Chiesa evangelica: frasi di incoraggiamento dalla Bibbia

La Bibbia offre parole di incoraggiamento per affrontare la paura, la sofferenza, la stanchezza, le tentazioni e le responsabilità della vita cristiana. Il messaggio centrale è chiaro: Dio è la vera fonte della forza, Gesù Cristo sostiene chi confida in Lui e lo Spirito Santo dona coraggio, amore e autocontrollo.

Le frasi bibliche di incoraggiamento ricordano che seguire Cristo non significa vivere senza problemi, ma ricevere la forza necessaria per attraversare le prove con fede, speranza, preghiera e perseveranza. “Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo” (Giovanni 16:33).

La vera fonte della forza cristiana

La Sacra Bibbia è una fonte di forza spirituale. Tramite esempi e insegnamenti ispirati, mostra che possiamo compiere ogni cosa grazie al potere di Gesù Cristo. Dio desidera che abbiamo successo nella vita. Egli vuole che progrediamo, che proviamo gioia e che un giorno ritorniamo a vivere con Lui.

Ha mandato Suo Figlio, Gesù Cristo, perché potessimo essere rafforzati durante le prove e le difficoltà. Gli antichi profeti biblici scrissero spesso della forza di Dio e della Sua capacità di aiutare e rafforzare coloro che confidano in Lui.

Tutti noi abbiamo delle difficoltà, in certi giorni più che in altri. Tuttavia, a prescindere da quali siano le tue debolezze, le tue paure e le tue inadeguatezze, le centinaia di passi biblici che parlano di forza testimoniano tutte essenzialmente le stesse verità: Dio ha tutto il potere e noi abbiamo alcune gravi debolezze, ma il Signore è disposto e desideroso di condividere la Sua forza con te e con me.

Frasi bibliche per trovare coraggio

Giosuè 1:9: essere forti e coraggiosi

“Non te l’ho io comandato? Sii forte e fatti animo; non ti spaventare e non ti sgomentare, perché l’Eterno, il tuo Dio, sarà con te dovunque andrai” (Giosuè 1:9).

Per tre volte il Signore incarica Giosuè di essere forte e coraggioso, parole che ricordano il precedente incarico di Giosuè sotto Mosè (vedi Deuteronomio 31:6-8, 23). Giosuè avrà bisogno di forza e coraggio per accettare il suo compito; di obbedire alla Torah; e di resistere al terrore.

Più difficile di tutte sarà la responsabilità intermedia, ossia rendere le istruzioni del Signore parte integrante di ciò che si è e di ciò che si fa, meditandole costantemente per poterle eseguire. Date le responsabilità di guida di Giosuè, questo incarico di essere forte e coraggioso sarebbe scoraggiante se non fosse per le promesse che lo incorniciano: Io sarò con te.

Fortificato da queste rassicurazioni sulla presenza costante del Signore, Giosuè è in grado di ricevere il suo incarico con coraggio. La terminologia ebraica usata in queste rassicurazioni non ha nulla a che fare con la ricchezza o il successo mondano, ma ha tutto a che fare con il compimento della propria missione e con l’agire con acume in ogni circostanza che si presenta.

Deuteronomio 31:6,8: Dio non abbandona

“Siate forti, fatevi animo, non temete e non vi spaventate di loro, perché il Signore tuo Dio cammina con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà. Il Signore stesso cammina davanti a te; egli sarà con te, non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non ti perdere d’animo!”.

“E Jahvè cammina egli stesso davanti a te; egli sarà con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non ti perdere d’animo” (Deuteronomio 31:8).

Isaia 41:10: Dio fortifica e sostiene

“Non temere, perché io sono con te; non smarrirti, perché io sono il tuo Dio. Ti darò forza e ti aiuterò”.

“Tu non temere perché io sono con te, non ti smarrire perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia” (Isaia 41:10).

A differenza delle nazioni terrorizzate di Isaia 41:5, il popolo di Dio ha in lui motivo di essere impavido. A differenza degli dèi delle nazioni, che devono essere rafforzati e assicurati, il Dio di Israele rassicura il suo popolo.

Il debole popolo di Dio viene trasformato in una forza potente per rimuovere anche gli ostacoli montuosi al suo gioioso proposito. Il popolo di Dio è assicurato dalla sua volontà di essere glorificato attraverso la sua salvezza.

