Aperitivo del missionario: incontro, testimonianza e solidarietà

L’aperitivo missionario è un momento informale di incontro, ascolto e testimonianza, nel quale le esperienze vissute nelle missioni vengono condivise attorno a un tavolo, dopo la celebrazione eucaristica o all’interno di iniziative dedicate alla solidarietà e al dialogo tra culture.

Non è il solito happy hour ma un Aperitivo dell’altro mondo! L’aperitivo: un rito tutto italiano, molto diffuso nella movida milanese, a cui è difficile rinunciare. Se però questo rito si accompagna a un incontro piacevole, ma anche di riflessione… meglio ancora.

Il significato dell’aperitivo missionario

Andare per comprendere Ritrovarsi per raccontare Testimoniare per non dimenticare Forse può essere questa la sequenza e l’essenza dell’iniziativa che si è svolta, durante le domeniche del mese di ottobre dedicato alla Missione, a turno, nelle chiese della nostra Collaborazione oltre che a Villanova dove i Padri Missionari Saveriani svolgono il proprio servizio.

L’aperitivo missionario: si è svolto alla fine della messa sul sagrato, con un calice di vino in segno di convivialità familiare, e dove si sono ritrovati a parlare della propria esperienza, gli amici del Laboratorio di Missione che hanno partecipato ai due viaggi di Agosto e Settembre in Albania.

L’aperitivo è stata l’occasione per testimoniare questa profonda e spirituale esperienza missionaria. Attorno a un tavolo, sarà un po’ come fare il giro tra le diverse realtà del mondo, grazie alle parole di chi ha scelto di «vivere per dono» portando speranza anche in contesti di grande povertà, violenza e disuguaglianza.

Persone riunite per aperitivo missionario

La testimonianza dall’Albania

Una terra e un popolo segnati da un tragico regime comunista perdurato dal 1944 fino al 1991: per volere del dittatore Enver Hoxha, l’Albania è stato proclamato primo stato ateo e per raggiungere questo disumano obiettivo sono stati sterminati, torturati, assassinati molti cristiani e uomini della chiesa cattolica albanese, ortodossa e mussulmana.

La professione di fede in quel periodo è stata vissuta clandestinamente, come brace sotto la cenere. non è morta anche se non doveva esistere. L’impegno dei nostri viaggi vuol essere portatore di speranza, aiuto, fratellanza solidale alle piccole comunità cristiane che stanno risorgendo.

Questa è la missione, questo è il senso del viaggio e l’aperitivo è stata l’occasione per testimoniare questa profonda e spirituale esperienza missionaria.

Speriamo che le parole di papa Wojtyla pronunciate durante la visita in Albania del 1993, possano concretamente diventare bandiera e monito costante per la nostra piccola comunità friulana già avviata all’incontro con il popolo albanese.

“Così, cari albanesi, il vostro dramma deve interessare tutto il continente europeo: è necessario che l’Europa non dimentichi” (Giovanni Paolo II)

Un’esperienza condivisa da comunità e giovani

Siamo un gruppo di cristiani che proveniamo da diverse località del Friuli, ma siamo legati dallo stesso spirito missionario di servizio e aiuto alla vita dell’umanità.

Durante la serata non mancheranno musica, aperitivi, allegria e i racconti delle esperienze vissute da alcuni giovani nelle missioni in Mozambico con i padri Dehoniani e da altri che hanno partecipato al campo di lavoro Io Ci Sto organizzato da Via Scalabrini 3 in Puglia.

Il primo appuntamento è stato UN SUCCESSO… e non sarà da meno il secondo! Vi aspettiamo per riscoprire la bellezza dell’incontro tra culture diverse!!!

Questo appuntamento è inserito nel programma del Festival biblico e in collaborazione con il Centro Universitario, Medici con l’Africa Cuamm e Missionari Comboniani.

Missione Mondo - i giovani della diocesi di Chiavari in missione a Cuba

Incontro, culture e impegno sociale

Il Festival della Missione di Milano (29 e 30 settembre, 1 e 2 ottobre) permetterà anche questo: poter incontrare i missionari non solo negli incontri programmati su specifiche tematiche, ma anche in momenti informali come gli “aperitivi missionari”.

Sono l’originale proposta per “gustare” la gioia di chi ha vissuto o sta vivendo la missione in prima persona, siano essi appartenenti agli istituti missionari, fidei donum, religiosi/e o laici.

Thailandia, Brasile, Costa d’Avorio, Perù, Uganda, Albania, Madagascar, Mozambico, Camerun, Colombia, Sri Lanka, Ucraina, Guinea Bisseau, Paraguay, Mali, Kenya, Argentina, Zambia, Malawi, Venezuela e tanti altri Paesi, testimonianza dell’impegno di donne e uomini in missione in tutti i continenti… anche nelle periferie sociali italiane, che non ci si aspetta.

Nei quattro giorni del Festival, dalle 18 alle 20, diversi bar e bistrot del centro di Milano - aderenti e associati a Epam - accoglieranno per l’aperitivo due missionari e tutti coloro, che, incuriositi, vorranno incontrarli, per dare nuovo slancio alla propria “missione” quotidiana.

Le esperienze missionarie raccontate durante gli incontri

Il Servizio per le Missioni e le Migrazioni della Diocesi di Savona-Noli invita tutti i giovani dai 16 anni in sù all’”Aperitivo Missionario” sabato 16 maggio dalle ore 18 nei locali della Scuola Primaria Paritaria N. S. della Neve, in via Alessandro Manzoni 7.

