Benedizioni a Sasso Marconi: tradizioni, chiese e vita della comunità

A Sasso Marconi le benedizioni rappresentano un momento di fede condivisa e di preparazione alle principali celebrazioni religiose, in particolare al Natale e alle esequie. Tra gli appuntamenti più significativi rientra la Benedizione dei Bambinelli, durante la quale i fedeli portano in chiesa le statuine del Bambino Gesù dei propri presepi.

Sabato 20 e domenica 21, durante tutte le Ss. Messe, i fedeli potranno portare in chiesa le statuine del Bambino Gesù dei propri presepi per ricevere la tradizionale benedizione. Come ogni anno, torna anche la Benedizione dei Bambinelli, simbolico momento di preparazione al Natale.

La Benedizione dei Bambinelli

La Segreteria delle Parrocchie di Sasso Marconi rende noto il calendario degli eventi che accompagneranno la comunità verso il Natale, tra tradizione, momenti di fraternità e iniziative per bambini e famiglie. Sabato 20 e domenica 21, durante tutte le Ss. Messe, i fedeli potranno portare in chiesa le statuine del Bambino Gesù dei propri presepi per ricevere la tradizionale benedizione.

La celebrazione si inserisce nel calendario degli appuntamenti natalizi delle parrocchie e coinvolge fedeli, bambini e famiglie. Proseguono inoltre le iscrizioni a “Inverno Ragazzi”, il tradizionale appuntamento invernale dedicato a bambini e adolescenti, che propone attività educative, giochi di gruppo e laboratori creativi durante le vacanze natalizie.

Le celebrazioni e gli appuntamenti della comunità

Domani, domenica 14 dicembre, presso la parrocchia di San Lorenzo, torna il tradizionale Mercatino di Natale. Saranno disponibili tante piccole Natività artigianali, candele, alberelli decorativi e altre creazioni per addobbare la casa durante le festività.

Sabato 20 dicembre, nella Sala Polivalente di San Lorenzo, si terrà la consueta “Festa sotto l’Albero”, un appuntamento ormai atteso da tutta la comunità. Il programma prevede: · Ore 16.30 - Spettacolo natalizio a cura dei diversi gruppi parrocchiali, con esibizioni, canti e momenti animati dedicati anche ai più piccoli. · Ore 18.30/19.00 - Apericena comunitario, aperto a tutti i parrocchiani, per festeggiare insieme un traguardo importante: i 20 anni di consacrazione sacerdotale di don Paolo, parroco di Sasso Marconi.

Un momento di convivialità per esprimere gratitudine e vicinanza al sacerdote. La Segreteria parrocchiale conclude con un messaggio rivolto a tutta la comunità: Auguri di Buon Natale!

statuine del Bambino Gesù in chiesa

Le chiese di Sasso Marconi come luoghi di fede e memoria

Se le ville raccontano la vita della nobiltà, le chiese di Sasso Marconi sono il cuore pulsante delle nostre comunità, custodi della memoria e dell’identità più profonda del territorio. Sparse tra il fondovalle e i borghi collinari, le nostre parrocchie e i piccoli oratori non sono solo luoghi di culto, ma veri scrigni di arte, storia e architettura che si integrano perfettamente nel paesaggio appenninico.

Dai complessi ricchi di storia che hanno resistito alle ferite del tempo e delle guerre, fino alle piccole cappelle rurali nate per proteggere i viandanti lungo le antiche vie di comunicazione, ogni edificio sacro ha una storia unica da raccontare. Al loro interno si incrociano stili architettonici diversi, opere d’arte nate dall’ingegno locale e i segni devozionali lasciati da intere generazioni di fedeli.

Il Santuario della Beata Vergine del Sasso

Il Santuario della Beata Vergine del Sasso si trova in Piazza dei martiri della liberazione. La chiesa attuale è stata ricostruita negli anni Cinquanta in sostituzione del santuario ottocentesco, distrutto durante i bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale.

Un primo edificio fu costruito tra il 1802 ed il 1831, su disegno di Angelo Venturoli, ed attualmente si conservano i due campanili di facciata ed parte del portico. La prima pietra del santuario ottocentesco, sorto per ospitare l’immagine della Vergine trasferita dal primitivo, ricavato nel Sasso e oramai divenuto pericolante, fu posta dal Cardinale Annibale Banzi il 15 agosto 1801 e fu completato nel 1831, ad eccezione dei due campanili, eretti dall’ing. Tito Azzolini soltanto nel 1888 con lievi modifiche rispetto al progetto del Venturoli.

La guerra causò la grave perdita della quattrocentesca immagine della Madonna, sostituita nel 1951 da un quadro, donato dal pittore dilettante Giovanni Franchi, che ne riproduce la più antica effige.

