Adorazione eucaristica delle Clarisse: preghiera, silenzio e vita contemplativa

L’adorazione eucaristica delle Clarisse nasce dal cuore della vita contemplativa e trova nell’Eucaristia il centro della preghiera personale e comunitaria. La presenza di Gesù nel Santissimo Sacramento sostiene una vita ritmata dalla liturgia, dal silenzio, dal lavoro, dalla fraternità e dall’orazione continua.

Nella chiesa delle Clarisse si svolge quotidianamente l’Adorazione Eucaristica, e sono molte le persone che si fermano davanti a Gesù Eucaristia per unirsi alla preghiera comunitaria o per un momento di preghiera personale. È un’occasione preziosa per una pausa rilassante e al contempo tonificante per rinnovare il proprio rapporto con il Signore.

Il monastero delle Clarisse e la preghiera continua

Un ulteriore segno di preghiera e di raccoglimento in questo luogo mariano è rappresentato dal monastero delle Sorelle Povere di Santa Chiara, conosciute con il nome di Clarisse, votate alla vita contemplativa, nell’orazione continua. Il monastero, progettato dall’architetto don Carlo Rulfo, si trova a pochi passi dal Santuario Regina Montis Regalis, sulla costa della collina che sale verso Vicoforte.

Inaugurato nel 1966, esso è casa di grazia e di misericordia. Collegato spiritualmente al Santuario vi si canta la laus perennis della Chiesa.

La vita delle Sorelle Povere di Santa Chiara è una vita ritmata da preghiera, lavoro e vita fraterna. La vita di preghiera ha al cuore e al centro di tutto l’Eucarestia e l’adorazione eucaristica e la Liturgia delle Ore.

Il significato dell’adorazione davanti al Santissimo Sacramento

“Se il cristianesimo deve distinguersi, nel nostro tempo, soprattutto per la preghiera, come non sentire un rinnovato bisogno di trattenersi in adorazione davanti a Cristo presente nel Santissimo Sacramento? Quante volte ho fatto questa esperienza e ne ho tratto forza, consolazione, sostegno” (Giovanni Paolo II).

Adorare significa sostare davanti a Cristo presente nell’Eucaristia con tutto il cuore, affidandosi a lui anche quando non si avverte nulla. Il tempo dell’adorazione non dipende soltanto da ciò che si riesce a dire o a comprendere, ma dalla disponibilità a rimanere alla presenza del Signore.

“Il Re Baldovino, che passava ore davanti al S. Sacramento esposto, racconta con semplici parole quello che viveva: “Era quasi sempre difficile restare immobile a contemplare Dio nel silenzio e nell’aridità della fede. Bisogna mettere la propria anima di fronte al sole di Dio e non aver paura di perdere tempo nella cappella, anche se non si sente nulla. Bisogna lasciare al sole il tempo di abbronzarci, e questo richiede un po’ di pazienza!” (Buttet, pag.309).

Ricordati che il grano non fa lunghi discorsi per maturare in turgida spiga: sta davanti al sole. Così ciò che conta è il cuore che sta davanti a Dio, felice di essere lì, di passare del tempo con Lui, che è la Vita.

Adorare con la fede eucaristica

Adoro te devote (sec. SecoloXIII).

Adóro te devóte, latens Déitas,
quae sub his figúris vere látitas:
tibi se cor meum totum súbjicit,
quia te contémplans totum déficit.

O memoriále mortis Dómini,
Panis vivus vitam praestans hómini,
praesta meae menti de te vívere,
et te illi semper dulce sápere.

Jesu quem velátum nunc auspício,
oro fiat illud quod tam sítio:
ut, te reveláta cernens fácie,
visu sim beátus tuae glóriae.

