Eremi d’Abruzzo: mappa dei luoghi di culto nella Majella e nei parchi regionali

Gli eremi d’Abruzzo sono distribuiti soprattutto nel Parco Nazionale della Majella e nelle aree montane circostanti, spesso incastonati nella roccia, immersi in gole, valloni e boschi. La mappa comprende luoghi di culto, grotte, abbazie e complessi rupestri appartenenti alle province dell’Aquila, Chieti e Pescara.

Tra i principali eremi da visitare figurano Sant’Onofrio al Morrone presso Sulmona, San Giovanni all’Orfento, San Bartolomeo in Legio, Santo Spirito a Majella, San Venanzio e l’Abbazia di San Martino in Valle. Molti di questi luoghi sono collegati dal Sentiero dello Spirito, un itinerario di circa 70 chilometri percorribile in 4 o 5 tappe.

Mappa degli eremi d’Abruzzo per provincia

La distribuzione degli eremi segue principalmente i rilievi della Majella, del Morrone e delle principali gole dell’Abruzzo interno. Le località sono spesso raggiungibili attraverso sentieri immersi in ambienti naturali selvaggi, con diversi livelli di difficoltà.

ProvinciaEremi, grotte e complessi rupestri
L’AquilaGrotta Sant’Angelo a Balsorano; Eremo di Sant’Antonio a Pescocostanzo; Eremo di San Domenico; Eremo di Sant’Egidio; Eremo di San Germano; Eremo della Madonna di Coccia; Eremo di Santa Maria del Cauto; Eremo di San Michele Arcangelo a Pescocostanzo; Eremo di Sant’Onofrio al Morrone; Eremo di San Venanzio
ChietiGrotta Sant’Angelo a Lama dei Peligni; Grotta Sant’Angelo a Palombaro; Eremo della Madonna dell’Altare
PescaraGrotta Sant’Angelo a Lettomanoppello; Eremo di San Bartolomeo in Legio; Eremo di San Giovanni all’Orfento; Complesso rupestre di San Liberatore a Majella; Tombe rupestri di San Liberatore a Majella; Eremo di Sant’Onofrio a Serramonacesca; Eremo di Sant’Onofrio all’Orfento; Eremo di Santo Spirito a Majella
TeramoNel materiale disponibile non sono indicati eremi specifici per la provincia di Teramo.
Mappa degli eremi d’Abruzzo

Perché gli eremi si trovano nella Majella

Piccoli, nascosti, incastonati nella roccia ma sempre circondati da una natura viva e pressoché incontaminata: sono gli eremi della Majella, luoghi di culto secolari, costruiti a mano dai primi uomini di fede approdati in Abruzzo ancor prima dell’anno mille.

Il Parco Nazionale della Majella non è soltanto luogo magico di escursioni, sciate, lunghe camminate nella natura o arrampicate sulla roccia viva. Il parco è infatti fortemente legato alla storia millenaria del suo territorio, fatto di piccoli borghi dalla storia secolare, abbarbicati sui fianchi dei monti.

Grazie alla vicinanza con Roma, gli uomini di fede, provenienti anche dal lontano Oriente, scelsero questi luoghi per le proprie opere di cristianizzazione. Molti decisero poi di ritirarsi sulle pendici più remote dei monti abruzzesi per seguire una vita di preghiera e meditazione.

Fu così che tra il XI ed il XVII sorsero circa un centinaio di eremi in tutta la regione, venti dei quali si trovano oggi all’interno del Parco Nazionale.

Le peculiarità del territorio della Majella, l’asprezza dei caratteri morfologici e l’imponenza delle cime delle montagne hanno da sempre associato a questo territorio l’immagine di un’area selvaggia, difficile da abitare.

Questo ambiente, che da sempre ha accolto piccole comunità di agricoltori e soprattutto pastori sparsi nel territorio intorno a chiese ed abbazie, ha costituito l’humus ideale per eremiti e mistici che si sono insediati nelle aree più impervie e isolate della montagna, lontano dagli uomini, in preghiera e contemplazione di Dio, immersi in questi grandi spazi naturali selvaggi.

Le testimonianze di questa particolare presenza religiosa, dei rapporti profondi e della venerazione che questi asceti hanno impresso nella cultura delle comunità locali, sono molteplici ed ancora oggi le tracce di questo passato sono diffuse e vive tra la gente della Majella e dell’Abruzzo interno.

Il Sentiero dello Spirito

La maggior parte degli eremi sono infatti collegati tra di loro dal Sentiero dello Spirito, un lungo itinerario di 70 chilometri che si possono percorrere in 4 o 5 tappe studiato per far ammirare questi luoghi della fede senza mai dover lasciare i sentieri del Parco.

