Natività con Maria che dorme: il significato del presepe in cui Giuseppe culla Gesù

Nel presepe Maria riposa e San Giuseppe veglia: è questa l’originale raffigurazione della Natività che ha commosso Papa Francesco e che mostra un volto nuovo della Sacra Famiglia. La Madonna è placidamente addormentata, mentre Giuseppe tiene in braccio Gesù Bambino e lo culla con tenerezza.

La scena, spesso chiamata “Lasciamo riposare mamma” o “Facciamo riposare mamma”, propone un’immagine concreta della vita familiare: dopo la nascita del Bambino, Maria può finalmente dormire e Giuseppe si prende cura del figlio, condividendo con lei responsabilità, stanchezza e gioie della quotidianità.

Presepe Maria dorme Giuseppe culla Gesù

Una Natività diversa dall’iconografia tradizionale

Ogni anno la scena della Natività, con Maria che tiene tra le braccia Gesù Bambino o veglia amorevole su di lui disteso nella mangiatoia, mentre San Giuseppe un po’ in disparte, vigila su di loro, nutre la spiritualità e la devozione di milioni di persone in tutto il mondo durante il periodo natalizio e oltre.

Nel presepe tradizionale la Madonna è generalmente rappresentata accanto al Bambino, intenta a proteggerlo o ad adorarlo, mentre Giuseppe può apparire in posizione più defilata, con una lampada o un bastone, oppure impegnato ad accogliere i Magi con i loro doni. In questa composizione, invece, la ripartizione dei ruoli viene completamente modificata.

Ma che succede se nel Presepe Maria riposa ed è invece San Giuseppe a occuparsi del piccolo Gesù? La Madonna che riposa mentre Giuseppe accudisce Gesù ci rimanda un’immagine straordinariamente moderna, per quanto insolita.

In questo particolare Presepe Maria riposa e San Giuseppe veglia. La figura di Giuseppe non è più soltanto quella dell’uomo che assiste alla scena, ma quella di un padre presente, affettuoso e direttamente coinvolto nella cura del figlio.

La scena “Lasciamo riposare mamma”

Qualche anno fa Papa Francesco ha raccontato di aver ricevuto come regalo di compleanno un’originale riproduzione della Natività denominata Facciamo riposare mamma. In questo particolare Presepe, unico nel suo genere, la Madonna è placidamente addormentata, con il capo appoggiato a un sacco che le fa da cuscino, mentre poco lontano Giuseppe culla Gesù Bambino che si stiracchia assonnato, allungando le manine in aria.

Insomma, in questo Presepe Maria riposa e Giuseppe fa la mamma! L’immagine presenta una famiglia raccolta intorno al neonato, nella quale entrambi i genitori partecipano alla cura del Bambino e si sostengono reciprocamente.

Se in questo particolare Presepe Maria riposa, questo non significa che il suo pensiero, il suo cuore non siano interamente protesi verso il Bambino a cui ha appena dato la vita. Anzi, è stata proprio quell’assiduità di pensiero, quello sforzo d’amore a esaurire le sue energie, a costringerla a cercare riposo.

Ed è bello immaginare San Giuseppe che le toglie delicatamente il piccolo Gesù dalle braccia, e sorridendole con tenerezza le dice: “Vai, riposa un po’, penso a tutto io.”

Il commento di Papa Francesco

Un presepe in cui Maria dorme tranquilla, mentre un sorridente Giuseppe culla il Bambino come un padre moderno e affettuoso: a questa immagine nuova e per molti aspetti rivoluzionaria della Natività ha dato il suo plauso Papa Francesco.

Per parlare di Natività Francesco ha scelto l’immagine di un presepe, inviatagli da un fedele, che rivoluziona l’iconografia classica della Madonna che veglia su Gesù mentre Giuseppe è solitamente in disparte, intento a reggere una lampada o un bastone, talvolta a ricevere i Magi coi loro doni.

E l’ha postata sulla «sua» pagina Instagram ufficiale: Franciscus. Una ripartizione dei ruoli che evidentemente il Papa ritiene superata.

È stato Francesco stesso a spiegare la sua scelta, nella catechesi Il presepe, Vangelo domestico, pronunciata poco prima di Natale, mercoledì 18 dicembre, nell’Aula Paolo VI:

«Il presepe è attuale, è l’attualità di ogni famiglia. Ieri mi hanno regalato un’immaginetta di un presepe speciale, piccolina, che si chiamava: Lasciamo riposare mamma. C’era la Madonna addormentata e Giuseppe con il Bambinello lì, che lo faceva addormentare. Quanti di voi dovete dividere la notte fra marito e moglie per il bambino o la bambina che piange, piange, piange. Lasciate riposare mamma è la tenerezza di una famiglia, di un matrimonio», ha affermato il Papa, invitando i fedeli a tornare alla tradizione del presepe.

