Il calendario liturgico è lo strumento che disciplina le ricorrenze e le celebrazioni di tutti i giorni dell’anno liturgico nel rito romano della Chiesa cattolica. L’anno liturgico inizia con la prima domenica di Avvento, tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, e termina con l’ultima settimana del Tempo ordinario.
La successione delle celebrazioni comprende i tempi liturgici, le domeniche, le solennità, le feste, le memorie dei santi e le ricorrenze proprie delle singole Chiese locali. Per comprendere il nuovo calendario liturgico di Braga C è quindi necessario distinguere l’Anno liturgico dal Calendario liturgico e considerare il rapporto tra calendario generale, calendario particolare e calendario esecutivo.
Anno liturgico e calendario liturgico
L’anno liturgico è l’articolazione del calendario annuale della liturgia della Chiesa Cattolica. La Chiesa suddivide questa serie di anni attraverso la denominazione di Anno A, Anno B, Anno C, a cui corrisponde un ciclo delle letture festive (Ciclo A, Ciclo B, Ciclo C).
Ciascun anno liturgico ha una sua peculiare fisionomia. I Vangeli sono l’oggetto principale della meditazione festiva, senza tuttavia sminuire l’importanza dei testi dell’Antico Testamento e della Seconda Lettura (di solito staccata dal contesto) che li accompagnano.
Durante l’anno A ad offrirci spunti di meditazione su Gesù Cristo è l’evangelista San Matteo; durante l’anno B è San Marco; mentre l’anno C conosce il mistero incarnazionistico salvifico attraverso il Vangelo di San Luca. San Giovanni, che a più riprese compare pressocchè nella Liturgia della Parola di tutti e tre gli anni, viene proposto in modo particolare durante il tempo di Passione del Signore.
Il Calendario Liturgico è uno strumento liturgico-temporale usato nella liturgia della chiesa cattolica, delle chiese orientali, e di altre comunità cristiane. Dato che il calendario liturgico è legato all’anno liturgico e quest’ultimo è legato al rito liturgico, e considerato che esistono diversi riti liturgici, ne consegue che per ogni rito liturgico vi è un calendario liturgico.
Scopo e struttura del Calendario liturgico
Scopo del calendario liturgico è quello di contenere le norme liturgiche che disciplinano praticamente le ricorrenze e le celebrazioni liturgiche di tutti i giorni dell’anno liturgico di ogni singolo rito liturgico all’interno di ogni confessione cristiana. Il Calendario liturgico, essendo legato all’Anno Liturgico come sopra scritto, nel perseguire il proprio scopo non contrasta la struttura e le norme dell’Anno Liturgico, anzi ne attua praticamente le disposizioni.
In tutti i riti cristiani la nozione di Anno Liturgico è distinta anche se non separata da quella di Calendario Liturgico: non va però nascosta la mancata percezione di tale distinzione nell’opinione comune, cosa comunque comprensibile considerata la sottigliezza dottrinale.
L’errore più diffuso si verifica quando si considerano i periodi liturgici utili per le celebrazioni e le ricorrenze, quali ad es. i tempi liturgici nel rito romano, come componenti il Calendario Liturgico. È l’Anno Liturgico che si suddivide o, secondo il punto di vista, è composto dai periodi liturgici utili per le celebrazioni e le ricorrenze.
Le tre forme di calendarizzazione
Bisogna precisare, però, che con l’espressione Calendario liturgico si indicano, in realtà e al massimo, tre calendarizzazioni ufficiali distinte, comunque connesse e di seguito indicate:
- un calendario universale che contiene le norme liturgiche discplinanti l’intero anno liturgico e valide per tutto il rito liturgico;
- un calendario particolare che contiene le norme liturgiche disciplinanti l’intero anno liturgico e valide relativamente a una determinata giurisdizione ecclesiastica, più o meno geografica, nell’ambito del calendario universale;
- un calendario esecutivo che contiene le norme liturgiche disciplinanti un determinato anno liturgico, nell’ambito del calendario particolare.
Non in tutti i singoli riti liturgici si possiede la suddetta triplice calendarizzazione: essa dipende certamente da principi di teologia liturgica, ma anche dalla diffusione effettiva del rito liturgico.
