La Cresima è il sacramento con il quale confermiamo e rafforziamo la fede che abbiamo ricevuto col Battesimo. È un’opportunità per noi di prendere sul serio il nostro impegno cristiano e di diventare membri attivi della Chiesa.
Con la Cresima riceviamo i sette doni dello Spirito Santo che ci consentono di essere maggiormente consapevoli del nostro ruolo come figli di Dio. Presentarli come sette “app per la vita” aiuta i ragazzi a comprendere che non sono idee astratte, ma doni da accogliere e utilizzare nel quotidiano.
Che cos’è la Cresima
La cresima, insieme al battesimo e la prima comunione, segna l’ingresso nella comunità cristiana. Con il battesimo si diventa il bambino di Dio, il piccolo (ancora non sapiente), felice d’imparare la vita dagli altri.
Con la prima comunione si diventa un adolescente nella vita cristiana, si ottengono alcuni diritti, si scavano in profondità le basi sulle quali poggiare la propria vita. La cresima è la porta alla vita adulta nel percorso della fede di una persona.
Ai diritti e alle conoscenze si aggiungono anche le responsabilità da assumere nella comunità cristiana. Nella preparazione alla Cresima il focus è centrato nel far conoscere al cresimando la fede cristiana e nell’indicargli come viverla nella comunità ecclesiale.
La Cresima conferma e rafforza l’impegno di fede assunto al momento del Battesimo, richiedendo una consapevolezza piena e attiva, data la giovane età in cui spesso il primo sacramento viene ricevuto. Il termine stesso “Cresima”, che deriva dal latino “confirmare”, cioè rendere stabile o rafforzare, sottolinea l’importanza di questo passo nella maturazione spirituale del credente, nel suo pieno risveglio di coscienza.
Mentre il Battesimo libera dal Peccato originale e accoglie il battezzato come membro del corpo della Chiesa, è solo attraverso la Cresima che tale iniziazione trova compimento. Insieme al Battesimo e alla Prima Comunione, essa costituisce un trittico sacro nell’iniziazione cristiana, segnando il completamento del percorso e della formazione del fedele.
La Cresima spiegata ai ragazzi
La Cresima è il Sacramento della Chiesa cattolica che segna un passo importante nella nostra crescita spirituale. È il momento in cui confermiamo e rafforziamo la fede che abbiamo ricevuto col Battesimo.
La Cresima è importante perché ci aiuta a diventare adulti nella nostra fede. È un’opportunità per noi di prendere sul serio il nostro impegno cristiano e di diventare membri attivi della Chiesa.
Durante la Cresima, il Vescovo imporrà su di noi le mani e ci ungerà con l’olio sacro chiamato crisma. Questo gesto rappresenta lo Spirito Santo che entra nelle nostre vite in modo speciale, dandoci forza e coraggio per vivere come seguaci di Gesù.
Lo Spirito Santo è il dono di Dio che ci aiuta a capire meglio la nostra fede e ci dà la forza di vivere secondo gli insegnamenti di Gesù. Ci dà anche i doni speciali come la saggezza, la forza e il coraggio di fare la cosa giusta.
Dopo la Cresima, siamo chiamati a essere testimoni di Gesù nel mondo. Questo significa vivere secondo i Suoi insegnamenti e mostrare amore e compassione verso gli altri.
Le sette app della vita cristiana
Ogni bambino alla nascita è come uno smartphone: ha mille potenzialità ma per metterle in atto gli serve una spinta in più, deve scaricarsi delle App. Ecco che con la Cresima noi cristiani scarichiamo 7 App portentose, i 7 doni dello Spirito Santo!
| App | Dono dello Spirito Santo | Funzione nella vita |
|---|---|---|
| 1 | Sapienza | Scoprire quanto è buono e grande il Signore |
| 2 | Intelletto | Comprendere in profondità la Parola di Dio e la verità della fede |
| 3 | Consiglio | Riconoscere il progetto di Dio sulla propria vita |
| 4 | Fortezza | Vincere le tentazioni del male e fare il bene |
| 5 | Scienza | Trovare nel creato i segni e le impronte di Dio |
| 6 | Pietà | Pregare Dio con fiducia e tenerezza di figli amati |
| 7 | Timor di Dio | Rispettare la volontà di Dio e desiderare di fare il bene |
1. App Sapienza: dare sapore alla vita
Il primo dono è la sapienza, che vi fa scoprire quanto è buono e grande il Signore e, come dice la parola, rende la vostra vita piena di sapore, perché siate, come diceva Gesù, «sale della terra».
