Via dell’Eremo San Lazzaro: percorso, calanchi e luoghi d’interesse

Via dell’Eremo si sviluppa tra i crinali dei tipici Calanchi Bolognesi, in un paesaggio particolarmente suggestivo e spettacolare. Il percorso ad anello, adatto a cicloescursionisti di media capacità tecnica, parte dal Parco della Chiusa e attraversa la collina di Casalecchio, l’Eremo di Tizzano, il quartiere Marullina e il territorio compreso tra Bologna e San Lazzaro di Savena.

La via prende il nome da un antico Eremo del ‘600, un tempo abitato da Eremitani Camaldolesi che poi lo abbandonarono in seguito ad una frana che lo distrusse in parte, di cui non restano neppure le rovine, ma solo testimonianze in vecchi libri e manoscritti. Questo Eremo sorgeva presso la località Casola Canina.

Calanchi Bolognesi lungo Via dell’Eremo

Il percorso ad anello dal Parco della Chiusa

Il percorso ad anello, adatto a cicloescursionisti di media capacità tecnica, parte dal Parco della Chiusa. Si segue il percorso CAI 112 VD, lungo la Via degli Dei, collegamento tra Bologna e Firenze attraverso gli Appennini.

Si attraversa la passerella sul Reno e, dopo gli impianti sportivi, si giunge sull’asfaltata via Allende. In prossimità dell’incrocio con la Porrettana, si consiglia di seguire la ciclabile che arriva fino al Parco Faianello, evitando così di procedere sulla Statale.

Dal Faianello si attraversa la Porretana e si imbocca via Rosa. Da qui il percorso si fa più impegnativo, arrampicandosi sulla meravigliosa collina di Casalecchio, attraverso vigneti e filari di querce secolari.

Villa Marescalchi ed Eremo di Tizzano

Lungo questo tratto si incontra Villa Marescalchi, costruita del XVIII secolo e ristrutturata nel 1811 da Antonio Marescalchi. Poco dopo, si arriva all’Eremo di Tizzano, complesso monastico dal cui prato antistante si può godere una splendida vista su Casalecchio e Bologna.

Villa Marescalchi ed Eremo di Tizzano

L’Eremo di Tizzano rappresenta uno dei punti più significativi del tragitto, sia per il valore storico del complesso monastico sia per la posizione panoramica. Il prato antistante consente di osservare dall’alto Casalecchio e Bologna prima di proseguire lungo la strada in discesa.

Dall’Eremo di Tizzano al Parco della Chiusa

Da qui la strada procede in discesa fino al quartiere Marullina, dove si può fare una sosta al parco dell’omonima villa, costruita nella seconda metà del '400 e restaurata e ampliata nel'600, oggi sede di prestigiosi uffici di varie società.

Si segue quindi via Manzoni, poi via Respighi e si attraversa la Bazzanese. Seguendo le indicazioni per la stazione ferroviaria, si arriva ad una rampa che si raccorda con una ciclabile.

Si procede fino ad una rotonda poi ancora dritto, imboccando via Ugo Bassi e quindi via dei Mille. Si arriva di fronte al Ponte della Pace; lo si può attraversare oppure scegliere di proseguire per via Tripoli fino al nuovo ponte della Filanda.

Da qui potete seguire un tratto del percorso dei Quattro Ponti fino a tornare fino al Parco della Chiusa.

Ponte della Pace sul percorso ciclabile

Caratteristiche del tracciato

Il percorso alterna tratti ciclabili, strade asfaltate, passaggi urbani e salite collinari. La parte più impegnativa inizia da via Rosa, quando il tracciato si arrampica sulla collina di Casalecchio tra vigneti e filari di querce secolari.

La presenza della ciclabile tra l’incrocio con la Porrettana e il Parco Faianello permette di evitare il transito sulla Statale. Dopo il Parco Faianello, il percorso attraversa la Porretana e prosegue verso via Rosa.

Casola Canina

Casola Canina era un piccolissimo ed antichissimo borgo (è nominata in alcuni documenti del 1182) che sorgeva sopra il Botteghino di Zocca con una bella chiesa del 1200, San Salvatore di Casola, che venne distrutta nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Posto in una posizione molto panoramica tra la Valle dell’Idice e quella dello Zena, di essa ora rimangono solo dei ruderi e un piccolo cimitero, ma comunque resta un luogo molto suggestivo da visitare.

