Di Canio Arcangelo filosofo: l’«altro pensiero» tra Heidegger e filosofia giapponese

Arcangelo Di Canio affronta il rapporto tra Martin Heidegger e la filosofia giapponese nel saggio L’altro pensiero, dedicato alla possibilità di un’esperienza pensante in cui il dire europeo-occidentale e il dire asiatico-orientale possano incontrarsi.

Il libro interpreta l’«altro pensiero» sia come un pensiero che proviene da «un’altra parte», sia come la rivelazione di un’alterità presente in noi, capace di condurre a un’interrogazione riflessiva e a una nuova comprensione di se stessi.

Arcangelo Di Canio e il tema dell’altro pensiero

Questo saggio è un tentativo di analizzare e rispondere alla questione posta da Heidegger circa la possibilità di raggiungere un'esperienza pensante nella quale "il dire europeo-occidentale e il dire asiatico-orientale vengano a colloquio in un modo nel quale risuoni l'eco della stessa sorgente".

In questo contesto il sintagma "Altro pensiero" assume un'importanza decisiva: è la chiave di questa ricerca, poichè se per un verso indica un pensiero che pro-viene da "un'altra parte", per altro verso è anche rivelazione dell'"alterità" che è in noi: rimanda a quell'ineludibile interrogazione riflessiva che chiede di ri-flettere su se stessi.

Heidegger e filosofia giapponese confronto

Il dialogo tra il pensiero occidentale e quello orientale

Il progetto filosofico di Di Canio si sviluppa intorno alla possibilità di mettere in dialogo due direzioni della riflessione: da una parte il dire europeo-occidentale, dall’altra il dire asiatico-orientale.

L’obiettivo non consiste semplicemente nel confrontare tradizioni diverse, ma nel cercare un’esperienza pensante nella quale le due forme del dire possano incontrarsi e far risuonare l’eco di una stessa sorgente.

L’«altro pensiero» non designa quindi soltanto un pensiero esterno alla tradizione occidentale. Esso indica anche la distanza, la differenza e l’alterità che ciascuno porta dentro di sé e che rende possibile una riflessione critica sul proprio modo di pensare.

L’origine come fondamento

"Origine significa, qui, ciò da cui e per cui una cosa è ciò che è ed è come lo è. Ciò che qualcosa è essendo così com'è lo chiamiamo la sua essenza. L'origine di qualcosa è la provenienza della sua essenza".

Il presente lavoro nasce dall'esigenza di rispondere alla questione heideggeriana dell'origine come fondamento.

L’origine viene così considerata come ciò da cui una cosa proviene e in virtù del quale essa è ciò che è. La ricerca dell’origine coincide con la ricerca della provenienza dell’essenza e conduce a interrogare il fondamento delle cose, dell’esperienza e del pensiero.

L’opera d’arte e la ricerca del dire autentico

Nel far questo attraverseremo l'opera d'arte letteralmente cercando in essa una luce, ed in questa un polo capace di dettare e di com-unicare (unendo gli uomini nella loro dimensione di "esserci") il dire autentico.

L’opera d’arte diventa così uno spazio privilegiato per cercare una luce e un punto di orientamento capace di favorire la comunicazione autentica. Il termine "com-unicare" richiama l’idea di unire gli uomini nella loro dimensione di "esserci".

La riflessione non si limita dunque alla descrizione dell’arte, ma cerca nell’esperienza artistica una possibilità di accesso al dire autentico e a una forma di comprensione condivisa.

Opera d’arte luce e pensiero filosofico

Il cammino verso la metafisica

Un viaggio che ci porterà sino alle soglie della metafisica, lì dove "domandare oltre l'ente, per ritornare a comprenderlo nella sua totalità" rappresenta la questione cruciale, mai dimentichi che "la metafisica è l'accadimento fondamentale dell'esserci", per essere più precisi "è l'esserci stesso".

