L’Azione Cattolica dei Ragazzi è stata ricevuta in udienza da papa Leone XIV il 19 dicembre 2025, nel Palazzo Apostolico Vaticano, per il tradizionale scambio degli auguri natalizi. Si è trattato della prima udienza dell’Acr con l’attuale Pontefice, che ha accolto i ragazzi, gli educatori e i responsabili associativi richiamando il valore dell’accoglienza, della pace e del cammino condiviso nella Chiesa.
Nel corso dell’incontro, papa Leone XIV ha ricordato che «attorno al Signore, che si fa uomo per salvarci, c’è spazio per tutti!» e ha invitato i ragazzi a tradurre la pace in gesti quotidiani di amicizia e riconciliazione, perché «fare pace è un’“azione cattolica” per eccellenza».
L’udienza dell’Acr con papa Leone XIV
«Che bello incontrarci a pochi giorni dal Natale del Signore Gesù!». Con queste parole, dense di affetto e di speranza, papa Leone XIV ha accolto questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, la delegazione dell’Azione Cattolica dei Ragazzi (Acr), ricevuta in udienza per il tradizionale scambio di auguri natalizi.
Un appuntamento ormai consolidato che, quest’anno, ha assunto un significato particolare: si è trattato infatti della prima udienza dell’Acr con l’attuale Pontefice. Nel suo saluto, il Papa ha ringraziato i ragazzi, gli educatori e i responsabili associativi «per l’entusiasmo che esprimete, testimoniando la bellezza dell’Azione Cattolica».
Ricordando che il nome stesso dell’associazione ne racconta l’identità più profonda, papa Leone XIV ha detto: «voi siete discepoli di Gesù, testimoni del suo Vangelo e compagni di viaggio insieme con tutta la Chiesa».

Il presepio, l’accoglienza e la pace
Riprendendo il tema dell’anno associativo, Leone XIV ha richiamato l’immagine del presepio, segno concreto di un Dio che fa spazio a tutti: «attorno al Signore, che si fa uomo per salvarci, c’è spazio per tutti!».
Un invito, ha sottolineato il Pontefice, a lasciarsi abitare da quella pace che nasce dal cuore e si traduce in gesti quotidiani di riconciliazione, perché «fare pace è un’“azione cattolica” per eccellenza».
Nel concludere l’udienza, papa Leone XIV ha invitato i ragazzi a lasciarsi guidare dalla pace che nasce dall’incontro con Gesù e a tradurla in gesti concreti di amicizia e riconciliazione, ricordando che la pace autentica «non è soltanto assenza di guerre, ma un’amicizia fra i popoli fondata sulla giustizia».
Un augurio che si fa mandato, affidato ai più piccoli come seme di futuro per la Chiesa e per il mondo.
Le diocesi e i partecipanti all’incontro
All’udienza ha partecipato un festoso gruppo di acierrini provenienti da 12 diocesi italiane - Cuneo-Fossano, Faenza-Modigliana, Foligno, Genova, Lungro, Molfetta, Pistoia, Teggiano-Policastro, Trapani, Tursi-Lagonegro, Velletri-Segni e Venezia - accompagnati dai loro educatori.
Con loro erano presenti il Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, Giuseppe Notarstefano, l’Assistente ecclesiastico generale, mons. Claudio Giuliodori, la Responsabile nazionale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi, Annamaria Bongio, insieme alla Viceresponsabile nazionale Claudia D’Angelo, all’Assistente centrale dell’Acr, don Francesco Marrapodi, ai Consiglieri nazionali per l’Acr e ai collaboratori dell’Ufficio centrale Acr.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Data dell’udienza | 19 dicembre 2025 |
| Luogo | Palazzo Apostolico Vaticano |
| Partecipanti | Acierrini, educatori e responsabili associativi |
| Diocesi rappresentate | 12 |
| Occasione | Scambio di auguri natalizi |
Il messaggio dei ragazzi al Santo Padre
Nel corso dell’incontro, i ragazzi hanno consegnato al Santo Padre un Messaggio di auguri ricco di gratitudine, riflessione e impegno. «È davvero bello per noi stare qui! - scrivono - siamo super emozionati per questa occasione speciale in cui possiamo incontrarti e ringraziarti per tutto quello che fai per la Chiesa e per il mondo intero».
