CEI e norme anti-COVID per le celebrazioni religiose

Le indicazioni della Conferenza Episcopale Italiana sulle celebrazioni durante e dopo la pandemia da Covid-19 hanno previsto misure di prevenzione, prudenza e adattamento delle attività liturgiche alle disposizioni sanitarie. Le regole hanno riguardato l’accesso alle chiese, l’igienizzazione delle mani, l’uso della mascherina, il distanziamento, la distribuzione della Comunione, i canti, le processioni e la partecipazione delle persone conviventi.

Con il superamento dell’emergenza sanitaria, le attività ecclesiali, liturgiche e di pietà possono tornare a essere vissute nelle modalità consuete precedenti all’emergenza sanitaria, fermo restando che i Vescovi diocesani possono disporre o suggerire alcune norme prudenziali in relazione alle condizioni locali e alle persone più fragili.

Le indicazioni CEI durante la pandemia

Le messe di Natale si sono svolte nel pieno rispetto delle regole anti Covid. Parola di Monsignor Mario Meini, pro-presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), che ha sostituito il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, ancora bloccato dai postumi del Covid: “In questi mesi è apparso chiaro come sia possibile celebrare in condizioni di sicurezza, nella piena osservanza delle norme. Siamo certi che sarà così anche nella prossima solennità del Natale e continuerà ad essere un bel segno di solidarietà con tutti”.

Tra le novità del Natale 2020, mentre in tutto il mondo ancora continua la pandemia di Coronavirus, ci sono quelle che riguardano le celebrazioni eucaristiche. Così, anche le chiese si stanno preparando ad affrontare le feste in maniera diversa rispetto agli scorsi anni e all'insegna delle norme di sicurezza per evitare la trasmissione del contagio da Sars-CoV-2.

Lo ha confermato oggi Monsignor Mario Meini, pro-presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), che ha sostituito il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, ancora bloccato dai postumi del Covid, introducendo i lavori del Consiglio episcopale permanente: "Se le liturgie e gli incontri comunitari sono soggetti a una cura particolare e alla prudenza - ha detto -, ciò non deve scoraggiarci: in questi mesi è apparso chiaro come sia possibile celebrare in condizioni di sicurezza, nella piena osservanza delle norme. Siamo certi che sarà così anche nella prossima solennità del Natale e continuerà ad essere un bel segno di solidarietà con tutti".

Le Messe di Natale si svolgeranno "nella piena osservanza delle norme". Lo ha detto monsignor Mario Meini, pro-presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), introducendo i lavori del Consiglio episcopale permanente.

Partendo dalla "risonanza mediatica" sulla questione degli orari delle Messe, ha sottolineato: "Se le liturgie e gli incontri comunitari sono soggetti a una cura particolare e alla prudenza, ciò non deve scoraggiarci: in questi mesi è apparso chiaro come sia possibile celebrare in condizioni di sicurezza, nella piena osservanza delle norme. Siamo certi che sarà così anche nella prossima solennità del Natale e continuerà ad essere un bel segno di solidarietà con tutti".

celebrazione religiosa in chiesa durante pandemia

Accesso alle celebrazioni e responsabilità individuale

Per incarico del Segretario Generale, S.E.R. mons. Giuseppe Baturi, la Presidenza CEI ha scritto a tutti i vescovi d’Italia per un aggiornamento sulle misure di prevenzione della pandemia. La normativa di prevenzione dalla pandemia da Covid-19 non è stata oggetto di interventi recenti del Governo.

È importante ricordare che non partecipi alle celebrazioni chi ha sintomi influenzali e chi è sottoposto a isolamento perché positivo al SARS-CoV-2. Si valuti, in ragione delle specifiche circostanze e delle condizioni dei luoghi, l’opportunità di raccomandare l’uso della mascherina.

È consigliata l’indicazione di igienizzare le mani all’ingresso dei luoghi di culto. Tenuto conto delle specifiche situazioni locali i singoli Vescovi possono, comunque, adottare provvedimenti e indicazioni più particolari.

  • Non partecipi alle celebrazioni chi ha sintomi influenzali.
  • Non partecipi alle celebrazioni chi è sottoposto a isolamento perché positivo al SARS-CoV-2.
  • Si valuti l’opportunità di raccomandare l’uso della mascherina in base alle condizioni dei luoghi e alle circostanze specifiche.
  • È consigliata l’igienizzazione delle mani all’ingresso dei luoghi di culto.

Distanziamento e partecipazione dei fedeli

Durante la fase pandemica, le liturgie e gli incontri comunitari sono stati soggetti a una cura particolare e alla prudenza. Le misure sono state applicate con l’obiettivo di permettere la partecipazione alle celebrazioni riducendo il rischio di trasmissione del contagio da Sars-CoV-2.

