L’arte floreale per la liturgia è un servizio mistagogico, che ha il compito di introdurre i fedeli alla contemplazione della bellezza del mistero cristiano. I fiori sono un linguaggio capace di introdurre all’esperienza di Dio e preparano l’ambiente dove Dio incontra il suo popolo, la sua sposa, in un incontro «nuziale», di «alleanza», segnato dalla bellezza sobria ed elegante, dalla festa e dalla gratuità.
A Velletri questo servizio richiede insieme sensibilità artistica, conoscenza della liturgia, ascolto della Parola di Dio e capacità di leggere lo spazio della chiesa. Preparare una «composizione» per la liturgia è come fare l’omelia: i fiori, a modo loro, celebrano il Signore, il suo Mistero in quel giorno.
Il significato dell’arte floreale nella liturgia
L’arte floreale per la liturgia non è Ikebana, sebbene molto gli si avvicini. Il confronto è molto interessante; l’Ikebana nasce dal silenzio, dalla preghiera, dall’offerta, dalla solidarietà con la natura. e tutto ciò è molto vicino alla Liturgia cristiana, come si legge nella Storia dell’arte Sogetsu, arte giapponese maturata attraverso secoli di tradizione.
«Il monaco intuiva che una composizione floreale collocata davanti all’immagine del Budda avrebbe dovuto simbolizzare l’intero universo: tutto ciò iniziò in una piccola capanna accanto a un lago, pochi fiori, ove il fiore sbocciato, il bocciolo semi aperto e la gemma chiusa simbolizzano il passato, il presente e il futuro. (da: Storia dell’arte Sogetsu).
La Liturgia cristiana però ha le sue radici nella Scrittura, nella rivelazione di Dio Trinità, Unico e indivisibile, Padre e Figlio e Spirito Santo, della cui gloria risplende l’universo; la liturgia affonda il suo senso nella santa risurrezione del Signore, nel Giardino della sua morte e sepoltura dove accade l’incontro nuziale tra il Nuovo Adamo e la Nuova Eva, nata dal sua fianco squarciato, che in ogni nostra liturgia si fa attuale.
Fare dello spazio liturgico un Giardino trasfigurato è, in realtà, entrare nella mistica trasformante dell’incontro nuziale tra Cristo e la sua Sposa-Chiesa. Elemento fragile, il fiore, inutile spreco. si può fare a meno della sua luce, del suo profumo e colore ma tutto parlerebbe di meno di quanto di sublime accade.
È l’incarnazione ancora una volta che giustifica. lo spreco. Come la musica, i canti, la luce, la Parola, il gesto, il profumo, la danza, la bellezza del lino e della seta, l’architettura e la pittura. i fiori sono un linguaggio capace di introdurre all’esperienza di Dio.
Il giardino biblico come immagine della salvezza
La storia biblica della creazione dell’uomo, la storia del suo peccato e l’annuncio della sua salvezza hanno il loro principio in un giardino, l’Eden, luogo di delizie: «Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.» (Gn 2,15).
Ancora in un giardino, ma questa volta di dolore, nei pressi del Golgota, vediamo Gesù, Messia e Salvatore, terminare la sua vita terrena e portare a compimento l’opera di salvezza per cui era venuto: «Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto.» (Gv 19,41).
Nella Bibbia il giardino è vita rigogliosa, immagine di serenità: «Verranno e canteranno inni sull’altura di Sion, affluiranno verso i beni del Signore, verso il grano, il mosto e l’olio, verso i nati dei greggi e degli armenti. Essi saranno come un giardino irrigato, non languiranno più.» (Ger 31,12).
È il luogo dove il re riposa, dove regna la giustizia di Dio: «allora il deserto diventerà un giardino… e la giustizia regnerà nel giardino.» (Is 32,15-16).