La Sapienza è cognizione della presenza di Dio in tutte le cose ed esortazione a ringraziarLo in ogni momento. Questa app aiuta a guardare la realtà con profondità, riconoscendo ciò che ha davvero valore e imparando a non fermarsi alle apparenze.
La Sapienza non consiste soltanto nell’accumulare informazioni. È la capacità di orientare la vita verso ciò che è buono, vero e importante, lasciando che la fede dia significato alle scelte quotidiane.
2. App Intelletto: comprendere la fede
Poi viene il dono dell’intelletto, così che possiate comprendere in profondità la Parola di Dio e la verità della fede.
L’Intelletto è la comprensione della volontà di Dio, la consapevolezza della nostra vocazione e del progetto che Dio ha per noi. Questa app aiuta a porre domande, ad approfondire il Vangelo e a collegare ciò che si ascolta nella catechesi con la propria esperienza.
Il dono dell’Intelletto non elimina i dubbi con risposte automatiche, ma sostiene la ricerca sincera e rende possibile comprendere più profondamente il significato della fede.
3. App Consiglio: scegliere la strada giusta
Quindi c’è il dono del consiglio, che vi guiderà alla scoperta del progetto di Dio sulla vostra vita, vita di ognuno di voi.
Il Consiglio è un aiuto nei momenti di difficoltà e una guida nella scelta di parole, azioni, impegni per compiere la volontà di Dio e aiutare il prossimo.
Come un’app di navigazione, il Consiglio non sostituisce la libertà personale, ma aiuta a riconoscere la direzione e a valutare le conseguenze delle proprie decisioni. È particolarmente importante quando bisogna scegliere tra ciò che è facile e ciò che è giusto.
4. App Fortezza: affrontare le difficoltà
Viene poi il dono della fortezza, per vincere le tentazioni del male e fare sempre il bene, anche quando costa sacrificio.
La Fortezza è la forza di compiere il nostro dovere, obbedire ai Comandamenti e affrontare le difficoltà. Non significa non avere paura, ma trovare il coraggio di andare avanti senza rinunciare al bene.
I cresimati saranno i combattenti e senza un aiuto interiore di questi sette doni sarebbe difficile credere che Chi non lotta per qualcosa (di grande) ha già comunque perso.
Questa app è necessaria nelle situazioni in cui occorre resistere alla pressione degli altri, difendere una persona fragile, chiedere perdono, ricominciare dopo un errore o restare fedeli a un impegno.
5. App Scienza: leggere i segni di Dio
Viene poi il dono della scienza, non scienza nel senso tecnico, come è insegnata all’Università, ma scienza nel senso più profondo che insegna a trovare nel creato i segni, le impronte di Dio, a capire come Dio parla in ogni tempo e parla a me, e ad animare con il Vangelo il lavoro di ogni giorno.
La Scienza è la conoscenza profonda della verità e del senso della vita. Aiuta a comprendere che le persone, il mondo e le attività quotidiane non sono privi di significato.
Capire che c’è una profondità e capire questa profondità e così dare sapore al lavoro, anche quello difficile. L’app Scienza invita quindi a osservare, conoscere e interpretare la realtà alla luce del Vangelo.
6. App Pietà: vivere il rapporto con Dio
Un altro dono è quello della pietà, che tiene viva nel cuore la fiamma dell’amore per il nostro Padre che è nei cieli, in modo da pregarLo ogni giorno con fiducia e tenerezza di figli amati.
La Pietà è la capacità di amare e pregare Dio come un figlio devoto e affettuoso. Non indica soltanto la partecipazione esteriore alle celebrazioni, ma un rapporto personale, fiducioso e riconoscente con Dio.
Di non dimenticare la realtà fondamentale del mondo e della mia vita: che c’è Dio e che Dio mi conosce e aspetta la mia risposta al suo progetto. Questa app aiuta a trasformare la preghiera in un dialogo quotidiano fatto di gioie, preoccupazioni, domande e affidamento.