Il calendario nel Rito Romano
Nell’ambito della Chiesa cattolica, e specificatamente della Chiesa latina, il Rito romano, considerata la sua diffusione planetaria, possiede la triplice calendarizzazione. Infatti:
- il calendario universale è unico ed è denominato Calendario romano generale;
- il calendario particolare non è unico, ma vi sono più calendari particolari, variamente denominati, che riguardano l’insieme o le singole chiese locali o famiglie religiose, ad es. le chiese locali di una nazione, di una regione o di una provincia ecclesiastica o la singola chiesa locale;
- il calendario esecutivo non è unico, ma vi sono più calendari esecutivi, spesso singolarmente denominati “Calendario Liturgico”, ad es. il Calendario Liturgico di una chiesa locale o di una conferenza episcopale regionale valido per un determinato anno liturgico.
Il Calendario romano generale e i calendari particolari sono stesi come documenti ufficiali, tipograficamente redatti in specifiche pubblicazioni o redatti come inserti di altri libri, ad es. il Messale. I calendari esecutivi sono stesi come una sorta di prontuario, tipograficamente redatti in specifiche pubblicazioni.
Le disposizioni dei vari Calendari, qualunque sia la redazione tipografica degli stessi, sono cogenti sotto il profilo del diritto liturgico. A motivo della stesura e della redazione delle tre tipologie di calendari, normalmente il calendario romano generale e i calendari particolari al proprio interno distinguono graficamente, fatte salve diverse eccezioni, fra Temporale e Santorale, mentre tale distinzione grafica, normalmente, è inesistente nei calendari esecutivi: in ogni caso tutte e tre le tipologie di calendari disciplinano sia il Temporale che il Santorale.
Calendario generale e calendari particolari
Il Calendario particolare normalmente contiene ricorrenze o celebrazioni proprie di quella determinata chiesa locale o insieme di chiese che fanno uso del detto calendario particolare. Tali ricorrenze o celebrazioni riguardano per lo più i santi patroni o comunque venerati da quella chiesa locale o insieme di chiese, nonché l’anniversario della dedicazione delle singole chiese, intese in questo caso nel senso materiale.
Il calendario particolare contiene pure ricorrenze presenti nel Calendario romano generale e, in tale caso, la differenza tra i due calendari consiste nel diverso grado liturgico con cui quella ricorrenza viene celebrata dal calendario particolare rispetto al calendario romano generale.
Da quando esistono le conferenze episcopali nazionali, per motivi di semplificazione è invalso l’uso, anche se non sempre accettato, di pubblicare il proprio calendario particolare, ossia il calendario avente carattere nazionale, denominandolo come calendario romano generale: anche se sono lapalissiane le ricadute pratiche di tale scelta, non si può negare che, ai fini della conoscenza della scienza liturgica, ciò costituisca un falso.
Basterebbe che alcune conferenze episcopali si limitassero a mutuare l’uso di molte famiglie religiose le quali nel pubblicare il proprio calendario particolare, ossia il calendario che vale per tutta la famiglia religiosa presente in una nazione, lo denominano “calendario romano”, ma sostituendo l’aggettivo “generale” con l’aggettivo proprio della famiglia religiosa.
Si chiarisce che quanto steso in ordine al calendario liturgico nel rito romano concerne sia la forma ordinaria sia, limitatamente al calendario romano generale, la forma extra-ordinaria di tale rito: allo stato, infatti, non si può ancora parlare di esistenza stabile di calendari particolari, né tantomeno di calendari esecutivi, nell’ambito della forma extra-ordinaria del rito romano.

I colori liturgici
I colori evidenziano il tempo liturgico e la rispettiva caratteristica particolare che la celebrazione presenta nei vari tempi liturgici. “La differenza dei colori nelle vesti sacre ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati e il senso della vita cristiana in cammino lungo il corso dell’anno liturgico” (Messale Romano, Ordinamento generale, 345).
