Battesimo, Confessione, Comunione, Cresima e Matrimonio: significato e percorso dei sacramenti

I sette sacramenti della Chiesa cattolica sono segni efficaci della grazia, istituiti da Cristo e affidati alla Chiesa, attraverso i quali viene dispensata la vita divina. Essi accompagnano tutte le tappe fondamentali dell’esistenza cristiana: la vita di fede nasce con il Battesimo, cresce con la Confermazione, viene nutrita dall’Eucaristia, riceve guarigione nella Penitenza e nell’Unzione degli infermi e si orienta al servizio attraverso l’Ordine e il Matrimonio.

I sacramenti non sono pratiche religiose isolate né soltanto simboli esteriori. Attraverso gesti concreti, parole, acqua, olio, pane, vino e il consenso degli sposi, Cristo continua ad agire nella Chiesa e nella vita dei fedeli. Il loro significato si comprende quindi come un cammino organico: dalla nascita nella fede alla maturazione, dal nutrimento alla riconciliazione, dalla sofferenza alla missione e all’amore.

Che cosa sono i sacramenti

I Sacramenti, e in particolare l’Eucaristia, sono considerati l’origine e la massima espressione di tutta la vita cristiana. I sette Sacramenti della religione cattolica possono essere definiti come la manifestazione visibile e tangibile della Grazia divina elargita da Cristo e offerta alla Chiesa.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica definisce i sacramenti come «segni efficaci della grazia, istituiti da Cristo e affidati alla Chiesa, attraverso i quali viene dispensata la vita divina». Tre elementi compongono questa definizione e vale la pena sostare su ciascuno.

Segni efficaci della grazia

Un segno rimanda a qualcosa d’altro: il semaforo rosso rimanda all’obbligo di fermarsi, la bandiera rimanda alla nazione. I sacramenti sono segni, ma non si limitano a significare: producono ciò che significano.

L’acqua del Battesimo non simbolizza la purificazione, la compie realmente. Si tratta di segni esteriori, fatti di gesti ed elementi materiali come acqua, olio, vino e pane che acquistano forza quando vengono accompagnati da parole che proclamano la grazia di Dio.

Attraverso essi lo Spirito Santo partecipa alla vita del fedele, elevandola a una nuova consapevolezza e dignità e santificandola. Lo scopo dei Sacramenti cristiani è: irrobustire la fede, rendere un culto vero a Dio, santificare gli uomini, confermare e manifestare la comunione ecclesiale.

Istituiti da Cristo e affidati alla Chiesa

I sacramenti trovano il loro fondamento nel Vangelo, nei gesti e nelle parole di Gesù. Cristo ha battezzato, ha spezzato il pane, ha perdonato, ha imposto le mani. La Chiesa continua questi gesti nel tempo.

Tutti i sacramenti sono stati dunque istituiti da Gesù e da lui affidati alla Chiesa, che li considera investiti di un loro valore intrinseco, slegato dai meriti e dalla dignità di chi li celebra. Essi hanno valore in quanto tali, a prescindere dal merito spirituale del sacerdote che li impartisce.

Infatti è Cristo che agisce attraverso il ministro. Qualcuno potrebbe pensare che i sacramenti appartengano al singolo sacerdote che li celebra, né alla comunità che li riceve. Invece, appartengono alla Chiesa e la Chiesa li custodisce, li celebra, li trasmette di generazione in generazione.

I sette sacramenti e le loro categorie

I sacramenti della Nuova Legge sono istituiti da Cristo e sono sette, ossia: il Battesimo, la Cresima o Confermazione, l’Eucaristia, la Penitenza, l’Unzione degli infermi, l’Ordine e il Matrimonio.

La Chiesa cristiana cattolica riconosce sette Sacramenti, suddivisi in Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana, di Guarigione e di Edificazione della Chiesa. I sette sacramenti toccano tutte le tappe e tutti i momenti importanti della vita del cristiano: grazie ad essi, la vita di fede dei cristiani nasce e cresce, riceve la guarigione e il dono della missione.

