L’Altare delle 13 are è il principale complesso sacro dell’antica Lavinium, oggi nell’area di Pratica di Mare, tra Anzio e Pomezia, dove le scoperte archeologiche hanno confermato l’importanza del centro religioso legato alle origini mitiche di Roma. Il santuario comprende tredici monumentali altari di tufo, l’edificio delle cerimonie, resti di fornaci per la produzione di oggetti votivi e altri importanti manufatti archeologici.
Il percorso, collegato al già visitabile Museo archeologico Lavinium, tocca l’Heroon di Enea, un tumulo di circa 18 m di diametro (VII secolo a.C.), identificato come la sepoltura di Enea a partire da una leggenda ripresa da Cassio Dione, Dionigi di Alicarnasso e altri, e l’area sacra vera e propria, un contesto arcaico monumentale scoperto negli anni ’50 che ha fornito molti materiali votivi in terracotta esposti al museo e dove scavi più recenti hanno rivelato un 14esimo altare, oggi restaurato e visibile anch’esso.

Lavinium e le origini di Roma
Le scoperte archeologiche confermano l’importanza di Lavinium, l’area dove sbarcò l’eroe troiano, il luogo dove ebbe inizio la grandezza di Roma. Il punto dove la leggenda vuole che Enea sia sbarcato, dopo anni di peregrinazioni, per obbedire al destino che lo voleva fondatore di una stirpe che avrebbe dominato il mondo.
L’eroe troiano creò Lavinium, suo figlio Ascanio Alba Longa. Importanti scoperte archeologiche confermerebbero almeno in parte questi avvenimenti leggendari. Lavinium, oggi conosciuta come località di mare Lavinio-Lido, tra Anzio e Pomezia, divenne la città da cui trae origine Roma.
Recenti scavi hanno portato alla luce resti di qualche secolo posteriori ma ugualmente collegati a quei “fatti”. Il mare, allora, nel VI sec. a. C., era molto più vicino. Oggi l’antica acropoli è ai piedi del borgo di Pratica di Mare, su un terreno che i principi Borghese continuano a coltivare, preservandolo dagli scempi edilizi.
Qui ci sarebbe anche l’ipotetica tomba dell’eroe troiano, che è stata trovata ed è in fase di studio. L’Istituto di Topografia antica della Sapienza scava da quasi 50 anni e aveva già stabilito che i 13 altari ritrovati negli anni 60 erano intitolati alle città della Lega Latina, Lega che Roma riuscì a neutralizzare nel IV secolo a.C. solo grazie alla stipula di un patto.
Il santuario e i tredici altari
Su queste are si svolgevano i riti propiziatori per le alleanze e la prosperità delle città della Lega, come Norma o Fidene. Nell’edificio arcaico invece i sacerdoti facevano sacrifici di animali e banchetti religiosi.
«Lavinium, sottolinea la soprintendente Alfonsina Russo, è un importantissimo centro religioso antico all’interno della tenuta dei principi Borghese a Pratica di Mare, un complesso fondamentale per la conoscenza del Latium Vetus, con i suoi 13 monumentali altari di tufo, rossi in origine, eretti tra il VI e il IV sec.a.C., l’edificio delle cerimonie e i resti di due fornaci per la produzione di oggetti votivi».
Il complesso urbanistico era imponente per l’epoca. C’erano le fornaci per realizzare gli ex voto e, poco lontano, una sorgente d’acqua. L’heròon di Enea, con le are, il santuario di Minerva con oltre 100 statue di terracotta, il foro della città e i suoi templi con le mura e le tombe.
Lavinium così assume un’importanza incredibile nella storia delle origini Roma.
| Elemento archeologico | Caratteristiche |
|---|---|
| 13 altari | Monumentali altari di tufo, rossi in origine, eretti tra il VI e il IV sec.a.C. |
| 14esimo altare | Rivelato da scavi più recenti, oggi restaurato e visibile |
| Heroon di Enea | Tumulo di circa 18 m di diametro, datato al VII secolo a.C. |
| Edificio arcaico | Luogo di sacrifici di animali e banchetti religiosi |
| Fornaci | Strutture per la produzione di oggetti votivi |
| Santuario di Minerva | Oltre 100 statue di terracotta |
Il percorso di visita
Il percorso, collegato al già visitabile Museo archeologico Lavinium, tocca l’Heroon di Enea, un tumulo di circa 18 m di diametro (VII secolo a.C.), identificato come la sepoltura di Enea a partire da una leggenda ripresa da Cassio Dione, Dionigi di Alicarnasso e altri, e l’area sacra vera e propria, un contesto arcaico monumentale scoperto negli anni ’50 che ha fornito molti materiali votivi in terracotta esposti al museo e dove scavi più recenti hanno rivelato un 14esimo altare, oggi restaurato e visibile anch’esso.
