Bibbia: citazione diretta e indiretta secondo gli stili accademici

Citare la Bibbia richiede un approccio diverso rispetto alla citazione di un libro qualunque. Quando si utilizza un passo biblico in una tesi o in un altro testo accademico, è necessario indicare con precisione la traduzione o versione impiegata, il libro, il capitolo e il versetto, rispettando lo stile bibliografico adottato.

Le citazioni possono essere indirette o dirette. Le prime riassumono una fonte, le seconde riportano esattamente il testo originale. Anche se la citazione può essere non letterale, deve rispettare il senso di quanto espresso dalla fonte senza stravolgerlo. In ogni caso l’utilizzo di una fonte, diretto o indiretto, va sempre esplicitato.

Perché citare correttamente la Bibbia

La citazione consiste nel riportare compiutamente e chiaramente una fonte. È un atto fondamentale di precisione metodologica e correttezza professionale, e come tale deve essere sempre chiaramente indicata. Costituisce uno dei principali parametri di valutazione scientifica di una tesi.

La corretta citazione delle fonti rappresenta un pilastro fondamentale nella redazione di documenti accademici come le tesi, poiché è essenziale per prevenire il plagio, garantendo il riconoscimento delle parole e degli studi agli autori delle opere consultate e incluse nel lavoro. Inoltre, la qualità di un lavoro si riconosce anche dall’accurata gestione delle citazioni e dalla creazione di una bibliografia completa.

  • Consentono ai lettori di rintracciare il testo originale citato;
  • Forniscono una raccolta di scritti correlati sull’argomento, utili per ulteriori approfondimenti;
  • Testimoniano l’ampiezza della ricerca condotta;
  • Garantiscono l’originalità del testo, prevenendo il plagio.

Ogni volta che nella tua tesi riporti un’idea, un dato, una teoria o le parole di qualcun altro, sei obbligato a dichiararlo. La citazione accademica è esattamente questo: un segnale che dice al lettore “questa cosa non l’ho inventata io, viene da qui”.

La parafrasi non elimina l’obbligo di citare la fonte. Se il tuo testo resta troppo aderente alla formulazione della fonte, i software antiplagio lo segnaleranno comunque. Riformulare con parole proprie un’idea altrui non costituisce una citazione autonoma: se si decide di parafrasare un concetto per renderlo più comprensibile, è comunque necessario attribuire chiaramente il contributo agli autori originali.

Quali informazioni indicare quando si cita la Bibbia

Molti pensano che citare la Bibbia sia semplice: basta inserire libro, capitolo e versetto, giusto? Non proprio. La traduzione che scegli cambia tutto. Stesso versetto, parole diverse, tono diverso. Quando costruisci un’argomentazione, queste distinzioni contano.

Secondo le regole dello stile APA, un testo religioso, come la Bibbia, il Corano o la Tōrāh, di solito viene considerato un’opera senz’autore. Quindi, non si includono nella citazione bibliografica le informazioni sugli autori, e si mette il titolo dell’opera nella posizione dell’autore all’inizio della citazione.

Quando si cita un’opera classica, può risultare difficile determinare una data di pubblicazione. Invece della data di pubblicazione si può usare l’anno della traduzione o della versione che si sta utilizzando. Per la traduzione, usare l’abbreviazione “trad.” seguito dall’anno. Per la versione, indicare prima l’anno e poi “versione”.

Opere classiche importanti, come la Bibbia o il Corano, non devono essere menzionate nei riferimenti bibliografici ma devono essere indicate come fonti all’interno del testo. Quando si cita da un’opera classica non si indica il numero di pagina ma, per esempio, il capitolo o il numero del verso.

Semplici rimandi senza citazioni testuali a passi presenti in opere universalmente note nella loro suddivisione, come la Bibbia e le opere classiche, si possono fare senza indicare l’edizione, per esempio: Genesi 1.3-5. Se però citate un passo da queste opere, dovete riportare anche l’edizione.

Citazione diretta della Bibbia

La citazione diretta è la riproduzione letterale delle parole di un altro autore all’interno della tua tesi. Si usa quando la formulazione originale è così precisa, incisiva o tecnicamente rilevante che riscriverla con parole tue ne indebolirebbe il significato.