Ti adoro devotamente, o Dio nascosto, davvero presente sotto questi segni: il mio cuore a te tutto si affida perché, contemplandoti, tutto viene meno. O memoriale della morte del Signore, pane vivo che dà la vita all’uomo, fa’ che il mio spirito viva di te e abbia sempre il dolce gusto di te. Oh Gesù, che velato ora osservo, che tu possa dissetare la mia sete di te: affinché, scoperto il tuo volto, possa essere beato contemplando la tua gloria.

Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo, qui in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero e ti benediciamo perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

Clarisse in adorazione davanti all’Eucaristia

Il dialogo con Gesù durante l’adorazione

Molti chiedono: “Come occupare il tempo dell’Adorazione?… Cosa fare?… Cosa dire?”. Si possono suggerire due passi: il dialogo e l’ascolto.

Il Signore Gesù è lì per te: aprigli il cuore, confidandogli quello che senti e che vivi. Non c’è cosa che non gli stia a cuore di te: affidagli le preoccupazioni, i desideri, i dubbi, le fatiche, persino i peccati.

Lui sa comprenderci benissimo, perché ha sperimentato la fragilità della nostra condizione facendosi uomo e, tornando al Padre, ha voluto assicurarci che sarebbe stato con noi «tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). E lo è davvero, in modo particolare attraverso l’ostia consacrata, un piccolo pezzo di pane che è il riassunto vivente di tutto l’amore di Dio per l’uomo.

Il passo del dialogo non termina qui, perché si completa con il ricordo degli altri: le persone che ti sono care, quelle che sai essere in difficoltà materiali o spirituali, e allungando il passo si arriva a tutti quei fratelli e sorelle sofferenti e provati dei quattro angoli della terra.

Il silenzio e l’ascolto del Signore

Una volta che hai finito di parlare, passa un po’ di tempo ad ascoltare il Signore: è il secondo passo. La voce del Signore non si sente con le orecchie del corpo, ma con quelle del cuore, e questo richiede un certo allenamento a stare davanti a Gesù, anche solo semplicemente guardandolo e lasciandosi guardare da lui, come diceva il curato d’Ars.

Oltre a S. Giovanni Maria Vianney, tanti altri ne hanno fatto esperienza, e ce lo testimoniano, come, per esempio, Carlo Carretto, che dopo tanti anni spesi nell’insegnamento e nell’impegno in Azione Cattolica, a 42 entrò a far parte della congregazione religiosa dei Piccoli Fratelli di Gesù, fondata dal beato Charles de Foucauld.

In uno dei suoi scritti dice: «Ho puntato per giorni e giorni gli occhi su questo pane, ho vissuto per settimane in grotte nel deserto con quest’unica Presenza e sempre, sempre, lui mi ha detto nella fede: “Sono qui, non temere”. “Sono qui e ti amo”. “Non aver paura dell’oscurità, sii bambino davanti alle mie parole”».

Lasciamoci interpellare dall’invito di Gesù: «Il Padre cerca tali adoratori» (Gv 4,23), e cerchiamo nelle nostre giornate un po’ di tempo per dialogare ed ascoltarlo.

Come preparare l’adorazione eucaristica

Si tratta di indicazioni, per cui la prima cosa da portarsi nel cuore è una grande libertà e una grande serenità. Se è vero che tu cerchi Gesù, è molto più vero che Lui cerca te e ti aspetta per un incontro che diventi un abbraccio.

Tantissime sono le modalità per vivere bene l’Adorazione: sono legate all’età, alla condizione di vita, alla situazione del momento, allo stato d’animo, … al tempo! Un conto è essere da soli, un conto in gruppo o in comunità.

L’Adorazione va preparata: se la lasci al caso, rischi di sciuparla. Prepararla significa alimentare il cuore con l’attesa e il desiderio, mantenere la fedeltà all’impegno, per esempio essendo puntuali, e scegliere una modalità che potrà restare uguale a lungo o variare più spesso.

Abitualmente vivo l’adorazione settimanale preparando l’Eucarestia della domenica, leggendomi le letture o una lettura. Prego con un salmo scelto in precedenza.

