L’Anno Liturgico è l’anno della Chiesa, ed è la celebrazione della vita di Gesù distribuita nell’arco di un intero anno. Esso si struttura in diversi periodi: centro dell’anno liturgico è il Triduo pasquale, che culmina nella domenica di Pasqua.
L’anno liturgico è formato da 52 settimane, come l’anno civile, ma il suo inizio non coincide con il 1° gennaio e la sua fine non cade il 31 dicembre. Nel Rito Romano inizia con la prima domenica di Avvento, a fine novembre o all’inizio di dicembre, e termina con l’ultima settimana del Tempo Ordinario.
Che cos’è l’anno liturgico
L’immagine più immediata per descrivere l’anno liturgico è quella di un cerchio di 365 giorni sviluppato annualmente attorno a Cristo, sole di verità e di santità. In questo ciclo annuale di giorni la Chiesa distribuisce tutto il mistero di Cristo, dall’Incarnazione e dalla Natività fino all’Ascensione, al giorno di Pentecoste e all’attesa della beata speranza e del ritorno del Signore.
Nel corso dell’anno viene presentato, attraverso le celebrazioni liturgiche, Gesù Cristo, il suo messaggio e la sua vita. Viene presentata anche la Chiesa, attraverso la figura della Vergine Maria e dei Santi, che hanno vissuto in pienezza l’insegnamento di Gesù.
Possiamo dire che l’anno liturgico è il cammino dei cristiani per conoscere e accogliere Gesù nella propria vita. È un vero e proprio cammino di salvezza, perché la Chiesa rende presente il mistero della Redenzione con la sua pienezza di grazia.
Il fondamento: la domenica
La domenica è il fondamento dell’anno liturgico, perché è il giorno della risurrezione di Gesù. I primi cristiani, in questo giorno, celebravano la Pasqua settimanale; per questo la domenica è il giorno del Signore, il giorno dell’Eucaristia.
Questa giornata possiamo chiamarla veramente la “pasqua della settimana”, in cui si fa memoria della passione, della risurrezione e della gloria del Signore Gesù, in cui il Signore passa nella nostra vita per trasformarla, rinnovarla, ricrearla.
Per questo la domenica è il giorno dell’Eucaristia, in cui la Chiesa si riunisce in assemblea attorno alla mensa della parola e del corpo e sangue di Cristo per fare memoria e partecipare nella gioia e nell’azione di grazie alla vittoria del suo Signore.
Secondo la tradizione apostolica, che ha origine dallo stesso giorno della resurrezione di Cristo, la Chiesa celebra il mistero pasquale ogni otto giorni, in quello che si chiama giustamente giorno del Signore o Domenica.
Per questo la domenica è la festa primordiale che deve essere proposta e inculcata alla pietà dei fedeli, in modo che risulti anche giorno di gioia e di riposo dal lavoro. La domenica è il fondamento e il nucleo di tutto l’anno liturgico.
Come è composto l’anno liturgico
L’anno liturgico non si compone propriamente di mesi ma di settimane ed è composto dal “Temporale” e dal “Santorale”. Il Temporale comprende i tempi e le celebrazioni legati ai principali misteri della vita di Cristo, mentre il Santorale comprende i giorni in cui la liturgia celebra la memoria dei Santi.
Il Temporale comprende il ciclo natalizio con i tempi di Avvento e di Natale, il ciclo pasquale con i tempi di Quaresima e di Pasqua, e le 34 domeniche del Tempo Ordinario.