Le citazioni dirette vengono precedute e seguite da virgolette “ ”, oppure « » a seconda della lingua di stesura. Se all’interno di una citazione compare un’altra citazione, questa viene preceduta e seguita da virgolette semplici ‘ ’.

Se la citazione non supera le 3-4 righe, essa compare nel testo principale e nello stesso carattere, preceduta e seguita da doppie virgolette. Se invece la citazione supera le 3-4 righe, la si stacca dal testo principale e la scrive in corpo minore, ovvero in un carattere più piccolo, senza virgolette, inserendo uno spazio bianco prima e dopo e immettendo degli ulteriori rientri a sinistra e destra.

Se la citazione è breve - di norma fino a tre righe, oppure sotto le 40 parole secondo lo stile APA - va inserita direttamente nel corpo del testo, racchiusa tra virgolette, seguita dal riferimento bibliografico con l’indicazione della pagina. Se invece la citazione è lunga e supera quella soglia, va separata dal testo principale con un blocco rientrato, senza virgolette, spesso con il corpo del carattere ridotto di un punto e interlinea singola.

In entrambi i casi, il testo citato deve essere riprodotto fedelmente. Se hai bisogno di omettere una parte, usa i tre puntini tra parentesi quadre: […]. Se invece devi aggiungere una parola per rendere comprensibile il passaggio fuori dal contesto originale, inseriscila sempre tra parentesi quadre.

Per la Bibbia, il riferimento non si costruisce normalmente attraverso il numero di pagina, perché le diverse edizioni possono avere impaginazioni differenti. Si indicano invece il libro, il capitolo, il versetto o l’intervallo di versetti e la traduzione utilizzata.

Esempio di citazione diretta breve

Un riferimento a un passo biblico può essere inserito nel testo con la traduzione indicata tra parentesi:

«Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito» (Giovanni 3:16, Nuova versione internazionale).

Il formato esatto del riferimento dipende dallo stile adottato. APA utilizza normalmente i due punti tra capitolo e versetto, mentre MLA utilizza il punto.

Esempio di citazione diretta lunga

Quando il brano supera la soglia prevista dallo stile utilizzato, si separa dal testo principale con un blocco rientrato, senza virgolette, con il riferimento alla fine del blocco. Il corpo del carattere può essere ridotto di un punto per distinguerlo visivamente dal resto.

Citazione indiretta e parafrasi biblica

Con la citazione indiretta si riassume l’argomento esposto nella fonte, purché la si indichi chiaramente. La citazione indiretta è l’altra faccia della medaglia: non si riportano le parole esatte dell’autore, ma si rielabora il suo pensiero con parole proprie, mantenendo il senso del concetto originale.

È il tipo di citazione che userai più spesso nella tesi, perché ti permette di integrare le fonti nel tuo ragionamento senza spezzare il filo del discorso. Anche quando si parafrasa un passo biblico, bisogna indicare il libro, il capitolo, il versetto e la traduzione utilizzata.

Parafrasare la Scrittura richiede comunque attribuzione. Se adatti il linguaggio per un pubblico specifico, dichiaralo: “Parafrasando la NRSV, Paolo indica…”. Questa trasparenza previene fraintendimenti.

Una parafrasi efficace richiede di comprendere il concetto e poi riscriverlo davvero con la propria voce, con una struttura sintattica diversa dall’originale. Cambiare due o tre parole non basta: se la struttura della frase è identica, il rischio di segnalazione da parte dei software antiplagio resta alto.

Esempio di citazione indiretta

Un’idea tratta da un passo biblico può essere rielaborata senza virgolette, ma con il riferimento completo:

Il Vangelo secondo Giovanni presenta l’amore di Dio come fondamento dell’offerta della salvezza all’umanità (Giovanni 3:16, Nuova versione internazionale).

Qui non ci sono virgolette perché il concetto è stato rielaborato con parole proprie, ma il riferimento alla fonte è comunque presente.

APA: citare la Bibbia nella settima edizione

Lo stile APA si basa sul sistema autore-data: la citazione abbreviata viene inclusa nel testo stesso, mentre la citazione completa è riportata nella bibliografia finale. Gli standard APA sono ampiamente adottati nell’ambito accademico da studenti, docenti, dottorandi e ricercatori.

