Attività su Fatima per bambini: giochi, laboratori e preghiere sui tre pastorelli

Le attività su Fatima per bambini possono aiutare a conoscere la storia di Lucia, Francesco e Giacinta attraverso racconti, giochi, lavori manuali, drammatizzazioni, momenti di preghiera e semplici gesti di attenzione verso gli altri. Il percorso può essere adattato alla scuola primaria, al catechismo, ai gruppi scout e ai ragazzi fino alla scuola media.

Il punto di partenza è il racconto delle apparizioni del 1917, presentato con parole comprensibili e senza soffermarsi su aspetti troppo difficili o inquietanti. I bambini possono scoprire che i tre pastorelli erano bambini semplici, con qualità e difetti, che vivevano in famiglia, giocavano, accudivano le pecore e pregavano il Rosario.

La storia di Fatima raccontata ai bambini

Il 13 maggio 1917, a Cova da Iria, località nella freguesia di Fátima, nel comune di Ourém, tre bambini mentre accudiscono un piccolo gregge stanno giocando. Lucia dos Santos ha 10 anni e i suoi cugini Francisco e Jacinta Marto, fratelli, hanno rispettivamente 9 e 7 anni.

Si trovano in un terreno di proprietà del padre di Lucia. Verso mezzogiorno, dopo aver recitato come d’abitudine il Rosario, vedono due fenomeni luminosi, come due lampi, e poi una misteriosa “Signora” splendente con un Rosario in mano.

È la prima di sei apparizioni che i tre piccoli pastori avranno fino ad ottobre. Le apparizioni saranno sempre il giorno 13. Solo agosto non vedrà l’apparizione della Signora, poiché i bambini saranno letteralmente “sequestrati” dal sindaco della città, pensando di avere davanti tre impostori.

Solo il 13 ottobre 1930, si arriverà alla dichiarazione che “le visioni sono degne di fede”, da parte del vescovo di Leiria. E’ l’autorizzazione ufficiale del culto alla Madonna di Fatima.

Tre pastorelli di Fatima al pascolo

I tre pastorelli: bambini come gli altri

I tre pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta: tre bimbi come tanti altri. Ma su di loro l’Amore di Dio aveva dei disegni particolarissimi e infatti essi divennero attori della più splendida avventura che possa vivere una creatura umana: vedere gli Angeli e la Vergine Maria, parlare con loro, essere penetrati dalla Luce di Dio per divenire testimoni dell’Amore e della Fede in un mondo senza Dio e perciò pieno di odio.

Erano nati a Fatima, un piccolo paesino del Portogallo. All’epoca della nostra storia, nel 1917, Lucia aveva dieci anni, Francesco quasi nove e Giacinta sette; questi ultimi erano fratellini e cugini di Lucia.

Non andavano a scuola, perché aiutavano le loro famiglie, molto povere, portando al pascolo le pecorelle che possedevano. Come vedete avevano delle virtù, ma anche dei difetti. Proprio come tutti i bambini, come ciascuno di voi: fu la Madonna a trasformarli in tre eroi di santità, invitandoli ad aiutarla per fare venire l’Amore nel mondo.

Lucia, Francesco e Giacinta a confronto

BambinoEtà nel 1917Caratteristiche
Lucia dos Santos10 anniAnimatrice del gruppo, intelligente, socievole e creativa
Francesco MartoQuasi 9 anniSilenzioso, contemplativo, amante della natura e degli animali
Giacinta Marto7 anniVivace, sensibile, affettuosa e appassionata di danza

Lucia dos Santos

Lúcia de Jesus Rosa dos Santos, meglio nota come Suor Lucia di Fátima o Suor Maria Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato, nacque ad Aljustrel, Fatima, il 22 marzo 1907.

Lucia era figlia di António dos Santos e Maria Rosa. Lucia era l’ultima di sei sorelle e un fratello. La famiglia da cui proveniva, era molto povera: l’unica fonte di ricchezza era il gregge.