Muovendoci per lo più sul Sentiero dello Spirito, comprenderemo perché gli eremi della Majella Occidentale è stata scelta da Pietro da Morrone: qui i paesaggi e gli ambienti si manifestano in tutto il loro fulgore con pareti rocciose che diventano imponenti fino a divenire veri e propri canyon; con l’acqua che scorre abbondante in fiumi e torrenti cristallini, a garantire costantemente linfa vitale per la flora e la fauna.

Lungo il percorso ci affacceremo sulle valli, lì dove volteggia l’aquila che ha scelto di nidificare fra le sue pareti.

All’interno degli eremi scopriremo una delle opere più avanzate di ingegneria idraulica del XIII secolo d.C. e proveremo ad immaginare come fosse la struttura dell’eremo quando era ancora abitato dai monaci celestini.

I cinque eremi principali della Majella

Eremo di Sant’Onofrio al Morrone

Il nostro viaggio comincia da Sulmona, e più precisamente dalla frazione Badia. La strada, via Badia, sale fino ad un parcheggio: da qui comincia un breve sentiero che porta all’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone, letteralmente incollato alla roccia.

Questo eremo fu abitazione di San Pietro del Morrone, che lo restaurò alla fine del 1200 per trasferirvisi prima di diventare Papa con il nome di Celestino V. Dal suo lungo terrazzo si può ammirare la città di Sulmona e la grande abbazia di S. Spirito, che fu la prima sede dell’ordine Celestiniano.

A pochi chilometri dall’Eremo di Sant’Onofrio, sul Sentiero dello Spirito, c’è anche il piccolo Eremo di S. Croce al Morrone, un piccolo edificio rettangolare a navata unica che rappresenta uno dei luoghi di culto più selvaggi del parco.

Questo eremo si trova sul monte Morrone, vicino alla città di Sulmona. È dedicato a Sant’Onofrio, un eremita del IV secolo, e offre una vista spettacolare sulla valle sottostante e sulle montagne circostanti.

Eremo di Sant’Onofrio al Morrone

Eremo di San Giovanni all’Orfento

Sempre sul Sentiero dello Spirito, a 1.227 metri sorge l’Eremo di San Giovanni. Questo è sicuramente uno dei luoghi religiosi più suggestivi dell’intero Parco, in quanto è difficile capire dove finisca la grotta, dentro cui è costruito, e dove inizi l’Eremo.

Dopo una piccola gradinata si giunge al suo ingresso, decisamente fuori dal comune: per entrare e accedere alla cavità bisogna infatti sdraiarsi a terra e strisciare per 2-3 metri sulla roccia!

Celestino V abitò quasi 9 anni in questo luogo magico, insieme a pochi discepoli.

Eremo di San Bartolomeo in Legio

Dal borgo di Roccamorice, sul versante pescarese della Majella, si possono raggiungere facilmente due degli eremi più belli del parco. Il primo è una vera e propria opera d’arte scavata nella roccia, risalente al 1275 e abitato fino al 1320.

Dalla strada provinciale 22 di Passo Lanciano, si stacca una piccola strada secondaria che porta al Ristorante “Macchie di Coco”. Qui un bel sentiero porta fino alle scalette d’ingresso dell’Eremo, con 15 minuti di cammino.

Dalla piccola chiesa, costruita nel cuore della roccia del Vallone di S. Spirito, si può proseguire verso la Valle Giumentina o continuare verso il prossimo luogo di culto.

Situato nel Parco Nazionale della Majella, questo eremo si trova su uno sperone roccioso a circa 1.400 metri di altezza. È raggiungibile attraverso un sentiero che offre viste panoramiche mozzafiato sulla valle sottostante.

Eremo di Santo Spirito a Majella

Continuando il cammino lungo il Vallone di S. Spirito, dai 610 metri di San Bartolomeo in Legio, si sale fino ai 1.130 dell’Eremo di S. Spirito a Majella.

Fondato sempre da Celestino V, questa struttura fu abitata fino agli inizi dell’800. S. Spirito è raggiungibile anche da Roccamorice tramite una strada asfaltata.

Anch’esso situato nel Parco Nazionale della Majella, questo eremo risale al XIII secolo ed è uno dei più antichi della regione, fondato da Pietro da Morrone, poi divenuto papa Celestino V.

Si trova in una posizione remota e offre un rifugio tranquillo per i visitatori in cerca di contemplazione e spiritualità.

Eremo di Santo Spirito a Majella

Abbazia di San Martino in Valle

Lasciando il Sentiero dello Spirito e spostandosi sul versante orientale del Parco, presso il paese di Fara San Martino, sorgono le rovine del più antico dei nostri eremi: l’Abbazia di San Martino in Valle.

Costruito nel IX secolo all’imbocco del Vallone di Fara, questa costruzione benedettina rivide la luce solo nel 2009, a seguito di lunghi lavori di scavo.