Un messaggio che racconta l’Acr come luogo di crescita condivisa e inclusiva: «abbiamo imparato che solo camminando insieme possiamo valorizzare i talenti e le differenze di ognuno», e come spazio in cui, grazie agli educatori, si impara a leggere la vita alla luce del Vangelo, con generosità e gratuità.
Ritorna con forza il desiderio di abitare una “Terra in Pace”, dove la pace diventa possibile quando si superano divisioni e discordie e ci si riconosce parte della stessa famiglia umana.
I ragazzi non nascondono le ferite del presente, come la solitudine che attraversa molte famiglie e molti loro coetanei, e rilanciano il sogno di un’Azione Cattolica sempre più capace di raggiungere chi resta ai margini: «in Azione cattolica c’è sempre un posto per tutti quelli che vogliono stare insieme nella gioia».
Il Natale e la sofferenza dei bambini nelle guerre
Nel Messaggio dei ragazzi ampio spazio è dedicato al Natale vissuto come tempo di gioia, ma anche come occasione per non dimenticare chi soffre a causa delle guerre.
«Sappiamo che molti bambini e ragazzi come noi vivono in città e paesi dove c’è la guerra», scrivono gli acierrini, esprimendo la fatica di immaginare il dolore di chi perde i propri affetti o vive nella paura.
Da qui nasce un impegno chiaro: «Noi bambini e ragazzi ci impegniamo a costruire ogni giorno la pace!». Un impegno che si intreccia con il ringraziamento al Papa per la sua instancabile opera a favore della riconciliazione tra i popoli: «Continua a dire al mondo che la pace è il più bel regalo che i grandi possono fare a noi ragazzi».
Nel messaggio consegnato a papa Francesco, i ragazzi avevano già scritto: La nostra preghiera si unisce alla tua perché, soprattutto nei luoghi segnati dalla guerra, pos- sano rifiorire la pace e la concordia, per generare una nuova fraternità in cui ogni ragazzo abbia la possibilità di stare al mondo sentendo la cura della propria famiglia e il desiderio di alzare il proprio sguardo verso il cielo e continuare a sognare.
I doni consegnati a papa Leone XIV
Con il Messaggio, i ragazzi dell’Acr hanno consegnato a papa Leone XIV alcuni doni simbolici e concreti: una fornitura di prodotti destinati all’Elemosineria Apostolica per la carità verso i poveri (sacchi a pelo, coperte, prodotti per l’igiene personale); la Tessera di iscrizione all’Acr n. 1 per l’anno 2026; una copia del Sussidio per il Mese della pace 2026, che rilancia la riflessione del Pontefice per la LIX Giornata mondiale della pace.
Tra i doni figuravano anche la spilla “Terra in Pace”, legata all’iniziativa Acr 2026 a sostegno della Custodia di Terra Santa; copie dei Cammini formativi e dei Sussidi Acr per Avvento e Quaresima; e il volume dell’Editrice Ave Pellegrini di Speranza, dedicato all’eredità spirituale di Carlo Carretto.
- Una fornitura di prodotti destinati all’Elemosineria Apostolica.
- Sacchi a pelo, coperte e prodotti per l’igiene personale.
- La Tessera di iscrizione all’Acr n. 1 per l’anno 2026.
- Una copia del Sussidio per il Mese della pace 2026.
- La spilla “Terra in Pace”.
- Copie dei Cammini formativi e dei Sussidi Acr per Avvento e Quaresima.
- Il volume dell’Editrice Ave Pellegrini di Speranza, dedicato all’eredità spirituale di Carlo Carretto.
I giovani santi come modelli di fede
Non manca, infine, il riferimento alla testimonianza dei santi giovani: «con gioia abbiamo partecipato alla canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e di Carlo Acutis», modelli di una fede vissuta con entusiasmo e condivisa soprattutto con i più bisognosi.
«Essi illuminano i passi di ciascuno di noi e ci invitano a continuare il cammino “Verso l’alto!”».
