Le reliquie di Santa Lucia sono custodite a Venezia, nel sestiere di Cannaregio, nella chiesa di San Geremia, oggi conosciuta come Santuario di Lucia. Il santuario conserva i resti mortali della martire siracusana ed è meta di innumerevoli fedeli provenienti da tutto il mondo.
La storia delle spoglie di Santa Lucia ha radici lontanissime, che affondano nei 1600 anni di vita della Serenissima. Dopo essere state portate da Siracusa a Costantinopoli e poi a Venezia, le reliquie furono trasferite dalla chiesa di San Giorgio Maggiore alla chiesa di Santa Maria Annunziata a Cannaregio, quindi, dopo la demolizione dell’antica chiesa di Santa Lucia, nella vicina chiesa di San Geremia.

Chi era Santa Lucia
Figura tra le più care alla devozione cristiana, Lucia nacque a Siracusa da una nobile ricca famiglia intorno al 283. Promessa in sposa ad un pagano, la giovane si consacrò al Signore con voto di verginità ed espresse la determinazione di devolvere i propri averi ai bisognosi.
Il giovane che desiderava sposarla la denunciò al prefetto. Secondo la tradizione era il 13 dicembre del 304 quando Lucia morì, sottoposta a crudeli torture. A lei vennero attributi numerosi prodigi anche prima di morire, tanto che uscì illesa dal rogo e venne decapitata o, secondo fonti latine, pugnalata in gola.
È considerata la protettrice degli occhi, degli oculisti e degli elettricisti e dei bambini. In alcune città del nord la notte di Santa Lucia, il 13 dicembre, è una notte magica, attesa dai piccoli, perché secondo la tradizione, la Santa, in groppa al suo asinello, porta dolci e doni ai bambini che si sono comportati bene durante tutto l’anno.
Dalla Sicilia a Costantinopoli
Il suo corpo restò per molti secoli a Siracusa fino a che, nel 1039, i suoi resti mortali furono portati a Costantinopoli, come bottino di guerra, per farne dono all’imperatrice Teodora dal generale Maniace, che aveva strappato Siracusa al dominio islamico.
Secondo la tradizione le spoglie della Santa vennero prese a Costantinopoli, insieme a quelle di Sant’Agata, dal doge veneziano Enrico Dandolo nel 1204. Secondo un’altra testimonianza (Cronaca Veniera della Biblioteca Marciana di Venezia), invece, il corpo sarebbe stato portato in Laguna nel 1026 (probabile errore dell’amanuense, che ha letto 1026 per 1206, anno della traslatio ufficiale).
Ed è qui che Venezia fa il suo ingresso, attraverso il doge Enrico Dandolo che, durante la IV crociata del 1204, fece prelevare a Costantinopoli le spoglie della Santa per portarle a Venezia. In città sorgeva già una chiesa intitolata alla Santa (eretta nella seconda metà del XII secolo) per cui è plausibile che la decisione di traslare il corpo della Santa in Laguna sia stata dovuta, come avvenne per casi simili, al bisogno di arricchire una chiesa veneziana.
La prima collocazione a San Giorgio Maggiore
Il corpo della Santa fu inizialmente trasferito nella chiesa dell’isola di San Giorgio Maggiore. Tuttavia le spoglie furono portate in un primo memento nella chiesa di San Giorgio Maggiore.
Ma nel 1279, durante un affollato pellegrinaggio, il mare mosso capovolse le barche che andavano in processione verso l’isola e alcuni devoti morirono. Il giorno della festa (13 dicembre) il flusso di pellegrini era così imponente, che nel 1279 alcuni morirono annegati a causa di un rovesciamento di barche.
Da qui la decisione di trovare una nuova collocazione in città e non più in un’isola: il Senato della Serenissima individuò la chiesa di Santa Maria Annunziata a Cannaregio e il 18 gennaio 1280 le spoglie vennero trasferite con una solenne processione. Fu così che il Senato, per scongiurare ulteriori incidenti, stabilì che le reliquie venissero trasferite in una chiesa di città: con una solenne processione, il 18 gennaio 1280 il corpo fu portato nella chiesa di Santa Maria Annunziata o della «Nunciata» nel sestiere di Cannaregio.
| Data | Avvenimento |
|---|---|
| 1039 | I resti mortali vengono portati da Siracusa a Costantinopoli. |
| 1204 | Secondo la tradizione, Enrico Dandolo porta le spoglie a Venezia. |
| 1279 | Un naufragio durante il pellegrinaggio verso San Giorgio Maggiore provoca la morte di alcuni devoti. |
| 18 gennaio 1280 | Le reliquie vengono trasferite nella chiesa di Santa Maria Annunziata a Cannaregio. |
| 1861-1863 | La chiesa e il convento di Santa Lucia vengono demoliti per la costruzione della nuova stazione ferroviaria. |
| 11 luglio 1860 | Le reliquie vengono portate nella vicina chiesa di San Geremia. |
| 7 novembre 1981 | Le reliquie vengono sottratte dalla teca. |
| 13 dicembre 1981 | Santa Lucia viene riportata in chiesa e ricollocata nella teca. |
La chiesa di Santa Lucia a Cannaregio
Una nuova chiesa, intitolata a Lucia e dove furono definitivamente deposte le sue spoglie, fu consacrata nel 1313. Nel 1444 l’edificio sacro passò sotto la giurisdizione del vicino convento del Corpus Domini e nel 1574 alle Agostiniane Serve di Maria.
