Via Santissimo Crocifisso a Calatafimi-Segesta: chiesa, storia e tradizione

La Via Santissimo Crocifisso conduce alla Chiesa del Santissimo Crocifisso, il più imponente monumento di natura religiosa di Calatafimi-Segesta. La chiesa sorge su una spianata ricavata dal taglio della roccia viva e domina gran parte della cittadina da sud.

Edificata su progetto dell’Architetto G.B. Amico di Trapani nel periodo compreso tra il 1741 e il 1759, è legata alla devozione nata intorno a un antico Crocifisso ligneo, al quale furono attribuite guarigioni miracolose nel 1657. L’edificio presenta una severa architettura neoclassica all’esterno e una ricca decorazione interna, nella quale sopravvive l’influenza del barocco siciliano.

Chiesa del Santissimo Crocifisso Calatafimi

La Chiesa del Santissimo Crocifisso

La Chiesa del Santissimo Crocifisso è sorta sui resti dell’antichissima chiesetta di Santa Caterina d’Alessandria ed è legata ad eventi miracolosi accaduti nel 1657, quando il Crocifisso ligneo, presente nella sagrestia, produsse delle guarigioni miracolose. Fu edificata nel periodo compreso tra il 1741 ed il 1759 ed è il più imponente monumento di natura religiosa di Calatafimi.

Sorge su di una spianata, ricavata dal taglio della roccia viva, dominando gran parte della cittadina da sud. Severa architettura neoclassica, al suo interno mostra influenza del barocco, ancora presente in provincia.

La facciata fu rifatta nella seconda metà dell’800, impoverendo, forse, il ben più ricco originale. Non è comunque noto a noi come fosse in origine la facciata, in quanto la stessa fu rifatta nella seconda metà dell’800 (1885) impoverendo forse il ben più ricco, ma scarsamente durevole originale.

Struttura e dimensioni dell’edificio

E' ad unica navata: lunga circa 40 ml. tribuna compresa ed è larga circa 10 ml., l’altezza è di mt. 17,50. L’interno è ad unica navata e molto ricco, contiene, infatti, diverse opere e sei grandi altari laterali, incassati nei muri, formanti altrettante cappelle.

In fondo è posto l’altare del santissimo Crocifisso, ricchissimo di marmi policromi ed ori. L’abside e l’altare sono di marmi policromi rari e preziosi, tra i quali il mamo giallo alberato di Segesta.

Quattro affreschi delle volte, della nave e della tribuna, dipinti dal Norrito, completano la parte figurativa. Quattro affreschi delle volte, della nave e della tribuna, dipinti nel 1772 dal Norrito completano la parte figurativa.

ElementoCaratteristiche
ImpiantoUnica navata
LunghezzaCirca 40 ml. tribuna compresa
LarghezzaCirca 10 ml.
AltezzaMt. 17,50
Altari lateraliSei grandi altari incassati nei muri
DecorazioneMarmi policromi, ori, dipinti e affreschi

Le opere d’arte all’interno

Linterno assai ricco, contiene opere del Norrito, Mercurio, Costantino,La Bruna, Giambecchina. Entrati nella Chiesa si trovano, nel lato destro, il busto marmoreo di Nicolò Mazzara, cittadino illustre, scolpito nel 1882 dal palermitano Domenico Costantino.

Nel primo altare un quadro di Sant’Eligio e Sant’Atanasio, con la Madonna ed il Bambino Gesù in una corona di angeli, del Mercurio (1768). Nel secondo altare Filippo Neri nella visione dell’apparizione della Madonna col Bambino, di autore ignoto (1698).

Nel terzo altare una Santa Caterina Alessandrina sempre del Mercurio, che rivela all’imperatore Massiminio, persecutore dei cristiani, le gioie e le dolcezze della fede.

Nel primo altare di sinistra un dipinto dai colori forti del trapanese Domenico La Bruna raffigurante il simulacro della Madonna di Trapani, con San Nicola e Sant’Alberto in una popolosa festa di angeli. Nel secondo i Santi Crispino e Crispiniano ai quali appare la Madonna col Bambino, anch’esso del Mercurio (1767).