Il Triduo Pasquale, poiché ricorda la passione, morte e risurrezione di Gesù, è il centro e il culmine dell’anno liturgico.
| Tempo liturgico | Significato principale | Colore liturgico |
|---|---|---|
| Avvento | Attesa e preparazione alla venuta del Signore | Viola |
| Natale | Incarnazione e nascita di Gesù | Bianco |
| Tempo Ordinario | Ascolto della Parola e crescita nel discepolato | Verde |
| Quaresima | Conversione e preparazione alla Pasqua | Viola |
| Triduo Pasquale | Passione, morte e risurrezione di Gesù | Viola, rosso e bianco secondo la celebrazione |
| Tempo di Pasqua | Risurrezione, Ascensione e dono dello Spirito Santo | Bianco, rosso a Pentecoste |
La successione dei tempi liturgici
L’anno liturgico prende inizio con il tempo di Avvento, dai primi vespri della prima domenica di Avvento, a fine novembre o all’inizio di dicembre, fino all’ora nona del 24 dicembre.
Segue il tempo di Natale, dai primi vespri del 24 sera fino alla domenica successiva all’Epifania, in cui si celebra la festa del Battesimo di Gesù, ancora a tutti gli effetti tempo di Natale.
Dopo il Battesimo del Signore inizia il primo periodo del Tempo Ordinario, che prosegue dal lunedì seguente fino al martedì sera che precede il Mercoledì delle Ceneri.
Il tempo di Quaresima va dal Mercoledì delle Ceneri al Sabato Santo incluso. Il tempo di Pasqua va dalla Veglia Pasquale alla sera di Pentecoste, mentre la solennità dell’Ascensione è celebrata all’interno del tempo di Pasqua.
Il secondo periodo del Tempo Ordinario va dal lunedì successivo alla Pentecoste fino all’ora nona del sabato che precede la prima domenica di Avvento. In questo periodo ricorrono alcune solennità del Signore: la Santissima Trinità, il Corpus Domini, il Sacro Cuore di Gesù e Cristo Re dell’universo.
Anno liturgico in corso: ciclo B
L’anno liturgico in corso segue il Ciclo B, nel quale il Vangelo principale è quello secondo Marco. Nel ciclo festivo gli anni liturgici sono tre: Anno A, Anno B e Anno C.
| Anno liturgico | Vangelo principale |
|---|---|
| Anno A | Vangelo secondo Matteo |
| Anno B | Vangelo secondo Marco |
| Anno C | Vangelo secondo Luca |
Il Vangelo di Giovanni viene letto nel Tempo di Natale, in Quaresima e nel Tempo di Pasqua. Nel ciclo feriale la lettura evangelica è la stessa tutti gli anni, mentre varia la prima lettura, secondo un ciclo biennale basato sugli anni pari e sugli anni dispari.
Durante l’anno B viene letto il Vangelo di Marco e vengono proposti anche gli ultimi sei capitoli di Giovanni. San Giovanni, che a più riprese compare nella Liturgia della Parola di tutti e tre gli anni, viene proposto in modo particolare durante il tempo della Passione del Signore.
Le principali date dell’anno liturgico in corso
Nel calendario dell’anno liturgico in corso sono indicate le principali celebrazioni e i passaggi tra i diversi tempi della liturgia.
| Celebrazione o periodo | Data |
|---|---|
| Festa della Sacra Famiglia | 28 dicembre 2025 |
| Festa di Maria Madre di Dio | 1 gennaio 2026 |
| Inizio del I Tempo Ordinario | 12 gennaio 2026 |
| Fine del I Tempo Ordinario | 17 febbraio 2026 |
| III Domenica di Quaresima | 8 marzo 2026 |
| Festa della Santissima Trinità | 31 maggio 2026 |
| Inizio del II Tempo Ordinario | 8 giugno 2026 |
| Fine del II Tempo Ordinario | 21 novembre 2026 |
Il ciclo pasquale
La struttura celebrativa che ritma l’anno della Chiesa si è formata gradualmente a partire dal II secolo. Si è partiti dalla festa annuale della Pasqua, per estendersi ai 40 giorni di Quaresima e per proseguire con 50 giorni della Pentecoste.
Il Triduo Pasquale ricorda la Passione, la Morte e la Risurrezione di Gesù e rappresenta il centro e il culmine dell’anno. Esso comprende il Giovedì Santo, il Venerdì Santo e il Sabato Santo, fino alla Veglia Pasquale.
