Il messaggio del Diario di Santa Faustina, secondo i Papi che hanno promosso e approfondito la devozione alla Divina Misericordia, è il Vangelo di Gesù Cristo morto e risorto, che dona la misericordia del Padre. San Giovanni Paolo II ha canonizzato Santa Faustina nel 2000 e ha istituito la Domenica della Divina Misericordia; Papa Francesco ha invitato a tornare alla «fonte della misericordia» per diventare capaci di «pazienza, perdono e amore».
Il Papa non presenta la misericordia come un perdono automatico o separato dalla conversione. La misericordia conduce all’incontro con Cristo, al pentimento, alla confessione, alla comunione, alla preghiera e alle opere concrete di misericordia. Nel Diario, infatti, la fiducia in Dio è inseparabile dal desiderio di cambiare vita e di collaborare alla salvezza dei peccatori.
Chi è Santa Faustina Kowalska
Santa Faustina Kowalska è una delle figure più straordinarie nella storia della Chiesa moderna. Conosciuta anche come Apostola della Divina Misericordia, è stata una grande Mistica, Profetessa ed esempio di spiritualità e fede, tanto da essere annoverata tra i santi più amati di sempre. Suo grande merito la diffusione della devozione alla Divina Misericordia in tutto il mondo.
Santa Faustina Kowalska nacque il 25 agosto 1905 in un piccolo villaggio in Polonia. Da giovane, mostrò una profonda devozione religiosa e un forte desiderio di servire Dio, ma dovette mettere da parte la propria vocazione, per lavorare e aiutare la famiglia.
Il richiamo alla vita spirituale divenne tuttavia sempre più difficile da ignorare. Gesù le sarebbe apparso in più di un’occasione, rimproverandola per i suoi tentennamenti e richiamandola ai suoi doveri.
Infine, a 20 anni e dopo essere stata rifiutata da diversi istituti, entrò nel convento delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia a Varsavia. Assunse il nome di Suor Maria Faustina e fin dal principio improntò la sua vita religiosa a una grande austerità, minando la propria salute cagionevole con frequenti digiuni, e lavorando indefessamente.
Finalmente libera di servire Cristo fu a Lui legata da una profonda unione, alimentata dalla preghiera e dalla contemplazione. Nel corso dei dialoghi con Gesù la suora ricevette da Lui l’incarico di diffondere il culto della Divina Misericordia.
Nonostante le difficoltà e le malattie che affrontò nella sua vita, Suor Faustina lavorò instancabilmente per diffondere il messaggio della Divina Misericordia. Viaggiò per promuovere la devozione, parlò con sacerdoti e vescovi, e scrisse lettere per condividere il suo messaggio.
Suor Faustina Kowalska spirò a Cracovia il 5 ottobre 1938. Aveva 33 anni, gli stessi del Redentore. Nel 2000 San Giovanni Paolo II la canonizzò alla gloria degli altari, per la salvezza delle tante anime che chi si affidano a quella Misericordia che la santa ha amato e diffuso con la sua vita di amore e donazione.
Che cos’è il Diario di Santa Faustina
Per tutta la vita Santa Faustina tenne un Diario, pubblicato dopo la sua morte e tradotto in molte lingue. Su di esso, oltre ai fatti della sua vita quotidiana, ella trascrisse, dietro consiglio dei suoi padri spirituali e confessori, le visioni e le rivelazioni che riceveva.
Noto anche come il Diario di Santa Faustina: La misericordia divina nella mia anima, il diario è una testimonianza unica delle sue esperienze mistiche e delle comunicazioni dirette che affermava di avere avuto con Gesù Cristo.
Nel suo diario, Santa Faustina ha documentato in modo dettagliato le sue visioni, le rivelazioni divine e le ispirazioni spirituali che ha ricevuto durante la sua vita religiosa. Queste esperienze includevano visioni di Gesù, dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso, nonché le istruzioni dettagliate che Gesù le diede riguardo alla promozione della devozione alla Divina Misericordia.
Il Diario di Santa Faustina ha guadagnato maggiore attenzione e importanza dopo la sua canonizzazione e oggi è considerato una lettura preziosa per i cristiani.