Secondo il tipo e la finalità della celebrazione, i giorni e i tempi liturgici dell’anno ecclesiastico, sono prescritti per i paramenti i seguenti colori: il bianco, il rosso, il verde, il violetto e il rosaceo. In ogni periodo dell’anno liturgico, è possibile sostituire i suddetti vari colori con il colore oro, per particolari motivi di solennità.
| Colore | Quando si usa | Significato |
|---|---|---|
| Bianco | Tempo pasquale e tempo natalizio; feste della Madonna e dei Santi non martiri | Gioia pasquale, luce e vita |
| Verde | Tempo ordinario | Giovinezza della Chiesa e ripresa di una vita nuova |
| Rosso | Domenica delle Palme, Venerdì Santo, Pentecoste e feste dei Santi Martiri | Dono dello Spirito Santo, testimonianza della fede e sangue del martirio |
| Viola | Avvento, Quaresima e liturgia dei defunti | Speranza, attesa di incontrare Gesù, penitenza, sofferenza e lutto |
| Rosa | Terza domenica di Avvento e quarta domenica di Quaresima nel rito romano | Attesa che prepara la solennità vicina |
Ricorrenze liturgiche di settembre
Natività della Beata Vergine Maria - 8 settembre
Si tratta di una delle più antiche feste mariane. Si pensa che la sua origine sia collegata nella festa della dedicazione di una chiesa intitolata a Maria, a Gerusalemme, nel IV secolo: si tratta della basilica di sant’Anna, dove la tradizione dice che si trattava della casa dei genitori di Maria, Gioacchino e Anna, dove qui nacque la Vergine.
A Roma la vi si celebra nell’VIII secolo, con papa Sergio I (+ 8 settembre 701): è la terza festa di “natività” presente nel Calendario romano: la Natività di Gesù, il Figlio di Dio (Natale); quella di san Giovanni Battista (24 giugno) e quella della Beata Vergine Maria (8 settembre).
Nei vangeli non vi si trovano dati per confermare questa festa e neppure i nomi dei genitori, che la tradizione ci fa incontrare nel Protovangelo di Giacomo, scritto aprocrifo del II secolo. L’avvenimento fondamentale nella vita di Maria rimane quello dell’Annunciazione.
La Chiesa guarda a lei come la Madre di Dio, ma ancor più come la discepola che meglio di tutte può offrire l’esempio e il modello di vita cristiana. Nella sua fede, nell’obbedienza al Figlio, nel suo farsi prossima verso la cugina Elisabetta e alle nozze di Cana: Maria è donna da imitare anche per la fiducia nei momenti più bui della storia del suo Figlio Gesù.
Questo, e molto altro, spiega perché il popolo di Dio sa di trovare in lei rifugio e conforto, aiuto e protezione. A Milano questa festa viene fatta risalire al X secolo, e il Duomo dedicato a “Maria nascente” viene consacrato il 20 ottobre 1572 da san Carlo Borromeo.
Ed è sempre a Milano, in via santa Sofia, che sorge il santuario dove è custodito il simulacro di Maria Bambina, affidato alle Suore di Carità delle sante Bartolomea e Vincenza. Negli anni fra il 1720 e il 1730 una monaca francescana di Todi (Suor Chiara Isabella Fornari) realizzò per devozione personale alcuni graziosi simulacri in cera di Maria neonata avvolta in fasce.
Una di queste effigi nel 1739 fu donata alle suore Cappuccine di Santa Maria degli Angeli in Milano. Le suore ne propagarono la devozione, che nel contesto ambrosiano trovò subito un terreno particolarmente pronto e fecondo.
Gli anni che vanno dal 1782 al 1842 segnano la soppressione, decretata prima dall’imperatore Giuseppe II e poi da Napoleone, delle varie congregazioni religiose. Il simulacro è portato da alcune suore Cappuccine presso il convento delle Agostiniane, poi dalle Canonichesse lateranensi; sarà quindi affidato al parroco don Luigi Bosisio, perché lo trasmetta a un istituto religioso che possa mantenerne viva la devozione.
Infine la statuetta approdò nella casa generalizia delle Suore di Carità di Lovere, congregazione religiosa fondata nel 1832 da Bartolomea Capitanio, dove divenne popolarissima, tanto che da allora fino ad oggi le suore di questa congregazione sono popolarmente chiamate “di Maria Bambina”.
