Baldovino nacque a Exeter, non si sa in quale anno; fu ordinato prete e nominato arcidiacono da Bartolomeo, vescovo di Exeter. Si fece quindi monaco cisterciense nell'abbazia di Ford nel Devonshire ed entro un anno ne divenne abate.
Il 10 agosto 1180 fu eletto vescovo di Worcester; il 16 dicembre 1184 fu dai vescovi della provincia nominato successore di Riccardo, arcivescovo di Canterbury. La sua elezione rinnovò gravi contrasti, perché i monaci di Christ Church a Canterbury sostenevano che spettasse loro la nomina dell'arcivescovo.
L'elezione all'arcivescovado di Canterbury
I monaci di Christ Church a Canterbury elessero prima l'abate di Battle, poi Teobaldo, vescovo d'Ostia. Intervenne il re Enrico II, che persuase i monaci ad accettare l'eletto dei vescovi, col patto che per l'avvenire questi non potessero più immischiarsi nell'elezione: e così Baldovino fu intronizzato nella sua sede.
Egli stesso tuttavia si trovò subito in contrasto con i monaci, che voleva riformare, e con Urbano III, che, parteggiando per i monaci, cercò d'infrenare con una serie di provvedimenti l'attività di Baldovino. Morto Urbano III, Enrico II stette apertamente con l'arcivescovo, tuttavia si riuscì a fare un compromesso con i monaci.
L'attività ecclesiastica in Inghilterra
Dopo aver provveduto a molte nomine nell'assemblea del clero inglese a Egenesham, nel maggio 1186, Baldovino si portò a visitare il paese di Galles nel 1187, dove nessun arcivescovo era mai stato. La visita rappresentò anche l'occasione per un'intensa attività pastorale e di predicazione.
L'11 febbraio 1188, all'udire la notizia della presa di Gerusalemme per opera di Saladino, prese la croce nel sinodo di Seddington, Northampton, e nella quaresima predicò la crociata nel Galles. Di ritorno da questa predicazione, Baldovino fu inviato in Francia per procurare la pace con il re Filippo Augusto, giacché le discordie con il re d'Inghilterra impedivano la crociata.
Fu presso Enrico II durante la sua ultima malattia, e sembra esercitasse influenza su di lui. Morto Enrico il 6 luglio 1189, Baldovino coronò solennemente suo figlio Riccardo Cuor di Leone.
Concili e controversie ecclesiastiche
Baldovino presiedette a un nuovo concilio tenuto nell'abbazia cisterciense di Pipewell, nella contea di Northampton, il 15 settembre 1189, dove furono nominati vescovi, abati e decani. In quella circostanza protestò contro la nomina di Goffredo, figlio di Enrico II e vescovo di Lincoln, all'arcivescovato di York, perché Goffredo non voleva ricevere da lui la consacrazione, com'era consuetudine.
Prevenendo il suo re, Baldovino tenne un nuovo concilio a Westminster e poi partì per la crociata nel marzo 1190, insieme con Uberto, vescovo di Salisbury e altri, provvedendo a sue spese per 200 cavalieri e 300 fanti.
La partenza per la crociata
| Avvenimento | Data o circostanza |
|---|---|
| Presa della croce | 11 febbraio 1188 |
| Partenza per la crociata | Marzo 1190 |
| Forze provviste a proprie spese | 200 cavalieri e 300 fanti |
| Arrivo a Tiro | 16 settembre |
| Arrivo a San Giovanni d'Acri | 12 ottobre |
| Morte | 19 novembre |
Baldovino giungeva a Tiro il 16 settembre e il 12 ottobre a San Giovanni d'Acri, dove i cristiani tenevano assediate nella città le truppe di Saladino. L'arcivescovo partecipò così direttamente alla fase decisiva della campagna crociata in Terrasanta.

Il ruolo nella crisi dinastica del regno di Gerusalemme
Essendo malato gravemente il patriarca, Baldovino, quale suo vicegerente, si oppose all'adultero matrimonio di Isabella, moglie di Enfrido di Toron ed erede del regno di Gerusalemme, con Corrado, marchese di Monferrato, sebbene quel matrimonio fosse benedetto dal vescovo di Beauvais.
Baldovino scomunicò le parti contraenti e consenzienti. La sua opposizione si inseriva nella responsabilità ecclesiastica assunta durante l'assenza o la malattia del patriarca e riguardava una questione direttamente connessa alla successione e agli equilibri politici del regno di Gerusalemme.
La morte durante l'assedio di Acri
Prima dell'assalto crociato del 12 novembre Baldovino assolse e benedì le truppe, inviò i suoi soldati sotto la bandiera di San Tommaso, suo predecessore, e rimase alla guardia del campo insieme con Federico di Svevia e Teobaldo di Blois.
Egli morì di peste pochi giorni dopo, il 19 novembre, lasciando quanto possedeva per la liberazione della Palestina e specialmente per il mantenimento di un corpo di truppe a custodia del campo, e nominando suo esecutore il vescovo Uberto.
Le opere
Baldovino lasciò alcune opere, delle quali le più importanti sono i due trattati De commendatione fidei e De sacramento altaris, pubblicati in B. Tissier, Biblioth. Patrum Cisterciensium, V, e nel Migne, Patrologia Latina, CCIV.
Un libro penitenziale e alcune prediche si conservano inedite nella Lambeth Library. La sua produzione comprende quindi testi di carattere teologico, liturgico e pastorale, accanto agli scritti rimasti manoscritti.
Profilo storico ed ecclesiastico
La vita di Baldovino unì l'esperienza monastica cisterciense, il governo episcopale, la riforma del clero, la partecipazione ai concili e l'impegno nella crociata. Dalla sua elezione a Canterbury fino alla morte ad Acri, egli fu coinvolto nei principali conflitti tra autorità ecclesiastiche, monarchia inglese e comunità monastiche.
La sua attività si sviluppò inoltre in un periodo segnato dalle tensioni tra la Chiesa e i sovrani, dalle controversie sulle nomine episcopali e dalla mobilitazione militare e religiosa suscitata dalla caduta di Gerusalemme.