La Cresima, o Confermazione, è il Sacramento con cui i battezzati ricevono la pienezza dello Spirito Santo mediante l’imposizione delle mani e l’unzione del Crisma. La Cresima è il Sacramento della Chiesa cattolica che segna un passo importante nella nostra crescita spirituale.
La celebrazione conferma e rafforza la fede ricevuta nel Battesimo e chiama il cresimando a vivere in modo più consapevole l’appartenenza a Cristo e alla comunità cristiana. Insieme al Battesimo e alla Prima Comunione, essa costituisce un trittico sacro nell’iniziazione cristiana, segnando il completamento del percorso e della formazione del fedele.
Che cos’è la Cresima
La Confermazione (in latino Confirmatio) o Cresima (dal latino tardo chrisma, dal greco χρῖσμα chrîsma, "unzione") è il Sacramento con cui i battezzati ricevono la pienezza dello Spirito Santo mediante l’imposizione delle mani e l’unzione del Crisma. La grazia propria della Confermazione in riferimento a quella del Battesimo va nel senso di un rafforzamento, di un perfezionamento: la consacrazione battesimale viene suggellata e reso definitiva con un ulteriore comunicazione dello Spirito Santo.
Il termine stesso “Cresima”, che deriva dal latino “confirmare”, cioè rendere stabile o rafforzare, sottolinea l’importanza di questo passo nella maturazione spirituale del credente, nel suo pieno risveglio di coscienza. La Cresima conferma e rafforza l’impegno di fede assunto al momento del Battesimo, richiedendo una consapevolezza piena e attiva, data la giovane età in cui spesso il primo sacramento viene ricevuto.
Mentre il Battesimo libera dal Peccato originale e accoglie il battezzato come membro del corpo della Chiesa, è solo attraverso la Cresima che tale iniziazione trova compimento. Senza di essa, rimarrebbe un’esperienza incompleta, tanto che, come ha sottolineato Papa Francesco, coloro che hanno ricevuto solo il Battesimo sono “Cristiani a metà”.
La Cresima è importante perché ci aiuta a diventare adulti nella nostra fede. È un’opportunità per noi di prendere sul serio il nostro impegno cristiano e di diventare membri attivi della Chiesa.
Il significato spirituale della Confermazione
La Confermazione, come il Battesimo, appartiene all'ordine delle grandi opere di Dio, in cui si rinnova qualcosa dei suoi interventi di salvezza. Se il Battesimo si radica nel mistero della morte e risurrezione di Cristo, la Confermazione si fonda sul mistero dell'effusione dello Spirito Santo a Pentecoste, che ha inaugurato il tempo della Chiesa e la missione degli Apostoli e di tutti i credenti nel mondo.
La promessa di Cristo del dono dello Spirito si attua dapprima il giorno di Pasqua e, in seguito, in modo più stupefacente, il giorno di Pentecoste. Pieni di Spirito Santo, gli Apostoli cominciano allora ad annunziare "le grandi opere di Dio" e Pietro afferma che quella effusione dello Spirito sopra gli Apostoli è il segno della venuta dei tempi messianici.
L'evento della Pentecoste si rinnova ogni volta che viene celebrato il Sacramento della Confermazione. Fin da quel tempo gli Apostoli, in adempimento del volere di Cristo, comunicavano ai neofiti, attraverso l'imposizione delle mani, il dono dello Spirito, destinato a completare la grazia del Battesimo.
È appunto questa imposizione delle mani che giustamente viene considerata dalla tradizione cattolica come la prima origine del Sacramento della Confermazione, il quale rende, in qualche modo, perenne nella Chiesa la grazia della Pentecoste.
La Cresima nella Sacra Scrittura
Lo Spirito Santo che si posa sul Messia e che da lui viene donato è il fondamento biblico della Confermazione. Il Catechismo della Chiesa Cattolica inizia la trattazione biblica sulla Confermazione evidenziando l'annuncio profetico dello Spirito del Signore che si sarebbe posato sul Messia atteso in vista della sua missione di salvezza. E non solo sul Messia: lo Spirito doveva essere comunicato a tutto il popolo messianico.