Regole fondamentali APA

  • Ometti l’autore: è il nome della traduzione a svolgere il ruolo principale;
  • Metti in corsivo i titoli della Bibbia nella lista dei riferimenti;
  • Includi l’anno della tua edizione;
  • Per le fonti online, inserisci un URL funzionante;
  • Le citazioni nel testo devono includere versione, anno e capitolo:versetto.

Per citare la versione stampata di un testo religioso utilizza il modello seguente:

Titolo del libro. (Anno). Editore.

Quando disponibili, includi le informazioni sul traduttore e sul numero di edizione tra parentesi dopo il titolo del testo religioso, proprio come quando stai citando un libro. Presenta gli altri elementi opzionali anche come lo faresti per un libro secondo lo stile APA 7.

Modello APA per una Bibbia stampata

Titolo della versione della Bibbia. (Anno). Editore.

Modello APA per una Bibbia online

Titolo della versione della Bibbia. (Anno). Nome del sito. URL

Esempi bibliografici APA

La Sacra Bibbia, ossia l'Antico e il Nuovo Testamento (G. Diodati, Trad.). (1885). Depositi di Sacre Scritture. (Opera originale pubblicata nel 1607)

Torà (S. D. Luzzatto, Trad.). (2021).

English Standard Version Bible. (2001). Crossway.

New International Version Bible. (2011). Zondervan.

Non dimenticare curatore o traduttore se sono indicati in modo rilevante nella tua edizione: aiuta a identificare con precisione quale Bibbia stai usando.

Citazioni APA nel corpo del testo

Il formato di base è:

(Versione, Anno, Libro Capitolo:Versetto)

Un esempio è:

(English Standard Version Bible, 2001, Josh. 2:7)

Quando vengono citate opere religiose nel corpo del testo, si presentano comunemente i titoli e i numeri tradizionali delle parti corrispondenti al posto del numero di pagina, ad esempio: (La Sacra Bibbia, ossia l'Antico e il Nuovo Testamento, 1607/1885, Salmi 91:5).

Se si cita il libro nella frase, si inseriscono tra parentesi solo gli altri dettagli: Quando Paolo scrive in Galatians 5:22 (New International Version, 2011).

Per le citazioni dirette si applicano le regole generali dello stile APA: sotto le 40 parole si usano le virgolette e il riferimento; oltre le 40 parole si usa una citazione a blocco e il riferimento viene inserito dopo il brano.

Se si usa più di una traduzione, bisogna elencare ciascuna traduzione nella lista dei riferimenti. Quando si parafrasa, bisogna includere la versione, così i lettori capiscono quale formulazione ha guidato la parafrasi: (New International Version, 2011, Rom. 8:28).

MLA: citare la Bibbia nella nona edizione

MLA rappresenta uno stile internazionale di citazione bibliografica e formattazione dei testi accademici, sviluppato dall’organizzazione statunitense Modern Language Association. MLA mantiene brevi i riferimenti nel testo, ma richiede dettagli più completi nel Works Cited.

Regole fondamentali MLA

  • Metti in corsivo il titolo della Bibbia solo nella voce del Works Cited;
  • Nelle citazioni nel testo usa il punto tra capitolo e versetto, non i due punti;
  • Indica la versione alla prima citazione o nella voce del Works Cited;
  • Se una traduzione indica un curatore o traduttore, includilo nel Works Cited.

Modello MLA per il Works Cited

Titolo della versione della Bibbia. Curatore o traduttore se indicato, Editore, Anno. Nome del sito web o database, URL.

Esempi MLA

The ESV Bible. Crossway, 2001.

The Holy Bible: New Revised Standard Version. Edited by the Division of Christian Education, HarperCollins, 1990.

Citazioni MLA nel testo

Il formato è:

(Versione, Libro Capitolo.Versetto)

Un esempio è:

(ESV Bible, Matt. 1.2)

I punti separano capitolo e versetto: (Matt. 1.2). Per gli intervalli si usa un trattino lungo: (Ezek. 1.5-1.6).