La famiglia dos Santos si trasferì molto presto nella vicina Fatima, dove alcuni loro parenti si dedicavano alla pastorizia. Lucia mostrò subito grande attenzione e cura per la casa.

La famiglia era semplice, profondamente radicata nei valori cristiani, ricca di umanità e aperta alle necessità del prossimo. Maria Rosa era la catechista della parrocchia. Sapeva leggere, come pochissime donne in quel tempo, e, appassionata della Bibbia.

Lucia era sempre lei a prendere le decisioni sul posto ove condurre le pecore al pascolo, sui giochi da fare, sul come impiegare il tempo nelle lunghe giornate d’estate in cui i genitori erano al lavoro.

Lucia amava molto i piccoli e questi le erano affezionati; spesso ne riuniva fino a dieci, dodici, nel cortile della sua casa e con loro organizzava processioni, faceva altarini, giocava ai bottoni, a nascondino, alle pietre, a rincorrersi e, quando erano stanchi, si sedevano all’ombra degli alberi di fico e lei cominciava a raccontare storie senza fine, parte udite e parte inventate.

Intelligentissima e con una tenace memoria attingeva il materiale per le sue narrazioni dalle lezioni di catechismo che la madre dava tutte le sere alle sue figlie ed agli altri bambini.

Lucia imparava tutto a memoria e poi lo raccontava ai piccoli. Molto socievole e franca, affettuosissima con il papà e con la mamma, trovava sempre la maniera di farsi amare.

Lucia ricevette la prima comunione il 30 maggio del 1913, solennità del Sacro Cuore di Gesù, nella chiesa parrocchiale di Fatima. Molto spesso era la piccola Lucia a badare al gregge.

Riferì di aver avuto, proprio in una di quelle occasioni, le prime apparizioni, note come apparizioni dell’angelo, negli anni 1915-1916, quindi precedenti a quelle della Signora.

Dopo le apparizione della Madonna di Fatima, la sua vita non poteva non cambiare. A sedici anni fu ammessa alle “Figlie di Maria”, e decise di consacrarsi a Dio con il voto di castità perpetua ma, sempre vivo in lei, era il desiderio di farsi carmelitana.

Solo nel 1948 riuscì ad entrare nell’Ordine tanto amato, quello del Carmelo. In questo stesso monastero, morirà nel 2005.

Francesco Marto

Francesco dos Santos Marto nacque l’11 giugno 1908 ad Aljustrel, località della Sierra. I genitori, Manuel Pedro Marto e Olimpia di Gesù, erano contadini.

Francesco è il penultimo, e Giacinta l’ultima. Francesco e Giacinta erano cugini di Lucia perché la mamma Olimpia era sorella del papà di Lucia, Antonio dos Santos.

In famiglia si pregava molto. A mezzogiorno, quando suonava la campana della chiesa di Fatima, interrompevano il lavoro per recitare l’Ave Maria.

E’ stata la mamma che ha trasmesso la fede e la devozione ai figli. La domenica a messa, la recita del Rosario quotidiano.

Francesco amava il silenzio. Amava suonare il flauto ed era amante della natura. Se ne stava un po’ in disparte, molte volte, anche quando le cuginette facevano un gioco particolare: gridavano ad alta voce, dall’alto dei monti, seduti sulla roccia, per sentire l’effetto dell’eco.

Occhi scuri, visino rotondo, bocca piccola, mento pieno: non aveva nell’aspetto i lineamenti duri caratteristici dei montanari.

Di carattere eccezionalmente affabile e pacifico, era allegro e amabile con tutti; amava giocare come tutti i ragazzi del mondo, ma sempre senza polemizzare, e preferiva cedere anziché bisticciare.

Questo però non vuol dire che fosse senza energia e coraggio, che anzi non mostrava mai paura di andare solo, di notte, in qualunque posto buio.

Di coscienza delicatissima e retta, non faceva mai quello che non riteneva onesto. Di carattere franco e incapace di finzione, mostrava una maturità maggiore della sua età.

