“Arte, architettura, liturgia. Esperienze a confronto” è il titolo del convegno internazionale che si terrà a Venezia il 6 e 7 novembre promosso in collaborazione con il patriarcato di Venezia e il Museo Diocesano di Venezia nell’ambito della 11ª Mostra internazionale di architettura. Il convegno ha offerto una nuova occasione per conoscere e confrontarsi sulle possibilità di interazione fra l’arte liturgica e i linguaggi contemporanei, sulle esperienze europee (Paesi nordici e Polonia), sull’operare dei protagonisti di ieri e di oggi dell’architettura.
Da duemila anni l'architettura sacra cristiana interpreta e testimonia il legame inscindibile tra la bellezza e la liturgia, declina in forme, spazi e figure l'anelito a concretare un luogo per la celebrazione del Mistero, rende visibile l'identità di una comunità radunata per lodare il Signore, accogliere la sua Parola, nutrirsi dei suoi Sacramenti.
Promotori, sede e articolazione dell’incontro
Enti promotori: Conferenza Episcopale Italiana Patriarcato di Venezia. Presso la nuova sala convegni del Museo Diocesano di Venezia, si terrà il convegno organizzato dall'Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana per discutere del ruolo della chiesa nella società e nella città.
Il convegno, dopo gli incontri già organizzati con la Biennale di Venezia dal 2003 al 2007, ha offerto una nuova occasione per conoscere e confrontarsi sulle possibilità di interazione fra l'arte liturgica e i linguaggi contemporanei, sulle esperienze europee (Paesi nordici e Polonia), sull'operare dei protagonisti di ieri e di oggi dell'architettura.
| Elemento | Informazione |
|---|---|
| Titolo | Arte, Architettura, Liturgia. Esperienze internazionali a confronto |
| Date | 06/11/08-07/11/08 |
| Sede | Museo Diocesiano di Venezia, Castello 4312 - 30122 Venezia Centro Storico |
| Promotori | Conferenza Episcopale Italiana e Patriarcato di Venezia |
| Ambito | Arte liturgica, architettura sacra, linguaggi contemporanei ed esperienze internazionali |

Il metodo: dai singoli edifici ai processi di progettazione
L'attenzione del convegno non si concentra sull'oggetto, chiesa o opera d'arte esso sia. Scava piuttosto intorno ai complessi fenomeni di produzione dell'architettura e dell'arte sacra, ponendo in primo piano i processi e non gli eventi.
Una lettura che privilegia gli iter di progettazione ed edificazione dell'edificio cristiano indagando sui complessi rapporti che legano la committenza e le comunità ai progettisti e agli artisti, piuttosto che soffermarsi sul solo esito costruttivo.
Il programma propone quindi un confronto non limitato alla forma conclusa della chiesa o alla singola opera d’arte, ma rivolto alle relazioni tra comunità, committenza, progettisti, teologi, liturgisti e artisti. Riflettere sull’architettura per la liturgia “è segno di una nuova sensibilità e volontà di confronto e di dialogo, a cui fa seguito una vivacità nell’esperienza quotidiana di professionisti che cercano di approfondire e immergersi dentro a queste tematiche”, ha affermato don Stefano Russo, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per i beni culturali ecclesiastici.
Arte liturgica e linguaggi contemporanei
Un convegno per confrontarsi sulle interazioni fra arte liturgica e linguaggi contemporanei, sulle esperienze europee (Paesi scandinavi e Polonia) e sull’operare dei protagonisti dell’architettura (Fisac, Fuksas, Riepl Riepl Architekten) e dell’arte.
Tematiche che accomunano arte e architettura: difatti, un’indicazione emersa già nel corso del Convegno ecclesiale di Verona è “l’apertura di un dialogo con l’arte contemporanea”. “A volte - ha concluso - non è facile rapportarsi con forme espressive di non immediata comprensione, ma esse rappresentano l’oggi, ossia il tempo in cui la Chiesa è chiamata ad annunciare il Vangelo, per cui non si può prescindere da un’attualizzazione e un confronto”.
A cinquant’anni dal Sacrosanctum Concilium e dal Messaggio di Paolo VI agli artisti (8 dicembre 1965), laDiocesi Nardò-Gallipoli e l’Ordine degli Architetti di Lecce organizzano un convegno per fare il punto sul rapporto tra arte e liturgia. Un esercizio critico volto a rilanciare nel dibattito pubblico l’inscindibile nesso tra arte e fede.
Uno scambio di opinioni ed idee, analizzando i segni ed i significati dell’arte e dell’architettura in relazione allo spazio sacro ed alla ritualità liturgica. Paolo VI non chiede un’arte “serva della Chiesa”, ma chiede agli artisti di essere fedeli al loro ideale in una sinergia d’intenti.
La chiesa come luogo della comunità
«Nonostante tutte le evoluzioni, la chiesa come edificio, espressione della sua natura di soggetto comunitario, resta un fattore, se non il fattore, coagulante dell’agglomerato urbano». Lo ha affermato il patriarca di Venezia, card. Angelo Scola al 4° convegno internazionale sul tema Architettura e liturgia nel Novecento, organizzato a Venezia nei giorni scorsi.
