Assisi: la Basilica di San Francesco, il Tempio di Minerva e Piazza del Comune

Il Tempio di Minerva si trova nel centro storico di Assisi, nella centrale Piazza del Comune, e oggi ospita la Chiesa di Santa Maria sopra Minerva. Costruito nella seconda metà del I secolo a.C., è uno dei monumenti più affascinanti e meglio conservati dell’antica Assisi e rappresenta uno straordinario esempio di architettura romana in Italia.

La sua facciata conserva sei colonne scanalate con capitelli corinzi, un timpano triangolare e il pronao, mentre l’interno è stato trasformato nel corso dei secoli prima in abitazione, sede delle magistrature cittadine, Comune e carcere, poi nuovamente in chiesa cristiana. Nella stessa piazza si trovano alcuni dei principali edifici civili e religiosi della città, mentre la Basilica di San Francesco costituisce uno dei riferimenti fondamentali per comprendere la storia e l’identità di Assisi.

Il Tempio di Minerva nella Piazza del Comune

La Piazza del Comune è da sempre il fulcro della vita sociale, politica e culturale di Assisi. Non a caso tutte le principali vie provenienti dalle porte urbiche convergono in questo punto.

Costruita sopra il Foro Romano, nel Medioevo era il luogo del mercato e dei raduni di popolo. Qui sorgono importanti edifici come il Tempio di Minerva, antica sede delle magistrature di Assisi, i Palazzi dei Priori, del Governatore, del Comune, del Capitano del Popolo con la sua Torre.

Mettendosi al centro della piazza e girando su se stessi, è possibile leggere tutta la storia della città attraverso il susseguirsi e l’intrecciarsi delle diverse epoche. Oggi, la piazza è un luogo di incontro per residenti e turisti, e il tempio continua a essere un punto di riferimento culturale e storico.

Piazza del Comune e Tempio di Minerva

Il Foro Romano sotto la piazza

Molto del fascino di Piazza del Comune, la medievale Platea Mercati, si trova sotto di essa. L’antico Foro Romano, a cui si accede dal palazzetto neo medievale che ospita l’Ufficio Informazioni Turistiche, fu scavato nel 1836.

Vi si conservano il lungo muro di terrazzamento su cui è eretto il Tempio di Minerva, un tempietto tetrastilo dedicato a Castore e Polluce, due cisterne monumentali e il Tribunal, un podio su erano alloggiati i seggi per i magistrati.

Al tempo dell’imperatore Augusto, la città di Assisi viene trasformata in centro residenziale e turistico ben organizzato (negli anni 28-25 a.C.). Viene strutturato il grande Forum (rettangolo di metri 44 x 88 all’interno), sorgono vari templi, viene completato il muro di cinta urbica, sono attivate le terme e le sorgenti per cure idropiniche, viene costruito il teatro affiancato dall’anfiteatro.

Fra tanti monumenti emerge il Tempio di Minerva, che allora si stagliava in alto sul complesso del Forum e ancora oggi domina la Piazza del Comune, cuore di Assisi e scenario meraviglioso di architettura medievale.

Costruzione e funzione del tempio romano

Il cosiddetto Tempio di Minerva fu costruito nella seconda metà del I secolo a.C. La costruzione del tempio risale a circa il 40-30 a.C.

Fu costruito all’iniziativa dei due quattuorviri, cioè le principali cariche del municipium di Assisi, Gnaeus Caius Tiron e Titus Caius Priscus, che decisero di finanziare la costruzione del tempio di tasca propria. Ricaviamo tutte queste informazioni dall’iscrizione sul frontone, che recita: Cn. T. Caes[. ][. ].

Uno dei monumenti più affascinanti e ben conservati dell’antica Assisi, il Tempio di Minerva, costruito nel I secolo a.C., questo tempio romano è dedicato alla dea della sapienza e della guerra da cui prende il nome, e rappresenta un esempio straordinario dell’architettura romana in Italia.