Salmo 27:1: Dio è luce, salvezza e baluardo

“L’Eterno è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò? L’Eterno è il baluardo della mia vita; di chi avrò paura?” (Salmo 27:1).

Nel cantare il Salmo 27, il popolo di Dio ha un modo di non limitarsi a esprimere la fiducia in Lui, ma di coltivare questa fiducia per la più ampia gamma di situazioni di vita impegnative.

I termini paura e avere paura si contrappongono a avere fiducia: il fedele deve imparare a basare la propria fiducia sulla protezione sempre presente di Dio, luce, salvezza e baluardo. Si tratta di una fiducia che cresce attraverso esperienze di liberazione.

Salmo 56:3-4: confidare nel giorno della paura

“Nel giorno della paura, io confiderò in te. In Dio, di cui celebro la parola; in Dio confido e non temerò; che mi può fare il mortale?” (Salmo 56:3-4).

La descrizione dei problemi e delle preghiere all’inizio del Salmo 56 si trasforma in gratitudine per il fatto che Dio ha ascoltato e agirà. Il cantore descrive le sue circostanze e si concentra sulla risposta giusta.

La situazione di difficoltà è ben visibile nella ripetizione di attacchi e oppressioni; la risposta è visibile nella ripetizione di fiducia. Questo permette a chi canta il salmo di impostare il proprio cuore sulla giusta risposta: quando si ha paura, questo è l’antidoto.

Frasi di incoraggiamento per i momenti difficili

Qualsiasi situazione tu stia affrontando, non disperare. Ogni essere umano ha delle battaglie da affrontare quotidianamente. Che tu sia uomo o donna, adolescente o anziano, impiegato o dirigente d’impresa, poco importa: oggi, in questo momento, stai affrontando una sfida.

L’abbondanza della vita in Cristo non è sinonimo di “mancanza di problemi”. Anzi, seguire il Messia a volte sembra essere proprio la causa di alcune situazioni difficili! Essere cristiani, essere seguaci di Colui che ha vinto la morte, significa ben altro: vuol dire trovare la forza per “combattere il buon combattimento”.

Isaia 40:29-31: Dio rinnova le forze

“Egli dà forza allo stanco, e accresce vigore a colui ch’è spossato. I giovani s’affaticano e si stancano; i giovani scelti vacillano e cadono, ma quelli che sperano in Jahvè acquistano nuove forze, s’alzano a volo come aquile; corrono e non si stancano, camminano e non s’affaticano”.

“Ma quelli che sperano nell’Eterno acquistano nuove forze; corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano” (Isaia 40:31).

A volte, la vita e le sue numerose sfide possono lasciarci addosso una sensazione di oppressione. Isaia ci dice che se spereremo nell’Eterno, allora Egli rinnoverà le nostre forze esaurite in modo che possiamo portare i nostri pesanti fardelli senza essere logorati o sentirci deboli ed esausti.

È un appello al coraggio, non solo alla speranza. L’anima umana ha un limite di sopportazione, ma Dio può rigenerarci ripetutamente se dimostriamo speranza, disposizione ad accettare la Sua volontà e pazienza a prescindere da cosa possa accadere.

Giovanni 16:33: pace nella tribolazione

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo” (Giovanni 16:33).

Gesù non promette ai suoi discepoli una vita senza difficoltà. Egli promette pace in Lui e ricorda che la tribolazione non ha l’ultima parola, perché Lui ha vinto il mondo.

Salmo 23:4: Dio è presente nella valle oscura

“Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza” (Salmo 23:4).

“Benché io cammini nella valle della profonda ombra, non temo alcun male perché tu sei con me” (Salmo 23:4).

Se preghi Dio e ti lasci guidare dalla sua Parola, la Bibbia, avrai il coraggio necessario per affrontare le situazioni difficili. La presenza di Dio non elimina necessariamente la valle, ma dona sicurezza a chi la attraversa.

Salmo 34:18: Dio è vicino al cuore spezzato

“Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato e salva chi ha lo spirito affranto” (Salmo 34:18).

“Geova è vicino a quelli che hanno il cuore affranto; salva quelli dallo spirito abbattuto” (Salmo 34:18).

Dio sa esattamente cosa stai passando. E capisce fino in fondo quello che provi, anche quando gli altri non ci riescono. Dio promette di aiutarti quando sei triste. Può darti la forza di affrontare il dolore che provi.