Il centro del Diario: la misericordia di Dio
Nel Diario la misericordia viene presentata come il grande dono con cui Dio si avvicina all’umanità ferita. «Scrivi le mie parole, figlia mia, parla al mondo della mia misericordia. Tutta l'umanità ricorra ad essa.»
«Scrivi che, prima di venire come giudice giusto, spalanco le porte della mia misericordia: chi non vuole passare per esse, dovrà passare attraverso la porta della mia giustizia.»
«Grande gioia mi procurano le anime che fanno appello alla mia misericordia; concedo loro grazie che superano i loro stessi desideri.»
«Non posso punire nemmeno il più grande peccatore quando ricorre al mio perdono, ma lo giustifico grazie alla mia misericordia ch'è infinita e che a voi rimane incomprensibile.»
Nel linguaggio del Diario, la misericordia non è un’idea astratta, ma l’azione concreta di Dio che offre perdono, grazia e possibilità di conversione. «Tutto ciò che io compio per la vita delle anime è impregnato di misericordia.»
La misericordia come sorgente di vita
«Squarciai il mio cuore come sorgente di misericordia, affinché tutte le anime vi attingano la vita. S'accostino, dunque, tutti con fiducia illimitata a questo oceano di pura bontà.»
«I peccatori ne conseguiranno la giustificazione e i giusti saranno confermati nel bene. Nell'ora della morte, colmerò con la mia divina pace l'anima che avrà collocato la sua fiducia nella mia pura bontà.»
Il Diario afferma inoltre che la misericordia riguarda sia chi deve convertirsi sia chi è già impegnato nel cammino della fede: «Ne hanno bisogno i giusti quanto i peccatori perché, come la conversione, anche la perseveranza è un dono della mia misericordia.»
Il rapporto tra miseria umana e misericordia divina
Gesù ha svelato a me la mia miseria, comprendo da essa la grandezza della sua misericordia. Nella mia vita, guarderò con un occhio all’abisso di miseria che sono io e con l’altro all’abisso della sua misericordia.
Questa immagine mostra che la fiducia cristiana non nasce dalla presunzione di essere senza peccato, ma dal riconoscimento della propria fragilità davanti a un Dio più grande della miseria umana.
«Quanto più uno è grande peccatore, tanto maggior diritto egli ha alla mia misericordia, se ricorre ad essa.»
La frase non significa che il peccato sia irrilevante, ma che nessuna miseria deve diventare un motivo per disperare del perdono. La misericordia è offerta a chi si rivolge a Dio con fiducia.
Il Diario parla anche di pentimento ed espiazione?
Una delle obiezioni rivolte alla devozione della Divina Misericordia sostiene che nel Diario si parli soltanto di misericordia, senza pentimento, espiazione o cambiamento di vita. Questa interpretazione non corrisponde al contenuto complessivo del Diario.
Certamente il Diario di suor Faustina ispira fiducia nella misericordia di Dio nei confronti dei peccatori. Questa misericordia però non è a buon mercato perché il Signore chiede di pregare per la loro conversione.
La misericordia di Dio non è una vuota parola ma si esprime nel pentimento donato ai peccatori e nella grazia della conversione. Nella Coroncina della Divina Misericordia si ripete incessantemente: «Per la sua dolorosa passione abbi misericordia di noi e del mondo intero».
Quella misericordia ha un prezzo ed è il sacrificio di Gesù. Al suo sacrificio ci uniamo con il nostro personale il sacrificio. Innanzitutto con quello della preghiera per impetrare la grazia del pentimento e la conversione.
La preghiera per la conversione dei peccatori
La Vigilia di Natale del 1933 Santa Faustina annota: «Oggi Gesù mi ha detto: Desidero che tu conosca più a fondo l’amore di cui arde il mio cuore verso le anime e lo comprenderai quando mediterai la mia passione.»
«Invoca la mia misericordia per i peccatori; desidero la loro salvezza. Quando reciterai questa preghiera con cuore pentito e con fede per qualche peccatore gli concederò la grazia della conversione.»
La breve preghiera è la seguente: «O sangue e acqua, che scaturisti dal cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in te».
