Chi ha il primato fra gli apostoli?

Fra gli apostoli il primato spetta a Pietro, al quale Gesù affidò una missione particolare all’interno del gruppo dei Dodici e della prima comunità cristiana. Questo primato non elimina l’autorità degli altri apostoli né la responsabilità collegiale della Chiesa, ma colloca Pietro in una posizione di guida e di servizio sopra gli altri.

Il Nuovo Testamento presenta Pietro come la “roccia” sulla quale Cristo edifica la propria comunità, gli affida le chiavi del Regno dei cieli, gli chiede di confermare nella fede i fratelli e, dopo la risurrezione, gli consegna la cura dell’intero gregge. La tradizione cattolica riconosce nei successori di Pietro sulla cattedra di Roma la continuità di questo ufficio primaziale.

Il ruolo di Pietro nel gruppo degli apostoli

Gli apostoli vengono descritti nel Nuovo Testamento come il gruppo di discepoli che Gesù ha scelto e chiamato a sé: “Chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli.” (Luca 6,13) I nomi degli apostoli sono: Pietro, Giovanni, Giacomo il Maggiore, Andrea, Filippo, Tommaso, Bartolomeo, Matteo, Giacomo il Minore, Simone lo Zelota, Giuda Taddeo e Mattia.

Nel cuore della comunità dei suoi discepoli Gesù pone sin dall'inizio la presenza e le prerogative del collegio apostolico, e a capo di esso Pietro. Gli evangelisti notano sistematicamente il ruolo particolare assunto da Pietro nel gruppo degli apostoli: Pietro prende volentieri la parola a nome del gruppo dei discepoli, soprattutto nel momento in cui afferma solennemente la messianicità di Gesù.

Il nome di Pietro appare sempre per primo nelle liste dei dodici. Ugualmente, nelle circostanze significative in cui Gesù si fa accompagnare da tre apostoli soltanto, Pietro è sempre presente, ed è menzionato sempre per primo.

Pietro fu tra i primi ad essere chiamato da Gesù a seguirlo. In quel primo incontro con il pescatore Simone, Gesù gli cambia il nome in Pietro: “Tu sei Simone, figlio di Giona: tu sarai chiamato Pietro (Kephas)”.

Gesù consegna le chiavi a san Pietro

Il significato del nome Pietro

Il fatto è singolare già in se stesso: Pietro è l'unico discepolo a cui Gesù cambia il nome; esso è significativo però anche e soprattutto per il significato del nome che Gesù sceglie per lui: pietra. Tale nome sta a indicare la funzione che Simone dovrà svolgere in mezzo ai suoi seguaci: la funzione di base, di pietra fondamentale.

Nonostante la sua traduzione classica, il nome di Cefa imposto da Cristo a Simone significa “roccia” più che “pietra”. La scelta di questo nome indica quindi una funzione stabile e fondamentale nella comunità dei discepoli.

È vero che Cristo è la pietra su cui si costruisce tutto il Regno di Dio. Ciò non toglie che in senso subordinato Cristo ne abbia costituita un’altra e a questa abbia chiesto di far riferimento.

Alla professione di fede di Pietro Gesù articola quello che viene considerato il principale testo di conferimento del primato: Pietro viene proclamato “roccia”. In virtù di questo nuovo nome, Simon-Pietro è partecipe della saldezza duratura e della fedeltà incrollabile di YHWH e del suo Messia.

Il primato annunciato nel Vangelo di Matteo

A Cesarea di Filippo, a fronte della domanda di Gesù sulla sua identità, Pietro professa la fede nella messianicità, Figlio del Dio vivente. Alla professione di fede di Pietro Gesù articola quello che viene considerato il principale testo di conferimento del primato.

In quanto roccia, Pietro è la cava da cui vengono estratte pietre viventi, fondamento sul quale Cristo edifica la propria comunità escatologica. Pietro riceve una missione di cui deve beneficiare tutto il popolo: contro le forze del male, che sono potenze di morte, la Chiesa edificata su Pietro ha l’assicurazione della vittoria.

