Il Giubileo straordinario della Redenzione fu indetto da papa Pio XI per celebrare il XIX centenario della morte e risurrezione di Gesù Cristo, considerate l’evento centrale della redenzione del genere umano. La bolla di indizione, intitolata Quod Nuper, fu pubblicata il 6 gennaio 1933.
L’Anno Santo si svolse nel contesto delle celebrazioni per i 1900 anni dalla Redenzione operata da Cristo sulla croce e rappresentò uno dei due soli Giubilei universali straordinari del XX secolo, insieme a quello proclamato da Giovanni Paolo II nel 1983 per il 1950° anniversario della Redenzione.
Che cos’è un Giubileo straordinario
Deriva dall’ebraico, la parola «Giubileo»: «Jobel», che significa «caprone», in riferimento al corno di montone utilizzato nelle cerimonie sacre. E la tromba con cui si annunciava questo anno particolare era appunto lo jobel (o yobel).
Il Giubileo è l’anno della remissione dei peccati e delle pene dei peccati, della riconciliazione, della conversione e della penitenza sacramentale. Dunque, sono 365 giorni di solidarietà, speranza, giustizia, impegno al servizio di Dio nella gioia e nella pace con tutti.
Ma soprattutto, l'Anno giubilare è l'anno di Cristo, portatore di vita e di grazia all'umanità. È chiamato «Anno Santo» perché si svolge con solenni riti sacri, ma anche perché ha come obiettivo la santità di vita degli uomini.
Il Giubileo universale può essere: ordinario, se legato a scadenze prestabilite (in genere 50 o 25 anni); straordinario, se viene indetto per qualche avvenimento di speciale importanza; particolare, limitato cioè agli abitanti di una determinata città, provincia, o località.
Gli obiettivi e le finalità peculiari di ogni Anno santo vengono fissate dal Papa nel momento stesso della promulgazione. Tuttavia nei Giubilei universali ordinari non sono che una determinazione degli scopi generici: richiamo materno della Chiesa alla vita di grazia; ripresa della vita sacramentale; maggiore carità nella vita di relazione; liberazione dai mali sociali; rinnovamento e purificazione della vita morale. E poi, ovviamente, l’indulgenza plenaria.
Talvolta, però, quando qualche necessità viene percepita più forte e urgente, i Pontefici non hanno esitato a concedere Giubilei universali straordinari, senza intaccare la periodicità di quelli ordinari. La consuetudine di indire Giubilei straordinari risale al XVI secolo; la loro durata è varia, da pochi giorni a un anno.
Le origini bibliche e storiche dell’Anno Santo
Le sue origini si ricollegano all'Antico Testamento, come spiega il sito della Santa Sede: «La legge di Mosé aveva fissato per il popolo ebraico un anno particolare: "Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel Paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, Né farete la vendemmia delle vigne non potate. Poiché è il giubileo, esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. In quest'anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo" (Libro del Levitico)».
Presso gli antichi Ebrei, il Giubileo (detto anno del yōbēl, «del capro», perché la festività era annunciata dal suono di un corno di capro) era un anno dichiarato santo. In questo periodo la legge mosaica prescriveva che la terra, di cui Dio era l’unico padrone, facesse ritorno all’antico proprietario e gli schiavi riavessero la libertà.
Cadeva solitamente ogni 50 anni. La celebrazione del Giubileo prevedeva, tra l'altro, «la restituzione delle terre agli antichi proprietari, la remissione dei debiti, la liberazione degli schiavi e il riposo della terra».
In era cristiana, dopo il primo Giubileo nel 1300, le scadenze per la celebrazione giubilare furono fissate da Bonifacio VIII ogni 100 anni. In seguito a una petizione dei Romani fatta a papa Clemente VI (1342), il periodo fu ridotto a 50 anni.
Nel 1389, in ricordo del numero degli anni della vita di Cristo, fu Urbano VI a voler fissare il ciclo giubilare ogni 33 anni, e indisse per il 1390 un Giubileo che però fu celebrato, in seguito alla sua morte, da Bonifacio IX. Tuttavia nel 1400, alla scadenza dei cinquant’anni fissati in precedenza, Bonifacio IX confermò il perdono ai pellegrini che erano accorsi a Roma.
