Il battesimo cristiano di una persona musulmana: significato, percorso e differenze tra Islam e Cristianesimo

Il battesimo cristiano di una persona musulmana non è una procedura immediata, ma un passo che normalmente richiede tempo, dialogo, catechesi e una maturazione consapevole della fede. La Chiesa non battezza in breve tempo, proprio per rispetto della maturazione delle persone e per rispetto dell’Islam.

In situazioni eccezionali, caratterizzate da un pericolo concreto per chi desidera convertirsi, il percorso può essere valutato con particolare attenzione dall’autorità ecclesiastica competente. Dopo un giorno di dialogo e attesa, il vescovo concede che siano battezzati. Riceveranno il Battesimo, la Confermazione e la Comunione, che sarà probabilmente l’unica per molti anni, finché torneranno in un luogo dove si celebri l’Eucarestia e dove possano non essere riconosciuti.

Perché il battesimo di un musulmano richiede un percorso di preparazione

Il battesimo cristiano esprime l’ingresso nella fede cristiana e non può essere ridotto a un atto formale o a una semplice dichiarazione momentanea. Propongo di iniziare una catechesi via skype con qualche persona che parli la loro lingua per giungere al Battesimo, se confermeranno il loro desiderio, tra uno o due anni.

La preparazione serve a verificare la libertà della scelta, la conoscenza essenziale del cristianesimo e la consapevolezza delle conseguenze personali, familiari e sociali della conversione. Comprendere le differenze e le analogie tra due religioni è il punto di partenza per creare un dialogo costruttivo e arricchente anche tra uomini culturalmente molto lontani tra loro.

Il discernimento riguarda anche la situazione concreta della persona. Se iniziassimo a parlare con un prete nel nostro paese e le autorità capissero che ci stiamo convertendo, potremmo essere uccisi. La valutazione di un caso simile deve tenere insieme la libertà della decisione, la sincerità della richiesta, la preparazione possibile e la tutela della vita.

Un caso di conversione in condizioni di pericolo

Il Centro culturale Gli scritti (15/11/2015) Mi telefona una tassista. “Ci sono con me tre musulmani che si vogliono battezzare, come possono fare?” Parlo con loro in inglese e comincio a spiegare che la Chiesa non battezza in breve tempo, proprio per rispetto della maturazione delle persone e per rispetto dell’Islam.

Il padre - sono una giovane coppia con un figlio adolescente - mi risponde: “Padre, ma noi siamo venuti qui solo per questo. Abbiamo speso tantissimo denaro per venire a Roma. Se iniziassimo a parlare con un prete nel nostro paese e le autorità capissero che ci stiamo convertendo, potremmo essere uccisi. Noi torniamo nel nostro paese fra quattro giorni, desideriamo essere battezzati prima di partire, siamo venuti qui a Roma solo per questo, non siamo venuti per lavoro o per turismo” - vengono da un paese dove la legge coranica è applicata in maniera molto rigida.

Ci incontriamo, la loro commozione è grande. Dopo un giorno di dialogo e attesa, il vescovo concede che siano battezzati. Vengono battezzati, indossano le vesti bianche, ricevono la luce di Cristo.

C’è grande commozione in parrocchia quando vengono battezzati, scendono le lacrime al momento del Battesimo e quando tanti, alla fine della Messa, vengono ad abbracciarli. C’è chi non si accorge nemmeno di cosa significhi avere la possibilità di ricevere l’eucarestia ogni domenica e c’è chi viene da lontano solo per riceverla un giorno nella vita, insieme alla grazia del Battesimo.

La vita cristiana dopo il battesimo

Il battesimo non conclude il cammino cristiano, ma ne costituisce l’inizio. Riceveranno il Battesimo, la Confermazione e la Comunione, che sarà probabilmente l’unica per molti anni, finché torneranno in un luogo dove si celebri l’Eucarestia e dove possano non essere riconosciuti.

Nel frattempo continueranno a riunirsi nelle case, come già fanno, con un piccolo gruppo di cristiani orientali che lo sono da generazioni. La possibilità di partecipare alla vita ecclesiale può quindi dipendere dalle condizioni di sicurezza, dalla libertà religiosa e dalla possibilità di non essere identificati.

