Chi ha accompagnato Rajwa Al Saif all’altare?

Rajwa Al Saif è stata accompagnata all’altare dal principe Hashem, il più giovane dei figli di re Abdullah II e della regina Rania di Giordania, insieme alle principesse Iman e Salma, cognate dello sposo e damigelle d’onore.

La sposa è arrivata al palazzo Zahran a bordo di una Rolls-Royce Phantom V del 1968 appartenuta alla nonna del principe Hussein, quindi è stata accompagnata all’altare dal cognato più piccolo, il principe Hashem, e dalle cognate, la principessa Iman e la principessa Salma.

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Il matrimonio di Rajwa e Hussein

Il principe Hussein di Giordania e Rajwa Al-Saif si sono sposati l’1 giugno, nel bellissimo Zahran Palace di Amman, capitale del Paese, scambiandosi i voti al cospetto di 140 ospiti illustrissimi.

Il primogenito di re Abd Hallah e della regina Rania, erede al trono, ha sposato la ricca saudita nei giardini di Zahran Palace, ad Amman, davanti a 140 ospiti arrivati da tutto il mondo, accolti personalmente dai sovrani.

La cerimonia, celebrata secondo il rito islamico, si è svolta secondo il rito del katb al-ketab, la firma del contratto matrimoniale, alla presenza della famiglia reale hascemita e di numerose personalità internazionali.

La sposa, Rajwa Khaled Al-Seif, ha indossato un lungo abito bianco firmato Elie Saab Bridal, mentre il principe ereditario era in alta uniforme militare.

L’ingresso degli sposi a palazzo Zahran

L’appuntamento era fissato per il pomeriggio di giovedì 1 giugno a Zahran Palace, edificio eretto nel 1957 e da allora sede di molti eventi reali, come il matrimonio tra gli attuali sovrani, che il 10 giugno celebreranno il trentesimo anniversario.

Alle 16.00 sono arrivati il Re e la Regina per dare il benvenuto ai 140 ospiti accuratamente selezionati: familiari, teste coronate e capi di Stato.

Quando tutti hanno preso posto, è arrivato Al Hussein, in alta uniforme, accolto da un lungo applauso. Sorridente e rilassato, il principe ha preso posto accanto al padre, visibilmente emozionato.

L’ingresso a palazzo Zahran per il rito musulmano dello sposo, il principe Hussein in divisa da ufficiale, è stato salutato da un forte applauso.

Re Abdullah ha tradito una lacrima di commozione. Grida e un’ovazione si sono levate al momento dello scambio degli anelli.

Poco prima delle 17.00 è stata la volta dello sposo. Indossa un’uniforme che non gli dà un’aria troppo marziale, ricca com’è di fregi e greche, frizzi e lazzi, ispirata a quella indossata dal padre per il suo matrimonio.

In occasione delle nozze, il principe ha ricevuto dal padre la spada hashemita, copia di quella forgiata nel 1916 per Abdullah I, primo re della dinastia e bisnonno dell’attuale sovrano.

L’arrivo di Rajwa Al Saif

Mentre Hussein raggiunge il suo posto, è arrivata a palazzo la Rolls-Royce Phantom V realizzata nel 1968 per la regina Zein Al-Sharaf, nonna del sovrano.

A bordo c’era Rajwa, accompagnata da Salma, sorella minore dello sposo; Iman la aspettava sulla porta.

La sposa, bellissima in un abito bianco di Elie Saab, dallo scollo asimmetrico che tradiva i suoi studi di architettura, e lo strascico infinito, si è fatta attendere come tradizione.

Rajwa è stata accompagnata all’altare dal principe Hashem, ultimogenito di Rania e Abd Allah, e dalle cognate Iman e Salma, speciali damigelle d’onore.

La sposa è arrivata a palazzo a bordo di una Rolls-Royce Phantom V del 1968 appartenuta alla nonna di Hussein, poi è stata accompagnata all’altare dal cognato più piccolo, il principe Hashem, e dalle cognate, la principessa Iman e la principessa Salma.

Il ruolo del principe Hashem e delle principesse Iman e Salma

Il principe Hashem ha avuto il ruolo principale nell’accompagnare Rajwa durante l’ingresso alla cerimonia. Hashem è l’ultimogenito di re Abdullah II e della regina Rania, nonché fratello minore dello sposo.

Le principesse Iman e Salma hanno accompagnato la sposa come damigelle d’onore. Iman, prima figlia dei sovrani, aveva celebrato il proprio matrimonio meno di tre mesi prima, mentre Salma è la sorella minore di Hussein.

Iman, oggi in veste di damigella d’onore, ha vestito di bianco, in contrasto con la sorella Salma, la minore, in azzurro firmato Stella McCartney.