Nel corso degli anni l’edificio subì vari interventi e rifacimenti. Nel 1580 Palladio realizzò alcuni disegni per i suoi interni, ma, nonostante un’iscrizione sul portale maggiore lo designasse come l’autore, l’edificio venne in realtà ultimato soltanto trent’anni dopo la sua scomparsa.
In esecuzione del decreto napoleonico del 1805, la comunità conventuale fu soppressa, mentre a causa della costruzione della nuova stazione ferroviaria, chiesa e convento furono demoliti tra il 1861 e il 1863. In ricordo della chiesa, la nuova stazione prese il nome di Venezia Santa Lucia.
Ma nemmeno qui la martire siracusana potè riposare per sempre. Perché nel 1806, con decreto napoleonico, la comunità conventuale venne soppressa e, a causa della costruzione della nuova stazione ferroviaria, chiesa e convento furono demoliti tra il 1861 e il 1863.

Il trasferimento nella chiesa di San Geremia
Le reliquie della martire furono portate nella vicina chiesa di San Geremia, dove si trovano ancora oggi, l’11 luglio del 1860. Deposte sull’altar maggiore per sette giorni, vennero poi spostate su un altare laterale in attesa di costruire una nuova cappella, costruita nel 1863 con il materiale del presbiterio della distrutta chiesa di Santa Lucia.
Infine venne realizzato un altare in broccatello di Verona con fregi di bronzo dorato su disegno dell’arch. Gaetano Rossi. Le spoglie incor¬rotte della martire furono poste in una nuova urna in marmo giallo ambrato.
Le reliquie furono invece trasferite nella Chiesa di San Geremia: con la traslazione delle sante reliquie, la chiesa intitolata a San Geremia fin dal Mille acquistò anche il titolo di Lucia. Con la traslazione delle sante reliquie, la chiesa intitolata a San Geremia fin dal Mille, acquistò anche il titolo di Lucia.
Il Santuario di Lucia oggi
La ex chiesa di San Geremia, oggi Santuario di Lucia, si trova a Venezia nel sestiere di Cannaregio. È un importante edificio di culto, che custodisce numerose opere d'arte e i resti mortali di santa Lucia da Siracusa, alla quale è dedicata.
La chiesa venne edificata nell'XI secolo, per poi essere più volte ricostruita. Già nel 1206, ospitava le spoglie mortali di S. Magno, vescovo di Oderzo ed Eraclea, morto nel 670. Qui in effetti si era rifugiato, nel tentativo di fuggire ai Longobardi.
La fondazione leggendaria della chiesa andrebbe fatta risalire all’VIII secolo quando, in questa zona paludosa, giunsero le popolazioni della terraferma in fuga dai Barbari, mentre secondo la tradizione venne fondata nel 1013 per essere poi ricostruita dal doge Sebastiano Ziani nel 1174.
Nel 1206 ospitava le spoglie di San Magno, vescovo di Oderzo ed Eraclea, morto nel VII secolo. L’antico edificio basilicale a tre navate sorgeva parallelo al Canal Grande.
Architettura della chiesa di San Geremia
Il campanile di mattoni a vista (forse risalente al XII secolo) presenta due strette bifore romaniche alla base. L'edificio attuale è stato progettato da Carlo Corbellini nel 1753.
La prima messa nella chiesa ricostruita venne celebrata il 27 aprile 1760. Le facciate sul campo e sul Canale di Cannaregio, invece, sono del 1861, anno in cui finirono i lavori.
Il presbiterio venne ricostruito nel Cinquecento secondo le indicazioni del Concilio di Trento. Nel Seicento venne rialzato il campanile romanico grazie all’aggiunta dell’attuale cella campanaria.
Probabilmente per problemi di statica, la fabbrica medievale fu demolita a metà Settecento e tra il 1753 e il 1820 ricostruita su progetto di Carlo Corbellini che ruotò di 90° l’asse longitudinale dell’edificio rispetto al preesistente in modo che la facciata principale prospettasse sul campo San Geremia, con ingresso preceduto da un’alta gradinata.
Nel 1870 fu realizzata la facciata prospiciente il Canale di Cannaregio. La chiesa è una grande costruzione a croce greca, i cui bracci prospettano, con eccezione di quello absidale, sulle principali vie di comunicazione: Canale di Cannaregio, Canal Grande, Campo San Geremia.