1 Pietro 5:7: affidare a Dio le preoccupazioni

“Gettate su di lui tutte le vostre preoccupazioni, perché egli ha cura di voi” (1 Pietro 5:7).

Dio non è indifferente alle tue sofferenze. Ti invita a parlare con lui in preghiera e a esprimergli le tue preoccupazioni.

Salmi 9:9-10: Dio è un rifugio per l’oppresso

“E Jahvè sarà un alto ricetto all’oppresso, un alto ricetto in tempi di distretta; e quelli che conoscono il Tuo nome confideranno in Te, perché, o Jahvè, Tu non abbandoni quelli che Ti cercano” (Salmi 9:9-10).

“Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica”

“Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica” (Filippesi 4:13).

Uno dei motivi per cui la vita può essere così opprimente è che molti di noi cercano di “farcela da soli”. Cerchiamo guarigione e conforto, ma spesso trascuriamo la forza che il Signore Iddio offre. Sentiamo di dover essere abbastanza contando solo sulle nostre forze.

Tuttavia, nessuno di noi in realtà è abbastanza. Ma Cristo sì! Benché possiamo eccellere in molte cose, tutti noi abbiamo anche delle debolezze. Questo versetto ci ricorda che non dobbiamo essere capaci di fare tutto ciò che deve essere fatto.

Non dobbiamo essere la persona più talentuosa o capace nella stanza. Dobbiamo solo aggiogarci a Cristo, perché Lui può fare tutto - e ha tutta l’intenzione di realizzare tramite noi tutto ciò che deve fare.

Matteo 11:28-30: il riposo promesso da Cristo

“Venite a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati, e io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle vostre anime; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero” (Matteo 11:28-30).

“Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò” (Vangelo secondo Matteo 11:28).

Come possiamo aggiogarci a Gesù Cristo? Lo facciamo stipulando alleanze con Dio e tenendovi fede. Tramite l’influenza dello Spirito Santo, possiamo ricevere ulteriore forza da Gesù Cristo grazie alle nostre alleanze con Dio.

La ricompensa del tenere fede alle alleanze con Dio è il potere celeste, il potere che ci rafforza per resistere meglio alle nostre prove, tentazioni e sofferenze. Questo potere facilita il nostro cammino.

Perciò confidate in Lui e nelle Sue promesse. Quando verrete a Lui tramite il battesimo, la confermazione, e stipulando e osservando le alleanze con Lui, Egli vi rafforzerà con i doni di cui avete bisogno per “[potere] ogni cosa” oggi, domani e per sempre.

Fede anziché paura

La paura dell’ignoto - e persino la paura che le avversità passate si ripresentino - può essere paralizzante per alcune persone. Dio è onnipotente e ha tutto il potere necessario per fare tutto ciò che deve essere fatto.

Quando scegliamo la paura invece della fede, in realtà limitiamo il nostro accesso al potere capacitante di Dio. Questo versetto ci ricorda che in realtà quello di non temere, ma di essere coraggiosi e audaci, è un comandamento.

Pertanto, Dio ha promesso che coloro che sviluppano la fede per confidare in Lui piuttosto che cedere alla paura Lo troveranno sempre al loro fianco. E sapere che Egli è lì può infondere in noi la fiducia e la forza per affrontare qualsiasi cosa di cui potremmo naturalmente aver paura.

Proverbi 3:5-6: confidare nel Signore

“Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti sulla tua intelligenza; in tutti i tuoi passi pensa a lui ed egli appianerà i tuoi sentieri” (Proverbi 3:5-6).

“Confidati in Jahvè con tutto il cuore, e non t’appoggiare sul tuo discernimento. Riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli appianerà i tuoi sentieri” (Proverbi 3:5-6).

La nostra parte è quella di avere fede negli insegnamenti di Gesù Cristo e di seguirli, lasciando che ci guidino; allinearci a Lui stringendo e osservando alleanze; e perseverare fino alla fine con fede.

II Timoteo 1:7: forza, amore e autocontrollo

“Poiché Dio ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, di amore e di autocontrollo” (II Timoteo 1:7).

Il termine greco per timidezza nella letteratura extrabiblica si riferisce a chi fugge dalla battaglia e ha un forte senso peggiorativo riferito alla codardia. L’audacia, non la viltà, è un segno dello Spirito.

Romani 8:15-17: vivere come figli di Dio

“Poiché voi non avete ricevuto lo spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, per il quale gridiamo: ‘Abbà! Padre!’. Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio”.

