Battesimo di Cristo di Verrocchio e Leonardo agli Uffizi

Il Battesimo di Cristo conservato alle Gallerie degli Uffizi di Firenze è una tavola dipinta da Andrea del Verrocchio con la collaborazione del giovane Leonardo da Vinci, probabilmente tra il 1469 e il 1478. L’opera raffigura Gesù che riceve il battesimo da San Giovanni Battista sulle rive del fiume Giordano, alla presenza di due angeli.

La partecipazione di Leonardo, secondo quanto ci ha tramandato Vasari, talvolta contestata, risulta invece dimostrata ed estesa al paesaggio dalle radiografie effettuate all’opera. Studi più recenti attribuiscono all’artista di Vinci anche il suggestivo paesaggio fluviale, avvolto di luce dorata, e le rifiniture sul corpo del Cristo.

Battesimo di Cristo Verrocchio Leonardo Uffizi

Scheda dell’opera

VoceInformazione
TitoloBattesimo di Cristo
AutoriAndrea del Verrocchio e Leonardo da Vinci
Periodo1469-1478 circa
Materia e tecnicaTavola, pittura a olio e tempera
MisureProfondità: 152 cm; larghezza: 180 cm
CollocazioneGalleria degli Uffizi, Firenze
ProvenienzaChiesa di San Michele a San Salvi
InventarioInventario 1890, n. 8358

Il soggetto: il battesimo nel fiume Giordano

L’opera, dipinta per il monastero vallombrosiano di San Salvi, presenta la scena di Giovanni Battista nel momento in cui battezza Gesù nel fiume Giordano, versando l’acqua da una ciotola, mentre due angeli assistono inginocchiati a sinistra. Uno dei due angeli sta tenendo nelle proprie mani la veste di Gesù.

Il Battista tiene nella mano sinistra una croce sottile e un cartiglio che reca una scritta tratta dal Vangelo di Giovanni (1, 29): ECCЕ AGNUS DEI [QUI TOLLIT PECCATA MUNDI], “Ecco l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo”. Sul dipinto, il cartiglio tenuto dal santo reca l’iscrizione ECCE AGNIUS DE(I), in lettere capitali, a pennello e in lingua latina.

Personaggi: Gesù; San Giovanni Battista. Figure: angeli. Abbigliamento: all'antica; contemporaneo. Paesaggi: rocce; fiume; colline. Oggetti: pastorale;cartiglio; ciotola. Animali: passero. Vegetali: alghe fluviali; fili d'erba; palma; alberi. Simboli: (Spirito Santo) colomba. Simboli: (Trinità) mani di Dio.

Tutte le figure si distribuiscono all’interno di una composizione triangolare, che ha il vertice nella ciotola del Battista. Il dipinto si caratterizza, in generale, per il suo stile asciutto e nervoso. La precisione anatomica e il modellato dei corpi mostrano suggestioni fiamminghe.

La composizione e i suoi elementi principali

Gesù e San Giovanni Battista occupano il centro della tavola. Il Battista versa l’acqua sul capo di Cristo, mentre i piedi delle due figure sono immersi nell’acqua trasparente del Giordano. La scena è costruita intorno alla ciotola, che diventa il punto d’incontro tra il gesto del santo e la figura di Cristo.

La croce sottile, il cartiglio, la ciotola battesimale e la veste sorretta dall’angelo rendono riconoscibile l’episodio evangelico. In alto compaiono le mani di Dio Padre e la colomba dello Spirito Santo, elementi che richiamano il mistero della Trinità.

La sintetica palma a sinistra, le rocce alle spalle del Battista, le mani di Dio Padre in alto e la colomba dello Spirito Santo sono di un terzo allievo, non particolarmente abile e quindi mai identificato.

La collaborazione tra Verrocchio e Leonardo

Leonardo era ancora un apprendista quando gli fu chiesto di partecipare alla realizzazione del Battesimo di Cristo, su cui lavorava il suo maestro Andrea del Verrocchio. La produzione pittorica del fiorentino Andrea del Verrocchio (1435-1488), scultore celebratissimo nonché maestro di grandi artisti come Botticelli, Perugino e Leonardo da Vinci, fu piuttosto scarna e talvolta influenzata dagli allievi.

