Chartres, la cattedrale francese a cielo aperto

La cattedrale di Chartres è una delle più importanti icone dell’architettura gotica, un luogo di grande rilievo per la storia dell’arte e per quella religiosa. Situata nella città francese di Chartres, a circa 60 chilometri da Parigi, è famosa per lo straordinario stato di conservazione, per le vetrate medievali, per le sculture dei portali e per il labirinto tracciato sul pavimento.

Il suo profilo è visibile già a decine di chilometri di distanza e la sua presenza domina il paesaggio della città. La cattedrale è anche uno dei più imponenti simboli religiosi costruiti secondo la tradizione dell’architettura gotica francese e, dal 1979, fa parte del patrimonio dell’UNESCO.

Chartres si distende lungo le rive del fiume Eure, nella parte nord-occidentale della Francia, ed è il capoluogo del dipartimento Eure-et-Loire. Proprio da Parigi può essere un’interessante escursione, che ha come oggetto la visita alla famosa Cattedrale Notre Dame du Chartres.

Perché Chartres è una cattedrale “a cielo aperto”

La definizione di cattedrale francese a cielo aperto richiama soprattutto la straordinaria ricchezza artistica visibile all’esterno dell’edificio. I portali, i timpani, le colonne e le torri formano un immenso programma figurativo scolpito nella pietra, mentre l’interno conserva un patrimonio di vetrate, sculture e simboli religiosi.

Magnifici e storicamente interessanti sono i suoi portali: quello Reale, quello Nord e quello Sud che preparano a quanto di meraviglioso è conservato all’interno. I timpani e le colonne che delineano ogni entrata della cattedrale - nella navata centrale e nei transetti da nord e sud - sono riccamente decorati da statue che raffigurano le tappe principali della vita di Cristo e allegorie dei più importanti concetti teologici.

Altro elemento imperdibile per gli amanti della storia dell’arte presente a Chartres sono senza dubbio le statue che popolano l’imponente facciata, considerata la punta di diamante della scultura gotica transalpina. Le opere presenti nella facciata della Cattedrale di Chartres sono ritenute uno dei più importanti impianti scultorei del periodo, grazie al realismo dei tratti e all’organicità del loro insieme.

Facciata e portali scolpiti della cattedrale di Chartres

La storia della Cattedrale di Chartres

La costruzione della prima chiesa pare avesse origini romaniche e risalisse al IV secolo, successivamente incendiata e ricostruita fu nuovamente distrutta da un nuovo incendio tra il 7 e l’8 settembre del 1020. In quel tempo presiedeva la diocesi di Chartres il vescovo Fulbert, che si adoperò con tutte le sue forze e la sua abilità per ricostruirla.

Le origini della Cattedrale di Chartres si devono al celebre vescovo Fulberto, che fece erigere nel 1020, dopo un rovinoso incendio che distrusse un luogo sacro già esistente, una nuova chiesa nella cittadina francese. Anche questa nuova opera non resistette ad un altro incendio nel 1194, ma subito dopo i lavori ricominciarono per terminare dopo quasi 60 anni.

Nel 1194 un enorme rogo danneggiò profondamente l’edificio voluto dal vescovo Fulberto. Solo parte delle torri e la facciata sopravvissero alle fiamme; tuttavia, complice il successo ottenuto grazie alle reliquie della Madonna contenute all’interno della struttura, non fu difficile accumulare la cifra necessaria per una nuova, grande ricostruzione.

Le parti principali della nuova cattedrale, con le sue vetrate e le sue sculture, furono in gran parte completate in venticinque anni, un tempo straordinariamente rapido per l’epoca. La cattedrale fu riconsacrata formalmente nell’ottobre del 1260, alla presenza del re Luigi IX di Francia.

La forma della cattedrale rimase invariata e pressoché intatta per i secoli successivi, con poche trasformazioni di rilievo. Durante la Rivoluzione Francese, tuttavia, lo storico edificio rischiò di essere demolito: fu solo il forte attaccamento alla cattedrale dei cittadini di Chartres e, soprattutto, allo zelo di un architetto del posto che, chiamato dalle milizie rivoluzionarie a posizionare del materiale esplosivo per l’abbattimento, convinse quest’ultimi all’impraticabilità dell’operazione.