Nel 1884, si legge: “. erano le ore sette del 9 settembre 1884. La madre si reca nell’infermeria per la visita alle ammalate e, preso il santo simulacro, va di letto in letto porgendolo alle suore ammalate perché lo bacino. Giunge alla postulante Giulia Macario, da più giorni aggravatissima. Questa si sforza di avvicinarsi alla Celeste Bambina, con parole affettuose chiede la guarigione. Subito si sente per tutto il corpo un fremito misterioso. ‘Sono guarita!’, esclama. Si alza e cammina”.
Da allora, il 9 settembre di ogni anno, si festeggia il “giorno del miracolo”. La devozione popolare si estende a seguito delle numerose grazie ottenute.
Esaltazione della Croce - 14 settembre
Il 13 settembre 335 venne dedicata a Gerusalemme la chiesa della risurrezione e del Martyrium. Il giorno seguente con solenne cerimonia si fece l’ostensione della croce, che l’imperatrice Elena aveva ritrovato il 14 settembre 320.
Nel 614, il re dei Persiani Cosroe II, mosse guerra ai Romani e dopo aver sconfitto Gerusalemme, portò via con sé, tra i tesori, anche la Croce di Gesù. Eraclio, imperatore bizantino, propose a Cosroe la pace, che venne però respinta: di fronte al diniego, mosse guerra e vinse presso Ninive, chiedendo la restituzione della Croce, che tornò a Gerusalemme.
In questo giorno non si esalta la crudeltà della Croce, ma dell’Amore che Dio ha manifestato agli uomini accettando di morire in Croce: “Pur essendo Dio, Cristo umiliò se stesso facendosi servo. Questa è la gloria della Croce di Gesù!” (Papa Francesco).
Beata Maria Vergine Addolorata - 15 settembre
La devozione alla Mater Dolorosa, molto diffusa soprattutto nei Paesi del Mediterraneo, si sviluppa a partire dalla fine dell’XI secolo. Solo Papa Pio VII nel 1814 la introdusse nel calendario liturgico romano fissandola al 15 settembre, il giorno successivo alla festa dell’Esaltazione della santa Croce.
Testimonianza di questa devozione è lo Stabat Mater, attribuito a Jacopone da Todi (1230-1306), in quale compose le “Laudi”. Nel XV secolo troviamo le prime celebrazioni liturgiche su Maria addolorata “ritta” ai piedi della Croce.
Da non dimenticare che nel 1233 sorse l’Ordine dei frati “Servi di Maria” che molto contribuì nella diffusione del culto dell’Addolorata, tanto che nel 1668 fu loro permesso di celebrare la Messa votiva dei sette Dolori di Maria.
Nel 1692, papa Innocenzo XII autorizzò la celebrazione la terza domenica di settembre, ma fu solo una tappa poiché il 18 agosto 1714, la celebrazione venne trasferita il venerdì precedente la domenica delle Palme.
Il 18 settembre 1814, Pio VII estese la festa liturgica a tutta la Chiesa, riportandola alla III domenica di settembre. Pio X (+1914) la fissò al 15 di settembre, il giorno dopo della festa dell’Esaltazione della santa Croce, non più con il titolo di “Sette dolori” ma “Beata Vergine Maria addolorata”.
Calendario romano generale e Calendario ambrosiano comune
Le tabelle sottostanti propongono, mensilmente, il confronto fra il Calendario Generale Romano utilizzato dalla Chiesa latina della Chiesa cattolica e il Calendario Ambrosiano Comune utilizzato da tutte le diocesi che aderiscono al Rito Ambrosiano della stessa Chiesa, per disciplinare le ricorrenze e le celebrazioni dell’anno liturgico in base ai due riti, ovunque essi siano diffusi.
Entrambi i calendari, a seconda delle devozioni locali, sono adattati in modo particolare in ogni diocesi, parrocchia, chiesa e famiglia religiosa.
