Santa Cecilia in Trastevere durante la Vigilia pasquale

La Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, in Piazza di Santa Cecilia 22, è un luogo di culto antichissimo sorto, secondo la tradizione, sulla casa della martire Cecilia, e rappresenta una delle chiese più importanti del quartiere per storia, arte e vita liturgica. Durante la Vigilia pasquale, la basilica offre un contesto particolarmente significativo per vivere la celebrazione cristiana della Pasqua, tra memorie del martirio, mosaici medievali, opere scultoree e ambienti sotterranei legati alle origini dell’edificio.

Per partecipare alla Vigilia pasquale è opportuno verificare direttamente con la basilica l’orario della celebrazione, perché gli orari delle funzioni possono subire variazioni. La basilica è indicata in Piazza di Santa Cecilia 22 e il numero di telefono riportato per le informazioni è 06 5899289.

La Basilica di Santa Cecilia in Trastevere

Il Titulus Caeciliae, corrispondente oggi alla basilica di Santa Cecilia in Trastevere, è un luogo di culto antichissimo attestato già nel V secolo, eretto sul sito della domus della nobile romana Cecilia, dove ella subì il martirio a causa della sua fede. La tradizione vuole che la chiesa sia stata edificata nel V secolo sulla casa della martire Cecilia, uccisa al tempo di Marco Aurelio, intorno al 220.

La Basilica di Santa Cecilia, patrona dei musicisti, sorge sulla casa familiare della nobile Cecilia, martirizzata intorno al 230 d.C. Titulus Ceaciliae già nel V secolo, l’edificio divenne basilica primitiva nel VI secolo, grazie a San Gregorio Magno.

All'inizio del IX secolo papa Pasquale I fece ricostruire la chiesa in forma basilicale sul luogo dell'antico titulus e vi traslò le reliquie della martire. Secondo una leggenda, la santa apparve a Papa Pasquale I, rivelandogli il punto esatto dove era sepolto il suo corpo, mai stato ritrovato; il Pontefice, nel IX secolo d.C., lo fece traslare e fece erigere la chiesa in forma basilicale sul luogo della precedente.

Santa Cecilia e il significato della Vigilia pasquale

La donna, rea di aver tentato di convertire il marito Valeriano e il fratello Tiburzio, secondo la tradizione, fu suppliziata per tre giorni nel calidarium, nei sotterranei della chiesa; scaduto il terzo giorno, non ancora soffocata dai vapori caldissimi, i suoi aguzzini la decapitarono. La Legenda Aurea vuole che Papa Urbano I, testimone del supplizio, seppellì il corpo della martire tra quelli dei vescovi e consacrò la casa trasformandola in una chiesa.

La memoria del martirio di Santa Cecilia conferisce alla celebrazione pasquale un particolare rilievo: la basilica conserva il ricordo di una fede testimoniata fino alla morte e di una comunità cristiana radicata nella Roma antica. La celebrazione della Vigilia pasquale si inserisce così in un luogo segnato dal rapporto tra morte, sepoltura, memoria dei martiri e annuncio della vita nuova.

Accanto a questa sala è il Balneum dove secondo la tradizione antica sarebbe avvenuto il martirio di Santa Cecilia. Variazioni ulteriori furono apportate con l'uso cristiano dell'immobile nei secoli successivi: un vano con una vasca circolare fu trasformato in un battistero esagonale rivestito di marmo.

La storia architettonica della chiesa

La struttura originaria a pianta basilicale fu ampliata nei secoli successivi: vicino alla chiesa sorse un monastero dedicato a santa Cecilia e a sant'Agata. Tra il XII e il XIII secolo, fu aggiunta la costruzione del chiostro, dell’atrio e del campanile.

Papa Pasquale II fece realizzare nel XII secolo il campanile, oggi leggermente pendente, e il portico, e nella seconda metà del XIII Pietro Cavallini vi affrescò il celebre Giudizio universale, mentre Arnolfo di Cambio eresse il ciborio nel 1293. Ricostruita totalmente da papa Pasquale I, tra XII e XIII secolo fu dotata di portico, campanile, convento e chiostro.

All'inizio del Settecento il cardinale Francesco Acquaviva d'Aragona commissionò a Ferdinando Fuga la sistemazione dell'esterno come oggi lo vediamo, con lo scenografico ingresso e il nome del cardinale stesso ben in vista; furono realizzati nuovi ambienti destinati ai sacerdoti e alle suore francescane e benedettine. La basilica fu in parte trasformata dai restauri successivi, soprattutto da quello del cardinale Francesco Acquaviva nel ‘700, che chiamò Ferdinando Fuga al quale si deve il monumentale prospetto sulla piazza.