CategoriaSacramentiSignificato nel percorso cristiano
Iniziazione cristianaBattesimo, Cresima o Confermazione, EucaristiaIngresso nella Chiesa, rafforzamento della grazia battesimale e nutrimento della vita cristiana
GuarigionePenitenza o Riconciliazione, Unzione degli infermiPerdono dei peccati, conversione, conforto e sostegno nella malattia e nella vecchiaia
Servizio della comunione e della missioneOrdine, MatrimonioServizio alla comunità, alla Chiesa, alla famiglia e alla missione cristiana

Con i sacramenti dell’iniziazione cristiana, il Battesimo, la Cresima o Confermazione e l’Eucaristia, sono posti i fondamenti di ogni vita cristiana. I fedeli, rinati nel santo Battesimo, sono corroborati dal sacramento della Confermazione e, quindi, sono nutriti con il cibo della vita eterna nell’Eucaristia.

Attraverso i sacramenti dell’iniziazione cristiana, l’uomo riceve la vita nuova di Cristo. Ora, questa vita, noi la portiamo “in vasi di creta” (2Cor 4,7). Adesso è ancora “nascosta con Cristo in Dio” (Col 3,3). Noi siamo ancora nella “nostra abitazione sulla terra” (2Cor 5,1), sottomessa alla sofferenza, alla malattia e alla morte.

Il Battesimo: la porta della vita cristiana

Il Battesimo è il primo sacramento: la porta attraverso cui si entra nella vita cristiana e nella comunità della Chiesa. È il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d’ingresso alla vita nello Spirito (“vitae spiritualis ianua”), e la porta che apre l’accesso agli altri sacramenti.

Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione. Il Battesimo può definirsi il sacramento della rigenerazione cristiana mediante l’acqua e la parola.

È il sacramento della nascita spirituale: come la nascita biologica introduce nella vita umana, il Battesimo introduce nella vita di Dio. Il gesto è semplice: l’acqua versata sul capo, le parole pronunciate nel nome della Trinità.

Ma ciò che accade è radicale: il peccato originale viene rimesso, la persona diventa figlio di Dio, membro della Chiesa, erede della vita eterna. «Chi non nasce dall’acqua e dallo Spirito non può entrare nel regno di Dio» (Gv 3,5).

Il significato dell’acqua e della rinascita

Lo si chiama Battesimo dal rito centrale con il quale è compiuto: battezzare in greco significa tuffare, immergere; l’immersione nell’acqua è simbolo del seppellimento del catecumeno nella morte di Cristo, dalla quale risorge con lui, quale nuova creatura.

Questo sacramento è anche chiamato il lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, poiché significa e realizza quella nascita dall’acqua e dallo Spirito senza la quale nessuno può entrare nel regno di Dio.

Con il Sacramento del Battesimo ci viene chiesto di accogliere completamente il Signore nella nostra vita e di camminare alla luce di Cristo, confidando pienamente nel suo messaggio di salvezza e nella sua eterna sapienza.

Con il Sacramento del Battesimo, i nostri genitori che ci hanno donato la vita terrena ci permettono di unirci al cristianesimo. È il primo passo di ogni cristiano che ci permette di diventare membri della Chiesa a tutti gli effetti.

Il carattere permanente del Battesimo

Il Battesimo imprime un carattere permanente, un sigillo spirituale che non si cancella. Chi è battezzato lo è per sempre, anche se si allontana dalla fede.

Il ritorno è sempre possibile, perché la porta è sempre aperta. Il Battesimo rappresenta l’inizio del percorso di sanificazione dello spirito. Grazie a questo sacramento il fedele può iniziare il suo percorso alla ricerca di Gesù e ricevere gli altri sacramenti.

La Cresima o Confermazione: la pienezza dello Spirito Santo

La Confermazione, chiamata anche Cresima, porta a compimento la grazia del Battesimo. Con il Battesimo e l’Eucaristia, il sacramento della Confermazione costituisce l’insieme dei «sacramenti dell’iniziazione cristiana», la cui unità deve essere salvaguardata.

Se il Battesimo è la nascita, la Confermazione è la maturità: il momento in cui il cristiano riceve in pienezza il dono dello Spirito Santo e viene confermato come testimone del Vangelo nel mondo.

La recezione di questo sacramento è necessaria per il rafforzamento della grazia battesimale. Con il sacramento della Confermazione i battezzati vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo, per diffondere e difendere con la parola e con le opere la fede come veri testimoni di Cristo.

