La Cattedrale di Granada, dedicata al mistero dell’Incarnazione del Signore, è un luogo di culto, arte e memoria nel quale la devozione delle madri trova la sua espressione più intensa nelle immagini della Vergine con il Bambino, della Vergine nell’atto di allattare Gesù e della maternità di Maria celebrata attraverso dipinti, sculture e decorazioni sacre.
Nota anche come Cattedrale di Santa María de la Encarnación, la cattedrale è uno dei capolavori del Rinascimento spagnolo, edificata sopra l’antica moschea dopo la Reconquista. Nel suo patrimonio artistico, la figura di Maria appare come madre, intercessora e protagonista della scena dell’Incarnazione, mentre la Cappella Maggiore e la Cappella Reale collegano la fede mariana alla storia della monarchia cattolica e alla memoria familiare.

La Cattedrale di Granada come spazio di devozione materna
Nel cuore di Granada, la S.A.I. Catedral Metropolitana de la Encarnación si erge come un simbolo della grandiosità e dell’eccellenza artistica dell’architettura rinascimentale spagnola. Questa cattedrale, dedicata al mistero dell’Incarnazione del Signore, non è solo un luogo di culto, ma anche un punto di riferimento storico e culturale che racchiude secoli di storia, arte e fede.
La cattedrale di Granada non è solo una chiesa, è un simbolo della forza di un popolo sull’altro, segno della supremazia concessa da Dio su questo territorio. Anche questo concetto ha portato a pensarne l’architettura e ad arricchirla con numerosi tesori.
La Catedral de la Encarnación di Granada è l’edificio che più rappresenta la riconquista cattolica di Granada. Quando i re cattolici liberarono la città dai mori nel 1492, furono due i segni distintivi che vollero dare: l’utilizzo della Alhambra come proprio palazzo e la sostituzione della grande moschea con questa chiesa.
In questo contesto storico e religioso, la devozione delle madri può essere letta soprattutto attraverso la presenza di Maria e del Bambino: il tema della maternità non è separato dalla dottrina dell’Incarnazione, ma ne costituisce il centro visibile e affettivo.
La storia della cattedrale e il progetto dei Re Cattolici
La costruzione della cattedrale iniziò nel 1523 su ordine dei Re Cattolici, appena trent’anni dopo la conquista di Granada. Il progetto originale in stile gotico venne affidato a Enrique Egas, ma nel 1528 Diego de Silaoe lo trasformò in un edificio rinascimentale dalle proporzioni monumentali.
Le origini della cattedrale risalgono ai primi anni del XVI secolo, durante il regno di Carlo I di Spagna. Il progetto iniziale fu commissionato nel 1506 e affidato a Enrique Egas, che immaginava un tempio in stile gotico ispirato alla Cattedrale di Toledo.
La costruzione iniziò ufficialmente con la posa della prima pietra il 25 marzo 1523. Tuttavia, fu Diego de Siloé che, nel 1529, prese in mano il progetto e lo trasformò in un capolavoro dell’architettura rinascimentale.
Dopo la conquista di Granada da parte dei Re Cattolici nel 1492, la città acquisì un aspetto sempre più cristiano grazie alle varie costruzioni commissionate dai monarchi, il cui progetto più ambizioso era la realizzazione di una grande cattedrale gotica con una cappella reale che accogliesse i resti di Isabella e Ferdinando.
Sebbene la sua costruzione fosse prevista per l’anno 1506, la morte improvvisa della regina obbligò la realizzazione prioritaria della Cappella Reale, per dare alla sovrana una degna sepoltura. Ciò ritardò la costruzione della Cattedrale di Granada di quasi vent’anni.
Dalla moschea alla cattedrale cristiana
Quando le prime fondamenta vennero erette sull’antica moschea grande di Granada, la morte del’architetto principale convinse Diego de Siloé a prendere le redini del progetto, cambiando totalmente il disegno anteriore con un modello di cattedrale rinascimentale.
