Il XXXI Convegno Nazionale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio si è svolto a San Giovanni Rotondo, riunendo i fedeli per due giornate di riflessione, spiritualità e condivisione.
Nati su impulso dello stesso Padre Pio negli anni ’40, i Gruppi di Preghiera sono oggi diffusi in oltre 60 Paesi, con decine di migliaia di membri che si ritrovano regolarmente per momenti di preghiera, adorazione e carità fraterna.
Il tema del Convegno: «La vera pace ha per autore Gesù»
Il tema guida dell’edizione 2025 sarà: «La vera pace ha per autore Gesù», tratto dagli scritti di San Pio da Pietrelcina (Epistolario II, p.188). Una frase che risuona con forza in questo tempo, segnato da conflitti e tensioni internazionali, e che richiama l’invito evangelico di Matteo: “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9).
«La vocazione dei Gruppi di Preghiera è quella di essere sentinelle di pace - ha più volte ricordato mons. Franco Moscone, direttore generale -. Siamo chiamati a diffondere un messaggio evangelico e umano, a lavorare, pregare e impegnarci per la pace, ripudiando ogni forma di violenza, odio, divisione e guerra».

Il programma delle giornate a San Giovanni Rotondo
San Giovanni Rotondo si prepara ad accogliere, venerdì 12 e sabato 13 settembre, il 36° Convegno Nazionale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, un appuntamento che ogni anno richiama fedeli da tutta Italia e dall’estero per due giornate di riflessione, spiritualità e condivisione.
I lavori congressuali si apriranno la mattina di venerdì 12 settembre all’Auditorium “Maria Pyle” con la lectio divina del teologo biblico Giovanni Chifari, seguita dai saluti istituzionali di Gino Gumirato, direttore generale di Casa Sollievo della Sofferenza.
Il programma proseguirà con la relazione di Michele Illiceto, docente di Filosofia, sul tema “Sperare nella pace contro ogni speranza”, e con l’intervento di Leandro Cascavilla, vice direttore dei Gruppi di Preghiera e medico geriatra dell’Ospedale Casa Sollievo, che tratterà la “spiritualità laicale dei Gruppi”.
La Via Crucis e la fiaccolata
Nel pomeriggio i partecipanti si ritroveranno sul Monte Castellano per la Via Crucis comunitaria, al termine della quale sarà recitata la preghiera per l’indulgenza plenaria.
Seguirà la Santa Messa presieduta dall’arcivescovo Moscone e, in serata, una suggestiva fiaccolata che condurrà i fedeli fino a Casa Sollievo della Sofferenza per un momento di raccoglimento.

La seconda giornata
Sabato 13 settembre i lavori riprenderanno con la relazione di padre Luciano Lotti, segretario generale dei Gruppi, dal titolo: “… non mai trascurerete di andare a Gesù sacramentato per dare e ricevere il bacio di pace” (Ep. II, p.79).
Spazio poi alle voci dei protagonisti con la tavola rotonda “Testimonianze e ricordi in Casa Sollievo”, moderata dalla giornalista e conduttrice televisiva Lucia Ascione.
Il convegno si concluderà alle 11:30 con la solenne Concelebrazione Eucaristica nella Chiesa di San Pio, presieduta dal cardinale Arrigo Miglio, arcivescovo emerito di Cagliari, creato cardinale da Papa Francesco.
La Casa Sollievo della Sofferenza
La Casa Sollievo della Sofferenza - TESTO IN ARRIVO… intervento di Gino Gumirato Direttore generale di Casa Sollievo della Sofferenza.
«Testimonianze e ricordi in Casa Sollievo»
“Testimonianze e ricordi in Casa Sollievo” Tavola rotondo guidata da LUCIA ASCIONE, giornalista televisiva.
testimonianza di Orazio Pennelli Pronipote di Padre Pio.
testimonianza di Ornella Parolini Direttore Scientifico dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza.
testimonianza di Pasqua Quitadamo Medico neonatologo e responsabile della Banca del Latte Umano Donato in Casa Sollievo della Sofferenza e di Marilù e Tania Mamme che hanno ricevuto e donato latte umano in Casa Sollievo.