Gradi delle celebrazioni
| Sigla | Significato |
|---|---|
| s.d.S. | Solennità del Signore |
| s. | Solennità |
| f.d.S. | Festa del Signore |
| f. | Festa |
| m. | Memoria |
| m.f. | Memoria facoltativa |
Gennaio
| Giorno | Calendario Romano Generale | Grado | Calendario Ambrosiano Comune | Grado |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Maria Santissima Madre di Dio | s. | Ottava del Natale nella Circoncisione del Signore | s. |
| 2 | Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, vescovi e dottori della Chiesa | m. | Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, vescovi e dottori della Chiesa | m. |
| 3 | Santissimo Nome di Gesù | m.f. | ||
| 6 | Epifania del Signore | s. | Epifania del Signore | s. |
| 13 | Sant’Ilario di Poitiers, vescovo e dottore della Chiesa | m.f. | Sant’Ilario di Poitiers, vescovo e Dottore della Chiesa | m.f. |
| 17 | Sant’Antonio, abate | m. | Sant’Antonio, abate | m. |
| 18 | Cattedra di San Pietro Apostolo | f. | ||
| 19 | San Bassiano vescovo San Fabiano, papa e martire | m.f. m.f. | ||
| 20 | San Fabiano, papa e martire | m.f. | San Sebastiano, martire | m. |
| 21 | Sant’Agnese, vergine e martire | m. | Sant’Agnese, vergine e martire | m. |
| 22 | San Vincenzo, diacono e martire | m.f. | San Vincenzo, diacono e martire | m.f. |
| 24 | San Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa | m. | San Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa | m. |
| 25 | Conversione di San Paolo, apostolo | f. | Conversione di San Paolo, apostolo | f. |
| 26 | Santi Timoteo e Tito, vescovi | m. | Santi Timoteo e Tito, vescovi | m. |
| 27 | Sant’Angela Merici, vergine | m.f. | Sant’Angela Merici, vergine; Beato Manfredo Settala, sacerdote | m.f. m.f. |
| 28 | San Tommaso d’Aquino, presbitero e dottore della Chiesa | m. | San Tommaso d’Aquino, presbitero e dottore della Chiesa | m. |
| 31 | San Giovanni Bosco, presbitero | m. | San Giovanni Bosco, presbitero | m. |
La Domenica dopo l’Epifania: Battesimo del Signore. Domenica dopo l’Epifania: Battesimo del Signore; Ultima Domenica di Gennaio: Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe.
Febbraio
| Giorno | Calendario Romano Generale | Grado | Calendario Ambrosiano Comune | Grado |
|---|---|---|---|---|
| 2 | Presentazione del Signore | f. | Presentazione del Signore | f.d.S. |
| 3 | San Biagio vescovo e martire; Sant’Oscar o Ansgario, vescovo | m.f. | San Biagio vescovo e martire; Sant’Oscar vescovo | m.f. |
| 5 | Sant’Agata, vergine e martire | m. | Sant’Agata, vergine e martire | m. |
| 6 | San Paolo Miki e compagni martiri | m. | Santi Paolo Miki e compagni, martiri | m. |
| 8 | San Girolamo Emiliani, religioso fondatore; Santa Giuseppina Bakhita, vergine | m.f. | San Girolamo Emiliani, religioso fondatore | m. |
| 9 | Santa Giuseppina Bakhita vergine | m.f. | ||
| 10 | Santa Scolastica, vergine | m. | Santa Scolastica, vergine | m. |
| 11 | Nostra Signora di Lourdes | m.f. | Beata Maria Vergine di Lourdes | m.f. |
| 14 | Santi Cirillo e Metodio, monaco e vescovo, patroni d’Europa | m. | Santi Cirillo e Metodio, monaco e vescovo, patroni d’Europa | f. |
| 17 | Santi sette fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria | m.f. | Santi Sette Fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria | m.f. |
| 18 | San Patrizio vescovo | m.f. | ||
| 19 | San Turibio de Mogrovejo, vescovo | m.f. | ||