Il gotico francese e l’evoluzione dell’architettura

Chartres va ad aggiungersi al ricchissimo elenco delle grandi cattedrali gotiche sorte in Francia nel periodo dei Capetingi, nel XII secolo, in un momento particolare di ricchezza e splendore. Come l’altrettanto famosa Cattedrale di Notre Dame a Parigi, anche quella di Chartres presenta un’evoluzione dallo stile gotico francese dal “primo gotico” a quello che verrà poi definito “gotico classico”, poi “gotico maturo”.

La costruzione della cattedrale è uno degli esempi più significativi del passaggio dall’architettura romanica a quella gotica. Dallo stile più pesante delle chiese romaniche, in cui le spesse mura servivano anche come punto d’appoggio per gli affreschi che ne decoravano gli interni, gli edifici religiosi gotici tendono sempre di più alla leggerezza delle murature, ottenute grazie all’impiego di archi rampanti.

Scomparse le spesse mura dello stile romanico, con il peso della struttura assorbito da pilastri interni, abbinati ad archi esterni, queste opere riescono a slanciarsi verso l’alto, verso la luce e il cielo. Le vetrate, così, rappresentano la soluzione adottata dagli architetti del tempo per alleggerire ancor di più le murature delle cattedrali, permettendo alla luce di riempirne gli interni.

Le vetrate di Chartres

La più importante caratteristica della Cattedrale di Chartres è senza dubbio la presenza delle splendide vetrate che ne decorano le mura: 176 aperture, per più di 2600 metri quadri, raccontano storie e vicende bibliche con i loro accesi colori, tra i quali risalta il blu cobalto.

Altre descrizioni indicano in tutto 172 finestre per una superficie di circa 2600 metri quadrati. La luce che filtra, ad ogni ora e in ogni tempo con un’intensità diversa, attraverso le incantevoli vetrate crea una suggestione impressionante, che ti proietta in una dimensione di impalpabile “calore”.

È proprio la tonalità del blu cobalto la protagonista della più celebre tra le vetrate della cattedrale, ovvero la raffigurazione de Notre-Dame de la Belle-Verrière, detta anche, appunto, la Vergine Blu. Si potrebbero passare ore a osservare le storie narrate dalle vetrate colorate.

Le vetrate della Cattedrale di Chartres rappresentano una delle più importanti manifestazioni dell’architettura gotica. Le ampie e screziate lastre vetrate sono, infatti, sintomo di una nuova concezione di architettura religiosa.

Vetrate blu medievali della cattedrale di Chartres

La facciata e il complesso scultoreo

La facciata è uno dei punti fondamentali per comprendere Chartres come cattedrale a cielo aperto. La decorazione non è un semplice ornamento, ma un articolato racconto in pietra dedicato alla vita di Cristo e ai principali concetti teologici del Medioevo.

La scultura è considerata uno degli elementi principali dell’arte gotica. Le statue che popolano l’imponente facciata sono caratterizzate da un realismo dei tratti e da un’organicità dell’insieme che rendono il complesso uno dei più importanti impianti scultorei del periodo.

I portali Reale, Nord e Sud accompagnano il visitatore verso l’interno e costituiscono una soglia simbolica tra lo spazio urbano e quello sacro. Le figure scolpite sui timpani e sulle colonne trasformano la facciata in una vera enciclopedia visiva della fede medievale.

Il labirinto della cattedrale

Interessante e curioso è il labirinto presente sulla pavimentazione: è una figura geometrica di forma circolare del XII secolo. Si parte dall’esterno per raggiungere l’interno attraverso un percorso concentrico e, in tutto, il tracciato è lungo 260 metri circa.

Per gli amanti delle curiosità, risulta impossibile non nominare il celebre labirinto presente sul pavimento marmoreo della cattedrale. Al centro della pavimentazione della navata centrale è stata inscritta una labirintica figura geometrica dal valore altamente simbolico.

Questo ostico percorso, tuttavia, non presenta false piste: è un labirinto unicursale che, nonostante la lunghezza, presenta un’unica via che collega al punto di arrivo, in questo caso una raffigurazione stilizzata di una rosa a sei petali.

Il labirinto rappresenta il cammino dell’uomo-terreno verso Dio. Rappresenta il cammino di ogni credente verso la salvezza, un dedalo intricato di cui, tuttavia, è impossibile non mirare alla meta.

Non è stato facile scorgerlo in mezzo alle decine di persone che affollavano l’interno, però rappresenta un simbolo “esistenziale” davvero importante.