Il significato dei Gruppi di Preghiera
Un desiderio di Papa Pacelli diventa iniziativa di Padre Pio. Si direbbe che Padre Pio non aspettava altro. Il suo grande cuore di mistico e di innamorato delle anime bramava rispondere alla fama di pace del mondo col pane della preghiera di molti.
«Il Papa Pio XII, sin dai primi anni del suo pontificato, facendo appello alla fratellanza in Cristo e al vicendevole dovere di assistenza spirituale, andò sollecitando i credenti affinché si ritrovassero a pregare insieme…“Abbiamo bisogno di forti e serrate falangi di uomini e di giovani, che, tenendosi strettamente uniti a Cristo, almeno ogni mese ricevano il pane di vita e inducano altri a seguire il loro esempio” (17/2/42)…“Ciò di cui la Chiesa ha urgente bisogno, sono fedeli e gruppi di fedeli, di ogni condizione, che, liberi dalla schiavitù del rispetto umano, conformino tutta la loro vita e la loro attività ai comandamenti di Dio e alla legge di Cristo” (8/3/52).
Padre Pio - il frate che conosceva il valore e la necessaria continuità della preghiera - colse questi ripetuti appelli del Papa e promosse gli auspicati “Gruppi di Preghiera”.
Sull’invito di Padre Pio, già nel 1947 s’andavano formando spontaneamente, qua e là per l’Italia, dei gruppi, nel desiderio di pregare e di pregare insieme. Erano, se non di nome, certamente di fatto, i “Gruppi di Preghiera”.
Le origini negli anni Quaranta
Nel primissimo numero “fuori serie” della “Casa Sollievo della Sofferenza”, del settembre1949, si trova un documento importante, forse il primo ufficiale, dell’esistenza di questi gruppi:
“Una iniziativa - già in atto in diverse città d'ltalia - è particolarmente cara al nostro cuore. Si sono costituiti gruppi di fratelli spirituali; una volta o due al mese si riuniscono, assistono alla S. Messa, si accostano ai SS. Sacramenti o recitano in comune il S. Rosario.
Pregano, insomma secondo particolari intenzioni. E quali siano queste intenzioni e facile comprendere. Di questa preghiera noi siamo infinitamente grati E saremo ben lieti se questi Gruppi si moltiplicassero, possibilmente sotto la guida di un sacerdote”.
Il moltiplicarsi dei Gruppi esige parallelamente la necessità di organizzarsi. Ne risulterà una piramide avente come base i cinque continenti, come centro San Giovanni Rotondo, come vertice la Santa Sede.
Dal chicco all’albero
Nel 1950, sulla rivista “La Casa Sollievo della Sofferenza”, appare il primo elenco del Gruppi di Preghiera costituiti.
Mentre Padre Pio suggeriva gli articoli, li leggeva e correggeva, sotto la sua guida la Redazione scriveva:«È giunto il momento di fare un altro passo in avanti nella vita della nostra famiglia, che si raccoglie spiritualmente intorno al piccolo convento del Gargano.
Finora, noi che siamo i membri fortunati, abbiamo avuto occasione di conoscere negli incontri quassù e attraverso le relazioni epistolari; ma i più siamo ancora ignoti gli uni agli altri, separati da distanze piccole e grandi.
Eppure apparteniamo ad un’unica famiglia che segue un ideale comune, con gli stessi pensieri e le stesse emozioni. E da vicino e da lontano, di là dalle montagne e dagli oceani gli animi di tutti convergono in questo bianco conventino vegliato dai cipressi, sopra il monte… sassoso.