Le udienze di papa Francesco con l’Azione Cattolica
Dieci anni entusiasmanti a servizio della Chiesa universale e dell’umanità, quelli vissuti da papa Francesco nel suo ministero petrino. Dieci anni con al centro una parola che è diventata un nuovo lessico ecclesiale e pastorale: la “Chiesa in uscita”.
Grazie Francesco. Una Chiesa in uscita accanto alle fragilità e difficoltà di ogni uomo e donna di questo pianeta. Siamo tutti debitori a papa Francesco per questa Chiesa in uscita che non ha paura di dialogare con il mondo.
Fin dall’inizio del suo ministero petrino, Papa Francesco ha mostrato un affetto particolare per l’Azione cattolica, incoraggiandoci a vivere con gioia e responsabilità il nostro impegno nella Chiesa e nel mondo.
Indimenticabili restano le nostre udienze e gli incontri con lui, a partire dal suo primo incontro con i ragazzi dell’Acr, il 20 dicembre del 2013, per lo scambio di auguri natalizi, in quello che diventerà un abbraccio consueto.
Discorsi e lettere di papa Francesco all’Azione Cattolica italiana
Proponiamo una lista dei discorsi e delle lettere rivolti all’Azione cattolica italiana nel corso del pontificato di papa Francesco.
- PAROLE AI RAGAZZI ACR - Sala del Concistoro, Venerdì, 20 dicembre 2013.
- DISCORSO ALL’AZIONE CATTOLICA ITALIANA - Aula Paolo VI, Sabato, 3 maggio 2014.
- DISCORSO AI BAMBINI AZIONE CATTOLICA ITALIANA - Sala del Concistoro, Giovedì, 18 dicembre 2014.
- DISCORSO AI RAGAZZI AZIONE CATTOLICA ITALIANA - Sala del Concistoro, Giovedì, 17 dicembre 2015.
- DISCORSO AI RAGAZZI AZIONE CATTOLICA ITALIANA - Sala del Concistoro, Lunedì, 19 dicembre 2016.
- DISCORSO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO DEL FIAC - Aula del Sinodo, Giovedì, 27 aprile 2017.
- DISCORSO ALL’AZIONE CATTOLICA ITALIANA - Piazza San Pietro, Domenica, 30 aprile 2017.
- DISCORSO ALLA DELEGAZIONE DELL’AZIONE CATTOLICA RAGAZZI - Sala del Concistoro, Sabato, 16 dicembre 2017.
- SALUTO ALL’ACR - Sala del Concistoro, Giovedì, 20 dicembre 2018.
- DISCORSO AI RAGAZZI AZIONE CATTOLICA ITALIANA - Sala del Concistoro, Lunedì, 16 dicembre 2019.
- DISCORSO AI MEMBRI DEL CONSIGLIO NAZIONALE - Sala Clementina, Venerdì, 30 aprile 2021.
- LETTERA PER I 30 ANNI DEL FORUM INTERNAZIONALE DI AZIONE CATTOLICA - Città del Vaticano, 9 novembre 2021.
- DISCORSO AI RAGAZZI DELL’AZIONE CATTOLICA ITALIANA - Sala Clementina, Sabato, 18 dicembre 2021.
- DISCORSO AI GIOVANI AC - Aula Paolo VI, Sabato, 29 ottobre 2022.
- MESSAGGIO AL FORUM INTERNAZIONALE DI AZIONE CATTOLICA - Città del Vaticano, Domenica, 27 novembre 2022.
- DISCORSO AI RAGAZZI DELL’AZIONE CATTOLICA ITALIANA - Sala del Concistoro, Giovedì, 15 dicembre 2022.
Il primo incontro di papa Francesco con i ragazzi dell’Acr
Una delegazione dell’Azione Cattolica dei Ragazzi (ACR) questa mattina è stata ricevuta in udienza da papa Francesco per lo scambio di auguri di buon Natale.