Anima contemplativa, non si stancava mai di ammirare le bellezze del creato, in particolare l’immenso cielo stellato e lo splendore del sole al suo sorgere ed al tramonto.

Anima di poeta, passava ore ed ore a suonare il suo piffero di canne, seduto su di una pietra. Amante di tutti gli animali ma specialmente degli uccelli dei quali amava imitare il gorgheggio, non sopportava che essi venissero tolti dal nido.

Francesco aveva nove nel 1917, l’anno delle apparizioni. Un anno dopo, cadde ammalato e morì nell’aprile del 1919.

Giacinta Marto

Jacinta de Jesus Marto nacque ad Aljustrel l’11 marzo 1910. Era la più piccina dei tre.

Occhi chiari vivacissimi, lineamenti regolari, viso rotondo, labbra sottili; era molto simile al fratello nell’aspetto esteriore, ma da lui notevolmente diversa nel carattere.

Le piaceva giocare e ballare, amava molto la poesia, ma era anche un po’ permalosa. Il suo temperamento forte e volitivo, la rendeva la più “forte” del gruppo.

Straordinariamente sensibile, si commuoveva sino alle lacrime quando udiva narrare le sofferenze di Gesù, e ripeteva: «Povero Gesù, non devo fare più peccati, non voglio che Gesù soffra di più».

Come suo fratello Francesco, e forse più, era innamorata della natura, dei fiori, degli animali, specie delle pecorelle che chiamava per nome e degli agnellini che amava tenere in braccio e che baciava con tenerezza.

Dotata di squisito senso musicale, faceva spesso risuonare per la campagna la sua voce argentina, intonando gli armoniosi canti religiosi della sua terra; aveva una vera passione per la danza ed un eccezionale senso del ritmo.

Legata alla cuginetta da una profonda amicizia, cercava di stare sempre con lei. Fu così che, quando Lucia ebbe dai genitori l’incarico di portare le pecorelle al pascolo, ella non diede respiro alla mamma fino a che non ottenne il permesso di seguirla con il piccolo gregge della sua famiglia, insieme con il fratellino Francesco.

Come Francesco, ella aveva un amore totale alla verità, e rimproverava sua madre quando questa, ad esempio, diceva che andava in un posto e poi invece andava in un altro.

Jacinta, dal carattere vivace, dopo le apparizioni del 1917, trovò mitezza. Infatti la piccola pastorella da quel momento in poi, si dedicò completamente alla preghiera.

La preghiera quotidiana dei pastorelli

In famiglia si pregava molto. A mezzogiorno, quando suonava la campana della chiesa di Fatima, interrompevano il lavoro per recitare l’Ave Maria.

Come era tradizione in ogni famiglia di Fatima, ogni giorno dicevano il Rosario; ma per poter avere a disposizione più tempo per giocare avevano ideato un nuovo sistema di recitarlo.

Ci avevano raccomandato che dopo la merenda recitassimo il Rosario; ma siccome il tempo per il gioco ci sembrava sempre troppo corto, trovammo il modo di finirlo presto.

Scorrevamo la corona dicendo Ave Maria, Ave Maria e alla fine del mistero dicevamo pacatamente il Padre Nostro, terminando così in breve la nostra preghiera.

Questo episodio può diventare un punto di partenza efficace per spiegare ai bambini che i pastorelli non erano personaggi lontani dalla loro esperienza. Anche loro desideravano giocare, potevano essere impazienti e cercavano di trovare più tempo per divertirsi.

Attività: il Rosario dei cinque sensi

  • Mostrare ai bambini una corona del Rosario e lasciare che la osservino e la tocchino.
  • Spiegare che il Rosario era ricordato dalla Signora in ciascuna delle sei apparizioni.
  • Affidare a ogni bambino una parola collegata alla preghiera: ascolto, silenzio, fiducia, pace, amore.
  • Recitare una decina lentamente, lasciando qualche secondo di silenzio tra una preghiera e l’altra.
  • Concludere chiedendo ai bambini quale parola desiderano portare nella giornata.