La penitenza e l’offerta di sé
Santa Faustina è consapevole che la misericordia di Dio passa anche attraverso la grazia dell’espiazione. Per questo il 25 marzo 1935 scrive: «All’improvviso vidi le anime che stanno espiando in purgatorio. Il loro aspetto era come un’ombra e fra di loro vidi molti demoni».
La grazia della conversione passa anche attraverso la personale penitenza, unita al sacrificio di Gesù. Suor Faustina desidera non soltanto fare qualche sacrificio, ma offrirsi in olocausto in unione con quello di Gesù.
«O Gesù, quanto mi fanno pena i poveri peccatori! O Gesù, concedi loro il pentimento e il dolore; ricordati della tua dolorosa passione.»
«Conosco la tua infinita misericordia. Non posso sopportare che un’anima che a te è costata così tanto debba perire.»
«O Gesù dammi le anime dei peccatori! La tua misericordia si posi su di loro. Prendimi tutto ma dammi le anime.»
«Desidero diventare una vittima sacrificale per i peccatori. L’involucro del corpo nasconde il mio sacrificio, dato che anche il tuo sacratissimo cuore è nascosto nell’ostia, dove pertanto sei un olocausto vivo.»
«O Gesù transustanziami in te, finché io sia un olocausto vivo a te gradito. Desidero riparare in ogni momento per i poveri peccatori.»
«Il sacrificio del mio spirito si nasconde sotto l’involucro del corpo; gli sguardi della gente non lo scorgono; per questo è puro e gradito a te».
La riparazione per i singoli peccati
Il Diario descrive anche forme concrete di riparazione. Il 16 agosto 1937 Santa Faustina scrive: «Quando conosco lo stato di un’anima e quello che in essa non piace a Dio, vengo a saperlo in questo modo: istantaneamente provo dolore alle mani, ai piedi e al fianco, nei punti in cui trafissero le mani, i piedi, il costato del Salvatore».
«In quel momento vengo a conoscenza dello stato di un’anima e del genere di peccato. In casi di questo genere desidero riparare nei confronti di Gesù.»
«Oggi ho portato per sette ore una cintura catenelle per impetrare ad una data anima la grazia del pentimento. Alla settima ora ho provato un senso di sollievo, poiché quell’anima nel suo intimo aveva già ricevuto il perdono, sebbene non si fosse ancora confessata.»
«Per il peccato dei sensi, mortificò il corpo e digiuno nella misura che mi è permesso. Per il peccato di superbia prego con la fronte appoggiata a terra.»
«Per il peccato di odio prego e do una dimostrazione pratica nei confronti di una persona con la quale ho delle difficoltà e così, secondo il genere dei peccati conosciuti do soddisfazione alla giustizia».
La penitenza come preghiera per gli altri
Il 10 febbraio 1937 è il mercoledì delle ceneri. Suor Faustina si determina alcune pratiche penitenziali. Ne scrive l’intenzione: «Per impetrare la misericordia di Dio per i poveri peccatori e ai sacerdoti il potere di indurre al pentimento il cuore dei peccatori».
Come si vede, il messaggio che Dio trasmette attraverso Santa Faustina è perfettamente corrispondente a quanto rivelato a San Paolo: «Ora io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa».
Che cosa ha detto San Giovanni Paolo II
Santa Faustina Kowalska esercitò un forte ascendente su Giovanni Paolo II, che la canonizzò nel 2000 e istituì la Domenica della Divina Misericordia, che prende il suo nome proprio dalla Santa polacca e nell’anno liturgico coincide con la domenica in albis, la domenica successiva a quella di Pasqua.
San Giovanni Paolo II ha avuto un rapporto particolarmente intenso con il messaggio della Divina Misericordia. La figura di suor Faustina è legata a una fase importante della sua vita, quando durante l’occupazione nazista lavorava in uno stabilimento.
Lo raccontò nel 2002: «Ancora oggi ricordo la via che porta da Borek Fałęcki a Dębniki. La percorrevo tutti i giorni andando a lavorare in diversi turni, con le scarpe di legno ai piedi.»
«Allora si portavano quelle. Come era possibile immaginare che quell’uomo con gli zoccoli un giorno avrebbe consacrato la basilica della Divina Misericordia a Łagiewniki di Cracovia?»