Appartiene certamente al suo catalogo una tavola raffigurante il Battesimo di Cristo, del 1472 circa. Dipinto da Verrocchio con l'assistenza di Leonardo, che pare abbia realizzato un angelo, il paesaggio, lo sfondo e parte del Gesù.

Le due figure principali del Cristo e del Battista sono certamente di mano di Andrea, mentre l’angelo biondo, il paesaggio sullo sfondo e l’acqua trasparente in cui Gesù e il Battista immergono i piedi furono dipinti dal giovane Leonardo da Vinci (1452-1519), che all’epoca frequentava la bottega di Verrocchio.

È probabile che, oltre a Leonardo e a Verrocchio, abbia collaborato alla tavola un altro pittore più anziano, autore di dettagli meno evoluti come le mani di Dio Padre e la colomba dello Spirito Santo.

L’angelo di Leonardo

Secondo Vasari l’intervento di Leonardo si limitava all’angelo di profilo - simile a quello della Vergine delle Rocce - che spicca per l’articolata posa del corpo, la delicatezza dei lineamenti e la straordinaria naturalezza dei panneggi del manto.

L’angelo di Leonardo, in particolare, si distingue da tutte le altre figure sia per la verosimiglianza dei panneggi, davvero straordinaria, sia per l’articolata posa del corpo, mostrato di spalle ma con il capo voltato alla propria destra, in un gesto naturalissimo.

Mentre le due figure principali del Cristo e del Battista sono certamente di mano di Andrea, l’angelo biondo, il paesaggio sullo sfondo e l’acqua trasparente in cui Gesù e il Battista immergono i piedi furono dipinti dal giovane Leonardo da Vinci (1452-1519), che all’epoca frequentava la bottega di Verrocchio.

Suoi potrebbero essere anche i peli pubici del Cristo, resi con particolare accuratezza. Nel tempo, tutte queste parti leonardesche divennero il principale motivo d’attrazione del dipinto.

Il paesaggio e l’acqua del Giordano

Il paesaggio fluviale sullo sfondo è stato attribuito a Leonardo insieme all’angelo di profilo. L’acqua trasparente, le rocce, le colline e la luce dorata introducono nella scena una percezione più attenta agli effetti naturali e atmosferici.

Come testimoniano sia l’angelo di profilo sia lo scorcio di paesaggio, Leonardo stava già cercando, in quegli anni, un proprio indirizzo per il rinnovamento dell’arte quattrocentesca. Egli era evidentemente convinto che scopo della pittura fosse riprodurre la natura nel modo più fedele possibile, senza idealizzarla.

Per questo stava sviluppando la tecnica dello sfumato pittorico, grazie alla quale, ammorbidendo i contorni con dolci trapassi cromatici, faceva apparire le figure come avvolte da vapori intrisi di luce.

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Le attribuzioni delle diverse parti

La partecipazione al dipinto di Leonardo limitatamente ai due angeli, secondo quanto ci ha tramandato Vasari, talvolta contestata, risulta invece dimostrata ed estesa al paesaggio dalle radiografie effettuate all’opera.

Di questo dipinto infatti vennero fatti rilevamenti radiografici da A. Vermehren pubblicati nel 1954 da P. Sampaolesi. Più recentemente è stata ravvisata la mano di Leonardo anche nella figura del Cristo e nelle parti monocrome.

L’angelo visto di fronte non è di Leonardo e neppure di Verrocchio. È stato da qualche studioso attribuito a Sandro Botticelli (1445-1510), che tuttavia lasciò la bottega del maestro già nel 1470.

Dovremmo, accettando questa ipotesi suggestiva ma poco probabile, anticipare l’esecuzione della tavola al 1469, quando Leonardo, appena diciassettenne, aveva da poco iniziato a frequentare la bottega. A meno che Leonardo non sia intervenuto solo in un secondo momento, magari tra il 1475 e il 1478, quando era prossimo a diventare un pittore autonomo, con l’incarico di completare un dipinto iniziato anni prima e poi lasciato incompiuto.

La storia critica dell’opera

Secondo Vasari, Verrocchio fu talmente indispettito dalla bravura del giovane che “mai più volle toccar colori”. In realtà il maestro continuò a dipingere, ma l’episodio la dice lunga sullo stupore suscitato da un genio in erba.