Il figlio mi spiega che nei loro percorsi scolastici non si studia nulla della storia del loro paese, che ha tradizioni antichissime e nobilissime, prima dell’arrivo dell’Islam. Non si studia nulla dell’uomo primitivo, nulla della Grecia, nulla di Darwin, di Marx e di Freud, nulla dei Vangeli e del cristianesimo, se non che Gesù non è morto in croce e che la crocifissione è una falsificazione dei cristiani, perché Gesù non sarebbe morto in croce, ma sarebbe asceso in corpo e anima presso Dio.

Pur essendo la lingua del paese un’altra, si inizia lo studio dell’arabo fin dalla I elementare. La censura proibisce l’accesso a molti siti Internet non islamici, ma con opportune apparecchiature molti evadono il blocco, anche se i collegamenti divengono lentissimi.

L’80% della popolazione vorrebbe libertà - la donna ha tatuato sul braccio la parola “libertà”, ma nel suo paese porta lunghe maniche che impediscono di cere anche l’avambraccio. Solo il 10% vuole mantenere il paese nella condizione in cui si trova, ma quel 10% è al potere e la paura impedisce a tutti di opporre una qualche resistenza.

Islam e Cristianesimo: la comune origine abramitica

Le religioni monoteiste, come l’Islam e il Cristianesimo, si fondano sull’adorazione di un unico Dio e sulla rivelazione divina trasmessa attraverso testi sacri e profeti. Le principali religioni abramitiche sono l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam.

Queste religioni sono chiamate così perché traggono origine da Abramo, considerato il patriarca e il primo monoteista. Questo comune punto di partenza ha contribuito a creare una base di credenze condivise, ma ha anche portato a sviluppi teologici distinti e talvolta divergenti.

Per i cristiani, come per gli ebrei, la discendenza di Abramo si identifica con Isacco, scelto da Dio, mentre gli islamici considerano più importante Ismaele, il figlio primogenito di Abramo, avuto con la schiava Agar prima che Sara restasse incinta. Nel Corano è Ismaele che Abram è sul punto di sacrificare.

Ebraismo, Cristianesimo e Islam condividono radici comuni e alcuni principi fondamentali, mentre si differenziano in modo significativo nel concetto di Dio, nei testi sacri, nelle figure chiave, nelle pratiche religiose e nelle dottrine sulla salvezza.

Tutte e tre le religioni credono in un unico Dio onnipotente, onnisciente e misericordioso e si basano su testi sacri. L’Ebraismo ha la Torah, il Cristianesimo ha la Bibbia (composta dall’Antico e dal Nuovo Testamento), e l’Islam ha il Corano.

Le religioni abramitiche riconoscono l’importanza dei profeti. Molti profeti sono comuni a tutte e tre le fedi, come Abramo, Mosè e Davide. Tutte e tre le religioni hanno una serie di leggi e comandamenti che guidano la vita morale e spirituale dei fedeli.

Per esempio, i Dieci Comandamenti sono una parte fondamentale dell’Ebraismo e del Cristianesimo, mentre l’Islam ha la Sharia, che include le leggi derivate dal Corano e dagli Hadith, racconti legati al profeta Maometto, ha ciò che ha detto e fatto.

C’è anche una credenza condivisa nel Giorno del Giudizio, quando Dio giudicherà l’umanità. Questa credenza varia nei dettagli ma è una componente importante di tutte e tre le fedi.

simboli delle religioni abramitiche

Le principali analogie tra Islam e Cristianesimo

Per cominciare, possiamo affermare che Islam e Cristianesimo vantano il maggior numero di fedeli al mondo: circa 1800 milioni per la prima e 2300 milioni per la seconda. In secondo luogo, sia i seguaci dell’Islam che quelli del Cristianesimo considerano la propria religione monoteista.

Entrambe le fedi credono in un unico Dio e sottolineano l’importanza della rivelazione divina, trasmessa attraverso i loro rispettivi testi sacri: il Corano per i musulmani e la Bibbia per i cristiani. Questa comune adesione al monoteismo è una delle fondamentali analogie tra Islam e Cristianesimo.

Le due fedi condividono anche lo stesso luogo d’origine, il Medio Oriente. Questa regione ha svolto un ruolo cruciale nello sviluppo delle religioni monoteiste, influenzando profondamente la storia e la cultura delle civiltà che vi sono fiorite.

Proprio le radici comuni nel Medio Oriente hanno portato a diverse somiglianze e differenze tra le due fedi, con importanti implicazioni storiche e teologiche. Nonostante le differenze teologiche e pratiche, esistono tuttavia molte analogie tra Islam e Cristianesimo.