Attività: la preghiera a dieci dita

La preghiera-meditazione può essere strutturata sulla decina del Santo Rosario, con il quale meditiamo i misteri principali della nostra fede, rivolgendoci a Dio, mediante la Vergine Maria.

Un invito a pregare in occasione delle apparizioni della Madonna a Fatima può essere proposto utilizzando le dita delle mani come aiuto per contare le dieci Ave Maria.

  • Il pollice ricorda una persona da ringraziare.
  • L’indice ricorda una persona da aiutare.
  • Il dito medio ricorda una persona ammalata o triste.
  • L’anulare ricorda la propria famiglia.
  • Il mignolo ricorda una richiesta personale.

L’Angelo della Pace e la luce di Dio

“Non abbiate paura. Sono l’Angelo della Pace. Pregate con me.” E’ con un’invito alla fiducia che si inaugura l’avvenimento di Fatima.

L’angelo si annuncia per tre volte ai veggenti nel 1916, con una chiamata all’adorazione, atteggiamento fondamentale che li deve predisporre ad accogliere i disegni di misericordia dell’Altissimo.

E’ questa convocazione al silenzio, abitato dalla presenza traboccante del Dio Vivo, che si vede rispecchiata nella preghiera che l’Angelo insegna ai tre bambini: Mio Dio, io credo, adoro, spero e vi amo.

Prostrati a terra in adorazione, i piccoli pastori comprendono che lì si inaugura una vita rinnovata. Quando ricevono l’Eucaristia dall’Angelo, i pastorelli vedono confermata la loro vocazione ad una vita eucaristica, ad una vita fatta dono a Dio per gli altri.

Attività: il laboratorio della luce

Per spiegare ai bambini il tema della luce, si può oscurare leggermente la sala e accendere una piccola luce al centro del gruppo. Ogni bambino può dire una parola che associa alla luce: speranza, amicizia, coraggio, bontà o pace.

La luce può diventare il simbolo della presenza di Dio che aiuta a non avere paura e invita a prendersi cura degli altri.

Al termine si può recitare lentamente la preghiera: Mio Dio, io credo, adoro, spero e vi amo.

Laboratorio cristiano sulla luce e la preghiera

Il messaggio della Madonna di Fatima

Nel maggio del 1917, la Signora piena di grazia si annuncia riversando la luce di Dio, nella quale i veggenti si vedono «più chiaramente di come ci vediamo nel migliore degli specchi».

La Signora del Rosario invita insistentemente i veggenti alla preghiera, a questo luogo di incontro in cui si radicherà la loro intimità con Dio.

Che il rosario sia indicato come cammino per la pace è segno che l’accoglienza del Verbo riempie di grazia il cuore umano, prigioniero dell’egoismo e della violenza, e pacifica la storia con il coraggio degli umili.

L’intimità con Dio trasforma la vita in sacrificio per i fratelli, specialmente quelli su cui ricade lo sguardo misericordioso di Dio. Il dono di sé, ecco cosa significa il sacrificio.

Nello sconcerto di questo invito si manifesta la vera amicizia con Dio. Lo sguardo nell’intimo di Dio fa scoprire la Sua tristezza, di fronte ai vuoti d’amore dei drammi della storia e delle libertà umane, e si lascia commuovere, in modo da desiderare subito di consolare lo stesso Dio.

Attività: le parole della Signora

Scrivere su alcuni cartoncini le parole chiave del messaggio di Fatima:

  • preghiera;
  • pace;
  • fiducia;
  • amore;
  • misericordia;
  • aiuto;
  • perdono.

Ogni bambino pesca un cartoncino e racconta un’azione concreta collegata a quella parola. Per esempio, la pace può essere collegata al fare il primo passo dopo un litigio, mentre l’aiuto può essere collegato alla cura di un compagno in difficoltà.

Il valore dei piccoli sacrifici

Dal momento in cui dissero il loro “Sì” e si consacrarono a Lei, impegnandosi a sacrificarsi e a pregare per i poveri peccatori e per la Pace nel mondo, iniziò la loro gioiosa avventura.