Infine nell’ultimo altare il Cuore di Gesù del Gianbecchina, del 1961. Nei due lati della tribuna sono collocati due grandi tele, del Mercurio (1776) raffiguranti scene del vecchio testamento.

Per le sue peculiarità estetiche il francese Houel, alla fine del ‘700, la giudicò una fra le più belle della Sicilia, “leggiadra come un salotto”.

Il Crocifisso ligneo e l’origine della devozione

Il rito e il culto della Festa dedicata al Santissimo Crocifisso di Calatafimi Segesta, nasce da un piccolo Crocifisso in legno posto nella chiesa di Santa Caterina che nei giorni 23,24 e 25 giugno 1657 opera vari miracoli.

La prima manifestazione miracolosa avviene in maniera molto strana: il Priore della Confraternita di S. Caterina trova il Crocifisso per terra malgrado lo abbia più volte sistemato al suo posto ed infine addirittura legato con una fascetta azzurra, chiamata “zagarella”.

Ma il fatto più eclatante avviene quando un uomo paralitico da dieci anni viene portato al cospetto del Crocifisso e miracolosamente salta giù dalla sedia e va sulle sue gambe innanzi al Crocifisso.

La devozione nella cittadina è collegata ad un antico crocifisso ligneo di autore ignoto, cui sono attribuite numerose guarigioni avvenute nel 1657. In tale anno il crocifisso, che si trovava nella sagrestia della chiesetta di Santa Caterina d’Alessandria, fu portato per la prima volta in processione con autorizzazione del vescovo di Mazara.

“Il popolo - si legge tra i vari scritti lasciati che riguardano le Feste passate - ebbro di fede e di entusiasmo senza indugi costruisce un altare, poi una cappella, indi ingrandisce quella e la dedica al suo Crocifisso e infine, non pago, ne costruisce una più grande inglobandovi la precedente: un vero tempio gioiello di fede e d'arte”.

Il trasporto in processione del SS Crocifisso nella nuova cappella avviene il 19 dicembre del 1657, fu l'occasione per i primi festeggiamenti, che da quella data si sono di anno in anno, sempre più arricchiti grazie al generoso contributo dei Ceti.

La Festa del Santissimo Crocifisso

In onore del Santissimo Crocifisso si celebra una delle feste popolari più antiche d'Italia, si svolge nella città di Calatafimi ogni 5 o 7 anni, nei giorni che vanno dal 1º al 3º maggio. È una festa religiosa in onore di Cristo Crocifisso.

Tradizionalmente, come riporta l'etnologo Giuseppe Pitré, la festa non si svolgeva ogni anno, ma ogni qualvolta vi fossero abbastanza risorse per organizzarla: ogni 10 anni dapprima, ogni 5 anni a partire dal 1800. La popolazione calatafimese, divisa in ceti, sfila per tre giorni in processione lanciando confetti, cucciddati e fiori.

Da quel momento in poi Calatafimi, ha sempre reso omaggio al Crocifisso nelle forme più spontanee e con quella generosità diventata tradizione che ha fatto della celebrazione del SS Crocifisso una manifestazione che non si può non vedere almeno una volta nella vita se si vuole conoscere la Sicilia e l’animo dei suoi abitanti.

Quella dedicata al Santissimo Crocifisso è una festa sontuosa, solenne, travolgente, genuina, singolare che si ripete ininterrottamente da secoli. Un avvenimento sacro-folkloristico che non ha eguali.

Un evento unico che ha come protagonisti assoluti i Ceti, ovvero le espressioni professionali della città di ieri e di oggi. È tutto il popolo suddiviso nei diversi Ceti a rendere omaggio al Suo Crocifisso per avere dato raccolti abbondanti e ricchezza.

Estremo omaggio al lavoro benedetto da Dio. Questo è il filo conduttore di tutte le manifestazioni. Non è una festa che si compie ogni anno. E così quando i Ceti decidono di celebrarla è nel giorno di Pasqua che viene dato l'annuncio ufficiale a tutta la città.

Il ruolo dei Ceti

Se c’è un elemento che rende unica questa festa, sono i “Ceti”. Borgesi, Maestranza, Cavallari, Massari, Macellai, Mugnai, Ortolani, Pecorai e Caprai: non semplici categorie professionali, ma vere e proprie identità collettive.