È il progetto di città imperiale dell’imperatore Carlo I a dare senso alla cattedrale granadina. Il 21 maggio 1492 inizia così la storia della chiesa, con la fondazione del capitolo della cattedrale.
Inizialmente la sede fu la moschea reale della Alhambra, ma a gennaio 1493 Hernando de Talavera fu nominato primo arcivescovo di Granada e nell’ottobre 1494 il duomo iniziò una serie di trasferimenti: al tempio di Santa Maria nel Realejo prima, a San Francisco poi, fino allo spostamento definitivo che avvenne solo nel 1502.
Nonostante la volontà della regina Isabella, l’antica moschea non venne ritenuta adatta come sede della cattedrale e si scelse di costruire un nuovo grande tempio qui, nel centro cittadino, iniziando con la Cappella Reale di Granada.
Diego de Siloé e la fusione degli stili
Diego de Siloé, responsabile anche della costruzione del Monastero di San Girolamo, progettò un grande tempio a cinque navate con due torri alte 80 metri. Alla fine, fu possibile costruire solo una delle due, alta solo 50 metri.
La visione ambiziosa di Siloé prevedeva una struttura a cinque navate invece delle tradizionali tre, fondendo elementi gotici con quelli rinascimentali. Diego de Siloé trovò la soluzione perfetta per collegare una cupola rinascimentale ad una struttura gotica.
Unì la pianta circolare con quella basilicale, ottenendo per questo il riconoscimento degli architetti dell’epoca. L’interno custodisce cinque navate sostenute da cinquantadue colonne alte venti metri, mentre la cupola centrale raggiunge i quarantacinque metri di altezza.
Con l’evoluzione del contesto politico ed economico di Granada, cambiò anche la cattedrale. Le politiche centraliste di Filippo II e l’espulsione dei Moriscos nel 1609 influenzarono significativamente la forza economica della regione.
Nonostante queste sfide, gli sforzi artistici continuarono, in particolare con il ridisegno della facciata principale da parte di Alonso Cano nel 1664. Cano introdusse elementi barocchi, creando un contrasto sorprendente tra la grandiosità dell’esterno e la solennità dell’interno.
La cattedrale di Granada fu terminata nel 1704. I lavori si protrassero per quasi due secoli e terminarono solo nel 1704.
La facciata dell’Incarnazione e la figura di Maria
Uno degli aspetti più notevoli della Cattedrale di Granada è l’imponente prospetto che riflette gli squisiti ornamenti tipici del Rinascimento spagnolo. Gli intricati dettagli delle sue porte e finestre, così come le sculture che ne adornano l’esterno, testimoniano il talento artistico dell’epoca e rivelano la devozione dei costruttori alla loro fede.
La facciata principale è barocca. Una delle parti più impressionanti del tempio è la sua facciata, realizzata da Alonso Cano a metà del XVII secolo.
È formata da un grande arco suddiviso in tre archi minori, e rilievi raffiguranti vergini e altre figure religiose. La facciata è strutturata come un arco trionfale, con tre sezioni verticali divise da cornicioni orizzontali e coperte da archi semicircolari.
Le lesene sono adornate con medaglioni invece che con capitelli, aggiungendo un’estetica unica alla facciata. Il francobollo riporta un particolare della stessa facciata che comprende l’Incarnazione all’interno di una cornice circolare, in una profonda nicchia.
Le sculture di Maria e Gabriele sono protagoniste di questa scena biblica dove l’arcangelo sulle nuvole e in ginocchio, con le ali spiegate, appare accompagnato dai raggi provenienti dalla colomba dello Spirito Santo.
La scena dell’Annunciazione rende visibile il momento in cui la maternità di Maria viene collegata al mistero cristiano dell’Incarnazione. La presenza della Vergine sulla facciata accoglie il visitatore con un’immagine che unisce ascolto, fede e maternità.

La devozione delle madri nelle immagini della Vergine
Il patrimonio pittorico della cattedrale conserva numerose immagini mariane nelle quali Maria è rappresentata come madre vicina al Bambino. Il dipinto più antico contenuto nel tempio è la Virgen del Pòpolo, regalo di Papa Innocenzo VIII alla regina Isabella.
