Il buon onomastico a chi porta il nome Bernardo si celebra il 20 agosto, memoria liturgica di san Bernardo di Chiaravalle, abate e dottore della Chiesa. Nato a Fontaine, presso Digione, nel 1090 o 1091, Bernardo entrò nel monastero cistercense di Cîteaux, fondò l’abbazia di Chiaravalle e divenne una delle figure religiose più influenti del XII secolo.
San Bernardo è ricordato per la vita monastica, la predicazione, gli scritti teologici, la particolare devozione alla Vergine Maria e il ruolo svolto nelle principali questioni ecclesiali e politiche del suo tempo. Morì il 20 agosto 1153 e la Chiesa lo onora con il titolo di dottore.

Quando si festeggia San Bernardo
Il 20 agosto si commemora San Bernardo di Chiaravalle. Il Martirologio Romano lo ricorda come abate e dottore della Chiesa: entrato insieme a trenta compagni nel nuovo monastero di Cîteaux e divenuto poi fondatore e primo abate del monastero di Chiaravalle, diresse sapientemente con la vita, la dottrina e l’esempio i monaci sulla via dei precetti di Dio.
Bernardo percorse l’Europa per ristabilirvi la pace e l’unità e illuminò tutta la Chiesa con i suoi scritti e le sue ardenti esortazioni, finché nel territorio di Langres in Francia riposò nel Signore.
| Ricorrenza | Informazione |
|---|---|
| Nome | Bernardo |
| Santo celebrato | San Bernardo di Chiaravalle |
| Data dell’onomastico | 20 agosto |
| Titolo | Abate e dottore della Chiesa |
| Morte | 20 agosto 1153 |
Le origini e la famiglia
Bernardo nacque l’anno 1090 nel castello di Fontaine, presso Dijon. Suo padre Techelino era uno dei più cospicui uomini del tempo e sua madre Aletta era parente dei duchi di Borgogna; entrambi però splendevano più per pietà che per ricchezza.
Bernard de Clairvaux, detto anche Doctor Mellifluus, nacque a Fontaine-lès-Dijon nel 1090 da Tescelino il Sauro, vassallo di Oddone I di Borgogna e da Aletta, figlia di Bernardo di Montbard, anch’egli vassallo del duca.
Appena nato Bernardo, la piissima madre, non contenta di offrirlo solamente a Dio come aveva fatto degli altri suoi figli, lo destinò in modo particolare al servizio della Chiesa. Educato santamente fu mandato a Chatillon per compiere gli studi nel collegio dei canonici di quella città.
Dopo aver studiato grammatica e retorica nella scuola dei canonici di Nôtre Dame di Saint-Vorles, fece ritorno nel castello paterno di Fontaines. La prontezza e la vivacità del suo ingegno facevano stupire i suoi maestri.
La vocazione alla vita monastica
Bernardo, quantunque giovanetto, amava star ritirato; era sempre raccolto, docile, affabile e cortese con tutti, e di una modestia singolare. Ma se egli ascoltava le lezioni dei maestri, molto più era attratto dalla voce di Dio, che gli parlava internamente.
Una notte di Natale gli comparve la Vergine Maria con in braccio il Bambino Gesù, e Bernardo fu talmente invaghito della divina bellezza del Redentore, che fu poi sempre devotissimo dell’Incarnazione.
A 18 anni perdette la virtuosa sua madre. Intanto, compiuti gli studi della teologia e della Sacra Scrittura, ritornò alla casa paterna. Vedendo quanto era pericoloso il vivere nel mondo, pensò di ritirarsi a vita monastica.
Qui maturó la decisione di ritirarsi a vita monastica. Tutta la famiglia e l’intero parentado dapprima gli si opposero, ma egli con la sua grazia e cortesia seppe talmente difendere la sua causa, che poco dopo molti di quelli che s’erano opposti seguirono il suo esempio.
Infatti i fratelli Guido, Gerardo, Bartolomeo, Andrea e lo zio Gondrino, signore di Tolone, lo seguirono nella vita monastica. A questi si unirono altri, così che furono in trenta a seguire con lui la divina chiamata.
Lo seguono 12 compagni, tra cui 4 fratelli, uno zio e un cugino. Sono molti i suoi parenti che, dopo il suo esempio, hanno intrapreso la vita religiosa.
Presentatisi al monastero, l’abate S. Stefano, vedendo il loro fervore e la loro risoluzione, li accettò con gioia. Fatta la professione dopo un anno di noviziato, Bernardo si diede con grandissimo fervore alla pratica della virtù.