Il gesto della Cresima

Il gesto è l’unzione con il Crisma, olio profumato benedetto dal vescovo, accompagnata dall’imposizione delle mani. Il rito della Cresima è l’unzione col sacro crisma, che serviva per ungere i sacerdoti, i re e i profeti.

Per meglio esprimere il dono dello Spirito Santo, ben presto all’imposizione delle mani si è aggiunta una unzione di olio profumato, il crisma. Questa unzione spiega il nome di «cristiano» che significa «unto» e che trae la sua origine da quello di Cristo stesso, che «Dio consacrò in Spirito Santo» (At 10,38).

Nel rito romano, il Vescovo stende le mani sul gruppo dei cresimandi: gesto che, fin dal tempo degli Apostoli, è il segno del dono dello Spirito. Segue il rito essenziale del sacramento: «il sacramento della Confermazione si conferisce mediante l’unzione del crisma sulla fronte, che si fa con l’imposizione della mano, e mediante le parole: “Accipe signaculum doni Spiritus Sancti” - “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono”».

Vescovo durante rito della Cresima

Il sigillo dello Spirito Santo e i suoi doni

Lo Spirito Santo scende sul confermando con i suoi doni: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timore di Dio. «Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni» (At 1,8).

Il crisma imprime il sigillo. Per mezzo di questa unzione il cresimando riceve «il marchio», il sigillo dello Spirito Santo. Questo sigillo dello Spirito Santo segna l’appartenenza totale a Cristo, l’essere al suo servizio per sempre, ma anche la promessa della divina protezione nella grande prova escatologica.

La Confermazione apporta una crescita e un approfondimento della grazia battesimale: ci radica più profondamente nella filiazione divina grazie alla quale diciamo: «Abbà, Padre» (Rm 8,15); ci unisce più saldamente a Cristo; aumenta in noi i doni dello Spirito Santo; rende più perfetto il nostro legame con la Chiesa.

Essa ci accorda una speciale forza dello Spirito Santo per diffondere e difendere con la parola e con l’azione la fede, come veri testimoni di Cristo, per confessare coraggiosamente il nome di Cristo e per non vergognarci mai della sua croce.

Quando si riceve la Confermazione

Può e deve ricevere il sacramento della Confermazione ogni battezzato, che non l’abbia ancora ricevuto. Dal momento che Battesimo, Confermazione ed Eucaristia costituiscono un tutto unitario, ne deriva che «i fedeli sono obbligati a ricevere tempestivamente questo sacramento».

Quando viene battezzato un adulto, egli riceve immediatamente la Confermazione e partecipa all’Eucaristia. La consuetudine latina da secoli indica come punto di riferimento per ricevere la Confermazione «l’età della discrezione».

La Confermazione non è un “addio alla Chiesa”, come purtroppo molti la vivono. È l’inizio di una responsabilità: quella di chi ha ricevuto il dono e viene inviato a trasmetterlo.

La preparazione alla Confermazione deve mirare a condurre il cristiano verso una più intima unione con Cristo, verso una familiarità più viva con lo Spirito Santo, la sua azione, i suoi doni e le sue mozioni, per poter meglio assumere le responsabilità apostoliche della vita cristiana.

Per ricevere la Confermazione si deve essere in stato di grazia. È opportuno accostarsi al sacramento della Penitenza per essere purificati in vista del dono dello Spirito Santo. Una preghiera più intensa deve preparare a ricevere con docilità e disponibilità la forza e le grazie dello Spirito Santo.

Per la Confermazione, come per il Battesimo, è conveniente che i candidati cerchino l’aiuto spirituale di un padrino o di una madrina. È opportuno che sia la stessa persona scelta per il Battesimo, per sottolineare meglio l’unità dei due sacramenti.

La Comunione e l’Eucaristia: il cuore della vita cristiana

Se il Battesimo è la porta e la Confermazione è la maturità, l’Eucaristia è il cuore, o meglio ancora, il nutrimento quotidiano della vita cristiana, il centro attorno a cui tutto ruota.