Sono poi conservati in questa chiesa esempi di pittura fiamminga, italiana e spagnola. Nel museo, invece, il quadro più antico e famoso è la Virgen con el Niño, il cui autore è sconosciuto e che alcuni attribuiscono addirittura a Leonardo da Vinci.
Purtroppo, la tela si trova in pessimo stato e ha dovuto passare numerosi restauri. Virgen con el Niño dormido è invece un quadro di Giovanni Battista Salvi, conosciuto come Il Sassoferrato.
La Vergine con il Bambino
Le immagini della Vergine con il Bambino occupano un posto particolarmente significativo nella sensibilità religiosa legata alla devozione delle madri. La madre non appare soltanto come figura regale o celeste, ma come presenza affettuosa, protettiva e riconoscibile nella relazione con il figlio.
La Inmaculada Concepción de María di Juan Sánchez Cotán, la Virgen de la leche di Francisco Pacheco, maestro di Velazques e Cano, sono altri quadri d’interesse.
Quest’ultimo, conosciuto anche come La Vergine di Betlemme, risponde al frequente tema iconografico di Maria nell’atto di allattare Gesù bambino. A circondare Maria, un gruppo di dieci angeli: cinque suonano strumenti musicali, e altri che cantano con un libro aperto fra le mani.
Nell’angolo in alto a destra, un angelo bambino vestito di bianco completa la scena materna. L’immagine dell’allattamento introduce nella cattedrale una rappresentazione concreta della maternità, nella quale la cura del bambino diventa parte della contemplazione religiosa.

La maternità di Maria tra tenerezza e salvezza
Il tema della maternità è legato anche alla dottrina della salvezza. Con questi due altari troviamo i primi accenni al concetto della ‘salvezza’, che poi si svilupperà con le opere della Cappella Maggiore.
La presenza di Maria con il Bambino, della Vergine dell’Immacolata Concezione e della Vergine nell’atto di nutrire Gesù costruisce un percorso iconografico nel quale la maternità comprende tenerezza, protezione e partecipazione al destino salvifico del figlio.
La devozione delle madri può quindi incontrare nella cattedrale immagini diverse ma complementari: Maria accoglie il mistero dell’Incarnazione, tiene il Bambino, lo nutre e lo presenta alla venerazione dei fedeli.
La Cappella Maggiore: il centro spirituale della cattedrale
Entrando al suo interno, i visitatori rimangono stupiti dalla magnificenza delle sue navate, dalla sua travolgente altezza e dalla luminosità che irradia grazie alle vetrate che decorano le sue finestre.
La Capilla Mayor, progettata come uno spazio circolare per servire da pantheon reale, presenta splendide vetrate di Dirk Vellert e Juan del Campo, oltre a sculture e dipinti di artisti rinomati come Alonso Cano e Pedro de Mena.
La Cappella Maggiore, da non confondersi con la Cappella Reale, è il punto focale della cattedrale, che ispira armonia, risultante dal lavoro con materiali diversi, dall’incontro di differenti stili e contributi storici.
Qui Siloe tenta di copiare il Santo Sepolcro di Gerusalemme e lo fa con tratti distintivi della tradizione architettonica europea. Il design circolare della Capilla Mayor si distingue sia in pianta che in elevazione, integrandosi perfettamente con la struttura longitudinale della cattedrale.
Uno dei pezzi più notevoli è l’imponente pala dell’altare maggiore, capolavoro dello scultore Alonso Cano, che racconta magistralmente brani biblici e scene della vita di Cristo.
La cappella maggiore sintetizza la grandezza di questo edificio, con tre porte particolarmente belle: quella dell’Ecce Homo, quella di San Jerónimo e quella del Perdono, quest’ultima con bassorilievi che raffigurano la Fede e la Giustizia.