Cîteaux e la fondazione di Chiaravalle
A 22 anni, dopo aver studiato grammatica e retorica, entra nel monastero fondato da Roberto di Molesmes a Citeaux, Cistercium in latino, da cui l’appellativo di cistercensi.
Nel 1112 entrò nel monastero di Cîteaux, culla del movimento cistercense. Nel 1115 fondò il monastero di Clara Vallis, Clairvaux, Chiaravalle, dando origine a un movimento monastico che si diffuse ben presto in tutta Europa.
Nel 1115 insieme a dodici compagni, San Bernardo fondò nella diocesi di Langres il monastero di Clara Vallis, Clairvaux, di cui conservò la carica di abbas per tutta la vita. A lui si deve la rapida espansione dell’Ordine dei Cistercensi e la sua internazionalizzazione.
Qualche anno dopo, fonda il monastero di Chiaravalle. Morto S. Stefano, fu eletto abate con voto unanime Bernardo.
La vita monastica deve essere scandita dal lavoro, dalla contemplazione e dalla preghiera avendo due stelle fisse: Gesù e Maria. L’architettura cistercense, ispirata da Bernardo, fu voluta sobria e povera di ornamenti.
La spiritualità di San Bernardo
Spesso, per eccitarsi al fervore si domandava: « Bernardo, a che fine sei venuto qui? ». Devotissimo di Maria SS. non lasciava passare giorno senza offrirle qualche ossequio speciale; in tutti poi cercava di diffondere la devozione alla gran Madre di Dio.
Per Bernardo la vita monastica deve essere scandita dal lavoro, dalla contemplazione e dalla preghiera avendo due stelle fisse: Gesù e Maria. Per l’abate cistercense Cristo è tutto: “Quando discuti o parli nulla ha sapore per me, se non vi avrò sentito risuonare il nome di Gesù” (Sermones in Cantica Canticorum XV).
Maria - scrive Bernardo - conduce a Gesù: “Nei pericoli, nelle angustie, nelle incertezze pensa a Maria, invoca Maria. Ella non si parta mai dal tuo labbro, non si parta mai dal tuo cuore; e perché tu abbia ad ottenere l'aiuto della sua preghiera, non dimenticare mai l'esempio della sua vita. Se tu la segui, non puoi deviare; se tu la preghi, non puoi disperare; se tu pensi a lei, non puoi sbagliare. ” (Hom. II super «Missus est»).
I quattro gradi dell’amore
Nel “De diligendo Deo” Bernardo indica la via dell’umiltà per raggiungere l’amore di Dio. Esorta ad amare il Signore senza misura.
- L’amore di sé stessi per sé: “Prima l'uomo ama sé stesso per sé. Vedendo poi che da solo non può sussistere, comincia a cercare Dio per mezzo della fede”.
- L’amore di Dio per sé: “Nel secondo grado, quindi, ama Dio, ma per sé, non per Lui. Cominciando però a frequentare Dio e ad onorarlo in rapporto alle proprie necessità”.
- L’amore di Dio per Dio: “L'anima passa al terzo grado, amando Dio non per sé, ma per Lui. In questo grado ci si ferma a lungo, anzi, non so se in questa vita sia possibile raggiungere il quarto grado”.
- L’amore di sé per Dio: “Quello cioè in cui l'uomo ama sé stesso solo per Dio. Allora, sarà mirabilmente quasi dimentico di sé, quasi abbandonerà sé stesso per tendere tutto a Dio, tanto da essere uno spirito solo con Lui".
La devozione alla Vergine Maria
E la Madonna molto gradiva l’amore di quell’anima santa. Un giorno, passando Bernardo davanti alla statua della Vergine, le rivolse il saluto angelico: « Ave Maria », ma lo disse con tanta grazia ed affetto, che dalla statua si sentì rispondere: « Ave Bernardo ».
Per i suoi numerosi, alti e sapienti scritti sulle grandezze della Madre di Dio, venne chiamato il cantore di Maria. Numerose sono le sue opere sulla Madre di Dio.
La sua devozione mariana è rappresentata anche dall’apparizione della Vergine al santo e, piuttosto tardi, dalla cosiddetta Lactatio Bernardi. Questa immagine prevede la rappresentazione del Santo nutrito con un getto del latte di Maria, a ricordare la fama della sua eloquenza.

Il Memorare di San Bernardo
San Bernardo è l’autore del cosiddetto Memorare, ricordati, una celebre preghiera della tradizione orante della Chiesa cattolica dedicata alla Vergine Maria.
