L’Istituto paritario Santa Giovanna Antida di Mandello del Lario è una realtà educativa fondata nel 1921 dalle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret, con una scuola elementare parrocchiale e una scuola materna. Oggi l’istituto accompagna bambini e ragazzi con un progetto educativo centrato sulla crescita globale della persona, sulla collaborazione con le famiglie e sull’attenzione ai più piccoli e ai più deboli.
La sede attuale si trova in via Alessandro Manzoni 40, dove il complesso scolastico comprende spazi destinati alla scuola dell’infanzia, alla scuola primaria e al nido. Attualmente sono circa 200 i bambini che frequentano l’Istituto paritario, provenienti da Mandello del Lario, Abbadia Lariana, Lierna e dai comuni del circondario.
La storia dell’Istituto Santa Giovanna Antida
L’Istituto interessato al progetto è stato fondato nel 1921 dalle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret: il 1° novembre vennero aperte una scuola elementare parrocchiale all’oratorio maschile in via Bertola e una scuola materna in via Monastero, a Mandello. L’attuale sede di via Manzoni è aperta dal 1963; nel 1965 la scuola ha ottenuto la parifica ministeriale e nel 2000 la parità.
A Mandello, nel 1921 l’Arciprete della Parrocchia S. Lorenzo, Don Bai Rossi, desideroso di offrire alle famiglie l’educazione cristiana dei figli, chiede alla superiora provinciale di Vercelli, suor Anastasia Penna, tre suore della carità (sappiamo che ne sono arrivate più di tre) per affidare loro l’asilo infantile “Pini” e una scuola elementare, che sorgerà nei locali della Parrocchia.
Il primo novembre di 100 anni fa venne aperta la scuola elementare parrocchiale, presso l’oratorio maschile in via Bertola e la scuola materna in via Monastero, in un complesso in cui anche le suore dell’ordine di Santa Giovanna Antida Thouret avevano la loro abitazione. Qui iniziò la storia, fatta non solo di muri, banchi e cattedre, ma anche di una vera e propria passione per l’insegnamento in un contesto cristiano cattolico.
Dalla prima sede alla struttura di via Manzoni
Nel 1948, l’istituto venne acquisito da parte dei superiori dell’Ordine delle Suore, la villa liberty situata in via Manzoni di proprietà del Senatore Giorgio Enrico Falk. Per i mandellesi “il Villone” divenuto dimora delle religiose della Carità con il nome “Villa Regina Pacis” autorizzata nella sua apertura dall’allora vescovo di Como Felice Bonomini.
Negli anni sessanta, una nuova svolta entra a far parte di questa storia centenaria. Nelle immediate adiacenze della costruzione in stile liberty, si innalza, al civico 40 di via Manzoni, un funzionale edificio a cinque piani di moderna concezione che andrà ad ospitare, la scuola materna, le elementari e le medie, dotate di mensa per la refezione e spazi dedicati alla didattica e ai momenti ludici.
Nasce cosi l'Istituto Santa Giovanna Antida. Una realtà sempre in crescendo, che grazie al personale religioso e laico ha percorso questo lungo percorso educativo votato a formare gli adulti del domani, guidati dal motto “Solo chi ama educa”.
Le tappe principali
| Anno | Avvenimento |
|---|---|
| 1921 | Vengono aperte la scuola elementare parrocchiale e la scuola materna. |
| 1948 | L’Ordine delle Suore acquisisce la villa liberty di via Manzoni, conosciuta dai mandellesi come “il Villone”. |
| 1963 | Viene aperta l’attuale sede di via Manzoni. |
| 1965 | La scuola ottiene la parifica ministeriale. |
| 2000 | L’istituto ottiene la parità scolastica. |
| 2021 | La scuola celebra i cento anni di attività educativa. |
L’identità educativa della scuola
L’istituto Santa Giovanna Antida ha continuato a evolversi in questi decenni, ottimizzando le risorse umane e strutturali offerte dagli Enti Locali presenti sul territorio e adeguandosi alle esigenze delle famiglie. La scuola punta sulla crescita globale di ciascun bambino, fornendo "le chiavi" del sapere che lo rendono capace di orientarsi nel mondo e relazionarsi con gli altri.
L'azione educativa si distingue per l'attenzione ai poveri, ai più piccoli e ai più deboli. La scuola “Santa Giovanna Antida” fin dall’inizio offre un’educazione impegnata nella promozione della dimensione sociale della persona nella continua trasformazione della società affinché raggiunga un livello sempre più alto di giustizia, libertà, solidarietà e pace.
La scuola è guidata dal motto “Solo chi ama educa” e affianca alla formazione scolastica una particolare attenzione alla crescita personale, alla relazione con gli altri e alla responsabilità. L’obiettivo è contribuire a formare persone, capaci di libertà responsabile.
Il ruolo della famiglia
La famiglia risulta essere la prima protagonista citata nel Progetto Educativo riconoscendo ad essa un ruolo determinante del percorso educativo, in quanto in essa prende avvio e continua a svolgersi. La scuola la accoglie e la valorizza rendendola partecipe degli obiettivi educativi prefissati e verificandoli puntualmente con essa.