Scrisse Vasari alla metà del XVI secolo, nelle sue Vite, che «[Per] Andrea del Verrocchio […che stava] faccendo una tavola dove San Giovanni battezzava Cristo, Leonardo lavorò un Angelo, che teneva alcune vesti; e benché fosse giovanetto, lo condusse di tal maniera che molto meglio de le figure d’Andrea stava l’Angelo di Leonardo. Il che fu cagione ch’Andrea mai più non volle toccar colori, sdegnatosi che un fanciullo ne sapesse più di lui».

Ovviamente è davvero assai improbabile che un maestro affermato come Verrocchio si lasciasse così mortificare dal talento, certo prodigioso, del suo giovane allievo. Piuttosto, è da evidenziare come il più anziano pittore abbia consentito al ragazzo di dipingere secondo il proprio stile, senza obbligarlo a uniformarsi a quello della bottega.

Una decisione che testimonia una grande apertura mentale.

Le indagini radiografiche e la ricostruzione dell’opera

Ragghianti, dopo una estesa analisi stilistica, ha ricostruito ipoteticamente la storia del quadro: esso sarebbe stato in origine una tavola dipinta da un minore maestro, probabilmente Domenico di Michelino, comprata dalla bottega del Verrocchio e affidata al Botticini.

Da questo l’opera sarebbe passata in mano al Botticelli e, allontanandosi costui dalla bottega del Verrocchio, a Leonardo. Alcuni studiosi avvicinano al dipinto due miniature della bottega di Attavante, una del 1483-1485 nel messale di Thomas James al museo di Havre, l’altra del 1487 in un messale di Matteo Corvino nella Biblioteca di Bruxelles.

La Proto Pisani considera il “Battesimo” di Lorenzo di Credi, eseguito tra il 1495 e il 1500 per San Domenico a Fiesole, come una derivazione da questo.

Disegni preparatori e conservazione

Al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi si trova un disegno preparatorio di Leonardo, del 1473 con paesaggio, firmato e datato, numero 89, ed un altro con una testa d’angelo, attribuito al Verrocchio.

Il dipinto è conservato alle Gallerie degli Uffizi di Firenze, nella Sala di Leonardo. Agli Uffizi dal 1914.

La tavola appartiene allo Stato e l’ente competente per la tutela è costituito dalle Gallerie degli Uffizi.

Il Battesimo di Cristo nella storia dell’arte

Il soggetto del Battesimo di Cristo attraversa la storia dell’arte dal tardoantico all’età moderna. Tra le prime testimonianze figurano il mosaico della cupola del Battistero degli Ortodossi, o Neoniano, di Ravenna, databile alla fine del IV-inizio V secolo, e il mosaico della cupola del Battistero degli Ariani, risalente al VI secolo.