7. App Timor di Dio: rispettare e scegliere il bene
E finalmente il settimo e ultimo dono è il timore di Dio - abbiamo parlato prima della paura -; timore di Dio non indica paura, ma sentire per Lui un profondo rispetto, il rispetto della volontà di Dio che è il vero disegno della mia vita ed è la strada attraverso la quale la vita personale e comunitaria può essere buona.
Il Timor di Dio è il rispetto e la fiducia in Dio, che evitano il perpetrare del male. Non è il timore di una punizione, ma la consapevolezza della grandezza di Dio e il desiderio di vivere secondo la sua volontà.
E oggi, con tutte le crisi che vi sono nel mondo, vediamo come sia importante che ognuno rispetti questa volontà di Dio impressa nei nostri cuori e secondo la quale dobbiamo vivere; e così questo timore di Dio è desiderio di fare il bene, di fare la verità, di fare la volontà di Dio.
Come usare le sette app nella vita quotidiana
I doni dello Spirito Santo rendono l’uomo docile a seguire le ispirazioni divine e qualificano il suo rapporto con Dio. Per accogliere appieno questi doni e coltivarli ogni giorno, è necessario invocarli incessantemente attraverso la preghiera e vivere quotidianamente il Vangelo.
È coltivando attivamente i doni dello Spirito Santo che essi discendono su di noi e continuano ad alimentare la nostra vita spirituale. I doni non sono applicazioni da attivare una sola volta: crescono attraverso l’ascolto, la preghiera, le scelte responsabili e il servizio agli altri.
- Sapienza: ringraziare per ciò che si riceve e riconoscere ciò che rende la vita veramente buona.
- Intelletto: leggere il Vangelo, fare domande e cercare di comprendere la fede.
- Consiglio: riflettere prima di scegliere e chiedere aiuto nei momenti di difficoltà.
- Fortezza: affrontare con coraggio le prove e compiere il bene anche quando costa.
- Scienza: osservare il creato, valorizzare il lavoro e cercare un senso nelle esperienze.
- Pietà: dedicare tempo alla preghiera personale e comunitaria.
- Timor di Dio: rispettare Dio, gli altri e la dignità di ogni persona.
I tre pilastri della vita cristiana
Annuncio: Fede testimoniata (Martyria). La fede cristiana si è diffusa perché i cristiani hanno dato testimonianza della loro fede.
L’annuncio viene fatto in modi differenti: nella vita di tutti i giorni: quando i cristiani vivono e testimoniano la fede nel quotidiano (valori cristiani, piccoli o grandi gesti, rituali, ecc.); attraverso la trasmissione della fede in famiglia, a scuola, e in altri luoghi: I cristiani raccontano di Dio, di Gesù Cristo, e delle opere dello Spirito santo e cercano di indirizzare la propria vita all’annuncio cristiano.
Attraverso la conoscenza e l’approfondimento di testi biblici; attraverso la pastorale nelle comunità parrocchiale in altri luoghi cristiani; attraverso la preparazione ai Sacramenti; attraverso le omelie nella Santa Messa; attraverso la trasmissione della fede utilizzando i media (libri, radio, Tv, Internet…).
Essere cresimato significa: vivo il mio essere cristiano nel quotidiano e do testimonianza della nostra fede.
Diaconia: fede vissuta (servizio all’uomo). La fede cristiana si concretizza quando i cristiani si fanno carico di persone che sono nel bisogno e stanno loro vicino.
Svolgere un servizio caritatevole, aiutare nel vicinato, visitare i malati, farsi carico degli emarginati e degli stranieri, dare da mangiare agli affamati, lasciarsi coinvolgere in iniziative per la giustizia sociale e il creato e la pace, tutte le opere di carità previste.
Essere cresimato significa: mi rivolgo al mio prossimo che è in uno stato di bisogno e mi prendo cura di lui.
Liturgia: fede celebrata. La fede cristiana, che ci da orientamento e ci guida nella vita, va celebrata: I cristiani celebrano Dio e si rivolgono a Lui soprattutto nelle celebrazioni.
In questo modo la Liturgia, celebrata con la comunità parrocchiale, diviene la fonte e il culmine della fede cristiana.
La chiesa celebra in molti modi: Preghiera in famiglia o in comunità, Funzioni, Processioni, Pellegrinaggi Liturgia delle Ore (lodi, vespri, compieta), Cerimonie, Celebrazioni della Parola, Celebrazioni eucaristiche (Santa Messa).