Il giardino è la ricchezza dei doni di Dio: «un giardino di melagrane, con i frutti più squisiti, alberi di Cipro con nardo, nardo e zafferano, cannella e cinnamomo con ogni specie d’alberi da incenso; mirra e aloe con tutti i migliori aromi. Fontana che irrora i giardini, pozzo d’acque vive e ruscelli sgorganti dal Libano.» (Ct 4,13-15), è promessa di amore:«Venga il mio diletto nel suo giardino e ne mangi i frutti squisiti.» (Ct 4,16), ma anche i giardino del Getsemani, luogo di angoscia e tradimento: «Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Cèdron, dove c’era un giardino nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel posto, perché Gesù vi si ritirava spesso con i suoi discepoli.» (Gv 18,1-2)
Il testo biblico, poi, cita una gran varietà di frutta e ortaggi, «Ci ricordiamo dei cocomeri, dei meloni, dei porri, delle cipolle e dell’aglio» (Nm 11,5) e ancora «Uno di essi andò in campagna per cogliere erbe selvatiche e trovò una specie di vite selvatica: da essa colse zucche agresti e se ne riempì il mantello.» (2Re 4,39).
Cristo stesso è intimamente legato alla natura: deserto, montagna, fiumi, lago. Fiori, alberi, frutti, rami, pietre, terra, acqua, dunque, entrano a pieno diritto nel luogo preposto ad incontrare il Signore: la liturgia!
Il luogo dove sempre si proclama la resurrezione di Cristo, come avvenne nel giardino, quando Maria di Magdala si sentì chiamare per nome e subito corse «ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore”» (cfr Gv 20,15-18).

Fiori, bellezza e annuncio della Parola
Nella liturgia tutto è finalizzato all’annuncio della Parola, nella bellezza. Si tratta di mettere l’arte dei fiori al servizio della celebrazione, perché i fiori in chiesa non hanno significato, bensì “significano”!
E, precisamente, significano il giardino della Rivelazione, del Mistero di Cristo, cioè dicono la passione, la morte, la resurrezione del Salvatore e il dono del suo Spirito Santo celebrati nel corso dell’anno liturgico.
Nella sinfonia della creazione i fiori trovano il loro posto per cantare la gloria di Colui che li ha creati; nella liturgia la bellezza di Dio ci viene rivelata tramite quella dei fiori, che sono come un “sorriso di Dio”, dice santa Teresa.
In questo modo, piano piano, entriamo nel giardino segreto del cuore, là dove avviene l’incontro con Dio. San Giovanni Paolo II scrive: «I segni, soprattutto quelli sacramentali, devono possedere una grande espressività. Il pane, il vino, l’acqua e l’olio, ma anche l’incenso, le ceneri, il fuoco e i fiori e quasi tutti gli elementi della creazione hanno il loro posto nella liturgia come offerta al Creatore e contributo alla dignità e alla bellezza della celebrazione» (Lettera apostolica Vicesimus quintus annus, 10).
La bellezza, il colore, il profumo dei fiori sono offerta, lode, canto e risposta alla Parola, sono lo spreco dell’amore per una esperienza sponsale che deve accadere.
Come ogni Arte per e della liturgia lo statuto è «far vedere», nella fede, il Mistero, ed entrare, partecipare, lasciarsi salvare da esso.
Un servizio di Chiesa per la comunità
Essi sono presenti nella liturgia per un umile servizio: preparare l’ambiente dove Dio incontra il suo popolo, la sua sposa, un incontro «nuziale», di «alleanza», che occorre sia segnato dalla bellezza sobria ed elegante, dalla festa e dalla gratuità.
L’uomo, nella liturgia si fa voce di ogni creatura; nella preghiera della Chiesa e nei sacramenti, le creature vivono i «tempi ultimi» e sono con noi, in certo modo, redente e trasfigurate dalla stessa liturgia che è salvezza in atto.
Può disporre in maniera adeguata i fiori nelle nostre chiese colui o colei che ha ascoltato e ascolta la Parola di Dio, quella di ogni festa o domenica e conosce cosa avviene tra Dio e l’umanità.
Chi dispone i fiori attinge alla natura generosa, secondo le stagioni, e spiega con rigore e fedeltà il Vangelo del giorno o il senso della celebrazione e della festa, senza allegorie e simbolismi fuori luogo.
Si tratta di un vero ministero, un servizio di Chiesa, per celebrare il Signore e aiutare i fratelli riuniti in assemblea.