Martino V, celebrò nel 1425 un nuovo Giubileo, facendo aprire in S. Giovanni in Laterano, per la prima volta, la porta santa. L’ultimo a celebrare un Giubileo cinquantennale fu papa Niccolò V nel 1450, infatti da Paolo II il periodo intergiubilare fu portato a 25 anni, e nel 1475 un nuovo Anno Santo fu celebrato da Sisto IV.
Da allora i Giubilei ordinari si svolsero con periodicità costante. Purtroppo le guerre napoleoniche impedirono le celebrazioni dei Giubilei del 1800 e del 1850. Ripresero con quello del 1875, dopo l’annessione di Roma al Regno d’Italia, che fu celebrato senza la solennità tradizionale.
La Porta Santa e il significato del rito
Il rito iniziale del Giubileo è l'apertura della Porta santa. Si tratta di una porta che viene aperta solo durante l'Anno santo, mentre negli altri anni rimane murata.
Hanno una Porta santa le quattro basiliche maggiori di Roma: San Pietro, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le Mura e Santa Maria Maggiore. Il rito di aprire la Porta santa esprime simbolicamente il concetto che, durante il Giubileo, è offerto ai fedeli un «percorso straordinario» verso la salvezza.
Le Porte sante delle altre basiliche verranno aperte successivamente all'apertura della Porta santa della basilica di San Pietro.
Fu Alessandro VI a fissare definitivamente il complesso cerimoniale di chiusura e apertura degli anni santi, che fino ad allora non avevano seguito riti specifici. Infatti, il Papa volle che l’inizio fosse segnato da un evento di forte impatto e lo individuò nell’apertura della Porta Santa.
Un esplicito richiamo alle parole del vangelo secondo Giovanni: «Io sono la porta. Chi per me passerà sarà salvo».

La bolla Quod Nuper del 6 gennaio 1933
Nel 1933, nella ricorrenza dei 1900 anni dalla morte di Gesù, si apre il Giubileo straordinario della Redenzione, annunciato da Papa Pio XI nella bolla di indizione “Quod Nuper”.
Pio XI, il 6 gennaio 1933, con la bolla Quod Nuper, indisse anche un Giubileo straordinario, nella ricorrenza dei 1900 anni dalla morte di Gesù. Il 15 gennaio 1933 venne consegnata la Bolla per la pubblicazione e fu proclamato il Giubileo straordinario per il xix centenario della Redenzione del genere umano (OR 16-17 gennaio 1933).
La bolla di indizione, pubblicata il 6 gennaio 1933, prevedeva l'apertura della Porta Santa il Sabato Santo - 2 aprile - e la chiusura della stessa il Lunedì dell'Angelo dell'anno successivo.
La ricorrenza giubilare fu quindi collegata direttamente al mistero pasquale: la morte e la risurrezione di Gesù Cristo costituivano il fondamento teologico dell’Anno Santo e il riferimento cronologico dei 1900 anni celebrati.
“Rivolgano gli uomini - scrive il Pontefice - il pensiero, un poco almeno, dalle cose terrene e labili, in cui oggi cosi dolorosamente si dibattono, a quelle celesti ed eterne; e dalle trepide e tristi condizioni di questi tempi sollevino l’animo alla speranza di quella felicità alla quale Gesù Cristo Nostro Signore ci ha chiamati”.
Il contesto storico del Giubileo della Redenzione
Il Giubileo del 1933 si inserì in una fase particolarmente difficile della storia europea e mondiale. È questo un periodo in cui, in diversi Paesi, si assiste all’abbattimento dei valori democratici.
Negli anni successivi alla prima guerra mondiale, forti tensioni sociali e rivendicazioni nazionaliste sono infatti lo sfondo in cui si inserisce l’istaurazione di regimi totalitari. Il fascismo in Italia e il nazismo in Germania portano il mondo verso il secondo conflitto mondiale.
Il tratto iniziale del 1900 è scosso dalla prima guerra mondiale che, a partire dal 1914 e fino al 1918, infiamma l’Europa. Milioni di uomini combattono e muoiono. Le armi, tra cui gas asfissianti, carri armati e aerei muniti di bombe, sono sempre più devastanti.
Un altro evento di questo primo scorcio di Novecento, segnato tra l’altro dall’ascesa dei totalitarismi, è la deposizione dello zar russo e la vittoria dei rivoluzionari comunisti.