Essere cresimati significa: sono invitato a celebrare la fede con la comunità parrocchiale.
Come cresimati siamo parte della Chiesa. Contribuiamo a fare in modo che la comunità cristiana continui ad annunciare il messaggio cristiano e rimanga un luogo di incontro con Cristo.
La preparazione alla Cresima
I tre pilastri della fede cristiana sono la base della preparazione alla Cresima: nei colloqui e negli incontri di catechesi i cresimandi vengono a contatto con i contenuti della fede e fanno l’esperienza dell’annuncio della Parola.
Attraverso delle attività e progetti socio-caritativi in parrocchia o all’esterno, i cresimandi possono fare esperienza di servizio in un’ottica cristiana (Diaconia). Nella celebrazione comunitaria sono celebrati il cammino della vita e della fede.
Contemporaneamente possono essere celebrati aspetti toccati durante la preparazione alla Cresima: per esempio legato all’esperienza del perdono reciproco, la liturgia penitenziale e di riconciliazione e altre situazioni.
In questo modo il cresimando si sente parte della vita ecclesiale e della comunità in cui si inserisce. È molto importante che la comunità parrocchiale sia partecipe della preparazione alla Cresima in modo che i ragazzi possano fare l’esperienza della Communio anche durante le celebrazioni.
Nella catechesi di preparazione alla Cresima i cresimandi approfondiscono i tre pilastri della comunità cristiana. Per la preparazione del sacramento della Confermazione vi sono molteplici proposte; ciò al fine di confrontarsi su diversi temi, differenti esperienze, per vivere la comunità cristiana sotto tutti gli aspetti.
Affinché i cresimandi siano maturi, coscienti e pronti al Sacramento che stanno per ricevere, alcune proposte sono obbligatorie, essenziali anche per la celebrazione stessa. In base ai propri interessi e inclinazioni, i candidati potranno valutare in partenza il percorso da seguire.
Colloqui personali e incontri di gruppo
In questi colloqui si può spiegare la propria situazione, si possono esporre dubbi, domande, chiarimenti. Questi colloqui costituiscono una base importante per instaurare un rapporto con i cresimandi.
Ci sono perciò sia colloqui previsti come quello per iscriversi alla preparazione alla Cresima ma anche colloqui spontanei.
Insieme si guarda il modulo e si esprimono i motivi personali dell’iscrizione. Eventualmente si possono chiarire domande o dubbi.
La decisione e la motivazione per il Sacramento della Cresima vengono definiti.
In questi gruppi si entra nel contenuto del Sacramento. Gli incontri si tengono sotto diverse forme, ad es.: Incontro in un gruppo numeroso: al fine di approfondire tematiche significative per tutti; in un secondo tempo ci si incontra in piccoli gruppetti per dialogare e sviscerare i dettagli e le esperienze dei singoli, in riferimento alle indicazioni ricevute.
Incontri (direttamente) in piccoli gruppi; “Catechesi trasversali” (gruppo iniziale con tutti i genitori, padrini, aperto a tutti i fedeli interessati); “Incontri-testimonianze” con testimoni invitati all’interno della parrocchia o dell’unità pastorale, che raccontano la loro esperienza di fede e dialogano con i cresimandi o partecipanti.
Un elemento di particolare valore è la condivisione del pasto. Perciò gli incontri si programmeranno includendo anche un pasto.
Servizio e vita della comunità
Occorrono opportunità concrete per i cresimandi e questo va proposto e offerto da tutta la comunità parrocchiale. La collaborazione in parrocchia è molto importante, in quanto porta il candidato a conoscere personalmente la comunità cristiana alla quale appartiene; questo lo aiuta a capire che la Chiesa è un luogo concreto di persone.
È utile e auspicabile introdurre i ragazzi in azioni caritatevoli, di volontariato, di risposta a bisogni concreti, di povertà, di indigenza, di sofferenza, di aiuto in generale.
I cresimandi sono invitati a collaborare in parrocchia, vengono a contatto con diversi ambiti e partecipano a un’azione di tipo socio-caritatevole.
Preghiera e celebrazioni
Queste proposte sono di supporto ai cresimandi, tramite un tema di fede specifico. Questo consente al cresimando di confrontarsi nel proprio cammino di fede anche attraverso immagini sacre, preghiere, attività all’interno delle celebrazioni.
