Catechesi di Quaresima per genitori nell’anno C

La catechesi di Quaresima per i genitori nell’anno C può diventare un cammino familiare fondato sulla Parola di Dio, sul dialogo tra genitori e figli, sulla preghiera, sul digiuno e sulla carità. L’obiettivo è accompagnare tutta la famiglia verso la Pasqua, aiutando i bambini e i ragazzi a riconoscere Gesù Cristo come centro della propria fede e della propria vita.

La Quaresima è soprattutto un periodo di riflessione sui misteri della nostra redenzione, al cui centro sono l’insegnamento e la persona di Gesù Cristo. La famiglia può vivere questo tempo attraverso incontri brevi e regolari, la lettura del Vangelo della domenica, una spiegazione accessibile, un gesto concreto e una preghiera recitata insieme.

La famiglia come «Chiesa domestica»

Alla base della formazione, della crescita, delle scelte di una persona, della trasmissione della fede, dei valori, degli ideali ci sono i due genitori e, aggiungo, i nonni. Non si possono delegare soltanto altre "agenzie educative", come la Parrocchia e l'Istituzione Scolastica, nella formazione dei bambini, degli adolescenti.

La Chiesa e la Scuola hanno un ruolo importante ma prima di tutto ci sono le mamme e i papà. Ricordiamo che la famiglia è stata definita dal Concilio Vaticano II "Chiesa domestica".

“Nella famiglia, nella quale nascono i nuovi cittadini della società umana, i quali per la grazia dello Spirito Santo diventano col battesimo figli di Dio e perpetuano attraverso i secoli il suo popolo, i genitori devono essere per i loro figli i primi maestri della fede e secondare la vocazione propria di ognuno, quella sacra in modo speciale”.

La catechesi fatta in famiglia integra, così, il catechismo in parrocchia. Le schede possono essere utilizzate dai genitori con i figli nelle proprie case, ma possono essere un valido sostegno e una proposta comune per gli incontri di catechismo in parrocchia.

Le schede possono essere utilizzate anche da quei genitori che hanno solo una formazione cristiana di base, diventando così anche per gli adulti uno strumento per riprendere in mano la propria fede e camminare insieme ai propri figli nella riscoperta dell’amore del Signore per ogni uomo.

Famiglia riunita per pregare

Il significato biblico dei quaranta giorni

La Quaresima, pertanto, rientra nella formazione religiosa, morale con risvolti civili, di una persona e della sua famiglia d'appartenenza. La Quaresima dura circa un mese e prepara alla festa di Gesù che risorge.

Nel primo punto, ho messo in evidenza la sacralità del numero 40 nella Bibbia, sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento. Nel Vecchio Testamento: il diluvio universale durato 40 gg.; l'esodo dall'Egitto verso la Terra Promessa protrattosi 40 anni, circa 1250 anni prima di Cristo; la permanenza di Mosè sul Monte Sinai quando il Signore gli rivelò i Dieci Comandamenti; i 40 giorni trascorsi dal Profeta Elia - vissuto circa cinque secoli dopo l'esodo degli Ebrei dall'Egitto - sull'Oreb, la Montagna Santa dove Dio gli manifestò, nel mormorio di una brezza leggera, la sua Gloria e la missione che il Profeta avrebbe dovuto compiere; la durata di 40 giorni della violenza perpetrata dal soldato gigante filisteo Golia finché il giovane pastore Davide non lo uccise armato di una semplice fionda, mille anni prima di Cristo, azione che simboleggia la fede e il coraggio che trionfano sulla bruta violenza.

Nel Nuovo Testamento: i Vangeli di Luca, Marco, Matteo - tranne quello di Giovanni - ci raccontano che Gesù, dopo aver ricevuto il battesimo da Giovanni detto il Battista, trascorse 40 giorni di digiuno nel deserto dove venne tentato da Satana, vincendo il male con il bene.

Dopo la Resurrezione, per 40 giorni prima della sua Ascensione, Gesù Cristo si mostrò agli apostoli, ai discepoli, a Maria Maddalena, ad un'altra Maria presso la sua tomba vuota. Durante la cena, allo spezzare del pane, lo riconobbero.