Ognuna con i propri simboli, i propri rituali, il proprio modo di partecipare. I Ceti sono il cuore della festa.

Rappresentano la storia del lavoro, dell’economia rurale e artigiana, ma anche la struttura sociale di un tempo che continua a vivere nella ritualità contemporanea. Il loro omaggio al Crocifisso non è solo un atto di fede: è un gesto che lega il sacro alla vita quotidiana, alla terra, ai raccolti, alla sopravvivenza stessa della comunità.

La celebrazione coinvolge i "ceti”, antiche corporazioni di mestiere, che partecipano congiuntamente alla Solennità e, tra questi, la Maestranza, corpo unitario formato da artigiani e lavoratori manuali (barbieri, calzolai, fabbri, falegnami, muratori, figuli, sarti e altri), la cui identità si è andata progressivamente definendo attraverso il superamento delle originarie suddivisioni legate ai singoli Santi protettori, confluite in un’unica e solenne devozione al SS. Crocifisso.

Preparativi, doni e partecipazione popolare

Nelle settimane che precedono la festa, Calatafimi si trasforma. Le case diventano laboratori. Le famiglie si riuniscono.

Si lavora insieme per preparare i doni: confetti, noccioline, arachidi, cucciddati, miliddi, panuzzi. Arrivano tonnellate di prodotti, si confezionano sacchetti, si tramandano gesti.

È un lavoro paziente, silenzioso, ma fondamentale. Perché è proprio qui che la festa trova il suo significato più autentico: nel fare comunità.

Il rito della Santa Croce d’argento

Tutto è cominciato a Pasqua, con un gesto antico che si ripete da secoli. Dopo la messa, la Santa Croce d’argento - donata nel 1776 dal ceto dei Mugnai - viene portata dalla Chiesa del SS. Crocifisso al Santuario di Maria Santissima di Giubino.

È un momento simbolico fortissimo: la Croce lascia la città per un percorso di trenta giorni, quasi un tempo sospeso. A compiere questo gesto, quest’anno, è stato il più giovane sacerdote della comunità, don Giuseppe Bruccoleri.

La Croce resta al santuario fino al 30 aprile, quando torna in città in processione, preceduta da bambini che portano oggetti sacri in oro e argento.

Un patrimonio artigianale che racconta il dialogo storico tra Palermo e Trapani e che restituisce il senso estetico e devozionale del Seicento.

Il ritorno della festa dopo quattordici anni

Dopo quattordici anni di sospensione, torna per la prima volta la Solennità, in tutta la sua ricchezza e complessità. Secondo le stime fornite dagli organizzatori, è prevista la presenza di circa 20.000 persone configurandosi, pertanto, come manifestazione di particolare rilievo sotto il profilo religioso, storico‑culturale e da attenzionare sotto l’aspetto dell’ordine pubblico.

C’è un momento, nelle comunità, in cui il tempo sembra piegarsi su se stesso. In cui passato e presente si incontrano e si riconoscono.

A Calatafimi Segesta quel momento ha un nome preciso: la Festa del Santissimo Crocifisso. Dopo quattordici anni di attesa, la città è tornata dentro il suo rito più profondo, quello che affonda le radici nel Seicento e che, ancora oggi, continua a definire identità, appartenenza e memoria collettiva.

Non è solo una festa religiosa. È qualcosa di più stratificato, più complesso. È racconto, è tradizione, è comunità.

Il valore di questa edizione è amplificato dall’assenza lunga quattordici anni. Il sindaco Francesco Gruppuso lo ha definito “un momento storico”, parlando di una firma - quella sulla licenza della festa - che va oltre la burocrazia per diventare atto simbolico.

È storia, perché si riabbraccia una tradizione secolare. È fede, perché si rinnova la devozione al Patrono. È rinascita, perché la comunità torna a ritrovarsi unita.

Il programma della Solennità

Dal 30 aprile al 3 maggio, la città entra nel cuore della celebrazione. Il programma alterna momenti religiosi e manifestazioni popolari: dalle celebrazioni eucaristiche alle processioni allegoriche, dagli omaggi dei Ceti ai cortei accompagnati dalle bande musicali.

