Antica Bibbia dell’Ottocento in inglese: storia, caratteristiche e valore

Un’antica Bibbia dell’Ottocento in inglese è un volume storico e religioso pubblicato nel XIX secolo, spesso caratterizzato da legatura in cuoio, decorazioni in oro, illustrazioni, apparati di note e una struttura comprendente l’Antico e il Nuovo Testamento. Il suo interesse dipende dalla lingua, dall’edizione, dall’anno di stampa, dall’editore, dallo stato di conservazione e dalla provenienza documentata.

Tra gli esemplari segnalati figurano una grande Bibbia vittoriana antica del 1800, una Bibbia antica del 1800 in inglese e diverse edizioni inglesi ottocentesche illustrate o arricchite da lavorazioni preziose alla legatura. Un esemplare della fine dell’Ottocento, databile al periodo 1890/1910, presenta nuovo e vecchio testamento, copertina in cuoio, scritte in oro, decoro centrale gotico impresso e 32 cromolitografie a piena pagina protette da velina.

Bibbia inglese ottocentesca legatura cuoio

Che cosa rende importante una Bibbia inglese dell’Ottocento

Il valore di una Bibbia inglese dell’Ottocento non è determinato soltanto dall’età del volume. La rarità dell’edizione, l’integrità del testo, la qualità delle illustrazioni, l’originalità della legatura e la presenza di elementi di provenienza possono incidere in modo significativo sull’interesse storico e collezionistico.

Una Bibbia inglese dell’Ottocento può essere studiata come libro religioso, documento della storia della stampa, testimonianza della cultura protestante e oggetto di arti decorative. Le caratteristiche materiali permettono inoltre di distinguere un’edizione destinata alla lettura quotidiana da una pubblicazione monumentale o da una Bibbia di famiglia.

La lingua inglese è un elemento centrale, ma deve essere valutata insieme alla traduzione utilizzata, all’eventuale presenza di note e alla destinazione dell’edizione. Alcuni volumi sono concepiti per la lettura personale, altri per l’uso ecclesiastico, altri ancora per l’educazione religiosa o per la consultazione comparata.

Le principali tipologie di Bibbie inglesi ottocentesche

Bibbie complete in inglese

La forma più riconoscibile è quella della Sacra Bibbia in inglese comprendente Antico e Nuovo Testamento. Nel materiale sono indicate una Sacra Bibbia in inglese del 1800, una Sacra Bibbia inglese dell’Ottocento, una Sacra Bibbia in inglese del 1838, una Sacra Bibbia in inglese del 1847 e una Sacra Bibbia in inglese del 1852 stampata a Oxford.

Sono inoltre segnalate una Sacra Bibbia in inglese del 1896 con note e osservazioni del reverendo Thomas Scott e una Bibbia inglese della fine dell’Ottocento con 32 cromolitografie a piena pagina. La presenza di entrambi i testamenti, soprattutto quando accompagnata da un frontespizio completo e da una legatura originale, aiuta a identificare la struttura dell’edizione.

Edizioni illustrate

Le illustrazioni costituiscono uno degli elementi più immediatamente riconoscibili nelle Bibbie ottocentesche. Possono essere presenti incisioni, cromolitografie, tavole a piena pagina, vignette integrate nel testo e immagini protette da velina.

Una Sacra Bibbia in inglese del 1800 è descritta come traduzione e annotata dal reverendo John Brown, arricchita di numerose illustrazioni. Tra le immagini sono ricordati gli arredi del Tempio, la risurrezione del figlio della vedova di Sarepta operata da Elia e il figlio prodigo al ritorno dal padre.

Le illustrazioni non hanno soltanto una funzione ornamentale. Esse accompagnano la lettura, rendono riconoscibili gli episodi narrati e mostrano il gusto editoriale del periodo, quando le tecniche di incisione e stampa permettevano di distribuire immagini religiose in volumi destinati a un pubblico ampio.

Illustrazioni bibliche ottocentesche incisioni

Bibbie di famiglia

Una Bibbia di famiglia illustrata della casa editrice Cassell, del 1800, è tra gli esemplari ricordati. Le Bibbie di questo tipo erano spesso utilizzate non soltanto come testi religiosi, ma anche come registri della memoria familiare, nei quali potevano essere annotate nascite, matrimoni, morti e altri eventi importanti.

