La chiesa di Santa Maria di Lourdes, situata nel quartiere Sempione di Milano, è uno dei più ampi luoghi di culto della zona e si riconosce facilmente grazie al campanile svettante, visibile da buona parte del quartiere. Fu costruita alla fine dell’Ottocento per iniziativa dei sacerdoti don Antonio e don Giuseppe Videmari, che vollero erigere un santuario dedicato alla Beata Vergine di Lourdes in segno di riconoscenza per la guarigione di don Giuseppe.
Il complesso comprende la chiesa, la grotta dedicata alla Madonna sul modello di quella di Lourdes, l’oratorio Sant’Anna e gli edifici che nel tempo furono destinati a convento, convalescenziario e casa parrocchiale. La storia del santuario è strettamente legata alla crescita del quartiere e alla devozione popolare, alimentata dalla recitazione del rosario, dalla preghiera e dalla presenza dei fedeli provenienti anche dalle zone più lontane.

La nascita del santuario nel quartiere Sempione
Erano gli ultimi anni del secolo XIX e i due fratelli sacerdoti si dedicarono instancabilmente alla ricerca di fondi, vendendo mattoni da dieci centesimi l’uno. Li acquistò persino il futuro pontefice Paolo VI, allora bambino.
La figura dei due sacerdoti, che per anni percorsero instancabili il Borgo degli Ortolani alla ricerca di fondi per il loro progetto, era ben nota a tutti gli abitanti del nostro quartiere. Finalmente nel 1893 acquistarono, dalla Contessa Celesia, un lotto di terreno in quella che allora era l’estrema periferia milanese.
La popolazione del borgo, per arrivare al santuario, doveva percorrere campi, allora deserti, attraversati da rogge e sentieri. Il nuovo luogo di culto sorse quindi in un’area ancora periferica, destinata negli anni successivi a trasformarsi profondamente con l’espansione urbana di Milano.
La Grotta di Lourdes e i primi edifici
Già nel 1895 fu eretta e completata la Grotta, dedicata alla Madonna su modello di quella di Lourdes. I cittadini iniziarono a giungere anche da lontano per assistere alla recitazione del rosario e deporre fiori ai piedi della Vergine.
La grotta sarebbe dovuta diventare parte integrante della facciata del futuro santuario, ma il progetto originale fu abbandonato a favore di quello realizzato ad opera dell’architetto Alfredo Campanini. Tra pareri discordi, incomprensioni e progetti poi abbandonati, nel 1897 iniziarono gli scavi per la costruzione del santuario vero e proprio.
Negli stessi anni furono anche realizzati la chiesetta di Sant’Anna tra via Lomazzo e via Monviso e il convalescenziario per i malati. Negli ultimi anni dell’800, per volontà dei due fratelli sacerdoti don Antonio e don Giuseppe Videmari, venne costruito, adiacente alla Grotta, un nuovo edificio da destinarsi a casa di cura e di convalescenza.

L’apertura al culto e la nascita della parrocchia
Finalmente, nel 1902, la chiesa fu aperta al culto con la benedizione del Cardinal Ferrari. Su ogni lastrone del pavimento vi era il nome di un benefattore.
A quel tempo la basilica era sotto la giurisdizione della parrocchia della SS. Trinità, ma già nel 1910 si costituirà la delegazione arcivescovile di Santa Maria di Lourdes e nel 1925 diventerà parrocchia urbana.
Il convalescenziario, successivamente divenuto Casa Parrocchiale, rimase legato alla vita del complesso fino al 1956 e fu poi adibito ad uso abitativo. La presenza di questo edificio testimonia l’attenzione rivolta fin dalle origini all’assistenza dei malati e dei fedeli che raggiungevano il santuario.
Il campanile di Santa Maria di Lourdes
Su progetto dell’Ing. Giuseppe Calori, nel 1931 si iniziò la costruzione del campanile, alto 62 metri, in sostituzione di quello provvisorio in legno. Il nuovo campanile divenne uno degli elementi più riconoscibili della chiesa e del quartiere Sempione.