La missione suprema di radunare gli uomini in una comunità, in cui ricevono la vita beata ed eterna, è affidata a Pietro, che ha riconosciuto in Gesù il Figlio del Dio vivente.

In Mt 16,18-19 Gesù dice: “E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”.

Le chiavi del Regno dei cieli

Nel v. 19, dicendo: “A te darò le chiavi del regno dei cieli”, Gesù dà a Pietro un potere che non estende agli apostoli. Solo lui ha le chiavi del Regno.

Il potere di “legare e sciogliere” viene poi riferito anche al collegio apostolico: “In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo”.

Gesù estende il potere di legare e di sciogliere anche al collegio apostolico, ma non ai singoli apostoli. Inoltre vi è collegio apostolico perché c’è Pietro. Senza di lui non ci sarebbe collegio.

Infine Cristo, conferendo al collegio quello che precedentemente aveva dato a Pietro, non toglie a quest’ultimo il potere che gli aveva conferito. Per questo giustamente si dice che il collegio c’è solo cum Petro et sub Petro, cioè con Pietro e sotto Pietro.

La preghiera di Gesù per Pietro

Nell'Ultima Cena, Gesù annuncia la prova con cui satana passerà al vaglio gli apostoli. Però è per il solo Pietro che Cristo prega in modo particolare, perché non vacilli e possa così confermare nella fede i suoi fratelli.

Gesù dice a Pietro: “Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli”. In queste parole viene vista un'allusione al significato del nuovo nome di Pietro.

Il compito di confermare i fratelli mostra che la missione di Pietro non riguarda soltanto la sua personale perseveranza nella fede. Essa è orientata al sostegno dell’intera comunità apostolica.

La cura del gregge affidata a Pietro

In forma solenne, e forse giuridica, Cristo risorto affida per tre volte a Pietro la cura di tutto il gregge, agnelli e pecore. Questa missione deve essere intesa alla luce della parabola del buon pastore.

Il Buon Pastore salva le sue pecore, raccolte in un solo gregge, e queste hanno vita in abbondanza; egli dà anche la propria vita per le sue pecore. Quindi Cristo, annunziando a Pietro il suo futuro martirio, aggiunge: “Seguimi”.

Pietro deve camminare sulle orme del suo maestro, non soltanto dando la vita, ma comunicando la vita eterna alle sue pecore, affinché non periscano mai.

Il comando di pascere agnelli e pecore indica una responsabilità pastorale rivolta all’intero popolo cristiano. La missione di Pietro comprende quindi la cura dei fedeli e, in modo più ampio, la custodia dell’unità della Chiesa.

Segni del primato nella vita di Gesù

L'intenzione di Gesù di fare di Pietro la pietra si ritrova costantemente in tutti i successivi rapporti che Gesù ha con lui. A Cafarnao, Gesù va ad alloggiare in casa dello stesso Pietro, e gli guarisce miracolosamente la suocera.

Per preparare l'Ultima Cena Gesù manda Pietro insieme a Giovanni. Gesù inizia da Pietro la lavanda dei piedi. L'annuncio della risurrezione di Gesù da parte degli angeli alle donne contiene una menzione speciale per Pietro.

Inoltre si nota che Pietro è il primo a entrare nella tomba vuota. Nella prima proclamazione della risurrezione di Gesù, poi Pietro è menzionato come il primo testimone del Signore risorto: Cristo “apparve a Cefa e quindi ai dodici”.

Il ruolo particolare di Pietro non significa che egli sia stato privo di debolezze. Dopo aver rinnegato il Maestro per tre volte, così come era stato predetto, fu costretto a fuggire ma, prima della crocifissione e dopo la resurrezione, Gesù lo nominò capo degli apostoli e promotore del movimento che diede inizio alla chiesa cristiana.