“E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pur soffriamo con lui, affinché siamo anche glorificati con lui” (Romani 8:15-17).

I cristiani non sono più schiavi del peccato, ma sono adottati come figli nella famiglia di Dio, come dimostra lo Spirito che grida in loro che Dio è loro padre. La testimonianza dello Spirito dà allo spirito del cristiano la certezza di essere figlio di Dio.

La forza di Dio nelle debolezze

2 Corinzi 12:9-10: la grazia è sufficiente

“La mia grazia ti basta, perché il mio potere si dimostra perfetto nella debolezza. Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché il potere di Cristo dimori in me”.

“Per questo io mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amore di Cristo perché, quando sono debole, allora sono forte” (2 Corinzi 12:9-10).

Sorprendentemente, Cristo vuole che comprendiamo che le nostre debolezze sono in realtà opportunità, perché grazie ad esse possiamo rivolgerci a Lui per ricevere la Sua forza invece di fare affidamento sulla nostra.

Per il credente, le debolezze ci rendono umili - ci fanno persino cadere in ginocchio - e questo ci fa volgere a Dio. Quando scegliamo di volgerci a Lui nel bel mezzo delle nostre debolezze, allora Egli sceglie di trasformare quella che prima era una nostra debolezza in nuova forza.

Ether 12:27: le cose deboli diventano forti

“E se gli uomini vengono a me, mostrerò loro la loro debolezza. Io do agli uomini la debolezza affinché possano essere umili; e la mia grazia basta a tutti gli uomini che si umiliano dinanzi a me; poiché, se si umiliano dinanzi a me, ed hanno fede in me, allora farò in modo che le cose deboli divengano forti per loro” (Ether 12:27).

II Corinzi 4:8-12: non abbandonati nelle sofferenze

“Noi siamo tribolati in ogni maniera, ma non ridotti all’estremo; perplessi, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; atterrati, ma non uccisi”.

“Portiamo sempre nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo, poiché noi che viviamo, siamo sempre esposti alla morte per amor di Gesù, affinché anche la vita di Gesù sia manifestata nella nostra carne mortale” (II Corinzi 4:8-12).

Nonostante le sue innumerevoli sofferenze come apostolo, Paolo non si perde d’animo perché la stessa potenza che ha risuscitato Gesù dai morti gli permette di sopportare le avversità, rivela la potenza di Dio e gli garantisce che sperimenterà la risurrezione alla fine dei tempi.

La sofferenza e la sopportazione di Paolo sono un esempio vivente anche per i Corinzi, perché anche loro imparino a fidarsi di Dio in mezzo alle avversità.

Giacomo 1:2-4: la prova produce costanza

“Fratelli miei, considerate come argomento di completa allegrezza le prove svariate in cui venite a trovarvi, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. E la costanza compia appieno l’opera sua in voi, onde siate perfetti e completi, di nulla mancanti”.

“Nel che voi esultate, sebbene ora, per un po’ di tempo, se così bisogna, siate afflitti da svariate prove, affinché la prova della vostra fede, molto più preziosa dell’oro che perisce, eppure è provato col fuoco, risulti a vostra lode, gloria ed onore alla rivelazione di Gesù Cristo” (1 Pietro 1:6-7).

La forza nel combattimento spirituale

Efesini 6:10-18: l’armatura di Dio

“Del resto, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate stare saldi contro le insidie del diavolo, poiché il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti”.

“Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e, dopo aver compiuto tutto il vostro dovere, restare in piedi”.

“State dunque saldi, avendo preso la verità a cintura dei fianchi, essendovi rivestiti della corazza della giustizia e calzati i piedi della prontezza che dà l’evangelo della pace; prendendo oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno”.

“Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la Parola di Dio, pregando in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni sorta di preghiere e suppliche; vegliando a questo scopo con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi” (Efesini 6:10-18).

Paolo introduce l’armatura di Dio concentrandosi sulla forza che essa dà. Poiché i cristiani non possono resistere da soli contro potenze sovrumane, devono affidarsi alla forza del Signore stesso, che egli fornisce soprattutto attraverso la preghiera.

La parola greca per armatura completa si riferisce all’equipaggiamento completo di un soldato armato di tutto punto, composto sia da scudi che da armi. La descrizione di Paolo si basa principalmente su allusioni all’Antico Testamento, ma i termini utilizzati si sovrappongono bene anche all’armamento romano.