Per adornarlo, lo scultore Lochis pensò e realizzò quattro angeli alti 3 metri, posizionati alla base della guglia in rame alta 12 metri. Il 1° aprile 1934, a lavori ultimati, il campanile venne solennemente benedetto dal Cardinale Schuster.
| Elemento | Caratteristica |
|---|---|
| Campanile | 62 metri di altezza |
| Guglia | 12 metri di altezza, in rame |
| Sculture | Quattro angeli alti 3 metri |
| Benedizione | 1° aprile 1934 |
I quattro angeli della guglia
- L’Angelo dell’Adorazione: ha tra le braccia la croce.
- L’Angelo del Ringraziamento: leva in alto il calice con l’Ostia Eucaristica.
- L’Angelo della Propiziazione: tiene le braccia incrociate con il volto triste in atto di pentimento.
- L’Angelo della Impetrazione: tiene le mani giunte e lo sguardo rivolto al cielo.
I danni della guerra e la ricostruzione
Nel 1943 la chiesa, come gran parte della zona, rimase vittima dei bombardamenti, riportando gravi danni nelle strutture e negli arredi. Il coro della chiesa della Madonna di Lourdes fu distrutto dalle bombe incendiarie durante i bombardamenti aerei nella notte del 13 agosto 1943.
I parrocchiani non si persero d’animo: fu infatti prontamente restaurata e riportata al suo splendore. Nel dopoguerra la chiesa fu inoltre arricchita dal maestoso organo a tre colpi, dalla cupola affrescata e dall’imponente pulpito in marmo, del quale rimangono ora solo i bassorilievi di Arrigo Minerbi.
Anche il convalescenziario subì le conseguenze dei bombardamenti dell’agosto del 1943, prima di essere trasformato in Casa Parrocchiale e, in seguito, destinato ad uso abitativo.

L’architettura e gli spazi del complesso
La chiesa di Santa Maria di Lourdes fu progettata come santuario mariano destinato ad accogliere una comunità in crescita e un numero sempre maggiore di fedeli. Il campanile, la chiesa e la Grotta formano un insieme riconoscibile, nel quale la devozione alla Madonna di Lourdes si unisce alla storia urbanistica del quartiere.
La Grotta, costruita nel 1895 sul modello di quella di Lourdes, costituisce uno dei principali punti di riferimento del complesso. La chiesa e la Grotta furono fotografate più volte insieme, sia dalla via Lomazzo sia dalle vie circostanti, a testimonianza della loro presenza caratteristica nel paesaggio urbano della zona.
Il convalescenziario venne costruito adiacente alla Grotta per essere destinato alla cura e alla convalescenza dei malati. La sua funzione cambiò nel tempo, ma l’edificio rimase parte integrante della storia del santuario e della parrocchia.
Le opere pittoriche della chiesa
La chiesa mostra alcune interessanti opere pittoriche; quella più ragguardevole è la serie riguardante la Via Crucis del pittore Lazzaro Pasini. Si tratta di 14 dipinti realizzati tra il 1906 e il 1910.
Le tele avevano inizialmente forma rettangolare, ma furono poi ridotte a forma di croce con cornici di uguale sagoma per invito di don Antonio Videmari. Si persero così alcuni personaggi minori, ma la figura di Cristo assunse una posizione di primissimo piano.
Il suo sguardo sembra girare, osservando lo spettatore e mutando l’asse di simmetria in senso orario. Questa soluzione accentua il coinvolgimento di chi osserva le scene e rende il ciclo pittorico particolarmente intenso.
La processione dei Vescovi di Milano
Anche la processione dei Vescovi di Milano, il ciclo pittorico che orna le pareti della navata centrale, è sempre del Pasini. L’opera fu realizzata, tranne l’ultima parte che fu affrescata da Luigi Migliavacca nel 1961, tra il 1929 e il 1940.
Il ciclo contribuisce a definire l’identità artistica dell’interno della chiesa e collega la devozione mariana del santuario alla storia religiosa della diocesi ambrosiana.