Il Giubileo straordinario della Redenzione fu dunque celebrato mentre l’Europa affrontava forti contrapposizioni politiche, tensioni sociali e una crescente crisi dei valori democratici. L’Anno Santo propose una prospettiva religiosa fondata sul distacco dalle preoccupazioni terrene e sull’orientamento verso la speranza cristiana.
Il significato spirituale secondo Pio XI
Il messaggio di Pio XI nella Quod Nuper invitava a guardare oltre le difficoltà immediate del tempo. Il Pontefice chiedeva di rivolgere il pensiero «dalle cose terrene e labili» alle realtà «celesti ed eterne» e di sollevare l’animo «alla speranza» promessa da Gesù Cristo.
Il riferimento alla Redenzione non era soltanto celebrativo o cronologico. Il centenario ricordava la morte e la risurrezione di Cristo come fondamento della riconciliazione dell’umanità con Dio e come fonte della speranza cristiana.
Il Giubileo è l’anno della remissione dei peccati e delle pene dei peccati, della riconciliazione, della conversione e della penitenza sacramentale. Dunque, sono 365 giorni di solidarietà, speranza, giustizia, impegno al servizio di Dio nella gioia e nella pace con tutti.
Ma soprattutto, l'Anno giubilare è l'anno di Cristo, portatore di vita e di grazia all'umanità.
La partecipazione dei pellegrini e le celebrazioni
L’evento fu celebrato con particolare grandiosità. Il Papa tenne ben 620 discorsi e a Roma si riversarono oltre 2 milioni di pellegrini.
Furono oltre 500 le carrozze ferroviarie che vennero usate per il trasporto dei fedeli da tutto il mondo. Questi dati descrivono la dimensione internazionale dell’evento e il ruolo di Roma come centro del pellegrinaggio cattolico.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Pontefice | Pio XI |
| Bolla di indizione | Quod Nuper |
| Data dell’indizione | 6 gennaio 1933 |
| Ricorrenza | 1900 anni dalla morte di Gesù |
| Discorsi del Papa | 620 |
| Pellegrini a Roma | oltre 2 milioni |
| Carrozze ferroviarie | oltre 500 |
Le canonizzazioni durante l’Anno Santo
Nel corso dell'anno giubilare Papa Ratti canonizzò tra gli altri Giovanni Bosco e Giuseppe Cottolengo.
Le canonizzazioni inserirono nella celebrazione del XIX centenario della Redenzione anche la testimonianza concreta della santità cristiana. L’Anno Santo non fu quindi soltanto una commemorazione storica, ma anche un richiamo alla possibilità di vivere la fede attraverso opere, carità e servizio.
Il Giubileo del 1933 nella storia degli Anni Santi del XX secolo
1933-1966-1983. Sono i tre Anni Santi straordinari che si sono aggiunti ai giubilei ordinari del XX Secolo. Quello del 2016 sarà il primo Anno Santo straordinario del XXI Secolo e del III Millennio.
Il penultimo era stato quello di Pio XI il 6 gennaio 1933 per lo stesso motivo di Karol Wojtyla: il 19° centenario della Redenzione operata da Cristo in croce. Quelli di Giovanni Paolo II e Papa Ratti sono stati gli unici due del XX secolo, durante il quale ci sono stati anche due Anni mariani (che non sono propriamente Giubilei).
Prima di quello voluto da Francesco sulla misericordia, sono stati 64 i Giubilei straordinari universali della storia, con vari significati e presupposti. Il primo fu concesso da Sisto V (1585-1590) il 25 maggio 1585 per inaugurare il proprio pontificato, avviando così una consuetudine che sarebbe continuata con vari successori.
Ci sono stati Giubilei straordinari per favorire la pace tra cristiani; per necessità particolari delle gerarchie ecclesiastiche; per speciali circostanze storiche come il buon esito di un Concilio, la lotta contro i turchi, il 50° della definizione del dogma dell’Immacolata Concezione.
Il Giubileo ordinario del 1925
Nel 1924 Papa Pio XI proclama l’Anno Santo del 1925 con la Bolla intitolata “Infinita Dei Misericordia”. In questo documento il Pontefice auspica una “restaurazione della società”.
