Campane della Concattedrale di Sant’Antimo a Piombino: storia, caratteristiche e orari

Le campane della Concattedrale di Sant’Antimo appartengono a un complesso religioso con origini medievali, profondamente trasformato nel corso dei secoli e oggi riconosciuto come concattedrale della Diocesi di Massa Marittima-Piombino. Il campanile rientra nella storia architettonica della chiesa e nei restauri che, dal 1984, hanno interessato l’edificio, la copertura, il chiostro, gli impianti e altri elementi del complesso.

Per assistere alle celebrazioni nella chiesa di Sant’Antimo, gli orari riportati nel calendario disponibile indicano le Messe feriali alle 18:30 e le celebrazioni domenicali alle 09:30 e alle 11:00. Gli orari delle campane non sono indicati separatamente: il loro eventuale suono è quindi da mettere in relazione con le celebrazioni liturgiche e con le consuetudini della parrocchia.

La Concattedrale di Sant’Antimo e il suo campanile

Il Sant'Antimo, conosciuto localmente come il Duomo di Piombino, rappresenta il luogo di culto cattolico più importante della storica città di Piombino, in Italia. Questa magnifica cattedrale, che funge anche da concattedrale della Diocesi di Massa Marittima-Piombino, è un simbolo di secoli di devozione religiosa, evoluzione architettonica e trasformazioni storiche.

Sorta in luogo del preesistente Romitorio dei Frati Agostiniani, la trecentesca chiesa attuale (1377) ebbe annesso il convento per i detti religiosi, ampliato poi nel Quattrocento ed inoltre corredato, grazie alla munificenza di Jacopo III d’Appiano, signore della città di Piombino, del raffinatissimo Chiostro rinascimentale, creato da Andrea Guardi.

La chiesa, edificata per volontà del signore di Pisa Pietro Gambacorti da Pietro del Grillo nel 1377 e intitolata a S. Michele, era ad unica navata, in stile gotico toscano temperato. Una navata laterale fu ricavata nel 1932-33 dall’unione di due cappelle.

Dal 1984 è in corso una complessiva opera di restauro che ha riguardato fino ad ora il Campanile, la copertura della Chiesa e del Chiostro, le decorazioni ottocentesche delle pareti, la pavimentazione del Chiostro, i nuovi impianti elettrici, il risanamento di alcuni locali, i finestroni.

Campanile della Concattedrale di Sant’Antimo

Storia della chiesa e del complesso religioso

La fondazione trecentesca

Le origini di Sant'Antimo risalgono al XIII secolo, quando fu inizialmente eretta come luogo di culto dedicato a San Michele. La chiesa subì un'importante espansione nel 1377 sotto la guida di Pietro Gambacorti, signore di Pisa.

Costruita in stile romanico tardivo con influenze gotiche temperate, la chiesa fu consacrata a San Michele, probabilmente in ricordo di un precedente complesso religioso. Il convento del XV secolo, costruito per ospitare gli ordini monastici all'interno delle mura cittadine come decretato da Iacopo III Appiani, testimonia gli sviluppi ecclesiastici e civici del periodo.

Il convento originariamente presentava un portico con archi a voluta, che, sebbene ora chiuso, suggerisce ancora la sua grandiosità storica.

La consacrazione del 1502

Una particolarità d’eccezione di questa chiesa è che nel 1502 venne solennemente consacrata da Papa Alessandro VI durante un suo soggiorno in Piombino.

Nel 1502, la chiesa fu riconsacrata e dedicata a Sant'Agostino da Papa Alessandro VI, che tenne una solenne cerimonia durante la sua visita a Piombino.

Il periodo napoleonico e il trasferimento del titolo

La destinazione conventuale del complesso sacro rimase immutata fino alla dominazione napoleonica, allorché il locale principe, Felice Baciocchi, sposo di Elisa Bonaparte, sorella dell’imperatore francese Napoleone, decretò la soppressione delle comunita religiose esistenti nello Stato piombinese, Clarisse e Fatebenefratelli della capitale esclusi.

Nel 1806, mentre la Diocesi di Massa e Populonia veniva soppressa ed il territorio del Principato di Piombino, Elba compresa, era stato pertanto aggregato alla Diocesi di Aiaccio in Corsica, la Chiesa di S. Agostino subentrò, sempre per decreto del principe Baciocchi, ad ogni effetto, in funzioni e titoli, alla chiesa arcipretale di S. Antimo, a sua volta trasformata dal regime in ospedale civile e militare e gia unita dal Cinquecento alla celebre abbazia populoniese di S. Quirico.