La santa Eucaristia completa l’iniziazione cristiana. Coloro che sono stati elevati alla dignità del sacerdozio regale per mezzo del Battesimo e sono stati conformati più profondamente a Cristo mediante la Confermazione, attraverso l’Eucaristia partecipano con tutta la comunità allo stesso sacrificio del Signore.

È il sacramento in cui Cristo si fa presente, realmente, sostanzialmente e non simbolicamente, sotto le specie del pane e del vino. «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Chi mangia di questo pane vivrà in eterno» (Gv 6,51).

La Prima Comunione

Il terzo Sacramento dell’iniziazione cristiana è l’Eucaristia, che si realizza mediante la Prima Comunione. Si chiama “Eucaristia” perché consiste in un atto di ringraziamento a Dio Padre.

I cristiani ricevono per la prima volta il Sacramento dell’Eucaristia con la Prima Comunione, la prima volta in assoluto in cui si ritrovano ad accogliere il Corpo e il Sangue di Cristo.

L’Eucaristia, ovvero il Corpo e il Sangue di Cristo, possono riceverla solo coloro che si sono sottoposti al battesimo e hanno ricevuto il sacramento della Prima Comunione. L’origine risiede nell’ultima cena di Cristo, un momento durante il quale venne istituita l’eucaristia.

Il memoriale della Pasqua e la presenza di Cristo

Il nostro Salvatore nell’ultima Cena, la notte in cui veniva tradito, istituì il sacrificio eucaristico del suo Corpo e del suo Sangue, col quale perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, il sacrificio della croce, e per affidare così alla sua diletta Sposa, la Chiesa, il memoriale della sua morte e risurrezione.

La Messa non è una commemorazione: è la presenza reale del sacrificio di Cristo, resa attuale in ogni celebrazione. Ogni domenica, in ogni chiesa del mondo, lo stesso Mistero si compie, lo stesso pane viene spezzato, lo stesso calice viene condiviso.

Nel celebrare l’Eucaristia accade che cibi semplici come il pane e il vino diventano Corpo e Sangue di Gesù Cristo, per opera dello Spirito Santo che scende su di essi. L’Eucaristia è il simbolo del sacrificio di Cristo ed è la fonte e il culmine della vita cristiana.

L’Eucaristia, memoriale della passione e della risurrezione del Signore, è fonte e culmine di tutta la vita cristiana. Tutti i sacramenti, come pure tutti i ministeri ecclesiastici e le opere di apostolato, sono strettamente uniti alla sacra Eucaristia e ad essa sono ordinati.

Infatti, nella santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua. La comunione della vita divina e l’unità del popolo di Dio, su cui si fonda la Chiesa, sono adeguatamente espresse e mirabilmente prodotte dall’Eucaristia.

La Comunione come unità ecclesiale

L’Eucaristia è anche il sacramento dell’unità: chi si comunica è unito a Cristo e, in Lui, a tutti i fratelli che partecipano alla stessa mensa. La comunione eucaristica è comunione ecclesiale.

Il significato del gesto è un segno di unità o un vincolo di carità. In essa abbiamo il culmine sia dell’azione con cui Dio santifica il mondo in Cristo, sia del culto che gli uomini rendono a Cristo e per lui al Padre nello Spirito Santo.

Infine, mediante la celebrazione eucaristica, ci uniamo già alla liturgia del cielo e anticipiamo la vita eterna, quando Dio sarà tutto in tutti. In breve, l’Eucaristia è il compendio e la somma della nostra fede.

La Confessione o Riconciliazione: il sacramento del perdono

La Riconciliazione, comunemente chiamata Confessione, è il sacramento attraverso cui Dio perdona i peccati commessi dopo il Battesimo. Quelli che si accostano al sacramento della Penitenza ricevono dalla misericordia di Dio il perdono delle offese fatte a lui e insieme si riconciliano con la Chiesa.

È il sacramento del ritorno: della pecora smarrita che viene ritrovata, del figlio prodigo che torna a casa, del discepolo che ha negato e viene rialzato. «A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, non saranno rimessi» (Gv 20,23).

I diversi nomi del sacramento

È chiamato sacramento della Conversione poiché realizza sacramentalmente l’appello di Gesù alla conversione, il cammino di ritorno al Padre da cui ci si è allontanati con il peccato.