Versione originale latina
Memorare, o piissima Virgo Maria, non esse auditum a saeculo quemquam ad tua currentem praesidia, tua implorantem auxilia, tua petentem suffragia esse derelictum. Ego, tali animatus confidentia, ad te, Virgo virginum, Mater, curro; ad te venio, et coram te, gemens peccator, adsisto. Noli, Mater Verbi, verba mea despicere, sed audi propitia, et exaudi. Amen.
Traduzione italiana
Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai udito che alcuno sia ricorso alla tua protezione, abbia implorato il tuo aiuto, abbia chiesto il tuo soccorso, e sia stato abbandonato.
Animato da tale fiducia, a te ricorro, o Madre Vergine delle vergini; a te vengo, dinanzi a te mi prostro, peccatore pentito. Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie preghiere, ma ascoltami benevola ed esaudiscimi. Amen.
San Bernardo e i Templari
Nel 1119, un gruppo di cavalieri, guidati da Ugo di Payns, diede vita a un nuovo ordine monastico-militare destinato a cambiare la storia: l’Ordine dei Cavalieri del Tempio, conosciuto come i Templari.
Con sede a Gerusalemme, l’Ordine aveva come missione principale la protezione dei pellegrini cristiani lungo le pericolose strade della Terra Santa. La loro causa ottenne un riconoscimento ufficiale nel 1128, quando Papa Onorio II approvò l’Ordine durante il concilio di Troyes.
Tra gli scritti dell’abate cistercense è anche celebre l’elogio dell’ordine monastico-militare dei Templari, fondato nel 1119 da alcuni cavalieri sotto la guida di Ugo di Payns, feudatario della Champagne e parente di Bernardo.
A ispirare la rigida regola dell’Ordine fu probabilmente San Bernardo di Chiaravalle, una delle figure religiose più influenti dell’epoca. Nel “De laude novae militiae ad Milites Templi”, così descrive i Cavalieri del Tempio: “Sono vestiti semplicemente e coperti di polvere, la faccia bruciata dal sole, lo sguardo orgoglioso e duro: prima della battaglia si armano interiormente con la forza della fede. La loro unica fede è rivolta a Dio”.
L’attività nella Chiesa e le controversie
A partire dal 1127 Bernardo cominciò a partecipare attivamente alla vita della Chiesa, lasciandosi coinvolgere in tutte le questioni di rilievo della storia del Cristianesimo, sia con l’attività diplomatica, sia con un’ampia produzione letteraria.
San Bernardo non fu solo un sostenitore dei Templari, ma anche un attivo partecipante nelle questioni politiche e religiose del suo tempo. Sostenne con energia papa Innocenzo II contro l’antipapa Anacleto II.
Appoggiò Tibaldo II, conte di Champagne, in una disputa contro il re Luigi VII, e svolse un ruolo centrale nella repressione del Comune di Reims nel 1140, dove dimostrò il suo rigido controllo su questioni di fede e ordine.
Uno degli episodi più famosi della sua vita fu il conflitto con il filosofo Pietro Abelardo. Bernardo accusò Abelardo di diffondere idee teologiche errate e riuscì a farlo condannare nel concilio di Sens del 1140, nonostante le accuse fossero basate su interpretazioni discutibili delle opere del filosofo.
Questo scontro tra due delle menti più brillanti del tempo segnò profondamente il dibattito intellettuale e religioso del XII secolo. Bernardo combatté anche personalità interne alla Chiesa cattolica, che gli sembravano portare innovazioni pericolose, come Pietro Abelardo e Arnaldo da Brescia.
Bernardo si distinse anche nella lotta contro le eresie che minacciavano l’ortodossia cattolica. Fu strenuo difensore dell’ortodossia e si impegnò nella lotta contro le eresie e per il riconoscimento dell’autorità assoluta della Chiesa.
La Seconda Crociata
Nel 1145, Papa Eugenio III, un suo ex discepolo diventato papa, lo incaricò di predicare la Seconda Crociata. Bernardo, con la sua eloquenza, riuscì a mobilitare non solo i francesi, ma anche i tedeschi.
Con l’elezione al soglio pontificio di Eugenio III, il Santo fu incaricato di predicare a favore di una nuova crociata, che tuttavia risultò essere un completo fallimento. La crociata si rivelò un disastro, con il fallito assalto a Damasco.
Bernardo attribuì la sconfitta ai peccati dei crociati, un tema che riprese nel suo trattato La considerazione. Sostenne con forza la seconda Crociata, sostenendo che “Nella morte del pagano Cristo è glorificato”.