Labirinto circolare sul pavimento della cattedrale

La reliquia della Vergine e il significato religioso

La valenza storico-artistica non è l’unica peculiarità della chiesa, la quale, infatti, rappresenta anche una delle tappe principali del celebre cammino di Santiago di Compostela, grazie soprattutto alla sacra reliquia del velo della Vergine situata al suo interno.

Il successo ottenuto grazie alle reliquie della Madonna contenute all’interno della struttura contribuì alla ricostruzione della cattedrale dopo l’incendio del 1194. La presenza della reliquia ha rafforzato nel tempo il ruolo religioso di Chartres e il suo legame con i pellegrinaggi.

La cattedrale è stata anche sede di un’importante e storica eccezione: qui, e non a Reims come era solito accadere, è stato consacrato un re, Enrico IV.

Chartres nella costellazione della Vergine

Un mistero meraviglioso si cela in Francia, uno di quelli che affondano le sue radici nella fede e nelle stelle: si tratta di un percorso sacro che riflette in terra la volta del cielo. Sono le cattedrali gotiche dedicate a Maria e, se si osserva dall’alto la loro posizione, si ricostruisce una mappa straordinaria e affascinante che rappresenta la costellazione della Vergine.

Si tratta di una corrispondenza tra cielo e terra, tra astronomia e religione, che si rispecchia in alcuni degli edifici sacri in stile gotico più belli di tutta la Francia. La loro costruzione risale al periodo che va tra il XII e il XIII secolo e sono dedicate a Notre-Dame.

Le cattedrali che compongono questo percorso sono Reims, Chartres, Amiens, Bayeux, Evreux, Etampes, Laon, Rouen e L’Epine. Qui sorgono meravigliose cattedrali e si trovano tutte nell’area della Francia settentrionale.

La cattedrale di Chartres, nel dipartimento dell’Eure-et-Loir, corrisponde alla stella Galla. Il collegamento tra la posizione delle cattedrali e gli astri è di tipo religioso: si ritiene che l’Universo sia un’opera di Dio.

Le altre cattedrali del percorso mariano

Reims

La cattedrale di Reims, nella Marna, corrisponde nella costellazione della Vergine a La Spiga. Inserita all’interno dei Patrimoni dell’Umanità Unesco, è un luogo molto importante anche perché per quasi mille anni è qui che sono stati incoronati tutti, eccetto uno, i re di Francia.

Eretta dove vi erano altre chiese, la prima risale al IV secolo d.C., ma nel tempo è stata sottoposta ad alcuni interventi di restauro: il via ai lavori di quella attuale risale al 1211. La cattedrale di Reims è bellissima ed è dotata di tre portali arricchiti di statue di dimensioni diverse, con un portale centrale dedicato alla Vergine Maria.

Rouen

La cattedrale di Rouen si trova in Normandia ed è una delle grandi tappe del percorso. È un favoloso esempio di diversi stili di gotico e al suo interno vi è anche una Cappella della Vergine.

La Cattedrale di Nôtre Dame di Rouen svetta verso il cielo ed è la più alta di Francia, con i suoi 151 metri. Famosa anche come la Cattedrale della Luce, ogni anno d’estate si illumina con uno spettacolo di luci e suoni al calar del sole.

L’Epine

A L’Epine, nel dipartimento della Marna, si incontra una cattedrale in stile gotico fiammeggiante. La sua realizzazione ha preso il via tra il 1405 e il 1406 e si è conclusa nel 1527.

Legata a questo edificio è la statua della Vergine con il Bambino Gesù, che si dice sia stata trovata da dei pastori in un rovo ardente. La cattedrale fa parte della lista dei Patrimoni dell’Umanità Unesco.

Amiens

La cattedrale di Amiens corrisponde alla stella Zeta della costellazione della Vergine. La città si trova nel dipartimento della Somme, nell’Alta Francia, e la sua cattedrale ha il primato di essere la più grande delle cattedrali presenti nel Paese, dal momento che si estende su oltre 7mila metri quadrati di superficie.

È stata inserita nei patrimoni dell’Umanità. Voluta dal vescovo Evrard de Fouilloy, la costruzione è iniziata nel 1220 e la chiesa è giunta sino a oggi custodendo il suo patrimonio di sculture.

Bayeux

A Bayeux, in Normandia, vi è una cattedrale che è stata eretta nel 1077 e al suo interno si trovano anche elementi romanici. Da segnalare la presenza di due capitelli istoriati normanni e di affreschi che sono databili al XV secolo.