Per Papa Ratti è necessario “che le trasmodate cupidigie dei cittadini e delle stesse nazioni siano frenate dalle leggi del Vangelo”. Molti Paesi sono ancora scossi dalle laceranti ferite provocate dalla prima guerra mondiale.
“Non si vede - aggiunge il Pontefice - come possano ripristinarsi i vincoli di fratellanza tra i popoli e come possa ristabilirsi una pace durevole, se i cittadini e gli stessi governi non si compenetrino di quella carità che per lungo tempo purtroppo, specie per causa della guerra, parve sopita e quasi abbandonata”.
Papa Pio XI, evidenziando l’impegno della Chiesa e di tutti i cristiani per una società migliore, proclama il Giubileo del 1925, con la bolla Infinita Dei Misericordia del 29 maggio 1924, dando l’impulso per l’avvio di missioni in tutto il mondo, cosa che gli valse il titolo di “Papa delle Missioni”.
Il Giubileo del 1950
La bolla di indizione del Giubileo dell’Anno Santo 1950, “Iubilaeum Maximum” , segue il dramma della seconda guerra mondiale. L’auspicio di Pio XII è che il Giubileo “prepari felicemente un generale ritorno a Cristo”.
Il Papa scorge la speranza tra le rovine, non solo materiali, di un nuovo umanesimo. “Torni finalmente la pace nel cuore di tutti, tra le pareti domestiche, nelle singole Nazioni, nella universale comunità dei popoli”.
“Coloro che soffrono persecuzione per la giustizia abbiano la fortezza, onde la Chiesa è stata ornata, fin dalle sue origini, con il sangue dei Martiri; i profughi, i prigionieri, coloro che sono stati strappati dalle proprie case, tornino quanto prima alla dolcissima loro patria; i sofferenti e gli angosciati siano colmati dalle celesti consolazioni”.
Il Giubileo straordinario del 1983
17 anni dopo è Giovanni Paolo II a proclamare, con la Bolla "Aperite Portas Redemptori", il terzo giubileo straordinario del XX Secolo. Siamo nel 1983 e Papa Wojtyla decide così di celebrare i 1950 della Redenzione, esattamente mezzo secolo dopo Pio XI.
Con la bolla Aperite Portas Redemptori, del 6 gennaio 1983, Giovanni Paolo II indiceva il Giubileo, che celebrava il 1950° anniversario della morte e risurrezione di Gesù.
La Porta Santa venne aperta nella Solennità dell'Annunciazione, il 25 marzo e fu chiusa il 23 febbraio dell'anno successivo.
L’ultimo pontefice ad aprire la (murata) Porta santa di San Pietro per avere indetto un Giubileo universale straordinario è stato Giovanni Paolo II, futuro santo, nel 1983: lo promulgò per celebrare i 1950 anni dalla redenzione attuata da Gesù Cristo sulla croce nell'anno 33.
Il confronto tra il 1933 e il 1983
| Anno | Pontefice | Bolla | Ricorrenza |
|---|---|---|---|
| 1933 | Pio XI | Quod Nuper | 1900 anni dalla morte di Gesù |
| 1983 | Giovanni Paolo II | Aperite Portas Redemptori | 1950° anniversario della morte e risurrezione di Gesù |
Il Giubileo del 1983 riprese direttamente il significato cristologico del Giubileo del 1933. Entrambi furono Giubilei straordinari universali convocati per celebrare un anniversario della Redenzione e furono indetti a distanza di mezzo secolo.
Nel 1933 Pio XI invitò gli uomini a distogliere lo sguardo dalle realtà terrene e dolorose per rivolgerlo alle realtà celesti e alla speranza cristiana. Nel 1983 Giovanni Paolo II lanciò alla Chiesa l’invito: “Aprite le porte al Redentore”.
Rinnovando l’invito espresso all’indomani dell’elezione alla cattedra di Pietro, Giovanni Paolo II lancia per il Giubileo straordinario del 1983 un appello rivolto a tutta la Chiesa: “Aprite le porte al Redentore”.
Le bolle di indizione come testimonianza della storia
Una rassegna dei documenti con cui sono stati indetti gli Anni Santi, fin dagli albori del Novecento, permette di ripercorrere la storia recente del mondo e della Chiesa negli ultimi due secoli.