La predicazione e il titolo di Dottore mellifluo
Quantunque sempre malaticcio, tuttavia predicava ovunque con grande zelo, e le sue prediche erano talmente piene di grazia, che da ogni parte accorrevano ad udirlo, e molti lo seguivano, chiedendo di essere accettati nel monastero.
In Bernardo si vide meravigliosamente accoppiata la santità con la sapienza: è chiamato il Dottore mellifluo. Propenso più alle questioni pratiche che alla speculazione meramente intellettuale, San Bernardo ritenne che l’unico modo per raggiungere la Verità fosse la pratica della contemplazione e della preghiera.
Affermò, infatti, che se l’intelletto si spinge troppo oltre a invadere i confini della fede, compie una vera e propria profanazione del sacro. Numerosissime sono le sue opere.
La leggenda di San Bernardo e il diavolo
Una delle leggende più curiose su San Bernardo racconta di un episodio avvenuto durante un viaggio a Vigevano, dove avrebbe catturato un diavolo che cercava di sabotare il suo carro.
Il demone fu successivamente bruciato dai cittadini di Vigevano, un evento che viene ancora oggi commemorato con un rituale locale.
Tra gli attributi iconografici del Santo compare anche una ruota di carro, che il Diavolo dovette riparare per lui. Altri attributi sono il drago incatenato, cioè la vittoria sull’eresia, e un cane bianco, che apparve alla madre incinta di lui.
La morte e il riconoscimento della Chiesa
Le condizioni di salute di Bernardo cominciarono a peggiorare alla fine del 1152, ma ebbe ancora la forza di intraprendere un viaggio fino a Metz, in Lorena, per mettere fine ai disordini che sconvolgevano la città.
Dopo una vita così santa e attiva, spirò il 20 agosto 1153 a 62 anni. Tornato a Chiaravalle e appresa la notizia della morte di papa Eugenio, si spense il 20 luglio del 1153; rivestito con un abito appartenuto al vescovo San Malachia, del quale aveva scritto una biografia, venne sepolto davanti all’altare della sua abbazia.
Fu canonizzato nel 1174 da Alessandro II, e proclamato Dottore della Chiesa nel 1830 da Pio VIII. La Chiesa lo onora col titolo di dottore.
Le reliquie
Le reliquie di san Bernardo di Chiaravalle sono custodite principalmente nella Cattedrale di Troyes, in Francia, dove si trova parte della sua testa. Questa è l’unica reliquia sopravvissuta alla rivoluzione francese, mentre il resto delle sue spoglie è andato distrutto.
Le sue reliquie furono disperse nel 1793; si salvò solo il capo, che si trova vicino a Troyes. Oltre a quella di Troyes, un’altra porzione molto piccola è conservata in Italia, nella chiesa collegiata di Fiorenzuola: è stata donata di recente all’abbazia di Chiaravalle della Colomba, nei pressi di Piacenza.
Il patronato e l’iconografia
È patrono della Borgogna, e di conseguenza dei vignaioli; di Gibilterra, della Liguria; per la sua eloquenza è diventato patrono dei predicatori, e, dato il suo soprannome di doctor mellifluus, anche degli apicoltori e dei lavoratori della cera; spesso è quindi raffigurato con un alveare.
È rappresentato con la cocolla bianca, che fu abito dei cistercensi, in quanto la stoffa bianca era meno costosa di quella colorata. Appare spesso in dialogo con la Vergine, ai cui piedi stanno il pastorale e la mitria, emblema degli abati.
A volte, soprattutto in ambito spagnolo, dal seno della Vergine zampilla il latte sulle labbra di Bernardo, ad indicare tanto la maternità di Maria, quanto la soavità dell’eloquio del Santo. In altre rappresentazioni Cristo stacca le braccia dalla croce per abbracciarlo.
Altri attributi iconografici sono: il drago incatenato, cioè la vittoria sull’eresia; tre mitrie, poiché per tre volte rifiutò l’episcopato; la penna e il libro, per la sua dottrina teologica; gli strumenti della passione di Cristo, oggetto delle sue meditazioni; una ruota di carro, che il Diavolo dovette riparare per lui; un cane bianco, che apparve alla madre incinta di lui.
Preghiera a San Bernardo
O Signore, che hai dato al tuo popolo il beato Bernardo come ministro di eterna salute, concedici, te ne preghiamo, che meritiamo di avere come intercessore in cielo colui che abbiamo avuto come dottore in terra.
Una pratica per il giorno dell’onomastico
Siamo molto devoti della SS. Vergine, e facciamole oggi un fioretto.
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