La Domenica delle Palme, con la commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, segna l’inizio della Settimana Santa. Il Giovedì Santo apre il solenne Triduo Pasquale.
In questo giorno si ricorda l’Ultima Cena di Gesù, l’istituzione dell’Eucaristia e il comandamento dell’amore. Il Venerdì Santo si celebra, nella solenne liturgia senza consacrazione, la morte di Cristo in croce.
Il Sabato Santo è giorno aliturgico, dedicato alla meditazione della sepoltura di Cristo. Tutto è proteso verso la notte tra il sabato e la domenica, nella quale si celebra la solenne Veglia Pasquale.

Quaresima
La Quaresima inizia con il Mercoledì delle Ceneri e prosegue per cinque settimane. Nella Quaresima il fedele è invitato a riprendere in mano il suo cammino di conversione al Signore, nella lotta contro il peccato e nel desiderio della santità.
I catecumeni vivono in questo periodo la preparazione immediata al loro Battesimo, che avverrà nella solenne Veglia Pasquale. Il colore liturgico della Quaresima è il viola.
Tempo di Pasqua
La Veglia Pasquale celebra il trionfo di Cristo sulla morte. Inizia con la benedizione del fuoco nuovo, continua con l’annuncio del Vangelo, che è preceduto da sette brani dell’Antico Testamento e da un passo della Lettera ai Romani.
Alla Liturgia della Parola segue la rinnovazione delle promesse battesimali, eseguita da tutti i fedeli, e quindi la Liturgia Eucaristica. La Domenica di Pasqua è accompagnata dalla sua Ottava e la domenica seguente prende il nome di Domenica in Albis.
Quaranta giorni dopo la Pasqua si celebra l’Ascensione di Gesù. La Pentecoste, celebrata al cinquantesimo giorno dalla Pasqua, celebra il dono dello Spirito Santo che fa uscire la Chiesa dal Cenacolo e dà il coraggio di annunciare la Risurrezione di Gesù.
Nel Tempo di Pasqua viene usato il colore liturgico bianco, tranne che per la Pentecoste, per la quale si usa il colore rosso.
Il ciclo natalizio
Avvento
L’anno liturgico inizia con la prima domenica di Avvento, che cade verso la fine di novembre o ai primi di dicembre. Il tempo di Avvento è un periodo di preparazione alla solennità del Natale, nella quale si ricorda la prima venuta del Figlio di Dio fra gli uomini.
Contemporaneamente, l’Avvento è il tempo in cui, attraverso questo ricordo, lo spirito viene guidato all’attesa della seconda venuta del Cristo alla fine dei tempi.
La teologia dell’Avvento ruota attorno a due prospettive principali. Con il termine “adventus”, cioè venuta o arrivo, si intende il ricordo della prima venuta del Signore e anche la sua seconda venuta alla fine dei tempi.
È il tempo in cui vivere la vigilanza e la gioia dell’attesa del Salvatore. La preparazione dell’Avvento culmina con i Primi Vespri della solennità del Natale, la sera del 24 dicembre; con essi si entra nel Tempo di Natale.
Il colore liturgico dell’Avvento è il viola. La III domenica di Avvento può essere usato il colore rosaceo: questa domenica è detta Gaudete, cioè “Gioite”.
Tempo di Natale
Nel Tempo di Natale la Chiesa contempla con Maria il Figlio di Dio fatto uomo. Otto giorni dopo il Natale si celebra la solennità di Maria Santissima Madre di Dio.
Il 6 gennaio si celebra la solennità dell’Epifania. Con la domenica del Battesimo del Signore termina il Tempo di Natale. Il colore liturgico del periodo è il bianco.
Il Tempo Ordinario
Nel Tempo Ordinario la Chiesa ascolta i racconti e gli insegnamenti dei Vangeli. Il fedele cresce nel discepolato di Gesù, lasciando che la sua Parola dia forma nuova a tutti gli aspetti della vita personale e comunitaria.