La metafisica viene presentata come il luogo della domanda che va oltre l’ente per tornare a comprenderlo nella sua totalità. Il problema metafisico non è quindi separato dall’esistenza, ma riguarda direttamente la condizione dell’esserci.

Nel percorso delineato da Di Canio, l’interrogazione filosofica arriva alle soglie della metafisica mantenendo al centro la domanda sull’origine, sull’essenza e sulle condizioni che rendono possibile un dire autentico.

Il significato filosofico dell’alterità

Il concetto di alterità svolge una funzione centrale nella ricerca. L’altro non è soltanto ciò che appartiene a una cultura distante o a una tradizione filosofica diversa, ma è anche ciò che, dentro di noi, interrompe l’abitudine e ci costringe a riflettere.

In questo contesto il sintagma "Altro pensiero" assume un'importanza decisiva: è la chiave di questa ricerca, poichè se per un verso indica un pensiero che pro-viene da "un'altra parte", per altro verso è anche rivelazione dell'"alterità" che è in noi: rimanda a quell'ineludibile interrogazione riflessiva che chiede di ri-flettere su se stessi.

L’incontro con un’altra forma di pensiero diventa quindi anche un incontro con la propria alterità. Il confronto con la filosofia giapponese permette di riaprire la domanda sulla tradizione occidentale e sul modo in cui essa comprende l’essere, il linguaggio e l’esperienza.

Struttura dei temi affrontati

TemaQuestione centrale
OrigineCiò da cui e per cui una cosa è ciò che è e come lo è
EssenzaCiò che qualcosa è essendo così com’è
Altro pensieroUn pensiero che proviene da un’altra parte e rivela l’alterità presente in noi
Opera d’arteRicerca di una luce capace di orientare verso il dire autentico
MetafisicaDomandare oltre l’ente per comprenderlo nella sua totalità
Essere umanoDimensione dell’«esserci» e possibilità di una comunicazione autentica

Il libro L’altro pensiero

Descrizione Libro "L'altro pensiero- Martin Heidegger e la filosofia giapponese" di Arcangelo Di Canio.

Il volume è dedicato al rapporto tra Martin Heidegger e la filosofia giapponese e sviluppa una ricerca sull’incontro possibile tra il pensiero europeo-occidentale e quello asiatico-orientale.

Il nucleo dell’indagine è costituito dalla domanda sulla possibilità di raggiungere un’esperienza pensante nella quale tradizioni differenti possano entrare in colloquio senza perdere la propria specificità.

Questioni filosofiche principali

  • La possibilità di un dialogo tra il dire europeo-occidentale e il dire asiatico-orientale.
  • Il significato dell’«altro pensiero» come pensiero proveniente da un’altra parte.
  • La scoperta dell’alterità interna attraverso l’interrogazione riflessiva.
  • La questione heideggeriana dell’origine come fondamento.
  • Il rapporto tra origine ed essenza.
  • L’opera d’arte come luogo di ricerca di una luce e di un dire autentico.
  • La metafisica come domanda oltre l’ente.
  • L’esserci come dimensione fondamentale dell’esperienza umana.

Umberto Galimberti - Heidegger: La Tecnica e il Tramonto dell’Occidente | Feltrinelli Editore

Perché il saggio è rilevante

La ricerca di Arcangelo Di Canio è rilevante perché affronta il problema del rapporto tra tradizioni filosofiche diverse senza ridurlo a un semplice confronto storico o geografico. Il tema dell’«altro pensiero» riguarda infatti il modo stesso in cui il pensiero può aprirsi a ciò che non coincide con le proprie categorie.

Il dialogo tra Oriente e Occidente viene collegato alla possibilità di ascoltare una sorgente comune, mentre la riflessione sull’alterità conduce il lettore a interrogare il proprio modo di pensare.

La questione filosofica assume così una duplice direzione: cercare ciò che proviene da un’altra parte e, nello stesso tempo, riconoscere ciò che di altro è già presente in noi.

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