Dati storico-artistici

ElementoInformazione
Oggettochiesa-parrocchiale
Ambito culturaleMaestranze Locali
AttribuzioneVenturoli Angelo (1749/ 1821): costruzione
LocalizzazioneSasso Marconi (BO) - Emilia Romagna , ITALIA
IndirizzoPiazza Martiri della Liberazione, 1, Sasso Marconi (BO)
Condizione giuridicaproprietà Ente religioso cattolico
Codice di catalogo nazionale0800243362

L’ente competente per la tutela è la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna. L’ente schedatore è la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la citta' metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.

La data di compilazione è il 1993, mentre la data di aggiornamento è 2005 2020. La documentazione allegata comprende estratto di mappa catastale (1) ed estratto di mappa catastale (2).

La chiesa di San Pietro a Castello

La chiesa di San Pietro a Castello si trova in Via Castello 38. La località di Castel del Vescovo si trova in posizione elevata sul colle che fronteggia la piazza principale di Sasso Marconi.

La zona appartenne alla chiesa bolognese fin dal primo Duecento, come attesta anche la dedicazione della chiesa a San Pietro, titolare della cattedrale di Bologna. La chiesa è nominata nelle Decime del 1300 come San Pietro di Castel del Vescovo e nei suoi pressi, ancora alla fine del Settecento, si potevano notare le rovine di un fortilizio.

L’attuale edificio religioso risale al primo Ottocento. Dopo il trasferimento della sede parrocchiale nel Santuario della Madonna del Sasso (1882), la chiesa di San Pietro viene ora officiata una sola volta l’anno.

Le forme attuali risalgono agli inizi del XIX secolo. Durante l’ultima guerra mondiale la chiesa subì ingenti danni: una cappella sul lato a sud andò completamente distrutta da una cannonata e danni ha riportato anche la facciata timpanata.

La chiesa dei Santi Giorgio e Leo

La chiesa dei Santi Giorgio e Leo si trova in Via San Leo 30/32. La chiesa menzionata nelle Decime del 1300, quale suffraganea della Pieve di Panico, deve il suo aspetto attuale alle consistenti ristrutturazioni operate nel XVII e nel XIX secolo.

Circa l’assetto della chiesa antecedente, i documenti ricordano che era “di forma antica”, con palco a travi, priva di coro e sacrestia. Nel 1839 fu abbassato il pavimento, edificati due altari laterali con le relative cappelle, ed infine costruito un nuovo altare maggiore e due cantorie.

La relazione del 1872 del parroco don Pietro Cenacoli descrive un edificio ad una sola navata, con ampio presbiterio e coro. Le due cappelle laterali erano dedicate alla Vergine e a San Francesco d’Assisi, mentre una terza cappella che si trovava in sacrestia, era dedicata a San Luigi.

Attigui alla chiesa erano il campanile, con quattro campane, e la casa per il campanaro. Sull’altro lato, addossata alla chiesa, si trovava la canonica. Da una fotografia di inizio secolo è possibile vedere che sul campanile erano collocati un orologio solare ed un orologio meccanico, ora scomparsi.

Le opere d’arte e la devozione

Un culto piuttosto vivace è quello della Beata Vergine degli Angeli, alla quale era particolarmente devota la confraternita del S.S. Sacramento, costituita in parrocchia nel 1833. Oggetto di venerazione è una statua della Madonna Immacolata in terracotta policroma del sec. XVIII, dono di don Antonio Vivarelli (1786) che, a sua volta, l’aveva ricevuta dai Padri Teatini di S. Andrea della Valle in Roma.

E’ opera di pregio la Veigine con Bambino solitamente attribuita ad Elisabetta Sirani (1638-1665). Sulla parete di destra della chiesa è collocata una Sacra famiglia con s. Giovannino e i santi Agostino e Antonio (fine sec. XVII): la Vergine e san Giuseppe guardano amorevolmente il Bambino che, in piedi su una cesta di panni, vezzeggia san Giovannino.

Sullo sfondo, a destra, s. Agostino tiene in mano un bastone fiorito mentre, sulla sinistra, s. Antonio regge un libro. Lungo le pareti sono le quattordici stazioni della Va Crucis, dipinte ad olio su tela (fine del sec. XVIII), racchiuse in cornici dal coronamento a volute vegetali stilizzate.

Sulla volta della cupola, infine, si trovano affreschi di Filippo Pedrini (1763- 1856) raffiguranti il Padre Eterno. Altre due tele di un certo pregio sono custodite nella sacrestia: l’una raffigura San Luigi, cui è dedicato un altare, ed è opera di Luigi Cresa (sec. XVIII.), l’altra, databile al sec. XVI, raffigura San Girolamo e santa Caterina di Alessandria, opera di un pittore manierista bolognese affine alla maniera di Pellegrino Tibaldi.