Il prospetto sul Canal Grande corrisponde alla cappella di Santa Lucia e all’ esterno vi campeggia l’iscrizione: “Lucia Vergine di Siracusa in questo tempio riposa. All’Italia e al Mondo ispiri luce e pace”.

L’interno e le opere d’arte
Concluso da un’abside semicircolare, l’interno è coperto da una grande cupola ovoidale, contornata da quattro cupoline emisferiche. Fasci di colonne corinzie reggono la cupola all’incrocio dei transetti, sostenendo gli archi delle cappelle minori; negli intercolumni si trovano gli altari settecenteschi.
Molto bello e pregiato è l'altare, con il suo presbiterio, nel quale si possono ammirare le statue di San Pietro apostolo e San Geremia profeta, datate 1798, di Giovanni Ferrari. Sullo sfondo l'opera monocroma a fresco di Agostino Mengozzi Colonna Due Angeli in Atto di Sostenere il Globo.
Pregevole l'opera che appare sul quarto altare, La vergine assiste all'incoronazione di Venezia fatta dal vescovo S. Magno di Palma il Giovane. Opere scultoree di nota sono la Madonna del Rosario di Giovanni Maria Morlaiter e l'Immacolata di Giovanni Marchiori.
Esiste nella chiesa una miracolosa scultura acheropita del Cristo risalente agli inizi del Seicento. Dalla chiesa di Santa Lucia provengono le tele di Palma il Giovane raffiguranti Santa Lucia, Santa Maria Maddalena, Sant’Anna e San Gioacchino, Madonna del parto, San Tommaso d’Aquino e due angeli.
Altra opera ascrivibile al Palma è San Magno incorona Venezia.
La cappella e l’urna di Santa Lucia
Il braccio del transetto verso il Canal Grande venne chiuso per realizzare la cappella di Santa Lucia (1863), costruita con i marmi provenienti dalla chiesa demolita. La cappella ricorda il legame tra la chiesa attuale e l’edificio di culto di Cannaregio nel quale le reliquie furono custodite per secoli.
L’urna secentesca e l’altare furono sostituiti nel 1930 con quello attuale ad opera dell’arch. veneziano Gaetano Rossi per rendere visibile il corpo da entrambi i lati. Le reliquie sono conservate nella cappella dedicata alla Santa, affacciata sul Canal Grande.
Nel 1955, il futuro papa Giovanni XXIII, all’epoca patriarca card. Angelo Roncalli, commissionò allo scultore Minotto una maschera in argento che ricopre il volto della martire, lasciandone scoperta una piccola parte dietro l’orecchio sinistro.
Il furto delle reliquie nel 1981
Ma anche a San Geremia il corpo della Santa non ebbe pace. Nel 1981 le reliquie furono protagoniste di un episodio di cronaca nera in città: era il 7 novembre quando due giovani ruppero la teca di cristallo e presero i resti della Santa, avvolti nel velluto rosso, lasciando però la testa e la maschera d’argento che la ricopriva.
Per un mese intero si cercarono le reliquie, che vennero poi ritrovate in un capanno nella barena del Montiron, nella laguna veneta, dentro a un sacco di plastica. Così la salma venne ricomposta e dopo 36 giorni, esattamente il 13 dicembre del 1981, Lucia fu riportata in chiesa e ricollocata nel velluto rosso dalle stesse suore che cinquant’anni prima avevano realizzato le vesti.
È qui che, da allora, la Santa riposa in pace, nella nuova teca realizzata con vetro antiproiettile e sistema d’allarme, e da 900 anni veglia su tutti i pellegrini così come vuole l’iscrizione che campeggia all’esterno del santuario: “Lucia Vergine di Siracusa in questo tempio riposa. All’Italia e al mondo ispiri luce e pace”.
Dall’aeroporto della base di Sigonella il ritorno della Reliquia del Corpo di Santa Lucia a Venezia
La devozione a Santa Lucia
A Venezia sono migliaia i pellegrini che si recano in visita alle sue spoglie, custodite nella chiesa di San Geremia, meglio conosciuta come il santuario di Santa Lucia. Ed è proprio qui, a Venezia, che Lucia ha trovato pace dopo molte peripezie.
Il luogo è meta di innumerevoli fedeli provenienti da tutto il mondo. The story of devotion by followers of Saint Lucy began very soon after her…
“Lucia tells us that life is meant to be given. You have lived this in the extreme form of martyrdom, but the value of the gift of self is universal: it is the secret of true happiness. Man is not fully realized in having or even doing; it is realized in loving, that is, in giving oneself. And this can also be understood as the secret of the name Lucia: a person is luminous to the extent that he is a gift to others. And every person, in reality, is a precious gift.” Pope Francis
Le reliquie di Santa Lucia, il santuario di Cannaregio, la cappella affacciata sul Canal Grande e la storia travagliata delle traslazioni costituiscono un unico percorso di fede e memoria veneziana.