La chiesa adottò il suo nome attuale, Sant'Antimo, nel 1806 dopo la soppressione della chiesa di Sant'Antimo sopra i Canali.

In quanto chiesa di primaria importanza dello Stato, e sede, in terraferma, del Vicario Generale del Vescovo di Aiaccio per l’Elba e Piombino, la nuova Arcipretura, chiamata ormai Duomo, fu sottoposta ad un totale rinnovamento architettonico degli interni e ad un ciclo di affreschi e pitture a carattere celebrativo in onore di Napoleone e dei Principi regnanti.

I restauri del Novecento e il riconoscimento come concattedrale

Perduta gran parte di quei retaggi storici durante i radicali rifacimenti interni del 1932-33, la chiesa di S. Antimo fu insignita del titolo Abbaziale ad honorem nel 1960, riesumando la predetta unione perpetua, venuta meno nei secoli, fra la Chiesa Matrice e l’Abbazia di S. Quirico.

Il XX secolo portò ulteriori cambiamenti, con ampi restauri negli anni '30 che includevano la ristrutturazione della facciata e la costruzione della navata sinistra unendo due antiche cappelle.

Col 1978 la grande eredita di Populonia episcopale si riverserà come da madre a figlia su questo tempio intitolato a S. Antimo Martire, ricco d’arte e di memorie, che assurgerà alla dignità di Concattedrale della Diocesi di Massa M.ma-Piombino.

Caratteristiche architettoniche collegate al campanile

L'esterno di Sant'Antimo è caratterizzato dalla sua austera ma elegante facciata in mattoni, adornata con una serie di archi pensili che rompono la severità della struttura. Un oculo punteggia la parte superiore della facciata, mentre il portale è sormontato da una lunetta contenente un mosaico di San Michele, creato dalla Scuola Vaticana di Mosaico nel 1937.

Il baldacchino protettivo sopra il mosaico, anch'esso degli anni '30, aggiunge un tocco di stratificazione storica all'aspetto della chiesa. Antichi stemmi e una targa commemorativa che dettaglia la costruzione della chiesa, il suo patrono e l'architetto Piero del Grillo, sono incastonati nella facciata, offrendo un collegamento tangibile al suo passato ricco di storia.

Le trasformazioni dell’edificio rendono il campanile parte di una lettura più ampia, nella quale strutture medievali, ampliamenti rinascimentali, interventi napoleonici, rifacimenti novecenteschi e restauri recenti convivono nello stesso complesso religioso.

Le campane: storia, caratteristiche e orari conosciuti

La storia documentata

Le informazioni disponibili attestano che il campanile è stato interessato dall’opera complessiva di restauro avviata nel 1984. Il materiale non fornisce tuttavia il numero delle campane, la loro data di fusione, il nome della fonderia, il peso, la tonalità musicale, il sistema di suono o la presenza di eventuali iscrizioni.

Per questo motivo, non è possibile attribuire alle campane caratteristiche tecniche precise senza ulteriori dati documentari o una ricognizione diretta del campanile. È invece documentata la lunga continuità cultuale dell’edificio, che consente di leggere il suono delle campane nel quadro della vita liturgica della parrocchia e della storia del Duomo di Piombino.

Il rapporto con la vita liturgica

Le campane accompagnano tradizionalmente i momenti principali della vita religiosa, ma gli orari specifici dei rintocchi non sono riportati separatamente rispetto agli orari delle Messe. Il calendario disponibile indica le celebrazioni seguenti:

GiornoOrario della Messa
Martedì 22 Settembre18:30
Mercoledì 23 Settembre18:30
Giovedì 24 Settembre18:30
Venerdì 25 Settembre18:30
Sabato 26 Settembre18:30
Domenica 27 Settembre09:30; 11:00
Lunedì 28 Settembre18:30
Martedì 29 Settembre18:30

La prossima Messa è indicata per Mercoledì 23 settembre alle ore 18:30. Gli orari delle Messe dei prossimi 7 giorni riportano celebrazioni feriali alle 18:30 e due celebrazioni la domenica, alle 09:30 e alle 11:00.

Gli orari sopra riportati sono orari liturgici e non costituiscono un calendario tecnico dei rintocchi. Il suono delle campane può essere associato alle celebrazioni, ma il materiale disponibile non specifica l’anticipo, la durata o la modalità dei segnali sonori.

Il convento e il chiostro rinascimentale

Il complesso ecclesiastico del Duomo di Piombino è completato dal convento del XV secolo, che sostituì una struttura precedente più piccola. Originariamente, la facciata del convento presentava un portico, ora chiuso ma ancora discernibile in Piazza Sant'Agostino.