La sfida da raccogliere, ha aggiunto il patriarca, è quella di «inventare un tempio simbolo che riesca a parlare alle periferie disgregate di ogg i», dove il committente che opera questa creazione sia tutta “la comunità cristiana”. Una comunità che “sente di aver bisogno del bello”, ma è “timida nell’inventare le vie”.
Un edificio liturgico che sia “al servizio” della “comunità vitale” e non la “preceda”. Questo il criterio da seguire, secondo il patriarca di Venezia, quando si parla di architetture per la liturgia, sia che si tratti di chiese, sia che ci si riferisca a moschee o sinagoghe.
“Le chiese, come le biblioteche e altri edifici pubblici, sono elementi fondamentali per l’integrazione sociale”, ha richiamato nel suo intervento Richard Burdett, direttore della 10a mostra internazionale di architettura di Venezia.
Un valore ripreso da don Giuseppe Russo, che ha precisato come “sempre di più oggi si senta la necessità di un centro di aggregazione sicuro. Per questo si tende a realizzare luoghi, annessi agli edifici di culto, con funzione aggregante, punti di riferimento contro la frammentazione dei giovani e il disorientamento delle famiglie”.
Mentre Franco Purini, curatore del padiglione Italia alla mostra di architettura, ha sottolineato come “l’opera architettonica debba emanare i suoi significati decennio dopo decennio, comunicando a ogni generazione nuove valenze ignote ai predecessori”.
Architettura sacra, società e città
Nella realtà odierna, è in corso un “processo di meticciato di civiltà e culture” che ci costringe “a ripensarci alla radice”, ha sottolineato il card. Scola. Processo lento e imprevedibile, ma al cui interno “dovremo trovare equilibri”.
"Basti constatare il fatto - ha osservato - che fino a dieci anni fa in Italia quasi non si sapeva cosa fosse una moschea, e oggi invece esistono centosessanta tra moschee e luoghi di culto”. Così come “sono da sempre inserite nell’agglomerato urbano” le sinagoghe, “meraviglie da contemplare” e “luoghi ancora vitali di preghiera”.
Il “vero criterio del dialogo”, ha suggerito, è “che sia la comunità vitale a chiedere la moschea e non viceversa”. “Questo aiuterà a far nascere il luogo di culto secondo una dimensione di risposta alla domanda del popolo, che saprà trovare anche la possibilità della convivenza pacifica”, in un “meticciato” che non è “sincretismo religioso”, ma “differenza nell’unità”.
La forma architettonica e la forma teologica
Per il responsabile del Servizio per l’edilizia di culto della Cei, don Giuseppe Russo, “quando si edifica una chiesa, bisogna prestare attenzione alla realtà sociale e culturale, ma senza dimenticare il ruolo centrale dell’edificio, che per noi cristiani è luogo di culto. Per questo, la forma architettonica deve rispecchiare la forma teologica”.
Serve un “dialogo continuo e serrato tra le varie competenze in campo: il liturgista, il teologo, l’architetto e persino l’artista”. Il progetto dello spazio sacro viene così ricondotto a una responsabilità condivisa, nella quale l’espressione formale deve rimanere legata alla funzione liturgica e alla vita della comunità.
Per non arrivare a un paradosso riportato dal card. Scola, che ha ricordato come recentemente un artista abbia costruito “panche bellissime a vedersi, ma sulle quali era assolutamente impossibile inginocchiarsi”, forse perché, ha ipotizzato, “lui non si era mai inginocchiato in preghiera in vita sua”.
“Stiamo cercando di formare una mentalità nuova - ha precisato don Russo - i progetti non devono nascere a seguito di semplici conoscenze con architetti di buona volontà che, però, non hanno le opportune competenze per l’opera specifica. Piuttosto, si potrebbero indire concorsi a invito, selezionando tra professionisti in possesso di curricula particolari, con una specifica sensibilità e competenza”.
Le esperienze internazionali presentate
Il programma mette a confronto architetture e opere appartenenti a contesti diversi, con particolare attenzione al Nord Europa, alla Polonia, all’Austria, alla Spagna e all’Italia. Le esperienze affrontano il rapporto tra modernità e tradizione, la presenza dell’arte contemporanea nello spazio liturgico e la possibilità di concepire luoghi per la celebrazione anche oltre l’edificio stabile.
| Relatore | Tema |
|---|---|
| Wolfgang Jean Stock | Architettura di chiese del XX secolo nel Nord Europa: il rapporto con il moderno |
| Barbara Schock-Werner | La vetrata di Gerhard Richter nel Duomo di Colonia |
| P. Ab. Dom Michael John Zielinski | Quale arte nello spazio liturgico? |
| S.E. Card. Angelo Scola | Churches Beyond Building? |
| Marcus Nitschke | Architettura di chiese del XX secolo in Polonia: il rapporto con la tradizione |
| Esteban Fernández Cobián | Churches Beyond Building: spazi temporanei per la liturgia |
| Mercè Gambus Saiz | La cappella del Santissimo Sacramento di Miguel Barcelò nella cattedrale di Palma de Mallorca |
| Peter Riepl | Il complesso parrocchiale di S. Francesco a Steyr (Austria) |
| Eduardo Delgado Orusco | Le chiese di Miguel Fisac |
| Francesco Tedeschi | Antiche e nuove chiese. Il rapporto con l’arte contemporanea |
Nord Europa e rapporto con il moderno
Wolfgang Jean Stock affronta il tema dell’architettura di chiese del XX secolo nel Nord Europa e il rapporto con il moderno. L’intervento si colloca nel percorso dedicato alle esperienze europee e alle modalità con cui l’edificio cristiano ha recepito le trasformazioni del linguaggio architettonico contemporaneo.