La canonizzazione di Santa Faustina
Nella messa di canonizzazione della religiosa polacca, il 30 aprile 2000, Giovanni Paolo II afferma: «Attraverso il cuore di Cristo crocifisso la misericordia divina raggiunge gli uomini: "Figlia mia, dì che sono l'Amore e la Misericordia in persona", chiederà Gesù a suor Faustina».
La canonizzazione ha dato una particolare risonanza ecclesiale al Diario e alla spiritualità della Divina Misericordia. Il messaggio non viene presentato come una devozione separata dal Vangelo, ma come una luce che richiama il cuore stesso della rivelazione cristiana.
L’istituzione della Domenica della Divina Misericordia
Un Messaggio così importante che San Giovanni Paolo II 21 anni fa, il 30 aprile del 2000 nel giorno in cui canonizzò suor Faustina, istituì la Domenica della Divina Misericordia che viene celebrata la seconda Domenica di Pasqua, la “Domenica in albis”.
Era stato Gesù stesso a esprimere il desiderio che vi fosse una festa della Misericordia: «Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia».
San Giovanni Paolo II, nella prima domenica dopo Pasqua, istituì la solennità della Divina Misericordia.
La misericordia come via di pace
Nel suo messaggio, il Papa ricorda anche le parole di san Giovanni Paolo II pronunciate nella Messa di dedicazione del Santuario della Divina Misericordia, il 17 agosto 2002.
«Il fuoco della misericordia deve essere comunicato al mondo. Nella misericordia di Dio il mondo troverà la pace e l'uomo la felicità».
Il messaggio di San Giovanni Paolo II chiedeva che la misericordia raggiungesse ogni persona e diventasse una forza di conversione, fraternità e riconciliazione:
«Il tuo messaggio di luce e di speranza si diffonda in tutto il mondo, spinga alla conversione i peccatori, sopisca le rivalità e gli odi, apra gli uomini e le nazioni alla pratica della fraternità.»
«Noi oggi, fissando lo sguardo con te sul volto di Cristo risorto, facciamo nostra la tua preghiera di fiducioso abbandono e diciamo con ferma speranza: Gesù, confido in Te!»
Che cosa dice Papa Francesco
A 90 anni dalla prima rivelazione di Gesù Misericordioso a suor Faustina Kowalska, il Pontefice ha inviato un messaggio al vescovo di Plock, esortando a tornare alla “fonte della misericordia” per diventare capaci di “pazienza, perdono e amore”.
«Trasmettete al mondo il fuoco di Gesù Misericordioso. Siate per tutti un segno della sua presenza in mezzo a voi».
Il compito che il Papa affida oggi è il riflesso del messaggio forte, intenso, del “dono di speciale illuminazione”, come aveva detto Giovanni Paolo II nella Messa di beatificazione della suora, 18 aprile 1993, che ha convertito fedeli in ogni angolo del mondo.
Il ritorno alla fonte della misericordia
Nella lettera del Papa al vescovo di Płock, monsignor Piotr Libera, Francesco si unisce in preghiera ai fedeli polacchi, condividendo la “gioia della chiesa di Plock”.
Ricorda anche le parole tratte dal diario di suor Faustina, «L'umanità non conoscerà la pace finché non si rivolgerà alla fonte della mia misericordia».
Per questo l’invito del Pontefice è chiaro: Rivolgiamoci a questa fonte. Chiediamo a Cristo il dono della misericordia. Lascia che ci abbracci e ci penetri.
Abbiamo il coraggio di tornare a Gesù, di incontrare il suo amore e la sua misericordia nei sacramenti. Sentiamo la sua vicinanza e tenerezza e allora anche noi saremo più capaci di misericordia, pazienza, perdono e amore.
La misericordia e la pace
«Nella misericordia c’è la pace».
Si tratta - spiega Francesco - di “una sfida speciale per la chiesa di Płock, contraddistinta da questa rivelazione, per la Congregazione delle suore di Nostra Signora della Misericordia, per la città di Płock e per ciascuno di voi”.
Una sfida nel segno del fuoco di Gesù amore.