Situato al centro della città come sopra un podio, il Tempio di Minerva rimane per secoli testimone delle vicende assisane sia durante il periodo imperiale sia durante il graduale decadere dell’impero romano.

A destra della Torre le sei colonne del Tempio di Minerva ti parlano di un’epoca più antica di quella medievale. È infatti probabile che la Piazza del Comune si trovi sul luogo del foro, la piazza più importante della città romana, dove si tenevano i mercati e le principali attività e dove sorgevano i maggiori edifici pubblici, civili e religiosi.

Architettura e conservazione

La facciata è sorprendentemente ben conservata nello stato originale; le sei colonne scanalate sono sormontate da un fine capitello in puro stile corinzio e poggiano su dei plinti che, per mancanza di spazio, sono collocati sulla scalinata che si inoltra nel pronao.

Il Tempio di Minerva si distingue per la sua facciata classica, composta da sei colonne corinzie che sostengono un frontone triangolare. Le colonne, in travertino, sono sorprendentemente ben conservate e offrono un’immagine nitida della maestosità dell’architettura romana.

Il tempio è un classico tempio romano, che si ergeva in marmo bianco su un alto basamento ora sottoterra. Le sei colonne della facciata reggono un timpano triangolare e all’interno una stanza rettangolare, detta cella, ospitava la statua della divinità.

Dietro la facciata si trova la cella, la parte interna del tempio, che originariamente ospitava la statua della dea Minerva. Costruito verso il 30-40 a.C., il tempio era arricchito sul timpano da fregi e iscrizioni bronzee e da intonaci dipinti di cui sono state trovate tracce sui plinti.

Alzando lo sguardo si trova il maestoso Tempio di Minerva, con le sue sei colonne corinzie, il timpano e il pronao che riportano in un attimo all’antica Asisium.

Minerva, i Dioscuri e Santa Maria sopra Minerva

La chiesa che attualmente utilizza lo spazio perfettamente conservato dell’antico tempio è dedicata a Maria, regina della sapienza cristiana, succeduta a Minerva, dea della sapienza pagana, cui vuole una tradizione non confermata che fosse intitolato il sacello.

Gode di maggior seguito l’ipotesi che vi venissero invece venerati i Dioscuri. Devi sapere che in epoca romana Minerva era dea della sapienza e che la Madonna, madre di Cristo, rappresenta la sapienza cristiana.

Una mirabile continuità tra paganesimo e cristianesimo! Come spesso accadeva, dopo la caduta dell’Impero Romano il tempio fu convertito in chiesa, tanto che ancora oggi si chiama Santa Maria sopra Minerva.

Dal culto pagano alla trasformazione cristiana

Per lungo tempo centro di culto pagano, con l’avanzare del cristianesimo il bel Tempio assiste all’eroismo dei primi martiri, condannati nel Tribunale davanti alle sue mute colonne.

Nel 313 d.C. gli imperatori Costantino e Licinio promulgano l’editto di tolleranza verso il cristianesimo. Nel 341 Costantino II e Costanzo proibiscono il paganesimo e le celebrazioni pagane nei templi, pena la morte.

Nel 380, sotto l’imperatore Teodosio, il cristianesimo diventa religione di Stato. Nel 435 Teodosio II ordina di porre ovunque il segno della croce.

Cessato il culto pagano, il Tempio di Minerva rimane abbandonato e muto per oltre un secolo, non sapendo più cosa dire nelle mutate condizioni politiche e religiose.

L’intervento dei monaci Benedettini

In epoca imprecisata, ma probabilmente nella seconda metà del 500 d.C., i monaci Benedettini restaurano il Tempio e lo utilizzano. Dividono la cella in due piani, ricavando stanze di abitazione nella parte superiore e la chiesa di San Donato nella parte inferiore.

Anche il pronao viene diviso in due piani. È un’abitazione comoda e sicura! Appartenne ai monaci Benedettini, che ne fecero botteghe e abitazioni e vi inserirono una chiesetta, che in seguito fu sede del Comune e poi carcere.