È ora dunque di riunire le file collegandoci in unità di intenti e di azione. Ma in qual modo si può attuare questa unione?Innanzitutto, creando in tutte le città ed in tutti i paesi quei gruppi di preghiera “Casa Sollievo della Sofferenza” che già da tempo funzionano in alcuni luoghi e che consistono - per chi non lo sa - in riunioni mensili, con l’assistenza d’un sacerdote, per pregare o assistere a funzioni religiose, secondo particolari intenzioni. e attuare la carità operante nell’amore.
Di poi, collegando questi gruppi col Centro tramite uno dei suoi promotori. In questo modo porremo le fondamenta indispensabili per un’azione concordata ed avremo una rete comunicativa nella quale potremo agevolmente muoverci.
All’opera dunque, amici ed amiche! Scriveteci tenendoci al corrente dei vostri passi, chiedendo delucidazioni, annunciandoci le nuove costituzioni». («La Casa Sollievo della Sofferenza» n. 8, agosto 1950)
La fisionomia del Gruppo
Ecco esplicitati gli aspetti organizzattivi in rapporto al Centro di San Giovanni Rotondo: l’informazione, la costituzione, il collegamento.
Padre Pio ha fissato «non regole, non schemi, non orazioni nuove; riunirsi: - almeno una volta al mese - in una chiesa, - con il consenso del vescovo - e l’assistenza di un sacerdote».(A. D Ripabottoni: «Il cireneo di tutti» ed. 1984, pag. 190)
E queste rimarranno le linee definitive della fisionomia del Gruppo. Esplicita è la volontà di Padre Pio, che i suoi Gruppi abbiano come luogo di riunione la chiesa e mai case private.
Egli li ha voluti non gruppi domestici, facilmente vaganti e incontrollati, ma cellule vive e fermento della comunità.
Armonia, cooperazione e obbedienza
Altre esigenze fondamentali: l’armonia e la cooperazione.
Nel 1951 scrive la Redazione:«Come i “carri armati” procedono in guerra in assoluta armonia e cooperazione, senza le quali non solo mancherebbe la loro efficacia ed il loro successo, ma potrebbero essere addirittura battuti o sconfitti, così chiediamo ai nostri “carri armati” (i Gruppi di Preghiera)… armati di carità e di amore, di procedere ora e sempre nella piu perfetta armonia!…
Perché è assolutamente indispensable che un sacerdote diriga e presieda i Gruppi di Preghiera?Perché vogliamo che essi seguano rigorosamente e fedelmente i principi, le leggi e le regole della Santa Chiesa Cattolica alla quale dobbiamo la più devota riverenza e la più stretta obbedienza.
Intendiamo con ciò evitare assolutamente tutte le possibili deviazioni di iniziative personali che, se pure dettate da zelo e buona fede, potrebbero in qualche modo falsare gli scopi dei Gruppi di Preghiera». (“La Casa Sollievo della Sofferenza” n. 2, anno 1951)
Nella Rivista n. 3 dell’anno 1952, a firma del dott. Sanguinetti è pubblicato il seguente articolo: “I Gruppi di Preghiera si riuniscono in centinaia di città e paesi d’Italia ed anche all’estero; in moltissime località sono stati i vescovi stessi che hanno dato l’incarico di dirigenti a sacerdoti…”.
E se l’autorità religiosa rifiutasse il Gruppo? Obbedienza è la parola d’ordine ripetuta sempre e con forza da Padre Pio!
“Se l’autorità ecclesiastica locale non approvasse i Gruppi, vi è una sola soluzione possibile: obbedire immediatamente e cessare qualsiasi attività, astenendosi assolutamente di fare qualsiasi commento e la benché minima recriminazione». (ib.)
I primi Convegni Nazionali
Nel primo Convegno Nazionale del Gruppi di Preghiera di Padre Pio a Catania, il 12 settembre 1959, il Card. Lercaro affermò: «Il titolo che vi accomuna intorno all’altare del Signore è quello dei vostri Gruppi di Preghiera.