Non solo, viene esposta l’origine diabolica, riguardante “le insidie” di coloro che insegnano la falsa dottrina. Eppure la Scrittura chiarisce che la schiera dei nemici non ha nulla da invidiare al Signore, che ha “spogliato i principati e le potenze, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce”.

1 Pietro 3:14-16: rispondere con dolcezza e rispetto

“E se anche doveste soffrire per la giustizia, beati voi! Non vi sgomentate per paura di loro, né vi turbate, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi”.

“Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché nel momento stesso in cui si parla male di voi rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo” (1 Pietro 3:14-16).

La protezione e l’aiuto di Dio

Salmo 28:7: Dio è forza e scudo

“L’Eterno è la mia forza e il mio scudo” (Salmi 28:7).

“Jahvè è la mia forza ed il mio scudo; in lui s’è confidato il mio cuore, e sono stato soccorso; perciò il mio cuore festeggia, ed io lo celebrerò col mio cantico” (Salmi 28:7).

Tutti affrontiamo opposizione nella nostra vita - a volte al lavoro, online, nelle nostre relazioni o persino all’interno della Chiesa. Tuttavia, Davide cantò di come il Signore è davvero come uno scudo che può deviare tutte le distrazioni futili di questo mondo rumoroso.

Dio ha il potere e persino il desiderio di proteggerci dalle persone o dalle cose che sembrano bombardarci costantemente. Le difficoltà della vita non scompariranno, ma tramite la forza del Signore puoi superarle più facilmente.

Isaia 43:2-3: Dio attraversa le prove con il suo popolo

“Quando passerai per le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco, non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà”.

“Poiché io sono l’Eterno, il tuo Dio, il Santo d’Israele, il tuo salvatore; io ho dato l’Egitto come tuo riscatto, l’Etiopia e Seba al tuo posto” (Isaia 43:2-3).

Anche quando è sottoposto alle difficoltà della cattività e dell’esilio, Dio è sempre con il suo popolo. Il popolo di Dio è assicurato dalla sua volontà di essere glorificato attraverso la sua salvezza.

Dio muoverà la storia per il bene del suo popolo. “Egitto” allude all’esodo. I più remoti Cush e Seba possono implicare che Dio si spingerà fino a qualsiasi punto e modificherà la storia di qualsiasi nazione per la salvezza del suo popolo.

Matteo 10:28-31: il valore di ogni persona davanti a Dio

“E non temete quelli che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può far perire l’anima e il corpo nella geenna”.

“Due passeri non si vendono per un soldo? Eppure non ne cade uno solo in terra senza il volere del Padre vostro. Ma quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete dunque; voi valete più di molti passeri” (Matteo 10:28-31).

I passeri erano abitualmente considerati le creature più piccole, e il soldo era una delle monete romane di minor valore. Dio è sovrano anche sugli eventi più insignificanti.

Se il Padre celeste esercita una costante supervisione sovrana anche su cose apparentemente insignificanti, sicuramente si prenderà cura anche dei suoi discepoli nella loro missione di proclamare la buona novella del Regno.

Salmo 121:7-8: protezione durante il cammino

“Il Signore ti proteggerà da ogni male: egli veglierà su di te. Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri, da ora e per sempre” (Salmo 121:7-8).

“Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto cielo e terra. Il Signore ti proteggerà da ogni male, egli proteggerà la tua vita. Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri, da ora e per sempre” (Salmo 120:1,2,7,8).

La gioia del Signore come forza

“La gioia dell’Eterno è la vostra forza” (Nehemia 8:10).

Alcuni a volte potrebbero pensare che le leggi di Dio sembrino difficili da osservare. Tuttavia, quando scegliamo di trovare gioia nel Signore e nelle Sue vie, di amare sinceramente ciò che Dio ama, allora veniamo riempiti di prospettiva e di forza, e il prezzo del discepolato diventa fonte di potere.

“La gioia che proviamo ha poco a che fare con le circostanze in cui viviamo ma dipende totalmente da ciò su cui incentriamo la nostra vita. Quando incentriamo la nostra vita sul piano di salvezza di Dio, su Gesù Cristo e sul Suo vangelo, possiamo provare gioia a prescindere da ciò che sta accadendo - o non accadendo - in essa”.

“La gioia scaturisce da Lui e grazie a Lui. Egli è la fonte di tutta la gioia”.