Il chiostro della cattedrale è uno dei più interessanti del Principato, e venne eretto intorno al 1470 ancora da Andrea Guardi. È un classico esempio di chiostro rinascimentale toscano; quadrangolare con leggere arcate che poggiano su esili colonne marmoree, sormontate da capitelli con motivi floreali uno diverso dall’altro.

Il chiostro di Sant'Antimo, un esempio emblematico di architettura rinascimentale, fu costruito intorno al 1470 da Andrea Guardi. Questo elegante chiostro quadrangolare presenta archi delicati che poggiano su snelle colonne di marmo, ciascuna sormontata da capitelli floreali unici che reinterpretano i motivi classici.

Le colonne d'angolo sono adornate con gli stemmi della famiglia Appiani e della città di Piombino, aggiungendo un tocco di storia araldica. Le pareti del chiostro sono arricchite da vari stemmi, mentre una cisterna, ritenuta costruita nel XVII secolo, occupa il centro, servendo da promemoria dei ruoli funzionali ed estetici del chiostro nel corso della storia.

Le opere d’arte della chiesa

L'interno di Sant'Antimo, originariamente una struttura a navata unica, ha subito numerose modifiche nel corso dei secoli. Le pareti sono adornate con decorazioni architettoniche del decennio dei Baciocchi, recentemente riportate alla luce.

L’altare in stile barocco, risalente ai secoli XVII-XVIII, è un punto focale dell’interno, con candelabri del XVI secolo e un crocifisso ligneo dello stesso periodo. L’arco in mattoni che delinea la cappella principale incornicia l’altare, con due nicchie che ospitano statue moderne di santi.

L’altare, del XVII-XVIII secolo, in stile barocco, è sormontato da candelieri del XVI secolo, che hanno tra di loro un crocifisso ligneo della stessa epoca. All’inizio della navata sinistra si trova un fonte battesimale marmoreo in stile tardogotico di Andrea Guardi (1470), a lui si devono anche le due acquasantiere, una di esse eretta su un cippo etrusco del V secolo a.C.

Tra le opere d'arte notevoli c'è un fonte battesimale in marmo tardo gotico di Andrea Guardi, datato 1470, che porta lo stemma della famiglia Appiani. Guardi è anche accreditato per le due acquasantiere, una delle quali è montata su un cippus etrusco del V secolo a.C., adornato con rilievi di scene di caccia.

La controfacciata presenta due monumenti di Guardi: uno dedicato a Emanuele e Fiammetta, figli di Jacopo IV Appiani, e l'altro a Jacopo (o Gherardo) Appiani.

All’ingresso della Chiesa, nella controfacciata, il sepolcro di Iacopo d’Appiano (sec. XIV) e quello dei figli di Iacopo IV d’Appiano Emanuele e Fiammetta (1480).

Le pareti sono decorate con importanti dipinti, tra cui una Trinità con Santi di Francesco Vanni e la Morte di San Giuseppe di Giuseppe Baldracco, che aggiungono un ricco patrimonio artistico all'ambiente sacro della chiesa.

Tra le pitture alle pareti spiccano una Trinità e Santi di Francesco Vanni e la Morte di San Giuseppe di Giuseppe Baldracco.

Una Madonna con Bambino, statua lignea recentemente restaurata, di tradizione pisana, realizzata tra il 1381 e il 1390, appartiene al patrimonio storico e artistico della chiesa. Sono state recentemente restaurate anche il Crocifisso dell’altare maggiore, in legno intagliato e dipinto del XVI secolo, e un altro Crocifisso, avvicinabile alla cultura fiorentina del primo Seicento e riecheggiante i modi del Giambologna e i modelli di Pietro Tacca.

All’architetto scultore fiorentino Andrea Guardi si deve il Fonte Battesimale del 1470, coppa poliloba con spigoli goticheggianti, decorata con teste di cherubini e festoni. Dello stesso autore il bassorilievo in marmo raffigurante la Madonna con Bambino e due Angeli; un Tabernacolo in forma edicolare con alto timpano decorato e lesene scannellate.

Il Museo Diocesano Andrea Guardi

Dal chiostro, i visitatori possono accedere al Museo Diocesano d'Arte Sacra Andrea Guardi, che ospita una collezione di manufatti religiosi e opere d'arte, offrendo una comprensione più profonda del patrimonio spirituale e culturale della regione.