Significativo il fatto che san Leo, vescovo di Montefeltro, sia il santo patrono dei tagliapietre, professione antica e intimamente legata alla principale attività degli abitanti della zona del Sasso di Glòsina.

La chiesa di Sant’Antonio da Padova a Colle Ameno

La chiesa di Sant’Antonio da Padova si trova presso la località di Colle Ameno e non viene più officiata. La località era famosa per la presenza della Villa Ghisilieri che gli eventi bellici hanno ridotto in rovina.

Rimane il borgo, un tempo quasi una piccola città, con case, strada interna, botteghe, forno, una fabbrica di maioliche ed una stamperia, che vennero costruite nella prima metà del Settecento dal senatore Filippo Ghisilieri.

La chiesa di Sant’Antonio fu fatta costruire una prima volta nel 1675, da Giovan Francesco Davia e risultava di dimensioni leggermente minori rispetto all’attuale. La sistemazione odierna, un tempo caratterizzata da un’artificiosissima decorazione di specchi gialli e prismi che riverberavano la luce tutt’intorno senza rivelarne l’origine, si deve allo scenografico rifacimento avvenuto nel 1735 dopo che, nel 1692, la proprietà fu acquistata dai Ghisilieri.

Alla committenza Ghisilieri sono riconducibili la costruzione della facciata, del campanile (1747) e della quasi totalità della decorazione dell’interno con stucchi, quadrature ed affreschi. L’esterno è piuttosto spoglio e rigoroso, obbediente ai dettami del barocco più misurato ed essenziale, con linee solo lievemente mosse.

La pianta della chiesa è cruciforme, con due cappelle laterali ed una centrale. La cappella di destra è dedicata al Crocifisso e la sua decorazione è prevalentemente opera di Ottavio e Nicola Toselli, scultori bolognesi attivi nella prima metà del sec. XVIII.

Questi artisti sono infatti gli autori delle statue in legno di pinto raffiguranti due Angeli, un Angelo in volo che regge il Crocifisso, san Francesco in estasi e san Filippo Neri (1749). Particolarmente pregevole è la decorazione ad affresco delle volte, opera di Mauro Aldrovandini di Budrio, decoratore attivo nel secondo quarto del sec. XVIII.

La cappella di sinistra è stata decorata nel secondo quarto del sec. XVIII. L’altare in scagliola policroma ha tre mensole sulla parte superiore: al centro il tabernacolo in legno dorato, sormontato da due coppie di colonnine tortili dipinte ad illusione del marmo.

Si tratta di un’opera barocca di gusto illusionistico, eseguita da un autore vicino ai fratelli Toselli. Il soffitto affrescato a trompe l’oeil e opera del decoratore Mauro Aldrovandini (1649-1680).

Nella cappella è custodita un’immagine della Vergine con Bambino, in legno dipinto, opera di un artista bolognese della cerchia dei Toselli. L’altare maggiore è dedicato a San Pio V Ghisilieri, ritratto in adorazione del Crocifisso nel bel bassorilievo di Angelo Piò (1690-1770).

Gli affreschi alle pareti sono di Mauro Aldrovandini di Budrio che vi raffigurò architetture fantastiche sfondanti la parete e, al centro, uno scorcio di cielo su cui campeggia il triangolo della Trinită sfolgorante di luce.

La chiesa di San Cristoforo di Mongardino

La chiesa di San Cristoforo di Mongardino si trova in Via Codicino 16. La trecentesca parrocchia di San Cristoforo di Montefrascone, dal nome del colle su cui sorgeva, venne distrutta da una frana, probabilmente nel corso del XV secolo.

La sede parrocchiale fu quindi trasferita in un vicino oratorio forse dedicato a San Martino e si procedette al la costruzione di una nuova chiesa non fontana dall’oratorio, in segato demolito. La sistemazione attuale in stile neoclassico risale al 1841.

L’impianto di base può per essere ricondotto al sec. XVI o, più precisamente, ad un periodo antecedente al 1579. Infatti proprio in quell’anno il Cardinale Gabriele Paleotti ordinò l’inversione dell’orientamento della chiesa, che comportò l’apertura dell’ingresso principale sul lato di levante.

Rifacimenti molto importanti avvennero nel 1841, per opera del parroco don Andrea Bernasconi. Il sacerdote, ottenuti aiuti economici dai parrocchiani e dalla contessa Erminia Rossi Marsigli, ingrandì la chiesa facendo costruire una nuova cappella maggiore e risistemare la facciata.