Se il Works Cited elenca l’edizione usata, puoi omettere la versione nelle citazioni nel testo successive. Le citazioni dirette seguono le regole generali MLA: citazioni brevi tra virgolette con riferimento parentetico e citazioni più lunghe in blocco.

Chicago: note e riferimenti alla Bibbia

Il Chicago Manual of Style riconosce che è in vigore più di un sistema di citazione per i riferimenti bibliografici, sia nel testo che, corrispondentemente, nella bibliografia finale. I due sistemi principali sono il sistema A, “nota e bibliografia”, e il sistema B, “citazione dentro al testo: autore-data e lista finale dei riferimenti”.

Il sistema A è tradizionalmente seguito nel settore umanistico. In esso le citazioni nel testo vengono date in nota, a piè di pagina o a fine testo, e in fondo al lavoro segue la bibliografia.

Il sistema B è tradizionalmente seguito nel settore delle scienze pure e applicate e sempre più in quelle sociali e nel settore umanistico. La citazione viene data come “author-date text citation” nel testo e non in nota, mentre in fondo al lavoro segue la lista completa dei riferimenti bibliografici.

Chicago è flessibile ed è comunemente usato in storia e teologia. La Scrittura compare di solito nelle note o nelle citazioni nel testo, non nella bibliografia.

Regole fondamentali Chicago

  • Scrivi “Bibbia” con iniziale maiuscola ma non in corsivo;
  • Includi sempre il nome della traduzione;
  • Usa capitolo e versetto, non numeri di pagina;
  • In genere la Bibbia non viene inserita in bibliografia, salvo richiesta di editore o docente.

Esempi Chicago

Nel testo:

Job 4:8 (NIV)

In una nota a piè di pagina:

1. Job 4:8 (New International Version).

Si possono usare abbreviazioni tradizionali, come Gen., Exod. e Matt., oppure i nomi completi dei libri, se più adatti al pubblico; è importante essere coerenti.

Quando si usa Chicago, bisogna includere la versione della Bibbia nella prima citazione e ogni volta che si cambia versione. Se la rivista o il docente richiede una voce in bibliografia, bisogna seguire le loro indicazioni.

Confronto tra APA, MLA e Chicago

StileRiferimento al capitolo e al versettoIndicazione della traduzioneBibliografia
APADue punti, per esempio Giovanni 3:16Versione e anno nella citazioneLa Bibbia può essere inserita nella lista dei riferimenti
MLAPunto, per esempio John 3.16Versione alla prima citazione o nel Works CitedInserita nel Works Cited
ChicagoDi norma due punti, per esempio Job 4:8Nome della traduzione nella prima citazione e quando cambiaDi solito esclusa, salvo richiesta specifica

Gli stili di citazione, conformi agli standard internazionali, stabiliscono le informazioni necessarie per una citazione, il loro formato e ordine, nonché la punteggiatura e la formattazione. Ogni elaborato deve aderire a un unico standard di citazione. È fondamentale mantenere lo stesso layout per l’intero documento; non è consentito passare da uno standard all’altro.

Prima citazione e citazioni successive

È buona pratica indicare la traduzione alla prima occorrenza di un passo biblico. Se la si mantiene per tutto l’elaborato, si può ometterla nelle citazioni successive per rendere il testo più scorrevole, purché il docente o il manuale di stile lo consentano.

Quando un elaborato usa più traduzioni, bisogna indicare sempre quale versione è stata usata per una determinata citazione, così il lettore può rintracciare la formulazione esatta. Una pratica utile consiste nell’inserire la versione tra parentesi la prima volta che la si usa in un paragrafo.

Se si usano più traduzioni, bisogna elencare ciascuna traduzione che si cita o parafrasa nella lista dei riferimenti o nel Works Cited. Nel testo, bisogna indicare sempre quale versione è stata usata per una determinata citazione.

Citare traduzioni diverse

La traduzione scelta cambia le parole, il tono e talvolta anche le caratteristiche linguistiche del passo citato. Due studenti che lavorano sullo stesso versetto possono utilizzare formulazioni diverse se uno adopera una versione con linguaggio arcaico e l’altro una traduzione moderna e semplificata.