Il Vangelo della domenica al centro del cammino

Per ogni domenica è opportuno proporre come primo momento il Vangelo del giorno: è la Parola di Dio, infatti, il punto di inizio e il cuore originario di ogni annuncio di salvezza. Dopo un breve commento, può essere proposto un video come spunto per il dialogo insieme, permettendo di entrare in questo modo sempre più dentro la Parola di Dio che incontra la vita.

Per ogni domenica di Quaresima può essere preparata una scheda avanti e retro da leggere insieme in classe a catechismo oppure in casa con la famiglia. Comprende una breve introduzione, alcuni versetti del Vangelo della domenica e una spiegazione.

Poi si guarderà un breve video inquadrando un QR code o digitando il link allegato. Infine si concluderà con alcune preghiere da recitare insieme e un gesto.

La proposta di impegno vuole tradurre in azioni e passi concreti il nostro cammino verso la Pasqua, che è l’incontro con Gesù Risorto. La preghiera finale, genitori e figli insieme, sarà il nostro metterci nelle mani del Signore, certi che ogni nostro passo ha bisogno del Suo sostegno.

Vangelo per Bambini: domenica 12 aprile 2026 Pasqua ⛪#vangelo #catechismo@VaticanNews @Tv2000it

Un itinerario familiare per l’anno C

L’itinerario può essere organizzato in cinque tappe, corrispondenti alle domeniche di Quaresima, con una celebrazione iniziale nel Mercoledì delle Ceneri e un accompagnamento verso la Domenica delle Palme e la Domenica di Pasqua.

TappaCentro dell’incontroGesto familiare
Mercoledì delle CeneriInizio del cammino quaresimaleImposizione delle ceneri e seme gettato nella terra
Prima domenicaLa prova e la sceltaUna rinuncia consapevole
Seconda domenicaLa luce della fedePregare insieme e ascoltare la Parola
Terza domenicaLa conversione del cuoreUn gesto di riconciliazione
Quarta domenicaIl ritorno al PadreRiconoscere il bene ricevuto e condividerlo
Quinta domenicaGesù, risurrezione e vitaUn gesto di speranza e di servizio

L’itinerario può essere adattato all’età dei figli. Per i bambini più piccoli sono utili immagini da colorare, semi, gocce della rinuncia, disegni e semplici preghiere; per i ragazzi più grandi si possono aggiungere il dialogo sul Vangelo, l’esame di coscienza, attività personali e impegni settimanali.

La celebrazione del Mercoledì delle Ceneri

La celebrazione del Mercoledì delle Ceneri con i fanciulli, i ragazzi della Catechesi e i loro genitori può proporre due gesti per iniziare il cammino quaresimale: l’imposizione delle ceneri e un seme gettato nella terra.

Il seme richiama un cammino che cresce nel tempo. La Quaresima, come la primavera, chiede di sprigionare nuove energie.

Per i bambini piccoli del catechismo si può preparare un foglietto con un’immagine da colorare sulla Quaresima e sulle Ceneri, insieme a una breve presentazione del cammino quaresimale per i genitori. Si possono inoltre consegnare ai bambini le “gocce della rinuncia”.

Per i bambini delle elementari si possono utilizzare un puzzle sulla Quaresima, una Via Crucis da colorare e una breve presentazione del cammino quaresimale per i genitori. Le “gocce della rinuncia” possono accompagnare il percorso come segno semplice e concreto.

Come organizzare l’incontro in famiglia

Ogni incontro può seguire una struttura semplice e riconoscibile: accoglienza, segno di croce, lettura del Vangelo, breve spiegazione, dialogo, attività, impegno, preghiera conclusiva.

  1. Preparare un luogo tranquillo e raccogliere tutti i membri della famiglia.
  2. Accendere una candela e collocare al centro la Bibbia.
  3. Iniziare con il segno di croce.
  4. Leggere alcuni versetti del Vangelo della domenica.
  5. Lasciare a ciascuno la possibilità di dire che cosa lo ha colpito.
  6. Collegare il Vangelo a una situazione concreta della vita familiare.
  7. Scegliere un gesto di preghiera, digiuno o carità.
  8. Concludere con una preghiera comune.