Altari e dipinti dedicati alla Vergine
La prima cosa da vedere entrando è la cappella maggiore, che è anche il centro dell’architettura della chiesa: qui in origine doveva trovare sepoltura il sovrano e qui il visitatore è accompagnato entrando in chiesa.
Questo spazio cominciò a prendere forma nel 1528 con il progetto Alba-Siloe ed è unico tra tutte le cattedrali spagnole per la sua iconografia. Prima di arrivarci, però, troviamo due altari.
L’Altar del Santo Cristo è celebre per la sua pala dipinta con opere dei discepoli di Cano Pedro Atanasio Bocanegra e Juan de Sevilla. Di quest’ultimo, il dipinto della flagellazione di Gesù è stimato come uno dei migliori dipinti dell’Andalusia.
Gli stessi due artisti hanno decorato l’Altar de San Bernardo. Qui è forse più rilevante l’opera di Bocanegra, l’Allattamento della Vergine: un’esplosione cromatica, un’esposizione di tutte le capacità dell’artista.
L’Allattamento della Vergine è una delle immagini più direttamente collegate alla devozione materna. Il gesto di Maria che nutre Gesù traduce in forma artistica l’esperienza della cura quotidiana e la presenta come manifestazione della fede.
Le cappelle e la presenza di Maria
La cattedrale ospita numerose cappelle, ciascuna con un significato artistico e storico unico. La disposizione della cattedrale, con le sue cinque navate, offre una sensazione di apertura e grandiosità, invitando i visitatori a esplorare le numerose cappelle e i tesori artistici.
Una delle grandi attrazioni della Cattedrale di Granada sono le sue quindici cappelle. Molte ospitano veri tesori artistici, come opere pittoriche e scultoree di artisti locali.
La Cappella della Vergine del Pilar
La Capilla de la Virgen del Pilar, decorata da Francisco Aguado, è il luogo di riposo finale dell’arcivescovo Antonio Jorge y Galván.
Vanta un altare centrale con sculture di Juan Adán, tra cui raffigurazioni dell’apparizione della Vergine a Santiago e vari santi. La presenza della Vergine del Pilar amplia il percorso mariano della cattedrale, mettendo in relazione la figura di Maria con la protezione e la devozione comunitaria.
La Cappella di Nostra Signora del Carmen
Tra le cappelle notevoli figura la Capilla de Nuestra Señora del Carmen, con il suo altare barocco e le sculture di José de Mora e Pedro de Mena.
La dedicazione mariana e l’apparato scultoreo contribuiscono alla ricchezza del culto della Vergine, offrendo ai fedeli uno spazio specifico per la preghiera e la contemplazione.
La Cappella di Nostra Signora delle Angosce
Un’altra cappella significativa è la Capilla de Nuestra Señora de las Angustias, con un retablo di José de Bada e sculture di Agustín Vera Moreno.
La devozione a Maria nelle sue angosce richiama la dimensione dolorosa della maternità. La madre che soffre per il figlio diventa una figura capace di accogliere il dolore delle altre madri e di rappresentare la loro richiesta di conforto.
Le sculture mariane e la scuola barocca granadina
Le sculture della cattedrale sono principalmente in legno, e rappresentano al meglio la scuola barocca granadina. Alonso Cano è sicuramente l’artista granadino più importante, che qui ha dato espressione del suo talento come scultore oltre che come architetto e pittore.
Nella cattedrale sono conservate cinque sue grandi opere scultoree: l’Immacolata concezione, Busti di Adamo ed Eva, Vergine di Betlemme, Busto di San Paolo.
Al suo fianco, sono da citare Pedro de Mena e Torcuato Ruiz del Peral. Le loro opere contribuiscono a rendere visibile la particolare intensità espressiva della tradizione scultorea granadina.
La Vergine di Betlemme richiama ancora una volta la dimensione materna di Maria. La scultura, insieme alle immagini dell’Immacolata Concezione e della Vergine con il Bambino, mostra la varietà delle forme con cui la cattedrale celebra la figura femminile e materna.
La sacrestia e il tesoro della cattedrale
La sacrestia ospita alcune delle opere d’arte più preziose della cattedrale, tra cui l’Inmaculada di Alonso Cano e il Cristo de los Hermanos García.