Sarà capitato anche a voi di avere alcuni bambini pronti a sacrificarsi per gli altri o esprimere forte sensibilità per situazioni di sofferenza o disagio di altri. Di proporre preghiere o di fare spontaneamente piccoli sacrifici.

Cogliamo immediatamente l’occasione per spiegare il valore del sacrificio. Partiamo prima di tutto da noi. Abbiamo capito bene il valore di ogni sofferenza, se offerta a Dio?

Rimettiamo in pista l’usanza dei fioretti. Vi stupirete delle risposte. Che muove il nostro cuore e la nostra volontà è l’Amore.

Per i bambini, il fioretto deve essere semplice, libero, comprensibile e proporzionato all’età. Non deve diventare una gara, una punizione, una dieta o una prova di resistenza.

Attività: il barattolo dei fioretti

  • Preparare un barattolo decorato con immagini dei tre pastorelli.
  • Consegnare a ogni bambino piccoli biglietti colorati.
  • Invitare ciascuno a scrivere un gesto concreto di bene.
  • Raccogliere i biglietti nel barattolo.
  • Leggerne alcuni durante l’incontro successivo.

Un fioretto dal cibo non deve essere confuso con la dieta. Il fioretto può consistere nel rinunciare a una lamentela, aiutare in casa senza essere sollecitati, condividere un gioco, ascoltare un compagno o dedicare qualche minuto alla preghiera.

Siamo deboli e incostanti, poco fedeli, rimandiamo a domani. Ci scoraggiamo se non vediamo risultati quando offriamo un sacrificio.

Per quanto riguarda poi i ragazzini, brontolano, non capiscono, qualcuno tira indietro e contagia gli altri, a volte i genitori si oppongono ma è tutto normale.

Non perdiamo la speranza, quello che non viene capito oggi riusciremo a riproporlo l’anno prossimo!

Il rispetto per la natura e gli animali

Francesco era amante della natura. Amava il cielo stellato, il sole, le piante e gli animali.

Amante di tutti gli animali ma specialmente degli uccelli dei quali amava imitare il gorgheggio, non sopportava che essi venissero tolti dal nido.

Come suo fratello Francesco, e forse più, Giacinta era innamorata della natura, dei fiori, degli animali, specie delle pecorelle che chiamava per nome e degli agnellini che amava tenere in braccio e che baciava con tenerezza.

Attività: caccia al tesoro della natura

La caccia al tesoro della natura è un’attività adatta a bambini della scuola primaria e può essere svolta in un cortile, in un parco o negli spazi esterni della parrocchia.

  1. Dividere i bambini in piccoli gruppi.
  2. Consegnare una lista di elementi da osservare senza raccogliere o danneggiare nulla.
  3. Chiedere di individuare un albero, una foglia, un fiore, un suono, un’ombra e un animale.
  4. Invitare i gruppi a descrivere ciò che hanno osservato.
  5. Concludere con un ringraziamento per il creato.

L’attività può collegarsi alla figura di Francesco, che amava contemplare le bellezze del creato, e alla figura di Giacinta, che si prendeva cura delle pecorelle e degli agnellini.

Il libretto su Fatima

Per il centenario delle apparizioni a Fatima della Beata Vergine Maria, una pagina con tante notizie e un lavoretto può aiutare a ricordare questo evento straordinario accaduto il 13 maggio 1917.

Il lavoro è strutturato come un libretto che illustra la storia e le immagini dell’apparizione della Madonna ai tre pastorelli.

Materiali

  • tre schede;
  • un foglio colorato;
  • un cartoncino;
  • pastelli;
  • un cordoncino dorato;
  • fiorellini decorativi.

Realizzazione

Nella parte centrale di un cartoncino piegato in due parti, troviamo le immagini dell’apparizione che possono essere colorate con i pastelli.

Nella pagina di copertina è raffigurato un ovale con all’interno l’immagine della Madonna di Fatima, decorato con un cordoncino dorato e fiorellini di plastica.