Dimorare in Cristo e incoraggiarsi nella chiesa

Il testo biblico del Vangelo di Giovanni che è stato scelto come ideale filo conduttore e fonte di ispirazione per i lavori di questa Assemblea generale ci fa giungere parole potenti di incoraggiamento e di orientamento, quelle rivolte da Gesù ai suoi discepoli nel momento cruciale in cui sta per essere consegnato a coloro che lo porteranno a morire sulla croce.

Gesù rivolge ai suoi discepoli un lungo ed intenso discorso, un discorso con cui si preoccupa di rassicurarli, istruendoli su come va vissuto il tempo della sua assenza, sostenuti dallo Spirito che stanno per ricevere.

Gesù vuole rassicurare anche noi oggi, insegnando come vivere nel mondo da discepoli fedeli in assenza del maestro. I discepoli non sono invitati innanzitutto a conseguire un fine, ma a rimanere fedeli al rapporto intimo con Gesù e a vivere in quel rapporto l’interezza e pienezza delle dimensioni della vita.

Il nostro testo ci chiede di fare un primo passo nel cammino di incoraggiamento ed orientamento che ci propone, non cadendo nella trappola di concentrare subito l’attenzione sui frutti immaginati, programmati e attesi, laddove il discorso di Gesù è incentrato su un unico imperativo che non ha a che fare primariamente con il fare, ma con il restare, con il dimorare in Gesù, con il rimanere nel suo amore.

“Senza di me non potete fare nulla”

Il secondo sottile disturbo, quasi un rumore di sottofondo, è rappresentato dall’ammonimento di Gesù che dice: “senza di me non potete fare nulla”. Rileggendolo in positivo, l’apostolo Paolo ricorderà ai Filippesi che in Cristo ogni cosa è possibile.

È vero, molte realizzazioni umane sono possibili anche senza Gesù, ma senza Gesù non si può disporre del rapporto con Dio. Il nostro testo denuncia come pericolosa deviazione, la tentazione di una gestione del rapporto con Dio che non passi da Gesù.

Senza passare da Gesù, anche le più ambiziose, arroganti realizzazioni non sono riconoscibili come compiute nel suo nome, non sono tali da rendere gloria al Dio in quanto rispondenti ad una adeguata comprensione della sua volontà.

La vera vite e i tralci

È significativa la trasformazione dell’immagine della vigna operata da Gesù all’inizio del nostro testo. Nelle molte immagini riportate dall’Antico Testamento, ad esempio nei libri dei profeti Isaia e Geremia, certamente presenti nella mente dei discepoli che ascoltano Gesù, la vigna dell’Eterno è la casa d’Israele, piantata con amore da Dio come vigna fruttuosa, ma diventata guasta.

Ma Gesù dice “Io sono la vera vite”: attenzione, nessun nuovo popolo di Dio viene a prendere il posto della casa d’Israele come vite della vigna del Signore. Gesù stesso è ora la vite: nessun gruppo di fedeli, nessuna chiesa, nessuna comunità di fede si arroghi più il ruolo di vendicatori della fede, di difensori di Dio, di mediatori dell’accesso al sacro, di dominatori del mondo per conto di Dio.

Per i tralci di questa unica, vera vite, il confine fra vita e morte, fra sterilità e fecondità, fra unione e divisione sta nel dimorare in Gesù, nel trarre la ragione ed il nutrimento dell’esistenza nell’agape di Cristo.

Dimorare in Gesù, vera vite: è imparare a credere che ciò che Gesù ha detto, fatto e promesso nella sua vita vale ancora e sempre; a comprendere il significato della croce nella sua potenza critica e della sua resurrezione come forza di rinnovamento e trasformazione al di là di ogni barriera umana e di ogni assoluto umano.

Significa obbedire ai suoi comandamenti, sapientemente riassunti nel comandamento di amore senza confini, non per paura o per dovere, non per conformismo o per tradizione, ma per fiducia.

Senza questo radicamento, senza l’alimento del rapporto vitale con la Parola di Dio fattasi carne, senza lo sguardo costantemente puntato sul volto di Cristo, il tralcio non ha più alimento e si secca, si stacca dalla storia dell’opera di salvezza di Dio nel mondo.

L’incoraggiamento reciproco nella comunità

Credo che mai come in questo tempo, fratelli e sorelle, abbiamo bisogno gli uni degli altri, chiese del nord e del sud del mondo, chiese piccole e grandi, ricche e povere, chiese giovani e vecchie.