Durante il cammino di preparazione ci sono diverse iniziative spirituali. Si consiglia di concludere la “seconda fase” con una proposta spirituale, affinchè maturi la decisione del cresimando di ricevere il sacramento della Cresima.
Nel percorso di preparazione al Sacramento, i candidati familiarizzino con le diverse parti della Liturgia, attraverso: la semplice partecipazione alla messa festiva, con altre celebrazioni in parrocchia, con la preghiera comunitaria e la preghiera serale.
I candidati sono invitati a partecipare alle celebrazioni in chiesa e in parrocchia, portando e investendo le loro capacità nel canto, nel servizio attivo.
Per questo vi invito a partecipare sempre con gioia e fedeltà alla Messa domenicale, quando tutta la comunità si riunisce insieme a pregare, ad ascoltare la Parola di Dio e prendere parte al Sacrificio eucaristico.
E accostatevi anche al Sacramento della Penitenza, alla Confessione: è un incontro con Gesù che perdona i nostri peccati e ci aiuta a compiere il bene; ricevere il dono, ricominciare di nuovo è un grande dono nella vita, sapere che sono libero, che posso ricominciare, che tutto è perdonato.
Non manchi poi la vostra preghiera personale di ogni giorno. Imparate a dialogare con il Signore, confidatevi con Lui, ditegli le gioie e le preoccupazioni, e chiedete luce e sostegno per il vostro cammino.

I segni e i simboli della Cresima
I simboli della Cresima esprimono l’importanza fondamentale di questo Sacramento. Dal crisma, che simboleggia la presenza dello Spirito Santo, al gesto dell’imposizione delle mani, che trasmette la forza e la missione del credente, ai segni delle Cresima (Spirito Santo, Fuoco, Sigillo e Colomba) ognuno di essi riflette un aspetto cruciale della fede cristiana.
I gesti e i simboli della Cresima raccontano una storia antica e una verità eterna, un invito al credente a vivere una vita di fede, speranza e amore e, nello stesso tempo, tutta la potenza dello Spirito Santo, la presenza del quale viene confermata e rafforzata proprio durante questa cerimonia.
Parlando dei simboli per la Cresima dobbiamo distinguere tra i gesti e gli elementi effettivamente impiegati nel corso della cerimonia, come il crisma usato per ungere i cresimandi o l’imposizione delle mani, e i segni della Cresima, quegli elementi simbolici che incarnano il significato più profondo del rito: lo Spirito Santo, il Fuoco, il Sigillo e la Colomba.
Il crisma
Olio crisma - fatto di olio di oliva e di un balsamo profumato. L’olio è segno dell’abbondanza. Il profumo è segno della presenza dello Spirito Santo.
Tra gli elementi utilizzati per la Cresima il principale è il crisma, una miscela di olio e balsamo, consacrata dal vescovo durante la Settimana Santa. È costituito da olio d’oliva profumato con balsamo e benedetto.
L’olio santo ha un significato profondo nella tradizione cristiana, in quanto simboleggia la guarigione, la consacrazione e la presenza dello Spirito Santo.
Nella Cresima, invece, il sacerdote prende una piccola quantità di crisma con il dito e traccia una croce sulla fronte del cresimando. Questo gesto imprime il Sigillo dello Spirito Santo, che discende su chi lo riceve per conferirgli la forza di essere un “soldato” di Cristo, pronto a testimoniare la fede nel mondo.
L’unzione con il crisma durante la Cresima rappresenta l’arricchimento dello Spirito Santo nel credente e simboleggia l’accettazione totale nella comunità cristiana, il suo rafforzamento nella fede.
L’imposizione delle mani
Imposizione delle mani: chi imponeva le mani per benedire, guarire, chiamare un intervento speciale da parte di Suo Padre? Gesù stesso.
È proprio l’imposizione delle mani il gesto con il quale viene richiamata la presenza dello Spirito Santo e dei Suoi sette doni.
Durante la celebrazione del Sacramento della Cresima, il Vescovo effettua per due volte l’imposizione delle mani, una volta su tutti i presenti, per invocare su di loro l’effusione dello Spirito Santo, e una volta su ciascun cresimando, al momento dell’unzione con il crisma.
