Bloodborne: il Mostro della Cattedrale di Oedon è buono?

Il Mostro della Cattedrale di Oedon, noto anche come Chierico Belva, non è una creatura buona nel senso tradizionale, ma è soprattutto una vittima della piaga della bestialità e della trasformazione causata dal Sangue Curativo. La sua natura è quella di un essere umano ormai mutato, non di un’entità malvagia dotata di intenzioni consapevoli.

La sua presenza nella Cattedrale di Oedon rappresenta uno dei primi segnali del destino che attende gli abitanti di Yharnam: il Sangue Curativo è un fluido miracoloso di origine divina in grado di guarire da ogni male e di conferire a chi ne fa uso forza e vigore straordinari, ma allo stesso tempo porta con sé un terribile effetto collaterale: chi riceve le infusioni si trasforma in una bestia feroce.

Chi è il Mostro della Cattedrale di Oedon?

Il Mostro della Cattedrale di Oedon è il Chierico Belva, il primo boss che molti giocatori affrontano sul Grande Ponte di Yharnam. È un’enorme bestia a metà tra un uomo e un animale non meglio identificato, ricoperta di pelo, piume e corna.

Il suo aspetto è quello di una creatura completamente sopraffatta dalla bestialità, ma Bloodborne non fornisce elementi sufficienti per stabilire che il Chierico Belva sia diventato un mostro per scelta o che conservi una volontà lucida. La sua ferocia sembra piuttosto il risultato terminale del morbo provocato dalle infusioni di sangue.

La lore degli NPC delle prime aree di gioco di Bloodborne gravita spesso attorno agli effetti e al culto del Sangue Curativo. Queste storie, infatti, sono strettamente intrecciate alla Chiesa della Cura e all’antica civiltà pthumeriana.

Il Sangue Curativo e la trasformazione in bestia

Il Sangue Curativo è un fluido miracoloso di origine divina in grado di guarire da ogni male e di conferire a chi ne fa uso forza e vigore straordinari. Allo stesso tempo, però, porta con sé un terribile effetto collaterale: chi riceve le infusioni si trasforma in una bestia feroce.

In quanto medico della Chiesa della Cura, Iosefka è perfettamente conscia delle conseguenze nefaste delle sue infusioni. Per questo motivo, fa di tutto per tenere lontano il giocatore dalla sua clinica.

Gilbert, l’infermo di Yharnam Centrale, è anch’egli giunto in città per ricevere l’infusione di sangue. Con il manifestarsi della Luna Rossa, deus ex machina della lore di Bloodborne, infatti, l’NPC si trasformerà in una bestia.

Quello che era un alleato del giocatore, si rivelerà inconsapevolmente aggressivo nella sua forma animalesca.

Trasformazione uomo bestia Bloodborne

Una creatura malvagia o una vittima?

Il Chierico Belva non parla e non comunica con il giocatore. Il dialogo è quindi assente, così come qualsiasi dichiarazione che permetta di conoscere le sue intenzioni o il suo passato.

La sua aggressività non dimostra necessariamente che sia malvagio. Anche Gilbert, dopo la trasformazione, diventa ostile senza che questo cancelli la sua precedente natura amichevole. Allo stesso modo, Padre Gascoigne manifesta una violenza incontrollabile soltanto dopo essere stato divorato dalla rabbia e dalla bestialità.

Il cacciatore, infatti, da tempo ha iniziato a manifestare i primi sintomi del morbo delle bestie. Il suono del carillon è l’unica cosa in grado di calmarlo nei momenti di minore lucidità, quando il prete diventa rabbioso aggressivo verso chiunque.

Il giocatore scoprirà la sanguinosa verità al termine della bossfight contro Padre Gascoigne, ormai irrimediabilmente compromesso dalla brama di sangue e violenza.

Il legame con la Chiesa della Cura

La presenza del Mostro della Cattedrale di Oedon è legata alla diffusione del Sangue Curativo e alla responsabilità della Chiesa della Cura. A Old Yharnam si diffuse una malattia incurabile che afflisse quasi tutta i suoi abitanti: il Sangue Cinereo.

Per porre fine all’epidemia, la Chiesa offrì agli abitanti una cura consistente in una massiccia somministrazione di Sangue Curativo. La conseguenza fu lo sviluppo del culto del Sangue e della Chiesa della Cura, visti i risultati sorprendenti che il metodo ebbe nel breve periodo.

Ben presto, però, la cura del sangue rivelò il suo lato più oscuro: la piaga delle bestie. Il flagello della bestialità si diffuse molto più velocemente del primo e, in poco tempo, tutti gli abitanti di Old Yharnam si trasformarono in belve feroci e fuori controllo.