Pietro nella comunità post-pasquale

In accordo con il Vangelo di Luca, l'evangelista Luca mostra negli Atti degli Apostoli la realizzazione pratica della missione di Pietro: egli sta alla testa del gruppo riunito nel cenacolo e presiede all'elezione di Mattia.

Pietro giudica Anania e Safira; in nome degli altri apostoli, che sono con lui, proclama alle folle la glorificazione messianica di Cristo risorto e annunzia il dono dello Spirito Santo; invita al Battesimo tutti gli uomini e ispeziona tutte le Chiese.

Come segni del suo potere sulla vita, in nome di Gesù Pietro guarisce gli ammalati e risuscita un morto. È sempre Pietro che, arrestato e condotto davanti al Sinedrio, parla coraggiosamente per due volte a nome degli altri e a loro difesa.

È ancora Pietro che, illuminato dall'alto, apre per primo la porta della Chiesa ai pagani nella persona del centurione Cornelio. È infine Pietro il vero autore della decisione del concilio di Gerusalemme, nell’anno 50, di non vincolare i gentili all'osservanza di certe leggi rituali per i giudei.

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Pietro e gli altri apostoli

Il primato di Pietro non cancella la missione degli altri apostoli. Giovanni ebbe un ruolo molto importante all’interno della cerchia dei dodici apostoli, infatti fu partecipe di alcuni degli eventi di vita più incisivi nonché l’unico a essere presente al momento della Sua Morte.

Giacomo, fratello di Giovanni, è chiamato il Maggiore per distinguerlo dall’apostolo omonimo, Giacomo di Alfeo. Andrea era fratello di Pietro ed è stato in precedenza discepolo di Giovanni Battista che gli indicò Gesù come agnello di Dio.

Filippo annunciò il Messia a Natanaele. Tommaso iniziò il suo percorso da predicatore dopo la morte di Gesù, raggiungendo la Persia e l’India. Matteo era un esattore delle tasse, chiamato “il pubblicano”, prima di seguire la chiamata di Gesù.

Bartolomeo era originario di Cana in Galilea e, nel vangelo secondo Giovanni, è indicato con il nome di Natanaele. Giacomo il Minore viene chiamato nel Nuovo Testamento Giacomo d’Alfeo, mentre Simone lo Zelota compare in tutte le liste dei vangeli sinottici e degli Atti degli Apostoli.

Giuda Taddeo, che non va confuso con Giuda Iscariota che tradì Gesù, si occupò dell’evangelizzazione della Persia insieme all’apostolo Simone. Mattia, secondo gli Atti degli Apostoli, è stato uno dei settanta discepoli che rimase con Gesù dal battesimo e fino all’Ascensione.

Il primato di Pietro nella collegialità della Chiesa

Il fatto che Pietro sia tenuto a giustificare la sua condotta in occasione del Battesimo di Cornelio, lo svolgimento del Concilio di Gerusalemme, nonché le allusioni di Paolo nella lettera ai Galati, rivelano che nella direzione della Chiesa di Gerusalemme, in gran parte collegiale, Giacomo aveva una posizione importante, e il suo accordo era fondamentale.

Ma questi fatti e la loro relazione non smentiscono la realtà del primato di Pietro: piuttosto, ne illuminano il senso profondo. L'autorità di Giacomo non ha le stesse radici, né la stessa espressione di quella di Pietro.

Pietro ha ricevuto a titolo particolare la missione di trasmettere una regola di fede integra, ed è il depositario delle promesse di vita. La preminenza di Pietro non esclude quindi né la ricerca laboriosa del disegno di Dio né la responsabilità collegiale degli apostoli, né le iniziative di Paolo.

Lo stesso Paolo, dopo la sua conversione, pur avendo coscienza della propria particolare vocazione, si reca a Gerusalemme per prendere contatto con Pietro. Pur ricordando l'incidente di Antiochia e l'esitazione di Pietro sulla condotta da tenere nei confronti della comunanza di mensa con i pagani, si rivolge tuttavia a Pietro come a colui la cui autorità trascina con sé tutta la Chiesa.