Entrambe le religioni riconoscono l’importanza dei profeti e delle rivelazioni divine. Per esempio, musulmani e cristiani venerano figure come Abramo, come abbiamo visto, ma anche Mosè e Gesù, sebbene con ruoli e interpretazioni diverse.

Entrambe le religioni sottolineano poi l’importanza della preghiera, della carità e della vita morale. Inoltre, sia l’Islam che il Cristianesimo promuovono la misericordia, la giustizia e l’amore per il prossimo come valori fondamentali.

Le somiglianze tra Islam e Cristianesimo includono anche una visione apocalittica del mondo. Entrambe le religioni credono nel Giorno del Giudizio, quando Dio giudicherà l’umanità per le sue azioni.

Le differenze nel concetto di Dio

Le differenze teologiche tra Islam e Cristianesimo sono profonde e spesso complesse. Una delle principali divergenze riguarda la concezione di Dio.

Come abbiamo detto, entrambe le religioni, Islam e Cristianesimo, credono in un unico Dio la cui Parola è veicolata da un testo scritto. Nel Cristianesimo, però, Dio è Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo, tre persone distinte unite in un’unica essenza divina, un solo Dio.

Dio è visto come creatore, Padre misericordioso, che si è rivelato agli uomini attraverso la venuta di Cristo e il dono dello Spirito Santo. Gesù è il Redentore, simbolo di speranza e portatore di Salvezza.

In contrasto, l’Islam vede Dio (Allah) come Uno e Unico, e questo concetto di unità e unicità di Dio è al centro della fede islamica. La Trinità è rifiutata poiché spezza l’unità di Dio e considerata come una forma di politeismo.

Essi considerano Gesù un profeta, non divino, mentre lo Spirito Santo è identificato con l’angelo Jibril (Gabriele), incaricato di trasmettere la Rivelazione ai profeti, senza attributi di divinità. Maometto è considerato l’ultimo e il più grande tra i profeti, portatore del messaggio finale di Allah agli uomini.

Gesù, la croce e la salvezza

Una delle principali differenze tra Islam e Cristianesimo riguarda la figura di Gesù. Nel Cristianesimo, Gesù è considerato il Figlio di Dio e il Salvatore dell’umanità, mentre nell’Islam è riconosciuto come uno dei più grandi profeti, ma non come divino.

Questa divergenza fondamentale influisce profondamente sulle dottrine e sulle pratiche delle due religioni. Nel Cristianesimo, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo sono al centro della fede cristiana.

Nel racconto relativo alla famiglia che chiede il battesimo, il figlio riferisce una concezione diversa della crocifissione. Non si studia nulla dei Vangeli e del cristianesimo, se non che Gesù non è morto in croce e che la crocifissione è una falsificazione dei cristiani, perché Gesù non sarebbe morto in croce, ma sarebbe asceso in corpo e anima presso Dio.

Anche la salvezza è intesa diversamente nelle due religioni. Per i cristiani, la salvezza è raggiunta attraverso la fede in Gesù Cristo e la Sua redenzione per i peccati dell’umanità.

I musulmani credono che la salvezza si ottenga attraverso la sottomissione alla volontà di Allah, l’osservanza dei Cinque Pilastri dell’Islam e il compimento di buone azioni.

Inoltre nel Cristianesimo c’è il concetto di peccato originale, connaturato alla natura umana a causa di Adamo ed Eva, e che richiede il Battesimo per essere debellato con la grazia di Gesù. Per l’Islam il peccato originale non esiste e Adamo ed Eva sono stati perdonati.

Il Corano e la Bibbia

Corano e Bibbia sono i testi sacri rispettivamente dell’Islam e del Cristianesimo. Sebbene entrambi siano considerati rivelazioni divine, presentano differenze significative in termini di contenuto, struttura e interpretazione.

Il Corano, composto da 114 sure o capitoli, è considerato dai musulmani la parola letterale di Dio (kalimat Allāh), creata prima dell’origine dell’uomo e dettate da Dio ad Adamo, Abramo, e soprattutto al profeta Maometto attraverso l’angelo Gabriele.

Per questo il testo del Corano è sempre uguale a sé stesso, immutato, né è mutabile e non è traducibile dall’arabo. Questo perché l’uomo dimentica e distorce il messaggio, sicché questo deve essere reiterato.