È chiamato sacramento della Penitenza poiché consacra un cammino personale ed ecclesiale di conversione, di pentimento e di soddisfazione del cristiano peccatore.

È chiamato sacramento della Confessione poiché l’accusa, la confessione dei peccati davanti al sacerdote è un elemento essenziale di questo sacramento. In un senso profondo esso è anche una confessione, riconoscimento e lode della santità di Dio e della sua misericordia verso l’uomo peccatore.

È chiamato sacramento del Perdono poiché, attraverso l’assoluzione sacramentale del sacerdote, Dio accorda al penitente «il perdono e la pace». È chiamato sacramento della Riconciliazione perché dona al peccatore l’amore di Dio che riconcilia.

Come si svolge la Confessione

Il sacramento si compone di quattro atti del penitente: contrizione, confessione, proposito di emendamento, soddisfazione e dell’assoluzione del sacerdote.

Il sacramento è costituito da tre atti del penitente e dall’assoluzione del sacerdote. Gli atti del penitente sono: pentimento, confessione o manifestazione dei peccati al sacerdote e il proposito di compiere la soddisfazione o la “penitenza”.

La Penitenza o Confessione accorda il perdono dei peccati commessi dopo il Battesimo. Il cammino di ritorno a Dio dopo averlo offeso col peccato, che così ferisce anche la sua Chiesa, si chiama conversione e pentimento.

Questi consistono nel provare dolore e repulsione per i peccati commessi e nell’avere il proposito di non commetterne più. Subito dopo essersi pentiti, i cristiani si dedicano alla Confessione la quale permette di essere perdonati dal Signore.

Gli effetti spirituali della Riconciliazione

Gli effetti spirituali del sacramento della penitenza sono: la riconciliazione con Dio, che recupera la grazia per il penitente, e con la Chiesa; la remissione della pena eterna meritata dai peccati mortali e in parte di quelle temporali, la serenità e la pace dello spirito.

Contrariamente a quanto molti credono, il confessionale non è un tribunale, ma il luogo dove avviene un incontro con la misericordia, poiché il sacerdote non giudica: è lo strumento attraverso cui Dio perdona.

La Riconciliazione è uno dei sacramenti più fraintesi e più abbandonati. Eppure è uno dei più necessari: perché la vita cristiana è un cammino di conversione continua, e la conversione ha bisogno di essere celebrata, non solo vissuta interiormente.

Colui che vive dell’amore misericordioso di Dio è pronto a rispondere all’invito del Signore: «Va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello» (Mt 5,24).

L’Unzione degli infermi: la grazia nella malattia e nella vecchiaia

L’Unzione degli Infermi è il sacramento che la Chiesa offre a chi soffre per malattia grave o per l’avanzare della vecchiaia. Con la sacra Unzione degli infermi e la preghiera dei presbiteri, tutta la Chiesa raccomanda gli ammalati al Signore sofferente e glorificato, perché alleggerisca le loro pene e li salvi.

Per decenni conosciuta come “Estrema Unzione”, nome che evocava la morte imminente, il Concilio Vaticano II ne ha recuperato il significato autentico: un sacramento della guarigione, del conforto, della presenza di Dio nelle ore più difficili.

«Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui, ungendolo con olio nel nome del Signore» (Gc 5,14). Il gesto dell’unzione con l’olio santo, accompagnato dalla preghiera della Chiesa, porta al malato la grazia del conforto spirituale, l’unione alla Passione di Cristo, la remissione dei peccati e, se utile alla salvezza, la guarigione fisica.

Un sacramento della guarigione

Attraverso i sacramenti della guarigione, l’uomo riceve la vita nuova di Cristo. Questa vita può essere indebolita e persino perduta a causa del peccato. Il Signore Gesù Cristo, medico delle nostre anime e dei nostri corpi, ha voluto che la sua Chiesa continui, nella forza dello Spirito Santo, la sua opera di guarigione e di salvezza.

Il secondo sacramento della guarigione è l’unzione degli infermi e prevede che un sacerdote cattolico tocchi gli infermi per guarirli dal peccato, proprio come fece Gesù in vita, quando venendo sulla terra per la nostra salvezza ci guarì in toto, anima e corpo.