Ruderi e piccolo cimitero di Casola Canina

La posizione di Casola Canina offre un punto di osservazione sui paesaggi della Valle dell’Idice e della Valle dello Zena. I ruderi e il piccolo cimitero costituiscono le principali testimonianze di un borgo antico segnato dalla distruzione della chiesa e dagli eventi bellici.

Le varianti del percorso

Accanto al percorso principale sono presenti diverse varianti ad anello, collegate a località e luoghi di interesse storico, paesaggistico e paleontologico.

VarianteLuogo d’interesse
Anello di Via TagliacaneVia Tagliacane
Anello di Casola CaninaCasola Canina
Anello della CollinaPaesaggio collinare
Anello di RiostoRiosto
Anello di Poggio ScannoPoggio Scanno
Anello di GorgognanoGorgognano

Riosto

Una variante del percorso principale conduce a Riosto. Qui sorgeva un borgo molto antico arricchito della bellissima chiesa dedicata a S. Maria Assunta e da un castello, ma anche qui, gli eventi dell’ultima Guerra hanno raso al suolo quasi tutto, lasciando solo macerie di queste preziose testimonianze, della chiesa in particolare ora rimangono pochi resti.

Molto suggestivo è il paesaggio che si apre allo sguardo con viste su calanchi, vigneti e morbide colline situate tra il torrente Zena e il fiume Savena. Proprio a Riosto, nel 1863, furono trovati teschio e costole di una specie, simile agli attuali Dugonghi, che fu chiamata Felsinotherium forestii.

L’esemplare è esposto al Museo Giovanni Capellini, a Bologna.

Paesaggio di Riosto tra calanchi e vigneti

Poggio Scanno

Un’altra variante del percorso principale porta invece a Poggio Scanno, antico borgo in cui sorge solitaria una chiesetta di campagna. Godetevi questa bellissima passeggiata sul crinale che conduce appunto a Poggio Scanno, luogo importante perché vi venne combattuta l’ultima battaglia sulla linea gotica il 19 aprile 1945, due giorni prima della liberazione di Bologna.

Il crinale verso Poggio Scanno unisce l’interesse paesaggistico a quello storico. La chiesetta di campagna, rimasta solitaria, è il principale elemento riconoscibile dell’antico borgo.

Chiesetta di campagna a Poggio Scanno

Gorgognano

Gorgognano, anch’esso distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, è stato nei tempi un borgo vitale con una bella e importante Pieve. Negli ultimi anni l’Associazione Parco Museale della Val di Zena qui ha coordinato la realizzazione di diversi interventi.

Inizialmente è stato ripristinato il sentiero che attraversa ciò che resta del borgo, ossia ruderi, poi successivamente il piccolo cimitero. Inoltre, sono stati sviluppati laboratori che hanno visto la partecipazione dei bambini e degli abitanti del luogo, durante i quali sono state create e poi installate delle opere dedicate alla memoria del borgo.

A Gorgognano inoltre sono stati ritrovati i resti di una balena del Pleistocene (2-5 milioni di anni fa) che ora sono esposti al Museo Giovanni Capellini di Bologna.

Ruderi di Gorgognano nella Val di Zena

Paesaggio e memoria storica

La Via dell’Eremo attraversa un territorio nel quale calanchi, vigneti, colline e corsi d’acqua si alternano a ruderi, cimiteri, chiese e testimonianze legate alla Seconda Guerra Mondiale. Il paesaggio tra il torrente Zena e il fiume Savena si apre su calanchi, vigneti e morbide colline.

Casola Canina, Riosto, Poggio Scanno e Gorgognano conservano tracce diverse della storia locale: antichi borghi, edifici religiosi, castelli, luoghi della Resistenza e reperti paleontologici. Le distruzioni della guerra hanno lasciato soprattutto ruderi e pochi resti, ma gli interventi di recupero dei sentieri, dei piccoli cimiteri e delle opere dedicate alla memoria contribuiscono a mantenere riconoscibile il legame con il passato.

Resoconto escursione Parco Calanchi dell'Abbadessa

Indicazioni per affrontare il percorso

Il percorso è indicato per cicloescursionisti di media capacità tecnica. È consigliabile prestare particolare attenzione al tratto successivo a via Rosa, dove la salita sulla collina di Casalecchio rende il tracciato più impegnativo.

Nel tratto vicino alla Porrettana, la ciclabile verso il Parco Faianello consente di evitare di procedere sulla Statale. Il rientro può avvenire attraversando il Ponte della Pace oppure proseguendo per via Tripoli fino al nuovo ponte della Filanda, per poi seguire un tratto del percorso dei Quattro Ponti.

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