All’ormai tradizionale appuntamento di fine anno erano presenti acierrini provenienti da 14 diocesi d’Italia (Tricarico, Cerreto Sannita, Lecce, Latina-Terracina-Sezze-Priverno, Casale Monferrato, Assisi, Reggio Calabria, Caltagirone, Lucca, Tortona, Rimini, Trieste, Ivrea, San Benedetto del Tronto), accompagnati dai loro educatori, dal Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, Giuseppe Notarstefano, dall’Assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana, mons. Claudio Giuliodori, dalla Responsabile nazionale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi, Annamaria Bongio, dall’Assistente centrale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi, don Francesco Marrapodi, dai Consiglieri nazionali e dai collaboratori dell’Ufficio centrale Acr.
A Papa Francesco i ragazzi dell’Acr hanno portato sacchi a pelo e prodotti per l’igiene personale destinati all’elemosineria apostolica per l’assistenza ai più bisognosi. E ancora, tra gli altri doni, la tessera Acr numero 1, per il nuovo anno associativo.
Una copia dell’Agenda dei Ragazzi, frutto del lavoro di centinaia di bambini e ragazzi riuniti a Silvi Marina all’inizio di ottobre per “Super - Piccoli capaci di grandi cose, con Te”, l’Incontro nazionale dell’Acr. Una copia del Sussidio “La pace in testa”, che presenta nel dettaglio il progetto e le attività dei ragazzi per il Mese della Pace 2024, con il cappellino dell’iniziativa dedicato al Santo padre.
Le parole di papa Francesco all’Acr
«Grazie di questa visita. Grazie di cantare così gioiosi. E grazie per il vostro lavoro. Non perdere l’entusiasmo, non perdere la mistica. Ho scritto un discorso che non leggerò adesso. Lo portate con voi. Lo consegnerò a Lei, perché lo faccia conoscere. È per voi. E grazie tante! Non perdere la gioia. Adesso vorrei salutare ognuno di voi. Ma prima preghiamo un po’ e chiediamo la benedizione».
Di seguito il Saluto che papa Francesco ha consegnato ai presenti nel corso dell’Udienza dedicata all’Acr: Care ragazze e cari ragazzi dell’ACR, buongiorno! Vi ringrazio per questa visita in cui ci scambiamo gli auguri di Natale.
Saluto il Presidente Nazionale e l’Assistente Generale, i vostri responsabili e gli educatori, che ringrazio per la cura con cui vi seguono nel vostro cammino di fede. Benvenuti!
Il Natale ci ricorda che Dio ci ama e che vuole stare con noi. Per questo Gesù è nato, si è fatto piccolo, è vissuto in una famiglia con Maria e Giuseppe, e continua ad essere presente al nostro fianco e in ciascuno di noi: perché ci ama, ci è amico.
Questo è un dono stupendo. E ne porta con sé un altro: che anche noi possiamo amarci gli uni gli altri come fratelli. Quanto bisogno ne abbiamo oggi!
La guerra, la fraternità e la cura del creato
Tanti popoli, tanti ragazzi soffrono a causa della guerra! Venendo qui, voi avete voluto ricordare, con il simbolo delle stelle, i vostri coetanei che sono morti in questi mesi a causa dei combattimenti, e che come piccole luci ci guardano dal cielo.
Amare Dio e amarci tra noi: solo così il mondo ritroverà la luce e la pace di cui ha bisogno, come cantavano gli angeli a Betlemme (cfr Lc 2,14).
Amare Dio e gli altri: in famiglia, in parrocchia, a scuola e lungo le strade che percorrete ogni giorno, per aiutare tutti a credere che è ancora possibile cambiare rotta, scegliere la vita e tornare a sperare.
E un ultimo pensiero vorrei dedicarlo a un terzo amore: primo, amare Dio; secondo amare gli altri; terzo amare il creato.
Mi piace lo slogan del vostro cammino associativo di quest’anno: “Questa è casa tua!”. Vi aiuta a capire che Dio ci chiama a riconoscere e rispettare la bellezza che ci circonda, nella natura e nelle persone, e così a crescere nella condivisione e nella fraternità.
Vivete con impegno questo percorso: anch’esso contiene un messaggio di speranza. Cari ragazzi, nel Natale Dio ci mostra il suo amore e ci invita ad amare: Lui, gli altri e il creato.
Rispondiamo al suo invito unendo, con la nostra amicizia e con la nostra tenerezza, il cielo e la terra in un unico grande abbraccio! Auguro Buon Natale a voi, alle vostre famiglie e a tutta l’Azione Cattolica.