Il messaggio della Divina Misericordia è il Vangelo
Ieri all’Angelus, il Papa ha ricordato la ricorrenza di oggi e il messaggio della Divina Misericordia che grazie a San Giovanni Paolo II, è giunto al mondo intero.
Non è altro che il Vangelo di Gesù Cristo, morto e risorto, che ci dona la misericordia del Padre. Apriamogli il cuore, dicendo con fede: “Gesù, confido in Te”.
«Faustina non porta un messaggio nuovo perché il messaggio della Misericordia non è altro che il Vangelo di Gesù Cristo Risorto ma lei porta questa nuova luce per la Chiesa, per i credenti e per i non credenti».
Il tweet di Papa Francesco sulle cadute
In un tweet diffuso oggi, il Pontefice scrive che: «Il Signore non vuole che ripensiamo continuamente alle nostre cadute, ma che guardiamo a Lui, che nelle cadute vede dei figli da rialzare, nelle miserie vede dei figli da amare con misericordia».
Il pensiero non elimina la responsabilità personale, ma orienta lo sguardo dalla disperazione alla fiducia. La persona peccatrice non viene identificata soltanto con la propria caduta: è un figlio che Dio vuole rialzare e amare.
La misericordia come risposta all’egoismo
Il rettore del Santuario della Divina Misericordia, monsignor Jozef Bart, nota come “questo crescente culto della Misericordia di Dio nelle sue varie dimensioni veramente aiuta proprio coloro che sono colpiti dalla pandemia ma è anche come un vaccino contro il virus dell’egoismo che potrebbe distruggere la civiltà dell'amore”.
Rimarcando anche la concretezza della Misericordia, si sofferma sul legame di san Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco nel segno della Misericordia.
Papa Wojtyla fece del suo Pontificato l'immagine della Divina Misericordia, Benedetto XVI affermò che le parole “Gesù, confido in te” riassumono la nostra fede cristiana, che è la fede nell'onnipotenza dell'amore misericordioso di Dio, mentre Papa Francesco, artefice dell'Anno Santo della Misericordia, ha aperto le porte di questo dono all’umanità intera.
La Chiesa e la memoria liturgica di Santa Faustina
Il 5 ottobre ricorre la memoria liturgica di Santa Faustina Kowalska, mistica e devota al culto della Divina Misericordia.
Francesco, nel maggio 2020, approva un decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti che stabilisce il 5 ottobre la memoria liturgica di Santa Faustina.
La vita straordinaria e l’impegno di Santa Faustina nella diffusione del messaggio della Divina Misericordia hanno ispirato milioni di persone a conoscere e sperimentare la misericordia di Dio nella loro vita.
Il suo lascito continua a vivere attraverso la devozione alla Divina Misericordia, portando conforto e speranza a coloro che cercano la grazia e la redenzione divina.
L’immagine di Gesù Misericordioso
Nel 1931 Suor Faustina ebbe la visione che la portò a creare il culto della Divina Misericordia. Mentre la suora pregava nella sua cella Gesù le apparve avvolto in una veste bianca, con una mano alzata in benedizione e l’altra posata sul petto.
Da questa mano fuoriuscivano due raggi splendenti: uno bianco e l’altro rosso. Gesù le disse che il primo rappresentava l’Acqua che purifica le anime, il secondo il Sangue, veicolo di salvezza e vita.
Le disse anche che avrebbe dovuto raffigurarlo con quel sembiante, e che la Sua immagine avrebbe dovuto essere oggetto di venerazione in tutto il mondo. Gesù l’avrebbe nominata “Segretaria della Divina Misericordia”.
Era il 22 febbraio del 1931 quando il Signore si manifestò alla suora polacca che scrive nel Diario: «Gesù mi disse: Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù, confido in Te. Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero».
La prima immagine di Gesù Misericordioso fu dipinta a Vilnius, sotto la guida della stessa suor Faustina. L’immagine più conosciuta è custodita nel Santuario della Divina Misericordia a Cracovia-Łagiewniki.
Fu creata secondo le istruzioni della guida spirituale dell’Apostola della Divina Misericordia, padre Józef Andrasz.
L'immagine di Gesù misericordioso fatta dipingere da Santa Faustina. La scritta in polacco Jezu Ufam Tobie significa "Gesù confido in te".