Il gesto dell’imposizione delle mani durante la Cresima rappresenta la conferma dello Spirito Santo, la presenza divina e l’invio alla missione cristiana. Il Vescovo, imponendo le mani sui cresimandi, simboleggia la trasmissione dello Spirito Santo.
Infine, l’imposizione delle mani è anche un atto di invio. I cresimandi vengono consacrati e incaricati di testimoniare la fede nel mondo, di essere agenti di cambiamento e di speranza nella società.
Il fuoco
Il Fuoco è un simbolo di purificazione e trasformazione. Nella Bibbia, il fuoco è associato alla presenza di Dio e alla sua azione purificatrice.
Il fuoco consuma, purifica, lascia in piedi solo l’essenziale. Il fuoco rappresenta la presenza ardente dello Spirito Santo che accende il cuore dei credenti, purificandoli dai peccati e infondendo in loro la passione per la vita spirituale.
Non sorprende, perché è proprio Giovanni Battista che ha detto “colui che viene dopo di me (…) vi battezzerà con lo Spirito Santo e con il fuoco”.
Il sigillo
Durante la cerimonia Il vescovo pronuncia le parole “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è stato dato in dono”.
Il sigillo lascia un’impronta permanente, per sempre. Questo gesto simboleggia l’impronta spirituale indelebile che conferisce al credente la responsabilità di vivere secondo gli insegnamenti di Cristo e di essere testimone della sua fede nel mondo.
Il Sigillo rappresenta anche l’appartenenza del credente a Cristo e alla Chiesa.
La colomba
La colomba: simbolo della cresima, dello Spirito Santo e della PACE.
Infine la Colomba è un simbolo tradizionale dello Spirito Santo. Essa deriva dal racconto evangelico del Battesimo di Gesù.
Nel Vangelo secondo Matteo, lo Spirito Santo discende su Gesù sotto forma di una colomba dopo il Suo Battesimo nel fiume Giordano.
Nella Cresima, la colomba rappresenta la presenza dello Spirito Santo che plana sopra i credenti, portando pace, speranza e consolazione nelle loro vite.
Forse fino a poco tempo fa la pace la prendevamo come un dato di fatto. Oggi invece ci è molto più chiaro che c’è bisogno di persone che abbiano coraggio, sapienza e intelligenza per costruire la pace. Nel piccolo di ogni giorno.
Come si svolge il rito della Cresima
Di norma, padrino/madrina e cresimando sono chiamati a sostenere qualche incontro prima del giorno della Cresima, durante il quale viene chiarito il significato della Confermazione.
La Cresima si svolge alla presenza del Vescovo, che è il Ministro Ordinario della Cresima, a testimonianza dell’importanza del Sigillo dello Spirito Santo che riceviamo.
Durante la Santa Messa ci sarà un momento durante il quale il cresimando e il padrino o madrina dovranno percorrere la navata e raggiungere l’altare. Il cresimando avrà il padrino o la madrina alla sua sinistra, con la mano sulla sua spalla destra, simbolo di protezione e guida.
Arrivati davanti al Vescovo, avverrà l’unzione sulla fronte con il Sacro Crisma, una croce tracciata con l’olio profumato consacrato dal Vescovo il Giovedì Santo, che sancirà il legame tra il cresimando e Gesù Cristo e l’imposizione delle mani sul capo del cresimando per invocare i doni dello Spirito Santo.
Spesso il Vescovo dà anche un leggero schiaffo al cresimando. Questo gesto significa che in virtù di questo sacramento, il cresimando si impegna a sopportare pene e sofferenze in nome della fede.
La formula con la quale il Vescovo amministra la Cresima è: “Nome, ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono”.
La struttura della celebrazione si orienta secondo le letture dei testi sacri. Il fulcro della celebrazione è il rito, i cui gesti simbolici sono in primo piano.
Si è affermata nella prassi, grazie all’esperienze di tutti questi anni, che è assai saggio il detto: “meno è meglio”. La Cresima è in primo piano e la celebrazione non va sovraccaricata con troppi testi, canti o altri elementi di disturbo.
È molto sensato vedere protagonisti i cresimandi stessi all’interno della celebrazione, affinché non restino semplici uditori dell’intero rito. La celebrazione venga ben preparata con tutti gli attori parrocchiali disponibili, dando sempre la precedenza ai cresimandi, protagonisti della stessa a tutti gli effetti.