Pietro e Paolo

La presenza di Paolo non riduce il primato di Pietro. Paolo possiede una vocazione particolare e svolge un’attività missionaria decisiva, ma riconosce la necessità di recarsi a Gerusalemme per prendere contatto con Pietro.

La sua iniziativa apostolica si inserisce quindi nella missione complessiva della Chiesa e non si presenta come alternativa all’autorità ricevuta da Pietro. Anche quando Paolo ricorda l’incidente di Antiochia, si rivolge a Pietro come a colui la cui autorità ha una portata ecclesiale generale.

Il primato di Pietro nella Tradizione della Chiesa

I passi delle Scritture sono eloquenti e incontrovertibili. Ma la Divina Rivelazione non è costituita solo di sacra Scrittura, ma anche di sacra Tradizione.

È interessante notare come fosse inteso questo primato nella vita della Chiesa quando la Divina Rivelazione non era ancora chiusa. Va ricordato per inciso che la Divina Rivelazione si chiude con la morte dell’ultimo apostolo.

La Tradizione è l'anello che congiunge la nostra fede alla fede degli apostoli. È quell'anello per cui io posso dire: la mia fede è la stessa degli apostoli, di quelli che sono stati con Gesù e che hanno sentito con le loro orecchie il suo insegnamento.

La Tradizione della Chiesa ha sempre avuto chiaro che, come in un corpo una funzione vitale non può fermarsi, così nella Chiesa, organismo vivente e vivificatore, bisogna che Pietro, in un modo o nell'altro, sia sempre presente per comunicare senza sosta ai fedeli la vita di Cristo.

Dalla missione di Pietro ai suoi successori

La dottrina di un ufficio primaziale nella Chiesa, ricoperto inizialmente da Pietro, e dopo di lui dai suoi successori sulla cattedra di Roma, è stata definita dal Concilio Vaticano I, ed è stata ripresa e riproposta a tutti i fedeli dal Concilio Vaticano II.

Verso gli anni 90, mentre a Efeso è ancora vivo san Giovanni, a Corinto scoppiano dei disordini tra i fedeli. Anziché appellarsi a San Giovanni che sta ad Efeso, nell’altra sponda del Mar Egeo, i cristiani di Corinto vanno direttamente dal terzo successore di Pietro che è Papa Clemente.

Questi interviene con la sua autorevolezza. San Giovanni scrive il suo Vangelo dopo questi fatti e conferma indirettamente l’autorevolezza con cui Papa Clemente intervenne riferendo l’incarico dato da Cristo a Pietro di pascere pecore e agnelli, e cioè fedeli e vescovi.

Elemento del primatoTestimonianza
Posizione nel gruppo dei DodiciIl nome di Pietro appare sempre per primo nelle liste degli apostoli.
Nome ricevuto da GesùSimone viene chiamato Pietro, cioè roccia.
Fondamento della comunitàGesù dichiara: “su questa pietra edificherò la mia chiesa”.
Autorità particolareA Pietro vengono affidate le chiavi del Regno dei cieli.
Conferma dei fratelliGesù prega per Pietro e gli affida il compito di confermare i fratelli.
Cura del greggeCristo risorto affida a Pietro agnelli e pecore.
Guida della prima comunitàPietro presiede l’elezione di Mattia e parla a nome degli apostoli.
Apertura ai paganiPietro apre per primo la porta della Chiesa ai pagani nella persona di Cornelio.

Perciò, alla domanda su chi abbia il primato fra gli apostoli, la risposta è Pietro. Egli è il primo non soltanto in senso cronologico o onorifico, ma perché Cristo gli affidò una missione propria: essere roccia, ricevere le chiavi del Regno, confermare i fratelli e pascere l’intero gregge.

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