Le principali date storiche
| Anno | Avvenimento |
|---|---|
| 1810 | Costruzione di una palazzina in via Lomazzo. |
| 1812 | Affidamento della palazzina al guardiano Fra Carlo, dei Frati Francescani. |
| 1893 | Acquisto del terreno dalla Contessa Celesia. |
| 1895 | Costruzione e completamento della Grotta. |
| 1897 | Inizio degli scavi per la costruzione del santuario. |
| 1902 | Apertura della chiesa al culto con la benedizione del Cardinal Ferrari. |
| 1910 | Costituzione della delegazione arcivescovile di Santa Maria di Lourdes. |
| 1925 | La chiesa diventa parrocchia urbana. |
| 1931 | Inizio della costruzione del campanile definitivo. |
| 1934 | Benedizione solenne del campanile. |
| 1943 | Gravi danni causati dai bombardamenti. |
| 1961 | Completamento dell’ultima parte del ciclo dei Vescovi di Milano da parte di Luigi Migliavacca. |
La chiesetta e l’oratorio Sant’Anna
Nel 1810 venne costruita in via Lomazzo una palazzina, affidata poi nel 1812 al guardiano Fra Carlo, dei Frati Francescani. Negli anni successivi, attorno al 1893, diventerà la “geseta del borgh”.
All’inizio del ‘900 i fratelli Videmari la trasformarono in Oratorio Sant’Anna, nome che conserva tuttora. L’oratorio Sant’Anna di via Lomazzo angolo via Monviso costituisce quindi uno degli edifici storici collegati alla nascita e allo sviluppo del santuario.

Il convento delle suore
La casa per religiose venne costruita nel 1820. Don Antonio Videmari nel 1896 collaborò con le suore per l’acquisto del terreno vicino al Santuario e nel 1898 le Religiose ottennero il nuovo monastero con la regola delle Suore Teresiane di Mondovì.
Nel 1907, la Casa Generalizia di Torino, riconobbe la sede di via Monviso con il nome di Suore Terziarie Carmelitane. Il convento rappresentò un ulteriore elemento della rete religiosa e assistenziale sorta attorno alla chiesa di Santa Maria di Lourdes.
La devozione popolare e la vita del quartiere
La storia della chiesa è legata alla partecipazione degli abitanti del Borgo degli Ortolani e del quartiere Sempione. I due fratelli Videmari percorsero per anni le strade della zona alla ricerca di fondi, mentre la popolazione contribuì alla costruzione del santuario acquistando i mattoni e sostenendo il progetto.
I cittadini iniziarono a giungere anche da lontano per assistere alla recitazione del rosario e deporre fiori ai piedi della Vergine. La Grotta divenne così un luogo di preghiera quotidiana e un punto di riferimento per la devozione mariana.
Il corteo per l’arrivo del reverendo Maino in parrocchia, il 25 giugno 1925, e il trasporto dell’urna di Santa Maura Vergine e Martire nella cappella di Santa Maria di Lourdes, nel 1941, documentano alcuni momenti della vita religiosa e comunitaria legata al complesso.
La chiesa nel paesaggio urbano milanese
Il campanile svettante rende la chiesa visibile da buona parte del quartiere Sempione e ne fa una figura caratteristica della zona. Le immagini storiche mostrano la chiesa di Santa Maria di Lourdes e il convalescenziario fotografati dalla via Lomazzo negli anni ’40, oltre alla veduta della chiesa dalla via Induno, con a sinistra la via Soldati.
Altre fotografie documentano la chiesa negli anni ’30, ’40, ’50 e ’60, l’altare maggiore negli anni ’60, il particolare del campanile e delle campane nel 2010 e la veduta della chiesa e della Grotta negli anni 2000.
Le immagini della chiesa, della Grotta, del convalescenziario e delle vie circostanti mostrano la trasformazione di un’area che alla fine dell’Ottocento era ancora periferica e caratterizzata da campi, rogge e sentieri.

Informazioni per la visita
La chiesa di Santa Maria di Lourdes si trova nel quartiere Sempione di Milano, all’interno di un complesso storico comprendente la Grotta, l’oratorio Sant’Anna e gli edifici religiosi sorti tra via Lomazzo e via Monviso.
La visita consente di osservare il campanile, la Grotta dedicata alla Madonna, le opere pittoriche di Lazzaro Pasini, il ciclo dei Vescovi di Milano e gli elementi legati alla ricostruzione del dopoguerra.
Per comprendere pienamente la storia del complesso è utile considerare insieme la chiesa e gli edifici collegati: la Grotta del 1895, l’oratorio Sant’Anna, il convento delle suore e l’antico convalescenziario, poi diventato Casa Parrocchiale.