Particolarmente suggestivi sono i carri, come quello dei Massari, e i momenti simbolici come il lancio dei panuzzi, segno di condivisione e abbondanza.

30 aprile

  • 07.00 Scampanio sacri bronzi
  • 09.30 Giro Banda “Città di Calatafimi Segesta”
  • 10.30 Trasporto Simulacro Maria SS. di Giubino → Chiesa SS. Crocifisso (con Banda, Cavallari, I.C. “F. Vivona”)
  • 11.30 Celebrazione Eucaristica
  • 17.30 Trasporto Santa Croce dal Santuario di Giubino → Chiesa SS. Crocifisso (con Banda e Mugnai; Don Emanuel Mancuso, fanciulli con oggetti sacri)
  • 19.00 Celebrazione Eucaristica

1 maggio

  • 07.00 Mortaretti + scampanio
  • 10.00 Celebrazione Eucaristica
  • 12.00 Processione Sacro-Allegorica (Ut omnes unum sint) - partenza Chiesa SS. Crocifisso
  • 15.00 Omaggio Maestranza - Via Verdi 24
  • 15.15 Omaggio Ceti Riuniti - Corso Vittorio Emanuele
  • 16.00 Omaggio Cavallari - Corso Garibaldi 298
  • 18.00 Omaggio Borgesi SS. Crocifisso - Via Benedetto Vivona 17
  • 19.30 Carro dei Massari + cucciddati - Via Arato 19

2 maggio

  • 07.00 Mortaretti + scampanio
  • 10.00 Celebrazione Eucaristica
  • 12.00 Processione Sacro-Allegorica - partenza Chiesa SS. Crocifisso
  • 15.00 Omaggio Maestranza - Via Brandis 19
  • 15.15 Omaggio Ceti Riuniti - Corso Vittorio Emanuele
  • 16.00 Omaggio Cavallari - Via Affacciatura
  • 18.00 Omaggio Borgesi SS. Crocifisso - Via Alcide De Gasperi 137
  • 19.30 Carro dei Massari - Via Cap. Adamo 23

3 maggio - Solennità

  • 07.00 Mortaretti + scampanio
  • 09.00 Benedizione animali
  • 10.00 Giro Banda
  • 11.00 Solenne Messa (Mons. Fragnelli)
  • 16.00 Offerta “Prisenti”
  • 19.30 Processione SS. Crocifisso + Maria SS. di Giubino
  • 23.00 Rientro Simulacro
  • 24.00 Fuochi d’artificio

Il culmine arriva il 3 maggio, con la solenne processione dei simulacri del Santissimo Crocifisso e di Maria Santissima di Giubino, seguita dal ritorno al santuario e dai giochi d’artificio che chiudono la festa.

Il significato religioso della celebrazione

I nostri padri hanno trovato nel Vangelo, nella liturgia, nella storia personale e comunitaria una sorgente viva che ha coinvolto tutti nella contemplazione di Colui che, dalla croce, giudica la storia; nella contemplazione dell’uomo dal costato aperto fino alla fine dei tempi; nella contemplazione dell’Uomo della Pasqua che continua a offrirsi come cibo e bevanda di vita sull’altare.

Nel primo millennio cristiano è stato venerato anzitutto il Crocifisso regale. La Croce era segno del suo ritorno vittorioso alla fine della storia, come giudice dei vivi e dei morti.

In tante parti del mondo, con sguardo “sereno e severo” (Sant’Agostino), Egli guida la storia e attende ogni uomo al termine della vita.

Nel secondo millennio, la Croce è diventata segno della sofferenza atroce che l’uomo Gesù ha vissuto per amore dell’umanità. Il Crocifisso sofferente, con i segni della flagellazione, della coronazione di spine e dei chiodi nelle mani e nei piedi, si è imposto alla nostra venerazione ed è giunto fino a noi, in Sicilia, nel nostro paese.

Poco prima dell’inizio del terzo millennio, la riforma liturgica ci ha introdotti all’incontro con il Crocifisso pasquale. Su ogni altare, accanto al pane e al vino consacrati, è posto il Crocifisso vicino al cero pasquale.

Esso è profondamente legato al mistero della morte e risurrezione, al sacrificio che ogni sacerdote rinnova fino alla fine dei tempi.