Sarà un’occasione per conoscere l’esperienza di don Michele Farina, missionario nella Repubblica Centrafricana, e confrontarsi sui temi della solidarietà e della giustizia sociale.

Con il sacerdote finalese saranno presenti ragazzi e ragazze che hanno vissuto in prima persona l’esperienza della missione in Centrafrica e SudAmerica.

Segnata da anni di instabilità politica e conflitti interni, la Repubblica Centrafricana rappresenta una delle missioni più recenti della Provincia Italiana della Società delle Missioni Africane, ente fondato oltre 160 anni fa e presente in numerosi Paesi del continente, dove i missionari italiani si impegnano nella promozione della dignità umana mediante progetti di sviluppo e sostegno alle popolazioni locali.

Don Michele Farina è partito per la Repubblica Centrafricana nel gennaio 2022 come associato alla Società delle Missioni Africane, dopo aver trascorso circa otto anni come “fidei donum” a Cuba e un periodo di servizio nella diocesi ligure.

Attualmente opera a Monasao insieme a padre Davide Camorani, anch’egli missionario SMA. L’”Aperitivo Missionario” si inserisce nel più ampio cammino di animazione missionaria della Diocesi, che da tempo sostiene i propri missionari e promuove tra i giovani la cultura della pace.

Gli aperitivi missionari nei diversi contesti

ContestoCaratteristiche
Comunità parrocchialiIncontro sul sagrato alla fine della messa, con un calice di vino e la condivisione delle esperienze missionarie.
Festival della MissioneIncontri informali con missionari appartenenti a istituti missionari, realtà fidei donum, comunità religiose e mondo laicale.
Università e giovaniMusica, racconti di viaggio, esperienze nei campi di lavoro e confronto tra culture diverse.
DiocesiRiflessione sui temi della solidarietà, della giustizia sociale e della cultura della pace.
Iniziative di solidarietàDegustazioni e incontri collegati al sostegno concreto di popolazioni e famiglie in difficoltà.

Degustazione e solidarietà

Domenica 14 maggio, i Missionari Cappuccini di piazza Cimitero Maggiore offriranno una degustazione gratuita dei prodotti delle terre colpite dal sisma che poi sarà possibile acquistare. Il ricavato servirà a pagare le spese mediche della piccola Giorgia, 4 anni, che rimase 15 ore sepolta sotto le macerie della sua casa.

Domenica 14 maggio dalle 10,30 alle 13,00 e dalle 14,30 alle 17,30, i milanesi sono invitati nel Convento dei Missionari Cappuccini di Piazzale Cimitero Maggiore 5 per un insolito aperitivo: i frati offriranno una degustazione gratuita dei prodotti gastronomici delle aziende dei territori devastati dal sisma - salumi, formaggi e miele della Valnerina - che poi si potranno acquistare per portare un aiuto concreto a una popolazione che stenta a rialzare la testa e si sente lasciata sola.

Sostenere queste aziende contribuisce a salvaguardare il lavoro di famiglie impiegate nel settore. Non solo: per un regalo originale al convento torna l’ ‘Occamissioni’, il mercatino di curiosità etniche e arte povera dove fare veri affari con la certezza che le entrate andranno tutte in beneficenza.

In particolare, i Cappuccini si rivolgono al buon cuore dei milanesi per una famiglia di Pescara del Tronto che versa in gravi difficoltà economiche ed umane: papà e mamma avevano due bimbe e la più grande è morta nel crollo dell’abitazione proteggendo col suo corpo la sorellina Giorgia, di 4 anni, che è rimasta ferita e ora ha bisogno di cure mediche.

Ma ad aggravare la situazione è il fatto che non fossero intestatari della casa, intestata alla nonna, e avessero acceso un mutuo per aiutarla nella ristrutturazione. Ora si trovano a continuare a pagare il mutuo su una casa che è andata distrutta e hanno dovuto cercare un’abitazione in zona più sicura chiedendo un nuovo mutuo.

Ma in particolare sono impegnati ad accompagnare la piccola Giorgia a superare questo trauma.

Luoghi e formule dell’incontro

Alcune iniziative si svolgono in spazi parrocchiali, universitari o diocesani; altre coinvolgono bar, bistrot, musei e centri culturali, mantenendo centrale il dialogo diretto con i missionari.

Il Chiostro Bistrot del Museo diocesano Carlo Maria Martini, un’oasi verde e rilassante nel cuore del centro storico, propone l’aperitivo missionario con i racconti di quattro gruppi di due missionari in abbinamento alla visita alla mostra di Elliot Erwitt «100 fotografie».

Oppure l’aperitivo missionario alla Caffetteria culturale del Centro Pime, da unire al Museo Popoli e Culture, dedicato alla conoscenza delle culture extra-europee, che raccoglie tesori provenienti da tutto il mondo.

INGRESSO LIBERO

Offerta responsabile: - Aperitivo: 2 € - Cicchetto: 2 €

Il valore dell’ascolto e della memoria

L’aperitivo missionario unisce convivialità e responsabilità, creando uno spazio nel quale il racconto personale diventa occasione di conoscenza e il ricordo delle comunità incontrate si trasforma in attenzione concreta.

La missione viene così presentata non soltanto come esperienza di viaggio, ma come impegno di servizio e aiuto alla vita dell’umanità, fondato sull’incontro con persone, comunità e culture diverse.

La condivisione delle testimonianze permette di comprendere realtà segnate da povertà, violenza, disuguaglianza, conflitti o emarginazione, senza separare l’ascolto dalla solidarietà.

In questa prospettiva, ritrovarsi per raccontare significa anche testimoniare per non dimenticare.

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