È bene che il genitore abbia letto “col cuore” la proposta della tappa in questione così da non improvvisare. Non è necessario trasformare l’incontro in una lezione: il dialogo, l’ascolto di quanto comunicano i figli e l’esempio degli adulti sono elementi essenziali.

Questi due binari, queste due direttrici devono essere costruite dai genitori con il tempo, giorno dopo giorno, con il dialogo, con l’ascolto di quanto ci comunicano i figli e con l’esempio.

Il primo incontro: vivere la Quaresima in famiglia

Sabato 25 febbraio, nell'ambito della Catechesi rivolta ai genitori, Padre Gerald Cadieres mi ha incaricato di affrontare il tema "È possibile vivere la Quaresima in famiglia?". Quattro i punti da approfondire: il significato della parola "Quaresima"; come coinvolgere i figli nel digiuno e astinenza e come educarli a essere caritatevoli, il tutto con l'esempio da parte degli adulti.

Negli altri punti della Catechesi - come vivere la Quaresima in famiglia, coinvolgendo i figli nel digiuno e astinenza e come educarli a essere caritatevoli, il tutto con l'esempio da parte degli adulti - ho sottolineato i due binari su cui, secondo me, deve correre la vita di una persona, di una comunità, nel nostro caso la famiglia: un binario è il buon esempio costruttivo che nasce dalle nostre convinzioni e scelte personali (i Latini affermavano "verba movent, exempla trahunt" cioè "le parole scuotono, gli esempi invece trascinano"), l'altro binario è dare un senso alla propria vita.

La Quaresima ci sollecita attraverso la "cultura del digiuno" a essere sobri ed essenziali. Per i cristiani di ogni tempo, il digiuno è inteso come astensione dal cibo e da altri piaceri mondani per avvicinarci a Dio e a chi è meno fortunato di noi e ha fame.

Attraverso il digiuno quaresimale diventiamo più riconoscenti nei confronti di quanto Dio ci ha dato. Il digiuno non deve essere presentato ai figli come una semplice privazione, ma come un’occasione per liberare tempo, attenzione e risorse da destinare alla preghiera, alla famiglia e a chi ha bisogno.

Educare alla rinuncia del superfluo

Durante le due ore di catechesi, le signore Anna Lisa Delli Noci, Caterina Marulli e i tre bambini del primo anno della Cresima (Alessio, Emma, Erica) hanno sottolineato l'importanza della "rinuncia al superfluo" come fattore educativo sia per il singolo che per la famiglia o una comunità.

La rinuncia può riguardare l'uso esagerato del cellulare, il cibo voluttuario, lo sperpero di denaro familiare nei "Gratta e Vinci" e il gioco spasmodico con le play station.

Tutte le ore risparmiate in attività non necessarie potrebbero essere utilizzate per migliorare come persone, come genitori, come figli, cercando di trascorrere più tempo insieme ai propri cari.

Oppure possono essere dedicate a momenti di formazione e benessere culturale con la lettura, al benessere spirituale con la preghiera e anche al benessere fisico, con sport di gruppo per relazionarsi con il prossimo perché si cresce insieme agli altri.

  • Una sera senza televisione o dispositivi elettronici può diventare un momento di dialogo.
  • Una rinuncia alimentare può ricordare chi non dispone del necessario.
  • Il denaro non speso per il superfluo può essere destinato a un gesto di solidarietà.
  • Il tempo liberato può essere usato per leggere il Vangelo o pregare insieme.
  • Una scelta familiare condivisa è più educativa di una regola imposta soltanto ai figli.

Preghiera, digiuno e carità

I gesti di alcune domeniche si basano sui tre atteggiamenti che la Chiesa ci chiede di vivere durante la Quaresima: il digiuno, la preghiera e l’elemosina.

Il digiuno aiuta a diventare sobri ed essenziali. La preghiera apre all’ascolto di Dio e trasforma la vita familiare in uno spazio di incontro con lui. L’elemosina, intesa come carità, educa a riconoscere il bisogno dell’altro e a condividere con generosità.