Alla Chiesa della Cura non restò che sigillare le porte del villaggio e darlo alle fiamme.

Questa dinamica aiuta a interpretare anche il Chierico Belva: la sua trasformazione non è un evento isolato, ma parte di un processo più ampio in cui la ricerca di guarigione e potere conduce gli esseri umani alla perdita della propria identità.

La prospettiva di Djura

Djura è uno degli ultimi cacciatori Powder Keg rimasti in vita, probabilmente l’NPC più ostico di Bloodborne. Scioccato da quanto visto durante il rogo, egli ha avuto un’illuminazione.

La caccia è ciclica: gli uomini si trasformano in belve a causa delle somministrazioni di Sangue Curativo, il cacciatore che le uccide, per rinvigorirsi, ingerisce il sangue ed è destinato a divenire belva e ad essere cacciato a sua volta.

Contrario ai metodi della Chiesa della Cura, Djura si schiera dalla parte delle bestie e ricorda al giocatore che esse sono, in realtà, esseri umani.

Questa è una delle chiavi più importanti per comprendere il Mostro della Cattedrale di Oedon. Dal punto di vista di Djura, il Chierico Belva non dovrebbe essere considerato soltanto un bersaglio da abbattere, perché dietro la creatura potrebbe esserci un essere umano trasformato contro la propria volontà.

Il ruolo della Cattedrale di Oedon

La Cattedrale di Oedon è uno dei luoghi centrali della lore di Bloodborne. Oedon l’Informe è un Grande Essere legato al Sangue Curativo, alla Luna Rossa e alla ricerca di un figlio attraverso una madre surrogata.

La morte della finta Iosefka svelerà un importante segreto: l’impostora portava in grembo il figlio surrogato del Grande Essere Oedon l’Informe. Tale destino accomuna tutte le donne di origine pthumeriana con l’apparire della Luna Rossa, unica manifestazione visibile dello stesso Oedon.

Ogni Grande Essere, infatti, brama un figlio, ma per procreare ha bisogno di una madre surrogata che, tramite la Comunione del Sangue può essere fecondata.

Il fatto che il boss sia definito “Mostro della Cattedrale di Oedon” non significa quindi che Oedon lo abbia reso buono o cattivo. Il nome identifica soprattutto il luogo e il contesto religioso nel quale la creatura appare.

Il Chierico Belva come simbolo della caccia

La caccia è ciclica: gli uomini si trasformano in belve a causa delle somministrazioni di Sangue Curativo, il cacciatore che le uccide, per rinvigorirsi, ingerisce il sangue ed è destinato a divenire belva e ad essere cacciato a sua volta.

Il Chierico Belva incarna proprio questo ciclo. È un essere umano che ha oltrepassato il limite della trasformazione e che ora viene eliminato dal cacciatore. Il giocatore, però, non è completamente estraneo al destino della creatura: anche lui utilizza il sangue, affronta la Notte della Caccia e rischia di diventare ciò che combatte.

La separazione tra uomo e bestia, in Bloodborne, non è assoluta. La bestialità è una condizione verso la quale qualsiasi essere umano può precipitare, soprattutto quando il Sangue Curativo viene utilizzato senza comprenderne davvero le conseguenze.

Come si affronta il Mostro della Cattedrale di Oedon

Il Chierico Belva si trova sul Grande Ponte. Il livello consigliato per affrontarlo è 18 o superiore.

È capace di potenti attacchi con spazzata che risultano però lenti e facili da evitare. Intorno al 50% di energia cambierà di poco il suo stile di combattimento diventando leggermente più veloce.

Per abbatterlo vi consigliamo di schivare continuamente e attaccarlo nella pause che fa tra un attacco e l’altro. Se lo colpirete continuamente sul braccio sinistro potrete mutilarlo e fare in modo che quest’ultimo si blocchi a rigenerare il suo braccio.

Ve ne potrete accorgere dal bagliore rosso emesso dalla Preda. Colpitelo violentemente durante questa fase in modo da impedirgli di rigenerare il braccio e lasciarlo stordito per qualche istante.

Raggiunto il 20% di energia il Chierico cercherà di prendervi, evitate questa presa mortale perché vi scaglierà al suolo per 4 volte e se non avete tutti i Punti Vitali nel momento in cui vi prende vi ucciderà sicuramente.