Attualmente l’antica sala capitolare è il luogo di esposizione del tesoro della cattedrale, i cui fondi sono custoditi anche nella sacrestia e nel museo cattedralizio.
La cattedrale di Granada ha un ricchissimo patrimonio pittorico, distribuito nella Cappella Maggiore e nel frontone occidentale, nelle cappelle laterali e sugli altari perimetrali, oltre a quelle conservate nel museo cattedralizio.
Il museo permette di approfondire la presenza di Maria attraverso dipinti di epoche e scuole differenti, comprendendo opere fiamminghe, italiane e spagnole e immagini dedicate alla Vergine con il Bambino.
La Cappella Reale e la memoria delle madri
Accanto alla cattedrale sorge la Cappella Reale, dove riposano Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, i sovrani che finanziarono il viaggio di Cristoforo Colombo.
La Capilla Real, situata all’interno della cattedrale, è il luogo di riposo finale dei Reyes Católicos, aggiungendo un ulteriore strato di significato storico a questo sito già notevole.
La Cappella Reale è adiacente alla cattedrale, non ne fa parte, ma al contempo ne incarna la grandezza attraverso la sua architettura con la cupola e le vetrate, le sculture e i dipinti di Alonso Cano.
È qui che sono conservate le spoglie dei Re Cattolici Ferdinando e Isabella, ma anche quelle di Filippo il Bello e di Giovanna la Pazza. Nel 1506 i due sovrani ordinarono l’edificazione, insieme alla cattedrale, di questo mausoleo per potervi riposare dopo la morte.
La memoria della regina Isabella aggiunge alla Cappella Reale una dimensione legata alla figura della madre e della donna di fede. La morte improvvisa della regina aveva infatti reso prioritaria la costruzione della cappella, affinché la sovrana ricevesse una degna sepoltura.

Il mausoleo di Isabella e Ferdinando
A meritare il più grande interesse sono forse i portali. Le tre porte dell’Ecce Homo, di San Girolamo e del Perdono.
All’interno, a fianco delle opere d’arte espressione del talento pittorico in particolare di Alonso Cano, il luogo di maggior interesse è il mausoleo.
Opera dello scultore fiorentino Domenico Fancelli, le figure dei due sovrani sono rappresentate sdraiate. Il re è caratterizzato da una connotazione militare: armatura completa e mantello, le mani sulla spada.
La regina è rappresentata con semplicità, con le mani dolcemente appoggiate al corpo, che tramette umiltà e onestà: le virtù che le vennero associate in vita.
Ai piedi dei sovrani, due leoni, simbolo di regalità e vigilanza. Ai lati del letto, invece, quattro tondi rappresentanti il battesimo di Cristo, la risurrezione, san Giorgio col drago e San Giacomo.
La luce, le vetrate e la contemplazione
Entrando al suo interno, i visitatori rimangono stupiti dalla magnificenza delle sue navate, dalla sua travolgente altezza e dalla luminosità che irradia grazie alle vetrate che decorano le sue finestre.
Le vetrate della Capilla Mayor, realizzate da Dirk Vellert e Juan del Campo, contribuiscono a creare un ambiente nel quale la luce diventa parte della narrazione religiosa.
Entrambi gli aspetti sono fortemente legati alle decorazioni interne e al simbolismo della luce. La luminosità accompagna il percorso dello sguardo dalle navate verso la cappella maggiore e sostiene la lettura spirituale delle immagini.
Per chi visita la cattedrale con una particolare attenzione alla devozione delle madri, la luce, le immagini della Vergine e la presenza del Bambino formano un insieme nel quale la maternità viene contemplata come esperienza umana e mistero religioso.
Architettura e percorso di visita
I visitatori della cattedrale sono accolti da una facciata imponente che prepara il terreno per lo splendore architettonico all’interno. L’interno è un’armoniosa fusione di stili gotico, rinascimentale e barocco, con ogni elemento accuratamente realizzato per creare un senso di meraviglia e riverenza.