Il tempio come sede civile e carcere

Nel 1212 l’abate di San Benedetto al Subasio cedette ai consoli del Comune il “casalino” di San Donato, cioè la cella del tempio, mantenendo l’uso delle camere costruite tra le colonne.

La cella diventò prima residenza dei magistrati cittadini, poi sede del Comune e infine carcere. Nel 1212 i monaci concessero in affitto una parte del tempio per usi civici: vi si trasferirono i Magistrati cittadini e poi divenne la sede del Comune.

Per quasi due secoli il Tribunale civico si stabilisce nel pronao e la chiesa di San Donato viene utilizzata come carcere. Nel 1228 il Comune acquistò alcune case antistanti il tempio per ampliare la piazza.

Nella stessa occasione fu liberato il vestibolo tra le colonne, che diventò la sede dell’arengo. La presenza di questa funzione civile mostra come l’edificio fosse inserito nella vita politica e amministrativa della città, oltre che nella sua storia religiosa.

Il ritorno alla funzione religiosa

Soltanto nel 1456 l’edificio tornò alla primitiva destinazione religiosa. Nel 1456 l’antica cella tornò ad essere destinata esclusivamente al culto.

Nel 1539 venne sfondata la cella a pianta rettangolare per costruire la Chiesa di Santa Maria sopra Minerva, ulteriormente modificata in stile barocco nel XVII secolo.

Nel 1539 papa Paolo III diede ordine di restaurare il tempio dedicandolo alla Madonna. Gli interni della chiesa presentano decorazioni barocche, un contrasto affascinante con la sobrietà della facciata classica.

Gli interventi barocchi e l’interno della chiesa

Tra Sei e Settecento la chiesa viene aggiornata in stile barocco con interventi di Giacomo Giorgetti, Pietro Carattoli e Francesco Appiani. L’interno è stato trasformato tra il Seicento e Settecento secondo il gusto barocco.

Su disegno del perugino Pietro Carattoli, viene costruita l’ampia sacrestia (1658-1659). Nella sacrestia ammiriamo: Crocifissione (tela di F. Appiani); Angelo nunziante e Annunziata (di G. Martelli); S. Francesco di Sales, S. Nicola di Bari, S. Liborio, Natività, Annuncio ai pastori, Cristo deriso (di Bassano); S. Girolamo penitente (G. Giorgetti); Discesa dello Spirito santo (Sermei, 1630); Visione di S. Filippo (B. Orsini).

Per la prima volta viene installato l’organo a canne, rifatto nel 1957 dalla ditta Ruffatti di Padova e restaurato nel 1997 dalla ditta Valentini dell’Umbria. L’aula attuale della chiesa misura metri 11,55 di larghezza e metri 20,20 di lunghezza, cioè mt. 1,80 più stretta e mt. 5,45 più lunga dell’antica cella del Tempio originale.

Dai Terziari Francescani ai Filippini dell’Oratorio

In data 8 maggio 1758 i Terziari Regolari, avendo costruito il nuovo Convento di Sant’Antonio di Padova con l’annessa chiesa, lasciano il Tempio alla Congregazione dell’Oratorio di S. Filippo Neri.

I Filippini edificano subito un ampio convento, l’attuale palazzo Bozzoni, e tolgono le piccole stanze che ingombrano ancora la parte alta del pronao. L’altare del Giorgetti viene ritoccato secondo criteri discutibili, ispirati ai gusti dell’epoca.

La mensa, già in stile romanico, viene rifatta e configurata a sarcofago, come i nuovi altari laterali. Ai lati dell’altare i due grandi medaglioni del Giorgetti, nascita della Vergine e presentazione al tempio, Vergine annunciata e angelo nunziante, vengono rimossi e sostituiti da due coretti ornamentali.