Viviamo questa festa solenne 2026 lasciandoci guidare dalla Madonna, che ci introduce nella contemplazione dei tre aspetti del volto di Gesù: il Crocifisso regale (Giudice), il Crocifisso sofferente (Figlio dell’uomo), il Crocifisso pasquale (Figlio di Dio).

Timore, condivisione e speranza di risurrezione per il nostro paese, per le famiglie e per ciascuno di noi.

Organizzazione, sicurezza e accesso all’area della festa

In vista della festa del Santissimo Crocifisso, Patrono della Città di Calatafimi Segesta, che si svolgerà presso quel centro nelle giornate di venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 maggio 2026, in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica (C.P.O.S.P.), presieduto dal Prefetto di Trapani Daniela Lupo, e in sede di specifici tavoli tecnici svoltisi presso la Questura, sono state individuate le misure di Safety e Security atte a gestire l'imponente afflusso di fedeli e turisti.

Le riunioni si sono svolte con la presenza dei Vertici Provinciali delle Forze di Polizia, del Sindaco del Comune di Calatafimi Segesta, del Comando provinciale Vigili del fuoco della Protezione Civile Regionale, della Sezione Polizia Stradale di Trapani, dell’A.S.P., del 118, dell’U.O.C. Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche dell’A.S.P. di Trapani, del Dipartimento Prevenzione Veterinaria dell’A.S.P., U.O.S. Igiene e Sanità Animale di Alcamo Castelvetrano, del Genio Civile, della Diocesi di Trapani e dell’Associazione Promozione Sociale SS. Crocifisso.

In ragione della complessità dell’evento è stata interessata, per i profili di competenza, anche la Commissione Provinciale di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo ed è stata costituita una Cabina di Regia in raccordo con il COC comunale appositamente costituito.

In quest’ottica è stato messo a punto, con il coordinamento della Prefettura e in collaborazione con le Forze di Polizia, il Comune di Calatafimi Segesta, il Comando provinciale Vigili del fuoco, la Protezione Civile Regionale, dell’A.S.P. e del 118, un sistema per il monitoraggio della sfilata con geolocalizzazione, al fine di favorire il più tempestivo intervento degli organi di soccorso.

La manifestazione si svolgerà all’interno di un’area comprendente il centro storico cittadino che, per l’occasione, sarà delimitata e regolamentata mediante un sistema di accesso controllato, consentito esclusivamente ai possessori di apposito ticket, acquistabile tramite portale informatico e/o presso biglietterie dedicate, fatti salvi i residenti e i soggetti autorizzati.

È stata richiamata l’attenzione sulla necessità che l’Amministrazione comunale fornisca alla cittadinanza un’adeguata informazione sul percorso della processione, sull’ubicazione dei parcheggi, sulla viabilità, sugli itinerari alternativi e sul servizio pubblico di trasporto e, in generale, ogni utile informazione per agevolare la partecipazione all’evento.

È stato assicurato il massimo impegno di tutte le componenti del sistema sicurezza per rispondere alle esigenze di tutela della collettività e si augura a tutta la popolazione e agli ospiti un sereno svolgimento dell’evento.

Via Santissimo Crocifisso e come arrivare

La chiesa è indicata in Via Belvedere, Calatafimi TP. Le coordinate riportate per il luogo sono latitudine 37.9124469930846 e longitudine 12.856381726809119.

InformazioneDato
IndirizzoVia Belvedere Calatafimi TP
Latitudine37.9124469930846
Longitudine12.856381726809119

Luoghi di interesse a Calatafimi-Segesta

La visita alla Chiesa del Santissimo Crocifisso può essere inserita in un itinerario più ampio nel territorio di Calatafimi-Segesta.

  • Pianto Romano
  • Parco Archeologico di Segesta
  • Chiesa Madre di San Silvestro Papa
  • Chiesa di San Michele Arcangelo
  • Museo Etno-Antropologico
  • Casa-Museo Garibaldi
  • Il Castello Eufemio
  • Cassatelle di Calatafimi Segesta

Tra gli altri luoghi segnalati figurano il Castello di Calatafimi, la Chiesa del Carmine e i Vicoli del Borgo Calatafimi-Segesta.

tags: #via #santissimo #crocifisso #calatafimi