La tenerezza di una famiglia e di un matrimonio

Il Papa è rimasto molto colpito e commosso da questo presepe alternativo e ne ha voluto parlare anche durante la sua catechesi. In particolare si è soffermato sulla semplicità e umanità di questa rappresentazione, che quanto e più di molte rappresentazioni della Natività ha saputo esprimere la tenerezza, ma anche i problemi quotidiani all’interno di una famiglia e di un matrimonio.

Chi, tra coloro che hanno figli, non ricorda quanto sia faticoso occuparsi di un neonato la notte, quando mamma e papà sono costretti a darsi il cambio per tentare di calmarlo e riposare un po’ a turno?

«Quanti di voi dovete dividere la notte fra marito e moglie per il bambino, la bambina, che piange piange piange…», aveva detto il Papa ai fedeli raccolti nell’aula delle udienze. «“Lasciate riposare mamma”, questa - aveva sottolineato - è la tenerezza di una famiglia, di un matrimonio».

La rappresentazione parla quindi alle giovani famiglie, alle madri e ai padri che conoscono la fatica delle notti interrotte e l’importanza di condividere la cura dei figli. Il gesto di Giuseppe diventa il simbolo di una responsabilità familiare vissuta insieme.

La Sacra Famiglia come famiglia reale e quotidiana

Ecco così che Facciamo riposare mamma mostra non solo una Natività alternativa, ma un modo nuovo di concepire la Sacra Famiglia, non come cristallizzata in ruoli definiti e codificati nei secoli, ma per quello che era ed è veramente: una famiglia, la famiglia di tutte le famiglie.

Fatta di ruoli, certo, ma ruoli che possono essere invertiti, e fatta di dolcezza e armonia domestiche. Quelle stesse dolcezza e armonia che il Papa ha augurato a tutti di portare nella propria casa, durante le Feste e non solo.

Un uomo e una donna, un marito e una moglie che condividono l’esperienza della nascita del loro primo figlio, e con essa il mistero immenso, ineffabile, del quale Dio ha voluto renderli protagonisti.

Dopotutto dobbiamo pensare che Giuseppe e Maria non potevano sapere nulla di quello che sarebbe venuto in seguito, delle prediche, dei miracoli, delle folle osannanti che avrebbero seguito Gesù attraverso la Giudea. Loro vivevano una vita normale, una quotidianità fatta di duro lavoro, di momenti belli e momenti brutti, ma sempre condivisa, un giorno dopo l’altro, un passo dopo l’altro.

Una quotidianità che attendeva solo un bambino per essere completa. Proprio questa dimensione ordinaria rende la scena particolarmente vicina all’esperienza delle famiglie: la nascita, la stanchezza, la cura reciproca e la presenza silenziosa accanto a chi ha bisogno di riposo.

Il significato della Madonna che dorme

La Madonna addormentata non viene presentata come distante dal Bambino o disinteressata a ciò che accade. Il suo riposo è piuttosto il risultato della fatica e dell’amore con cui ha accompagnato la nascita di Gesù.

Maria è una madre che ha appena dato alla luce il proprio figlio e che, come ogni madre, ha bisogno di recuperare le energie. Il suo sonno introduce nella Natività un elemento di verità umana, mostrando la maternità non soltanto nella sua dimensione spirituale, ma anche nella sua concreta corporeità.

La sua posizione tranquilla comunica fiducia: Maria può lasciarsi andare al sonno perché Giuseppe è accanto a lei e si occupa del Bambino. La scena rende visibile una forma di affidamento reciproco, nella quale la cura non ricade su una sola persona.

Il significato di San Giuseppe che culla Gesù

Giuseppe appare sorridente e premuroso mentre tiene Gesù tra le braccia. Il movimento della culla, quando presente, rende la scena ancora più realistica e accentua il carattere affettuoso della sua paternità.

Ranilson, da parte sua, ha osservato come sia stupefacente che san Giuseppe cerchi di calmare, cullandolo, nientemeno che il Figlio di Dio. Il gesto quotidiano del padre che cerca di far addormentare il proprio figlio viene così accostato alla grandezza del mistero della Natività.

