nel Tesoro della cattedrale sono esposte alcune delle opere più preziose che hanno fatto parte della liturgia, tra cui calici, reliquiari e vesti liturgiche risalenti a secoli passati. Sono da ricordare anche le reliquie di un altro Santiago, Santiago Alfeo o “il Minore”.

Il chiostro

Il chiostro rinascimentale del XVI secolo fu costruito nello stile detto plateresco, che imita i lavori di argenteria.

Le quattro ampie ali sono sormontate da un magnifico soffitto a volta stellato e da meravigliosi stemmi, mentre le lapidi dei canonici sul pavimento raccontano una parte della storia della cattedrale.

Nell’area centrale del chiostro sono visibili le antiche campane, inclusa l’originale campana Berenguela, visibilmente incrinata. La Fons Mirabilis si trova esattamente al centro del chiostro.

Si tratta di una fontana romanica di granito precedentemente collocata all’ingresso settentrionale della cattedrale, noto come Porta del Paradiso. Secondo il Codex Calixtinus, fino a 15 pellegrini contemporaneamente potevano trovare posto intorno alla fontana per lavare via la polvere e la sporcizia del Cammino prima di entrare nella cattedrale.

Palazzo di Xelmírez

Il Palazzo di Xelmírez, costruito tra il 1120 e il 1136 dall’arcivescovo Diego Gelmírez, è uno dei più importanti esempi di architettura romanica civile in Spagna.

Situato sul lato nord della cattedrale di Santiago, il palazzo riflette il potere e l’importanza della chiesa medievale. La sua austera facciata romanica contrasta con la ricchezza degli interni, che includono il Salone delle Armi, il Salone delle Cerimonie con la sua impressionante volta a crociera e una serie di sculture medievali.

Oggi il Palazzo di Xelmírez fa parte della visita al Museo della Cattedrale di Santiago, dove si possono vedere mostre temporanee legate alla storia e all’arte della cattedrale.

Le facciate e la luce che entra nell’interno

La facciata dell’Obradoiro è la facciata occidentale della cattedrale di Santiago di Compostela. Costruita sulla struttura medievale originale e situata tra la torre campanaria e la torre della carraca, la facciata che vedono oggi i visitatori risale al XVIII secolo.

È caratterizzata da ampie nicchie e da numerosi elementi decorativi e iconografici di rinomati artisti della città. La sua enorme vetrata migliora ulteriormente l’illuminazione dell’interno.

La facciata dell’Azabachería ha sostituito quella nota come Francígena, o del Paradiso, distrutta nel 1758. La facciata dell’Azabachería, completata nel 1769, è in stile neoclassico con elementi barocchi.

La facciata delle Platerías, situata all’estremità meridionale del transetto, è l’unica facciata romanica rimasta della cattedrale. L’architettura originale è rimasta per lo più invariata, anche se l’aspetto oggi è piuttosto eclettico a causa dei restauri e delle modifiche apportate nel corso degli anni.

Da un lato si trova la torre campanaria, costruita nel XIV secolo. La torre, nota anche come torre Berenguela, ospita l’orologio e la campana più grande della cattedrale.

Il capocroce della cattedrale romanica si trova nella piazza nota come Plaza de la Quintana, dietro una lunga parete barocca sormontata da pinnacoli del XVII secolo. L’attrazione principale per i pellegrini è la Porta Santa.

Sezione interna altare cripta apostolica

La visita dell’interno della cattedrale

La basilica, con accesso libero e gratuito tutti i giorni dalle 7:00 alle 21:00, è solitamente accessibile dalla facciata di Platerías, rivolta a sud. Non è consentito l’accesso con zaini per motivi di sicurezza, a meno che non siano piccoli.

Oltre ad ammirare l’interno della cattedrale, è possibile visitare la tomba di Santiago, dare un abbraccio all’Apostolo e conoscere le numerose cappelle. L’ingresso alla cattedrale è libero, mentre il museo è a pagamento.

Le visite turistiche non sono permesse durante le funzioni religiose. Gli orari di apertura possono variare a seconda della stagione e le condizioni di accesso possono essere modificate.

La Messa del Pellegrino

Si celebrano eucaristie quotidianamente in orari diversi e, per vedere il Botafumeiro, è necessario assistere a una di esse all’Altare Maggiore, anche se non vola sempre in ogni messa.

  • 7:30, all’Altare Maggiore: Messa del Pellegrino.
  • 9:30, all’Altare Maggiore: Messa del Pellegrino.
  • 11:00, nella Parrocchia di Corticela.
  • 12:00, all’Altare Maggiore: Messa del Pellegrino.
  • 19:30, all’Altare Maggiore: Messa del Pellegrino.

In generale, ci sono spesso molte code, soprattutto per le messe delle 12:00 e delle 19:30. Per partecipare a una Messa del Pellegrino a Santiago è consigliabile entrare nella cattedrale con anticipo per evitare code e ottenere un buon posto.

Il deposito dello zaino

Non è consentito portare lo zaino all’interno della cattedrale, a meno che non sia piccolo. I servizi di deposito dello zaino si trovano all’esterno.

Presso l’ufficio postale Correos sito in Rúa do Franco n. 4 è possibile depositare lo zaino, la bici e i bastoncini. È disponibile anche il servizio di deposito presso Pilgrim Camino de Santiago, sito in Rúa Nova, 7.

Coperture e Torre di Carraca

Uno dei luoghi più sorprendenti per i visitatori è l’accesso alle coperture. La salita consente di vedere da vicino i dettagli architettonici della cattedrale e il lavoro di restauro effettuato per mantenerla in buone condizioni.

La Torre di Carraca, di origine medievale, è uno degli elementi più rappresentativi dello skyline di Santiago. Dalla cima si può godere di una vista panoramica che abbraccia la città e le aree rurali circostanti.

Visita notturna

La visita notturna alla cattedrale di Santiago è un’esperienza che permette di osservare il tempio sotto una luce soffusa, mettendo in risalto i dettagli architettonici.

Durante questa visita, le guide spiegano la storia della cattedrale da una prospettiva diversa, evidenziando i suoi aspetti più enigmatici e meno conosciuti. Le visite notturne possono includere l’accesso ad alcuni angoli della cattedrale che non sono aperti durante il giorno, come il coro maggiore e il Portico della Gloria.

Il significato dell’interno per i pellegrini

La cattedrale dedicata all’Apostolo Santiago è l’edificio in stile romanico più emblematico di tutta la penisola iberica ed è uno dei luoghi più rappresentativi della cristianità, oltre a Roma e Gerusalemme.

Per questo motivo migliaia di pellegrini raggiungono questo luogo ogni anno, percorrendo i diversi Cammini che hanno come destinazione la capitale galiziana. Le ragioni sono molteplici: motivi strettamente religiosi, la contemplazione di un’opera architettonica e artistica dichiarata Bene di Interesse Culturale e un’escursione nel centro storico di Santiago de Compostela.

Essendo la cattedrale il centro del mondo per ciò che riguarda il pellegrinaggio a Santiago di Compostela, nel tempo si sono sviluppati riti che i pellegrini seguono non appena si avvicinano a questo edificio: ammirare il Portico della Gloria, poggiare la mano nella colonna centrale sotto la statua di San Giacomo e abbracciare la statua del Santo ubicata dietro l’altare.

L’interno della cattedrale è quindi un percorso che unisce architettura, scultura, liturgia e memoria del pellegrinaggio: dalla luce delle navate alla decorazione dell’altare maggiore, dalla statua dell’Apostolo alla cripta, dal Portico della Gloria al movimento del Botafumeiro.

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