La legatura, le dimensioni e la presenza di apparati illustrativi potevano trasformare la Bibbia in un oggetto destinato a rimanere visibile nella casa. La sua conservazione dipendeva quindi sia dall’uso durante le pratiche religiose sia dal ruolo simbolico attribuito al volume all’interno della famiglia.

Edizioni con legature preziose

Una Sacra Bibbia inglese dell’Ottocento è descritta come arricchita da preziose lavorazioni alla legatura. In un altro esemplare della fine dell’Ottocento sono indicate una copertina in cuoio, scritte in oro e un decoro centrale gotico impresso.

Il cuoio proteggeva i fascicoli e conferiva solidità al volume, mentre le impressioni dorate e i decori in rilievo rendevano riconoscibile la pubblicazione come oggetto di particolare cura. Il motivo gotico impresso sulla copertina richiama il gusto medievaleggiante diffuso nell’arte libraria e nell’arredamento dell’epoca.

Un esemplare della fine dell’Ottocento

L’antica Bibbia inglese della fine dell’Ottocento è databile al periodo 1890/1910 e proviene dall’Inghilterra. Le sue misure sono 26x10 h.32 e i materiali indicati sono cuoio e carta.

Il volume comprende nuovo e vecchio testamento, ha una copertina in cuoio, scritte in oro e un decoro centrale gotico impresso. All’interno sono presenti 32 cromolitografie a piena pagina, protette da velina.

L’esemplare si presenta in ottimo stato di conservazione. Le cromolitografie a piena pagina rappresentano un elemento di particolare interesse, perché uniscono la funzione illustrativa alla qualità decorativa dell’insieme.

CaratteristicaDescrizione
EpocaFine 800, 1890/1910
ProvenienzaInghilterra
ContenutoNuovo e vecchio testamento
MaterialiCuoio e carta
Misure26x10 h.32
DecorazioneScritte in oro e decoro centrale gotico impresso
Illustrazioni32 cromolitografie a piena pagina, protette da velina
ConservazioneOttimo stato di conservazione

La Bibbia di Re Giacomo e la tradizione inglese

La Bibbia di Re Giacomo, King James Version, King James Bible, Authorized Version, anche abbreviato come KJV, KJB o AV, è la traduzione inglese della Bibbia autorizzata dalla Chiesa Anglicana.

Fu commissionata da Re Giacomo I d’Inghilterra: i lavori cominciarono nel 1604 e fu quindi pubblicata nel 1611, opera di sei squadre di traduttori da Londra, Oxford e Cambridge. Si tratta del libro in lingua Inglese più letto al mondo.

La più antica stesura nota della Bibbia di Re Giacomo è stata ritrovata nel Sidney Sussex College dell’Università di Cambridge. Il manoscritto era nascosto in un taccuino tra le carte di Samuel Ward, ministro puritano e uno dei 47 studiosi che si occuparono di correggere l’opera prima della pubblicazione.

Il testo, che si compone di 70 pagine scritte a mano, sarebbe datato tra il 1604 e il 1608. La scoperta è importante per la storia della traduzione inglese e per comprendere il lavoro preparatorio che precedette la pubblicazione del 1611.

Frontespizio Bibbia Re Giacomo 1611

Le edizioni inglesi dell’Ottocento nel contesto europeo

Le Bibbie inglesi ottocentesche fanno parte di un panorama internazionale caratterizzato da traduzioni, revisioni e pubblicazioni in numerose lingue. Nel materiale sono ricordate Bibbie in francese, latino, ebraico, gaelico, ceco, svedese, slovacco, russo, tedesco, romancio, greco, italiano e piemontese.

Nel 1831 fu pubblicata una Bibbia poliglotta in otto lingue, detta “Bagsteriana” dal nome dello stampatore Samuel Bagster di Londra. Sono inoltre ricordati un Antico Testamento del 1800 in versione bilingue ebraico e inglese, stampato da Samuel Bagster a Londra, e un Nuovo Testamento in greco stampato a Lipsia nel 1841.

La presenza di testi bilingui e poliglotti mostra l’importanza dell’Ottocento per lo studio comparato delle Scritture. Le lingue originali, le traduzioni moderne e le versioni liturgiche potevano essere raccolte nello stesso progetto editoriale o circolare in volumi separati.