Nella parte posteriore troviamo una sintesi della storia di Nostra Signora di Fatima che i bambini più grandi possono leggere da soli.

Bastano solo tre schede e un foglio colorato per comporre un album come ricordo e conoscenza dell’apparizione della Madonna a Fatima il 13 maggio 1917.

Lavoretto libretto Madonna di Fatima

Il gioco delle sei apparizioni

Le apparizioni della Signora si svolsero dal maggio all’ottobre del 1917 e furono sempre il giorno 13, tranne nel mese di agosto.

Per trasformare queste informazioni in un gioco, preparare sei tessere con i mesi delle apparizioni e una tessera speciale con il mese di agosto.

  • 13 maggio;
  • 13 giugno;
  • 13 luglio;
  • agosto, senza apparizione nel giorno previsto;
  • 13 settembre;
  • 13 ottobre.

I bambini devono mettere le tessere in ordine e spiegare che cosa cambia nel mese di agosto. L’attività può essere completata con una linea del tempo da colorare.

La drammatizzazione della storia

Una rappresentazione aiuta i bambini a ricordare i personaggi e a comprendere che Lucia, Francesco e Giacinta erano bambini inseriti nella vita quotidiana delle loro famiglie.

Personaggi

  • Lucia;
  • Francesco;
  • Giacinta;
  • la Signora;
  • l’Angelo della Pace;
  • alcuni narratori;
  • il sindaco;
  • le famiglie dei pastorelli.

Scene possibili

  1. I bambini portano le pecore al pascolo.
  2. I pastorelli giocano e osservano la natura.
  3. I tre recitano il Rosario.
  4. Appare l’Angelo della Pace.
  5. La Signora appare con il Rosario in mano.
  6. I bambini raccontano ciò che hanno visto.
  7. Il gruppo conclude con una preghiera per la pace.

Lo spettacolo può essere collegato alle Beatitudini. Ogni beatitudine può essere raccontata attraverso la vita di un santo o di un personaggio speciale, tra cui i pastorelli di Fatima.

Il memory dei simboli mariani

Un gioco del memory può aiutare a conoscere la Vergine Maria attraverso alcune immagini e titoli mariani: Vergine Immacolata, Vergine del Rosario, Madonna di Lourdes, Madonna di Fatima e Madonna di Guadalupe.

Per realizzarlo, preparare coppie di carte con la stessa immagine. Le carte possono essere colorate dai bambini e decorate con una cornice.

  1. Disporre le carte coperte sul tavolo.
  2. Ogni bambino gira due carte.
  3. Se trova una coppia, la conserva e nomina il titolo mariano raffigurato.
  4. Se le carte sono diverse, le ricopre e passa il turno.
  5. Vince chi raccoglie più coppie, senza trasformare il gioco in una competizione aggressiva.

Un incontro di preghiera per bambini

Un incontro di preghiera in onore della Beata Vergine Maria del Santissimo Rosario di Fatima può essere costruito con brevi momenti di ascolto, silenzio, canto e invocazione.

Schema dell’incontro

  1. Accoglienza dei bambini.
  2. Presentazione dei tre pastorelli.
  3. Accensione di una candela o di una piccola luce.
  4. Ascolto del racconto dell’apparizione.
  5. Un minuto di silenzio.
  6. Recita di una decina del Rosario.
  7. Preghiera per le famiglie.
  8. Preghiera per i bambini tristi o malati.
  9. Preghiera per la pace.
  10. Canto mariano conclusivo.

La preghiera può essere accompagnata da un gesto simbolico: ogni bambino depone vicino a un’immagine della Madonna un fiore di carta, un biglietto con una richiesta o un impegno di bene.

Adorazione eucaristica con i bambini

Un testo per un’adorazione eucaristica con i bambini della catechesi può essere costruito sulla preghiera insegnata dall’angelo ai pastorelli di Fatima.

Quando ricevono l’Eucaristia dall’Angelo, i pastorelli vedono confermata la loro vocazione ad una vita eucaristica, ad una vita fatta dono a Dio per gli altri.