La discesa dello Spirito Santo su Gesù al momento del suo Battesimo da parte di Giovanni Battista costituì il segno che era lui colui che doveva venire, il Messia, il Figlio di Dio. E Gesù, concepito per opera dello Spirito Santo, vive tutta la sua vita e la sua missione in totale comunione con lo Spirito Santo che il Padre gli dà "senza misura". Cristo poi ha promesso più volte l'effusione dello Spirito.
Un rito distinto dal Battesimo
Si potrebbe pensare in prima istanza che il dono dello Spirito Santo si identifichi con il Sacramento del Battesimo, con il quale pure esso ha molto a che fare. In realtà due passi degli Atti degli Apostoli ci testimoniano il contrario.
In entrambi gli episodi risulta che, accanto al Battesimo, la Chiesa apostolica conosce un altro Sacramento, che conferiva lo Spirito Santo, il quale si manifestava soprattutto nel "parlare in lingue" e nel "profetare", cioè nella forza dell'annunzio e della testimonianza verso l'esterno della Chiesa.
L’accoglienza dei samaritani
Gli Atti ci testimoniano che l'annuncio del Vangelo in Samaria avvenne dopo la persecuzione scoppiata al tempo di Stefano, ad opera del diacono Filippo: molta gente, fra cui anche il mago Simone, credette e si fece battezzare. Essendosi la cosa risaputa a Gerusalemme, gli Apostoli "inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo".
Questo testo pone una netta distinzione fra il Battesimo, che quel gruppo di cristiani aveva già ricevuto per opera di Filippo nel momento dell'adesione al Vangelo, e un rito successivo, fatto di gesti e di preghiere, che conferisce il dono dello Spirito, quasi che il battesimo fosse solo la tappa iniziale di un itinerario più lungo per diventare pienamente discepoli di Cristo.
Anche il fatto che siano gli Apostoli a imporre le mani significa qualcosa di molto importante: il riferimento a quanti sono stati costituiti da Cristo le colonne della Chiesa, e lo stabilire vincoli di comunione tra le varie Chiese che andavano creandosi. Qui abbiamo la prima traccia di un Sacramento distinto dal Battesimo, e al tempo stesso ad esso intimamente collegato; di un rito che doveva inserire più profondamente nella comunità cristiana, con l'impegno a manifestare anche all'esterno la misteriosa presenza dello Spirito.
I discepoli di Giovanni Battista a Efeso
L'altro episodio significativo ai sensi di rinvenire le basi bibliche del Sacramento della Confermazione è quello narratoci negli Atti degli Apostoli. Paolo, durante il suo terzo viaggio missionario, arriva a Efeso, e ivi trova dei discepoli ai quali domanda se avessero "ricevuto lo Spirito Santo" quando erano venuti alla fede.
La risposta dei discepoli è sorprendente: "Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo". Infatti avevano soltanto ricevuto il battesimo di Giovanni. Allora Paolo annuncia loro Cristo, ed essi "si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare".
Anche qui abbiamo chiaramente due riti distinti: il Battesimo ("si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù") e la successiva imposizione delle mani con il conferimento dello Spirito ad opera dell'Apostolo. Le manifestazioni, attraverso le quali si rendeva allora visibile l'opera dello Spirito vengono descritte espressamente: il "parlare in lingue" e il "profetare".
A prescindere dal problema di comprendere l'intima natura di questi doni dello Spirito, essi dovevano tendere alla dilatazione dell'annuncio evangelico: qualcosa, dunque, dato oltre che per il singolo, per il bene di tutta la comunità.
I simboli e i gesti della Cresima
Parlando dei simboli per la Cresima dobbiamo distinguere tra i gesti e gli elementi effettivamente impiegati nel corso della cerimonia, come il crisma usato per ungere i cresimandi o l’imposizione delle mani, e i segni della Cresima, quegli elementi simbolici che incarnano il significato più profondo del rito: lo Spirito Santo, il Fuoco, il Sigillo e la Colomba.