Evreux, Etampes e Laon

Le ultime tre cattedrali che vanno a comporre la costellazione della Vergine sono quelle di Evreux, Etampes e Laon. Evreux si trova in Normandia e la costruzione della sua cattedrale è stata iniziata nel 1220, con un bell’esempio di diversi stili di architettura gotica che qui si mescolano alla perfezione.

Etampes, nella regione dell’Ile-de-France, ha una chiesa parrocchiale realizzata tra il 1130 e il 1160 e, se da una parte è un bell’esempio di gotico, presenta anche aspetti tardo romani. Infine, Laon, nella regione dell’Alta Francia, ha una cattedrale realizzata tra il 1150 e il 1180 che si trova nel centro cittadino e su un rilievo.

Una delle peculiarità della cattedrale di Laon è data dalle sue vetrate trasparenti. Il percorso lungo un’ipotetica linea che collega le cattedrali le une alle altre permette di tracciare la costellazione della Vergine attraverso alcuni edifici maestosi e bellissimi.

Chartres e i grandi artisti

Il dipinto di Jean-Baptiste Camille Corot

Nonostante i secoli, la Cattedrale di Chartres è rimasta ammirata da grandi artisti moderni. Tra questi non si può dimenticare il celebre dipinto realizzato dal pittore francese Jean-Baptiste Camille Corot.

Iniziato nel 1830, ma completato ben 42 anni più tardi, il dipinto descrive uno scorcio da cui è visibile in tutto il suo splendore l’ampia facciata della cattedrale. L’edificio gotico è illuminato da una luce gentile e immerso in un’atmosfera romantica in cui l’architettura si mescola perfettamente con un brullo paesaggio agreste.

Ad espressione di questa unione tra naturale e artificiale, Corot mette in parallelo la verticalità delle due torri della cattedrale con due alberi, che si stagliano alla sinistra dell’edificio. Anticipatore della pittura en plein air resa successivamente celebre dagli impressionisti, Corot raffigura un paesaggio idilliaco dove l’uomo e la sua opera si uniscono armoniosamente alla realtà circostante.

Il confronto con la Cattedrale di Rouen e Claude Monet

Rouen è un vero e proprio gioiello architettonico della Normandia, incastonato tra il mare e la Senna. Rimasta magicamente illesa dalle devastazioni della guerra, è famosa per essere stata il luogo in cui è morta Giovanna d’Arco, ma anche e soprattutto per la Cattedrale di Nôtre Dame, tra le più maestose e belle al mondo, dipinta da Claude Monet.

Il pittore impressionista Claude Monet era ossessionato dai cambiamenti di luce e dal colore della materia. Non poteva, quindi, restare indifferente di fronte a questo capolavoro artistico, ideale da ritrarre con tutte le metamorfosi della pietra nei diversi momenti dell’anno, ma anche di una stessa giornata, influenzate da umidità, lucentezza, ombre e foschia.

Monet prese una stanza vicino alla facciata ovest della Cattedrale di Rouen, dalla quale poteva ammirare con attenzione la facciata, il portale e le torri. Dipinse quindi la Cattedrale di Rouen ben 30 volte, cercando di catturare i micro cambiamenti della luce e del colore durante la giornata e le stagioni.

Come sua abitudine Monet ha dipinto diversi quadri che ritraggono la Cattedrale, scegliendone poi 20 da esporre nella galleria del suo mercante d’arte a Parigi.

La città di Chartres oltre la cattedrale

A Chartres non c’è solo la famosa cattedrale, ma una caratteristica e deliziosa cittadina ricca di delicate attrazioni. Camminando per la piccola cittadina si scoprono stradine poco affollate, strette e tortuose, case di pietra in stile medievale o di epoca rinascimentale in legno e muratura.

Si chiamano “tertres” le originali vie fatte di scalini, che portano dalla zona bassa della città, dove passa il fiume e puoi trovare vari parcheggi a pagamento comodi per la tua visita, per poi arrivare alla zona pedonale che precede l’area in cui sorge la Cattedrale.

In Place de la Poissonneire c’è la famosa “Maison du Saumon”, la Casa del salmone, che sorge in un’antichissima casa del XVI decorata con caratteristiche sculture in legno. La “Maison Picassiette” è un originale edificio in stile naif, che presenta il progetto e le decorazioni di Raymond Isidore, eseguite tra il 1930 e il 1962.