A partire dal XVI secolo, la basilica fu continuamente restaurata, rispettivamente, per cura dei cardinali Giacomo Doria e Francesco Acquaviva, con l’aggiunta dell'ingresso monumentale settecentesco che conserva le antiche colonne di granito rosa e di marmo africano, a opera di Ferdinando Fuga. Nel 1830, per motivi di statica, le antiche colonne della navata colonne vennero chiuse dentro robusti pilastri di mattoni, e gli archi furono ribassati per renderli più forti.

Il ritrovamento del corpo e la statua di Stefano Maderno

Durante i lavori di ristrutturazione condotti nel 1599 dal cardinale titolare della basilica Paolo Emilio Sfondrati, la tomba della santa fu aperta e venne ritrovato il suo corpo perfettamente conservato, vestito di bianco e con il segno delle ferite sul collo. Il fatto fu considerato miracoloso tanto che anche papa Clemente VIII si recò sul luogo per verificarlo.

Lo scultore Stefano Maderno realizzò allora la statua della santa così com'era stata ritrovata: la meravigliosa opera in marmo pario, oggi esposta sotto l'altare maggiore, testimonia l'accaduto. A Stefano Maderno fu dato l'incarico di realizzare una statua in marmo, riproducendo l’esatta posizione in cui fu ritrovato il corpo della Santa.

Sotto l’altare è posta la celebre statua di Santa Cecilia di Stefano Maderno, realizzata nel 1600. La scultura costituisce uno dei principali punti di riferimento della basilica e concentra in un’unica immagine la memoria del martirio, il ritrovamento del corpo e la venerazione della santa.

Le opere d’arte da vedere durante la visita

L’interno, diviso in tre navate, presenta sulla volta l’affresco con l’Apoteosi di Santa Cecilia di Sebastiano Conca, del 1727, ma è nel presbiterio che si concentrano i maggiori capolavori. Il ciborio in marmi neri e bianchi è opera gotica, firmata, di Arnolfo di Cambio, del 1293.

Nel catino absidale, il mosaico del IX secolo rappresenta il Redentore benedicente con i santi Paolo, Cecilia, Pietro, Valeriano e Agata insieme al Papa Pasquale I raffigurato con il modellino della chiesa. In controfacciata si trova il Giudizio Universale di Pietro Cavallini, realizzato alla fine del XIII secolo e riscoperto nel 1900.

Il ciborio di Arnolfo di Cambio, il mosaico absidale, l’affresco di Cavallini e la statua di Maderno formano un percorso artistico che accompagna la visita della basilica e ne rende leggibile la lunga stratificazione storica. Al centro del cortile vi è un cantharus, un grande vaso romano.

Interno Basilica Santa Cecilia mosaico abside

Gli ambienti sotterranei e la domus romana

Nei sotterranei della chiesa sono stati riportati alla luce alcuni ambienti riferibili a un impianto termale e ad abitazioni antiche di cui rimangono i pavimenti a mosaico bianco e nero. Nel sotterraneo estremamente suggestivo visiteremo gli ambienti di una antica domus del II secolo a.C. con ricche decorazioni e ripercorreremo la sequenza dei lavori successivi che portarono la struttura ad essere trasformata in insula.

L'insula poggia in gran parte su murature preesistenti: il cortile si trova al posto dell'atrium antico, e vi sono anche resti di una strada, di una scala d'accesso, di un'aula e di un piccolo impianto termale interno, presumibilmente privato, nonché di pavimentazioni a mosaico e opus spicatum.

Un vano che accoglie alcune vasche finemente costruite, forse destinate a stoccaggio di derrate, e che al momento della scoperta fu trovato colmato di terra sotto un pavimento chiaramente successivo, conferma la presunta datazione al II secolo d.C. della trasformazione della domus in insula. Variazioni ulteriori furono apportate con l'uso cristiano dell'immobile nei secoli successivi: un vano con una vasca circolare fu trasformato in un battistero esagonale rivestito di marmo.

La visita dei sotterranei permette quindi di seguire la trasformazione dell’area dalla domus romana all’insula, dagli ambienti termali agli spazi connessi all’uso cristiano dell’immobile. Accanto alle strutture archeologiche si colloca il Balneum legato dalla tradizione al martirio di Santa Cecilia.

