L’ospitalità presso l’Abbazia di Farfa si articola in due realtà: la foresteria monastica benedettina, situata dentro la clausura e riservata agli uomini, e la casa di accoglienza delle Suore dell’Ordine del SS. Salvatore di Santa Brigida, pensata soprattutto per gruppi più numerosi e per chi desidera trascorrere alcuni giorni di riposo, preghiera e riflessione.
La mensa delle suore appartiene dunque all’esperienza di accoglienza della Casa di Santa Brigida, dove il soggiorno può comprendere la prima colazione e, su richiesta, anche il pranzo o la cena presso la struttura. Il contesto è quello dell’antico complesso monastico di Farfa, luogo di pace, storia e spiritualità nel cuore della Sabina.
L’accoglienza monastica a Farfa
Accoglienza Monastica: presenza di Cristo. Mistero di salvezza.
Tutti gli ospiti che giungono al Monastero siano accolti come Cristo, poiché un giorno Egli dirà: Ero forestiero e mi avete ospitato Regola di S.Benedetto 53,1.
È proprio del carisma benedettino l'accoglienza degli ospiti. Nell'ospite è Cristo stesso che si presenta nella comunità monastica. Il volto del Signore è impresso in ogni persona che viene tra noi, che vuole incontrarci e camminare con noi.
La comunità monastica si distingue per una accoglienza semplice, ma dignitosa, per la discrezione e il venire incontro alle necessità e ai bisogni dell'ospite. Un'accoglienza che diventa carità, che apre il cuore a tutti coloro che bussano alla porta del monastero.
Chi apre il cuore a Cristo non soltanto comprende il mistero della propria esistenza, ma anche quello della propria vocazione e matura splendidi frutti di grazia.
La foresteria benedettina e la casa delle suore
Il luogo dove l'ospite viene accolto è la foresteria monastica, dentro la clausura, dove si ospitano solo uomini: sacerdoti, religiosi e chiunque intenda trascorrere alcuni giorni di ritiro spirituale, partecipando alla vita della comunità monastica.
Per gruppi più numerosi e per un piacevole soggiorno a Farfa, si può contattare la Comunità delle Suore dell'Ordine del SS. Salvatore di Santa Brigida. Le Suore Brigidine, con spirito di carità e di servizio, gestiscono una casa di accoglienza in un'ala del monastero.
Il primo scopo della Casa è l’ospitalità, per offrire l’opportunità di una pausa di ritiro e di preghiera a coloro che volessero trovare un luogo di pace e di spiritualità, all’ombra del monastero.

La mensa delle suore: pranzo e cena durante il soggiorno
La prenotazione delle stanze include la prima colazione; su richiesta è possibile includere sia il pranzo che la cena presso la nostra struttura.
La possibilità di consumare un pasto presso la casa di accoglienza consente di vivere il soggiorno in modo più completo, senza separare il tempo del riposo da quello della preghiera e della permanenza nel complesso monastico.
| Servizio | Condizioni |
|---|---|
| Prima colazione | Inclusa nella prenotazione delle stanze |
| Pranzo | Disponibile su richiesta presso la struttura |
| Cena | Disponibile su richiesta presso la struttura |
| Pasto | Un pasto, pranzo o cena, per 1 pax |
Camere disponibili nella casa di accoglienza
Camera singola
Caratteristiche: docciabagno privato, asciugamani, saponette, shampoo, riscaldamento, wi-fi gratuito, telefono, scrivania. Trattamento: prima colazione inclusa.
Camera doppia
Caratteristiche: bagno privato, asciugamani, saponette, shampoo, riscaldamento, wi-fi gratuito, telefono, scrivania. Trattamento: prima colazione inclusa.
La struttura offre quindi soluzioni adatte sia a chi viaggia individualmente sia a chi condivide il soggiorno, mantenendo i servizi essenziali per una permanenza confortevole e raccolta.