La Coroncina della Divina Misericordia
La Coroncina alla Divina Misericordia è una preghiera devozionale a carattere litanico rivelata da Gesù a Santa Faustina Kowalska e da questa diffusa nella Chiesa. Implora la Misericordia di Dio per i peccatori.
La Coroncina fu dettata da Gesù a Santa Faustina a Vilnius i giorni 13 e 14 settembre 1935 come preghiera per placare l'ira di Dio.
Nel Diario di Santa Faustina sono riportate le parole con cui Gesù le ha insegnato la recita della Coroncina.
Il significato della Coroncina
Chi recita questa preghiera offre a Dio Padre «il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità di Gesù Cristo», per implorare misericordia per i propri peccati, per quelli del prossimo e per quelli del mondo intero, unendosi all’offerta del Salvatore.
Attraverso questa preghiera si chiede misericordia «per noi e per il mondo intero», e quindi si compie un atto di misericordia.
La preghiera vuol porre il fedele che la recita in un atteggiamento di totale fiducia in Dio e di adesione alla sua volontà.
In questo spirito l’orante può attendere il compimento delle promesse di Cristo, in particolare di quelle che riguardano l’ora della morte: la grazia della conversione e di una morte serena.
Le promesse legate alla preghiera
«La mia Misericordia avvolgerà in vita e specialmente nell'ora della morte le anime che reciteranno questa coroncina.»
«Nell'ora della morte difenderò come Mia gloria ogni anima che reciterà questa coroncina, oppure altri la reciteranno vicino a un agonizzante, e otterranno per l'agonizzante lo stesso perdono.»
«Quando vicino a un agonizzante viene recitata questa coroncina si placa l'ira di Dio e l'imperscrutabile Misericordia avvolge l'anima e si commuovono le viscere della mia Misericordia, per la dolorosa Passione di Mio Figlio.»
La promessa generale consegnata da Gesù a Santa Faustina dice: «Figlia mia, esorta le anime a recitare la coroncina che ti ho dato. Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto ciò che Mi chiederanno.»
«Se la reciteranno peccatori incalliti, colmerò di pace la loro anima, e l'ora della loro morte sarà serena.»
«Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla Mia volontà.»
«Recita continuamente la Coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell'ora della morte.»
«I Sacerdoti la consiglieranno ai peccatori come ultima tavola di salvezza; anche se si trattasse del peccatore più incallito se recita questa Coroncina una volta sola, otterrà la Grazia dalla mia infinita Misericordia.»
«Oh! che grandi Grazie concederò alle anime che reciteranno questa Coroncina: le viscere della mia Misericordia s'inteneriscono per coloro che recitano la Coroncina.»
«Tutta l'umanità conosca la mia insondabile Misericordia. Questo è un segno per gli ultimi tempi, dopo i quali arriverà il giorno della Giustizia.»
«Fintanto che c'è tempo, ricorrano alla sorgente della mia Misericordia, approfittino del Sangue e Acqua scaturiti per loro.»
«Con la recita della coroncina avvicini a Me il genere umano.»
Come si recita la Coroncina
In pratica la coroncina alla Divina Misericordia si recita utilizzando la normale corona del rosario.
- Si inizia con il segno della croce.
- Seguono il Padre nostro, l’Ave Maria e il Credo.
- Sui cinque grani maggiori del rosario si dice: «Eterno Padre, io ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Signore nostro Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero».
- Sui grani minori si dice: «Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero».
- Al termine si dice per tre volte: «Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero».
- La preghiera termina con l’invocazione: «O Sangue ed Acqua che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in te!»
- Si termina con il segno della croce.
Per recitarla si usa la normale corona del Santo rosario e generalmente viene detta alle tre del pomeriggio, ora in cui spirò il Cristo sulla croce.
L’Ora della Misericordia
Coroncina alla Divina Misericordia. Orazione nell'Ora della Misericordia (tre pomeridiane): Gesù, Tu sei appena morto e già una sorgente di vita è sgorgata per le anime. O sorgente di vita, incomprensibile misericordia di Dio, avvolgi il mondo intero e riversati su di noi.