All’interno, le cinque navate della cattedrale sono sostenute da eleganti colonne e archi, creando un senso di ritmo e armonia. Gli archi del soffitto, la pala d’altare, le colonne che separano le navate, le sculture della Cappella Maggiore, le vetrate costituiscono un insieme di grande ricchezza.
È davvero un piacere attraversare gli interni della Cattedrale di Granada osservandone ogni dettaglio. Inoltre, bisogna menzionare che all’interno della cattedrale riposano le spoglie di Alonso Cano e Mariana Pineda.
Un itinerario dall’esterno all’interno
La facciata principale della chiesa si trova in Plaza de las Pasiegas, e proprio da qui si entra. Il mio consiglio è quello di partire da Plaza de las Pasiegas per vedere la facciata, spostandosi poi sulla sinistra per ammirare il campanile e continuando in via Carcel Baja per vedere le porte di San Jerònimo e del Perdòn.
Arrivati in Placeta de Diego Siloe, si potrà infine vedere la Torre del Reloj e la Puerta del Ecce Homo. Vederla nel suo contesto urbano è fondamentale.
L’imponenza dell’edificio, 115 x 65 metri di pianta, colpisce per come si piazza in mezzo alla città: pare che muovendosi per il centro ogni strada riporti qui, e che non sia isolata, ma collegata agli edifici circostanti.
È stata pensata come un complesso monumentale che oltre alla Cappella Reale comprende la Lonja, la parrocchia del Sagrario, il collegio di San Fernando e varie case e dipendenze.
Facciata, campanile e Torre del Reloj
Secondo il progetto di Siloe, la facciata rinascimentale era fiancheggiata da due imponenti torri di 81 metri, progettate con tre corpi quadrati sormontati da una stanza ottagonale.
Per vari motivi, la torre di destra non venne mai edificata e quella di sinistra venne completata con un’altezza di 57 metri. Sebbene più basso dell’idea originaria, il Campanile è pur sempre un grande esempio delle novità architettoniche del 1500, con una verticalità predominante e la fusione di stili differenti.
Architettonicamente, il primo corpo è di ordine dorico: ha pilastri con nicchie e grandi archi. Il secondo, di ordine ionico, presenta doppi pilastri ed archi con coperture semplici e aggraziate.
Il terzo è di ordine corinzio e le sue colonne cominciano con un grande arco che a sua volta ospita gruppi di tre archi per il posizionamento delle campane.
Molto più semplice e piccola del campanile principale, la Torre del Reloj si trova sulla parte posteriore della chiesa, accanto alla cupola. Ha due campane, una sopra e una sotto: quella alta per le ore, quella bassa per i quarti.
Informazioni pratiche per la visita
La Cattedrale di Granada si trova nel cuore del centro storico, in calle Gran Vía de Colón, a pochi passi da Plaza Nueva. La facciata principale della chiesa si trova in Plaza de las Pasiegas, e proprio da qui si entra.
Granada ha perso nei secoli la sua grandezza in termini di popolazione, e ora si gira tutta comodamente a piedi, quindi non avrai problemi a individuare questo monumento, come la gran parte dei luoghi d’interesse in città.
In Gran Vìa de Colòn, nei pressi della piazza, si fermano gli autobus C1, 111, LAC, che possono esserti utili se pernotti fuori dal centro storico e vuoi arrivare rapidamente qui.
Potete raggiungerla facilmente a piedi da qualsiasi punto del centro oppure con gli autobus urbani che fermano nelle vicinanze, dato che il centro storico è zona a traffico limitato.
Durata della visita
Una visita autonoma alla cattedrale richiede circa un’ora, tempo sufficiente per ammirare le cappelle laterali, l’altare maggiore e il museo.
Per chi vuole visitare i due edifici con il supporto di una guida turistica, un tour della cattedrale e della Cappella Reale può avere la durata di 2 ore.
