Breviario spirituale è una raccolta di riflessioni, confidenze, orazioni, risposte e consigli di san Pio da Pietrelcina, scelti e ordinati da Claudio Marcellino secondo temi ascetici e dottrinali. Il volume presenta il messaggio di Padre Pio attraverso la concretezza di una santità radicata nella vita quotidiana, nell’obbedienza, nella preghiera, nel servizio alle anime e nell’offerta delle sofferenze.
Il messaggio di Padre Pio, considerato uno dei più grandi mistici di ogni tempo, è tra i più profondi e radicali di tutta la tradizione religiosa occidentale. Il dolore, la sofferenza, la Croce sono la via privilegiata per giungere all'unione con Dio. Il segreto sta non solo nell'accettarli per amor suo, ma nel "santificarli", offrendoli quotidianamente come mezzi di espiazione dei nostri peccati e di corredenzione del mondo intero.
Il libro e i suoi contenuti
Il presente volume contiene una preziosa raccolta di riflessioni, risposte, orazioni e confidenze dell'umile frate stigmatizzato, scelte e ordinate da Claudio Marcellino, studioso e profondo conoscitore delle vite dei santi, secondo temi ascetici e dottrinali. Il lettore potrà addentrarsi nel mistero di Padre Pio prendendo confidenza con le esperienze straordinarie che hanno caratterizzato la sua vita, ma attraverso la concretezza di una santità radicata nell'ordinarietà del quotidiano: nel nascondimento di una cella, nel l'obbedienza ai superiori, nel completo oblìo di sé e nel servizio instancabile alle anime.
La raccolta intitolata Breviario spirituale, a cura di Claudio Marcellino, presenta riflessioni, confidenze, orazioni e consigli sempre attuali di Padre Pio. I testi sono raccolti in ordine tematico e propongono un itinerario spirituale centrato sull’identificazione con Cristo, sulla volontà di Dio, sulla preghiera, sulla sofferenza, sull’Eucaristia e sulla devozione alla Vergine Maria.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Autore | Padre Pio da Pietrelcina |
| Curatore | Claudio Marcellino |
| Editore | Ares |
| Collana | Emmaus |
| Data di pubblicazione | 2 settembre 2024 |
| Pagine | 192 |
| Formato | Brossura |
| Lingua | Italiano |
| EAN | 9788892985186 |
| Argomenti | Cattolicesimo romano, chiesa cattolica romana, spiritualità ed esperienza religiosa cristiana |

La vocazione sacerdotale e l’identificazione con Cristo
«Per Te Sacerdote santo vittima perfetta». La frase scelta da Francesco Forgione per la sua ordinazione sacerdotale il 10 agosto 1910 racchiude «in anticipo non soltanto il significato della sua vocazione sacerdotale, ma di tutta la sua esistenza, nell’identificazione totale con la volontà di Dio e con Cristo crocifisso».
È quanto osserva Claudio Aurelio Marcellino nell’introduzione al libro Breviario spirituale, nel quale sono raccolti in ordine tematico consigli sempre attuali, riflessioni spirituali, confidenze e orazioni di san Pio da Pietrelcina. L’intera esistenza del frate stigmatizzato viene così presentata come una risposta alla chiamata sacerdotale e come un’offerta totale della propria vita.
«Che altro desidera l’anima mia se non condurre tutti a Te o Signore e attendere pazientemente che questo fuoco divoratore bruci tutte le mie viscere nel “Cupio dissolvi” per essere completamente in te?».
L’amore di Dio e l’abbandono alla Provvidenza
Padre Pio risponde così all’amore del Padre per lui: «Fin dalla nascita Iddio mi ha dimostrato segni di specialissima predilezione: mi ha dimostrato che Egli, non solo sarebbe stato il mio sommo Benefattore, ma l’Amico devoto, sincero, fedele, l’Amico del cuore, e l’infinito Amore, la consolazione, la gioia, il conforto, tutto il mio tesoro».