O Sangue ed Acqua che scaturisci dal Cuore di Gesù, come sorgente di misericordia per noi, confido in Te.
- Padre nostro
- Ave Maria
La misericordia nella vita cristiana
La missione principale di Santa Faustina era diffondere la consapevolezza della misericordia di Dio e incoraggiare la confessione e la comunione frequenti. Gesù le insegnò la Coroncina della Divina Misericordia, una preghiera potente che chiede la misericordia di Dio per il mondo intero.
La devozione al culto della Divina Misericordia e in particolare la recita della Coroncina della Divina Misericordia che Gesù dettò a Santa Faustina, garantisce conforto e speciali grazie, in particolare la promessa di una morte serena e in pace.
Ogni uomo, anche il più terribile tra i peccatori, può trovare nel culto della Divina Misericordia il perdono di tutti i peccati e la speranza della salvezza, confidando in Dio, Padre Misericordioso, sempre pronto a riaccogliere anche i suoi figli smarriti e perduti.
La misericordia, però, non resta soltanto un conforto interiore. Essa chiede di diventare uno stile di vita fondato sulla preghiera, sul perdono, sulla pazienza e sull’attenzione verso chi soffre.
In un’anima sofferente dobbiamo vedere Gesù Crocifisso e non un parassita e un peso… [Signore], ci dai la possibilità di esercitarci nelle opere di misericordia e noi ci esercitiamo nei giudizi.
Il pensiero richiama la necessità di riconoscere Cristo nella persona vulnerabile e di trasformare la fede in opere concrete, invece di sostituire la misericordia con il giudizio.
La fiducia in Gesù e la responsabilità dell’uomo
Dal Diario di santa Maria Faustina Kowalska è possibile attingere anche per preghiere speciali, da recitare nell’ambito del culto della Divina Misericordia.
Gesù: «L’anima che confida nella Mia Misericordia è la più felice, perché Io stesso ho cura di lei (Diario 1273). Le ricambio la mia fiducia e le do tutto quello che chiede.»
Suor Faustina: «Non riesco a comprendere come si possa non avere fiducia in Colui che può tutto. Con Lui tutto, senza di Lui nulla. Egli, il Signore, non permetterà né lascerà che restino confusi coloro che hanno posto in Lui tutta la loro fiducia.»
La fiducia, nel Diario, non è passività. È l’affidamento a Dio che rende possibile obbedire alla sua volontà e lasciarsi trasformare dalla grazia.
«Dio di grande misericordia e di bontà infinita, l'umanità grida a te dall'abisso della sua miseria. Non respingere la preghiera di chi è esiliato sulla terra.»
«Ti supplichiamo, perciò, previenici con la tua grazia e moltiplica su di noi la tua misericordia, affinché compiamo fedelmente la tua volontà per tutta la vita e nell'ora della nostra morte.»
«La tua misericordia ci difende dai nemici della nostra salvezza così che, fiduciosi come tuoi figlioli, attendiamo la tua ultima venuta nel giorno noto a te soltanto, con la speranza di ottenere, pur miserabili come noi siamo, tutto ciò che da Gesù ci fu promesso.»
«Egli è la nostra sicurezza. Attraverso il suo cuore misericordioso, come passando per una porta aperta, siamo certi di entrare in paradiso.»
Il significato di «Gesù, confido in te»
La frase «Gesù, confido in te» riassume l’atteggiamento spirituale promosso dal Diario: riconoscere la propria miseria, credere nell’amore di Dio, chiedere il perdono e affidarsi alla grazia della conversione.
«Sebbene mi occupi di tante cose e mi stia a cuore, Signore, l'opera che mi hai affidato; sebbene desideri la salvezza delle anime e mi addolori ogni loro caduta nel peccato; per quanto pianga su tutte le persecuzioni che soffrono i tuoi fedeli, provo tuttavia dentro di me una grande pace che né i trionfi, e nemmeno le sconfitte, possono scuotere, perché tu sei per me al di sopra di ogni cosa.»
La pace di cui parla Santa Faustina non dipende dal successo personale o dall’assenza di sofferenza. Nasce dalla certezza che Dio resta il riferimento ultimo e che la sua misericordia è più grande delle debolezze umane.