Questi ultimi, in particolare, rappresentano la presenza vivente di Dio nella vita dei credenti e la sua opera di trasformazione e redenzione. Ogni simbolo porta con sé un significato profondo che invita i credenti a vivere una vita di fede, amore e impegno nella comunità cristiana.
| Segno o gesto | Significato |
|---|---|
| Spirito Santo | Presenza divina che guida, illumina e conforta i fedeli |
| Fuoco | Purificazione, trasformazione e ardore spirituale |
| Sigillo | Appartenenza a Cristo e alla Chiesa |
| Colomba | Presenza dello Spirito Santo, pace, speranza e consolazione |
| Crisma | Consacrazione, guarigione, rafforzamento nella fede e presenza dello Spirito Santo |
| Imposizione delle mani | Trasmissione dello Spirito Santo, conferma della fede e invio alla missione cristiana |
Lo Spirito Santo
Lo Spirito Santo è il dono principale della Cresima. È rappresentato come la terza persona della Trinità e viene invocato affinché discenda sui credenti durante il sacramento. Lo Spirito Santo simboleggia la presenza divina che guida, illumina e conforta i fedeli nel loro cammino di fede.
Inoltre, durante la Cresima il credente riceve la conferma e il rafforzamento dei doni dello Spirito Santo, ricevuti tramite l’imposizione delle mani durante il Battesimo. Essi sono: il Timore di Dio, la Sapienza, la Scienza, l’Intelletto, la Fortezza, il Consiglio e la Pietà.
Per accogliere appieno questi doni e coltivarli ogni giorno, è necessario invocarli incessantemente attraverso la preghiera e vivere quotidianamente il Vangelo. È coltivando attivamente i doni dello Spirito Santo che essi discendono su di noi e continuano ad alimentare la nostra vita spirituale.
Il Fuoco
Il Fuoco è un simbolo di purificazione e trasformazione. Nella Bibbia, il fuoco è associato alla presenza di Dio e alla sua azione purificatrice. Nella Cresima, il fuoco rappresenta la presenza ardente dello Spirito Santo che accende il cuore dei credenti, purificandoli dai peccati e infondendo in loro la passione per la vita spirituale.
I segni che si manifestano nella Pentecoste sono di notevole suggestione e affondano le loro radici nell'Antico Testamento: il fragore: l'espressione richiama la teofania del Sinai; il vento: è uno dei più antichi simboli della potenza di Dio, e corrisponde alla radice stessa del termine "spirito" (in ebraico rùah); le "lingue come di fuoco": richiamano la "colonna di fuoco" che guidava Israele nel deserto verso la terra promessa; essa era simbolo della presenza di YHWH.
Il Sigillo
Durante la Cresima, il vescovo traccia il segno della croce sulla fronte del cresimando con il crisma, pronunciando le parole “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo”. Questo gesto simboleggia l’impronta spirituale indelebile che conferisce al credente la responsabilità di vivere secondo gli insegnamenti di Cristo e di essere testimone della sua fede nel mondo.
Il Sigillo rappresenta anche l’appartenenza del credente a Cristo e alla Chiesa. Ricevere il sigillo di qualcuno significa poi appartenenza a lui, e anche compiere azioni degne di questa appartenenza.
San Paolo esprime questo processo di configurazione all’interiore presenza dello Spirito con il verbo sphraghízein ("sigillare") e con il sostantivo sphraghís, "sigillo", normalmente riferiti all'opera di plasmazione dello Spirito. Il sigillo dello Spirito, dunque, plasma non soltanto i singoli, ma la stessa comunità, perché diventi autentico "corpo di Cristo".
La Colomba
Infine la Colomba è un simbolo tradizionale dello Spirito Santo. Essa deriva dal racconto evangelico del Battesimo di Gesù. Nel Vangelo secondo Matteo, lo Spirito Santo discende su Gesù sotto forma di una colomba dopo il Suo Battesimo nel fiume Giordano.
Nella Cresima, la colomba rappresenta la presenza dello Spirito Santo che plana sopra i credenti, portando pace, speranza e consolazione nelle loro vite.

Il Crisma e l’unzione sulla fronte
Tra gli elementi utilizzati per la Cresima il principale è il crisma, una miscela di olio e balsamo, consacrata dal vescovo durante la Settimana Santa. È costituito da olio d’oliva profumato con balsamo e benedetto, e viene utilizzato già durante il Battesimo, per consacrare il battezzando e segnare il suo ingresso nella vasta famiglia della Chiesa.
In quell’occasione viene usato per ungere il capo del battezzando. Nella Cresima, invece, il sacerdote prende una piccola quantità di crisma con il dito e traccia una croce sulla fronte del cresimando.