La Cresima va celebrata alla presenza della comunità parrocchiale. La struttura della celebrazione è “moderata” e si orienta ai testi biblici e al rito per la Confermazione.
Il cammino dopo la Cresima
Tutta la vita cristiana è un cammino, è come percorrere un sentiero che sale su un monte - quindi non è sempre facile, ma salire su un monte è una cosa bellissima - in compagnia di Gesù.
Con questi doni preziosi la vostra amicizia con Lui diventerà ancora più vera e più stretta. Essa si alimenta continuamente con il sacramento dell’Eucaristia, nel quale riceviamo il suo Corpo e il suo Sangue.
Cari amici, voi siete fortunati perché nelle vostre parrocchie ci sono gli oratori, un grande dono della Diocesi di Milano. L’oratorio, come dice la parola, è un luogo dove si prega, ma anche dove si sta insieme nella gioia della fede, si fa catechesi, si gioca, si organizzano attività di servizio e di altro genere, si impara a vivere, direi.
Siate frequentatori assidui del vostro oratorio, per maturare sempre più nella conoscenza e nella sequela del Signore! Questi sette doni dello Spirito Santo crescono proprio in questa comunità dove si esercita la vita nella verità, con Dio.
In famiglia, siate obbedienti ai genitori, ascoltate le indicazioni che vi danno, per crescere come Gesù «in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini» (Lc 2,51-52).
Infine, non siate pigri, ma ragazzi e giovani impegnati, in particolare nello studio, in vista della vita futura: è il vostro dovere quotidiano e una grande opportunità che avete per crescere e per preparare il futuro.
Siate disponibili e generosi verso gli altri, vincendo la tentazione di mettere al centro voi stessi, perché l’egoismo è nemico della vera gioia.
Se gustate adesso la bellezza di far parte della comunità di Gesù, potrete anche voi dare il vostro contributo per farla crescere e saprete invitare gli altri a farne parte.
I 7 doni dello SPIRITO SANTO spiegati in maniera davvero semplice!
Attività per presentare le sette app
I sette doni dello Spirito Santo, presentati come app per la vita, doni preziosi dello Spirito di Dio. La cartella contiene icone e messaggi da inviare con whatsapp.
Noi siamo lpod e ogni dono dello Spirito è una applet da aggiungere. Strumento intrigante per attirare attenzione sui 7 doni dello Spirito Santo.
Per rendere il percorso concreto, è possibile proporre ai ragazzi una scheda per ogni dono, collegando il significato del dono a situazioni quotidiane, domande personali, immagini e attività di gruppo.
- Creare sette icone, una per ogni dono dello Spirito Santo.
- Associare a ogni icona una frase breve e una situazione concreta.
- Invitare i ragazzi a scegliere quale “app” desiderano utilizzare maggiormente durante la settimana.
- Concludere l’incontro con una preghiera allo Spirito Santo.
- Riprendere nell’incontro successivo le esperienze vissute e le difficoltà incontrate.
Simpatica idea per accostare i ragazzi ai doni dello Spirito Santo con la metafora a loro più vicina dello smartphone. Ogni bambino alla nascita è come uno smartphone: ha mille potenzialità ma per metterle in atto gli serve una spinta in più, deve scaricarsi delle App.
Le sette app possono essere presentate anche attraverso giochi, testimonianze, attività di volontariato, momenti di preghiera e celebrazioni. In questo modo la metafora digitale non rimane soltanto un’immagine, ma diventa un linguaggio per parlare di decisioni, responsabilità, relazioni e fede.
Attività per presentare attraverso 7 esperienze concrete (giochi e simili) i 7 doni dello Spirito Santo attraverso la metafora del veliero. Contiene spiegazione dell’attività, pagina con i simboli utilizzati per ogni dono da stampare su carta adesiva e ritagliare, istruzioni per costruire la barchetta.
Materiale utilizzato per due giornate di ritiro con i cresimandi, sui doni dello Spirito Santo e i talenti. Libretto corredato di programma delle giornate, diverse presentazioni che accompagnano i vari momenti, preghiera del mattino e della sera, parabola dei talenti, doni dello Spirito e rito della Cresima.
La collaborazione in parrocchia è molto importante, in quanto porta il candidato a conoscere personalmente la comunità cristiana alla quale appartiene; questo lo aiuta a capire che la Chiesa è un luogo concreto di persone.