Polonia e rapporto con la tradizione
Marcus Nitschke presenta l’architettura di chiese del XX secolo in Polonia e il rapporto con la tradizione. Il confronto tra modernità e continuità storica costituisce uno dei nuclei del programma internazionale del convegno.
Opere e interventi nello spazio liturgico
Barbara Schock-Werner dedica il suo intervento alla vetrata di Gerhard Richter nel Duomo di Colonia, mentre Mercè Gambus Saiz presenta la cappella del Santissimo Sacramento di Miguel Barcelò nella cattedrale di Palma de Mallorca.
Il programma comprende inoltre il complesso parrocchiale di S. Francesco a Steyr (Austria), presentato da Peter Riepl, e le chiese di Miguel Fisac, oggetto dell’intervento di Eduardo Delgado Orusco.
Oltre l’edificio: spazi temporanei e nuove forme
Esteban Fernández Cobián affronta il tema “Churches Beyond Building: spazi temporanei per la liturgia”. La questione amplia il campo dell’architettura liturgica, ponendo l’attenzione sulla celebrazione e sulle condizioni spaziali che possono accoglierla anche al di fuori dell’edificio ecclesiale tradizionale.
S.E. Card. Angelo Scola interviene sul tema “Churches Beyond Building?”. Francesco Tedeschi conclude il percorso dei relatori con una riflessione su “Antiche e nuove chiese. Il rapporto con l’arte contemporanea”.
Chiese, identità e incontro tra individuo e comunità
Giunti all’ottavo incontro internazionale di confronto sul rapporto tra arte, architettura e liturgia dal secolo trascorso sino ad oggi, la rassegna si pone in stretta consonanza con la riflessione proposta alla 12. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale veneziana: People meet in architetture.
La chiesa, l’edificio cristiano, è luogo privilegiato di incontro dell’uomo - individuo, comunità, società - con Dio. L’architettura e l’arte della chiese si sono poste quale mediazione tra immanente e trascendente.
In questo senso l’architettura si è definita come elemento d’identità per le comunità cristiane: ricerca di identità riaffermata anche nel secolo trascorso, in particolare, dopo la drammatica esperienza del secondo conflitto mondiale e, in chiave rinnovata, dal Concilio Vaticano II.
In una civiltà globalizzata e segnata dei grandi flussi migratori, cui anche l’esperienza delle comunità cristiane non è certamente estranea, interrogarsi oggi sul tema dell’identità e sul ruolo delle chiese come veicolo di identità diventa questione decisiva e urgente.
Quali identità per le chiese del XXI secolo?
Il confronto con la tradizione e l’attualità
La riflessione sul rapporto tra arte, architettura e liturgia si inserisce in una storia lunga, nella quale l’edificio cristiano ha assunto forme diverse mantenendo il compito di rendere visibile la vita della comunità e la celebrazione del Mistero.
Il punto di partenza è il discorso che Paolo VI rivolse agli artisti: «Da lungo tempo - affermò il papa nel lontano 1965 - la Chiesa ha fatto alleanza con voi. Voi avete edificato e decorato i suoi templi, celebrato i suoi dogmi, arricchito la sua liturgia. L’avete aiutata a tradurre il suo messaggio divino nel linguaggio delle forme e delle figure, a rendere comprensibile il mondo invisibile».
L’importanza dell’antica alleanza tra arte e liturgia merita un convegno, che si propone l’obiettivo di rilanciare la problematica, talora stanca e senza passione, alle prese con la crisi dell’arte e con le fibrillazioni di una liturgia incapace di simboli vivi.
È previsto anche il contributo del pubblico per evitare che il dibattito si fermi solo agli addetti ai lavori, trascurando la sensibilità della gente, che ha sempre vissuto la fede nelle magnifiche metafore dell’arte.
Il programma nel contesto veneziano
“Arte, architettura, liturgia. Esperienze a confronto” è il titolo del convegno internazionale che si terrà a Venezia il 6 e 7 novembre promosso in collaborazione con il patriarcato di Venezia e il Museo Diocesano di Venezia nell’ambito della 11ª Mostra internazionale di architettura.
Tra coloro che interverranno i direttori e i responsabili degli uffici e servizi che promuovono il convegno, Sua Em.za Card. Angelo Scola, Patriarca di Venezia, padre Ab. Dom Michael John Zielinski, Vice Presidente della Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa.
Il programma e la Scheda di iscrizione pubblicato il: 29/10/2008.