Il percorso dei Giubilei, fin dalle origini nel 1300, è un tracciato che si snoda tra contesti storici molto diversi. Si tratta di un itinerario di fede orientato sempre dalla stessa bussola: quella del perdono che trova in Gesù una “Porta” sempre aperta.
I Giubilei sono anni di grazia in cui le attese dell’umanità sembrano allineate sulla stessa soglia.
La storia degli Anni Santi, in particolare, si può leggere anche attraverso le Bolle di indizione, documenti generalmente scritti in latino con il sigillo del Papa, in cui si indicano le date dell’inizio e del termine del Giubileo.
Originariamente, il sigillo - ossia la "bolla" - era solitamente di piombo e recava sul fronte l’immagine dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Sul retro veniva posto il nome del Pontefice.
Il nome di questo particolare documento, appunto la Bolla, deriva proprio dalla forma del sigillo. Ogni Bolla è identificata, come altri documenti papali, dalle sue parole iniziali.
Nei documenti di indizione del Giubileo sono inoltre indicati alcuni aspetti salienti dell’Anno Santo. Temi e direttrici che spesso si intrecciano con i grandi eventi della storia.
Le bolle giubilari dal 1900 al 1983
| Anno | Pontefice | Bolla | Tema o contesto |
|---|---|---|---|
| 1900 | Leone XIII | Properante ad Exitum Saeculo | Passaggio tra due secoli e modernizzazione |
| 1925 | Pio XI | Infinita Dei Misericordia | Restaurazione della società e pace tra i popoli |
| 1933 | Pio XI | Quod Nuper | XIX centenario della Redenzione |
| 1950 | Pio XII | Iubilaeum Maximum | Ritorno a Cristo e pace dopo la guerra |
| 1975 | Paolo VI | Apostolorum Limina | Conversione, rinnovamento e riconciliazione |
| 1983 | Giovanni Paolo II | Aperite Portas Redemptori | 1950° anniversario della Redenzione |
Nella Bolla per l’anno Santo del 1900, “Properante ad Exitum Saeculo”, Papa Leone XIII, il Pontefice dell’enciclica “Rerum novarum”, ricorda il contesto in cui si registra il passaggio tra due secoli, segnato dalle “mutate condizioni di Roma”, proclamata capitale del regno d’Italia.
Riferendosi all’Anno Santo, Leone XIII lancia un appello al risveglio della fede nel popolo cristiano ed esorta a vincere la sfida della modernizzazione.
Nel 1975, la Chiesa, “senza invadere i campi che non sono di sua competenza, vuole far sentire agli uomini l’esigenza della conversione a Dio”.
“Per il mondo intero - scrive Papa Montini - questo richiamo al rinnovamento e alla riconciliazione s’incontra con le aspirazioni più sincere alla libertà, alla giustizia, all’unità e alla pace che vediamo presenti ovunque gli uomini prendono coscienza dei loro più gravi problemi e soffrono delle sventure prodotte dalle divisioni e dalle guerre fratricide”.
La continuità del tema della Redenzione
Il Giubileo del 1933 occupa una posizione particolare nella successione degli Anni Santi perché riportò al centro della celebrazione l’anniversario della morte e risurrezione di Cristo. La stessa impostazione sarebbe stata ripresa cinquant’anni dopo, nel 1983.
Il riferimento alla Redenzione univa la memoria dell’evento fondativo della fede cristiana alla situazione storica concreta dell’umanità. Nel 1933 questa situazione era segnata dalle tensioni politiche e sociali che precedettero la seconda guerra mondiale.
La bolla Quod Nuper presentò l’Anno Santo come un’occasione per elevare l’animo alla speranza. La Porta Santa espresse visibilmente l’immagine di Cristo come accesso alla salvezza e come riferimento permanente del cammino cristiano.
Il rito di aprire la Porta santa esprime simbolicamente il concetto che, durante il Giubileo, è offerto ai fedeli un «percorso straordinario» verso la salvezza.
La celebrazione del 1933 collegò così tre dimensioni: la memoria del XIX centenario della Redenzione, la partecipazione sacramentale e penitenziale dei fedeli e la testimonianza pubblica della Chiesa riunita attorno al Papa nella città di Roma.
Giubileo della Misericordia: la conclusione con la chiusura della "porta santa"
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