Le sottostanti statue di S. Rocco e di S. Sebastiano vengono sostituite dalle statue in gesso dei Santi Pietro e Paolo, con i loro simboli, chiave e tiara papale, spada e libro.

Anche la Vergine con il Bambino, scolpita in legno, viene tolta dal centro dell’altare e sostituita con un quadro di S. Filippo Neri. Le tre statue vengono trasferite nella cattedrale di S. Rufino. Non vi è più traccia di loro.

L’iscrizione al vertice dell’altare maggiore viene sostituita dalla seguente: «A Dio ottimo massimo in onore della Beata Vergine Maria, madre della vera sapienza, e di San Filippo Neri».

Decorazioni, altari e opere d’arte

Sulla volta, nell’anno 1760, si trova un medaglione con San Filippo in gloria, sostenuto da quattro angeli in stucco dorato a tutto rilievo; sono presenti anche l’allegoria delle quattro virtù cardinali, giustizia e fortezza a destra, prudenza e temperanza a sinistra, sedute sulle nubi e contornate da puttini dorati.

Sono tempere di Francesco Appiani. Sopra l’altare maggiore, nell’anno 1760, si trova un lunettone con le tre virtù teologali, anch’esso realizzato con tempere di F. Appiani.

Nella controfacciata, sopra l’organo, si trova un lunettone con molti Angeli musicanti, realizzato con tempere di F. Appiani. Vengono aggiunti i due altari laterali in composizione essenziale.

Due colonne rosate, con capitelli dorati, sono chiuse entro lesene a spicchi, disposte in un piano obliquo rispetto al fondo. Su questo piano riposa il cornicione tutto mosso a spigoli.

Sopra di esso è una voluta ricurva, chiusa in ogni lato da un angelo a stucco dorato. Al centro dello specchio due puttini svolazzanti reggono la corona di gloria. L’architettura è in legno tinto a marmo.

Le tele negli altari laterali, del 1764, raffigurano il transito di S. Andrea Avellino, dipinto da A. M. Garbi, e il transito di San Giuseppe, dipinto dall’austriaco Martino Knoller. Un duplice messaggio per una buona morte.

Dall’età napoleonica alla chiesa attuale

Con la soppressione napoleonica del 1810 i Filippini devono abbandonare il Tempio di Minerva, che passa al clero secolare. Nel 1896, al centro dell’altare maggiore, in sostituzione del quadro di S. Filippo Neri viene collocata la statua in gesso della Madonna di Lourdes, portata in dono dalla Francia alla città di Assisi.

Oggi è officiata dai frati del Terzo Ordine Regolare di san Francesco. La trasformazione del monumento non ha cancellato la struttura romana: la facciata, le colonne e il pronao continuano a rendere leggibile l’origine antica dell’edificio.

Goethe e il monumento dell’antichità integra

Per Johann Wolfgang von Goethe, durante il suo viaggio in Italia nel 1786, questo fu il primo monumento integro dell’antichità che avesse visto e ne restò entusiasta.

“Eventually we reached what is really the ancient city and, look! That illustrious structure stood before my eyes: the first monument of complete antiquity that I had ever seen.”

Il grande scrittore tedesco Johann Wolfgang von Goethe si trovò ad Assisi il 26 ottobre 1786. Ciò che lo colpì fu il meraviglioso Tempio di Minerva, splendida testimonianza dell’arte antica di epoca romana conservatasi quasi intatta fino ai nostri giorni.

Goethe si emozionò di fronte al tempio, commosso di avere proprio davanti ai suoi occhi un monumento dell’antichità ancora completo. E senza dubbio anche tu sarai meravigliato di scoprire un edificio costruito più di duemila anni fa, perfettamente conservato!

Ma rimarrai ancora più stupito che del suo soggiorno ad Assisi Goethe ricordò solo questo tempio, senza fare una parola della Basilica di San Francesco e degli affreschi di Giotto. Così comprendi che nel Settecento l’arte medievale, cioè romanica e gotica, era poco apprezzata perché era ritenuta imperfetta e primitiva.