La settimana in cui mi confesso, dedico il tempo dell’adorazione nel prepararmi alla confessione. Se ho un problema con una persona, dedico il tempo dell’adorazione a chiedere il dono della carità e della riconciliazione.

Possibili intenzioni per il tempo di adorazione

  • Ringraziare per i doni della settimana.
  • Leggere un brano di Vangelo scelto in precedenza.
  • Pregare per delle persone in particolare, come i giovani dell’Oratorio, i malati della Parrocchia, la famiglia, la classe o gli alunni.
  • Adorare in silenzio Gesù Eucaristia.
  • Ripetere lentamente delle espressioni tratte dalla Parola di Dio.

Tra le espressioni da ripetere lentamente possono esserci: Io sono la Via, la Verità, la Vita; Non sono venuto per essere servito, ma per servire; Pregate sempre, senza stancarvi mai; Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi.

Si possono inoltre pregare l’inno alla carità della Prima Lettera ai Corinzi, Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, Padre, nelle tue mani affido la mia vita, Sulla tua parola getterò le reti e Padre, conservali nell’unità.

Altre invocazioni sono: Padre, per Gesù donami lo Spirito Santo; Il Signore è il mio Pastore, non manco di nulla; Eterna è la tua misericordia; Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna; Io credo, Signore! Sostieni la mia debolezza; Nulla è impossibile a Dio; Signore Gesù, abbi pietà di me che sono un peccatore.

Scrivere, meditare e custodire ciò che nasce nella preghiera

Trovo molto utile scrivere ogni tanto qualche riflessione, una preghiera su un quadernetto: favorisce la concentrazione e lo si può riprendere a casa, in viaggio.

La scrittura può aiutare a raccogliere i pensieri, a riconoscere le domande che emergono nel silenzio e a custodire le intuizioni maturate davanti all’Eucaristia.

Un’ora di adorazione in quattro momenti

Tanti anni fa mi era stato suggerito di dividere l’ora di adorazione in quattro parti di un quarto d’ora ciascuna: si iniziava con la richiesta di perdono, poi si passava alla preghiera di offerta e di domanda e si concludeva con il ringraziamento.

Come vedi, si tratta di ricalcare i vari momenti tipici della celebrazione eucaristica e questa formula ha il vantaggio di essere semplice e varia allo stesso tempo.

MomentoAtteggiamento della preghiera
Primo quarto d’oraRichiesta di perdono
Secondo quarto d’oraPreghiera di offerta
Terzo quarto d’oraPreghiera di domanda
Quarto quarto d’oraRingraziamento

L’invocazione dello Spirito Santo

Dare spazio alla preghiera allo Spirito Santo: adorare è fare esperienza della paternità di Dio e quindi è scoprire nella gioia l’essere figli. È lo Spirito Santo che ci assicura che siamo figli e che ci permette di pregare da figli, gridando in noi “Padre” (Romani 8,15).

Gesù ci invita a chiedere lo Spirito Santo. Rileggi il capitolo 11 del Vangelo di Luca: un anonimo discepolo domanda a Gesù di insegnar loro a pregare e nasce così la preghiera del Padre nostro.

Poi Gesù continua e racconta una parabola per invitarli ad una preghiera accanita, testarda, cocciuta, che non si rassegna e conclude: “Se vostro figlio vi chiede un pesce, voi gli darete un serpente? Oppure se vi chiede un uovo, voi gli darete uno scorpione? Dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli. A maggior ragione Dio, vostro Padre, darà lo Spirito Santo a quelli che glielo domandano!” (Luca 11,11-13).

Ti suggerisco una preghiera: Padre per Gesù donami, donaci, lo Spirito Santo. Presenta tre caratteristiche: è una preghiera trinitaria, chiede nel nome di Gesù, come è richiesto nel Vangelo, e chiede la cosa più importante e preziosa, l’unica necessaria: lo Spirito Santo.