Delizioso è stato l’ingresso di Iman, prima figlia dei sovrani: meno di tre mesi fa la sposa era lei. Per le nozze del fratello ha indossato un bell’abito beige di Ashi Studio, maison fondata dal saudita Mohamed Ashi, ormai un punto di riferimento dell’Arab style.

La madre le ha rivolto uno sguardo ammirato e orgoglioso; Rania dev’essere una di quelle donne che sono un toccasana per l’autostima dei figli.

La cerimonia islamica

La cerimonia, celebrata secondo il rito islamico, è stata suggestiva ed elegante, così come solo pochi mesi prima era accaduto in occasione delle nozze di Iman, sorella minore del principe.

Entrambi i padri degli sposi hanno partecipato attivamente al rito islamico, mentre le due madri hanno seguito la cerimonia sedute vicine.

Al Hussein e Rajwa non hanno trattenuto le emozioni, sorridenti e più innamorati che mai. Dopo lo scambio delle promesse, le firme e il bacio di rito, gli sposi hanno ricevuto le congratulazioni di tutti i presenti.

Rajwa, che per decreto reale è diventata ufficialmente sua Altezza Reale la principessa Rajwa, e Al Hussein hanno poi lasciato Zahran Palace per raggiungere il ricevimento ad Al Husseiniya Palace.

La cerimonia è stata trasmessa in diretta sui canali social della Casa reale hascemita.

Jordan Royal Wedding, Prince Hussein and Rajwa Aal Saif - Etiquette Review | Jamila Musayeva

L’abito della sposa

L’abito di Rajwa non è tradizionale: firmato dal libanese Elie Saab, ha maniche lunghe, scollatura asimmetrica e drappeggio sul corpetto, un lungo strascico e velo ricamato.

La sposa ha indossato una bellissima creazione di Elie Saab con un lungo velo intarsiato e una tiara disegnata da Yan Sicard di Fred Jewelry.

La creazione bianca, caratterizzata da una scollatura asimmetrica e da un lungo strascico, ha sottolineato anche il percorso di studi della sposa, laureata in architettura all’Università di Syracuse a New York.

In testa la sposa ha sfoggiato una brillante tiara, creata appositamente per lei.

Il ricevimento e il corteo nuziale

Dopo il rito, la grande festa è proseguita con un corteo nuziale che ha percorso le strade di Amman, scortato da una processione di Land Rover che, dal 25 maggio 1946, giorno dell’indipendenza della Giordania, scandisce le grandi occasioni a corte.

Dopo la cerimonia gli sposi si sono avviati verso il ricevimento ad Al Husseiniya Palace su un’auto scoperta, che ha permesso alla folla di vederli da vicino.

La coppia ha poi sfilato tra due ali di folla in festa in direzione del banchetto di nozze, uno degli eventi più attesi e glamour della stagione.

In giornata, dopo il rito delle promesse d’amore, la cerimonia si è spostata, come già per le nozze di Abdullah con Rania nel 1993, all’Al Husseiniya Palace con un corteo di Land Rover rosse.

È la Red Procession di 20 Land Rover che dal 25 maggio 1946, giorno dell’indipendenza della Giordania, scandisce tutte le grandi occasioni a corte.

Con la Royal Guard schierata, il corteo reale hascemita ha portato in sfilata la coppia dei neosposi, come già accadde per Rania e Abdullah trent’anni fa.

Gli sposi sono saliti su una Range Rover usata dalla regina Elisabetta II in visita con Filippo in Giordania, fra le bellezze di Petra, nel 1984.

Gli invitati al royal wedding

Al ricevimento hanno partecipato 1700 invitati tra rappresentanti delle Case reali di tutto il mondo, nobili giordani e arabi, capi di Stato e altre personalità rilevanti.

Tra gli ospiti c’erano la First Lady americana Jill Biden, il re Willem-Alexander con la regina Máxima dei Paesi Bassi, il re Filippo del Belgio con la moglie Mathilde, il principe Frederik di Danimarca con la moglie Mary, la futura regina di Svezia Victoria con il marito Daniel, il principe Haakon di Norvegia, i principi del Giappone e i sovrani emeriti di Spagna Juan Carlos e Sofia.

Da Londra sono arrivati Kate Middleton e il principe William, dall’Olanda re Willem-Alexander con la regina Máxima e la figlia Amalia, oltre a Frederik e Mary di Danimarca, Victoria di Svezia e il marito Daniel Westling, la principessa Hisako Takamado del Giappone e la maggiore delle tre figlie, la principessa Tsuguko.

A sorpresa sono arrivati anche i principi di Galles, William e Kate, a suggellare i rapporti da sempre molto stretti tra la corona britannica e quella giordana.