Abbiamo bisogno gli uni degli altri per assicurare che ogni tralcio della vite dimori nella pienezza delle cose di Dio che Cristo ha fatto conoscere. Abbiamo bisogno gli uni degli altri, per comprendere cosa voglia dire concretamente dimorare in Cristo.

Con questo radicamento, nessuna idea sbagliata di successo ed insuccesso, nessuna ansia di prestazione, nessuna delusione o paura di fronte alla precarietà della vita, nessuna ridicolizzazione, nessuna marginalizzazione può distoglierci dalla missione di essere promotori di vita, di relazioni giuste, di solidarietà, di condivisione ed accoglienza.

Solo dimorando insieme in Gesù, fratelli e sorelle, possiamo invece imparare a chiedere nel suo nome, con la sua mente ed il suo cuore, ciò che conta: “sia fatta la tua volontà; venga il tuo Regno”.

Possiamo così scoprire di essere stati attrezzati per camminare nel mondo senza paura, rispondendo alla nostra vocazione e portando, anche in tempi difficili e scivolosi, il frutto dello Spirito che, come ci insegna l’apostolo Paolo, è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo.

Frasi di Gesù per incoraggiare fede, pace e speranza

Giovanni 14:27: la pace di Cristo

“Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore” (Giovanni 14:27).

Giovanni 10:10: una vita abbondante

“Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Vangelo secondo Giovanni 10,10).

Gesù afferma di essere venuto affinché le persone abbiano vita e l’abbiano in abbondanza. Questo indica che la Sua venuta porta una pienezza di vita che va oltre la semplice esistenza fisica.

Marco 9:23: tutto è possibile per chi crede

“Tutto è possibile per chi crede” (Vangelo secondo Marco 9:23).

Matteo 6:25-27: non vivere nell’affanno

“Per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?”

“Chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita?” (Vangelo secondo Matteo 6:25,27).

Giovanni 8:12: la luce della vita

“Chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Vangelo secondo Giovanni 8:12).

Frasi bibliche sull’amore e sulla fratellanza

Le frasi sull’amore pronunciate da Gesù hanno ispirato milioni di persone nel corso dei secoli, offrendo una guida e una fonte di speranza nell’affrontare le sfide della vita e nel vivere con compassione verso gli altri.

Gesù definisce l’amore come il fulcro della Sua missione e dell’insegnamento cristiano, incoraggiando i suoi discepoli a praticare un amore generoso, inclusivo e compassionevole verso tutti gli esseri umani.

Giovanni 13:34: amare come Gesù ha amato

“Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Vangelo secondo Giovanni 13:34).

Marco 12:31: amare il prossimo

“Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi” (Vangelo secondo Marco 12:31).

Matteo 5:43-44: amare i nemici

“Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori” (Vangelo secondo Matteo 5:43-44).

Matteo 7:12: la regola d’oro

“Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti” (Vangelo secondo Matteo 7:12).

Giovanni 15:13: l’amore più grande

“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Vangelo secondo Giovanni 15:13).

Matteo 25:40: servire i più piccoli

“Quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Vangelo secondo Matteo 25:40).

Marco 10:43-44: la grandezza del servizio

“Chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti” (Vangelo secondo Marco 10:43-44).

“Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi” (Vangelo secondo Marco 10:31).

Giovanni 17:21: l’unità dei credenti

“Perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Vangelo secondo Giovanni 17:21).

Frasi bibliche sul perdono

Gesù presenta il perdono come un atto di amore, compassione e liberazione che porta alla riconciliazione con Dio e gli altri.

Gesù esorta a perdonare non solo una volta, ma senza limiti, e in particolare raccomanda di perdonare e mostrare amore e compassione verso coloro che peccano.

Luca 6:37: perdonare per essere perdonati

“Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato” (Vangelo secondo Luca 6:37).

Luca 17:3-4: perdonare senza limiti

“Se un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli. E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai” (Vangelo secondo Luca 17:3-4).

Luca 23:34: la preghiera sulla croce

“Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno” (Luca 23:34).

Frasi di speranza nella vita eterna

Giovanni 11:25-26: Gesù è la risurrezione e la vita

“Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà mai” (Giovanni 11:25-26).

Gesù affronta il tema della morte in diverse occasioni nei Vangeli. Per Lui la morte non è la fine, ma l’inizio della vita eterna, per coloro che credono in Lui e nei suoi insegnamenti.