E parmi un titolo particolarmente bello che ha la sua legittimazione ed un incoraggiamento fortissimo e consolantissimo in una parola di nostro Signore. Ha detto Gesù nel santo vangelo: «Dove saranno due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro e qualunque cosa domanderanno al Padre sarà loro data (Mt 18,20)».
Mons, Salvatore Baldassarri, Arcivescovo di Ravenna, al Convegno di Bologna del 25 aprile 1960 disse: «Se tutto sarà Chiesa, se tutto sarà carità, se tutto - prima - sarà preghiera, il vostro Movimento sarà, lasciate che ve lo dica, una delle pagine più belle, forse la più bella, dopo quella primavera del Duecento, nella storia di san Francesco e della sua opera».
Preghiera, carità e costanza
Nel cuore di Padre Pio i Gruppi di Preghiera - per la necessità e il primario valore della preghiera - rappresentano la milizia d’avanguardia della Chiesa, il primato del verticale sull’orizzonte.
Nel decennale della Casa Sollievo, 5 maggio 1966, Padre Pio richiamò l’attenzione sui Gruppi di Preghiera «ormai diffusi nel mondo» e li indicò come: «le posizioni avanzate di questa cittadella della carità, vivai di fede, focolai di amore, nei quali Cristo stesso è presente ogni qualvolta si riuniscono per la preghiera e l’agape eucaristica, sotto la guida dei loro pastori e direttori Spirituali. (“La Casa Sollievo della Sofferenza” n. 17 anno 1966)
Lo stesso giorno, don Giancarlo Setti trasmise il programma di tali gruppi, dopo averlo sentito esporre da Padre Pio:«Il programma, per tutti, è un programma di preghiera, è un programma di carità, è un programma di obbedienza alla Gerarchia, è un programma di costanza».
Padre Alberto d’Apolito chiese a Padre Pio lo scopo per cui volle i Gruppi di Preghiera. Padre Pio rispose: «… ho invitato le anime a pregare insieme, come vuole Gesù».
«Padre Pio volle istituire i Gruppi di Preghiera nella Chiesa e per la Chiesa, perché fossero fermenti di vita nella Chiesa, alla quale appartengono».
La sua raccomandazione:«Che siano uniti, che non si stanchino di fare il bene e che siano obbedienti e rispettosi in tutto alla Gerarchia, costanti e perseveranti…».
Questi sono i fili d’acciaio lungo i quali l’energia spirituale dei Gruppi di Preghiera ha sviluppato e continuerà a sviluppare la sua forza.
Il riconoscimento della Santa Sede
«Fin dal primo sorgere i Gruppi di Preghiera si sono inseriti nella Chiesa, come naturale Madre. Chiedendo ai sacerdoti di celebrare per loro la Messa nelle periodiche riunioni, e cercando le chiese che li accogliessero.
Padre Pio chiedeva espressamente che tutto si facesse con l’accordo dei sacerdoti, e, naturalmente, dei rispettivi vescovi.
Non dappertutto i loro intenti venivano compresi. A volte gli ostacoli erano insormontabili. Ma sempre più andò aumentanto la benevolenza nei loro riguardi.
Sempre più vescovi, alti prelati, cardinali, presero a tutelarli e a incoraggiarli. E più volte anche la parola autorevole dei Papi li sorresse». (Statuto, ed. Casa Sollievo della Sofferenza 1986, pag. 21)
La Chiesa con tenerezza e gioia va facendo propria la creatura nata dal cuore di Padre Pio.
Ormai è un fatto acclarato l’immenso beneficio e i tanti frutti spirituali di questo “fiume” di anime, che, alla scuola di Padre Pio, pregando insieme, rinvigoriscono tante comunità, ecclesiali e col loro esempio richiamano ovunque altri fedeli alla frequenza dei sacramenti.