Dopo la Pentecoste si ritorna alla contemplazione ordinaria del cammino e delle parole del Signore. Verso la fine dell’anno liturgico le tematiche tornano alla parusia e in questo si raccordano con l’inizio dell’Avvento che segue.
L’ultima domenica dell’anno liturgico si celebra Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo. Il colore liturgico del Tempo Ordinario è il verde.
I colori liturgici e il loro significato
I colori liturgici spiegano e orientano nel tempo che si sta vivendo. Sono segnali che fanno capire l’itinerario particolare che si sta percorrendo o la festa che si sta celebrando.
La differenza dei colori nelle vesti liturgiche ha lo scopo di esprimere, anche con mezzi esterni, la caratteristica particolare dei misteri della fede che vengono celebrati e il senso della vita cristiana lungo il corso dell’anno liturgico.
| Colore | Significato | Principali utilizzi |
|---|---|---|
| Viola | Penitenza, conversione, attesa e suffragio | Avvento, Quaresima e liturgia dei defunti |
| Bianco | Risurrezione, purezza e gioia | Natale, Pasqua, celebrazioni del Signore, della Vergine Maria e dei Santi non martiri |
| Verde | Speranza, costanza nel cammino e ascolto perseverante | Tempo Ordinario |
| Rosso | Amore, martirio e dono dello Spirito Santo | Domenica delle Palme, Venerdì Santo, Pentecoste e santi martiri |
| Rosaceo | Gioia e attenuazione del clima penitenziale | III domenica di Avvento e IV domenica di Quaresima |
| Oro | Regalità e solennità | In sostituzione di altri colori, ad eccezione del viola |
| Azzurro | Richiamo al cielo | Celebrazioni riguardanti la Vergine Maria |
Viola
Il colore viola indica penitenza, conversione, attesa e suffragio. Si usa nei tempi di Avvento e di Quaresima e nella liturgia dei defunti; in quest’ultimo caso può anche essere usato il colore nero.
Il viola indica la speranza, l’attesa di incontrare Gesù e lo spirito della penitenza.
Bianco
Il colore bianco significa risurrezione, purezza e gioia. Si usa nel tempo di Natale e nel tempo di Pasqua, nelle celebrazioni del Signore, della Vergine Maria e dei Santi non martiri.
Il bianco viene usato anche nella celebrazione del Battesimo, del Matrimonio e dell’Ordine.
Verde
Il colore verde esprime speranza, costanza nel cammino e ascolto perseverante. Viene usato nel Tempo Ordinario.
Rosso
Il colore rosso indica amore e martirio. Si usa la domenica delle Palme, il Venerdì Santo, la domenica di Pentecoste e nelle celebrazioni dei santi martiri.
Esprime il dono dello Spirito Santo che rende capaci di testimoniare la propria fede anche fino al martirio. Si utilizza anche nella solennità del Sacro Cuore di Gesù e per il sacramento della Cresima.
Rosaceo, oro e azzurro
Il colore rosaceo si può usare la III domenica di Avvento e la IV di Quaresima. Stempera il colore viola interrompendo il clima penitenziale e indica la gioia per la solennità che si avvicina.
La IV domenica di Quaresima è detta Laetare, cioè “Rallegrati”. Il colore oro si usa in sostituzione di tutti i colori ad eccezione del viola, per sottolineare l’importanza di alcune solennità.
L’azzurro non è un vero e proprio colore liturgico, richiama il cielo e può essere usato nelle celebrazioni che riguardano la Vergine Maria.
Le soste liturgiche: solennità, feste e memorie
Quando ricorre una particolare celebrazione si usa genericamente il termine “festa”, ma la liturgia ha tre classificazioni delle celebrazioni secondo la loro importanza: la solennità, la festa e la memoria.
Questi giorni liturgici sono soste che invitano a meditare sui misteri della fede o sulla vita dei santi.
Solennità
Le solennità sono le celebrazioni più importanti e si riferiscono soprattutto a Gesù e a Maria, ma anche ai santi di particolare rilievo, come San Giuseppe, San Giovanni Battista e i Santi Pietro e Paolo.
