Aprire la Bibbia significa varcare la soglia di una biblioteca: una raccolta di libri nati in epoche diverse, scritti da autori differenti, attraversati da tensioni e riletture. La Bibbia è una piccola biblioteca di 73 libri scritti in diverse lingue (ebraico, aramaico e greco), e si è formata lungo un arco di tempo che va dal IX sec. a.C. fino alla fine del I sec. d.C.
Questa raccolta di libri è suddivisa in due parti di ampiezza diversa. La prima, più estesa (46 libri), è detta Antico Testamento; la seconda Nuovo Testamento (27 libri). Leggere la Bibbia come una biblioteca permette di riconoscere la varietà dei suoi testi, dei generi letterari, delle epoche e delle prospettive, senza perdere la loro profonda unità.
Il significato dei termini Bibbia e Tanàk
Bibbia è il modo in cui noi cristiani indichiamo la Scrittura, gli ebrei usano invece il termine Tanàk, che deriva dalle iniziali delle tre parti in cui è suddivisa la Bibbia ebraica: Toràh [= Legge], Neviìm [= profeti], Ketuvìm [= scritti]. Il termine Bibbia deriva dalla lingua greca: dal greco biblìa si è passati al latino bìblia e quindi all’italiano Bibbia.
La Bibbia, per ebrei e cristiani, è innanzitutto «il libro» che contiene la «Parola di Dio», una parola che salva e converte l’uomo. La Bibbia è anche il «libro della fede», il libro che contiene tutto ciò che è necessario per «camminare verso Dio» e giungere alla salvezza.
Una raccolta di libri diversi
La varietà della Bibbia emerge già dalla sua composizione. L’Antico Testamento è a sua volta suddiviso in: Libri storici, profetici e sapienziali; il NT invece è suddiviso in: Libri storici (Vangeli e Atti), didattici (Lettere) e profetici (Apocalisse).
L’Antico Testamento è caratterizzato dal racconto della vicenda storica del popolo di Israele. Il Nuovo Testamento contiene la predicazione di Gesù (Vangeli) e degli apostoli (Atti, Lettere, Apocalisse), che completano la rivelazione che Dio ha fatto di se stesso nell’Antico Testamento.
| Parte della Bibbia | Numero di libri | Principali sezioni |
|---|---|---|
| Antico Testamento | 46 libri | Libri storici, profetici e sapienziali |
| Nuovo Testamento | 27 libri | Libri storici (Vangeli e Atti), didattici (Lettere) e profetici (Apocalisse) |
La biblioteca biblica comprende dunque racconti storici, testi legislativi, profezie, preghiere, poesie, riflessioni sapienziali, narrazioni evangeliche, lettere e testi apocalittici. Aprire un libro biblico significa quindi entrare in un genere letterario preciso e in un contesto storico determinato.
Antico e Nuovo Testamento: il significato dell’alleanza
Il termine «testamento», usato per indicare le due parti della Bibbia, non è molto felice e non va inteso nel senso di ultime volontà di una persona. Dietro questo termine infatti c’è la parola ebraica berith, che significa «patto», «alleanza», una parola che percorre tutto l’Antico Testamento e che esprime il legame particolare che unisce Jhwh al suo popolo.
Dio e l’uomo s’impegnano reciprocamente, diventano amici, fanno alleanza. Sarebbe quindi meglio parlare di antica e nuova «alleanza» piuttosto che di antico e nuovo «testamento».
La antica alleanza riguarda il patto che Jhwh stabilì con il popolo di Israele; la nuova alleanza invece è lo stesso rapporto esteso, in Gesù, a tutti i popoli. Si potrebbe quindi anche dire che l’unica alleanza è stata resa nuova in Gesù.
C’è una profonda unità tra le due alleanze, in quanto la prima è annuncio, promessa e preparazione della seconda. Quindi tra Antico e Nuovo Testamento non c’è «frattura», ma «continuità».
La continuità tra le due parti della Bibbia
Queste due grandi parti della Bibbia si illuminano a vicenda: è impossibile penetrare l’una senza la luce dell’altra. Questo è anche il criterio che segue la liturgia nella Messa domenicale: la prima lettura contiene un testo dell’AT che trova nel brano del vangelo il suo pieno significato.
Già Sant’Agostino scriveva: il Nuovo Testamento è nascosto nell’Antico e l’Antico diventa chiaro nel Nuovo. L’antica alleanza mantiene anche oggi tutto il suo valore e fa parte dell’unica storia della salvezza, attraverso la quale Dio ha chiamato e chiama Israele e i cristiani a farsi segno e strumento di salvezza per tutti gli uomini.