Una visita guidata consente di soffermarsi sulla storia del monumento, sui dettagli artistici e sulle immagini della Vergine, compresi i riferimenti alla maternità di Maria presenti nelle opere pittoriche e scultoree.
Orari della Cattedrale
Gli orari riportati per la visita della cattedrale sono i seguenti:
| Giorni | Orario |
|---|---|
| Dal lunedì al sabato | Dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 16:00 alle 19:30 |
| Domenica e festivi | Dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 19:30 |
Un altro calendario indica: da lunedì a sabato dalle 10 alle 18.30; domenica e festivi dalle 15 alle 18.15.
Vi consigliamo di verificare sempre gli orari aggiornati prima della visita, poiché potrebbero variare durante le festività religiose o eventi speciali.
Biglietti della Cattedrale
Il biglietto di ingresso ha i seguenti prezzi:
- Intero: 7 euro, audioguida inclusa.
- Ridotto per studenti fino a 25 anni e persone con disabilità: 5 euro, audioguida inclusa.
- Bambini fino a 12 anni e disabili: gratuito.
- Gruppi: 5 euro, audioguida inclusa.
Ogni mercoledì, dalle 15:15 alle 17, l’entrata è gratuita per tutti. È però necessario prenotare l’ingresso a questa pagina del sito dell’Arcidiocesi di Granada.
Orari e biglietti della Cappella Reale
La Cappella Reale è visitabile dal lunedì al sabato dalle 10.15 alle 18.30; domeniche e festivi dalle 11 alle 18.
Le tariffe d’ingresso sono le seguenti:
- Intero: 6 euro, audioguida inclusa.
- Ridotto per studenti fino a 25 anni e persone con disabilità: 4,5 euro, audioguida inclusa.
- Bambini fino a 12 anni e disabili: gratuito.
Il mercoledì sono previsti alcuni ingressi gratuiti per tutti. È però necessario prenotare in anticipo a questa pagina dell’Arcidiocesi di Granada.
Granada, la città che circonda la cattedrale
Ultima città riconquistata dai Re Cattolici nel 1492, Granada ha mantenuto proprio per questo motivo un’inconfondibile atmosfera araba. La sua gastronomia, l’artigianato e l’urbanistica sono frutto del suo glorioso passato storico.
Ai piedi della Sierra Nevada, tra i fiumi Darro e Genil, si estende questa che è una delle città più interessanti dell’Andalusia orientale. La straordinaria eredità andalusa si somma ai gioielli architettonici del Rinascimento e alle strutture più moderne del ventunesimo secolo.
La cattedrale si colloca nel quartiere dei mestieri. Plaza de las Pasiegas deve il suo nome alle ditte venditrici di tessuti.
Ma a colpire maggiormente è il quartiere dove si colloca la chiesa: le vie circostanti erano quelle dei mestieri tradizionali e dei mercati, qui si lavorava e si commerciava.
Era quindi la parte più viva della città, scelta non a caso come luogo definitivo dove porre il tempio principale. Situata in pieno centro città, a pochi metri dalla Madraza, la Cattedrale di Granada è uno dei monumenti più imponenti della città e capolavoro del Rinascimento spagnolo.
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La cattedrale nel quinto centenario
Opera architettonica maestosa e testimonianza silenziosa della ricca storia e dell’evoluzione culturale attraverso oltre i secoli. Per la Cattedrale di Granada un traguardo storico: cinque secoli dalla sua fondazione avvenuta nel 1523.
Così la celebrazione del quinto centenario diventa l’ulteriore pretesto per mettere in vetrina un capolavoro conosciuto in tutto il mondo.
Diego de Siloé ha sapientemente fuso gli stili tardo gotico e rinascimentale, creando una struttura unica che affascina i visitatori da cinquecento anni.
La cattedrale è più di un semplice edificio religioso: è un simbolo della ricca storia e del patrimonio artistico della città. Dalle sue fondamenta gotiche alle decorazioni rinascimentali e barocche, la cattedrale è una testimonianza dell’abilità e della visione degli architetti e degli artisti che hanno contribuito alla sua creazione.
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