Chiudi la tua adorazione con le parole che il sacerdote dice al termine della preghiera eucaristica: “Per Cristo, con Cristo, in Cristo a Te, Dio, Padre Onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli! AMEN!”.

Il tempo dell’adorazione

Scegli il giorno della settimana in cui hai la certezza di avere uno spazio libero per l’adorazione. All’inizio punta a mezz’ora e a poco a poco cerca di arrivare a un’ora di adorazione.

Se rifletti un attimo ti accorgi che è proprio poco; direi che è il minimo. Fatti i conti in tasca e pensa a quanto tempo passi davanti alla TV, al computer fuori dal lavoro; quanto tempo dedichi agli amici, al divertimento, allo sport; a Dio un’ora alla settimana!

Se riesci, punta al mattino presto, quando c’è ancora la quiete. “…al mattino Ti cerco!”. Segnati questo “appuntamento” sull’agenda e circonda questo tempo di filo spinato ad alta tensione: “Chi tocca i fili muore!”, cioè questo tempo non si tocca, è già occupato.

Non vendere quest’ora a nessuno e vedrai quante tentazioni arriveranno! Se hai un rendez-vous con una persona importante, fai di tutto per non mancare e arrivi puntuale. E con Dio?

Dicevo a Dio: “Signore, dammi il fervore e io ti darò tutto il tempo che vuoi per la preghiera”. Nel mio cuore trovai la risposta: “Dammi il tuo tempo e io ti darò tutto il fervore che vuoi nella preghiera” (R. Cantalamessa, 2005, 28).

Il luogo dell’adorazione

L’ideale è stare davanti al Tabernacolo, in una cappella silenziosa, fuori dall’orario di funzioni religiose. La presenza di Gesù Eucaristia dà all’adorazione una dimensione unica.

Come ripiego, ti consiglio un posto in casa tua, tranquillo, non disturbato da telefono, cellulare. So di alcuni giovani che nella loro cameretta hanno costruito l’angolo di Dio, cioè un piccolo spazio con un cuscino per inginocchiarsi, un’icona o un Crocifisso e lì accanto la Parola di Dio.

Ci può stare un fiore o una candela. Non è necessario essere monaci, cioè separati da tutto per essere uniti a tutti, per vivere l’intimità con Dio.

Per quelli che non dispongono di uno spazio per vivere tale intimità con Dio, c’è sempre quella che s. Caterina da Siena chiamava la “cella interiore”. È questo luogo segreto dove, in mezzo alle mille occupazioni e incontri esteriori, ci si incontra con l’Amato della nostra anima.

Dio cerca oggi questi chiostri ambulanti, questi tabernacoli mobili. Cerca uomini e donne, laici e gente impegnata nella vita trepidante del mondo, che abitano nonostante tutto “il grande silenzio interiore”, intrattenendosi con Lui a ogni ora del giorno e della notte.

La giornata delle Clarisse

La giornata delle Clarisse inizia con la preghiera e si sviluppa attraverso la celebrazione eucaristica, la meditazione, la liturgia delle Ore, il lavoro, lo studio personale, il Rosario, l’adorazione eucaristica, i Vespri, la ricreazione comunitaria e la Compieta.

OraMomento della giornata
Ore 5.30Sveglia
Ore 6.00Lodi
Ore 6.45Celebrazione Eucaristica
Ore 7.20Meditazione, Lectio divina personale
Ore 8.30Ufficio delle Letture e Ora Terza, segue la colazione
Dalle ore 9.30 alle ore 12.00 e dalle 16.00 alle 17.00Lavori di comune utilità
Ore 12.15Ora Sesta seguita dal pranzo
Ore 15.00Ora Nona e tempo di studio personale o lavoro
Ore 17.15Rosario e Adorazione eucaristica
Ore 18.30Vespri seguiti dalla cena
Ore 20.00Tempo di ricreazione comunitaria
Ore 20.45Compieta

La vita di preghiera ha al cuore e al centro di tutto l’Eucarestia e l’adorazione eucaristica e la Liturgia delle Ore, ma assume anche alcune caratteristiche proprie di questa Terra, memoria del QUI dove si sono compiuti tutti i misteri del Signore.