L’adorazione deve essere breve, alternare parole e silenzio e utilizzare un linguaggio adatto all’età dei partecipanti.

Momenti suggeriti

  • un canto iniziale;
  • una breve introduzione sull’Angelo della Pace;
  • la preghiera “Mio Dio, io credo, adoro, spero e vi amo”;
  • un momento di silenzio;
  • una preghiera per chi soffre;
  • una preghiera per la pace;
  • un canto finale.

Attività per un percorso annuale

Le attività possono essere inserite in un percorso più ampio, da metà ottobre a fine maggio, insieme ai momenti liturgici più forti: Natale, Quaresima, Pasqua e mese mariano.

  • Cerimonia dei passaggi e giochi di conoscenza all’aperto.
  • Scenette sulla chiamata.
  • Padre nostro figurato.
  • Esame di coscienza e confessioni di Avvento.
  • Rappresentazione di Natale.
  • Parabola del Buon Samaritano.
  • Lettura di Zaccheo e sua rappresentazione con lavoretto finale.
  • Esame di coscienza su Zaccheo e confessione quaresimale.
  • Caccia al tesoro della natura.
  • Parabola del Buon Pastore.
  • Caccia al tesoro sulle apparizioni di Fatima.
  • Verifica finale.

La caccia al tesoro sulle apparizioni di Fatima può concludere un incontro dedicato ai pastorelli oppure diventare una tappa del cammino annuale.

Visita a Fatima pensata per i bambini

Un itinerario di visite al Santuario può permettere ai bambini, fino alla scuola media, un contatto più profondo con il messaggio di Fatima.

Il programma può articolarsi in cinque momenti:

  1. Stare con i Pastorelli nella Basilica di Nostra Signora del Rosario di Fatima.
  2. Vedere la storia attraverso il film “Il giorno in cui il sole danzò”.
  3. Pregare vicino a Nostra Signora nella Cappellina delle Apparizioni.
  4. Scoprire l’altro lato del volto nel Nucleo Museologico Casa delle Lanterne.
  5. Conoscere i luoghi visitando Valinhos, Loca do Anjo e le Case dei Pastorelli.

Nella Cappellina delle Apparizioni, è possibile offrire fiori a Nostra Signora; eventualmente il gruppo potrà dire una preghiera o cantare una canzone.

Il gruppo è accompagnato da una persona del Santuario, che ne orienta la visita; la responsabilità sugli alunni è di competenza dei professori e dei catechisti che li accompagnano.

Domande per verificare la comprensione

  1. Come si chiamavano i tre pastorelli?
  2. Quale rapporto di parentela avevano tra loro?
  3. Quanti anni aveva ciascuno nel 1917?
  4. Dove si trovavano mentre accudivano il gregge?
  5. Che cosa recitavano abitualmente?
  6. Che cosa teneva in mano la Signora?
  7. In quale mese non ci fu l’apparizione prevista?
  8. Quale pastorello amava particolarmente il silenzio?
  9. Quale pastorella amava ballare?
  10. Quale preghiera insegnò l’Angelo della Pace?
  11. Quali gesti di pace possiamo compiere oggi?
  12. Quale piccolo gesto di bene possiamo offrire agli altri?

Un impegno concreto per la settimana

Alla fine dell’incontro, ogni bambino può scegliere un impegno piccolo e concreto:

  • recitare una decina del Rosario;
  • aiutare una persona della famiglia;
  • non rispondere male;
  • condividere un gioco;
  • chiedere scusa dopo un litigio;
  • pregare per una persona malata;
  • avere cura di un animale o di una pianta;
  • compiere un gesto di gentilezza senza aspettare un premio.

Una scheda personale può contenere tre spazi: “Il mio impegno”, “Per chi lo offro” e “Come mi sono comportato”. L’obiettivo non è controllare i bambini, ma aiutarli a riconoscere il valore della preghiera, del dono di sé e della cura degli altri.

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