La risurrezione e la speranza nella salvezza sono temi centrali del Suo messaggio. Promette che chi crede in Lui avrà la vita eterna e non morrà mai veramente.

Giovanni 3:16: la promessa della vita eterna

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna” (Giovanni 3:16).

Giovanni 14:1-3: non sia turbato il cuore

“Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Io vado a prepararvi un posto” (Giovanni 14:1-3).

2 Timoteo 4:7-8: la buona battaglia

“Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi è riservata la corona di giustizia” (2 Timoteo 4:7-8).

Apocalisse 14:13: riposo dalle fatiche

“Beati i morti che muoiono nel Signore! Sì, dice lo Spirito, riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono” (Apocalisse 14:13).

Apocalisse 21:4: Dio asciugherà ogni lacrima

“Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate” (Apocalisse 21:4).

1 Tessalonicesi 4:13-14: non rattristarsi senza speranza

“Non vogliamo che siate nell’ignoranza, fratelli, riguardo a quelli che dormono nella morte, affinché non vi rattristiate come gli altri che non hanno speranza” (1 Tessalonicesi 4:13-14).

Giobbe 19:25-27: il Redentore è vivo

“Io so che il mio Redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarà distrutta, senza la mia carne, vedrò Dio” (Giobbe 19:25-27).

Romani 14:8: apparteniamo al Signore

“Se viviamo, viviamo per il Signore; se moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore” (Romani 14:8).

Frasi bibliche per il lutto e la consolazione

La perdita di una persona cara è un momento di dolore profondo, ma la Parola di Dio ci dona speranza e consolazione, ricordandoci la promessa della vita eterna.

Matteo 5:4: consolazione nel pianto

“Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati” (Matteo 5:4).

Salmo 23:4: sicurezza nella valle oscura

“Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza” (Salmo 23:4).

Isaia 25:8: la fine delle lacrime

“Annienterà la morte per sempre, il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto” (Isaia 25:8).

Ecclesiaste 12:7: lo spirito ritorna a Dio

“La polvere ritorni alla terra com’era prima e lo spirito torni a Dio che lo ha dato” (Ecclesiaste 12:7).

Salmo 116:15: preziosa agli occhi del Signore

“Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei suoi fedeli” (Salmo 116:15).

Sapienza 3:1-3: le anime dei giusti

“Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà. Agli occhi degli stolti parve che morissero, ma essi sono nella pace” (Sapienza 3:1-3).

Frasi attribuite a Sant’Agostino

“La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora”.

“Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dove erano ma sono dovunque noi siamo”.

“Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace”.

“Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza”.

“La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza”.

“A mano Desta” non temiamo la morte come fine, ma come inizio in una nuova vita in Cristo.

Come trovare forza in Gesù nella vita quotidiana

  1. La lode e la preghiera aiutano a mantenere il nostro cuore allineato con il Suo amore, scacciando la paura.
  2. La nostra parte è quella di avere fede negli insegnamenti di Gesù Cristo e di seguirli, lasciando che ci guidino.
  3. Dobbiamo allinearci a Lui stringendo e osservando alleanze.
  4. Dobbiamo perseverare fino alla fine con fede.
  5. Quando ti rivolgi a Dio nei momenti di tentazione, Egli potrà aiutarti a sfuggirle.
  6. Se Lo userai come scudo contro qualsiasi cosa ti capiti, troverai forza nel fatto che Egli può deviare molto di quello che potresti dover affrontare.
  7. Se riponi la tua fiducia in Lui e obbedisci ai Suoi comandamenti, Egli ti darà la Sua forza.

Se ci volgiamo a Lui, confidiamo in Lui, ci aggioghiamo a Lui e ricordiamo di mantenere una prospettiva eterna, Egli ha promesso che non ci abbandonerà mai.

Un po’ alla volta, Egli accrescerà la nostra forza mentre rimuoverà gradualmente le nostre debolezze e, così facendo, ci proteggerà dalla potenza dei nostri nemici, qualunque forma essi possano assumere.

Perciò, mentre affronti un altro giorno, per quanto possa sembrare scoraggiante, ricorda a te stesso ogni mattina e durante il giorno: “Lui ha la situazione sotto controllo! Io no, ma Lui sì!”.

Chiesa evangelica in preghiera

La forte preghiera per chi ha bisogno di un miracolo

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