Tra i musei più interessanti ci sono il Museo di Belle Arti, che oltre ad una vasta raccolta di opere antiche e moderne propone una stupenda collezione di clavicembali del XVII e XVIII secolo, il museo di Preistoria e Storia Naturale e il Conservatoire de l’agriculture.

Il Conservatoire de l’agriculture è il primo e unico in Francia a presentare la storia dell’agricoltura e della vita rurale, attraverso una collezione unica di strumenti e macchine agricole. La sosta più suggestiva è al Centre International du vitrail per scoprire un mondo nuovo, che rispecchia vetri e colori e ti avvicina alla tradizione e alla storia di questa incantevole arte.

Le attrazioni di Rouen lungo il percorso

Rouen è chiamata anche Ville Musée, città museo, e questo basta per intuire la ricchezza del suo centro storico dove ammirare case a graticcio e botteghe di artigiani.

Tra i monumenti più belli e fotografati c’è il Gros-Horloge, un orologio astronomico incastonato in un edificio rinascimentale che mostra le divinità della settimana e le fasi lunari. Altra chiesa in stile gotico è quella di Saint-Maclou, ma da non perdere anche l’Abbazia di Saint-Ouen con 80 vetrate colorate e il grande organo, uno dei più importanti al mondo.

Suggestivo poi passeggiare nel quartiere degli antiquari, incantevole e pittoresco. In particolare, da vedere Rue Damiette, una strada ricca di botteghe, negozi tipici e ristoranti nei quali assaggiare tutte le delizie locali.

Inoltre è molto interessante il Museo Storico di Giovanni d’Arco, dove sono usate tecnologie moderne per raccontare la storia dell’eroina francese, il che permette di fare un vero e proprio salto indietro nel tempo.

Un itinerario tra le cattedrali gotiche francesi

Un viaggio alla scoperta di questi gioielli permette di scoprire l’incredibile bellezza di questi luoghi, ma anche di assaporare l’ingegno e la tecnica che sta dietro alla realizzazione di queste chiese.

Il percorso può includere Chartres, Parigi, Beauvais, Rouen, Amiens, Reims e Troyes. A Parigi si può visitare la Cattedrale di St. Denis, dove sono sepolti molti re francesi, e sostare sull’Ile de la Cité per ammirare dall’esterno la maestosa Cattedrale di Notre Dame.

A Beauvais si può ammirare la Cattedrale di San Pietro, la chiesa più alta al mondo, con i suoi oltre 48 metri di altezza. La chiesa è costruita sui resti di un antico edificio di culto di età carolingia.

Ad Amiens, bella cittadina nel cuore della Piccardia, la perla più preziosa è la splendida Cattedrale gotica di Notre Dame del XIII secolo, il più grande edificio religioso di Francia. La città è attraversata da un dedalo di canali che le regala un’aria fiabesca.

Un giro su piccole barche elettriche può portare alla scoperta di angoli bellissimi tra gli hortillonages, orti e giardini assai curiosi, e casette vivaci che si affacciano sull’intrigo di canali di grande fascino.

Ad Arrivo a Reims si può visitare la più prestigiosa delle cattedrali gotiche francesi, dedicata ai Reali di Francia. Proseguendo verso Troyes si può vivere un vero tuffo nel Medioevo, tra stradine pittoresche fiancheggiate da case a graticcio colorate, piazzette e cortili segreti.

Cattedrale di Chartres: le meraviglie inaspettate che devi assolutamente vedere!

La cattedrale nella percezione dei visitatori

L’emozione più intensa si prova varcando la soglia e trovandosi a percorrere le sue navate. Qui la luce che filtra attraverso le vetrate, ad ogni ora e in ogni tempo con un’intensità diversa, crea una suggestione impressionante.

Tutto è perfetto, soprattutto il silenzio che si respira. Etienne Houvet, in un’opera premiata dall’Accademia di Belle Arti, descrisse la cattedrale in questo modo: “Così credente o no, ogni anima delicata, che vibra d’istinto davanti a tutto ciò che è grande e bello entrando in questo tempio, contemplando l’altezza della sua navata, sondando con lo sguardo la profondità delle sue gallerie che la circondano a destra e a sinistra e il religioso mistero che regna in questo luogo, non può sottrarsi alla sensazione di godimento ideale che gli ammiratori appassionati della nostra cattedrale provano così profondamente”.

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