Bloodborne chierico bestia primo tentativo

Debolezze e comportamento durante lo scontro

Il Chierico Belva è una creatura enorme, ma i suoi movimenti sono più leggibili rispetto a quelli di molti altri boss. Gli attacchi con spazzata hanno un’ampia portata, ma il loro ritmo permette di schivare e contrattaccare.

La strategia principale consiste nell’evitare di restare davanti alla creatura per troppo tempo. Le sue dimensioni rendono vantaggioso muoversi lateralmente e sfruttare le pause tra una sequenza offensiva e l’altra.

Il braccio sinistro è un punto particolarmente importante, perché colpirlo ripetutamente può provocare la mutilazione e interrompere il tentativo di rigenerazione.

La battaglia mostra anche un elemento ricorrente di Bloodborne: il corpo della bestia non è soltanto un’immagine terrificante, ma una parte del combattimento che può essere danneggiata, spezzata e sfruttata per aprire una finestra di vulnerabilità.

Ricompense dello scontro

RicompensaInformazione
Echi di Sangue4000 Echi di Sangue
LanternaPossibilità di ricominciare dal Grande Ponte
Lanterna a ManoNegozio
Stemma del Capo CacciatoreNegozio
KirkhammerNegozio
Pistola a ripetizioneNegozio

Il confronto con Padre Gascoigne

Il confronto tra il Chierico Belva e Padre Gascoigne rafforza l’idea che la trasformazione non coincida automaticamente con la malvagità. Gascoigne è un sacerdote e un cacciatore della Chiesa della Cura, ma la sua storia dimostra che anche una persona inizialmente riconoscibile e dotata di legami familiari può perdere il controllo.

A farne le spese è la stessa Viola, brutalmente assassinata dal marito durante uno dei suoi attacchi di bestialità. Nei pressi della Tomba di Oedon, il giocatore rinverrà il cadavere della donna.

Padre Gascoigne è un uomo abbandonato dalla fede e divorato dalla rabbia verso i suoi compaesani. Quando l’energia vitale del Boss scenderà sotto il 50%, questo attuerà nuovi attacchi grazie alla versione allungata della sua accetta.

Portati i suoi punti vitali sotto il 30%, Padre Gascoigne lascerà finalmente andare il suo dannato fucile e non ci prenderà mai più a scoppiettate…in compenso però diventerà una Belva enorme capace di mostruosi scatti, balzi e attacchi talmente devastanti da eliminare in un paio di colpi anche un giocatore di livello molto alto.

La differenza è che Gascoigne viene presentato prima della trasformazione, mentre il Chierico Belva viene incontrato quando il processo è già quasi completo. Il primo permette di vedere la perdita dell’umanità in diretta; il secondo mostra il risultato finale.

Il significato della bossfight

Per la maggior parte dei giocatori si tratta di una delle primissime Boss Fight affrontate lungo il duro cammino attraverso Yharnam, ma lo scontro con Padre Gascoigne mette da subito in chiaro non solo quanto Bloodborne vuole fare sul serio per mettervi alle strette, ma anche come le sue battaglie principali sanno appassionare e tenere incollati allo schermo grazie ad un’esecuzione da manuale.

Il Chierico Belva svolge una funzione simile. È uno dei primi grandi ostacoli e stabilisce immediatamente le regole del mondo: i boss non sono semplici nemici, il sangue ha un prezzo e la forma mostruosa può essere il risultato di una tragedia umana.

La sua natura ambigua è quindi fondamentale. Se fosse soltanto un mostro malvagio, lo scontro avrebbe un significato più semplice. Invece la sua presenza porta il giocatore a chiedersi che cosa fosse prima della trasformazione e quale ruolo abbia avuto la Chiesa della Cura nella sua caduta.

Risposta definitiva: il Mostro della Cattedrale di Oedon è buono?

Il Mostro della Cattedrale di Oedon non è “buono” nel momento in cui il giocatore lo affronta, perché attacca senza esitazione ed è ormai una creatura pericolosa. Tuttavia, non ci sono elementi per definirlo malvagio in senso morale.

La lettura più coerente è considerarlo una vittima della piaga della bestialità: un essere umano trasformato dal Sangue Curativo e privato della propria identità. Come le bestie difese da Djura, il Chierico Belva rappresenta una persona che il giocatore è costretto a uccidere, anche se la sua condizione nasce dalla stessa tragedia che affligge l’intera città.

Il boss è dunque ostile, ma non necessariamente cattivo; mostruoso nell’aspetto, ma probabilmente umano nelle origini; responsabile degli attacchi che compie, ma anche vittima del sistema di sangue, fede e caccia che domina Yharnam.

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