I fiori a servizio della liturgia contribuiscono alla bellezza delle celebrazioni e ci trascinano nella comunione con il Dio d’amore che è “la bellezza di ogni bellezza” (Sant’Agostino).
Noi abbiamo la missione di esprimere la bellezza, la gioia, il rendimento di grazie: la domenica non è altro che la celebrazione settimanale del mistero pasquale, giorno dell’assemblea liturgica in cui si proclama la Parola di Dio, si celebra l’Eucarestia, giorno festivo per eccellenza.
I fiori possono trovarvi un posto privilegiato e introdurci nel concerto per una armonia perfetta.
Come preparare l’arte floreale per la liturgia a Velletri
La preparazione di una composizione destinata a una chiesa di Velletri parte dall’ascolto della celebrazione e dalla lettura dello spazio liturgico. La tecnica non è separata dal significato: ogni scelta deve aiutare l’assemblea a riconoscere il tempo liturgico, la Parola proclamata e il centro dell’azione celebrativa.
Orientamenti fondamentali
- Impara la lectio divina sui testi del Lezionario domenicale e festivo.
- Conosci i Libri liturgici, l’Anno liturgico e i diversi riti.
- Armonizza la «composizione» ai colori della liturgia: bianco, verde, oro, rosso, viola, rosa (cf. Ordinamento Generale del Messale Romano, 346)
- Dimentica i fiori finti!
- Utilizza fiori secchi ma veri, quando l’inverno ti priva di quelli freschi: la verità dei segni è principio irrinunciabile nella liturgia.
- Le piccole piante, raggruppale come in un giardino per ottenere aiuole diverse, non sparpagliarle per tutta la chiesa.
- Sappi distinguere lo «spazio» da fiorire e impara a leggere la tua chiesa.
L’altare e gli altri spazi liturgici
Il santo altare è ara del sacrificio del Signore e del nostro sacrificio, mensa del convito divino, tomba, pietra e trono dell’Agnello immolato; è preferibile porre i fiori e i candelabri accanto piuttosto che su di esso (cf. Ordinamento Generale del Messale Romano 305-307).
La composizione deve quindi rispettare la dignità dell’altare e non ostacolare la celebrazione, la visibilità dei ministri o la partecipazione dell’assemblea. I fiori non devono disperdere l’attenzione ma raccoglierla, orientarla verso la Presenza, devono offrire la nota giusta nella sinfonia dei segni.
Sobrietà e distribuzione
Non mettere troppe composizioni né troppi fiori: spesso una sola è sufficiente. La povertà elegante è bella e poi abbiamo sempre i poveri con noi a cui pensare.
La composizione floreale non deve trasformare la chiesa in uno spazio espositivo. La sua funzione è sostenere la celebrazione con una presenza discreta, vera e coerente, lasciando che la Parola, l’Eucaristia e l’assemblea rimangano al centro.
I fiori nei diversi tempi liturgici
Diversifica i tempi liturgici e, secondo le indicazioni, in Avvento disponi con sobrietà fiori e foglie, in Quaresima poni fiori solo presso la custodia eucaristica.
| Tempo o celebrazione | Indicazione |
|---|---|
| Avvento | Disponi con sobrietà fiori e foglie. |
| Quaresima | Poni fiori solo presso la custodia eucaristica. |
| Domenica | La celebrazione settimanale del mistero pasquale può accogliere i fiori come segno di bellezza, gioia e rendimento di grazie. |
I colori liturgici e il loro linguaggio
La scelta del colore è fondamentale per chi vuole fiorire a livello liturgico - spiega nell’intervista a TV2000 don Danilo - perché la liturgia ci indica alcuni colori, il bianco, il rosso, il viola e il verde, a seconda del tempo liturgico in cui andiamo a celebrare.