Quando viene impartito il Sacramento dell’Unzione degli infermi, l’effetto sperato è fondamentalmente che la persona guarisca fisicamente dalla malattia. Ad ogni modo, qualora non avvenga la guarigione fisica sperata, l’effetto primario del Sacramento è una completa guarigione spirituale.

Mediante questa guarigione spirituale, il malato riceve dallo Spirito Santo il dono della pace d’animo e del coraggio per affrontare le difficoltà che accompagnano malattie gravi o le fragilità della vecchiaia.

Il rito e i doni dell’Unzione

L’essenziale di questo sacramento consiste nell’unzione sulla fronte e sulle mani del malato, accompagnata dalla preghiera liturgica del sacerdote. I doni di grazia del sacramento sono l’unione del malato alla passione di Cristo, il conforto e il coraggio per sopportare personalmente le sofferenze delle malattie, il recupero della salute e la preparazione al “passaggio”.

È un sacramento da chiedere in tempo, non come ultimo gesto disperato ma come accompagnamento consapevole nelle ore di prova. La malattia può condurre all’angoscia, al ripiegamento su di sé, talvolta persino alla disperazione e alla ribellione contro Dio.

Ma essa può anche rendere la persona più matura, aiutarla a discernere nella propria vita ciò che non è essenziale per volgersi verso ciò che lo è. Molto spesso la malattia provoca una ricerca di Dio, un ritorno a lui.

Il Matrimonio: l’amore coniugale come sacramento

Il Matrimonio è il sacramento in cui un uomo e una donna si donano reciprocamente in modo definitivo e totale, e il loro amore diventa segno visibile dell’amore di Cristo per la Chiesa.

Il matrimonio è l’unione tra uomo e donna in un’intima comunione di vita e amore, ordinata al bene dei coniugi così come alla generazione e all’educazione dei figli. Tra battezzati questa unione, voluta dal Creatore, è stata elevata da Cristo alla dignità di sacramento.

Per questo il matrimonio è segno dell’unione di Cristo con la sua Chiesa. Esso si fonda sul consenso dei contraenti, cioè sulla volontà di donarsi intimamente e definitivamente.

Gli sposi come ministri del sacramento

Il Matrimonio è l’unico sacramento in cui i ministri non sono i sacerdoti ma gli sposi stessi, ciascuno dei due amministra il sacramento all’altro.

Il Matrimonio cristiano è certamente un contratto civile celebrato in chiesa, ma sopra ogni cosa sancisce un’alleanza: una parola biblica che evoca il legame tra Dio e il suo popolo.

Quando ci si sposa in chiesa, è Dio che unisce i corpi e le anime degli sposi. Il patto matrimoniale con cui l’uomo e la donna stabiliscono tra loro la comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione e educazione della prole, tra i battezzati è stato elevato da Cristo Signore alla dignità di sacramento.

Unità, indissolubilità e fecondità

Unità, indissolubilità e apertura alla fecondità sono essenziali al matrimonio e siccome esso stabilisce i coniugi in uno stato pubblico, la sua celebrazione è pubblica alla presenza del sacerdote, dei testimoni e della comunità.

«Quello che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi» (Mt 19,6). L’indissolubilità del Matrimonio cristiano non è una norma giuridica: è la conseguenza logica di un amore che si vuole totale e definitivo, come l’amore di Cristo per la sua Chiesa.

La grazia sacramentale del Matrimonio accompagna gli sposi per tutta la vita, nei momenti di gioia e in quelli di difficoltà, nella crescita dei figli e nell’invecchiare insieme.

La vocazione al matrimonio è iscritta nella natura stessa dell’uomo e della donna, quali sono usciti dalla mano del Creatore. Dio, che ha creato l’uomo per amore, lo ha anche chiamato all’amore, vocazione fondamentale e innata di ogni essere umano.

Avendolo Dio creato uomo e donna, il loro reciproco amore diventa un’immagine dell’amore assoluto e indefettibile con cui Dio ama l’uomo. È cosa buona, molto buona, agli occhi del Creatore. E questo amore che Dio benedice è destinato ad essere fecondo e a realizzarsi nell’opera comune della custodia della creazione.

La Sacra Scrittura si apre con la creazione dell’uomo e della donna ad immagine e somiglianza di Dio e si chiude con la visione delle nozze dell’Agnello. Da un capo all’altro la Scrittura parla del Matrimonio e del suo mistero, della sua istituzione e del senso che Dio gli ha dato, della sua origine e del suo fine.