Questo gesto imprime il Sigillo dello Spirito Santo, che discende su chi lo riceve per conferirgli la forza di essere un “soldato” di Cristo, pronto a testimoniare la fede nel mondo. L’unzione con il crisma durante la Cresima rappresenta l’arricchimento dello Spirito Santo nel credente e simboleggia l’accettazione totale nella comunità cristiana, il suo rafforzamento nella fede.
L’olio santo ha un significato profondo nella tradizione cristiana, in quanto simboleggia la guarigione, la consacrazione e la presenza dello Spirito Santo. Il crisma viene utilizzato anche durante l’Ordinazione sacerdotale, per ungere i palmi delle mani dei presbiteri e le fronti dei vescovi, simboleggiando l’investitura di autorità spirituale e la consacrazione al servizio divino.
L’imposizione delle mani
Durante la celebrazione del Sacramento della Cresima, il Vescovo effettua per due volte l’imposizione delle mani, una volta su tutti i presenti, per invocare su di loro l’effusione dello Spirito Santo, e una volta su ciascun cresimando, al momento dell’unzione con il crisma.
Il gesto dell’imposizione delle mani durante la Cresima rappresenta la conferma dello Spirito Santo, la presenza divina e l’invio alla missione cristiana. Il Vescovo, imponendo le mani sui cresimandi, simboleggia la trasmissione dello Spirito Santo.
Questo gesto richiama l’evento descritto negli Atti degli Apostoli, quando gli apostoli imponevano le mani sui nuovi credenti per far discendere su di loro lo Spirito Santo. Ma l’imposizione delle mani è soprattutto un gesto che sottolinea la presenza e l’azione di Dio nella vita del cresimando.
È un segno tangibile della grazia divina che si riversa sulla persona, rafforzandola nella fede e nell’impegno cristiano. Infine, l’imposizione delle mani è anche un atto di invio.
I cresimandi vengono consacrati e incaricati di testimoniare la fede nel mondo, di essere agenti di cambiamento e di speranza nella società. È un momento in cui si sottolinea la responsabilità del credente di essere un discepolo attivo di Cristo, impegnato nella diffusione del Vangelo e nell’amore verso il prossimo.
Il colore della Cresima
Secondo la tradizione cristiana, il colore associato alla Cresima è il rosso. Questo colore ha un significato simbolico profondo. Rappresenta le lingue di fuoco attraverso cui lo Spirito Santo si manifestò ai discepoli nel giorno di Pentecoste, come narrato negli Atti degli Apostoli.
Il rosso simboleggia la presenza vivace e ardente dello Spirito Santo, che dona forza, passione e coraggio ai credenti nel loro cammino di fede. Pertanto, il colore rosso è spesso utilizzato nei paramenti liturgici, nei nastrini delle bomboniere e nei dettagli delle cerimonie di Cresima, per richiamare il legame speciale con lo Spirito Santo e per celebrare la pienezza della vita cristiana nel mondo.
Quando si celebra la Cresima
La Cresima, per i ragazzi, segna l’ingresso effettivo nella Comunità cristiana. Rappresenta il completamento del percorso di preparazione ai sacramenti e del cammino catechistico avviato con il rito della Prima Comunione.
In Italia, la Cresima è generalmente celebrata tra gli 11 e i 13 anni, a volte unitamente alla Prima Comunione.
Se due persone vogliono sposarsi in Chiesa, entrambe devono aver ricevuto il sacramento della Cresima. Questo sottolinea ulteriormente l’importanza e il significato della Cresima nella vita dei cristiani, poiché segna non solo un passo fondamentale nella loro crescita spirituale, ma anche un prerequisito per altri Sacramenti e momenti cruciali della vita religiosa.
Come si svolge la messa della Cresima
La celebrazione comprende la liturgia della Parola e i riti propri della Confermazione. Dopo l’omelia, si svolgono il rinnovo delle promesse battesimali, l’imposizione delle mani, la crismazione e la preghiera universale.
Il rinnovo delle promesse battesimali
Dopo l'omelia, tutti si alzano in piedi. Il vescovo allora, rivolto ai cresimandi, dice loro:
Vescovo: Rinunciate a satana e a tutte le sue opere e seduzioni?
Cresimandi: Rinuncio.
Vescovo: Credete in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra?
Cresimandi: Credo.