Samuel Bagster e le edizioni poliglotte

Samuel Bagster di Londra è ricordato come lo stampatore dal quale prese il nome la Bibbia poliglotta in otto lingue del 1831. La sua attività è collegata anche alla pubblicazione di testi biblici in inglese e di edizioni destinate alla comparazione tra lingue diverse.

Il Pentateuco in due volumi con testo in ebraico e italiano è indicato come traduzione di Samuel Davide Luzzatto. Sono inoltre ricordati il Pentateuco del 1872, bilingue ebraico-italiano, stampato a Vienna, e un Antico Testamento bilingue ebraico-italiano in due volumi stampato nel 1875 a Trieste da A. Reichard.

Le società bibliche e la diffusione delle Scritture

Nel corso dell’Ottocento le società bibliche ebbero un ruolo importante nella stampa e nella diffusione delle traduzioni. Diverse edizioni furono stampate a Londra dalla SBBF, dalla SPCK e dalla Società Biblica Americana.

La Sacra Bibbia del 1847, tradotta da G. Diodati, fu stampata a Londra per la SBBF. Sono inoltre ricordate la Sacra Bibbia del 1855, traduzione di G. Diodati, stampata a Londra per la SBBF, il Nuovo Testamento del 1856, traduzione di G. Diodati, stampato a Londra per la SBBF, e la Sacra Bibbia versione di Giovanni Diodati del 1862, stampata dalla SBBF.

La SPCK è ricordata per il Nuovo Testamento Diodati del 1855 e per la Sacra Bibbia del 1885, traduzione Diodati, stampata a Londra. La Società Biblica Americana ha stampato diverse edizioni della Bibbia Diodati, tra cui due esemplari di fine Ottocento, del 1895 e del 1898.

La circolazione internazionale delle pubblicazioni londinesi contribuì a collegare comunità religiose, studiosi e lettori in diverse aree d’Europa. Le Bibbie stampate da società specializzate potevano essere destinate alla lettura individuale, alla distribuzione religiosa o all’uso nelle comunità.

Traduzioni, revisioni e apparati di note

Le edizioni bibliche dell’Ottocento possono differire notevolmente per traduzione e apparato editoriale. Alcune presentano il solo testo, altre aggiungono note, riflessioni, osservazioni, riferimenti e commenti utili all’interpretazione.

Una Sacra Bibbia in inglese del 1896 contiene note ed osservazioni del reverendo Thomas Scott. Un’altra Sacra Bibbia in inglese del 1800 è descritta come traduzione e note del reverendo John Brown, arricchita di numerose illustrazioni.

La presenza delle note può aumentare il numero delle pagine e modificare la struttura tipografica del volume. Le colonne, i caratteri più piccoli, i richiami marginali e le sezioni introduttive sono elementi da osservare durante l’identificazione di un’edizione.

La Bibbia inglese dell’Ottocento come oggetto di studio

Una Bibbia antica in inglese permette di esaminare diversi aspetti della cultura libraria: la scelta della traduzione, la composizione tipografica, l’uso delle immagini, la qualità della carta, le tecniche di legatura e le modalità di circolazione del libro.

Il frontespizio è uno dei primi elementi da consultare, perché può indicare titolo, lingua, traduttore, curatore, editore, luogo e anno di stampa. Anche le pagine preliminari, gli indici e le eventuali indicazioni di proprietà possono fornire informazioni sull’origine del volume.

La legatura deve essere valutata insieme al corpo del libro. Una copertina conservata non garantisce necessariamente l’integrità dei fascicoli, mentre un volume con segni d’uso può mantenere un interesse storico particolare se conserva annotazioni, timbri o tracce della sua provenienza.

Elementi da osservare

  • Lingua: verificare che il testo sia effettivamente in inglese e distinguere il testo principale dalle eventuali introduzioni o note in altre lingue.
  • Data: controllare l’anno indicato sul frontespizio e confrontarlo con le caratteristiche tipografiche e materiali del volume.
  • Contenuto: verificare se sono presenti l’Antico e il Nuovo Testamento oppure soltanto una parte della Bibbia.
  • Traduzione: individuare la versione utilizzata e l’eventuale presenza di revisioni.
  • Illustratore: riconoscere le incisioni, le cromolitografie e le tavole a piena pagina.
  • Legatura: osservare cuoio, impressioni, scritte in oro, nervi, piatti e decorazioni.
  • Conservazione: controllare pagine mancanti, macchie, strappi, foxing, deformazioni e restauri.
  • Provenienza: esaminare ex libris, timbri, dediche, annotazioni e riferimenti a chiese o famiglie.