Il massimo è dedicare il tempo a far del bene con attività legate al volontariato, anche con un vicino o un anziano bisognoso di una mano, come fargli la spesa.

La signora Caterina Marulli ha fatto l'esempio delle "Banche del Tempo", gruppi informali o costituite in associazioni, in cui le persone scambiano un "tempo" donato e ricevuto, dove il valore dello scambio è calcolato in ore e prescinde il valore di mercato e dalla tipologia della prestazione offerta o ricevuta.

In una BdT si promuove lo scambio reciproco, su un piano di parità e reciprocità. Anche in famiglia il tempo donato può diventare una forma concreta di carità: ascoltare, aiutare, accompagnare, fare insieme ciò che spesso viene lasciato a una sola persona.

Un semplice momento quotidiano di preghiera

La semplice proposta che segue la puoi utilizzare anche all’inizio di ogni tappa. Può diventare un momento quotidiano di cinque minuti con Dio e in famiglia.

  1. Inizia con un bel “Segno di croce” dicendo: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. AMEN!”.
  2. Puoi leggere anche il Vangelo del giorno e ascoltare il breve commento di Papa Francesco alla pagina: «la Parola del giorno».
  3. Scegli una delle preghiere proposte.
  4. Concludi con il Padre nostro, l’Ave Maria o il Gloria al Padre.
  5. Prima puoi anche mettere una tua intenzione particolare di preghiera.
  6. Termina con un bel “Segno di croce” dicendo: “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. AMEN!”.

Gesù, sono in cammino verso Pasqua. Voglio camminare con te, Gesù per fare festa insieme il grande giorno della tua risurrezione.

Voglio camminare con te, Gesù, per conoscere sempre meglio i miei pregi e i miei difetti, accettarmi e amami, perchè Dio mi ha creato e tu hai dato la vita perchè fossi felice.

Voglio camminare con te, Gesù, per amare gli altri che mi sono vicini ed essere a loro servizio e trovare gioia nel dare come te che hai dato la vita sulla croce.

Voglio camminare con te, Gesù per scoprire che Dio mi ha regalato tutto affinchè non stringa a me le cose ma le condivida con generosità nella mia famiglia e con tutti.

Voglio camminare con te, Gesù per scoprire Dio nascosto dietro i fatti della mia vita presente nella messa e nella preghiera buono nel perdono del sacerdote.

Costruire l’angolo della preghiera

A casa, in famiglia, insieme, vi invitiamo a costruire l’Angolo della preghiera: Bibbia, candela, fiori, CROCE saranno i luoghi dove la famiglia si riunisce per pregare e riflettere come il Signore desidera che facciamo ogni giorno.

L’angolo della preghiera può essere preparato dai genitori insieme ai figli. Ogni bambino può contribuire con un disegno, una frase del Vangelo, un segno della natura o un’intenzione di preghiera.

Il luogo non deve essere complesso: ciò che conta è che venga utilizzato con regolarità e che aiuti la famiglia a fermarsi, ascoltare la Parola e condividere ciò che vive.

Angolo domestico della preghiera

Il dialogo tra genitori e figli

Il dialogo genitore-bambino è uno degli strumenti principali dell’itinerario. Dopo la lettura del Vangelo, ciascuno può rispondere a domande semplici: che cosa mi ha colpito? Che cosa mi fa pensare? In quale situazione della nostra vita possiamo vivere questa Parola?

Il dialogo non deve diventare un interrogatorio. I genitori possono iniziare raccontando qualcosa di personale, mostrando che la fede non è soltanto una nozione da trasmettere, ma un cammino che coinvolge ogni età.

Le nostre abitazioni trasformate in locande dove si mangia, si dorme e ognuno chiuso nella propria camera si relaziona con la propria Tv o il proprio tablet. In questa dinamica consumistica si spezza l'anello che collega le varie generazioni e il patrimonio di valori religiosi e ideali da trasmettere.

La Quaresima può diventare un tempo per ricostruire questo anello. Un incontro settimanale, anche breve, permette ai membri della famiglia di ritrovarsi attorno alla Parola e di condividere domande, difficoltà e desideri.