Da questa collaborazione l’alunno impara che le difficoltà e la fatica dell’apprendimento sono aiuto alla sua crescita. Nel corso dei 100 anni di vita trascorsi, sono stati tanti i successi raggiunti dalla scuola Santa Giovanna Antida, e in questo percorso i genitori hanno sempre accompagnato e sostenuto la “scuola delle suore”, come dicono a Mandello.
Eppure questa “scuola delle suore” non può sostenersi senza la presenza positiva e propositiva dei genitori, soprattutto quelli appartenenti agli Organi Collegiali che si sono succeduti e si susseguono. La collaborazione per una scuola sempre migliore, è collaborazione per un mondo migliore.
Il progetto educativo all’aperto
È nato, presso la Fondazione comunitaria del Lecchese, il Fondo erogativo “Un giardino di prima classe”, che ha lo scopo di sostenere la riqualificazione degli spazi esterni dell’Istituto paritario Santa Giovanna Antida di Mandello del Lario, così da creare un ambiente educativo e sociale unico per i bambini, dove possano imparare e crescere all’aria aperta.

L’intervento riguarda la zona esterna dell’Istituto Santa Giovanna Antida in via Alessandro Manzoni 40 a Mandello. Gli spazi all’aperto sono essenziali per i bambini, ma la mancanza di attrezzature sicure ha penalizzato negli ultimi anni le attività ricreative e didattiche per i piccoli in età prescolare e scolare.
Gli arredi artigianali si sono deteriorati rapidamente e ora sono pericolosi. L'acquisto di giochi in plastica non è stato una soluzione duratura a causa dei danni causati dalle intemperie. Sostenibilità, sicurezza e funzionalità sono invece gli aspetti fondamentali della nuova proposta.
Aree destinate alle diverse fasce d’età
Ogni sezione della scuola avrà un'area designata all'aperto, suddivisa in diverse zone per la scuola primaria, l'infanzia e il nido, con interventi pratici già pianificati. Le aree specifiche interessate alla riqualificazione sono destinate alle diverse fasce d'età, con l'obiettivo di valorizzare il giardino e il cortile in ghiaia dell'istituto.
Gli interventi riguardano l’area scuola primaria, l’area primavera/infanzia, l’area nido e il corridoio comune centrale. Lo scopo è quello di soddisfare le esigenze ricreative e didattiche dei bambini, utilizzando materiali naturali e promuovendo la collaborazione tra professionisti e volontari.
| Area | Finalità |
|---|---|
| Area scuola primaria | Attività ricreative e didattiche per i bambini della scuola primaria. |
| Area primavera/infanzia | Spazi all’aperto destinati ai bambini più piccoli. |
| Area nido | Ambienti adeguati alle esigenze dei bambini del nido. |
| Corridoio comune centrale | Spazio condiviso collegato alle diverse aree dell’istituto. |
Gli spazi esterni come ambienti di apprendimento
Il progetto educativo sotteso all’intervento si basa sulla curiosità del bambino e sullo stimolo dei suoi sensi, proponendo attività complesse alternate a pause rigeneranti e utilizzando spazi esterni come ambienti di apprendimento.
La riqualificazione del giardino e del cortile in ghiaia non riguarda quindi soltanto il miglioramento delle strutture, ma si collega direttamente al progetto educativo della scuola. Gli spazi esterni sono pensati come luoghi nei quali i bambini possono alternare esplorazione, gioco, attività didattiche e momenti di pausa.
Il centenario dell’Istituto
Festa a Mandello per i 100 anni dell'Istituto scolastico Santa Giovanna Antida. Il momento più significativo è stato vissuto ieri, sabato 16 ottobre, con la messa presieduta dal mandellese Dante Lafranconi - vescovo emerito di Cremona - alla presenza dei sindaci Riccardo Fasoli (Mandello) e Silvano Stefanoni (Lierna), dell'assessore regionale Alessandra Locatelli, delle religiose, degli studenti attuali e di quelli del passato.
Presente anche una delegazione degli alpini. L'occasione è stata importante anche per ripercorrere questo secolo di storia.
Durante l’anno scolastico 2021-2022, nel limite delle misure anti-Covid, verranno realizzati eventi finalizzati a celebrare il centenario della scuola, quindi con la presenza di alunni ed ex alunni.
Il 16 Ottobre celebreremo una Santa Messa nell’Istituto per ringraziare il Signore per quanto ci ha dato di vivere. Sarà presieduta dal Vescovo Mons. Dante Lafranconi e da altri sacerdoti ex alunni della nostra scuola come lui.
La memoria della comunità scolastica
“Con l'obiettivo di contribuire a formare persone, capaci di libertà responsabile” - ha ricordato monsignor Dante Lafranconi che con il concelebrante don Vittorio Bianchi si formò proprio presso questa scuola.
Nel corso della celebrazione e delle iniziative per il centenario sono stati coinvolti le religiose, gli studenti attuali, gli ex alunni, le famiglie e i rappresentanti del territorio. La ricorrenza ha rappresentato un momento per rileggere la storia dell’istituto e il suo rapporto con la comunità di Mandello.