La chiesa di Santa Maria di Lourdes e il Santuario di Lourdes
La chiesa milanese è dedicata alla Madonna di Lourdes e riprende il modello della Grotta di Massabielle, ma non deve essere confusa con il grande Santuario di Lourdes in Francia. Il comprensorio del Santuario di Lourdes si estende per 53 ettari e conta 22 luoghi di culto.
Ogni anno vi si celebrano circa 10.000 messe. Il nome “basilica” dato ad una chiesa è un onore, un privilegio, una distinzione data dal Papa e che pone questa chiesa sotto la protezione della Santa Sede Apostolica.
Entrando nel Santuario attraverso la porta San Michele, si scoprono le prime due basiliche. La prima cappella, voluta dalla Vergine Maria durante la 13a apparizione, è la Basilica dell’Immacolata Concezione e si estende sulla Basilica di Nostra Signora del Rosario.
La terza basilica è sotterranea e si sviluppa lungo tutta la grande spianata delle processioni. Ogni basilica è stata edificata per rispondere al numero crescente di pellegrini dalle apparizioni fino ai primi anni Sessanta.

La Basilica dell’Immacolata Concezione
La Basilica dell’Immacolata Concezione fu iniziata nel 1866 ed è la cappella chiesta dalla Vergine Maria durante la 13a apparizione: “Vada a dire ai sacerdoti che si costruisca qui una cappella e vi si venga in processione.”
Porta il nome rivelato dalla Vergine a Bernadette: “Que soy era Immaculada Councepciou”. Lo stile è neogotico e l’architetto è Hippolyte Durand.
| Caratteristica | Informazione |
|---|---|
| Benedizione | 15 agosto 1871 |
| Consacrazione | 1° luglio 1876 |
| Dimensioni | 51 metri di lunghezza, 21 metri di larghezza e 70 metri di altezza fino alla punta della freccia |
| Vetrate | 42 finestre con una superficie di 150 m² |
Le vetrate illustrano in dettaglio le apparizioni, la storia di Lourdes e della Chiesa. La basilica si distingue inoltre per la facciata neogotica, le guglie e gli archi ogivali.
La Basilica Nostra Signora del Rosario
La Basilica Nostra Signora del Rosario presenta uno stile romano-bizantino e una pianta a croce greca. L’architetto è Leopold Hardy.
| Caratteristica | Informazione |
|---|---|
| Benedizione | 7 agosto 1889 |
| Consacrazione | 6 ottobre 1901 |
| Arte caratteristica | Mosaici raffiguranti i misteri del Rosario |
| Mosaici interni | 2.000 m² realizzati dalla bottega italiana Facchina |
| Misteri luminosi esterni | Aggiunti nel 2008, opera di padre Marko Ivan Rupnik |
La Basilica San Pio X
La Basilica San Pio X fu inaugurata nel 1958, in occasione del Centenario delle Apparizioni. Questa basilica sotterranea è un’opera architettonica di dimensioni ragguardevoli, dalle forme moderne tipiche degli edifici religiosi contemporanei, costruita con mezzi di avanguardia come il cemento armato precompresso.
È il luogo della celebrazione delle messe internazionali, dei grandi raduni, dell’adorazione del Santissimo Sacramento e della benedizione degli infermi al termine di ogni processione eucaristica.
| Caratteristica | Informazione |
|---|---|
| Stile | A forma ellittica o barca capovolta, in cemento armato precompresso |
| Architetto | Pierre Vago |
| Ingegnere | Eugène Freyssinet |
| Consacrazione | 25 marzo 1958 |
| Dimensioni | 12.000 m², 201 metri di lunghezza e 81 metri di larghezza |
| Capienza | 5.000 posti a sedere; 20.000 posti in totale |
L’arte caratteristica della Basilica San Pio X è il gemmail. Questa forma di arte viene chiamata “della luce”. La tecnica fu iniziata dopo la seconda guerra mondiale da Jean Crotti e sviluppata da Roger Malherbe-Navarra.
52 gemmail sono divisi in tre cicli: Via Crucis di Denys Solère, realizzata nel 1981; Misteri del Rosario di Falcucci, realizzati nel 1987; Apparizioni di Massabielle de Margotton, realizzate nel 1993, oltre ad alcuni pezzi isolati.