Il Museo Diocesano "Andrea Guardi" di Piombino (Livorno), collocato al piano terra dell'ex Convento degli Agostiniani, adiacente alla Concattedrale di sant'Antimo, per conservare, valorizzare e promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico, proveniente dal Duomo stesso e dal territorio diocesano.

L'itinerario museale si sviluppa in tre sale espositive, lungo il quale sono presentate opere e suppellettile liturgica, databili dal XIII al XX secolo.

Il chiostro e la prima sala

Si accede al Museo dal chiostro, che Andrea Guardi realizzò nel 1470 per Iacopo III Appiani, con venti colonne marmoree terminanti con capitelli recanti gli stemmi della famiglia Appiani.

La sala conserva testimonianze dell'attività di Andrea Guardi a Piombino, tra le quali si notano frammenti marmorei e sculture del XV secolo, legate all'attività dell'artista fiorentino e della sua bottega.

Nella prima sala sono conservati anche una lunetta a bassorilievo con Madonna con Gesù Bambino e angeli del XV secolo, in marmo scolpito, di Andrea Guardi, tre formelle con gli stemmi delle confraternite e un tabernacolo eucaristico del XV secolo attribuito ad Andrea Guardi.

La seconda sala

La seconda sala presenta preziosi oggetti liturgici e paramenti sacri. Di rilievo sono un’acquasantiera costituita da una vasca polilobata medievale e da una colonna del 1530, proveniente dalla Chiesa di Santa Croce in Populonia, il reliquiario di san Cerbone, patrono della diocesi massetana, e una Pace del XV secolo in argento sbalzato, di bottega toscana.

Completano il percorso vasetti per oli santi del XVII secolo, un servizio di cartegloria del XIX secolo in metallo e un turibolo del XIX secolo.

La terza sala

Nella terza sala si conservano la statua della Madonna con Gesù Bambino detta Madonna della Torre, della seconda metà del XIV secolo, in marmo, di Marco da Siena e Ciolo da Siena, proveniente dalla Torre dell'Orologio, e una Madonna con Gesù Bambino in trono del XV secolo, affresco di anonimo pittore toscano.

Sono inoltre esposti Gesù Cristo crocifisso del XVI secolo, in legno intagliato e dipinto, proveniente dal cimitero di Populonia, il busto di sant'Anastasia del XVII secolo, in terracotta, il Trasporto di san Cerbone del XVIII secolo, olio su tela, proveniente dalla Chiesa di Santa Croce in Populonia, e una Madonna con Gesù Bambino del XIX secolo, olio su tela, proveniente dalla Chiesa di Santa Croce in Populonia.

Il titolo di Sant’Antimo e la tradizione religiosa

La festa di S. Antimo prete e martire, ricorre l’11 Maggio. La tradizione lo presenta come un sacerdote e martire legato a una vicenda di persecuzione, miracolo e testimonianza cristiana.

Poichè l’uomo di Dio con forza, seppe disprezzare le minacce ed i supplizi, per ordine del Proconsole, con un sasso legato al collo, fu precipitato nel Tevere. Ma un Angelo, miracolosamente, lo liberò e lo sciolse dal sasso e lo fece uscire dall’acqua sano e salvo, e ritornare alla celletta, dove era solito pregare.

Fu allora di nuovo accusato, di nuovo trascinato davanti al presidio, e crudelmente, a lungo, tormentato, dopo che, invano, era stata messa a prova la sua costanza. Poichè non si riuscì ad indurlo a sacrificare agli dei, fu decapitato per ordine del Proconsole.

Alcuni uomini pii, che erano stati convertiti dal Santo, presero il suo corpo e lo seppellirono nella via Salaria, nel luogo dove Antimo era solito raccogliersi a pregare. La munificenza dei cristiani vi costruì una insigne basilica, dove, per le preghiere e i meriti, dell’inclito martire, Dio concesse moltissime grazie ai devoti frequentatori.

Dalla propositura di S. Antimo alla chiesa attuale

Una notizia tradizionale, riportata da un frate cronista del sec. XVIII, ci dice che la Chiesa di S. Antimo sopra i canali fu costruita da una confraternita di marinai. Il porticciolo e i canali erano una sosta obbligatoria per molte imbarcazioni di allora che avevano bisogno frequente di rifornimento di acqua e ai canali l’acqua era abbondante.

Per il servizio religioso proprio e per quello dei marinai avventizi i confratelli della compagnia si rivolsero, quasi con certezza, ai Guglielmiti e con loro concordarono la costruzione della Chiesa, il titolare Sant’ Antimo e la costituzione della propositura.