La grande fiducia nella benevolenza del Padre celeste lo sospinge ad affermare: «Mi sento pure grandemente spinto ad abbandonarmi tutto alla Provvidenza e nessun pensiero mi danno più le cose sì prospere che avverse».
E ancora: «Sono divorato dall’amore di Dio e del prossimo. Dio per me è sempre fisso nella mente e stampato nel cuore. Mai lo perdo di vista: mi tocca ammirarne la sua bellezza, i suoi sorrisi e i suoi turbamenti, le sue misericordie, le sue vendette o meglio i rigori della sua giustizia».
In queste parole la vita spirituale appare come una relazione continua con Dio, vissuta nella fiducia e nell’abbandono. L’amore verso Dio non rimane separato dall’amore verso il prossimo, ma diventa una forza interiore capace di orientare ogni pensiero, ogni sofferenza e ogni servizio.
La vigilanza spirituale e la lotta contro l’egoismo
Sempre Padre Pio spiega che «nella vita spirituale se non si avanza si indietreggia. Succede come alla barca la quale deve sempre camminare. Se si ferma il vento la rimanda indietro».
Per questo motivo esorta a ricordarsi di «stare sempre, sempre, sempre alla presenza di Dio»; a premurarsi di «pugnalare il proprio io ogni volta che affiora»; a pensare a far bene solo quello che si ha da fare nel tempo presente; in quanto «dovete sforzarvi di dare gusto a Dio solo; e contento Lui, contenti tutti».
La vigilanza richiesta da Padre Pio non consiste in una preoccupazione sterile, ma nell’attenzione costante alla presenza di Dio e nella disponibilità a correggere ciò che allontana da Lui. Il richiamo a “pugnalare il proprio io” indica la necessità di contrastare l’orgoglio, l’autosufficienza e la ricerca del proprio interesse.
La preghiera come dialogo con Dio
Riguardo al dialogo con Dio, il santo da Pietrelcina sottolinea che «la preghiera è l’effusione del cuore che ama Dio». L’orazione è infatti «la migliore arma che abbiamo, è una chiave che apre il cuore di Dio».
Di qui, «deve essere insistente in quanto l’insistenza denota la fede»; «quando è fatta bene, commuove il Cuore Divino e lo invita sempre più a esaudirci».
La preghiera viene quindi descritta come un atto di amore, fiducia e perseveranza. Non è soltanto una richiesta, ma un’effusione del cuore e una relazione capace di trasformare interiormente chi prega.
Allo stesso modo suggerisce con la semplicità, la chiarezza e nel contempo l’acume spirituale che lo contraddistingue: «Quando avete distrazioni, non vi distraete di più fermandovi a considerare il perché e il per come. A guisa di un viandante che sbaglia via e, appena se ne accorge, subito si rimette sulla buona strada, così voi continuate a meditare senza fermarvi sulla distrazione avuta».
Il consiglio riguarda una difficoltà comune nella preghiera: la distrazione. Padre Pio invita a non fermarsi a esaminare continuamente la propria aridità o la propria incapacità di mantenere l’attenzione, ma a riprendere con semplicità il cammino della meditazione.
La sofferenza e il mistero della Croce
«Il mio riposo è sulla croce. C’è un’eternità per riposare!», esclama Padre Pio in relazione al mistero della sofferenza e del dolore qui in terra.
Un tema al centro anche dei suoi colloqui più intimi con il Signore: «“Non temere, Io ti farò soffrire”, mi va ripetendo Gesù. “Desidero che la tua anima con quotidiano e occulto martirio sia purificata e provata; non ti spaventare se Io permetto al demonio di tormentarti, al mondo di disgustarti, alle persone a te più care di affliggerti”».