L’area degli altari è inserita in un più ampio sistema archeologico che comprende l’Heroon di Enea, il santuario di Minerva, il foro della città, i templi, le mura, le tombe, l’edificio arcaico, le fornaci e una sorgente d’acqua.
Appuntamento: ore 10.00 davanti al Centro Commerciale “16 pini” di Pomezia/Torvaianica. Guida: Dr.ssa Loretta Buonamico.
Interventi di valorizzazione e conservazione
Si propongono alcuni interventi nell'area dell'antica Lavinium finalizzati alla valorizzazione complessiva dei manufatti antichi esistenti attraverso manutenzione degli elementi degradati e ammalorati, gestione del verde e restauro delle superfici archeologiche. Obiettivo è la riqualificazione di un sito altamente degradato a causa di una manutenzione discontinua.
Manutenzione degli edifici e delle strutture
Il capanno servizi (toilette, luogo per i cd. servizi aggiuntivi) risulta non utilizzabile e in stato di degrado. Se ne propone la demolizione assieme alla cisterna, ammalorata, sul retro.
Data l’esposizione diretta agli agenti atmosferici e la vicinanza al mare, gli elementi lignei e metallici che costituiscono la struttura delle coperture delle emergenze presentano degradi derivanti dal mancato trattamento continuativo sulle superfici.
Si propone la rimozione dei depositi incoerenti e l’applicazione di un trattamento antiruggine per gli elementi metallici, raschiatura e verniciatura degli elementi lignei previo trattamento con prodotti nutritivi su tutte le componenti strutturali oggetto di revisione delle coperture e smaltimento fotovoltaico.
Nel tempo si sono venute a creare lacune nelle maglie delle reti anti volatili che ne hanno consentito l’accesso e il conseguente danneggiamento dei tufi. Se ne propone la riparazione ed eventuale sostituzione delle porzioni ammalorate.
E' presente una depressione antropica non antica e non più funzionale al controllo delle acque reflue delimitata da una recinzione lignea fatiscente. Si prevede la colmatura della depressione e la rimozione e smaltimento della recinzione.
Questa recinzione che corre lungo tutto il perimetro dell’area (escludendo quella dove sorge il cd. Heroon) risulta rovinata in superficie, disconnessa e lacunosa. Se ne propone la rimozione e rifacimento della stessa.
Coperture e impianto fotovoltaico
Il fotovoltaico non è più funzionante ed in degrado. Degrado della guaina per le coperture delle aule piccole, fornaci e XIV altare, consumata e slabbrata in più punti a causa degli agenti atmosferici e dei rimaneggiamenti. Disconnessione e degrado delle grondaie.
Demolizione, rimozione e smaltimento dello strato impermeabilizzante ammalorato e del fotovoltaico e successivo ripristino del pacchetto copertura.
Verde e superfici archeologiche
Gli interventi comprendono la manutenzione del verde dell’area archeologica e il restauro delle strutture archeologiche al di sotto delle coperture sia esistenti (B, C, E, F) sia che saranno oggetto di sostituzione e/o nuova realizzazione (A e D).
La pulitura dei depositi superficiali e la rimozione della vegetazione infestante riguardano le strutture archeologiche sottoposte alle coperture esistenti e quelle interessate dalla sostituzione o dalla nuova realizzazione delle coperture.
Conservazione dell’area archeologica
Gli interventi previsti mirano a proteggere i manufatti dalle infiltrazioni, dall’azione degli agenti atmosferici, dalla vegetazione infestante e dal deterioramento degli elementi di copertura e di delimitazione.
La revisione delle strutture lignee e metalliche, la riparazione delle reti anti volatili, il rifacimento della recinzione, la manutenzione del verde e la pulitura delle superfici archeologiche concorrono alla tutela delle emergenze presenti nell’area degli altari.
Sarà il Comune di Pomezia a farsi carico di organizzare e gestire la fruizione pubblica dell’area, anche grazie al mecenatismo di Johnson&Johnson.