In una fase successiva, non è più obbligatorio assicurare il distanziamento tra i fedeli che partecipino alle celebrazioni. È possibile tornare nuovamente a ripristinare l’uso delle acquasantiere e si potrà ripristinare la consueta forma di scambio del segno della pace.

Tornano i cori nelle Messe e i “familiari che già vivono quotidianamente tra le stesse pareti di casa” potranno “partecipare alle celebrazioni, evitando tra loro il criterio del distanziamento”.

Il Ministero dell’Interno ha risposto positivamente ai quesiti posti dalla Conferenza episcopale italiana che il 29 giugno scorso aveva chiesto chiarimenti circa l’applicazione di alcune norme anti-Covid durante le liturgie, per l“urgenza di ritornare all’esercizio della prassi pastorale”.

Cori, cantori e distanze di sicurezza

In una nota inviata alla Cei, il Ministero dell’Interno precisa che i quesiti sono stati presi in esame dal Comitato tecnico scientifico e che è possibile la reintroduzione di cori e cantori, a condizione che mantengano “una distanza interpersonale laterale di almeno 1 metro e almeno 2 metri tra le eventuali file del coro e dagli altri soggetti presenti”.

Le distanze potranno essere ridotte ricorrendo a barriere fisiche, mentre l’eventuale “interazione tra cantori e fedeli deve garantire il rispetto delle raccomandazioni igienico-comportamentali ed in particolare il distanziamento di almeno 2 metri”.

SituazioneIndicazione
Cori e cantoriDistanza interpersonale laterale di almeno 1 metro
File del coro e altri presentiAlmeno 2 metri
Interazione tra cantori e fedeliDistanziamento di almeno 2 metri
Riduzione delle distanzePossibile ricorrendo a barriere fisiche

Il Comitato tecnico scientifico ha precisato che durante lo svolgimento delle funzioni religiose non sono tenuti all’obbligo del distanziamento interpersonale i componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi/congiunti, parenti con stabile frequentazione, persone non legate da vincolo di parentela, di affinità o di coniugio, che condividono abitualmente gli stessi luoghi dove svolgono vita sociale in comune.

Distribuzione della Comunione e riti sacramentali

Si consiglia ai Ministri di igienizzare le mani prima di distribuire la Comunione. Nella celebrazione dei Battesimi, delle Cresime, delle Ordinazioni e dell’Unzione dei Malati si possono effettuare le unzioni senza l’ausilio di strumenti.

Le indicazioni sulla distribuzione della Comunione si inseriscono nella più ampia attenzione dedicata all’igiene delle mani e alla tutela dei fedeli durante le celebrazioni. Le disposizioni possono essere adattate dai singoli Vescovi in base alle specifiche situazioni locali.

Processioni, acquasantiere e segno della pace

È possibile svolgere le processioni offertoriali. È possibile tornare nuovamente a ripristinare l’uso delle acquasantiere.

Si potrà ripristinare la consueta forma di scambio del segno della pace. Non è più obbligatorio assicurare il distanziamento tra i fedeli che partecipino alle celebrazioni.

Celebrazioni natalizie e prudenza

Dunque, a messa di Natale sì ma in sicurezza, perché, come ha sottolineato Meini, "i dati diffusi negli ultimi giorni sul fronte della pandemia rilevano sensibili miglioramenti, ma ci dicono che ancora non ne siamo fuori. Non devono venir meno pertanto la responsabilità e la prudenza, anzi dobbiamo rinnovare l'impegno verso il valore unico dell'amore.

Mentre alcuni interventi di ordine socio-economico stanno maturando nelle sedi istituzionali, i cristiani sono chiamati, insieme a tutti i cittadini, a fare la propria parte: sul piano sanitario rispettando tutte le norme precauzionali anti-contagio. Papa Francesco ci ricorda che siamo sulla stessa barca e che solo insieme potremo uscire bene da questa impervia fase della storia".

Parole di riconoscimento sono andate ai sanitari: "I vescovi italiani esprimono vicinanza e ammirazione a tutti i medici e agli operatori sanitari, che stanno vivendo appieno la loro vocazione nella custodia del fratello malato e sofferente".

"I dati diffusi negli ultimi giorni sul fronte della pandemia - spiega Meini - rilevano sensibili miglioramenti, ma ci dicono che ancora non ne siamo fuori. Non devono venir meno pertanto la responsabilità e la prudenza, anzi dobbiamo rinnovare l'impegno verso "il valore unico dell'amore".