Il giovedì sera, in comunione con i frati della Basilica del Getsemani, abbiamo un’Hora sancta di adorazione. Il venerdì anche noi celebriamo la via Crucis del Signore, in comunione con i frati che la ripercorrono lungo la Via Dolorosa; e la sera facciamo una condivisione della Parola, nella Terra stessa della Parola.

Alcune caratteristiche anche del volto internazionale della nostra fraternità: celebriamo il rosario nelle diverse lingue di provenienza delle sorelle e del paese in cui abbiamo la grazia di vivere, cioè arabo, ebraico, francese, italiano e spagnolo.

La celebrazione del Vespro e il Tantum ergo

Adorazione silenziosa

Celebrazione del Vespro

Tantum ergo (Haydin).

Tantum ergo Sacraméntum venerémur cérnui:
et antícuum documéntum novo cedat rítui:
praestet fides suppleméntum sénsuum deféctui.

Genitóri, Genitóque laus et jubilátio,
salus, hónor, virtus quoque sit et benedíctio:
procedénti ab utróque cómpar sit laudátio.

Così gran Sacramento dunque adoriamo consapevolmente, ceda la vecchia Legge al nuovo sacrificio. Supplisca la fede al difetto dei sensi.

Al Padre e al Figlio lode e giubilo, salute, potenza, e benedizione. A Colui che procede da ambedue, pari gloria e onore sia.

Quarantore e momenti comunitari di adorazione

Dal 14 al 16 marzo nella Cappella del Crocifisso verranno celebrate le Quarantore secondo il seguente orario: ore 15.30: S. Messa ed esposizione dell’Eucarestia; ore 18.00: Vespri e benedizione eucaristica.

Le Quarantore esprimono in forma prolungata il desiderio della Chiesa di sostare davanti all’Eucaristia, unendo la celebrazione della Messa, l’esposizione del Sacramento, la preghiera dei Vespri e la benedizione eucaristica.

La preghiera delle Clarisse aperta alla comunità

Le Sorelle Clarisse di Bra organizzano veglie di preghiera e momenti di Adorazione Eucaristica a cui tutti sono invitati.

Non è la sola iniziativa promossa da queste vivaci monache di clausura. «Un’iniziativa che abbiamo ripreso sono “I sabati della parola”. Un momento di lectio divina».

Il monastero delle Clarisse di Bra si apre ai giovani e lancia una serie di incontri. L’obiettivo è ascoltare «le grandi domande di vita che ci sono nel cuore».

La preghiera comunitaria delle Clarisse non è separata dalla preghiera della Chiesa e dalle necessità del mondo. L’adorazione diventa intercessione, ascolto, affidamento e invocazione per le persone care, per chi vive situazioni di sofferenza e per tutti i fratelli e le sorelle.

Adorazione, santità e vita cristiana

Oggi da più parti ci giunge il richiamo ad una vita cristiana e religiosa più autentica, più generosa. ”Non esito a dire che la prospettiva in cui deve porsi tutto il cammino pastorale è quello della santità!” ammoniva Giovanni Paolo II.

L’adorazione è una via privilegiata per ancorarsi a Gesù e con Lui camminare verso le mete esigenti della vita cristiana e religiosa. “Senza di me non potete fare nulla”, ma con Lui tutto diventa possibile.

Il segreto, semplicissimo, è di cominciare subito e di restare fedeli. Ti adoro mio Dio!

Rimani Qui, Gesù – Adorazione Eucaristica per la Pace Interiore | Catholic Ambient Prayer

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