Giuseppe non occupa più soltanto il ruolo di custode della Sacra Famiglia, ma diventa protagonista di un’azione domestica semplice e universale: prendere in braccio il bambino, calmarlo, cullarlo e permettere alla madre di riposare.

In questa coppia di sposi che sceglie di invertire i propri ruoli, il Papa e noi con lui non possiamo fare a meno di riconoscere un’interpretazione contemporanea e umana del significato più profondo del Presepe.

Il presepe come “Vangelo domestico”

Per Papa Francesco il Presepe è un Vangelo domestico, un’ispirazione, un invito ad accogliere l’esempio della Sacra Famiglia e portare nella propria casa gioia, vicinanza, condivisione delle preoccupazioni quotidiane, un’unione profonda e amorevole nella quotidianità.

A sottolineare la valenza «paritaria» e «sociale» dell’immagine ricevuta, Francesco ha aggiunto: «Accanto a Gesù vediamo la Madonna e San Giuseppe. Possiamo immaginare i pensieri e i sentimenti che avevano mentre il Bambino nasceva nella povertà: gioia, ma anche sgomento.

E possiamo anche invitare la Sacra Famiglia a casa nostra, dove ci sono gioie e preoccupazioni, dove ogni giorno ci svegliamo, prendiamo cibo e sonno vicini alle persone più care. Il presepe è un Vangelo domestico.

La parola presepe letteralmente significa “mangiatoia”, mentre la città del presepe, Betlemme, significa “casa del pane”. Mangiatoia e casa del pane: il presepe che facciamo a casa, dove condividiamo cibo e affetti, ci ricorda che Gesù è il nutrimento, il pane della vita (cfr Gv 6,34).

È Lui che alimenta il nostro amore, è Lui che dona alle nostre famiglie la forza di andare avanti e perdonarci».

Una scena di pace nella vita quotidiana

«Il presepe è più che mai attuale, mentre ogni giorno si fabbricano nel mondo tante armi e tante immagini violente, che entrano negli occhi e nel cuore. Il presepe è invece un’immagine artigianale di pace. Per questo è un Vangelo vivo».

Il contrasto tra le immagini violente e la scena domestica della Natività mette in evidenza il valore del presepe come rappresentazione di pace, vicinanza e cura. Maria che dorme e Giuseppe che culla Gesù propongono un gesto di protezione e di rispetto all’interno di una famiglia.

Il Presepe è più che mai importante oggi, nella vita frenetica di ogni giorno, nella difficoltà di trovare tempo da dedicare alla spiritualità e a ciò che è davvero importante, essenziale.

Ecco allora che allestire il Presepe nella propria casa è un modo per aprire la porta a Gesù, per farlo entrare nelle nostre vite.

Le origini del PRESEPE. Francesco e la vera storia del PRESEPE

La diffusione dell’immagine sui social network

Ha raggiunto tutti gli angoli del pianeta e ha colpito l’immaginazione di tantissime persone il presepe elogiato dal Papa con san Giuseppe che tiene in braccio Gesù bambino mentre la Madonna riposa.

All’ultima udienza generale Francesco aveva raccontato di avere ricevuto in regalo «un’immaginetta di un presepe speciale, piccolina, e si chiamava “lasciamo riposare mamma”, e c’era la Madonna addormentata e Giuseppe col bambinello, lì, facendolo addormentare».

Il solo post pubblicato il giorno di Natale sulla pagina Instagram del Papa, Franciscus, è stato visualizzato, stando a dati raccolti da FamigliaCristiana.it nel tardo pomeriggio di venerdì 27 dicembre, due milioni e 750mila volte in tutto il mondo, ha ottenuto in poco tempo 390.000 like, è stata condiviso 30mila volte e, soprattutto, quest’anno è in assoluto l’immagine del Papa su questo social network che è stata «salvata» dagli utenti più volte.

Oltre 10.000 persone hanno cioè utilizzato la funzione che permette di conservare, sul proprio account sul proprio computer o sul proprio smartphone, la foto del presepe con Giuseppe che accudisce il bambino e Maria che dorme. I commenti, fino alla sera di venerdì 27 dicembre, sono stati oltre 4.500.