Il messaggio dei ragazzi a papa Francesco
Caro Papa Francesco, siamo davvero felici di donarti a nome di tutti gli Accierrini d’Italia, dei nostri amici, dei nostri familiari gli auguri di vivere con serenità la celebrazione del Santo Natale.
Ti doniamo il nostro affetto e le preghiere dell’Azione Cattolica Italiana, continuando a guardare a te con fiducia e ispirazione per compiere quotidianamente quei piccoli gesti che possono trasformare il mondo che ci circonda.
In tv vediamo la tua mano tesa stringere altre mani; ascoltiamo le tue parole compassionevoli e coraggiose quando si tratta di richiamare tutti gli uomini alla pace e alla giustizia.
L’ Acr ci aiuta a crescere nella fede e nella gioia dell’incontro fraterno: attraverso i nostri educatori, i nostri assistenti e la nostra comunità incontriamo Gesù e impariamo la bellezza di far parte della Chiesa.
Noi ragazzi vogliamo essere un segno di speranza per il futuro della nostra terra e, insieme a te, vogliamo realizzare il sogno di Chiesa da costruire insieme.
Alla sequela di Gesù con semplicità ed entusiasmo desideriamo prenderci cura dei nostri fratelli, dei più piccoli e dei più grandi: “insieme” perché sappiamo che, attraverso la collaborazione reciproca e autentica, le nostre unicità possono costruire un mondo più bello, “casa per tutti” in cui riscoprire il dono della Vita.
Il presepe di Greccio e i piccoli gesti quotidiani
A Greccio, ottocento anni fa, S. Francesco insieme a tutto il popolo di Dio ha voluto rappresentare per la prima volta il presepe per ricordarci che Gesù è venuto sulla terra indifeso e povero, ma avvolto dall’amore della sua famiglia e del creato.
Egli ci insegna che basta poco per essere felici, una grotta per ripararci dal freddo, delle braccia amorevoli pronte a sostenerci e amici che ci sostengono e aiutano.
Ci sarà sempre una stella ad illuminarci e a seguire le sue indicazioni per raggiungere la felicità vera, per scegliere cosa fare da grandi con coraggio e con il sorriso, pieni di speranza senza chiudere le porte del nostro cuore.
Durante il nostro Incontro Nazionale - SuPer. Piccoli capaci di grandi cose con Te - vissuto un paio di mesi fa, abbiamo realizzato l’Agenda dei Ragazzi, impegnandoci con piccoli gesti quotidiani a rendere più bella la realtà in cui viviamo.
Gesù, come ci narra il Vangelo, ha amato tutti senza disuguaglianze, accettando l’altro com’è veramente, accogliendo e perdonando.
Allora, ti chiediamo papa Francesco di starci accanto con la tua amicizia e la preghiera, perché il dono del Natale ci permetta di vivere al meglio uno degli obiettivi dell’Agenda: “Ci impegniamo ad essere inclusivi, disponibili e gentili anche con chi magari non ci è simpatico, non escludendo nessuno. Ci impegniamo a conoscere la storia di ognuno, ascoltando e rispettando tutti senza giudicare”.
“A braccia aperte”: l’incontro del 25 aprile 2024
In 60 mila appartenenti all'organismo ecclesiale hanno accolto Francesco in Piazza San Pietro per l'incontro intitolato "A braccia aperte": sono tanti gli abbracci, quelli mancati e causa di tanti conflitti "in questi giorni sotto i nostri occhi", quelli che salvano e quelli che cambiano la vita.
"Poco fa, passando in mezzo a voi, ho incrociato sguardi pieni di gioia e pieni di speranza. Grazie per questo abbraccio così intenso e bello": così Papa Francesco questa mattina in Piazza San Pietro.
Circa 60 mila soci e amici dell’Azione Cattolica Italiana provenienti da tutta Italia sono arrivati qui per incontrarlo, per ascoltare la sua parola e fare festa insieme a lui.