In seguito, tra il 1880 e il 1882, il laborioso sacerdote completava i rifacimenti elevando l’attua le campanile. La chiesa sorge sulla sommità di un picco la colle ed è preceduta da un vialetto alberato, con la pavimentazione a ciottoli.

La facciata timpanata, dalle linee architettoniche sottolineate dai colori giallo e rosso, ha agli angoli due lesene. Sopra la porta di ingressa, sormontata da un lunettone, l’iscrizione dedicato ria a S. Cristoforo di Mongardino.

L’interno ha un’unica navata absidata su cui si aprono due profonde cappelle laterali. La pala d’altare rappresenta la Vergine ed il Bambino con i santi Cristoforo e Martino (sec XVII).

Sulla parete sinistra del presbiterio si trova un quadro raffigurante l’Immacolata (sec. XVIII): la Vergine è ritratta tra le nubi, con una corona sorretta da angeli sul capo e sotto i piedi una falce di luna.

Appartenente al XVIII secolo è anche il quadro di S. Antonio, un olio su tela di un anonimo pittore bolognese; il quadro raffigura il santo inginocchiato, gli occhi levati al cielo, in atteggiamento contemplativo.

E di segnalare una statua in terracotta di pregevole fattura raffigurante Sant’ Antonio Abate cui è dedicata la cappella di destra, e un altra, in legno intagliato, raffigurante San Cristoforo. Notevole anche il gruppo in terra cotta raffigurante la Pietà, databile tra la meta e la fine del secolo XVII.

La chiesa di Santo Stefano di Pontecchio

La chiesa di Santo Stefano di Pontecchio si trova in Via Pontecchio. La parrocchia era, nel 1300, un’abbazia dei Canonici Lateranensi e come Pieve aveva il diritto di giurisdizione su altre dodici chiese situate nel territorio circostante.

Nel 1852 si portò l’ingresso principale a valle, precedentemente orientato a monte e, durante questi lavori, venne rifatta la facciata. Preceduta da un viale alberato che la collega alla strada statale, la chiesa di Santo Stefano ha la facciata, dai colori bianco e rosa, terminante in un timpano.

Il campanile è sulla destra, mentre sulla sinistra si trova la canonica. L’interno ad una sola nave con un breve transetto sormontato da una cupola con affreschi di cassettoni, presenta decorazioni con candelabre e racemi vegetali su tutte le pareti ed il soffitto.

All’interno dell’abside poligonale, si trova una bella immagine del Cristo, collocata sulla porta del tabernacolo. Si tratta di un’opera di uno dei Gandolfi, famiglia di pittori e scultori bolognesi attivi nella seconda metà del sec. XVIII e nei primi anni del XIX.

Orari delle celebrazioni

Orari Sante Messe . FESTIVE S. Lorenzo di Sasso Marconi h 10.00 S. Pietro di Sasso Marconi h 11.30 h 18.00 Nei mesi di luglio e agosto la Messa vespertina festiva è sospesa.

PREFESTIVE E FERIALI S. Pietro di Sasso Marconi h 18.00 Prefestiva h 8.30 Feriale.

San Pietro si trova in Piazza Martiri della Liberazione, 1, 40037 Sasso Marconi BO Italia. Il rito è romano.

Masses mon - fri : 8:30 sat : 18:00 sun : 11:3018:00. Eucharistic adoration thu : 20:30.

Le benedizioni legate alla vita della comunità

Le parrocchie di Sasso Marconi accompagnano anche i momenti di lutto attraverso la benedizione della salma e le celebrazioni esequiali. E’ tornato alla Casa del Padre Dario VENTURI. La benedizione avverrà Venerdì 2 Aprile 2021 alle ore 14.30 presso il cimitero di San Lorenzo.

Ci uniamo in preghiera affinché il Signore doni alla sua anima la beatitudine eterna. E’ tornato alla Casa del Padre Luca Magnani di San Pietro. La Santa Messa esequiale sarà celebrata sabato 26 settembre 2026 alle ore 10.00 presso la chiesa di San Pietro.

E’ tornato alla Casa del Padre Aldo Sandri di Sasso Marconi. La Santa Messa esequiale sarà celebrata mercoledì 16 settembre 2026 alle ore 15.20 presso la chiesa di San Pietro.

E’ tornata alla Casa del Padre Vanda Muzzarini di Sasso Marconi. La Santa Messa esequiale sarà celebrata venerdì 28 agosto 2026 alle ore 15.00 presso la chiesa di San Pietro.

E’ tornata alla Casa del Padre Zina Rovatti di San Pietro. La Santa Messa esequiale sarà celebrata martedì 25 agosto 2026 alle ore 11.00 presso la chiesa di San Pietro.

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