L’Ordine sacro: il sacramento del servizio

L’Ordine Sacro è il sacramento attraverso cui uomini scelti vengono consacrati per servire la comunità cristiana come vescovi, presbiteri o diaconi. È il sacramento del ministero, non del potere, ma del servizio.

«Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire» (Mt 20,28). L’Ordine è il sacramento grazie al quale la missione affidata da Cristo ai suoi Apostoli continua ad essere esercitata nella Chiesa sino alla fine dei tempi: è, dunque, il sacramento del ministero apostolico.

Comporta tre gradi: l’Episcopato, il presbiterato e il diaconato. Il sacerdote riceve il ministero conferito dal sacramento dell’ordine, la cui funzione è di servire a nome e in persona di Cristo Capo in mezzo alla comunità.

Il rito dell’ordinazione e il carattere permanente

Il sacramento è conferito mediante l’imposizione delle mani preceduta da una preghiera consacratoria solenne che chiede a Dio per l’ordinando le grazie dello Spirito Santo per l’esercizio del ministero.

L’ordinazione conferisce un carattere permanente: il sacerdote è sacerdote per sempre, anche se smette di esercitare il ministero. Agisce in persona Christi, in nome e nella persona di Cristo, quando celebra i sacramenti, predica il Vangelo, guida la comunità.

A differenza del sacerdozio comune dei fedeli ricevuto nel Battesimo, l’ordine conferisce un potere sacro per il servizio dei fedeli attraverso insegnamento, culto divino e governo pastorale.

Il diaconato permanente, ripristinato dal Concilio Vaticano II, apre il servizio ordinato anche agli uomini sposati, arricchendo la Chiesa di una presenza ministeriale radicata nella vita familiare e professionale.

Il percorso organico dei sette sacramenti

I sette sacramenti formano un cammino organico che accompagna l’intera esistenza del cristiano, non vanno interpretati come sette pratiche religiose separate. Si nasce nella fede con il Battesimo, si cresce con la Confermazione, ci si nutre con l’Eucaristia, ci si riconcilia con la Confessione, ci si guarisce con l’Unzione, si serve con l’Ordine Sacro, si ama con il Matrimonio.

Ogni momento della vita trova il suo sacramento, il suo gesto concreto attraverso cui la grazia di Dio entra e trasforma. La vita cristiana non è una serie di obblighi religiosi: è un cammino accompagnato, custodito, nutrito da questi sette incontri con Cristo.

I sette sacramenti toccano tutte le tappe e tutti i momenti importanti della vita del cristiano: grazie ad essi, la vita di fede dei cristiani nasce e cresce, riceve la guarigione e il dono della missione. In questo si dà una certa somiglianza tra le tappe della vita naturale e quelle della vita spirituale.

Tappa del camminoSacramentoAzione della grazia
Nascita spiritualeBattesimoRigenerazione mediante l’acqua e la parola, liberazione dal peccato e incorporazione alla Chiesa
Maturazione della fedeCresima o ConfermazioneEffusione dello Spirito Santo, rafforzamento della grazia battesimale e missione di testimonianza
NutrimentoEucaristia e ComunionePresenza di Cristo, partecipazione al sacrificio del Signore e comunione ecclesiale
Ritorno e perdonoConfessione o RiconciliazioneConversione, assoluzione, riconciliazione con Dio e con la Chiesa
Guarigione e confortoUnzione degli infermiUnione alla passione di Cristo, pace, coraggio e sostegno nella malattia e nella vecchiaia
Servizio apostolicoOrdine sacroMinistero della parola, del culto divino e della guida pastorale
Amore coniugaleMatrimonioAlleanza stabile, comunione di vita e segno dell’amore di Cristo per la Chiesa

Le principali chiavi di lettura dei sacramenti

Dopo il Concilio Vaticano II sono state individuate diverse chiavi di lettura dei Sacramenti cattolici, che ne esaminano di volta in volta i molteplici aspetti.