Nello specifico il colore mariano viene associato con il celeste. Ma è il bianco che in realtà che identifica le feste e le solennità mariane.
| Colore | Significato e uso |
|---|---|
| Bianco | Il bianco simboleggia la gioia e la purezza, è legato in particolare all’adorazione di Gesù e della Madonna e agli Uffici pasquali e natalizi. |
| Verde | Il verde, simbolo di speranza, costanza e ascolto perseverante. Accompagna il tempo ordinario. |
| Viola | Il colore viola richiama la penitenza, l’attesa e il lutto. Viene utilizzato in particolare durante l’Avvento e la Quaresima. |
| Rosso | Il rosso simboleggia la passione di Cristo e il sangue versato nel martirio da lui e dai santi. |
| Celeste | Il celeste si utilizza soprattutto per le celebrazioni in onore della Beata Vergine Maria. |
| Rosa | Il rosa, indica gioia e solennità per la III domenica di Avvento e la IV domenica di Quaresima. |
| Oro | L’oro simboleggia la regalità e può sostituire tutti i colori in ogni occasione, sebbene di solito venga utilizzato solo in alcune Solennità di particolare importanza. |
I paramenti liturgici viola caratterizzano le Messe per i defunti, nelle quali possono essere sostituiti da paramenti di colore nero.
I fiori mariani nella composizione liturgica
La rosa
Certamente noi quando andiamo a proclamare le litanie lauretane tra le varie troviamo Maria Rosa Mistica e quindi associamo immediatamente il nome di Maria alla rosa, che è considerata la regina del giardino, il fiore più bello.
Il narciso
Il Narciso è il simbolo della bellezza, si rifà alla mitologia. Maria è quella che invece umile e pur essendo la più bella di tutte le donne non si vanta della sua bellezza, anzi, la dona ai suoi figli.
Il narciso è citato soprattutto nel Cantico dei Cantici.
Il giglio
Il giglio bianco invece è simbolo di purezza, di attesa. Ma soprattutto bisogna riconoscere che il giglio è apertura, disponibilità al volere di Dio.
Una sorta di affidamento al disegno di Dio. E’ il “sì” di Maria. Lo troviamo spesso nei dipinti dell’annunciazione ai piedi di Maria.
Già aperto perché è pronto ad accogliere l’annuncio del Signore, accogliere lo Spirito Santo.

Il percorso formativo per chi cura i fiori in chiesa
In cosa consiste un corso di arte floreale per la liturgia: il suo scopo L'arte floreale è un servizio mistagogico: dalla Parola alla composizione (importanza della lectio divina); i fiori nella Bibbia; conoscenza dell'Anno Liturgico e delle sue feste; introduzione al Lezionario; i sacramenti e le altre celebrazioni liturgiche.
Un'arte tra le arti a servizio della Liturgia; i fiori nella storia dell'arte. Alla scoperta delle nostre chiese: iniziazione alla lettura dello spazio liturgico.
L'arte di «arredare»: un tempo, uno spazio, degli spazi, un evento, un'atmosfera, un abitare.
Formazione tecnica: il colore e i colori; i fiori e il loro linguaggio; osservare, educare lo sguardo: accogliere, vivere la creazione e offrirla.
Introduzione alla composizione floreale: forme stereotipe, forme libere, accenno all'Ikebana, composizioni specifiche per la liturgia nello stile del laboratorio.
Condizionamento dei vegetali, montaggi, contenitori, materiali.
I tre livelli di competenza
Il corso di arte floreale per la liturgia è organizzato su tre livelli: competenze teoriche in ambito liturgico, in ambito biblico e competenze tecniche per la realizzazione delle composizioni floreali.
Il corso si articolerà in tre livelli durante i quali i partecipanti acquisiranno nozioni teoriche, sia in ambito liturgico che biblico e abilità tecniche per realizzare le composizioni floreali.
Dalla tecnica al servizio della comunità
L’arte floreale utilizza delle tecniche per poter abbellire dei luoghi, ma quando questa bellezza deve essere trasferita nel luogo in cui si celebra il Signore, ovviamente cambia.
Non è più semplicemente una decorazione ma deve essere presenza della bellezza divina.
A me è sempre rimasta impressa una frase di San Giovanni Paolo II quando scriveva agli artisti e diceva che utilizzando la bellezza nella loro espressione artistica, ed io reputo l’arte floreale della liturgia un’espressione artistica, si partecipa al pathos creativo di Dio.
E dunque per me realizzare una composizione floreale significa partecipare a quella bellezza e fare tanta attenzione a quello che viene celebrato.