Già nel 4° Convegno internazionale - 22 settembre 1968 - risultano 726 Gruppi di Preghiera, organizzati ed operanti in una ventina di nazioni, con 68.000 aderenti iscritti.
Padre Carmelo da S. Giovanni in Galdo li salutò, per l’occasione: «I centomila, un esercito di pace, al servizio della Chiesa, del Papa, per la diffusione del bene e della verità».
Il direttore generale
Alla vigilia della morte, Padre Pio potette godere una grande gioia: «…i Gruppi si riunivano per la prima volta in un clima di ufficialità….poche settimane prima - 31 luglio 1968 - la Santa Sede aveva dato ai Gruppi un Direttore Generale, padre Carmelo da S. Giovanni in Galdo».
Questo gesto di Paolo VI fu un formale riconoscimento dei Gruppi.
Il sostegno dei Pontefici
Lo stesso Paolo VI poi, il 24 settembre 1975, anno Santo, in Piazza San Pietro, si rivolse così ai Gruppi di Preghiera:«Le statistiche parlano di qui presenti ventimila, ventimila! Partecipanti al Convegno Intemazionale dei Gruppi di Preghiera, della Casa Sollievo, dell’Opera di Padre Pio da Pietrelcina.
Il quale, fra le tante cose buone e grandi che ha compiuto, ha, diciamo, generato questa schiera, questo fiume di persone che pregano e che, nel suo esempio e nella speranza del suo aiuto spirituale, si dedicano alla vita cristiana e danno testimonianza di comunione nella preghiera, nella carità, nella povertà di spirito e nella energia della professione cristiana.
Benediciamo tutti i buoni Gruppi di Preghiera presenti, materialmente o spiritualmente…». (“La Casa Sollievo della Sofferenza” n. 23-24/1-31 dicembre 1975 pagg. 34-35)
A queste parole di Papa Montini fanno eco quelle di Papa Wojtyla: «Padre Pio è venuto a mancare alla vita di questa terra nel settembre del 1968, quindici anni fa; ma la fecondità misteriosa della sua lunga vita di sacerdote e di religioso figlio di san Francesco d’Assisi continua ancora ad agire, potremmo dire, con visibile crescendo, in particolare in due Opere che sono tipicamente “sue”, perché nate dal suo grande cuore, aperto all’amore di Dio e dei fratelli: i “Gruppi di Preghiera” e la “Casa Sollievo della Sofferenza”, universalmente nota per le sue benemerenze anche in campo umanitario e sociale».
(“La Casa Sollievo della Sofferenza” Numero speciale: I Gruppi di Preghiera dal Papa, n. 20/16-31 ottobre 1983)
Benedetto XVI, il 14 ottobre 2006, in occasione del 50° della Casa Sollievo della Sofferenza, rivolgendosi ai Gruppi di Preghiera così ha detto: ” La vostra preghiera, come recita lo Statuto, è “con la Chiesa, per la Chiesa e nella Chiesa” (Proemio), da vivere sempre in adesione piena al Magistero, nell’obbedienza pronta al Papa e ai Vescovi, sotto la guida del presbitero nominato dal Vescovo…
Gruppi di Preghiera di Padre Pio, cioè di quella parte della sua opera che “bussa” continuamente al cuore di Dio, come un esercito di intercessori e di riparatori, per ottenere le grazie necessarie alla Chiesa e al mondo.
Cari amici dei Gruppi di Preghiera, la vostra origine risale all’inverno del 1942, mentre la seconda guerra mondiale sconvolgeva l’Italia, l’Europa e il mondo.
Il 17 febbraio di quell’anno il mio venerato Predecessore, Papa Pio XII, lanciò un appello al popolo cristiano perchè molti si riunissero a pregare insieme per la pace.
Padre Pio incitò i suoi figli spirituali a rispondere prontamente alla chiamata del Vicario di Cristo. Così nacquero i Gruppi di Preghiera….