Dal piccolo centro abitato sono sufficienti una decina di minuti di cammino per raggiungere i resti dell’abbazia. Seguendo le indicazioni per le spettacolari Gole di San Martino, si prosegue lungo un vero e proprio canyon scavato nella roccia, in fondo a cui si riconosce l’antico luogo di culto.

Altri eremi e luoghi rupestri da individuare sulla mappa

Questi sono solo alcuni esempi degli eremi che punteggiano il paesaggio dell’Abruzzo. Ognuno di essi ha la propria storia e il proprio fascino unico, offrendo ai visitatori l’opportunità di esplorare la ricca tradizione spirituale e culturale della regione e soprattutto i parchi nazionali regionali e nazionali dove essi sorgono.

  • Grotta Sant’Angelo a Balsorano
  • Eremo di Sant’Antonio a Pescocostanzo
  • Eremo di San Domenico
  • Eremo di Sant’Egidio
  • Eremo di San Germano
  • Eremo della Madonna di Coccia
  • Eremo di Santa Maria del Cauto
  • Eremo di San Michele Arcangelo a Pescocostanzo
  • Eremo di San Venanzio
  • Grotta Sant’Angelo a Lama dei Peligni
  • Grotta Sant’Angelo a Palombaro
  • Eremo della Madonna dell’Altare
  • Grotta Sant’Angelo a Lettomanoppello
  • Complesso rupestre di San Liberatore a Majella
  • Tombe rupestri di San Liberatore a Majella
  • Eremo di Sant’Onofrio a Serramonacesca
  • Eremo di Sant’Onofrio all’Orfento
  • Santo Spirito del Morrone
  • Eremo di San Pietro del Morrone
  • Eremo di Sant’Angelo di Lama dei Peligni
  • Eremo di Sant’Angelo di Lettomanoppello
  • Eremo di Sant’Angelo di Palombaro
  • Eremo di San Liberatore a Majella
  • Eremo di San Michele di Pescocostanzo
  • Eremo di Sant’Onofrio dell’Orfento

Architettura e rapporto con l’ambiente

Molte delle strutture degli eremi Abruzzesi hanno caratteristiche in comune: sono costruite con materiali naturali ed edificate spesso nella roccia della Majella, presentando un’architettura semplice e rustica di chiara impronta romanica.

Questo stile architettonico si integra bene con l’ambiente circostante e riflette lo stile di vita austero dei monaci eremiti.

Gli eremi d’Abruzzo sono molto apprezzati dagli amanti della montagna. Sono escursioni che spesso non richiedono una particolare esigenza fisica come preparazione.

Le caratteristiche dei percorsi sono diverse: alcuni sentieri sono comodi, mentre altri richiedono maggiore attenzione e impegno. Le passeggiate permettono di osservare le bellezze d’Abruzzo, i borghi della Majella, le pareti rocciose e gli ambienti naturali del parco.

Gli itinerari sono ideali per fotografi e appassionati, perché alternano architetture rupestri, vallate, canyon, boschi, corsi d’acqua e panorami montani.

Celestino V e la storia eremitica della Majella

La figura più emblematica è stata senza ombra di dubbio Pietro Angelerio, noto come Pietro da Morrone, eremita e poi divenuto Papa con il nome di Celestino V.

Le tracce di questo passato nel Parco Nazionale della Majella, gli insediamenti eremitici e monastici ancora perfettamente conservati ed inseriti nel contesto ambientale selvaggio che si è mantenuto simile a quello originale dell’epoca, le tradizioni e le manifestazioni religiose restano ad imprimere in maniera impressionante l’immagine di questi territori.

Questi luoghi possono essere fruiti da un visitatore consapevole, offrendo una chiave di lettura forte e profonda del territorio.

Gli eremi più belli del parco della Maiella, Abruzzo: Santo Spirito e San Bartolomeo in Legio

Come leggere la mappa durante l’escursione

La mappa degli eremi d’Abruzzo può essere organizzata secondo tre principali aree di visita: il Morrone e Sulmona, il versante occidentale della Majella con Roccamorice e l’Orfento, e il versante orientale con Fara San Martino.

  1. Area di Sulmona e del Morrone: comprende soprattutto l’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone e l’Eremo di S. Croce al Morrone.
  2. Area di Roccamorice e del Vallone di S. Spirito: comprende San Bartolomeo in Legio e Santo Spirito a Majella.
  3. Area dell’Orfento: comprende San Giovanni all’Orfento e Sant’Onofrio all’Orfento.
  4. Area di Fara San Martino: comprende l’Abbazia di San Martino in Valle e l’accesso alle Gole di San Martino.
  5. Altre aree abruzzesi: comprendono le grotte, le chiese rupestri e gli eremi distribuiti nelle province dell’Aquila, Chieti e Pescara.

La maggior parte degli eremi sono collegati tra di loro dal Sentiero dello Spirito, ma alcuni luoghi indicati nella mappa appartengono a itinerari differenti e devono essere considerati come visite separate.

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