La Casa di Santa Brigida a Farfa
BENVENUTI NELLA CASA DI SANTA BRIGIDA
La nostra casa è situata nell'ameno paese di Farfa. Fra i monti della Sabina, attorniato da colline boscose, vigneti e uliveti, a circa un'ora di macchina da Roma, in direzione nord-est, e circa alla medesima distanza dall'Aereporto di Fiumicino.
Il centro si trova in un edificio all'interno di un grande complesso che, sin dal primo medioevo, formava parte di un importante Monastero Benedettino, per secoli uno dei più importanti centri monastici della storia occidentale.
La tranquillità del luogo, lontano dall'inquinamento della città che ha mantenuto la struttura dei secoli passati, crea un clima invitante al riposo del corpo e soprattutto dello spirito.

Il passaggio di Santa Brigida a Farfa
Verso il monastero Benedettino di Farfa, nell'estate del 1350, Brigida diresse i suoi passi, su esortazione di Cristo che le aveva detto: “Va’ a Farfa, una camera è pronta per te!”.
Probabilmente seguì la stessa strada del pio Tomaso di Maurienne (monaco dell'Ordine di San Colombano, che morì a Farfa nel 720, dopo aver rifondato l'Abbazia di Farfa e della quale fu il primo abate); come lui, Brigida aveva seguito prima la Via Salaria e quindi il passo dei Quattro Venti.
Ma non ebbe bisogno di domandar la via. La possente torre dell'abbazia si scorgeva da lontano.
Giunse là con maestro Petrus Olai e altri che erano soliti accompagnarla, e si fece annunziare. Riteneva di trovar posto per sé e per il seguito nella vasta foresteria del monastero.
Ma venne messa alla porta. L'abate Arnoldo le mandò a dire: «Non abbiamo l'abitudine di alloggiare donne in monastero. Però se volete dormire nel ripostiglio, potete accomodarvi».
Un ripostiglio situato in una costruzione esterna, dove il portinaio teneva i suoi arnesi: ecco la camera che le era stata preparata!
«Proprio così, le disse Cristo mentre stava pregando, prima tu hai vissuto in case lussuose e in sontuosi palazzi, ora devi sperimentare che cosa i miei santi hanno dovuto sopportare nelle loro caverne» (Processus, 49; Extrav. 97).
Brigida accettò la lezione e rimase nel capanno primitivo (Extrav. 97).
In ricordo di questa escursione mal riuscita, abbiamo alcune belle rivelazioni su san Benedetto e la sua opera (III: 20-21).
Quella notte non chiuse occhio. In quel periodo farfense le visioni si susseguirono alle visioni e il maestro Petrus dovette vegliare e scrivere ininterrottamente.
In ricordo di questa escursione, se così possiamo dire, mal riuscita, abbiamo alcune belle rivelazioni su san Benedetto e la sua opera (Riv. III, 20-21), ed una rivelazione sul perché l’abate di Farfa di quel tempo poteva essere paragonato ad un angelo caduto (Riv. III, 22).
Dopo ciò, Brigida si fermò ancora a Farfa, non fece subito ritorno a Roma e intanto nella città eterna arrivava come pellegrina dalla Svezia la sua figlia diciottenne Katarina, che raggiungeva la madre a Farfa.
Alcune settimane dopo, poiché la figlia voleva ritornare in Svezia, Brigida fu avvertita in una visione di consigliarla di rimanere. Brigida le disse con le parole di Cristo: «Di' a questa fanciulla, figlia tua, che ora ella è diventata vedova. Ed Io ho deciso che dovrà stare presso di te, poiché Mi prenderò personalmente cura di lei» (Riv. VI: 118).
Il ritorno delle Suore Brigidine
Dopo oltre 6 secoli, nel 1987, per un disegno della Provvidenza, le Suore di santa Brigida e della Santa Madre Elisabetta Hesselblad sono tornate a Farfa, seguendo le orme della grande Madre.
Abbiamo voluto porci in questo luogo, segnato dalla sua memoria, al servizio di Dio, della Chiesa e dei fedeli, nel ricordo della sunnominata sosta di Santa Brigida e dare vita a un Centro spirituale, dove tutti e in particolare i pellegrini svedesi, possano trovare un aiuto e un sollievo dello spirito.