L’Opera di Padre Pio come un grande “cantiere” animato dalla preghiera e destinato alla carità operosa.
I Gruppi di Preghiera si sono diffusi nelle parrocchie, nei conventi, negli ospedali, ed oggi sono più di tremila sparsi in tutti i continenti.
Voi, qui, oggi, ne siete una folta rappresentanza!
Sempre lo Statuto prescrive anche un impegno essenziale dei Gruppi di Preghiera, e cioè la “carità fattiva e operosa a sollievo dei sofferenti e dei bisognosi come attuazione pratica della carità verso Dio”…
Desidero lasciarvi il mio “grazie” sincero per il sostegno che mi date con la vostra preghiera. Il Signore vi ricompensi!”.
Il XXXI Convegno dell’Italia Centrale
Si svolgerà il 25 aprile a Loreto il 31° Convegno dell’Italia Centrale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio.
La Santa Casa di Loreto ospiterà, come ogni anno, il tanto atteso raduno dei Gruppi di Preghiera delle regioni Abruzzo Molise Lazio Marche Toscana e Umbria.
Accompagnati da Padre Guglielmo Alimonti, Coordinatore Regionale dei Gruppi di Abruzzo e Molise, e Leandro Cascavilla, Vice Direttore dei Gruppi di Preghiera, i devoti di San Pio si incontreranno a partire dalle 14:30.
Alle 16.30 la Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Monsignor Fabio Dal Cin, Arcivescovo di Loreto, concluderà il Convegno, che avrà per tema “Santificati e Santifica”.

La comunione dei Santi
Se tu e il tuo vicino di banco avete ricevuto la stessa eucarestia, state vivendo la comunione dei santi; non c’è bisogno di aspettare l’eternità, siamo diventati santi con il nostro battesimo, siamo tutti in comunione sin da allora, ogni sacramento che riceviamo, rinnova e accresce in noi quella grazia.
Vorrei ricordare una cosa, forse la più evidente, ma che spesso si dimentica: noi siamo santi, non abbiamo bisogno di aspettare la morte o tantomeno una canonizzazione per dirci questo.
La fedeltà al vangelo e il nostro impegno nella preghiera non possono essere dettati dalla paura di andare all’inferno o di peccare, ma dal desiderio profondo di vivere e conservare questa santità; voglio dire che la tensione del cristiano non può concentrarsi solo nell’evitare il peccato, ma anche nel tendere al bene.
In ogni eucarestia viviamo la comunione dei santi perché attingiamo dal Cristo la forza per conservarci in grazia e soprattutto gli chiediamo di renderci partecipi delle sue virtù.
È inginocchiati davanti all’eucarestia che si tendono ponti, che si chiede l’intercessione, ma anche è proprio lì che si esprime il nostro affetto per le persone che ci hanno lasciato.
Il mese di novembre non è solo il mese in cui vogliamo pregare particolarmente per i nostri defunti, ma è l’occasione per rinnovare la nostra fede nell’eternità e la nostra speranza che tutte le persone che ci sono care siano in comunione con Gesù.
E se qualcuno è in comunione con lui, diventa anche un potente intercessore.
Credo che sia difficile immaginare quante preghiere fanno per noi le persone che ci sono care, per questo motivo il suffragio per i defunti diventa anche la nostra preghiera di affetto e di riconoscenza per ciascuno di loro.
Giovanni Paolo II e i gruppi di preghiera di Padre Pio
La continuità dell’opera di Padre Pio
Rappresentano una delle espressioni più vive della spiritualità del santo di Pietrelcina, strettamente legata a Casa Sollievo della Sofferenza, l’opera ospedaliera voluta da Padre Pio per coniugare fede e servizio al prossimo.
Il Convegno Nazionale, che si rinnova da oltre tre decenni, non è solo un’occasione di formazione spirituale ma anche un momento di comunione e di testimonianza, che rafforza il legame tra i gruppi e il carisma del loro fondatore.