Cripta Santa Cecilia domus romana mosaici

Il monastero di Santa Cecilia

Papa Pasquale I fondò anche un Monastero, dove, lungo i secoli, si sono susseguite differenti presenze monastiche. Inizialmente, il Monastero fu abitato dagli Umiliati, dediti all'arte della lana, il cui ordine fu soppresso nel XVI secolo.

Il Monastero fu rifondato il 25 giugno 1527, e affidato ad un gruppo di monache benedettine. La presenza monastica costituisce una parte essenziale della storia della basilica e contribuisce ancora oggi alla sua identità spirituale.

La musica sacra nella basilica

La Basilica di Santa Cecilia in Trastevere è dedicata all’omonima santa protettrice della musica. Il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, guidato dal Maestro del Coro Andrea Secchi, è stato coinvolto nelle messe domenicali che si celebrano nella basilica.

Il repertorio proposto offre un excursus all’interno della musica sacra partendo dalle sue origini, passando per le scuole polifoniche del ‘500 e ‘600 fino ad arrivare al repertorio classico e romantico e alla polifonia novecentesca. Con una selezione di musiche, il Coro accompagna le varie fasi della messa.

L’idea di una messa mensile accompagnata dal Coro di Santa Cecilia nasce anche dalla volontà di valorizzare il patrimonio musicale conservato negli archivi della Bibliomediateca dell’Accademia: 120.000 volumi e fascicoli di alto valore storico, fra cui un’importante sezione liturgica. La Bibliomediateca conserva partiture di importanti compositori, dalla scuola romana fino alla musica sacra di Fauré e Poulenc.

La presenza della musica sacra è particolarmente coerente con la storia della basilica e con il culto di Santa Cecilia, patrona dei musicisti. Durante una celebrazione solenne, l’architettura, il mosaico, la memoria dei martiri e il repertorio liturgico concorrono a creare un’esperienza unitaria di preghiera e ascolto.

Coro Torre Franca - Messa Santa Cecilia (N. Betti) - Gloria

Orari di visita e celebrazioni

La basilica è indicata con apertura tutti i giorni dalle 9.30 alle 13 e dalle 16 alle 18.30, con una durata della visita di circa un’ora. Le visite alla Basilica, alla zona archeologica e agli affreschi del Cavallini sono sempre possibili negli orari previsti.

La Basilica e gli scavi o cripta sono visitabili da lunedì a sabato dalle ore 10.00 alle ore 12.30 e il pomeriggio dalle ore 16.00 alle ore 18.00. I giorni festivi dalle ore 11.30 alle ore 12.30 e il pomeriggio dalle ore 16.00 alle ore 18.00.

Gli affreschi del Cavallini sono visitabili dalle ore 10.30 alle ore 12.30 nei giorni feriali e dalle ore 11.30 alle ore 12.30 nei giorni festivi. Gli orari potrebbero essere soggetti a variazioni, si prega sempre di contattare la Chiesa.

ServizioOrari indicati
Apertura generaleTutti i giorni dalle 9.30 alle 13 e dalle 16 alle 18.30
Basilica e scavi o criptaDa lunedì a sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.00
Giorni festiviDalle 11.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.00
Affreschi del CavalliniGiorni feriali dalle 10.30 alle 12.30; festivi dalle 11.30 alle 12.30
Durata della visita1 ora circa

Gli orari delle Sante Messe indicati sono i seguenti: dal lunedì al sabato alle 07.20 e la domenica e nei giorni festivi alle 10.00. Per la Vigilia pasquale è necessario verificare direttamente l’orario specifico della celebrazione, poiché gli orari ordinari non sostituiscono il programma liturgico delle principali festività.

Informazioni pratiche

La Basilica di Santa Cecilia in Trastevere si trova in Piazza di Santa Cecilia 22. Il numero di telefono indicato è 06 5899289, mentre per il monastero è riportato il numero 06 45492739.

La basilica è visitabile insieme alla zona archeologica e agli affreschi del Cavallini negli orari previsti. Per conoscere tutti i servizi sull'accessibilità è possibile consultare la sezione Roma accessibile.

La visita alla basilica può essere organizzata in circa un’ora, mentre l’interesse storico e archeologico del complesso richiede particolare attenzione agli ambienti sotterranei, al monastero, al presbiterio e alle opere d’arte principali.

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