La Chiesa del Santissimo Rosario in San Nicola è una chiesa parrocchiale situata in via Manzoni, nel quartiere Carbonara di Bari. È conosciuta anche come chiesa di San Nicola ed è dedicata al santo di Bari.
La costruzione fu voluta dai coniugi Mizzi: i lavori iniziarono nel 1892 e il completamento dell’intera sede risale al 1928. La facciata presenta, nella lunetta sull’architrave, un dipinto murale con l’immagine di San Nicola di Bari, al quale l’edificio fu originariamente dedicato.

Denominazione e posizione
Denominata oggi Chiesa della Beata Vergine del Santissimo Rosario in San Nicola, è conosciuta come chiesa di San Nicola, ubicata in via Manzoni a Carbonara.
È sede parrocchiale.
Storia della costruzione
Voluta dai coniugi Mizzi, l'inizio della costruzione risale al 1892 ed il completamento, delll'intera sede, al 1928.
La facciata presenta, nella lunetta sull’architrave, un dipinto murale dell’immagine di San Nicola di Bari a cui in origine fu dedicata.
Architettura esterna
L’edificio si riconosce per la facciata caratterizzata dalla presenza dell’immagine di San Nicola nella lunetta collocata sopra l’ingresso.
Il dipinto murale costituisce il principale elemento iconografico del prospetto e richiama l’intitolazione originaria della chiesa.
Funzione religiosa
È sede parrocchiale.
La dedicazione al Santissimo Rosario collega l’edificio alla tradizione delle confraternite e delle cappelle dedicate alla preghiera mariana del Rosario.
Il culto di San Nicola a Bari
La Basilica di San Nicola è uno degli esempi meglio riusciti di romanico pugliese. Fu costruita in stile romanico tra il 1087, data della donazione di Ruggero Borsa al vescovo Ursone della corte del catepano (cioè ufficiale bizantino), e il 1197, durante la dominazione normanna.
L’edificazione della basilica è legata alle reliquie di san Nicola, trafugate, almeno per la parte più consistente, da sessantadue marinai baresi dalla città di Myra, in Licia, e giunte a Bari il 9 maggio 1087.
Seconda nell’elenco, ma non certo per importanza tra le chiese baresi, meta di pellegrinaggio di fedeli provenienti da ogni parte del mondo, la Basilica di San Nicola è rinomata per custodire le reliquie di San Nicola appunto, giunte in città il 9 maggio 1087 da Mira, attuale Turchia.
L’edificio si erge sulla preesistente Corte del Catepano (governatore greco-bizantino dell’Italia Meridionale dell’epoca) e conserva l’aspetto di una fortezza in stile romanico.
San Nicola tra storia e leggenda
Nella Basilica di San Nicola di Bari si fondono storia e leggenda, coincidenze e messaggi criptici, miracoli e venerazione popolare.
Il mito di San Nicola vede 62 pescatori portare le reliquie del santo dalla sua città originaria, Myra, a Bari, nel 1087. Le si voleva infatti mettere in salvo dai musulmani che avevano conquistato la città, trasferendole in Occidente.
Secondo la leggenda, una volta sbarcate a terra le reliquie vennero trasportate su un carro trainato da buoi, i quali si rifiutarono di proseguire oltre il punto in cui ora sorge la Basilica. L’impuntarsi dei buoi venne letto come un segno.
La leggenda più famosa del Santo che aiutava i bambini è legata alla storia di tre giovanissime fanciulle molto povere che non potevano esser date in mogli perché prive di dote; le fanciulle e il padre piangevano disperati e San Nicola impietosito dai pianti e commosso dalla loro sofferenza, decise di aiutarli donando tre sacchi di monete d’oro, uno per ogni fanciulla.
Infatti è piuttosto nota la storia che accomuna San Nicola a Babbo Natale: il signore dalla barba bianca che porta i doni ai bambini sarebbe un’evoluzione di San Nicola, santo ‘protettore dei bambini’ per via delle sue azioni e miracoli.
La Basilica di San Nicola e il patrimonio storico di Bari
I tesori più preziosi del centro storico di Bari si trovano proprio nelle numerose chiese di Bari vecchia.
Queste non rappresentano solo un luogo di culto - spesso sconsacrate - ma sono piccoli templi attraverso i quali è possibile conoscere di scienza, di tradizioni, di dominazioni susseguitesi nel tempo.
La Cattedrale di San Sabino, Basilica di San Nicola, Chiesa di Sant’Anna, Santa Scolastica e tanti altri luoghi incantati da vedere a Bari Vecchia.
Tracciando la mappa completa di questi 25 meravigliosi tesori ci si può immergere in un itinerario davvero suggestivo ed assai interessante anche dal punto di vista architettonico.
La tradizione del Rosario nella chiesa di San Domenico
L’inserimento del convento nella nuova provincia di S. Tommaso d’Aquino aveva dato impulso a varie iniziative. Una di queste era stato il tentativo di creare una confraternita.
Il primo documento a parlarne risale al 1542, ma qualcosa dovette andare storto perché non sembra che ci fosse alcuno sviluppo nell’iter di fondazione.
Maggior impegno misero i frati nel 1580 quando si recarono nuovamente a Roma per riprendere il discorso. Ma anche allora la cosa era andata per le lunghe.
Naturalmente i frati non avevano aspettato l’istituzione della confraternita per diffondere la devozione del Rosario. Da tempo avevano provveduto a costruire una cappella del Rosario che, come le altre (e forse ancor più) era un centro di aggregazione.