Di qui il frate stigmatizzato osserva: «Soffro e vorrei sempre più soffrire; mi sento consumare e vorrei essere sempre più consumato. Desidero la morte solo per unirmi con vincoli indissolubili al celeste Sposo. Desidero pure la vita, per sempre più patire, avendomi Gesù dato a intendere che la prova sicura dell’amore è solo nei dolori. Vorrei soffrire assai di più per l’ideale che cerco».
La sofferenza, nel pensiero di Padre Pio, non è ricercata come fine autonomo, ma viene compresa alla luce dell’amore di Cristo e della partecipazione alla sua Croce. Il dolore assume un significato spirituale quando è vissuto nell’unione con Dio e offerto per il bene delle anime.
Egli è infatti profondamente convinto che le sofferenze siano «colpi di salutare scalpello» mediante i quali «il divino Artista prepara le pietre che dovranno entrare in composizione dell’eterno Edificio».
Lo sguardo rivolto a Gesù Crocifisso
Il suo amore al Crocifisso è tale che afferma: «Io amo la croce, la croce sola. L’amo perché la vedo sempre sulle spalle di Gesù».
E ancora: «Guarda Gesù Crocifisso e troverai la soluzione a tutti i tuoi problemi»; in specie «nel dolore Gesù è più vicino».
Di qui invita il fedele: «Nelle croci, nelle prove, nelle persecuzioni guarda sempre a Gesù Crocifisso. Rispecchiati in Gesù, agonizzante in croce per nostro amore, e troveremo la forza di soffrire, anche noi, per amor suo».
Il riferimento a Cristo crocifisso orienta il credente dentro le prove senza separarle dalla speranza. La Croce diventa il luogo in cui riconoscere la vicinanza di Gesù e trovare la forza necessaria per perseverare nell’amore.
La Santa Messa e la Comunione
Relativamente al mistero inestimabile della Santa Messa, il santo da Pietrelcina sostiene che persino gli angeli rileverebbero nel merito: «Capisco cos’è e perché si fa, ma non comprendo quanto valore abbia».
Egli però lo intuisce al punto da sostenere: «Se fosse per me non scenderei mai dall’altare».
Esorta perciò a fare «di tutta la propria giornata una preparazione e un ringraziamento alla santa Comunione».
La partecipazione alla Messa e alla Comunione non viene così limitata al momento della celebrazione, ma abbraccia l’intera giornata. La preparazione e il ringraziamento diventano atteggiamenti interiori capaci di mantenere il credente rivolto al mistero eucaristico.
La devozione alla Vergine Maria
«Abbandonati nelle braccia della Mamma Celeste. Lei penserà a custodire l’anima tua», suggerisce Padre Pio in riferimento alla Vergine Maria.
La invita a «imitare specialmente nella pazienza e nell’amore di Dio».
L’affidamento a Maria si unisce quindi all’imitazione delle sue virtù. La pazienza e l’amore di Dio diventano disposizioni concrete per affrontare le prove e vivere con maggiore docilità la volontà del Padre.
Una santità vissuta nel quotidiano
In tale raccolta emerge dunque una santità innervata in una quotidianità vissuta sempre unitamente a Cristo e in spirito di docile abbandono alla volontà del Padre, dal nascondimento nella propria cella all’obbedienza ai superiori, dal servizio instancabile alle anime all’offerta delle proprie sofferenze fisiche e spirituali per contribuire alla loro salvezza.
Il lettore può così accostarsi a Padre Pio non soltanto attraverso le esperienze straordinarie che hanno caratterizzato la sua vita, ma anche attraverso gesti e atteggiamenti radicati nell’ordinarietà: il silenzio, l’obbedienza, la preghiera, il lavoro spirituale, il servizio e l’offerta di sé.
La raccolta mostra una spiritualità esigente, fondata sull’amore di Dio, sulla centralità della Croce, sulla perseveranza nella preghiera e sulla fiducia nella Provvidenza. I consigli di Padre Pio sono rivolti alla vita concreta e invitano a trasformare ogni giornata in un’occasione di unione con Cristo.
tags: #breviario #spirituale #padre #pio