Feste
Le feste sono le celebrazioni che interessano soprattutto i santi che hanno avuto un particolare ruolo nella storia della Chiesa: gli apostoli, gli evangelisti e i fondatori di ordini religiosi.
Memorie
Le memorie hanno lo scopo di celebrare il ricordo di un santo. La Chiesa propone ogni giorno, nel suo calendario, uno o più santi.
Tridui, novene e ottave
Le solennità e le feste possono avere un tempo di preparazione: il Triduo, tre giorni prima della ricorrenza, e la Novena, nove giorni prima.
I tempi più importanti di preparazione sono il Triduo Pasquale e la Novena di Natale. L’Ottava, invece, comprende gli otto giorni che seguono la festa; la Chiesa celebra con particolare solennità l’Ottava di Natale e l’Ottava di Pasqua.
Maria e i santi nel calendario liturgico
Durante l’anno liturgico la Chiesa celebra momenti particolari in cui i cristiani sono chiamati a meditare su alcune figure che hanno vissuto in pienezza la vocazione cristiana.
Il primo esempio che viene presentato è la Vergine Maria. Per la sua particolare vocazione nella storia della salvezza, accanto a Gesù, suo figlio, è Madre di Dio e Madre della Chiesa ed è presentata come modello di vita cristiana.
La Chiesa ha inserito nel corso dell’anno anche la memoria dei martiri e degli altri santi che, giunti alla perfezione con l’aiuto della multiforme grazia di Dio e già in possesso della salvezza eterna, in cielo cantano a Dio la lode perfetta e intercedono per noi.
I Santi sono presentati dalla Chiesa come esempi da seguire, perché sono modelli viventi di risposta libera e generosa alla chiamata di Dio. Essi sono compagni di viaggio nel cammino dell’anno liturgico.
Il calendario liturgico
I tempi dell’anno liturgico e le diverse celebrazioni liturgiche vissute dalle comunità cristiane sono guidati da uno strumento chiamato “Calendario Liturgico”.
Non solo i preti, ma anche i laici, in particolare coloro che collaborano alla preparazione delle celebrazioni nelle diverse chiese, trovano nel Calendario liturgico uno strumento utile.
Il calendario accompagna con le informazioni necessarie per vivere tutto l’anno in compagnia della Parola di Dio e per una più attenta preparazione alla celebrazione della santa Messa.
Il calendario riporta il grado della celebrazione, cioè solennità, festa, memoria obbligatoria o memoria facoltativa, il santo del giorno, la settimana della Liturgia delle Ore, il colore liturgico e le letture della Messa.
Il significato spirituale dell’anno liturgico
L’anno liturgico è un anno di grazia: il cristiano è chiamato a meditare la Parola e la vita di Gesù e a confrontare con esse la propria vita, convertendosi.
La conversione non è un evento che accade una volta per tutte; è una scelta che deve rinnovarsi ogni giorno perché tutti siamo chiamati alla santità.
Attraverso la celebrazione dei sacri misteri si rendono presenti nell’attualità della Chiesa le azioni di grazia del Signore. Vivendo l’anno liturgico percorriamo spiritualmente i vari momenti della vita di Gesù.
Nel ciclo dell’anno liturgico la Chiesa invita i fedeli alla comprensione delle varie tappe della storia della salvezza e, in particolar modo, dell’evento salvifico di Gesù Cristo: dall’Incarnazione, alla vita pubblica, alla morte e risurrezione, fino all’Ascensione, alla Pentecoste e all’attesa del suo ritorno glorioso.
Catechesi: "Qual è la funzione dell'anno liturgico?"
L’anno liturgico, quindi, è l’anno del cristiano, durante il quale siamo invitati a prendere ogni giorno più coscienza delle meraviglie che Dio opera tra noi, rendendo attuale, nel nostro oggi, la storia della salvezza che Dio ha operato in Cristo, per mezzo dello Spirito Santo.