L’arrivo di William e Kate non era stato confermato alla vigilia e dunque è stato ancora più apprezzato dai royal watcher.

Il legame tra le famiglie reali giordana e britannica

La Giordania è uno storico alleato occidentale nella difficile area mediorientale e l’erede al trono è cresciuto e si è formato Oltremanica all’Accademia di Sandhurst, come il padre Abdullah e come i principi Windsor William e Harry.

Prima di laurearsi all’università Georgetown a Washington in storia, Hussein aveva completato la propria formazione militare nel Regno Unito.

Papà Abdullah, al trono dal 1999, e mamma Rania erano stati all’abbazia di Westminster a Londra poche settimane prima per la solenne incoronazione di re Carlo III.

Kate Middleton è rimasta molto legata alla Giordania, dove ha trascorso parte della sua infanzia con la famiglia Middleton, ex dipendenti della British Airways.

I nuovi principi di Galles sono stati spesso ospiti dei reali di Giordania per le loro vacanze.

Rajwa Al Saif, la nuova principessa ereditaria

Rajwa Khaled Al Saif appartiene a una delle famiglie più importanti di Riyadh: la futura regina ha studiato in Arabia Saudita e poi negli Stati Uniti, all’Università di Syracuse, dove si è laureata in architettura.

La sposa è un membro importante dell’alta società dell’Arabia Saudita ed è legata alla famiglia reale del Paese per parte di madre.

L’annuncio delle future nozze tra il principe Al Hussein, erede al trono, e Rajwa Khaled Al Saif era stato dato ad agosto dell’anno precedente dalla corte reale hascemita, che sui social aveva condiviso alcuni scatti della coppia realizzati a Riyadh, in occasione del loro fidanzamento ufficiale.

La cerimonia dello scambio delle promesse si era tenuta nella casa del padre di Rajwa, alla presenza delle famiglie dei futuri sposi.

Dopo il matrimonio, Rajwa è diventata la nuova principessa ereditaria.

Rajwa ama, quanto la regina Rania, curare l’immagine e le scelte di moda. Ha indossato capi britannici come abiti di Alexander McQueen, italiani come calzature Gianvito Rossi e capi low cost di Zara.

Con una principessa di origine saudita, imparentata con la famiglia reale del suo Paese, la Giordania ha accolto una figura capace però di mostrarsi con naturalezza come una ragazza tra tante.

Il rapporto con la regina Rania

Rania è la madre dello sposo e una delle protagoniste del matrimonio. Per le nozze del primogenito ha scelto un abito Dior Haute Couture con corpino aderente e gonna svasata.

La sola decorazione era un ricamo écru sugli alti polsini, sul collo montante e sulla schiena, riproposto anche sulla clutch.

La regina Rania e le sue figlie hanno scelto ancora una volta Dior come custom designer della cerimonia, proprio come era stato per le nozze della principessa Iman in marzo.

Rania ha scelto una creazione in nero con intarsi dorati e ha acconciato i capelli in un raccolto morbido.

In prima fila c’era la madre dello sposo, Rania, alla quale Hussein, dopo il rito, ha fatto un baciamano prima di darle un affettuoso abbraccio filiale.

Rania, a poche ore dal sì del figlio Hussein, aveva scritto ai suoi follower e sudditi: «Like any mother, I have long dreamed of his wedding day. Hussein is your son, and you are his family, and this is your wedding».

«Come ogni madre ho sempre sognato questo momento. Hussein è vostro figlio e voi siete la sua famiglia e questo è il vostro matrimonio», ha detto Rania, accompagnando il messaggio con le immagini della fastosa festa pre-nuziale conclusasi con i droni a disegnare nel cielo del deserto la corona di Giordania.

Il precedente matrimonio della principessa Iman

Un assaggio della frenesia di queste ore si era già registrato mesi prima per le prime nozze reali alla corte giordana del 2023: il sì a marzo della sorella di Hussein, la principessa Iman.

La tiara sul capo della principessa Iman era quella della nonna, la principessa Muna, madre di re Abdullah.

Ma più della tiara, dell’abito Dior e dell’atmosfera da favola, aveva colpito la straordinaria somiglianza tra madre e figlia.

Tra gli ospiti c’era Rajwa Al Saif, in abito giallo, splendida e altrettanto emozionata nell’immaginare in prospettiva quello che sarebbe stato uno dei momenti più importanti del suo ruolo di futura moglie del principe Hussein, fratello maggiore della sposa del giorno.

Seduta nella prima fila reale, a un posto di distanza da una commossa regina Rania, insieme al più piccolo dei suoi figli, il principe Hashem, e alla principessa Salma, Rajwa Al Saif aveva osservato di fatto le prove generali del proprio matrimonio con l’erede al trono di Giordania.

Famiglia reale giordana al matrimonio

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