Quando si costruisce un’argomentazione, queste distinzioni contano. Citazioni accurate dimostrano che hai lavorato con rigore e danno al testo una qualità professionale.

Per la traduzione, usare l’abbreviazione “trad.” seguito dall’anno. Nelle citazioni bibliografiche APA, quando disponibili, si includono le informazioni sul traduttore tra parentesi dopo il titolo del testo religioso.

Se pensi che i lettori della tesi possano non comprendere una determinata citazione in una lingua straniera, puoi decidere di tradurre la citazione. Secondo lo stile APA, la tua traduzione di una citazione dovrebbe risultare in una parafrasi della fonte. In questo caso si seguono le regole basilari per parafrasare una fonte.

Nei riferimenti bibliografici si cita la fonte nella lingua originale e si aggiunge la traduzione del titolo tra parentesi quadre “[]” dopo il titolo originale.

Esempio di traduzione di una citazione

Nel testo: Non è mai successo prima. Markus Kuhn è il primo Tedesco a segnare un touchdown nella NFL (Springer, 2014).

Nei riferimenti bibliografici: Springer, A. (2014, Dicembre 8). Kuhn schafft als erster Deutscher einen Touchdown [Kuhn è il primo Tedesco a segnare un touchdown].

Study Bible e commentari

Una study Bible combina testo e commento. Se si cita il testo biblico, si cita la Scrittura secondo lo stile scelto. Se si citano le note di studio, si cita l’autore delle note come fonte secondaria.

In una tesi, è opportuno spiegare nella metodologia quale edizione e quali note di studio sono state utilizzate e perché. Questo rende trasparenti le scelte interpretative.

Apocrifi e libri deuterocanonici

Questi libri si citano come gli altri libri biblici: includi libro, capitolo, versetto e traduzione. Se l’edizione li organizza in modo diverso, aggiungi una parentesi chiarificatrice, per esempio “la raccolta include gli Apocrifi”.

Testi biblici online

Per citare un testo religioso pubblicato come sito web si applica il modello seguente:

Titolo del libro. (Anno). Nome del sito. URL

Usa, quando possibile, URL stabili controllati dall’editore. Se il sito richiede accesso o fa parte di un database, indica il nome del database invece di un URL privato. Così il lettore sa dove cercare anche se il link diretto non si apre.

Nel caso di materiali online, nella bibliografia si indica ogni sito e la data dell’ultima visita. Nella bibliografia si riporta anche la URL, mentre nel testo si riporta il sito senza URL.

Qualora si citi un testo contenuto in un database, come JSTOR, e che viene visualizzato esattamente come è stato pubblicato, non è necessario indicare il database.

Per le monografie e i testi fuori copyright, citate sempre da un testo cartaceo anche se si trova in rete una versione di “pubblico dominio”, la quale potrebbe non recare le necessarie indicazioni bibliografiche o essere di scarsa attendibilità scientifica.

Citazione indiretta da una fonte secondaria

A volte succede che in una fonte si trova una citazione interessante a un’altra fonte. Quando non si riesce a trovare direttamente quest’altra fonte, si può far riferimento ad essa indirettamente. Bisogna scrivere: “citato in”.

Nei riferimenti bibliografici si indica solo la fonte che si è consultata. In questo caso, la fonte consultata è quella che contiene il riferimento alla fonte originaria.

In italiano, nel testo: Driessen (citato in Swaen, 2014) descrive tre possibili cause.

In italiano, alla fine del testo: Tre possibili cause vengono descritte (Driessen, citato in Swaen, 2014).

È possibile citare fonti di seconda mano, vale a dire fonti non disponibili che si trovano citate in un altro autore. In questo caso bisogna citare il primo autore riportando da dove proviene la sua successiva citazione.

Quando trovi un’idea di un autore riportata nel libro di un altro, citi entrambi nel testo, ma in bibliografia inserisci solo la fonte che hai effettivamente consultato.

Comunicazioni personali e fonti da Intranet

Se si fa uso di comunicazioni personali, non bisogna menzionarle nei riferimenti bibliografici. Questo perché non sono accessibili alle altre persone. Si parla di e-mail, lettere private e conversazioni.