L’attaccamento alla cappella del Rosario, soprattutto a partire dai primi del Seicento, era però particolarmente intenso.
Questa situazione era un’anomalia per quel tempo. Infatti, il papa Pio V nel 1569 aveva disposto che le confraternite del Rosario, per essere istituite, necessitavano dell’assenso del maestro generale dei domenicani.
Qualche anno dopo, il 1 agosto 1575, il papa Gregorio XIII aveva promulgato una bolla che stabiliva che le confraternite del Rosario non potevano essere istituite in una chiesa diversa laddove c’era una chiesa dei domenicani e solo nelle chiese dei domenicani potevano farsi celebrazioni e preghiere solenni del Rosario.
Informazioni per la visita
| Informazione | Dato |
|---|---|
| Denominazione | Chiesa della Beata Vergine del Santissimo Rosario in San Nicola |
| Denominazione corrente | Chiesa di San Nicola |
| Ubicazione | Via Manzoni, Carbonara, Bari |
| Funzione | Sede parrocchiale |
| Inizio della costruzione | 1892 |
| Completamento dell’intera sede | 1928 |
| Elemento principale della facciata | Dipinto murale di San Nicola di Bari nella lunetta sull’architrave |
Telefono 080 56505 cell.335461283
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Di seguito link di interesse per approfondimenti:

La Basilica di San Nicola: architettura e opere
La costruzione della basilica, frutto di almeno tre fasi successive, si concluse nel 1197, anno a cui risale una pergamena che parla della Basilica già “constructa”.
La lapide di consacrazione del 1197 che alcuni interpretano come fine dei lavori era un atto devozionale dell’imperatore Enrico VI che, a ricordo del padre Federico Barbarossa, partiva per la Crociata chiedendo la benedizione di San Nicola.
Nel 1968, Paolo VI elevò il tempio alla dignità di Basilica pontificia promulgando la costituzione apostolica Basilicae Nicolaitanae.
Dal punto di vista architettonico, la facciata a salienti, semplice e maestosa, è tripartita da lesene, coronata da archetti e aperta in alto da bifore e in basso da tre portali, dei quali quello centrale, a baldacchino su colonne, è riccamente scolpito.
Due torri campanarie mozze, di diversa fattura, fiancheggiano la facciata.
I fianchi si caratterizzano per le profonde arcate cieche, sopra le quali corrono loggette a esafore, e le ricche porte.
Arcate cieche in basso e bifore in alto animano le alte testate del transetto e la parete continua absidale, ornata al centro da un grande finestrone.
All’interno, la basilica presenta uno sviluppo planimetrico a croce latina immissa.
È divisa in tre navate da dodici colonne di spoglio, sei per lato, con le prime quattro binate, cioè affiancate a coppie.
Il ritmo della navata centrale, con copertura a capriate, è scandito da tre arconi trasversali, aggiunti nel XV secolo in seguito a un terremoto che aveva reso pericolante l’intera costruzione.
Al di sopra degli archi c’è il piano del matroneo a trifore.
Il soffitto è intagliato e dorato accompagnato con riquadri dipinti del XVII secolo.
Tre solenni arcate su graziose colonne dividono la navata centrale del presbiterio.
L’altare maggiore è sormontato da un ciborio del XII secolo.
All’interno della basilica è conservato uno dei maggiori capolavori scultorei del romanico pugliese: si tratta di una cattedra episcopale realizzata al termine dell’XI secolo.
La cattedra è ubicata dietro al ciborio, al centro del presbiterio e del mosaico che la riveste.
Caratterizzata da un’ornamentazione molto curata, operata in parte a niello, ha il sedile elegantemente traforato negli alti braccioli, sostenuto da espressive figure in altorilievo e a tuttotondo, i telamoni.
Sul dorso ci sono due leonesse intente a sbranare due uomini.
Il legame con il Graal e Re Artù
Piena di misteri è, invece, la storia che porta a considerare la Basilica di San Nicola come un luogo speciale, legato al Graal e a Re Artù: qui, infatti, è conservata tra le reliquie anche una riproduzione della Lancia di Longino, importante simbolo della cristianità.
Longino, secondo la tradizione cristiana, sarebbe stato il centurione che colpì con la lancia il costato di Gesù in croce.
La reliquia di Longino - conservata nella Basilica - sarebbe giunta a Bari durante la prima Crociata.
Si tratta di storie non documentate, quindi ricostruite in modo frammentario.
La Basilica, costruita subito dopo l’arrivo delle ossa di San Nicola a Bari, mostra chiari riferimenti al cosiddetto ciclo arturiano.
Un riferimento è nel Portale dei Leoni dal quale si accede alla basilica, dove capeggia un bassorilievo che raffigura dei cavalieri che conquistano un castello.
Ancora, c’è un’ipotesi che con il soprannome “Artù” venissero indicati tutti quelli che si impegnavano a cercare il Graal.
L’enigma continua con alcune tracce: una è nell’archivolto e l’altra nella misteriosa iscrizione, nota come il crittogramma di San Nicola, una lamina d’argento che ricopre l’altare del Patrocinio.
Basilica di San Nicola a Bari
Altri luoghi di culto nel centro storico
La Cattedrale di San Sabino, nota anche come Duomo o Cattedrale di Bari, è un raffinato esempio di architettura romanico pugliese.
La Basilica di San Nicola è rinomata per custodire le reliquie di San Nicola appunto, giunte in città il 9 maggio 1087 da Mira, attuale Turchia.
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