Le Suore perciò cercano di vivere la vocazione religiosa brigidina in spirito di comunione e di servizio a tutti e di collaborazione ecclesiale.
Fu costruita una Cappella nel territorio di Castelnuovo, proprio sui ruderi dell’antico “ripostiglio” o “capanno”, dove Santa Brigida aveva trovato posto nel periodo in cui si trovò a Farfa.
Quei ruderi, sopravvissero alle intemperie dei secoli successivi, e nel 2007 furono portati a termine i lavori per la costruzione della Cappella, che è ora luogo di culto per i gruppi che frequentano la Casa e per quanti desiderano recarsi sulle orme di Santa Brigida.
Nel corso di questi anni, le suore hanno continuato a pregare e a lavorare in questo luogo e il ricordo della figura di Santa Brigida è andato sempre più crescendo; nel 1993 il Santo Papa Giovanni Paolo II, visitando la Diocesi di Sabina-Poggio Mirteto, il 19 marzo, si fermò a Farfa, dove benedisse una statua di Santa Brigida.
La statua è posta sul piazzale antistante la Cappella delle Suore, presso la foresteria del monastero.
Farfa, monumento nazionale e luogo di spiritualità
Monumento nazionale, patrimonio di cultura, arte e spiritualità
Abbazia Benedettina di Santa Maria di Farfa. "Iste est quem tibi promiseram locus"
Nel cuore dell'antica terra Sabina, ai piedi del monte Acuziano, in un'atmosfera di mistico silenzio, che avvolge anche il caratteristico Borgo che la circonda, sorge la storica Abbazia di Farfa, immersa nel fascino di una natura verdeggiante e sorridente, nella fresca aria mattutina che si respira intorno, riscaldata da un dolce sole i cui raggi oltrepassano i rami degli alberi, prima di giungervi.
L'Abbazia di Farfa, il borgo e la Biblioteca sono luoghi pieni di fascino e bellezza.
La vita monastica e la preghiera
Il segnale dell'opera di Dio
Sia cura dell'abate annunziare egli stesso, di giorno e di notte, l'Opera di Dio, oppure dia questo incarico a un fratello puntuale, perché tutto si faccia all'ora dovuta.
La permanenza a Farfa può essere vissuta come un tempo di silenzio, meditazione e partecipazione alla vita della comunità monastica, secondo il ritmo della preghiera, dello studio e del lavoro.
Vecchi e fanciulli
Sebbene la stessa umana natura è da sè compassionevole verso queste età, dei vecchi, cioè, e dei fanciulli; pure anche l'autorità della Regola è utile che vi provveda.
Abbiasi sempre mente alla loro debolezza, e per nessun modo si applichi ad essi la strettezza della Regola circa il cibo; ma si usi loro un riguardo di compassione, e non si stia alle ore stabilite.
Una testimonianza sull’esperienza di ritiro
Nel congedarmi dai Fratelli dopo una settimana di riflessione, di meditazione e di preghiera nel silenzio, desidero innanzitutto ringraziare il Rev.mo Padre Priore e con lui tutti gli altri per l'accoglienza ricevuta in questo luogo sacro ricco di storia e di memoria.
Non è un ringraziamento formale, ma profondamente sentito. Sono stati giorni di distacco dal mondo, ma in verità di riflessione e di pensieri sul mondo, il quale spesso non comprende come e perché ci si possa allontanare da esso e restare in solitudine nella preghiera e nella ricerca del sacro.
E invece, nonostante l'incomprensione del mondo e talvolta il dileggio se non lo scherno per la vita monastica, questa è forse la salvezza del mondo stesso, esterno a queste mura e tuttavia presente.
Fino a quando ci sarà un solo giusto la città non verrà distrutta e coltivare la giustizia è forse il compito principale di chi vive nella preghiera, nello studio, nel lavoro e nella ricerca di Dio.
Grazie ancora a tutti voi.