Adulti, giovani e ragazzi hanno viaggiato diretti a Roma con oltre 600 pullman, ma anche in treno e con migliaia di auto, con la voglia di costruire un futuro di pace e di speranza, impegnati ad essere discepoli e missionari, corresponsabili della costruzione del bene comune.
“A braccia aperte”, il titolo dell'incontro che vuol esprimere questo camminare insieme valorizzando le diversità e andando incontro agli uomini e alle donne di oggi.

L’abbraccio di Dio e la cultura dell’accoglienza
L’ingresso dei partecipanti in piazza era cominciato già dalle 7.00. Alle 8.15 l'inizio del programma trasmesso in diretta su Rai 1, con un primo momento di preghiera, di animazione e di testimonianze, con la partecipazione anche di alcuni artisti: i cantanti Stefano Picchi e Giovanni Caccamo, la Banda Rulli Frulli, l’attore Neri Marcorè, mentre cresce l'attesa di Francesco che arriva alle 9.45.
Dopo un lungo giro in papamobile, il Papa prende la parola. "L’abbraccio è una delle espressioni più spontanee dell’esperienza umana" afferma, facendo riferimento al tema dell'incontro.
Per ognuno di noi, al primo abbraccio dei genitori ne seguono tanti altri, ma la nostra vita è soprattutto "avvolta dal grande abbraccio di Dio, che ci ama, ci ama per primo".
Tre i tipi di abbraccio che Francesco dice di voler proporre alla riflessione dei presenti: "l’abbraccio che manca, l’abbraccio che salva, l’abbraccio che cambia la vita".
L’abbraccio che manca
Non sempre i sentimenti di amicizia e di accoglienza che l’abbraccio manifesta sono compresi e accettati nelle società, afferma il Papa, spesso trovano resistenza e opposizione fino ad arrivare ai conflitti.
Sì, all’origine delle guerre ci sono spesso abbracci mancati o rifiutati, a cui seguono pregiudizi, incomprensioni e sospetti, fino a vedere nell’altro un nemico.
E tutto ciò purtroppo, in questi giorni, è sotto i nostri occhi, in troppe parti del mondo! Con la vostra presenza e con il vostro lavoro, invece, voi potete testimoniare a tutti che la via dell’abbraccio è la via della vita.
L’abbraccio che salva
C'è poi l'abbraccio che è salvezza: succede quando ai valori positivi insiti in questo gesto si aggiunge la dimensione della fede al cui centro c'è proprio "l'abbraccio misericordioso di Dio che salva" e che Gesù morendo in croce ci ha dimostrato donando la sua vita.
E questo, afferma Francesco, "perché anche noi impariamo a fare lo stesso". Perciò, non perdiamo mai di vista l’abbraccio del Padre che salva, paradigma della vita e cuore del Vangelo, modello di radicalità dell’amore, che si nutre e si ispira al dono gratuito e sempre sovrabbondante di Dio.
Fratelli ne sorelle, lasciamoci abbracciare da Lui, come bambini. Ognuno di noi ha nel cuore qualcosa di bambino che ha bisogno di un abbraccio. Lasciamoci abbracciare dal Signore.
Così, nell’abbraccio del Signore impariamo per poter ad abbracciare gli altri.
L’abbraccio che cambia la vita
Il Papa ricorda che molte volte un abbraccio dato e ricevuto ha cambiato una vita. Come è accaduto a Francesco d'Assisi, ad esempio, che decise di seguire Cristo "dopo aver stretto a sé un lebbroso".
Questo è valido anche per la vostra associazione, sottolinea Francesco, "che trova il denominatore comune proprio nell’abbraccio della carità, unico contrassegno essenziale dei discepoli di Cristo".
La raccomandazione è allora che sia la carità "a plasmare ogni vostro sforzo e servizio, perché possiate vivere fedeli alla vostra vocazione e alla vostra storia" e per porre segni concreti di cambiamento a tutti i livelli della vita sociale.
Allora, fratelli e sorelle, la “cultura dell’abbraccio”, attraverso i vostri cammini personali e comunitari, crescerà nella Chiesa e nella società, rinnovando le relazioni familiari ed educative, rinnovando i processi di riconciliazione e di giustizia, rinnovando gli sforzi di comunione e di corresponsabilità, costruendo legami per un futuro di pace.