  • Ende, Battesimo di Cristo, circa 975.
  • Battesimo di Cristo da parte di San Giovanni Battista, 1180-1185, miniatura su vellum, Salterio di Eleonora d’Aquitania, Royal Library of the Netherlands, L’Aia.
  • Giotto, Battesimo di Cristo, 1303-1305, affresco, cm 200×185, Cappella degli Scrovegni, Padova.
  • Giovanni Baronzio, Battesimo di Cristo, 1335, tempera su tavola, cm 49×46, National Gallery of Art, Washington DC.
  • Battesimo di Cristo, 1350, mosaico, Basilica di San Marco, Venezia.
  • Beato Angelico, Battesimo di Cristo, 1446-1447, affresco, cella 24 del Museo di San Marco, Firenze.
  • Piero della Francesca, Battesimo di Cristo, 1448-1450, tempera su tavola, cm 167×116, National Gallery, Londra.
  • Martin Schongauer, Battesimo di Cristo, 1470-1474, incisione, cm 16×16, Metropolitan Museum, New York.
  • Perugino e aiuti, Battesimo di Cristo, 1482, affresco, cm 335×540, Cappella Sistina, Città del Vaticano.
  • Jean Colombe, Battesimo di Cristo, 1485-1486, tempera su vellum, cm 29×21, da Très Riches Heures du duc de Berry, Condé Museum.
  • Domenico Ghirlandaio, Battesimo di Cristo, 1486-1490, affresco, Cappella Tornabuoni, Basilica di Santa Maria Novella, Firenze.
  • Francesco Francia, Battesimo di Cristo, 1490, olio su tavola.
  • Cima da Conegliano, Battesimo di Cristo, 1493-1494, olio su tavola, cm 350×210, Chiesa di San Giovanni in Bragora, Venezia.
  • Giovanni Bellini, Battesimo di Cristo, 1501-1503, olio su tavola, cm 410×265, Chiesa di Santa Corona, Vicenza.
  • Andrea Mantegna e aiuti, Battesimo di Cristo, 1506, tempera e oro su tela, cm 230×176, Basilica di Sant’Andrea, Mantova.
  • Lucas van der Leyden, Battesimo di Cristo nel fiume Giordano, 1510, incisione, cm 14×18, Metropolitan Museum, New York.
  • Joachim Patinir, Battesimo di Cristo, 1510-1520, olio su tavola, cm 59×76, Kunsthistorisches Museum, Vienna.
  • Tiziano, Battesimo di Cristo, circa 1512, olio su tavola, cm 115×89, Musei Capitolini, Roma.
  • Benvenuto Tisi, Battesimo di Cristo, 1520-1525, tempera su tavola, cm 60×40, Birmingham Museum of Art.
  • Callisto Piazza, Battesimo di Cristo, 1540-1545, olio su tela, cm 295×255, Pinacoteca di Brera.
  • Giovanni Battista Moroni, Devoto in contemplazione del battesimo di Cristo, circa 1555, olio su tela, cm 104,5×112,5, Collezione Gerolamo e Roberta Etro.
  • Veronese, Battesimo di Cristo, 1580, olio su tela, cm 196×133, Galleria Palatina, Firenze.
  • Tintoretto, bottega, Battesimo di Cristo, 1580.
  • Jacopo Bassano, Battesimo di Cristo, 1590, olio su tela, cm 191×160, Metropolitan Museum, New York.
  • Orazio Gentileschi, Battesimo di Cristo, 1607.
  • El Greco, Battesimo di Cristo, circa 1614, olio su tela, cm 330×210, Museo Fundación Duque de Lerma, Toledo.
  • Peter Paul Rubens, Battesimo di Cristo, olio su tela, cm 411×675, Royal Museum of Fine Arts, Anversa.
  • Guido Reni, Battesimo di Cristo, 1622-1623, olio su tela, cm 263×186, Kunsthistorisches Museum, Vienna.
  • Cornelis van Haarlem, Battesimo di Cristo, 1623, olio su tela, cm 86×134, Staatliche Kunsthalle, Karlsruhe.
  • Nicolas Poussin, Battesimo di Cristo, 1641-1642, olio su tela, cm 95×121, National Gallery of Art, Washington DC.
  • Abraham Bloemaert, Battesimo di Cristo, 1646, olio su tela, cm 120×86, collezione privata.
  • Salvator Rosa, San Giovanni Battista che battezza Cristo nel Giordano, circa 1655, olio su tela, cm 173×258, Kelvingrove Art Gallery and Museum, Glasgow.
  • Bartolomé Esteban Murillo, Battesimo di Cristo, 1655, olio su tela, cm 233×160, Gemäldegalerie, Berlino.
  • Elisabetta Sirani, Battesimo di Cristo, 1658.
  • Juan de Pareja, Battesimo di Cristo, 1667, olio su tela, cm 366×241, Museo de Huesca.
  • Antoine Coypel, Battesimo di Cristo, 1690, olio su tela, cm 136×97, Los Angeles County Museum of Art.
  • Aert Gelder, Battesimo di Cristo, circa 1710, olio su tela, cm 48×37, The Fitzwilliam Museum, Cambridge.
  • Sebastiano Ricci, Battesimo di Cristo, 1713-1714, olio su tela, cm 66×101, Metropolitan Museum, New York.
  • Francisco Goya, Battesimo di Cristo, 1775-1780, olio su tela, cm 45×39, Condes de Orgaz, Madrid.
  • William Blake, Battesimo di Cristo, 1803.
  • Jean-Baptiste Camille Corot, Battesimo di Cristo, 1847, olio su tela, cm 390×210, Église Saint-Nicolas-du-Chardonnet.
  • Carl Bloch, Battesimo di Cristo, 1865-1879.

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