| 21 | San Pier Damiani, vescovo e dottore della Chiesa | m.f. | San Pier Damiani, vescovo e Dottore della Chiesa | m.f. |
| 22 | Cattedra di San Pietro Apostolo | f. | ||
| 23 | San Policarpo, vescovo e martire | m. | San Policarpo vescovo e martire | m. |
Marzo
| Giorno | Calendario Romano Generale | Grado | Calendario Ambrosiano Comune | Grado |
|---|---|---|---|---|
| 4 | San Casimiro, patrono della Lituania | m.f. | ||
| 7 | Sante Perpetua e Felicita, martiri | m. | Sante Perpetua e Felicita, martiri | m. |
| 8 | San Giovanni di Dio, religioso | m.f. | ||
| 9 | Santa Francesca Romana, religiosa | m.f. | ||
| 17 | San Patrizio, vescovo | m.f. | ||
| 18 | San Cirillo di Gerusalemme, vescovo e dottore della Chiesa | m.f. | ||
| 19 | San Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria | s. | San Giuseppe sposo della Beata Vergine Maria | s. |
| 23 | San Turibio de Mogrovejo, vescovo | m.f. | ||
| 25 | Annunciazione del Signore | s. | Annunciazione del Signore | s. |
Aprile
| Giorno | Calendario Romano Generale | Grado | Calendario Ambrosiano Comune | Grado |
|---|---|---|---|---|
| 2 | San Francesco di Paola, eremita | m.f. | San Francesco di Paola, eremita | m.f. |
| 4 | Sant’Isidoro, vescovo e Dottore della Chiesa | m.f. | Sant’Isidoro, vescovo e Dottore della Chiesa | m.f. |
| 5 | San Vincenzo Ferrer, presbitero | m.f. | San Vincenzo Ferrer, presbitero | m.f. |
| 7 | San Giovanni Battista de La Salle, presbitero | m. | San Giovanni Battista della Salle, presbitero | m. |
| 11 | San Stanislao, vescovo e martire | m. | San Stanislao, vescovo e martire | m. |
| 13 | San Martino I, papa e martire | m.f. | San Martino I, papa e martire | m.f. |
| 23 | San Giorgio, martire | m.f. | San Giorgio, martire; Sant’Adalberto vescovo e martire | m.f. m.f. |
| 24 | San Fedele di Sigmaringa, presbitero e martire | m.f. | San Fedele da Sigmaringen, presbitero e martire; San Benedetto Menni, sacerdote | m.f. m,f. |
| 25 | San Marco Evangelista | f. | San Marco, evangelista | f. |
| 29 | Santa Caterina da Siena, vergine e Dottore della Chiesa, patrona d’Italia | f. | Santa Caterina da Siena, vergine e dottore della Chiesa, patrona d’Italia | f. |
| 30 | San Pio V, papa | m.f. | San Pio V papa; San Giuseppe Benedetto Cottolengo, presbitero | m.f. m.f. |
Calendario liturgico cattolico italiano
Questa pagina permette di calcolare il calendario liturgico cattolico italiano di rito romano, per l’anno oppure per il periodo indicato. Il calendario potrebbe contenere errori o imprecisioni. Verificate sempre le date sul calendario liturgico della vostra parrocchia.
Gli eventi del calendario liturgico si dividono in due tipi: quelli fissi, che si ripetono ogni anno nella stessa data, e quelli mobili, che dipendono dalla data della Pasqua o di altre Feste.
Le Feste di precetto sono eventi dell’anno liturgico in cui, per i fedeli cattolici, è obbligatorio partecipare alla celebrazione dell’Eucaristia. Gli eventi mobili che cadono di domenica possono non essere di precetto, ma la partecipazione all’Eucariastia domenicale lo è sempre.
I colori liturgici indicano i diversi tipi di celebrazione e sono evidenziati dai paramenti liturgici indossati dai sacerdoti e da altri elementi in chiesa.
Il calendario dei prossimi mesi
Il calendario esecutivo consente di organizzare in ordine cronologico le celebrazioni di un determinato anno liturgico, indicando la data, l’evento, il tipo di celebrazione, l’eventuale carattere di precetto e il colore liturgico.