Ecco l’origine probabile della scelta di S. Antimo suggerita ai Guglielmiti della prima abbazia di S. Antimo in Val d’Orcia, oltre quella di Malavalle.

Nel sec. XV inoltrato, i Guglielmiti abbandonarono la propositura. Il pievano di Piombino, la cui Chiesa di S. Lorenzo era in Piazza Bovio, aveva la Chiesa parrocchiale fatiscente e il campanile franato.

Per provveder alle spese gli affidarono l’amministrazione dei beni della propositura di S. Antimo. Intanto i D’Appiano, signori di Piombino, avevano abbandonato la loro residenza in Piazza Bovio e se ne erano costruita una in Villanova, cioF Cittadella.

Probabilmente intervennero e invece di riparare la Chiesa di S. Lorenzo fecero trasferire la pievania nella Chiesa di S. Antimo, ingrandendola e corredandola di quelle colonne di granito che ancora si vedono entro il vecchio ospedale sopra i canali.

La parrocchia prese il titolo di S. Antimo e, anche quando la sua sede, dalla principessa Elisa Baciocchi, fu trasferita nella Chiesa degli Agostiniani nel 1806, conservò e conserva il titolo di S. Antimo.

Principali date storiche

  • 1045-48: Fondazione del monastero di S. Quirico.
  • 1253: Il monastero di S. Quirico fu affidato ai Guglielmiti.
  • Fine sec. XIII e principio XIV; origine della propositura di S. Antimo sopra i canali.
  • Sec.XV: I guglielmiti abbandonano l’abbazia di S. Quirico e la propositura di S. Antimo sopra i canali.
  • Il pievano di Piombino abbandona la Chiesa di S. Lorenzo e trasporta la sede parrocchiale nella Chiesa di S. Antimo prendendone il titolo.
  • 1806: La parrocchia di S. Antimo viene trasferita nella Chiesa attuale oggi concattedrale.

Il culto di Santa Anastasia a Piombino

La tradizione di Santa Anastasia in Piombino è legata al culto della patrona della città. Due sono le fonti medievali della leggenda di S. Anastasia Vergine: il Martirologio Romano e la Leggenda Aurea di Jacopo da Varazze.

Il Martirologio ricorda piuttosto sommariamente che il 25 Dicembre è il giorno natalizio, ma tale termine nel linguaggio agiografico indica il giorno glorioso della morte, di Santa Anastasia, torturata, legata al palo e arsa nell’isola di Palmaria al tempo di Diocleziano.

È assai difficile che la Palmaria menzionata in queste fonti medievali sia l’isola di Palmaiola nel canale di Piombino, ma, dato che Palmaiola era, nel Medioevo, proprietà di nobili del contado pisano e che il corpo di una Santa Anastasia fu traslato nel 1085 a Pisa da Guglielmo, Vescovo di Populonia, esiste una sia pur minima probabilità che il luogo del martirio di Santa Anastasia sia stato proprio questo isolotto toscano.

Del resto il culto della Santa come patrona fu attestato, in Piombino, fin dal Trecento, e tutto lascia credere che la tradizione sia notevolmente anteriore.

Nel piccolo Museo Parrocchiale si conservano, tra altri oggetti di epoca antica e recente, una Pace in argento sbalzato ed inciso del sec. XV, una statua lignea raffigurante S. Antonio Abate del sec. XVI, dono della famiglia piombinese Minuti, un busto di S. Anastasia, in terracotta dipinta, del sec. XVII, reliquiari e paramenti perlopiù del sec. XVIII.

Informazioni per la visita

La chiesa parrocchiale si trova in piazza don Ivo Micheletti, a Piombino. Dal chiostro è possibile accedere al Museo Diocesano d'Arte Sacra Andrea Guardi, collocato nell’ex convento adiacente alla Concattedrale.

Il Museo Diocesano “Andrea Guardi” è dedicato all’arte sacra e conserva ceramiche, dipinti, sculture, lapidi, libri antichi a stampa, metalli, paramenti sacri e suppellettile liturgica. Il percorso comprende tre sale espositive, servizi di accoglienza al pubblico, sale per eventi e mostre temporanee e visite guidate.

Gli orari liturgici disponibili indicano celebrazioni alle 18:30 nei giorni feriali e alle 09:30 e alle 11:00 la domenica. Gli orari autonomi delle campane, così come le caratteristiche tecniche del concerto campanario, non sono specificati nei dati disponibili.

L'Abbazia di Sant'Antimo con il Magnificat di Palestrina dai VOCES8

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