Amici Miei: il battesimo del Melandri

Il battesimo del Melandri è una delle scene più celebri di Amici Miei: il personaggio interpretato da Gastone Moschin viene costretto dalla sua religiosissima nuova fiamma a vestire i panni di Cristo durante una rievocazione, mentre gli amici trasformano la processione in una spietata goliardata.

Il Melandri (Gastone Moschin) è costretto dalla sua religiosissima nuova fiamma a vestire i panni di Cristo durante una rievocazione. Gli amici, su idea del Necchi (Renzo Montagnani), decidono di rendere la rievocazione più realistica possibile, unendosi alla processione e iniziando a colpire il povero Melandri/Cristo con pietre, sputi e frustate.

Amici Miei battesimo del Melandri

Il Melandri tra passione religiosa e goliardia

Quando ho saputo della morte di Gastone Moschin, mi sono messo a fare un’ideale classifica tra chi fosse il più citato tra gli “amici” che hanno segnato la nostra epoca di ragazzi molto veloci di favella e alla fine piuttosto bischeri: non c’è un vincitore.

Il Melandri è comunque quello con cui ho sentito la maggiore identificazione, preso com’ero in giovane età da certe passioni che parevano inestinguibili e che poi invece si esaurivano per consunzione naturale o per sopravvenuti arrivi.

La rievocazione nasce proprio dall’ennesima passione del Melandri, che cerca di arrivare alla meta attraverso un inatteso afflato religioso. La nuova fiamma, religiosissima, lo convince a partecipare alla rappresentazione nei panni di Cristo.

La scena della rievocazione

E poi quando viene colto da sospetto afflato religioso per arrivare a meta con la nuova passione e si avvia portando la croce al Calvario, frustato senza pietà dagli amici.

Il Melandri/Cristo procede nella processione portando la croce, mentre Necchi e gli altri amici si inseriscono nella rievocazione con l’intenzione di renderla più realistica possibile. La solennità dell’evento viene così travolta da pietre, sputi e frustate.

Gli amici, su idea del Necchi (Renzo Montagnani), decidono di rendere la rievocazione più realistica possibile, unendosi alla processione e iniziando a colpire il povero Melandri/Cristo con pietre, sputi e frustate.

Amici Miei atto II - Il figlio del Perozzi

Il ruolo di Gastone Moschin

Tutti i fiorentini tra i quaranta e i sessanta anni gli devono qualcosa, e non solo a lui.

Era l’ultimo di quegli eroi cinematografici, per me assolutamente inimitabili.

Il Melandri è uno dei personaggi più riconoscibili della saga, capace di unire entusiasmo, ingenuità, ostinazione e disponibilità a lasciarsi trascinare nelle imprese degli amici. La scena del battesimo concentra proprio questi tratti: una nuova passione presentata come definitiva e una goliardata che la ridimensiona senza pietà.

Le altre goliardate di Amici Miei

Paolo e Adelina

Il vedovo Paolo(Alessandro Haber) piange sulla tomba della defunta moglie Adelina, il Sassaroli arriva e fa credere al povero vedovo, dopo una lunga conversazione in cui Paolo tenta di indovinare il legame tra i due, di essere stato l'amante della moglie quando era ancora in vita.

La scena si conclude con il vedovo che se ne va distruggendo fiori e vasi e imprecando contro la moglie morta.

I cinque madrigalisti moderni

Una delle scene più celebri della saga. I cinque amici decidono di esibirsi all'Accademia Polifonica di Arezzo sconvolgendo il pubblico di autorità e fini intenditori con l'esecuzione di un brano dal testo piuttosto sconcio.

Il pubblico, sconvolto, dà vita a una vera e propria protesta, che costringe i nostri “cinque madrigalisti moderni” a darsela a gambe.

Il servizio torri

I quattro, arrivati con un furgone davanti alla torre di Pisa, convincono i turisti dell'imminente crollo della torre, i numerosi visitatori vengono così messi al lavoro per tentare di salvare l'edificio.

Quando sta per sopraggiungere la Polizia, chiamata dai passanti, scappano a bordo del furgone del “servizio torri” che viene subito reso irriconoscibile attraverso alcune trasformazioni.

Il professor Sassaroli e il mondo degli “amici”

Due scene memorabili: quando chiede al fantastico professor Sassaroli il permesso di portargli via la moglie e quello non solo gliela cede volentieri (“ho sofferto, ho sofferto come un cane per tre quarti d’ora…”), ma gli ammolla pure l’antipaticissima figliolanza, il cane enorme e la governante tedesca

Il rapporto tra i personaggi della saga si fonda su beffe, provocazioni e improvvise inversioni di ruolo. Il Melandri, anche quando sembra guidato da una passione inattaccabile, finisce per diventare il bersaglio ideale degli amici.

La rievocazione del Calvario porta questa dinamica all’estremo: la sua aspirazione a conquistare la nuova passione viene trasformata in una rappresentazione comica, nella quale gli amici non gli risparmiano nessuna umiliazione.

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