La prima domenica: il deserto della scelta

Il racconto evangelico delle tentazioni di Gesù nel deserto aiuta la famiglia a riflettere sulle scelte, sui desideri e sulle pressioni che possono allontanare dall’essenziale.

Gesù trascorse 40 giorni di digiuno nel deserto dove venne tentato da Satana, vincendo il male con il bene. Il deserto può essere presentato ai figli come uno spazio di silenzio e di libertà, nel quale imparare a riconoscere ciò che vale davvero.

Il gesto familiare può consistere nella scelta di una rinuncia concreta e condivisa. La rinuncia deve essere possibile, comprensibile e collegata a un bene maggiore: più tempo insieme, maggiore attenzione agli altri, maggiore disponibilità alla preghiera.

  • Quale cosa superflua ci impedisce di stare bene insieme?
  • Quale rinuncia può aiutarci ad ascoltarci di più?
  • Che cosa possiamo condividere con chi ha meno di noi?
  • Come possiamo sostenere la nostra scelta durante tutta la settimana?

La seconda domenica: la luce della fede

La seconda tappa può essere dedicata all’ascolto della Parola e alla luce che orienta il cammino. La famiglia può collocare una candela nell’angolo della preghiera e accenderla durante la lettura del Vangelo.

La luce della candela richiama la fede ricevuta e trasmessa. I genitori possono raccontare ai figli come hanno conosciuto Dio e come questo incontro ha cambiato la loro vita.

Una scheda per i genitori dei bambini del primo anno di catechismo può proporre di scrivere ai figli una lettera in cui raccontano come hanno conosciuto Dio e come questo incontro ha cambiato loro la vita.

La lettera può essere letta insieme durante la Quaresima oppure conservata come testimonianza familiare. Il suo valore non dipende dalla forma, ma dalla sincerità con cui i genitori condividono il proprio percorso di fede.

La terza domenica: l’acqua e la sete di vita

La terza domenica può aiutare la famiglia a riflettere sul desiderio profondo di Dio e sulla sete di vita nuova. Il racconto di Gesù e della Samaritana permette di parlare dell’incontro, dell’ascolto, della verità e della misericordia.

Il Vangelo può essere accompagnato da un video, da un enigma, da un cruciverba, da un puzzle, da un mandala o da una preghiera con la Samaritana. Le attività aiutano i ragazzi a rielaborare ciò che hanno ascoltato.

Una domanda può guidare il dialogo: di che cosa abbiamo veramente sete nella nostra famiglia? La risposta può aprire uno spazio per parlare di affetto, fiducia, perdono, ascolto e bisogno di essere accolti.

Il gesto della settimana può essere una parola di incoraggiamento, una visita, una telefonata o un’attenzione rivolta a una persona che vive un momento di solitudine.

La quarta domenica: vedere con occhi nuovi

La quarta domenica può essere collegata al racconto del cieco nato. Il tema della guarigione aiuta a riflettere su ciò che impedisce di vedere il bene, riconoscere l’altro e lasciarsi trasformare dall’incontro con Gesù.

Per accompagnare la catechesi si possono utilizzare un Vangelo a fumetti, due storielle per riflettere e giocare, un cruciverba, un video, un disegno da colorare, un rebus o altri giochi quaresimali.

Il dialogo familiare può partire da alcune domande: quali sono le situazioni che facciamo fatica a vedere? Quando giudichiamo una persona senza ascoltarla? Che cosa ci aiuta a guardare gli altri con maggiore benevolenza?

Il gesto può consistere nel riconoscere una qualità di ogni componente della famiglia. I pensieri possono essere scritti su post-it e incollati su un foglio comune, così da rendere visibile il bene presente nella casa.

La quinta domenica: Gesù, risurrezione e vita

La quinta domenica propone il racconto della resurrezione di Lazzaro. Il tema permette di parlare della vita nuova, della speranza e della presenza di Gesù nelle situazioni di dolore.

Si possono utilizzare una proposta di attività sulla resurrezione di Lazzaro, un intervento video, la liturgia e le letture della Santa Messa, video e cartoni, fogli di Lazzaro a quadretti, disegni, quiz e giochi.