Vescovo: Credete in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine, morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre?
Cresimandi: Credo.
Vescovo: Credete nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e che oggi, per mezzo del sacramento della Confermazione, è in modo speciale a voi conferito, come già agli Apostoli nel giorno di Pentecoste?
Cresimandi: Credo.
Vescovo: Credete nella santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna?
Cresimandi: Credo.
A questa professione di fede, il vescovo dà il suo assenso, proclamando la fede della Chiesa:
Vescovo: Questa è la nostra fede. Questa è la fede della Chiesa. E noi ci gloriamo di professarla, in Cristo Gesù nostro Signore.
Assemblea: Amen.
In luogo della formula Questa è la nostra fede, se ne può sostituire un'altra; si può anche eseguire un canto adatto, con il quale l'assemblea a una sola voce proclama la sua fede.
L’imposizione delle mani nella celebrazione
Il vescovo, e accanto a lui i sacerdoti che lo aiutano, in piedi, a mani giunte e rivolto al popolo dice:
Vescovo: Fratelli carissimi, preghiamo Dio onnipotente per questi suoi figli: egli che nel suo amore li ha rigenerati alla vita eterna mediante il Battesimo, e li ha chiamati a far parte della sua famiglia, effonda ora lo Spirito Santo, che li confermi con la ricchezza dei suoi doni, e con l'unzione crismale li renda pienamente conformi a Cristo, suo unico Figlio.
E tutti pregano per qualche tempo in silenzio.
Quindi il vescovo, e con lui i sacerdoti che lo aiutano, impone le sue mani su tutti i cresimandi.
Vescovo: Dio onnipotente, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che hai rigenerato questi tuoi figli dall'acqua e dallo Spirito Santo liberandoli dal peccato, infondi in loro il tuo santo Spirito Paràclito: spirito di sapienza e di intelletto, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di scienza e di pietà, e riempiti dello spirito del tuo santo timore. Per Cristo nostro Signore.
Assemblea: Amen.
La crismazione
Il diacono presenta al vescovo il sacro Crisma, e intanto a lui si accosta ogni singolo cresimando, oppure, secondo l'opportunità, è il vescovo stesso che si avvicina ai singoli. Colui che all'inizio ha presentato il cresimando, posa la destra sulla sua spalla e ne pronunzia il nome, a meno che non lo pronunzi spontaneamente il cresimando stesso.
Se al conferimento della Confermazione collaborano dei sacerdoti, tutti i vasetti del sacro Crisma vengono, dal diacono o dai ministri, presentati al vescovo; a lui si accostano poi i singoli sacerdoti, ed egli stesso consegna a ciascuno il suo vasetto.
I cresimandi si accostano al vescovo o ai sacerdoti; oppure, secondo l'opportunità, il vescovo stesso e i sacerdoti si avvicinano ai cresimandi, e fanno l'unzione nel modo indicato.
Il vescovo intinge nel Crisma l'estremità del pollice della mano destra, e traccia poi con il pollice stesso un segno di croce sulla fronte del cresimando, dicendo:
Vescovo: N., ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono.
Cresimato: Amen.
Vescovo: La pace sia con te.
E dà il segno di pace.
Cresimato: E con il tuo spirito.
Durante l'unzione si può eseguire un canto adatto. Dopo l'unzione, il vescovo e i sacerdoti si lavano le mani.
Spiegazione Rito della Cresima - gruppo giugno 2014
La preghiera universale
Segue la preghiera universale. Si fa nella forma qui indicata o in altra forma stabilita dalla competente autorità.
Vescovo: Fratelli carissimi, invochiamo Dio, Padre onnipotente; sia unanime la nostra preghiera, in quell'unità di fede speranza e carità, che lo Spirito Santo genera nei nostri cuori.
Diacono o ministro: Per questi nostri fratelli, confermati dal dono dello Spirito Santo: perché, radicati nella fede e fondati nella carità, con la loro vita diano buona testimonianza a Cristo Signore, preghiamo:
Assemblea: Ascoltaci, O Signore!
Diacono o ministro: Per i nuovi cresimati, che hanno ricevuto la pienezza dello Spirito Santo, perché accostandosi all'altare del Signore partecipino alla mensa del suo sacrificio e nell'assemblea dei fratelli si rivolgano a Dio, chiamandolo Padre, preghiamo:
Assemblea: Ascoltaci, O Signore!