| Data | Evento | Tipo | Colore | Anno |
|---|---|---|---|---|
| sab, 12 settembre 2026 | Santissimo nome di Maria | Festa | verde | Anno A |
| dom, 13 settembre 2026 | 24° D.T.O. | Domenica | verde | Anno A |
| lun, 14 settembre 2026 | Esaltazione della Santa Croce | Festa | rosso | Anno A |
| dom, 20 settembre 2026 | 25° D.T.O. | Domenica | verde | Anno A |
| dom, 27 settembre 2026 | 26° D.T.O. | Domenica | verde | Anno A |
| dom, 4 ottobre 2026 | 27° D.T.O. | Domenica | verde | Anno A |
| mer, 7 ottobre 2026 | Madonna del Rosario | Memoria | bianco | Anno A |
| dom, 11 ottobre 2026 | 28° D.T.O. | Domenica | verde | Anno A |
| dom, 18 ottobre 2026 | 29° D.T.O. | Domenica | verde | Anno A |
| dom, 25 ottobre 2026 | 30° D.T.O. | Domenica | verde | Anno A |
| dom, 1 novembre 2026 | Solennità di tutti i Santi | Solennità | bianco | Anno A |
| lun, 2 novembre 2026 | Commemorazione dei defunti | Comm. | viola | Anno A |
| dom, 8 novembre 2026 | 32° D.T.O. | Domenica | verde | Anno A |
| lun, 9 novembre 2026 | Dedicazione Basilica Lateranense | Festa | bianco | Anno A |
| dom, 15 novembre 2026 | 33° D.T.O. | Domenica | verde | Anno A |
| sab, 21 novembre 2026 | Presentazione della Beata Vergine Maria | Memoria | bianco | Anno A |
| dom, 22 novembre 2026 | 34° D.T.O. - Solennità di Cristo Re | Solennità | bianco | Anno A |
| dom, 29 novembre 2026 | 1° Domenica di Avvento | Domenica | viola | Anno B |
| dom, 6 dicembre 2026 | 2° Domenica di Avvento | Domenica | viola | Anno B |
| mar, 8 dicembre 2026 | Immacolata Concezione | Solennità | bianco | Anno B |
| dom, 13 dicembre 2026 | 3° Domenica di Avvento - Gaudete | Domenica | viola | Anno B |
| dom, 20 dicembre 2026 | 4° Domenica di Avvento | Domenica | viola | Anno B |
| ven, 25 dicembre 2026 | Natale del Signore | Solennità | bianco | Anno B |
| sab, 26 dicembre 2026 | Santo Stefano | Festa | rosso | Anno B |
| dom, 27 dicembre 2026 | Festa della Sacra Famiglia | Festa | bianco | Anno B |
| mer, 6 gennaio 2027 | Epifania del Signore | Festa | bianco | Anno B |
| dom, 10 gennaio 2027 | Battesimo del Signore | Festa | bianco | Anno B |
| mer, 10 febbraio 2027 | Mercoledì delle ceneri | Solennità | viola | Anno B |
| dom, 14 febbraio 2027 | 1° Domenica di Quaresima | Domenica | viola | Anno B |
| dom, 7 marzo 2027 | Domenica Laetare | Domenica | viola | Anno B |
| ven, 19 marzo 2027 | Solennità di San Giuseppe | Solennità | bianco | Anno B |
| dom, 21 marzo 2027 | Domenica delle Palme | Domenica | rosso | Anno B |
| ven, 26 marzo 2027 | Venerdì Santo (Passione del Signore) | Solennità | rosso | Anno B |
| dom, 28 marzo 2027 | Pasqua - Risurrezione del Signore | Solennità | bianco | Anno B |
Modalità di consultazione dei dati
Il calcolatore può mostrare i dati in tre modi:
- Output HTML - I dati sono proposti in una tabella HTML da visualizzare nel browser (opzione predefinita).
- Output JSON - Viene generato un documento in un formato interpretabile da un programma e utilizzabile per mostrare i dati in un altro sito o con aspetti differenti.
- Output CSV - Viene generato un documento da scaricare nel proprio dispositivo ed importare in un’applicazione come Google Calendar per avere sempre a portata di mano gli eventi liturgici dell’anno.
Utilissimo soprattutto a chi usa Google Home o Alexa per porre domande come “dimmi gli eventi della prossima domenica”! Per importare i dati in Google Calendar, una volta generato e scaricato il documento CSV sul proprio dispositivo, seguire le indicazioni di questa guida.
È stato segnalato che la procedura non funziona correttamente con Edge di Microsoft. Provate con Chrome (verificato) o altri browser. Nota: il documento contiene solo data, nome evento e se si tratta di una festa di precetto.