«La conoscenza di Dio mi rende libera e assolutamente indipendente da ogni cosa. Qualunque avvenimento ormai viene a trovarsi sotto i miei piedi, dal momento che il mio sguardo è fisso in Dio.»
«La sapienza vera è amare Dio; ogni grandezza e ogni beltà si trova in lui. Fuori di lui non conosco nulla che possa dirsi grande e bello.»
Il messaggio del Diario secondo la Chiesa
Il Diario non presenta una misericordia contrapposta alla giustizia, né un perdono separato dalla verità. «Scrivi che, prima di venire come giudice giusto, spalanco le porte della mia misericordia: chi non vuole passare per esse, dovrà passare attraverso la porta della mia giustizia».
La misericordia precede il giudizio e offre all’uomo il tempo della conversione. «Per punirli ho l'eternità; adesso prolungo il tempo della mia misericordia.»
«Desidero colmare di grazie tutte le anime; sono esse, semmai, che non le vogliono ricevere. Trovano tempo per tutto, solamente non ne trovano per me.»
Il Diario sottolinea quindi l’urgenza di accogliere la grazia: «Infelici quelle che non vorranno riconoscere che questo è il tempo in cui vengo loro incontro».
La misericordia non nega la giustizia
La giustizia di Dio raggiunge l’essenza profonda delle cose. Dinnanzi a lei, tutto si presenta nella sua nuda verità e niente è in grado di opporle resistenza.
Nel Diario, tuttavia, l’amore e la misericordia vengono indicati come il maggiore attributo di Dio: «Compresi ch'entrambi formano il maggiore attributo di Dio.»
«È grazie ad esso che si uniscono tra loro il creatore e la creatura. Nell'incarnazione del Figlio di Dio e nella sua opera di redenzione, riconosco l'amore supremo e l'abisso della misericordia.»
La misericordia non cancella la verità sul peccato, ma rende possibile il ritorno alla comunione con Dio. Per questo la preghiera chiede insieme misericordia, pentimento, conversione e fedeltà.
La misericordia come missione della Chiesa
Ai sacerdoti che annunceranno la mia misericordia, concederò una forza singolare e darò efficacia alle loro parole, commovendo i cuori di coloro ai quali essi si rivolgeranno.
La missione affidata a Santa Faustina non si limita alla devozione privata. Il messaggio deve essere annunciato, celebrato nella Chiesa e praticato nella vita quotidiana.
Richiamando la profonda esperienza che la suora polacca vive con il Signore nella dimensione della sua Misericordia, monsignor Bart sottolinea le richieste che le rivolse Gesù: che la Misericordia sia celebrata nella Chiesa e sia praticata e che la festa della Misericordia sia celebrata la domenica dopo Pasqua.
Proprio quel giorno esplode “l’abbondanza dei frutti che scaturiscono dalla Passione, Morte e Risurrezione di Cristo, e questo frutto è la Misericordia”.
Un giorno in cui - sottolinea padre Bart - scorrono le grazie sull'umanità intera.
Numerose chiese, cappelle e santuari sono stati dedicati alla Divina Misericordia in tutto il mondo e il culto è ancora oggi molto attivo e diffuso.
Il senso della devozione secondo il Papa
Le parole dei Papi convergono su alcuni punti fondamentali:
- la Divina Misericordia è il cuore del Vangelo di Gesù Cristo morto e risorto;
- la fiducia in Dio non elimina il pentimento, ma conduce alla conversione;
- la misericordia ricevuta deve diventare misericordia praticata;
- la preghiera, i sacramenti e la confessione sono vie concrete per incontrare l’amore di Cristo;
- la misericordia è una sorgente di pace personale e sociale;
- il messaggio di Santa Faustina è rivolto ai peccatori, ai sofferenti, alla Chiesa e al mondo intero.
Il Papa invita dunque a non leggere il Diario come una promessa di salvezza senza cambiamento di vita. La frase «Gesù, confido in te» non significa ignorare il peccato, ma credere che la grazia di Cristo può liberare dal peccato e rialzare chi si converte.
Continua con la preghiera e con l’offerta di te stesso a invoca la divina misericordia che si esprime nella grazia del pentimento e della conversione con la preghiera e con il sacrificio.