Il fiorista arriva e pone lì la composizione, chi lo fa come arte floreale al servizio della liturgia ovviamente sta attento al luogo in cui si trova, al tipo di celebrazione, e soprattutto fa attenzione alle letture che vengono proclamate.
I corsi di arte floreale per la liturgia nascono dall’esigenza di preparare in maniera consapevole e dignitosa gli spazi liturgici in cui si svolgono le celebrazioni - ha spiegato don Danilo - È necessario dunque armonizzare le tecniche dell’arte floreale con la conoscenza della teologia liturgica sottesa ad ogni gesto celebrativo, in altri termini la nobile semplicità della liturgia si coniuga con la Bellezza che tutti attrae ed ispira.
Il sapere diventa fare, un umile servizio - quello dell’arte floreale per la liturgia - da mettere a disposizione della comunità parrocchiale.
Un metodo concreto per la composizione
- Impara la lectio divina sui testi del Lezionario domenicale e festivo.
- Conosci i Libri liturgici, l’Anno liturgico e i diversi riti.
- Sappi distinguere lo «spazio» da fiorire e impara a leggere la tua chiesa.
- Armonizza la «composizione» ai colori della liturgia: bianco, verde, oro, rosso, viola, rosa (cf. Ordinamento Generale del Messale Romano, 346)
- Attingi alla natura generosa, secondo le stagioni.
- Utilizza fiori secchi ma veri, quando l’inverno ti priva di quelli freschi.
- Non mettere troppe composizioni né troppi fiori: spesso una sola è sufficiente.
- Orienta la composizione verso la Presenza senza disperdere l’attenzione.
Chi dispone i fiori attinge alla natura generosa, secondo le stagioni, e spiega con rigore e fedeltà il Vangelo del giorno o il senso della celebrazione e della festa, senza allegorie e simbolismi fuori luogo.
La verità dei segni è principio irrinunciabile nella liturgia. Per questo anche i fiori secchi possono essere utilizzati quando la stagione non offre fiori freschi, mentre i fiori finti non appartengono alla logica di un segno vivo, fragile e gratuito.
CORSO DI ARTE FLOREALE LITURGICA
La lettura dello spazio sacro
Alla scoperta delle nostre chiese: iniziazione alla lettura dello spazio liturgico. L'arte di «arredare»: un tempo, uno spazio, degli spazi, un evento, un'atmosfera, un abitare.
Le piccole piante, raggruppale come in un giardino per ottenere aiuole diverse, non sparpagliarle per tutta la chiesa.
Il santo altare è ara del sacrificio del Signore e del nostro sacrificio, mensa del convito divino, tomba, pietra e trono dell’Agnello immolato; è preferibile porre i fiori e i candelabri accanto piuttosto che su di esso (cf. Ordinamento Generale del Messale Romano 305-307).
La disposizione deve quindi essere proporzionata allo spazio e alla celebrazione. La composizione non è un elemento isolato: entra in relazione con l’architettura, la luce, il lino, la musica, i canti, la Parola, il gesto e il profumo.
Come la musica, i canti, la luce, la Parola, il gesto, il profumo, la danza, la bellezza del lino e della seta, l’architettura e la pittura. i fiori sono un linguaggio capace di introdurre all’esperienza di Dio.
Arte floreale, liturgia e formazione a Velletri
Per una comunità di Velletri, la cura floreale della chiesa può diventare un percorso condiviso tra persone impegnate nella liturgia, catechisti, animatori, lettori, ministri e fedeli interessati alla bellezza della celebrazione.
L'arte floreale è un servizio mistagogico: dalla Parola alla composizione (importanza della lectio divina); i fiori nella Bibbia; conoscenza dell'Anno Liturgico e delle sue feste; introduzione al Lezionario; i sacramenti e le altre celebrazioni liturgiche.
La formazione comprende la dimensione biblica, liturgica e tecnica, ma anche l’educazione dello sguardo: accogliere, vivere la creazione e offrirla.
La Vita in Cristo e nella Chiesa è il mensile di formazione e informazione liturgica più diffuso in Italia. Di carattere liturgico-pastorale, la rivista è destinata agli animatori della liturgia, ai catechisti e agli operatori pastorali.