Le reazioni di famiglie, madri e padri

Tra di essi, spiccano quelli di giovani famiglie, giovani madri, ma anche giovani padri, in sintonia col presepe del Papa: «E’ veramente incredibile sentirsi visti e apprezzati come madri dal Santo Padre», «Un bellissimo regalo di Natale!», «Da padre mi ricordo la nottata facendo addormentare il pupo: bellissimo!», «Vedere che Maria può riposarsi è veramente bello», «Sono contento di vivere nel tempo di Papa Francesco».

Le reazioni mostrano quanto l’immagine sia stata riconosciuta come vicina alla vita reale. Il presepe non appare soltanto come una scena lontana nel tempo, ma come una rappresentazione capace di dare spazio alla stanchezza dei genitori, all’alternanza dei compiti e alla necessità di sostenersi nella vita familiare.

Pauline s'è fatta viva da Parigi mettendo un cuoricino rosso. Cinthia Ribeiro, di cuoricini ne ha postati quattro; Mary, nove.

Ines ha scritto in portoghese: «È una bellissima espressione d'amore». Miren invita tutti a ritagliarsi momenti di silenzio e di calma, chiudendo la sua riflessione con un eloquente: «Amare è servire».

Come viene realizzata una Natività con Maria dormiente

Le rappresentazioni della Natività con Maria che dorme possono essere realizzate con materiali e stili diversi. Una figura può essere modellata, cotta e dipinta interamente a mano, trasformando ciascuna statua in un’opera unica.

Una particolare scena della Natività può raffigurare Maria sdraiata e Giuseppe col Bambino in braccio. In altre versioni la Madonna è sdraiata, mentre Giuseppe abbraccia amorevolmente il Bambino.

Le composizioni possono essere pensate per il Presepe classico e/o napoletano. Tra i materiali utilizzati figurano legno, terracotta e stoffa, mentre alcune statuine sono realizzate in resina o porcellana.

CaratteristicaDescrizione
ScenaMaria dorme e Giuseppe culla Gesù Bambino
StileClassico, Napoletano
MaterialiLegno, terracotta e stoffa
LavorazioneModellata, cotta e dipinta interamente a mano
MovimentoGiuseppe può cullare Gesù grazie al movimento del busto
AlimentazioneCorrente

La versione in terracotta con movimento

Una Natività rappresenta Maria che dorme, mentre Giuseppe, grazie al suo movimento del busto, culla Gesù Bambino. La statuina è realizzata in terracotta e dipinta a mano in Italia da sapienti mani artigiane con abiti in tessuto ben rifiniti.

La figura per il Presepe classico e/o napoletano è realizzata in terracotta ed è funzionante a corrente. Si precisa che i particolari del prodotto possono variare in quanto realizzato artigianalmente.

La composizione ha una larghezza di 20 cm, una profondità di 12 cm e un’altezza reale della statua di 12,5 cm. I materiali indicati sono legno, terracotta e stoffa, mentre l’alimentazione è a corrente.

La statua può essere classificata come “Statue in movimento”, in terracotta, con altezza di 12 cm, stile classico e napoletano, alimentazione a 220 Volt e figure in movimento dedicate alla Natività e ai Re Magi.

Una rappresentazione artigianale e irripetibile

Figura in argilla, modellata, cotta e dipinta interamente a mano. Ciascuna statua è un’opera unica.

La lavorazione artigianale rende possibile una lieve variazione tra una composizione e l’altra. La statua potrebbe avere una lieve variazione dovuta dalla lavorazione artigianale.

La presenza di tessuti, terracotta, legno, resina o porcellana permette di interpretare la scena secondo sensibilità differenti, mantenendo però il nucleo narrativo dell’immagine: Maria si riposa, Giuseppe si prende cura del Bambino.

Perché scegliere questa scena per il presepe

  • Rappresenta la Sacra Famiglia attraverso una scena quotidiana e riconoscibile.
  • Mostra Giuseppe come padre coinvolto nella cura di Gesù.
  • Riconosce a Maria il diritto e la necessità di riposare dopo la nascita del Bambino.
  • Esprime la condivisione delle responsabilità all’interno della famiglia.
  • Comunica tenerezza, vicinanza, armonia domestica e pace.
  • Collega la Natività alla vita concreta delle famiglie contemporanee.
  • Trasforma il presepe in un’immagine capace di parlare sia alla spiritualità sia all’esperienza quotidiana.

La Natività con Maria che dorme e Giuseppe che culla Gesù presenta dunque la Sacra Famiglia nella sua dimensione più umana: una madre stanca che si abbandona al sonno, un padre che prende il Bambino tra le braccia e una casa costruita sulla cura reciproca.

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