Raccomandazioni per Natale e Capodanno

Intanto, sono attese per domani, mercoledì 2 dicembre, le linee guida dell’Unione europea con le raccomandazioni agli Stati membri per vivere in sicurezza Natale e Capodanno.

Nella bozza del testo, si chiede di considerare di evitare cerimonie religiose con grossi assembramenti, sostituendole con iniziative online, in televisione o in radio, oltre ad evitare i canti durante le celebrazioni in presenza.

Le indicazioni per le festività hanno quindi considerato sia la possibilità di celebrare in presenza con misure di sicurezza, sia il ricorso a iniziative online, televisive o radiofoniche quando fosse necessario evitare grossi assembramenti.

ASPETTANDO IL NATALE 2020... IN TEMPO DI COVID...

La comunicazione CEI dopo la fine dell’emergenza sanitaria

Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, condividendo l’indicazione dell’apposito Comitato tecnico, ha annunciato lo scorso 5 maggio che il Covid-19 non costituisce più un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale.

È stato un tempo difficile in cui le nostre comunità cristiane sono state prossime con la preghiera e le opere di carità a chi ha sofferto la malattia e le conseguenze della difficile fase economica.

Esprimiamo sentimenti di gratitudine per il personale sanitario che con dedizione e mettendo a rischio la propria vita si è preso cura dei numerosi ricoverati a causa del Covid-19 e per tutti coloro che, in qualsiasi maniera, hanno dato il loro contributo per alleviare i disagi e affrontare la crisi: amministrazioni pubbliche, forze dell’ordine e di vigilanza, personale della scuola, lavoratori impegnati nelle attività primarie, operatori della comunicazione, imprenditori, operatori pastorali e quanti si sono prodigati per la sicurezza degli ambienti della Chiesa, e tanti semplici cittadini.

Vogliamo ricordare le tante persone che hanno perso la vita, tra cui centinaia di sacerdoti che hanno contratto l’infezione adoperandosi per il proprio ministero. Come ha suggerito Papa Francesco con insistenza, anche per loro dobbiamo con responsabilità e determinazione affrontare le tante sfide, nella consapevolezza che siamo sulla stessa fragile barca.

Il ritorno alle modalità consuete

Accogliendo la comunicazione dell’OMS, segnaliamo che tutte le attività ecclesiali, liturgiche, pie devozioni, possono tornare a essere vissute nelle modalità consuete precedenti all’emergenza sanitaria.

Resta salva la possibilità per i Vescovi diocesani di disporre o suggerire alcune norme prudenziali come l’igienizzazione delle mani prima della distribuzione della Comunione o l’uso della mascherina per la visita ai malati fragili, anziani o immunodepressi.

Riteniamo sia altresì opportuno che cessino, o quantomeno siano diminuite nel loro numero, le celebrazioni trasmesse in streaming. Le attività presso strutture sanitarie, sociosanitarie e socioassistenziali seguiranno le norme proprie dei luoghi in cui si svolgono.

Il ruolo dei Vescovi diocesani

Tenuto conto delle specifiche situazioni locali i singoli Vescovi possono, comunque, adottare provvedimenti e indicazioni più particolari.

La possibilità di adottare indicazioni specifiche consente di tenere conto delle condizioni dei luoghi di culto, delle caratteristiche delle celebrazioni e della presenza di persone fragili, anziane o immunodepresse.

Il significato comunitario delle misure

“Il virus divide, allontana, ci porta ad isolarci. Accettiamolo come provocazione e richiamo perché troppe volte la nostra vita quotidiana si rassegna alle divisioni, alle rotture nelle relazioni e nei rapporti. E appartenere alla Chiesa dice proprio il contrario rispetto all’isolamento”.

Lo afferma il sottosegretario della Cei, don Ivan Maffeis, in un’intervista a Tv2000 trasmessa durante la diretta dello speciale ‘Buonasera dottore’ sull’emergenza coronavirus.

“Noi ci riconosciamo - aggiunge don Maffeis - siamo le persone che abbiamo incontrato, siamo coloro che hanno disegnato il nostro sguardo sulle cose e sulla vita. L’essere credente e appartenere alla Chiesa è una grazia proprio perché ci permette di avere questo bagaglio, questa tradizione viva nel nostro cuore e nella nostra mente”.

“Il pensiero in questi giorni - conclude don Maffeis - sicuramente va a chi è stato colpito dal virus e ai famigliari ma anche alle tante persone che con generosità, eroismo e nel silenzio si spendono. Penso soprattutto agli infermieri, agli operatori sanitari, ai medici. A chi è in frontiera e in prima linea. A chi non si rassegna a lasciare le persone né in balìa del virus né della paura. A tutte queste persone dobbiamo essere riconoscenti”.

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