  • Chiave di lettura classica: rimanda alla prima definizione dei medesimi, ovvero segni della Grazia, istituiti da Gesù Cristo e affidati alla Chiesa per la salvezza degli uomini.
  • Chiave di lettura sacramentale o simbolica: ne analizza la portata simbolica, mettendo a confronto le varie componenti che li determinano, quelle umane e quelle divine, considerandoli come manifestazioni visibili della volontà invisibile di Dio.
  • Chiave di lettura storico-salvifica: li pone all’interno della visione salvifica voluta da Cristo per gli uomini, segni tangibili della Nuova Alleanza tra Dio e l’Uomo, posti da Cristo all’interno della storia dell’uomo.
  • Chiave di lettura verbale: osserva soprattutto gli aspetti linguistici e comunicativi dei sette Sacramenti cristiani, ponendo l’attenzione sul rapporto tra parola e realtà, significante e significato, arrivando all’affermazione che il Sacramento realizza ciò che esprime.
  • Chiave di lettura personalista: li vede come un punto di incontro della comunità dei fedeli al suo interno e con Cristo, che in questa interpretazione è più che mai tramite tra gli uomini e Dio e strumento egli stesso di Salvezza e Redenzione.
  • Chiave di lettura pneumatologica: riconosce nei sette Sacramenti della Chiesa la presenza vivificante dello Spirito Santo, che trascende gesti, linguaggio, parole e ritualità legate alla sfera umana, rendendoli segni efficaci e autentici della presenza di Cristo.
  • Chiave di lettura liberatrice: vede i Sacramenti come strumenti di liberazione, simboli di libertà e dichiarazione di intenti per tutti coloro i quali vogliono affiancarsi a Cristo nella lotta contro le ingiustizie, in nome della misericordia, dell’aiuto reciproco e dell’agire in nome del bene comune.
  • Chiave di lettura unitaria: esamina tutti i Sacramenti in chiave olistica, unendo la dimensione personale con quella di Fede e inserendo il Sacramento nella vita quotidiana del fedele, come elemento preponderante e inscindibile.

I sacramenti nelle altre Chiese cristiane

Anche la Chiesa ortodossa riconosce sette sacramenti: crismazione, eucaristia, penitenza o confessione, ordine, matrimonio, unzione dei malati. Gli ortodossi definiscono i sacramenti “Misteri”.

Essi rappresentano il punto di incontro tra la Grazia divina, invisibile e intangibile, e i “segni” visibili e reali preposti a renderla accessibile ai fedeli. Il termine sacramento deriva dal latino sacramentum e corrisponde al greco mysterion, e viene ancora oggi usato nelle chiese di rito orientale, sia cattoliche che ortodosse.

Le chiese protestanti riconoscono solo i sacramenti istituiti direttamente da Gesù, ovvero il battesimo e la Santa Cena. In particolare quest’ultima non corrisponde all’Eucaristia cattolica.

La Santa Cena celebra solo il ricordo dell’ultima cena di Gesù e non implica la transustanziazione del pane e del vino. Nelle chiese protestanti sono riconosciuti solo i sacramenti istituiti direttamente da Gesù, e quindi il battesimo e la Santa Cena.

Sacramenti e sacramentali

Nei primi secoli del Cristianesimo, il termine “sacramento” veniva usato in genere per indicare l’insieme dei segni e dei gesti sacri che avevano lo scopo di condurre il fedele in comunione mistica con Cristo.

Solo in un secondo momento il significato e il numero dei sacramenti si è andato a definire fino a raggiungere la forma che conosciamo noi oggi. Dopo l’Anno Mille, e lo sviluppo della Scolastica nella Chiesa latina, si è limitato il significato del termine “sacramento” per riferirlo esclusivamente ai segni sacri riconosciuti come voluti da Dio.

In seguito a questa piccola rivoluzione, i sacramenti sono stati ridotti a sette e il loro numero è stato confermato e autenticato dal Concilio di Trento. Qualunque altro segno, come ad esempio quello della croce o di benedizione, viene ritenuto essenziale all’interno della liturgia ma meno importante poiché non è stato istituito direttamente da Cristo.

Per riferirsi a questi segni usiamo il termine di sacramentale. I sacramentali appartengono dunque alla vita liturgica della Chiesa, ma si distinguono dai sette sacramenti per la loro origine e per il loro significato teologico.

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