Il Corano è scritto in arabo classico, con un linguaggio poetico e ritmico. È considerato un testo molto eloquente e ha influenzato la letteratura araba. Il testo del Corano è organizzato in ordine di lunghezza delle sure, non in ordine cronologico.

La Bibbia, invece, è una raccolta di testi scritti da vari autori nel corso di secoli e comprende l’Antico e il Nuovo Testamento. L’Antico Testamento contiene testi sacri ebraici, mentre il Nuovo Testamento si concentra sulla vita e gli insegnamenti di Gesù Cristo.

La Bibbia è stata scritta e tradotta in varie lingue (ebraico, greco antico, aramaico), con stili letterari diversi tra i vari libri e autori. Per la religione islamica, il Corano ha autorità suprema e la sua interpretazione è regolata da studiosi religiosi (ulema) e tradizioni di esegesi (tafsir).

Nel Cristianesimo, la Bibbia è considerata autorità divina, ma la sua interpretazione può variare tra le diverse denominazioni e tradizioni teologiche.

Il battesimo cristiano e le pratiche religiose islamiche

Le pratiche religiose riflettono le differenze teologiche tra cristiani e musulmani. I musulmani osservano i Cinque Pilastri dell’Islam: la professione di fede (Shahada), la preghiera (Salah), l’elemosina (Zakat), il digiuno durante il mese di Ramadan (Sawm) e il pellegrinaggio alla Mecca (Hajj).

Questi pilastri rappresentano le basi della fede islamica e guidano la vita quotidiana dei musulmani. Il passaggio al cristianesimo comporta quindi l’adesione a una fede, a una comunità e a pratiche religiose diverse.

I cristiani, invece, seguono i Sacramenti, che variano leggermente tra le diverse denominazioni. I Sacramenti principali includono il Battesimo, l’Eucaristia (comunione), la Confessione, la Confermazione, il Matrimonio, l’Unzione degli infermi e l’Ordine sacro.

Questi Sacramenti sono visti come mezzi di grazia divina e sono centrali nella pratica religiosa cristiana. Nel caso descritto, le persone ricevono il Battesimo, la Confermazione e la Comunione.

Il Battesimo è quindi inserito in un insieme più ampio di sacramenti e di vita ecclesiale. La Confermazione completa il cammino di iniziazione cristiana, mentre l’Eucaristia costituisce il momento della comunione sacramentale con Cristo e con la comunità.

Santi, intercessione e culto delle reliquie

Ancora, nel Cristianesimo è accettato e incoraggiato il culto dei Santi, uomini e donne vissuti e morti nella Grazia di Dio, spesso uccisi per la propria fede e divenuti modelli di vita cristiana.

Ci si può rivolgere ad essi per avere intercessione presso Dio. Nell’islam niente e nessuno può essere associato ad Allah, dunque nessuno può essere considerato degno di intercedere tra Dio e l’uomo.

Allo stesso modo l’Islam condanna da sempre il culto delle reliquie. Questa differenza mostra come le due tradizioni interpretino in modo diverso il rapporto tra Dio, i credenti e le figure religiose.

Il significato della scelta battesimale

La scelta di chiedere il battesimo può assumere significati diversi in base alla storia personale, alla formazione religiosa e alla situazione sociale della persona. Nel caso descritto, la richiesta nasce da una decisione maturata in condizioni di rischio e da un viaggio compiuto esclusivamente per ricevere i sacramenti.

Padre, ma noi siamo venuti qui solo per questo. Abbiamo speso tantissimo denaro per venire a Roma. Noi torniamo nel nostro paese fra quattro giorni, desideriamo essere battezzati prima di partire, siamo venuti qui a Roma solo per questo, non siamo venuti per lavoro o per turismo.

La scelta viene accompagnata dalla commozione personale e dalla partecipazione della comunità. Ci incontriamo, la loro commozione è grande. Vengono battezzati, indossano le vesti bianche, ricevono la luce di Cristo.

Il battesimo cristiano di un musulmano deve dunque essere compreso sia nella sua dimensione sacramentale sia nel contesto umano concreto. Le religioni monoteiste hanno profondamente influenzato la storia, la cultura e le società in tutto il mondo.

Comprendere le analogie e le differenze tra Islam e Cristianesimo può promuovere una maggiore tolleranza e rispetto reciproco tra musulmani e cristiani, contribuendo a un dialogo interreligioso più costruttivo e pacifico.

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