Pensa a quanto cambiano i gusti nel tempo! Oggi il tempio rievoca il periodo romano e simboleggia i valori dell’UNESCO.

Il Tempio di Minerva e la Basilica di San Francesco

La Basilica di San Francesco costituisce uno dei principali riferimenti storici, religiosi e artistici di Assisi. Il rapporto tra la basilica e il Tempio di Minerva emerge anche attraverso la memoria lasciata da Goethe, che rimase colpito soprattutto dall’integrità del monumento romano.

Tra gli affreschi di Giotto dedicati a san Francesco si trova “L’Omaggio dell’uomo semplice”, in cui un uomo di Assisi, vedendo passare il Santo, stende dinanzi a lui le vesti per rendergli omaggio.

Questo episodio si svolge nella Piazza del Comune, chiaramente riconoscibile. Oggi sembra quasi banale vedere rappresentato un paesaggio urbano in modo così “fotografico”, ma non lo era all’epoca del pittore.

Infatti questa è una delle primissime opere in cui uno scenario cittadino ha valenza puntualmente contestuale ed è stato dipinto per essere riconoscibile: è la Piazza del Comune nel momento in cui san Francesco la stava attraversando.

Nell’affresco di Giotto “L’omaggio di un uomo semplice” nella Basilica di San Francesco puoi vedere rappresentato il tempio con le inferriate alle finestre, perché a quell’epoca veniva usato come carcere.

Gli altri monumenti di Piazza del Comune

Il tempio è situato nel cuore della Piazza del Comune, che è il principale centro di Assisi. Oltre al tempio, qui si trovano il Palazzo del Capitano del Popolo, il Palazzo dei Priori, l’attuale sede del Comune, la Volta Pinta e la Torre del Popolo.

Torre e Palazzo del Capitano del Popolo

Guardando a sinistra del Tempio si intercetta la Torre del Popolo alta ben 47 metri e terminata nel 1305 al tempo del capitano Cabrino da Parma, come ricorda un’iscrizione alla base della stessa.

Era adibita ad alloggio del Capitano del Popolo e della sua famiglia. Nel 1501 i locali al piano terra vengono ceduti al Collegio dei Notai e nel 1531 il maestro di legname Paolo di Jacopo da Gubbio esegue la porta prendendo a modello quelle del Collegio del Cambio di Perugia.

Il coronamento con merli ghibellini fu realizzato nel 1926 in occasione del VII centenario dalla morte di san Francesco. Segue a sinistra il Palazzo del Capitano del Popolo.

È il primo edificio pubblico a sorgere sulla piazza, terminato nel 1282 per ospitare la magistratura del Capitano del Popolo.

Palazzo del Popolo, Palazzo dei Priori e Palazzo del Comune

Di fronte al Tempio di Minerva sono allineati altri edifici medievali che per secoli hanno dato una sede allo svolgersi della vita del Comune di Assisi.

A sinistra c’è il Palazzo del Popolo, costruito dal Comune come luogo delle assemblee del Consiglio generale della città. Fu terminato verso il 1308, dopo l’ampliamento della piazza nel 1275.

L’Arco dei Priori collega il Palazzo del Popolo ad un altro corpo di fabbrica acquistato nel 1337 per farne il Palazzo dei Priori. Dal 1468 ospitò il Monte di Pietà e sul finire del secolo venne ampiamente rinnovato.

All’interno si trova la sala del Consiglio Comunale. Il terzo edificio da sinistra è il Palazzo del Governatore edificato a metà Quattrocento per alloggiare il Legato Pontificio.

Completa la schiera il Palazzo del Comune completato nel 1342 come sede dei governatori che si alternarono nei secoli. La facciata del palazzo è aperta dalla Volta Pinta affrescata nel 1556 con grottesche ispirate alle decorazioni della Domus Aurea di Nerone.