Sinodalità e corresponsabilità
Il Papa si avvia alla conclusione del suo discorso facendo un riferimento al Sinodo, un pensiero suggerito dal vedere così tante persone riunite insieme.
Il percorso sinodale, ricorda il Papa, giunge ormai alla sua terza tappa, "la più impegnativa e importante, quella profetica" che significa tradurre il lavoro fatto fin qui "in scelte che diano slancio e vita nuova alla missione della Chiesa nel nostro tempo".
E aggiunge: "Ma la cosa più importante di questo Sinodo è la sinodalità".
Per questo c’è bisogno di gente forgiata dallo Spirito, di “pellegrini di speranza”, di uomini e donne sinodali, che sappiano dialogare, interloquire, cercare insieme, come dice il tema del Giubileo ormai vicino, uomini e donne capaci di tracciare e percorrere sentieri nuovi e impegnativi.
Vi invito dunque ad essere “atleti e portabandiera di sinodalità”, nelle diocesi e nelle parrocchie di cui fate parte, per una piena attuazione del cammino.
L'udienza di Papa Francesco all'Azione Cattolica Italiana
L’eredità di papa Francesco per l’Azione Cattolica
Con profonda commozione e dolore, l’Azione cattolica italiana si unisce al cordoglio della Chiesa universale per la scomparsa di Papa Francesco, pastore dal cuore grande, testimone instancabile del Vangelo e costruttore di ponti tra Dio e gli uomini.
Il suo pontificato ha segnato profondamente la nostra epoca, portando avanti il sogno di una Chiesa vicina ai poveri, attenta ai più fragili, capace di dialogo e di misericordia.
Un Pontefice che ha incarnato la semplicità e l’umiltà evangelica, che ha saputo parlare al cuore delle persone, specialmente dei giovani e dei laici impegnati nel servizio ecclesiale e sociale.
L’ultimo grande incontro con l’Azione cattolica italiana, avvenuto il 25 aprile 2024 in Piazza San Pietro, è stato un momento di intensa spiritualità e comunione.
In quell’occasione, il Santo Padre ci ha esortato a non perdere mai la gioia dell’evangelizzazione e a continuare a essere un segno vivo di speranza per il mondo.
Parole che oggi risuonano ancora più forti nei nostri cuori e che continueranno a guidarci nel nostro cammino associativo.
Chiesa in uscita, laicato e impegno sociale
Il suo magistero ha segnato una svolta nel modo di vivere la missione evangelizzatrice della Chiesa, spingendo tutti i fedeli a Cristo ad andare incontro agli ultimi, agli emarginati, a quanti vivono nelle periferie esistenziali, sociali ed economiche del mondo.
La sua insistenza sulla sinodalità della Chiesa ha avviato un processo di rinnovamento ecclesiale, rendendo sempre più centrale il cammino condiviso, il discernimento comunitario e l’ascolto reciproco.
Ha ribadito l’importanza di un laicato attivo e corresponsabile, chiamato a essere lievito nella società e nella Chiesa.
Papa Francesco ha rilanciato con forza il messaggio della Laudato si’ e della Fratelli tutti, indicando la cura del Creato e la fraternità universale come pilastri di una testimonianza cristiana autentica e necessaria nel nostro tempo.
Il suo magistero ha fatto emergere con rinnovato vigore il legame inscindibile tra fede e giustizia sociale, tra spiritualità e impegno concreto per la pace e la dignità di ogni essere umano.
Il suo amore per i poveri, il suo invito alla misericordia e al perdono, la sua attenzione ai giovani e alle famiglie, la sua dedizione per il dialogo interreligioso e l’unità dei cristiani rimarranno punti di riferimento essenziali per la Chiesa del futuro.
Oggi piangiamo la sua perdita, ma siamo certi che la sua testimonianza continuerà a ispirarci. Il suo insegnamento non muore, ma si radica nei nostri cuori e nelle nostre scelte di fede e di vita.
Continueremo il cammino che ci ha indicato, portando nel cuore la sua voce e il suo insegnamento, certi che il suo esempio resterà una luce per la Chiesa e per l’umanità intera.