La provenienza e le tracce d’uso

Le tracce di provenienza possono rendere una Bibbia particolarmente interessante. Nel materiale è indicata una Sacra Bibbia inglese dell’Ottocento appartenuta alla chiesa St. John di Alassio.

Timbri, firme, dediche e annotazioni possono documentare il percorso del volume e il contesto nel quale è stato utilizzato. Un libro proveniente da una chiesa, da una biblioteca o da una famiglia può conservare una memoria distinta rispetto a un esemplare privo di qualsiasi indicazione.

Le annotazioni non devono essere considerate automaticamente come difetti. In alcuni casi testimoniano la lettura del volume, la sua trasmissione tra generazioni o l’utilizzo in una comunità religiosa. La loro importanza dipende dalla leggibilità, dalla datazione e dalla relazione con la storia dell’esemplare.

Conservazione della carta e della legatura

La carta delle Bibbie ottocentesche può presentare ingiallimento, fragilità, macchie e alterazioni dovute all’umidità o alla luce. Le cromolitografie e le incisioni richiedono particolare attenzione, soprattutto quando sono protette da veline originali.

La legatura in cuoio può mostrare abrasioni, screpolature, perdita di colore, deformazioni e distacchi. Le scritte in oro e i decori impressi devono essere osservati senza sottoporre il volume a pressioni o puliture aggressive.

Per la conservazione è importante mantenere il libro in un ambiente stabile e maneggiarlo senza forzare l’apertura. Le pagine devono essere girate sostenendo il volume, evitando di tirare gli angoli o di appoggiare oggetti sul dorso.

Confronto con altre Bibbie antiche

Nel materiale sono presenti numerosi esemplari di epoche e lingue differenti: una Bibbia antica del Settecento, una Sacra Bibbia del 1846 in due volumi, una Bibbia antica del 1903, una Bibbia antica del 1904 luterana, una Sacra Bibbia del 1881 e una Bibbia sacra del Cinquecento.

Sono ricordate anche una Bibbia russa del 1700, una Sacra Bibbia in latino del 1805 stampata a Saint-Brieuc in Francia, una Sacra Bibbia in francese del 1807, una Bibbia sacra in ceco del 1870 stampata a Praga e una Sacra Bibbia in svedese del 1883.

Il confronto con queste pubblicazioni aiuta a comprendere che “antica Bibbia” è un’espressione molto ampia. Un volume del Cinquecento, una Bibbia del Settecento, un’edizione inglese vittoriana e una pubblicazione dei primi anni del Novecento appartengono a contesti storici, tipografici e materiali differenti.

Il Codice Sinaitico e le origini della trasmissione biblica

Oltre 800 pagine del Codice Sinaitico, Codex Sinaiticus, la più antica copia della Bibbia scritta in greco antico e oggi ancora esistente insieme con il Codex Vaticano, sono disponibili da consultare online su codexsinaiticus.org.

Le 800 pagine della Sacra Scrittura sono in alta risoluzione ed è possibile navigarle per libri, Antico o Nuovo Testamento, capitoli e versi. Ogni verso poi ha uno zoom che permette di vederlo nei minimi dettagli, in alcuni casi anche variando la luminosità della pagina per meglio coglierne i particolari.

Il testo originale è di 1.600 anni fa, è infatti datato 400 d.C.: è considerato dagli studiosi il più antico ed esteso testo sacro esistente ancora oggi. Dei molti libri di cui era composto originariamente, il solo completo è il Nuovo Testamento.

La storia del suo ritrovamento è strettamente legata alle istituzioni che oggi collaborano al progetto di digitalizzazione: scoperto nel Monastero di Santa Caterina da un teologo tedesco a metà dell’Ottocento, fu poi spostato in parte in Germania, a Leipzig, dove lo studioso viveva, e in parte in Russia, poiché fu lo zar Alessandro II a finanziare e controllare le spedizioni del teologo.