Oggi come allora in questi palazzi si svolge la vita politica e amministrativa di Assisi.

Palazzo Bonacquisti

Nonostante le dimensioni contenute, nella piazza trovano spazio anche elementi rinascimentali. Palazzo Bonacquisti è un importante edificio cinquecentesco appartenuto ai nobili Bonacquisti, signori di Panzo.

Fontana dei Tre Leoni

Sulla piazza che è fulcro della vita cittadina non poteva mancare una fontana, elemento cardine delle piazze medievali italiane. Le prime menzioni della Fonte di Piazza, o Fontana dei Tre Leoni, risalgono al 1303.

Venne in seguito ricostruita per due volte: nel 1467 da Polimante di Maestro Gentile con lastre di pietra e colonnini, poi di nuovo nel 1772 dallo scalpellino di Assisi Giuseppe Martinucci.

Il nome della fontana deriva dai tre leoni in pietra dalle cui bocche sgorga l’acqua. La vasca inferiore è divisa in nove lati, un balaustro centrale sorregge una seconda vasca circolare che supporta a sua volta un balaustro con una pigna.

Il Calendimaggio e la vita della piazza

Ogni anno nel mese di maggio nella Piazza del Comune si svolge una festa le cui origini si perdono nel tempo: il Calendimaggio.

È interessante notare che per i cittadini di Assisi non si tratta di una semplice ricostruzione storica: la contesa tra le due parti della città, La Nobilissima Parte De Sopra e La Magnifica Parte de Sotto, non ha mai smesso di coinvolgere tutti i suoi abitanti.

La festa è stata anche candidata per l’inserimento nella Lista Unesco del Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Durante l’anno, il Tempio di Minerva e la Piazza del Comune ospitano vari eventi e celebrazioni, che vanno dalle rievocazioni storiche alle manifestazioni religiose e culturali.

Informazioni pratiche per la visita

Il Tempio di Minerva è situato in Piazza del Comune, 14. L’edificio è facilmente raggiungibile a piedi da ogni punto della città.

In bus, il tempio si trova a 450 metri dalla fermata della linea C in piazza Matteotti e a 20 metri dalla fermata delle linee A-B, Piazza del Comune.

Solo i veicoli autorizzati possono accedere al centro storico di Assisi. La piazza è circondata da caffè, ristoranti e negozi, rendendo la visita un’esperienza piacevole e completa.

Si consiglia di dedicare del tempo anche alla scoperta delle altre attrazioni storiche della piazza, come il Palazzo dei Priori e la Torre del Popolo.

Orari e celebrazioni

PeriodoOrario di aperturaCelebrazioni
Ora solareaperto dalle 8:00 alle 20:00dal lunedì al sabato: rosario 18:30; messa 19:00; vespri 19:30. Festivi: messa 11:00, 21:00; rosario 18:30; vespri 19:00.
Ora legaleaperto dalle 8:00 alle 22:00dal lunedì al venerdì: rosario 18:30; messa 19:00; vespri 19:30. Sabato: rosario 18:30; vespri 19:00. Festivi: messa 11:00, 21:00; rosario 18:30; vespri 19:00 con adorazione eucaristica.

Servizi e accessibilità

  • Audioguida: compresa nell’audioguida acquistabile presso lo I.A.T. in Piazza del Comune.
  • Lingue audioguida: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo.
  • Visite guidate: no.
  • Servizi igienici: no.
  • Infopoint: no.
  • Shop: no.
  • Punti ristoro: no.
  • Guardaroba: no.
  • Accessibilità: non accessibile.

La visita alla Chiesa di Santa Maria sopra Minerva permette di apprezzare le stratificazioni storiche e artistiche che caratterizzano questo monumento. Visitare il Tempio di Minerva è un’esperienza imperdibile per chiunque si rechi ad Assisi.

Ricostruzione del Foro Romano di Assisi

Places to see in ( Assisi - Italy ) Piazza del Comune

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