Per una conoscenza approfondita e dettagliata dei 100 anni di vita della nostra scuola Santa Giovanna Antida rimandiamo al libro “L’Album dei Ricordi” che uscirà il 16 Ottobre 2021 e sarà reperibile presso la scuola in Via Manzoni, 40 - Mandello del Lario (LC).
Il legame con Santa Giovanna Antida Thouret
Gli inizi dell’opera educativa delle suore della carità a Mandello del Lario hanno circostanze, caratteristiche e finalità molto simili, oserei dire identiche, a quelle che hanno mosso Santa Giovanna Antida a fondare la Congregazione Religiosa delle Suore della Carità, con l’apertura iniziale di una scuola.
A Besançon, l’11 Aprile del 1799, per ordine dei sacerdoti vicari generali della Diocesi, de Villefrancon e de Chaffoy, e con l’approvazione di Mons. Vescovo di Rhosy, il quale amministrava la sede vacante della Diocesi di Besançon, Giovanna Antida apre una scuola in Via dei Martelots, per istruire la gioventù e, secondo l’indirizzo ricevuto dalle autorità ecclesiastiche, “… per aiutare a ristabilire nella diocesi la fede e i buoni costumi.”
Anche il contesto storico sociale nel quale sono state aperte sia la prima scuola a Besançon che quella di Mandello del Lario hanno molto in comune: in Francia era appena terminata la Rivoluzione francese (tutti sappiamo quanto è costata alla Francia), in Italia era terminata da poco la Prima Guerra Mondiale (tutti sappiamo quanto è costata alla nostra Nazione).
In entrambi i casi si stava uscendo da un tragico e dolorosissimo fatto storico. Quando si vivono esperienze particolarmente dolorose e non sostenute da un senso pieno o molto opinabile di quanto sta avvenendo, la mente di chi si trova costretto a subire con un grande senso di impotenza, si popola di domande di significato che spesso non hanno risposta.
Questo è il contesto nel quale Giovanna Antida, desiderosa di dedicare la propria vita per aiutare la sua gente a risollevarsi, ad avere speranza, a credere, ad avere delle motivazioni di senso, dei valori per cui vale la pena andare avanti, apre una scuola per insegnare e per formare.
La scuola nel contesto di Mandello del 1921
Qual era il contesto sociale di Mandello nel 1921 quando le suore hanno aperto una scuola per una educazione cristiana? Sicuramente le ferite ancora aperte e sanguinanti nelle famiglie e nella società, provocate dalla 1^ Guerra Mondiale, erano tante.
E’ certo anche che la popolazione di Mandello era molto religiosa e, nella chiesa e nei suoi insegnamenti, spesso trovava forza e parole di vita. A livello politico non mancavano promesse che avrebbero ridondato a beneficio dei singoli e della Nazione.
La Chiesa non poteva esonerarsi da un impegno sociale attraverso i propri mezzi. Quindi la formazione, iniziando dai piccoli, occupava il primo posto.
Dunque, Dio parla attraverso i suoi rappresentanti. Da quanto detto si può dedurre che, l’Istituto della Suore della Carità, la prima scuola aperta da Santa Giovanna Antida a Besançon e la scuola di Mandello del Lario, esistono per volontà divina. Dio è l’Autore, le persone gli strumenti. Nell’ordine stabilito, Dio ha bisogno degli uomini.
Il sostegno alla riqualificazione del giardino
Grazie al fondo sarà possibile a singoli cittadini, associazioni, enti e aziende di effettuare donazioni finalizzate a questo progetto vedendo riconosciuti tutti i benefici fiscali previsti dall’attuale normativa.
L’accordo che ha portato alla nascita del fondo “Un giardino di prima classe” riveste particolare importanza visto l’impegno della Fondazione comunitaria del Lecchese nel promuovere la cultura della donazione stimolando le erogazioni liberali a favore di progetti d’utilità sociale, rimuovendo tutte quelle difficoltà che impediscono alla generosità e al senso di responsabilità sociale di singoli e gruppi di manifestarsi compiutamente.
Il progetto si fonda sulla collaborazione tra professionisti e volontari e mette in relazione le esigenze educative dei bambini con la partecipazione della comunità. La riqualificazione degli spazi esterni è pensata per rendere il giardino e il cortile più sicuri, sostenibili e funzionali alle attività quotidiane.
Dote Scuola e sostegno alle famiglie
Dote Scuola è lo strumento messo a disposizione dei ragazzi che frequentano le scuole statali e paritarie ed è articolato nei seguenti componenti: Buono Scuola, finalizzato a sostenere gli studenti che frequentano una scuola paritaria o statale che preveda una retta di iscrizione e frequenza per i percorsi di istruzione; Contributo per l’acquisto di libri di testo, dotazioni tecnologiche e strumenti per la didattica, finalizzato a sostenere la spesa delle famiglie per l’acquisto dei libri di testo, dotazioni tecnologiche e strumenti per la didattica, nel compimento dell’obbligo scolastico sia nei percorsi di istruzione che di istruzione e formazione professionale.