Intorno al 1930 poi la Russia vendette il codice alla Gran Bretagna, e per questo motivo oggi è la Biblioteca nazionale inglese a conservarne il maggior numero di pagine. La digitalizzazione permette di confrontare la storia dei manoscritti antichi con quella delle Bibbie stampate nell’Ottocento, quando la riproduzione tipografica ampliò enormemente la circolazione dei testi biblici.

La Bibbia PIÙ ANTICA del mondo ha 3 PROBLEMI SCIOCCANTI 😱!! (Codice Sinaitico)

La Bibbia di Shem Tov come esempio di manoscritto storico

Si chiama Bibbia di Shem Tov ed è stata messa a punto dal rabbino Shem Tov Ibn Gaon a Soria, una città nel nord della Spagna, nel 1312. È unica e leggendaria.

Il volume infatti è splendido, presentando decorazioni che fondono tradizioni artistiche ebraiche, cristiane e islamiche, in uno straordinario esempio di erudizione. La Bibbia di Shem Tov è sopravvissuta a guerre e sconvolgimenti e ha viaggiato a Gerusalemme, Baghdad, Tripoli, Londra e Ginevra nel corso di sette secoli.

La vendita è avvenuta tramite Sotheby's, a New York, a un prezzo vicino al massimo di una stima, precedente all'aggiudicazione, compresa tra i 5 e i 7 milioni di dollari. La Bibbia di Shem Tov è stata venduta all’asta per 5,3 milioni di sterline, che equivalgono a 10 milioni di dollari o 6,3 milioni di euro.

Diversi i misteri ancora irrisolti della Bibbia di Shem Tov, a partire dal fatto che cita il codice Hilleli, un’antica Bibbia ebraica leggendaria e perduta. Dati i suoi evidenti riferimenti al Codice Hilleli, la Bibbia di Shem Tov “ci permette di ricostruire parzialmente questa antica e accurata versione della Bibbia”.

Inoltre la Bibbia di Shem Tov contiene circa 2mila lettere anomale contrassegnate, impregnate di un significato segreto, secondo le tradizioni della Kabbalah, o mistica ebraica. Nel Medioevo gli scribi cambiavano la forma di alcune lettere ebraiche per “garantire la trasmissione fedele di segreti profondi e mistici”.

Per quanto riguarda le preziose decorazioni, esse sono il risultato di un’unione di tre diverse tradizioni artistiche. Il libro utilizza e unisce tutte e tre le espressioni artistiche: nell’opera d’arte, si osserva la calligrafia ebraica.

Ci sono anche archi gotici ispirati all’architettura dell’Europa settentrionale, ma nelle pagine si osserva anche un arco islamico polilobato. Le caratteristiche architettoniche rispecchiano l’arte moresca dell’epoca, utilizzando allo stesso tempo il vocabolario artistico del gotico francese.

Il contesto storico della Bibbia inglese dell’Ottocento

Nel XIX secolo la Bibbia venne pubblicata in numerose lingue e in formati diversi, con un’intensa circolazione tra Londra, Parigi, Losanna, Oxford, Vienna, Torino, Firenze, Milano e altre città europee.

La produzione comprendeva testi completi, singoli testamenti, libri specifici, edizioni bilingui e versioni con note. Sono ricordati il Nuovo Testamento del 1816, edizione stereotipa dai torchi di T. Rutt, Shacklewell, il Nuovo Testamento del 1821 versione Martini stampato a Londra e la Sacra Bibbia in gaelico del 1826.

La stampa stereotipa consentiva di mantenere una forma tipografica stabile e di riprodurre più copie. Le società bibliche e gli editori londinesi contribuirono così alla diffusione di edizioni inglesi e di traduzioni destinate a comunità diverse.

La circolazione in Italia

La storia delle traduzioni bibliche in Italia fu collegata anche ai divieti e alle difficoltà di stampa e possesso di alcune versioni. Il Nuovo Testamento del Martini del 1818, stampato a Livorno da Glauco Masi, era un’edizione senza note letta e distribuita dagli evangelici nel periodo in cui era vietato stampare e possedere una Bibbia tradotta dal Diodati.

Fu fatta stampare in 1000 copie dal banchiere inglese Henry Drummond. Tale pubblicazione verrà condannata così come quella dell’anno precedente che aveva fatta stampare a Napoli da A. Nobile.

Il Drummond dovrà per questo lasciare l’Italia per rifugiarsi a Londra. Proseguirà la sua attività di stampa a Malta.