Oggi si preferisce chiamare l’Antico Testamento: Primo Testamento o Prima Alleanza (cfr. Eb 8,7), per sottolineare sia la sua priorità temporale rispetto alla «nuova» alleanza, sia la sua permanente validità (cfr. Dei Verbum, 14-16).
La Bibbia come biblioteca di libri comprende testi diversi per lingua, epoca, genere e funzione, ma presenta queste differenze all’interno di una storia unitaria dell’alleanza e della salvezza.Leggere la Bibbia come testo antico e parola attuale
La biblioteca della Bibbia offre una guida chiara per orientarsi in questo universo complesso e affascinante, imparando a leggere le Scritture come testi dell’Antichità e, insieme, come parola che continua a interrogare il presente.
Senza semplificazioni né forzature, il libro mostra come l’indagine storica e letteraria non impoverisca la fede, ma restituisca spessore e tridimensionalità a una parola divina espressa in parola umane. Con rigore e chiarezza, Virgili invita a superare letture ingenue o polemiche, offrendo strumenti per un confronto maturo e consapevole con il testo biblico.
La biblioteca della Bibbia non è quindi una raccolta uniforme e priva di differenze. È un insieme di opere nate in periodi diversi, in lingue diverse e attraverso forme letterarie diverse, la cui lettura richiede attenzione al contesto e alle relazioni tra le sue parti.
I grandi nodi della ricerca biblica
Adriano Virgili accompagna il lettore in un percorso che tocca i grandi nodi della ricerca biblica: la formazione e la stratificazione della Torah; i racconti delle origini e dell’esodo come narrazioni simboliche di liberazione; il passaggio da forme di culto plurali a un monoteismo maturato nella crisi dell’esilio; la figura di Gesù storico nel suo contesto ebraico; le questioni etiche e i passi “scandalosi” che inquietano i lettori di oggi.
La formazione e la stratificazione della Torah mostrano come i testi biblici siano il risultato di una storia complessa. I racconti delle origini e dell’esodo possono essere letti come narrazioni simboliche di liberazione, mentre la crisi dell’esilio costituisce il contesto nel quale matura il passaggio da forme di culto plurali a un monoteismo.
La figura di Gesù storico viene considerata nel suo contesto ebraico. Le questioni etiche e i passi “scandalosi” interpellano invece i lettori di oggi e rendono necessario un confronto maturo con la pluralità dei testi biblici.

La Bibbia tra fede, storia e interpretazione
La Bibbia è un libro come tanti? In tal caso, perché è stata osteggiata così accanitamente in tutto il corso della storia? Si può avere fiducia nella Bibbia? I miracoli che descrive sono realmente accaduti? La scienza l’ha forse smentita?
Queste domande mostrano che la Bibbia continua a essere oggetto di confronto, discussione e interpretazione. Leggerla come biblioteca significa evitare sia una lettura ingenua, che ignora la complessità dei testi, sia una lettura polemica, che riduce la loro ricchezza a una contrapposizione tra fede e ragione.
La ricerca storica e letteraria permette di considerare i testi biblici nella loro concretezza umana, senza per questo eliminare la loro rilevanza religiosa. La parola divina è espressa in parole umane, e proprio questa dimensione richiede strumenti di lettura capaci di riconoscere generi, contesti, riletture e tensioni.
Una biblioteca unita dalla storia della salvezza
L’antica alleanza mantiene anche oggi tutto il suo valore e fa parte dell’unica storia della salvezza, attraverso la quale Dio ha chiamato e chiama Israele e i cristiani a farsi segno e strumento di salvezza per tutti gli uomini. C’è una profonda unità tra le due alleanze, in quanto la prima è annuncio, promessa e preparazione della seconda.
La continuità tra Antico e Nuovo Testamento non cancella le differenze tra i libri, le epoche e le forme letterarie. Al contrario, consente di leggerle all’interno di un rapporto nel quale le due grandi parti della Bibbia si illuminano a vicenda.
La Bibbia è quindi una biblioteca di libri e, nello stesso tempo, un’unica storia interpretata alla luce dell’alleanza. La sua unità non consiste nell’uniformità, ma nella relazione tra testi diversi che continuano a essere letti insieme.
Adriano Virgili e il percorso proposto
Adriano Virgili è docente di didattica della storia del cristianesimo e delle chiese all’Università Link. Da anni è impegnato nell’ambito della divulgazione filosofica e storico-religiosa.
Tra le sue pubblicazioni più recenti: Sulle tracce del Nazareno. Introduzione al Gesù storico (Phronesis, 2022); Capire il Libro di Enoc. Una guida alla lettura (Elledici, 2025); Il mito del Gesù mitico. Fonti e argomenti (Phronesis, 2025).
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Casa editrice | Queriniana |
| Anno di pubblicazione | 2026 |
| Numero di pagine | 368 |
| ISBN | 9788839932495 |
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