Il racconto non elimina la sofferenza, ma apre alla fiducia. La famiglia può pregare per le persone malate, per chi è solo e per chi attraversa una prova.

Il gesto conclusivo può essere un’opera di misericordia, un aiuto concreto o un impegno di servizio. La Pasqua viene così preparata non soltanto con parole, ma attraverso una vita più attenta, solidale e riconoscente.

Emmaus: riconoscere Gesù nel cammino

Prima di affrontare gli altri punti della catechesi, abbiamo letto la pagina del Vangelo di Luca (cap.24 vv.14-35) con la dettagliata narrazione del viaggio verso Emmaus del discepolo Cleofa con un altro discepolo quando incontrano il Signore.

Lettura che emoziona sempre per la sua freschezza narrativa e per far provare a tutte le generazioni di cristiani, che si sono accostati ai Vangeli nel corso di duemila anni, la sorpresa e la gioia di quegli uomini che hanno avuto il dono unico di quell'incontro.

In questo arco di tempo, famoso l'incontro sulla strada per Emmaus, dove Gesù cenò con i suoi discepoli per convincerli della sua reale resurrezione in carne e ossa. Durante la cena, allo spezzare del pane, lo riconobbero.

Il racconto di Emmaus è particolarmente adatto a una catechesi per genitori: presenta un cammino, una conversazione, l’ascolto delle Scritture, la condivisione del pane e il riconoscimento del Signore.

La famiglia può chiedersi dove riconosce oggi la presenza di Gesù: nella preghiera, nella celebrazione eucaristica, nel perdono, nell’ascolto reciproco, nel servizio e nella solidarietà.

Un cammino fatto di tappe e di segni

Un itinerario di Quaresima può essere costruito come un percorso visibile. Dopo la lettura del Vangelo, i bambini con i genitori possono cercare una parola-chiave, esaminando gli indizi e i segni presenti nel racconto.

Ogni settimana, guidati dalla parola-chiave, possono offrire a Gesù un frutto della fede. I frutti raccolti su un alberello possono abbellire l’Altare della Reposizione nell’attesa di veder maturare il frutto più bello della fede: l’Amore.

Un’altra proposta consiste nel realizzare un crocifisso dipinto con tutti i volti, sia buoni che “cattivi”, della Passione di Gesù. Ciascuna tappa può proporre l’intervista al personaggio, la tavolozza del Vangelo, il tarlo del peccato e i colori dell’anima.

Il simbolo aiuta i bambini a seguire il cammino e permette ai genitori di verificare insieme i passi compiuti. Il segno non sostituisce la preghiera e il dialogo, ma rende visibile la crescita della famiglia.

Un’attività settimanale per genitori e figli

Insieme alle schede viene fornito un foglio da stampare su un foglio A3 in orizzontale: serve per le attività suggerite dalle schede nella sezione “il gesto”.

Nella prima, nella seconda e nella quarta domenica possono essere proposte attività che richiedono ai ragazzi di scrivere su un post-it, da incollare nello spazio indicato.

Il foglio può diventare una mappa del cammino quaresimale. Ogni post-it può contenere una rinuncia, una preghiera, una parola di gratitudine, un gesto di carità o un impegno da vivere durante la settimana.

  • Digiuno: che cosa scegliamo di lasciare per diventare più liberi?
  • Preghiera: per chi desideriamo pregare?
  • Carità: chi possiamo aiutare concretamente?
  • Ascolto: quale parola del Vangelo portiamo con noi?
  • Riconciliazione: quale rapporto ha bisogno di una parola buona?

Quando la catechesi entra nella casa

“Tocca ai genitori educare alla fede i propri ragazzi!”. Lo si dice spesso da parte degli operatori pastorali; anzi, talvolta sembra l’unica strada per educare alla fede.

Le indicazioni della Chiesa spingono molto in tale direzione; ma poi, quasi tutti nel nostro intimo ci ritiriamo dicendo: “Non è roba per me, non ne sono capace; è meglio che ci pensi la parrocchia!”.

Perché non tentarci, almeno qualche volta, magari semplicemente per capire che non è poi così difficile parlare di fede in famiglia?!