Il Nuovo Testamento del 1823, traduzione di Mons. Martini, fu stampato a Parigi dai torchi di J. Smith in un’edizione senza note, ad uso degli evangelici durante il divieto del testo Diodatino. Anche queste vicende mostrano come una Bibbia potesse essere contemporaneamente libro religioso, oggetto di studio e testimonianza di conflitti culturali e politici.

Come leggere la datazione di un esemplare

La data riportata in un catalogo o in una descrizione non sempre coincide con una datazione precisa dell’intero oggetto. Un volume può essere stato stampato in un determinato anno, rilegato successivamente, conservato in una custodia più recente o completato con tavole e materiali appartenenti a un’altra fase.

Per una corretta identificazione è necessario confrontare il frontespizio, il colophon, le pagine preliminari, la numerazione, la legatura e le caratteristiche delle illustrazioni. Nel caso di un’edizione indicata come “fine 800”, l’intervallo 1890/1910 comprende una fase che attraversa il passaggio tra XIX e XX secolo.

Le formule “del 1800” e “dell’800” possono essere utilizzate in senso generico per indicare il XIX secolo, ma non sostituiscono l’anno preciso quando questo è disponibile. La distinzione tra 1800, 1838, 1852, 1874, 1885, 1896 e 1899 è importante per ricostruire l’evoluzione editoriale del volume.

Valutazione storica e materiale

Tra gli esemplari segnalati compaiono una grande Bibbia vittoriana antica del 1800, una Bibbia antica del 1800 in inglese e una Sacra Bibbia in inglese della fine dell’Ottocento con legatura in cuoio e cromolitografie. Le descrizioni mostrano differenze rilevanti nella tipologia, nella decorazione e nella conservazione.

Il confronto dei valori indicati per i diversi volumi mostra un’ampia variabilità: una Bibbia antica del 1800 in inglese è indicata a 100 €, una grande Bibbia vittoriana antica del 1800 a 250 €, mentre altri esemplari biblici antichi raggiungono valori differenti in base all’epoca, alla rarità e alle caratteristiche materiali.

Le cifre riportate in una descrizione non costituiscono da sole una valutazione universale. Per comprendere l’interesse di un esemplare occorre verificare l’edizione, la completezza, l’autenticità, lo stato di conservazione, la qualità della legatura, le illustrazioni e la provenienza.

Distinguere una Bibbia antica da una riproduzione

Una Bibbia dall’aspetto antico non è necessariamente un’edizione ottocentesca. La carta, la stampa, la tipografia, la legatura e le illustrazioni devono essere coerenti tra loro e con l’anno dichiarato.

Il frontespizio deve essere esaminato con attenzione, così come la numerazione delle pagine e la presenza di eventuali indicazioni editoriali. Una rilegatura successiva può conservare un testo antico, ma modifica la storia materiale dell’oggetto e deve essere distinta dalla legatura originale.

Le cromolitografie a piena pagina, le impressioni in oro e i decori gotici possono essere elementi autentici dell’edizione, ma non sono sufficienti da soli a stabilire l’epoca. La valutazione richiede l’esame complessivo del volume.

Il significato culturale di una Bibbia inglese ottocentesca

Una Bibbia inglese dell’Ottocento conserva il rapporto tra testo, lingua, stampa e società. La traduzione inglese la collega alla storia religiosa britannica, mentre la legatura e le illustrazioni la inseriscono nella cultura visiva e artigianale del XIX secolo.

Le edizioni illustrate permettono di osservare come gli episodi biblici venissero presentati ai lettori. Le Bibbie di famiglia mostrano invece il ruolo del libro nella memoria domestica, mentre le edizioni con note documentano le diverse modalità di interpretazione e studio.

Il confronto con le Bibbie in francese, italiano, latino, ebraico e nelle altre lingue ricordate evidenzia la dimensione internazionale della produzione biblica. Londra, Oxford e Cambridge risultano particolarmente importanti per la tradizione inglese, ma la circolazione dei volumi coinvolge numerosi centri europei.

Per questo un’antica Bibbia dell’Ottocento in inglese può essere considerata contemporaneamente un testo religioso, un documento linguistico, un prodotto editoriale, un manufatto decorativo e una testimonianza della storia della lettura.

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