Tuttavia è necessario far riferimento a tali fonti con la dicitura “comunicazione personale”. Indicare sempre le iniziali del nome dell’autore e una data il più veritiera possibile.

Stando a B. Swaen (comunicazione personale, Dicembre 24, 2012) i risultati saranno presto disponibili.

I risultati saranno presto disponibili (B. Swaen, comunicazione personale, Dicembre 24, 2012).

Una fonte tratta da Intranet spesso non è accessibile al pubblico. La modalità di citazione deve tenere conto dell’accessibilità effettiva della fonte.

Errori comuni nella citazione della Bibbia

Il primo errore è omettere la versione. La traduzione o versione utilizzata è necessaria per permettere al lettore di rintracciare la formulazione esatta del passo.

Un altro errore consiste nell’usare numeri di pagina. Per la Bibbia, si usano invece libro, capitolo e versetto, perché la paginazione cambia da un’edizione all’altra.

È inoltre importante non mescolare le regole di punteggiatura degli stili. APA usa normalmente i due punti tra capitolo e versetto, mentre MLA usa il punto. Confondere questi due sistemi è un errore comune.

Un ulteriore errore consiste nell’inserire la Bibbia nella bibliografia secondo Chicago senza verificare le indicazioni del docente o dell’editore. In Chicago, la Bibbia non viene di norma inserita nella bibliografia, ma le richieste possono variare.

Bisogna anche evitare di confondere la nota a piè di pagina con il riferimento in bibliografia: sono due elementi diversi, con funzioni diverse.

Come mantenere la coerenza nella tesi

La scelta del giusto standard di citazione è cruciale. In alcuni casi, le università impongono specifiche norme di citazione. Tuttavia, in assenza di requisiti specifici, è possibile scegliere liberamente in base al proprio stile personale.

Prima di iniziare una tesi di laurea bisogna informarsi sullo stile di citazione adottato dal proprio ateneo, al fine di evitare penalizzazioni. La regola d’oro è sempre la stessa: verifica cosa richiede il tuo ateneo o il tuo relatore.

Tutti gli autori citati devono essere referenziati nel corpo del testo o nelle note a piè di pagina. Successivamente, sia la bibliografia che la sitografia devono includere tutti gli autori citati nel lavoro.

Ogni riferimento nel testo deve avere il suo corrispettivo in bibliografia, e viceversa. Una tesi deve seguire un unico stile dall’inizio alla fine, senza eccezioni.

Metodo di lavoro per citare la Bibbia

Un flusso di lavoro disciplinato riduce lo stress al momento della consegna. Quando consulti una Bibbia, annota nome completo, anno dell’edizione, editore e se è cartacea o online.

Mantieni una lista master della Scrittura. Conserva un unico foglio di calcolo con ogni citazione e la traduzione usata.

Per le edizioni online, copia l’URL stabile del sito o il nome del database. Usa software di citazione ma verifica: importa le edizioni bibliche come voci distinte in Zotero o EndNote e controlla le citazioni auto-generate rispetto ai manuali di stile.

Correggi le bozze in modo mirato sulle regole bibliche. Cerca nel documento errori su due punti contro punti, nomi di versione mancanti e abbreviazioni incoerenti.

Checklist finale

  • Quale stile di citazione richiede il corso?
  • Quale traduzione ed edizione stai citando?
  • Hai registrato editore e anno?
  • Stai usando un’edizione online o cartacea?
  • Se è online, hai acquisito un URL stabile?
  • Hai formattato capitolo e versetto secondo lo stile scelto?
  • Se usi una study Bible, hai citato separatamente commento e Scrittura?
  • Hai indicato la versione quando hai cambiato traduzione?
  • Hai mantenuto coerenti abbreviazioni e segni di punteggiatura?

La citazione diretta riporta fedelmente le parole della traduzione biblica e richiede virgolette, oppure un blocco rientrato quando il brano è lungo. La citazione indiretta rielabora il contenuto con parole proprie, ma richiede comunque l’indicazione della fonte. In entrambi i casi, libro, capitolo, versetto, traduzione e stile bibliografico devono essere gestiti in modo coerente.

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