In alcune settimane si può sospendere il catechismo in parrocchia e chiedere ai genitori di sostituire l’incontro in famiglia. I genitori non devono essere lasciati soli: possono ricevere qualche indicazione, un po’ di materiale e qualche stimolo alla loro fantasia.

Non imitateci però, anche se siamo molto bravi. Date spazio a quanto il Signore suggerirà al vostro cuore. Siamo certi che così ci aiuterete a migliorare sempre più anche i nostri incontri e noi, come d’incanto, troveremo nuovi catechisti.

Il coinvolgimento dei nonni

I nonni possono offrire un contributo prezioso alla catechesi familiare. Possono raccontare come vivevano la Quaresima, quali preghiere hanno imparato, quali persone hanno trasmesso loro la fede e quali gesti di carità ricordano della propria infanzia.

Il confronto tra generazioni aiuta a ricostruire l’anello che collega passato e presente. La preghiera insieme ai nonni può diventare un momento di memoria, gratitudine e trasmissione.

La catechesi familiare non richiede che tutti abbiano lo stesso livello di preparazione. È sufficiente creare uno spazio di ascolto nel quale ciascuno possa condividere ciò che conosce e ciò che sta ancora cercando.

La carità come stile di famiglia

Il massimo è dedicare il tempo a far del bene con attività legate al volontariato, anche con un vicino o un anziano bisognoso di una mano, come fargli la spesa.

La carità può essere vissuta anche attraverso piccoli gesti quotidiani: aiutare in casa, ascoltare senza interrompere, condividere un oggetto, visitare una persona sola, preparare un pasto, scrivere un messaggio di incoraggiamento.

Educare alla carità significa aiutare i figli a comprendere che il bene non è soltanto un sentimento, ma una scelta concreta. I genitori insegnano soprattutto attraverso ciò che fanno.

Un gesto di carità può essere scelto e verificato insieme alla fine della settimana. La domanda non è soltanto “che cosa abbiamo fatto?”, ma anche “che cosa abbiamo imparato sull’amore?”.

La celebrazione eucaristica e il cammino familiare

La domenica ci vediamo in Chiesa per la Messa, nel rendimento di grazie per il cammino che tutti stiamo facendo. La catechesi familiare non sostituisce la vita della comunità, ma prepara a viverla con maggiore consapevolezza.

La famiglia può arrivare alla celebrazione con una parola del Vangelo, un impegno e una preghiera da affidare al Signore. Dopo la Messa, può condividere ciò che ha ascoltato e ciò che desidera portare nella settimana.

Pur nella nostalgia per non poter ora celebrare l’Eucarestia tutti insieme, accogliamo con rispetto e stima le norme che mirano a tutelare il bene di tutti. Coltiviamo il desiderio di poter celebrare la Messa tutti insieme, una volta che avremo superato questa sfida.

Certi che la possibilità di pregare individualmente nello Spirito, o in chiesa o a casa in famiglia, non sia affatto un “ripiego” né qualcosa “di secondo livello”, ma qualcosa di molto gradito a Dio, il quale guarda i cuori.

Verso la Domenica delle Palme e la Pasqua

A questo sussidio può seguire un’integrazione per la Domenica delle Palme e la Domenica di Pasqua, con spunti per vivere questi momenti in parrocchia, a partire dalla grande ricchezza che queste celebrazioni ogni anno ci presentano nella liturgia in chiesa.

La Settimana Santa raccoglie il cammino compiuto durante la Quaresima. Le rinunce, le preghiere, le parole del Vangelo e i gesti di carità conducono alla celebrazione della Pasqua.

La Pasqua è la Risurrezione di Gesù. È la festa nella quale il seme deposto all’inizio del cammino mostra il proprio frutto e nella quale la famiglia è invitata a riconoscere che l’amore di Dio è più forte del peccato, della paura e della morte.

Il cammino quaresimale in famiglia diventa così un’occasione per ritrovare la Parola, il dialogo, il silenzio, la preghiera e il servizio, accompagnando genitori e figli verso l’incontro con Gesù Risorto.

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