Diacono o ministro: Per i genitori e i padrini, che si sono fatti garanti della fede di questi cresimati, perché, coerenti con il loro impegno, li aiutino con la parola e con l'esempio a seguire la via di Cristo, preghiamo:
Assemblea: Ascoltaci, o Signore!
Diacono o ministro: Per la Chiesa di Dio, radunata dallo Spirito Santo insieme con il nostro papa N., il nostro vescovo N., e tutti i vescovi, perché cresca nell'unità della fede e dell'amore fino alla venuta di Cristo, preghiamo:
Assemblea: Ascoltaci, o Signore!
Diacono o ministro: Per il mondo intero: perché tutti gli uomini, che hanno un solo Creatore e Padre, si riconoscano fratelli al di là di ogni discriminazione di razza o di nazionalità, e cerchino con lealtà il regno di Dio, che è pace e gioia nello Spirito Santo, preghiamo:
Assemblea: Ascoltaci, O Signore!
Vescovo: O Dio, che hai dato lo Spirito Santo agli Apostoli, e per mezzo di essi e dei loro successori hai voluto trasmetterlo a tutti i membri della tua Chiesa: esaudisci la nostra preghiera, e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che il tuo amore ha operato agli inizi della predicazione del Vangelo. Per Cristo nostro Signore.
Assemblea: Amen.
Si omette il Credo perché già si è fatta la professione di fede.
I doni dello Spirito Santo e la missione del cresimato
Lo Spirito Santo è il dono di Dio che ci aiuta a capire meglio la nostra fede e ci dà la forza di vivere secondo gli insegnamenti di Gesù. Ci dà anche i doni speciali come la saggezza, la forza e il coraggio di fare la cosa giusta.
Dio onnipotente, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che hai rigenerato questi tuoi figli dall'acqua e dallo Spirito Santo liberandoli dal peccato, infonde in loro lo Spirito Santo Paràclito: spirito di sapienza e di intelletto, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di scienza e di pietà, e lo spirito del santo timore.
La dottrina di Paolo ha una forte accentuazione pneumatologica; Paolo sembra istituire un rapporto particolare fra lo Spirito Santo e l'iniziazione cristiana in genere. La filiazione adottiva prodotta dal Battesimo è garantita dalla presenza nel credente dello Spirito.
C'è qui tutta la gamma delle operazioni dello Spirito: dalla prima unzione battesimale fino al conferimento del suo sigillo, che ormai designa il cristiano come peculiare proprietà di Dio, il quale perciò esige che compia le opere della sincerità e della verità in maniera degna dello Spirito. E di nuovo il tema della 'testimonianza', che è tipico del sacramento della Confermazione.
Dopo la Cresima, siamo chiamati a essere testimoni di Gesù nel mondo. Questo significa vivere secondo i Suoi insegnamenti e mostrare amore e compassione verso gli altri.
Siamo chiamati a essere “soldati di Cristo”, pronti a difendere la nostra fede e a diffondere il Vangelo ovunque andiamo. L’imposizione delle mani è anche un atto di invio: i cresimandi vengono consacrati e incaricati di testimoniare la fede nel mondo, di essere agenti di cambiamento e di speranza nella società.
La Cresima spiegata ai ragazzi
Spiegare la Cresima ai ragazzi è importante per aiutarli a comprendere il significato e l’importanza di questo Sacramento nella loro vita spirituale. Trattandosi di un momento così fondamentale, e considerata la giovane età dei cresimandi, è giusto farlo nel modo più semplice e corretto possibile.
La Cresima è il momento in cui confermiamo e rafforziamo la fede che abbiamo ricevuto col Battesimo. Durante la Cresima, il Vescovo imporrà su di noi le mani e ci ungerà con l’olio sacro chiamato crisma.
Questo gesto rappresenta lo Spirito Santo che entra nelle nostre vite in modo speciale, dandoci forza e coraggio per vivere come seguaci di Gesù. Dopo la Cresima, siamo chiamati a essere testimoni di Gesù nel mondo.
È un momento in cui si sottolinea la responsabilità del credente di essere un discepolo attivo di Cristo, impegnato nella diffusione del Vangelo e nell’amore verso il prossimo.
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